sabato 3 dicembre 2016

I dieci fatti buffi di Abu Dhabi 2016

La mamma di Nico Rosberg
Perchè, a quanto pare, esiste anche lei. Pur non essendo mai stata menzionata, pur non apparendo mai in un messaggio, in un video, pur non essendo mai stata menzionata da anima viva... esiste. Ed ' comparsa tra di noi. Ovviamente al posto giusto nel momento giusto, come tutte le madri del mondo.
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La foto di classe
la foto di classe dell'anno. Con Jenson Button e Felipe Massa in posizione d'onore. In prima fila come solo i grandi campioni, al centro dell'attenzione, come sanno fare solo quelli che contano, seduti come i vecchi sull'autobus. 
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GP2! GP2! GP2!
Sono rimasta un secondo perplessa davanti a quella che potrebbe essere la trasformazione di Fernando Alonso in una persona normale. O forse è solo il camuffamento dell'occasione, però ci ha saputo fare. Sempre meglio, comunque, di quell'orido "sarà divertente gareggiare contro di te dal prossimo anno" messaggio di saluto all'amico Felipe nel momento in cui questo è stato cacciato a pedate dal team di Maranello. Nota numero 1: l'aver partecipato alla parata, insieme ad ogni altro membro del team, che ha condotto Jenson dal motorhome alla pista per l'ultima volta. Nota numero 2: l'essersi impegnato un po' di più nella dedica via instagram, con tanto di foto in cui sembrano pure abbracciati. Nota numero 3:aver evitato per un intero week end ognuna di quelle mosse di egocentrismo che tanto lo rappresentano. Niente team radio acchiappa views, tranne per qualcosina del sabato, niente dichiarazioni impertinenti nè minacce di abbandonare tutto e tutti quanto prima. Anche perchè, adesso che ha visto che bella festa gli organizzeranno, ha deciso di volerla anche lui. Insomma, pare che per un intero fine settimana si sia fatto da parte per lasciar spazio al compagno di squadra.
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 Bernie's dirty dances
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Jenson's happy ending
 Dopo 17 anni in formula 1, probabilmente, non si aspettava di concludere la sua ultima gara in questo modo. Però è stato. E comunque, con la McLaren che si trovava sotto al sedere se non fosse stato per questo motivo sarebbe stato per un altro. Insomma, non proprio la regina dell'affidabilità. Le qualifiche del sabato non lo avevano condotto molto lontano dalla Q3 ma, in ogni caso, nella sua voce e nei suoi intenti, era ormai palese la voglia di levare l'ancora e lasciare ad altri l'ingrato compito di concludere gare in quello stato. Alla domenica in molti abbiamo ringraziato che non stesse piovendo a dirotto come nei fasti brasiliani... e la partenza è andata liscia. Nessun contatto, nessun incidente che bloccasse la gara ancor prima di averla iniziata. Poi però... 12 giri dopo il fattaccio. Una sospensione che improvvisamente lo abbandona, un po' di rally sull'erba... ed una sconsolata marcia per riportare la vettura ai box. Per l'ultima volta. Il destino ha parlato chiaro: è così che doveva andare. Con tutti i problemi tecnici degli ultimi anni mai gli era capitata una rottura strutturale di quel tipo. 
Trovandoci in una fase di gara ancora priva di patos le telecamere hanno indugiato moltissimo su di lui, sul suo rientro, gli applausi dagli spalti, la famiglia andata ad accoglierlo e l'abbraccio ricevuto da tutti i tecnici. Poco dopo, ai microfoni di David Coulthard rivelerà di essere l'uomo più felice del mondo... mica come noi che abbiamo passato le ultime due ore a guardare automobili che giravano in tondo. E non aveva neanche torto.
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Ma come ti vesti?
Con quei calzini azzurri, fatemi capire, pretendeva di vincere anche il mondiale? Tre titoli mondiali, a quanto pare, non offrono il buon gusto. 
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Son tutte belle le mamme del mondo
Anche se quella di Jenson Button mi lascia un attimo perplessa. Potrà sembrare che io sia entrata leggermente in fissa con questa storia dei genitori altrui... ma capitemi: non succede spesso che ce ne siano così tanti in così poco spazio. Poi la mamma di Jenson Button mi mette ansia, lo dico. Non so se è perchè non me la ricordavo bene o se nell'ultimo anno si è trasformata in una sorta di mummia. Da proprio l'impressione di essere una di quelle donnine che puzzano di borotalco. E si cospargono di profumo come se solo questo le potesse rendere più giovani. Per non parlare del fatto che la sua onnipresenza per tutto il week end si è resa un filo molesta. No: il genitore simpatico di Jenson Button era il padre. E più questo ha dedicato parole affettuose e d'amore verso il padre, al quale ha dedicato l'intera carriera, più la donnina ricompariva alle spalle a ricordare al mondo che, in ogni caso, senza i suoi 9 mesi di gestazione non saremmo andati da nessuna parte. 
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E non ha neanche voluto la bicicletta.
La sottoscritta ha firmato e giurato pubblicamente di non compiere, assolutamente, e per nessuna ragione al mondo alcuna battuta, frecciatina, o intercalare simpatico che faccia riferimento al fatto che il mondiale di Kvyat sia iniziato in Red Bull e sia finito in bicicletta. Perchè è un battuta che hanno già fatto cani e porci, ho già letto riproposta in almeno 4 lingue europee ed ha smesso di far ridere al terzo passaggio. Soprattutto perchè se la stanno riciclando come fosse la trovata ironica della stagione.
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Guerre stellari
Perchè si fa presto a parlare di quello che stava accadendo nell prime file. Si fa presto a domandarsi per quale insulsa ragione almeno sei piloti mirassero a salire sul podio. Si fa presto a snobbare tutto quello che stava accadendo dalla sesta posizione in poi. Ma negli stessi istanti in cui il mondo intero si stava maniando le unghie domandandosi fino a quale punto Hamilton intendesse rallentare, qualcuno dalla sesta posizione in poi ci stava vivendo. Qualcuno al quale, probabilmente, non era sufficiente guardare la gara sui megaschermi o sintonizzare il team radio su radio deejay abu dhabi per ascoltare un po' di buona musica per passare quel paio d'ore di paranoia. C'era chi, come Jenson Button, ha deciso di andarsi a guardare la gara comodamente seduto in poltrona davanti alla TV. Ma c'era anche qualcuno, come i due manor guys che decidevano di giocare alla guerra. E se guerra deve essere che guerra sia! E si son presi a sportellate. Fino all'ultimo colpo.
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Sono in ritardo! In arciritardissimo!
Ho smesso da tempo di farmi domande sui miei genitori, ma quelli degli altri mi lasciano un sacco di interrogativi, a quanto pare. Per esempio mi sono interrogata a morte sul senso delle parole di Nico Rosberg che, dal podio, ha annunciato l'arrivo di suo padre in una mezzoretta per festeggiare anche con lui. Ma come in una mezzoretta? Ma dov'era? E gli stembra il caso di arrivare mezzora dopo la fine della gara? Ma per davvero? Cioè, non una gara a caso, quella gara. E se avesse vinto Hamilton? Che faceva, retromarcia all'aereo e tutti a casa un'altra volta \ qui non c'è niente da festeggiare?

venerdì 2 dicembre 2016

Il mondo che vorrei

Mettiamola così. Visto che sarei ancora senza parole, questo blog per l'intera prossima settimana vivrà in uno stato di realtà alterata dove tutto questo non è ancora accaduto. Una finzione funzionale in cui tutto resta com'era, solo per un altro po'. 

domenica 27 novembre 2016

Abu Dhabi 2016 - Gara

Parola chiave di questo gran premio: ansia! Può essere che sia stato solo un mio personalissimo modo di vivere la vicenda, ma avevo un'ansia che non si poteva vedere. Così per tutto il tempo. Sin dal giro di ricognizione... per non parlare del momento della partenza. 
Una nota di conforto me la donava la sesta posizione di partenza di Verstappen, quantomeno non avrebbe sgomitato alla prima curva letale per le prime posizioni. Una battaglia in un secondo momento, comunque, sarebbe stata più gestibile. O magari, su mio consiglio, ad un certo punto avrebbe anche potuto pensare di lasciar perdere. 
Lewisn Hamilton partiva in pole position, mentre Rosberg era piazzato subuto dietro: rendiamo onore al merito di Lewis Hamilton. Questa pole se la è veramente guadagnata: il cronometro è dalla sua parte. Rosberg non è stato da meno... o forse solo un po', e si è accontentato della seconda posizione. Ma la cosa è così da quattro gare a questa parte: non ha bisogno di vincere, non vuole vincere. Sapeva che stare in prima posizione avrebbe significato subire gli attacchi di Hamilton, dalla seconda piazza la situazione si rende più gestibile. Tranne quando sono quelli dietro a volere la tua testa sul vassoio d'argento. 
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Parliamoci chiaro: sono abbastanza vecchia da aver visto altre ultime gare del mondiale con assegnazione del titolo sul filo del rasoio. Sarà una mia cospirazione ma non mi ricordo affatto un simile accanimento, da parte di altri piloti in gara, per il proprio piazzamento. Certamente si è assistito ad altri piloti che hanno influenzato il risultato finale o che ci hanno provato: is that Glock? Ma anche Schumacher, quanto lasciò passare Vettel nel gran premio del Brasile 2012. Nessuno gli disse che Vettel era già matematicamente campione ma, nel dubbio, gli regalò la sua sesta posizione. Ma nessuno di questi ha tentato di falciare un contendente al titolo a favore di un proprio piazzamento. E' l'ultima gara dell'anno, accidenti, cosa altro hai da dimostrare? Qua, invece, le Red Bull non parevano affatto essere di quest'opinione. Forse anche le Ferrari, ma non ci ho creduto veramente. Ricciardo avrebbe voluto la testa di Nico su un piatto d'argento, Verstappen, avesse potuto, li avrebbe mandati al macero tutti e due. E mentre gli altri combattevano aspramente per la terza posizione, Raikkonen si tirava automaticamente fuori dai giochi per non rischiare di bere acqua di rose frizzante sul podio, e Hamilton e Rosberg giocavano la loro battaglia, leggermente influenzati da quello che accadeva alle loro spalle. 
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Un minuto di silenzio per l'opera di Verstappen, finito in testacoda e in ultima posizione alla prima curva e rimontato, in una decina di giri sino alla seconda posizione. approfittando del pit stop portato sgraziatamente a termine tanto da Rosberg quanto da Hamilton per colpa delle due Ferrari, prima una e poi l'altra, che arrivando nel momento sbagliato nel posto sbagliato, hanno provocato un ritardo nelle uscite. La sua strategia è stata chiara: un solo pit stop ad 1\3 di gara che ha spiazzato tutti, a quel punto incapaci di capire cosa diavolo stesse combinando e cosa volesse fare. Dal suo punto di vista: bel colpo! Dal punto di vista degli altri: molla il colpo, Versty!
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Un minuto di applausi anche per l'opera di Hamilton, capace decisamente di dimostrare di non essere più quello che si prendeva a sportellate con Alonso quasi 10 anni fa... nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno. Mica per niente al box a supportarlo non c'era il padre... ma la madre. Una donnina che avrei voglia di abbracciare ogni volta che mi capita di vederla, anche solo per sbaglio. La donna che ha messo al mondo il pilota che si trova maggiormente al top del glam dello star system (citazione colta) ha lo stesso aspetto della tabaccaia sottocasa. La donna che ha messo il mondo uno degli sportivi attualmente più pagati del mondo, fa l'infermiera! Che è una nobile professione e tutto ciò mi affascina e mi colpisce positivamente. Anche se il figlio, in fondo, potrebbe scucire due soldi e permetterle di andare in pensione. Ma torniamo a noi. Hamilton ha dimostrato, ancora una volta, non non farsi più prendere dall'emotività: sapeva che non gli sarebbe bastato vincere, che una vittoglia non gli avrebbe garanto l'obiettivo. C'era bisogno che Rosberg perdesse, almeno un po'... ed ha fatto tutto il possibile perchè questo accadesse. Non ha permesso alla sua vettura di fare i tempi di cui sarebbe potuta essere capace, ma tenuto le distanze, ma non troppo. Ha rallentato il gruppo, nella speranza che qualcuno si degnasse di agguantare Nico. Conosceva benissimo la sete di sangue di tutti quelli dietro, ed ha fatto in modo che tutto questo giocasse a suo favore. Certo, in ogni caso, che Rosberg solo nei peggiore dei casi si sarebbe veramente mosso per tentare un sorpasso su di lui. Ha "studiato" questa strategia e l'ha portata fino in fondo con precisione millimetrica, andando contro tutto e contro tutti, anche contro il muretto che, a questo punto, potrebbe volerlo prendere per il collo e stringere fino a sentite crack. Ma non me la raccontate: per me, la sua, dal suo punto di vista, è stata la strategia giusta. Non ha giocato sporco, non ha sputato nel serbatoio del carburante del collega per metterlo fuori uso, nè gli ha bucato una gomma: si è giocato il titolo sul campo, senza arrivare allo scontro. 
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Due minuti di applausi per gli uomini in rosso perchè, diciamocela. In Ferrari oggi hanno fatto un lavorone: hanno dimostrato chiaramente che, anche con una Mercedes che viaggia (volutamente) a quasi due decimi in meno sul giro, non sarebbero riuscite a prenderle. Poi, va bene, forse non ci fossimo trovati agli ultimi due giri dell'ultima gara, forse Vettel un tentativo di sorpasso su Rosberg ce lo avrebbe pure lanciato là, giusto per togliersi anche questa soddisfazione, ma non è che si possa definire un gran bel risultato dal punto di vista della prestazione della vettura. E, comunque, in tutto questo, Raikkonen dov'era? Lasciando a parte le mie solite note critiche, i due minuti di applausi arrivano nel momento in cui sono stati, quantomeno, in grado di portare a termine una strategia. Con successo. Una sola, ripeto: quella di Raikkonen non è pervenuta. Probabilmente perchè lui stava ancora tentando di evitare l'acqua alle rose frizzante e non si è fatto trovare. Hanno ritardato il secondo pit stop fino al punto di guadagnarci qualcosa. Lasciamo perdere quelli che hanno creduto che Vettel fosse orientato, un po' tipo Verstappen, sulla strategia ad una sola sosta e, una volta giunto in prima posizione, ci sarebbe rimasto sino alla fine. Questi sono riusciti a farsi dare una botta di cretino pure da Fisichella, e mi pare un'onta abbastanza grave senza che io stia qui ad infierire. In ogni caso, dopo il cambio gomme tardivo, si è collocato sesto ma ad uno ad uno li ha passati tutti fino ad arrivare al podio. Lì ha protetto Rosberg dalle furie della Red Bull e lo ha condotto alla vittoria. 
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Standing Ovation per Nico Rosberg, senza se e senza ma. Perchè era decisamente giunto il momento giusto anche per lui. Lo dice una che aspettava questo momento da quasi 7 \ 8 anni, quando andavo in giro per il web a predicare perchè qualcuno gli offrisse una buona occasione, una vettura degna di questo nome, che quasi si è commossa la prima volta che Nico ha portato a casa una vittoria, certa che fosse solo il presagio di qualcosa di buono che sarebbe arrivato prima o poi. Ed ora eccoci, eccoci al suo momento. Alla vittoria del titolo mondiale che, quantomeno, gli permetterà di sedersi al tavolo con i parenti a Natale guardando in faccia suo padre. Una vittoria del titolo mondiale ottenuta senza neanche l'ausilio di tutto quel fortuna su cui ho già sentito che molti insistono. Perchè ditemi voi dove poò essere la fortuna nel condividere la squadra e la vettura con uno dei piloti più veloci e talentuosi e vincenti degli ultimi 10 anni. E riuscire comunque a portare a casa qualcosa. Come se Barrichello avesse vinto un mondiale in Ferrari ai tempi di Schumacher: non c'è riuscito neanche in Brawn ai tempi di Button. Come se Webber avesse vinto un mondiale in RedBull ai tempi di Vettel. Però Rosberg non c'è mai stato a queste logiche, non si è mai voluto piegare ad essere una seconda guida, spesso è stato costretto a soccombere, qualche volta ha abbassato la testa, però ha lottato come era possibile fare, come ha saputo fare, nel momento del bisogno... dimostrando che anche i "suoi" metodi sono in grado di funzionare. 
Altre buone ragioni per cui si è meritato questo titolo nella gara di oggi. Tutta questa situazione se la era incominciata a gestire a modino nelle ultime gare: la matematica era dalla sua parte. Gli sarebbero bastati quattro secondi posti per vincere, non c'era bisogno di rischiare altri contatti ben più pericolosi. Infatti li ha ben tenuti alla larga. Così ha fatto anche oggi: stando lontano dai casini ma non facendosi prendere dal panico. Perchè è pure cosa normale che ti prenda il panico in certe situazioni. Così quando dopo il pit stop si è ritrovato terzo: da un lato la consapevolezza che anche una terza piazza, per lui, sarebbe potuta bastare, dall'altra la certezza che pure Verstappen prima o poi si sarebbe dovuto fermare. Quando la sosta di Verstappen non è giunta in tempi ragionevoli dal box gli hanno intimato di mettere da parte la prudenza per un attimo e toglierselo dai piedi: e soprasso fu! Veloce, rapido ed indolore. Anche se io, per prudenza, a quel punto mi sono coperta gli occhi. Da metà gara in poi ha pure dovuto subire il sandwichone di Lewis, ma non ha battuto ciglio: non è mai sbagliato una curva, non ha preso male un doppiaggio. Dietro di sè si stavano affilando gli artigli, chi aveva davanti a sè lo stava lanciando di peso tra le belve inferocite, ed uscito da quella vettura non aveva neanche un riccio fuoriposto.

sabato 26 novembre 2016

Formula Gossip - Abu Dhabi 2016

Benvenuti ad Abu Dhabi, là dove le cose si preannunciano essere epiche. 
Ma prima di pensare a quello che sarà, diamo un occhio a quello che è già stato. 
- Kevin Magnussen ha firmato ufficilamente per il prossimo anno: sarà in Haas. Cambiare tre team in tre anni non è che mi sembra questo buon segnale per il futuro, ma facciamo finta di sì. 
- In Haas, a questo punto, le cose si fanno un po' strette. C'è Magnussen, c'è Grosjean e c'è Gutierrez. C'è anche Gonzales, ma questo rimanga tra di noi. Dopo la sceneggiata brasiliana forse non ci sarà più un Gutierrez, ma questo non mi sembra che sia ancora stato ufficializzato.
- Andato via Magnussen, in Renault hanno, quantomeno, confermato Palmer, che correrà al fianco di Hulkenberg il prossimo anno.
- Rimasti orfani di Hulkenberg, in Force India hanno deciso di prendersi Ocon, dalla manor. O dalla piccola Manor. Da piazzare al fianco di Sergio Perez.
- In Sauber hanno confermato Ericsson, come se non fossero le banche a portarlo avanti in Formula 1.
- Per ora in Manor è rimasto solo Wehrlain, ma non ne sembra particolarmente entusiasta. Ma come? Non era lui il bimbo prodigio dell'anno? E perchè tutti fanno carte false per avere chiunque altro al di fuori di lui?
- Anche in Williams hanno nominato il sostituto di Massa: tal  Lance Stroll, 18 anni, canadese, perchè ormai se hanno superato i 20 non lì vogliamo più. Intanto Massa piange.
- Nel frattempo in McLaren hanno liquidato senza troppe cautele Ron Dennis. Sarà stato lui la fonte di tutto il male? L'unico che minaccia di andarsene da anni e ancora non lo fa è sempre e solo Lui: Fernando Alonso. 
- Altro con la borsa fatta e pronto ad andarsene è Jenson Button, affetto da una crisi isterica di stupideira dall'inizio del week end. Non so come altro definirla. Ride davanti a ciò che non fa ridere, rilascia interviste a casaccio, risponde a tweet a babbo e dimostra di non vedere veramente l'ora di chiudersi quella porta alle spalle. Perchè non ha più l'età per queste cazzate (citazione colta). La più divertente credo sia arrivata nel momento in cui gli hanno chiesto di dire la sua sull'esito del mondiale e si è offerto di schiantarsi contro Rosberg se Hamilton gli volesse elargire un mucchio di soldi. Poi il lapsus definitivo: and anyway, I'm retiring... sorry taking a sabbatical"

lunedì 21 novembre 2016

I dieci fatti buffi di Brasile 2016

1. La falsa partenza di Grosjean. Quando il weekend inizia a regalarti delle perle ancora prima dello spegnimento dei semafori, allora capisci che è il week end giusto per goderti una grande gara. Allora capisci il vero senso della magia di San Paolo Do Brazil, che io vado predicando da anni, anche se non mi si fila nessuno. E' così che Grosjean ha dato il via al nostro week end, è così che Grosjean ha percorso la propria walk of shame dopo essere finito a muro nel bel mezzo del giro di installazione. Non tentino di migliorare la situazione quelli che riportano la notizia dicendo giro di ricognizione, perchè qua la situazione è ancora più grave. E' successo tutto molto prima, è successo tutto mentre Grosjean stava portando la vettura sulla griglia di partenza. Al giro di ricognizione non c'è neanche arrivato, anche se poi il giro di ricognizione non c'è stato. Congrats!

2. Safety car: Driver of the day. I sondaggini ed i sondaggioni hanno rotto le palle, inutile starlo a negare. Tra l'altro l'ho già detto e ribadito in più di un'occasione: questa faccenda del driver of the day è triste e noiosa. E' un metodo farlocco inventato da una vecchia generazione per far finta di riuscire a tenere il passo con la nuova generazione. Un po' come quei professori universitari che, credendo di sbalordire tutti con effetti speciali, ti propongono le slides... anche se pure le slides ormai sarebbero pure andate di moda, ma vabbè. Come quei professori che preparano le slides ma le riempono di testo, fitto fitto, scritto stretto stretto: tutto ciò non aiuta. Tutto ciò non semplifica la lezione, tutto ciò non è d'ausilio all'apprendimento. Così quelli che ti mettono un sondaggio on line. Un sondaggio? Ok, sei su un sito internet, non tutto ciò che sta on line però è figo. 
Se però di fare un sondaggio proprio non ne possiamo fare a meno, almeno vediamo di far vincere quel disgraziato che si è fatto 3\4 di gara dentro alla safety car, senza neanche vincere qualcosa, senza neanche poter salire sul podio, bere champagne, ottenere punti, neanche un cappellino o un gadget di altro genere a fine gara.
3. Raikkonen, lucky for a day. Ora mi ripeto. Nella vita non c'è assolutamente bisogno di avere fortuna spesso, l'importante è averla al momento giusto. E dopo l'incidente di questo fine settimana probabilmente Raikkonen ha esaurito tutta la scorta di fortuna che poteva aver accumulato negli anni. Perchè piroettare in pista e rimbalzare da un lato all'altro della carreggiata già di per sè non è una cosa bellissima, anche se con le vetture, le tute, i mezzi di sicurezza e tutto quello che li tengono in vita lì dentro, è una cosa ormai accettabile dal quale si esce indenni la maggior parte delle volte. Farlo sotto la piggia, a visibilità zero, quando ci si trova in terza \ quarta posizione, con tutti gli altri, chinque altro dello schieramento, dietro di sè, quasi messi lì per colpirti in pieno, è decisamente un altro paio di maniche. Anche perchè la pista è piena di bravi piloti con i riflessi pronti... così come è pieno di Maldonadi che vabbè... Insomma, esserne uscito indenne è un gral bel colpo.

4. Massa frigna come un bimbo. La cosa divertente di quanto Massa ha avuto il suo incidente ed è stato costretto ad interrompere la (sua) gara... è che improvvisamente di quella degli altri non gli è più interessato nulla. Ma proprio nulla di nulla, ha iniziato a girare con la sua bella bandierina, si è fatto applaudire dal pubblico, ha sfilato davanti ai meccanici di tutte le altre squadre, costretti a quel punto ad applaudirlo per stare al suo gioco, per poi finire le lacrime che aveva in corpo approdando ai box Williams, dove la sua famiglia era pronta ad accoglierlo a braccia aperte. Ora però qualcuno gli dica che questa non era l'ultima gara dell'anno e che dovrà risalire in macchina anche ad Abu Dhabi, possibilmente senza ripetere tutta la sfilata di comiato perchè abbiamo già dato.

5. Button tira i remi in barca. Jenson Button non ne ha più voglia, anche perchè non si cava sangue da una rapa. Anche quest'anno la McLaren ha sistemato una vettura degna delle migliori Manor \ Marussia, non c'è niente da aggiungere. Button ne ha le palle piene, soprattutto quando dimostrano di usarlo solo per attiare sponsor del calibro di Machale Kors e non starlo a sentire quando pretende, sotto il diluvio universale, di montare delle gomme full wet. Ma gli altri stanno tutti montando le intermedie! hanno avuto il coraggio di replicare. Chi se ne frega, ha aggiunto lui. Mica per niente poco dopo anche "gli altri" di cui sopra hanno capito che le full wet fossero la scelta migliore. Cioè, non c'era più uno che stava in pista, l'intera gara si era trasformata in un autoscontro, e si pretendeva di montare qualcos'altro che non fossero gomme da bagnato estremo. Saggezza popolare. Comunque deve essere arrivato ultimo, o giù di lì, in fin dei conti passati anche i tempi dei miracoli sotto la pioggia.
6. Verstappen piccolo e prepotente. L'opinione pubblica mi ha stancato. Son stanca, son stufa. Il mondo è diviso in due categorie. C'è chi ritiene che Verstappen non abbia talento, sia solo un giovinastro messo a giocare con un giocattolo più grande di sè e che prima o poi farà danni seri. C'è chi ritiene che Verstappen abbia un grande talento ma sia semplicemente ancora troppo giovane per giocare con quel giocattolo più grande di sè, con il quale prima o poi farà danni seri. Minimo comune denominatore il fatto che il comportamento del giovane rampollo sia spesso imprudente, dettato più dalla pancia (ho detto pancia) che da una seria ponderazione, che può andar bene l'istinto, ma la fisica ha le sue regole ferree che andrebbero sempre prese in considerazione. Detto questo settimanalmente si assiste ormai ad oscillazioni dell'opinione pubblica indecise tra una critica inferocita verso le sue imprudenze ed una estrema lode alle epiche gesta. 15 giorni fa mi sembrava che ci fossimo assestati verso una tendenziale avversità al suo atteggiamento, oggi la bandiera è girata un'altra volta ed anche se il piccolo teppista si è comportato in maniera davvero imprudente, per le condizioni meteo globali, però è davvero coraggioso e intrepido! Ma no, non è così che vanno le cose.
7. Magnussen: leave me alone. Chissà cosa danno da mangiare ai piloti in Renault, perchè vanno a finire tutti così. Dopo l'epico team radio di Raikkonen, ecco anche Magnussen esprimersi negli stessi termini.
8. Hamilton, l'ultimo dei romantici. Mentre il mondo non sapeva più cosaa fare per ammazzare la noia in un momento di attesa, mentre la cosa più interessante che i cameraman riuscivano ad immortalare era Felipe Massa che si mangiava un panino al salame, Lewis Hamilton da vero show man, l'unico vero intrattenitore oggi in pista, ha deciso di stupire tutti con il gesto più romantico che galanteria umana oggi ricordi: mettere una giacca sulle spalle della sua ombrellina. Perchè mentre tutti, piloti, tecnici, giornalisti e truffatori vari che si aggiravano per la pit lane sfoggiavano almeno un paio di giacche, nonchè di impermeabili imbarazzanti, modello sacchetto della spazzatura, nessuno stava veramente pensando alle ombrelline che, tra l'altro, non hanno mai lavorato più di così in un solo week end, costrette, sotto pioggia, vento e tormenta alla loro divisa. Che poi si fa presto a criticare, ridere ed additare il LH's life style... però nessun'altro ha avuto la stessa premura, padri di famiglia, mariti adorati o alti manager d'impresa.

9. Ericsson e i bei parcheggi. Non so se Ericcson abbia veramente mai imparato a guidare, in ogni caso anche con i parcheggi non gli riesce bene. Vedi il caso in cui si è fermato all'ingresso della pit lane, obbligando quelli dieto di lui a rimanere in pista fin quando non fosse portata via la putrida carcassa... o a girargli in torno, come nel caso di Ricciardo, che del semaforo rosso se ne è un po infischiato o forse non ha fatto in tempo a vederlo ed è entrato comunque. Beccandosi poi una bella sanzioncina, ma questa è la vita.

10. Rosberg, secondo e contento. Perchè vincere non serve se è sufficiente arrivare secondi per portarsi a casa il titolo. Tutti belli felici e contenti, con botte piena e moglie ubriaca. E chi sostiene che Hamilton non sia d'accordo con questa strategia è uno stolto ed un illuso.

domenica 20 novembre 2016

Astronave Max

Ad una settimana dal gran premio conclusivo di questo campionato mondiale 2016, credo che siano rimaste un ultimo paio di cose da dover dire a Max Verstappen
Carissimo Max, 
mi auguro che appaia chiaramente che non voglio, con questa lettera, stare a dar ragione alla telefonata che Toto Wolff ha fatto a Tuo padre chiedendoti gentilmente di toglierTi dalle palle al momento giusto. Come direbbe qualcuno di nostra comune conoscenza 'You do your job, I'll do mine', quindi, se permetti, lasciami per un istante fare il mio lavoro e Ti spiegherò, il soldoni, perchè è opportuno che, al momento giusto, te Ti tolga dalle palle. 
Appare infatti innegabile che, tra tutti gli scenari ipotizzabili per il prossimo gran premio quello che porterebbe maggiore soddisfazione a tutti gli interessati prevederebbe il Tuo piazzamento in terza posizione. E' una questione logica ed essenziale. 
Se Hamilton vincesse il gran premio, ovviamente, sarebbe molto molto felice. Otterrebbe un'altra vittoria, si piazzarebbe nell'olimpo di quelli che nella vita hanno vinto tanto tanto tanto e non potrebbe rimproverare niente a nessuno per non essersi aggiudicato il quarto titolo mondiale. Pensa solo per un attimo a tutti i meccanici \ tecnici \ ingegneri che verrebbero riempiti di merda se solo, per qualunque ragione, non gli consentissero di ottenere il meglio di quello che la vettura può offrire? Non facciamo questo alla forza lavoro, per cortesia. 
Se Rosberg arrivasse secondo, ovviamente, sarebbe molto molto felice anch'egli. Otterrebbe il suo primo titolo mondiale, all'età di 31 anni non è che possa rimandare questo momento ancora per molto... e poi ricordiamoci che a casa ha un padre titolato che riderebbe moltissimo davanti all'insuccesso del figlio, anche se pare chiaro che suo figlio si stia rivelando al mondo come un pilota migliore di quanto lui non sia mai stato. Ma questo è un altro discorso,  che se vuoi affronteremo in un'altra occasione. 
Ora veniamo a noi. Perchè sarebbe la migliore soluzione possibile il Tuo terzo piazzamento. 
1) In ogni caso Ti sistemeresti meglio di Ricciardo, anche in un'ottica di squadra a te andrebbe benissimo e potresti gongolare fino allo sfinimento del Tuo potenziale. 
2) Un'altra vittoria in questo momento non ti servirebbe a niente. Il mondo Ti odia, c'è poco da dire, poco da tirarsela. Ti odiano i vecchi, perchè sei troppo giovane. Ti odiano i ferraristi, perchè continui ad infierire su Vettel. Ti odiano i fan della Mercedes, perchè stai sempre ad infilargli i bastoni tra le ruote. Ti odiano tutti gli altri piloti e i fan di tutti gli altri piloti, perchè li tratti da scemi dall'inizio della stagione. Ti odia chi crede che Tu sia un piccolo sbruffone arrogante. Poi c'è tua madre, Tuo padre ed, insomma, tutta quella cerchia lì che, in un modo o nell'altro, è costretta a volerti bene... in percentuale comunque non è un gran numero. Vada come vada il gran premio di Abu Dhabi, alla fine, non impressionerai nessuno, perchè, vada come vada il gran premio di Abu Dhabi, alla fine si festeggerà un campione del mondo, tutti gli occhi saranno puntati su di lui e, di Te, anche dovessi essere il vincitore, non fregherebbe niente a nessuno. Te lo assicuro. Se proprio Ti andasse chiedilo a Jenson Button, giusto per fare un esempio recente: Brasile 2012, si è portato a casa una bella vittoria, probabilmente l'ultima della sua carriera, ma nessuno, al momento di stappare lo champagne se lo è calcolato di pezza. Tutti stavano puntando gli occhi di Vettel, sesto, che sul podio neanche è salito, diplomatosi campione del mondo per la terza volta. Qualcun'altro ha persino guardato ad Alonso, sul podio accanto a lui, per capire se fosse in grado di sopravvivere alla sconfitta senza piangere come un bambino... ed in ogni caso sul podio con loro c'era anche Massa, che per piangere come un bambino non si tira mai indietro, quindi. Ok. Morale della favola: se ci si gioca un titolo mondiale e Te non sei uno dei contendenti, puoi fare tutto quello che ti pare al voltante della tua monoposto, puoi girare con tre ruote, puoi guidare nudo, il mondo sarà distratto. Questa vittoria non Ti serivrebbe mai a dare dignità alla Tua carriera professionale, oltre al dettaglio che, comunque, ad Abu Dhabi non stappa neanche lo champagne.
3) Non solo: metterTi contro i due contendenti, immischiarti in fatti che non Ti riguardano influenzando in un modo o nell'altro la vittoria finale, non può che farTi male. Giocare con il fuoco può solo portarti delle ustioni. Ripartiamo con gli esempi. Timo Glock. Quante gare ha vinto Timo Glock in Formula 1? Te lo dico io: neanche una. Quanti podi ha conquistato Timo Glock in Formula 1? Te lo dico io: neanche uno. Potenzialmente nessuno si dovrebbe ricordare di lui, potenzialmente dovrebbe essere uno di quelli entrati dalla porta usciti dalla finestra senza che nessuno si ricordi minimamente di lui. Eppure chiedilo a Felipe Massa se si ricorda di lui. Chiedilo ad un tifoso ferrari qualsiasi... e si sa che in Formula 1 la cosa peggiore che puoi fare nella vita è quella di mettersi contro un tifoso. Mica per niente dopo poco tempo ed un po' di anni sprecati in Marussia è stato cacciato dal circus senza aver neanche mai guidato una vettura degna di questo nome. Eppure, in questo scenario di desolazione che è stata la sua carriera, la domanda più ripetuta sino ad una settimana fa in zona San Paolo do Brazil è stata is that Glock? Tutti su ricordano il suo nome. Tutti, persino quelli che confondono ancora Gutierrez con Gonzales. Perchè nella sua vita ha interferito con l'assegnazione di un mondiale... e nessuno dovrebbe mai interferire con l'assegnazione di un mondiale. E non parliamo di Petrov. Ciao Vitalij, insiegna agli angeli come non farsi sorpassare. 
Insomma, pare ovvio che qualunque cosa Te possa fare domenica prossima è potenzialmente in grado di compromettere il mondiale tanto ad Hamilton, quanto a Rosberg. Se un tentativo di sorpasso Ti venisse male, se una partenza affrettata di portasse al contatto, se una brusca frenata non desse il risultato sperato, inevitabilmente interferiresti... e questo non potrebbe mai essere una buona cosa per la tua carriera. Fidati di me. In sostanza, non farlo per Toto Wolff, non farlo per papà e non farlo per Chris Horner, neanche dovesse prometterti di chiamare Max il baby spice che sta cuocendo in forno: al momento giusto togliti dalle palle, ne trarrete tutti giovamento.
Resto a disposizione per ogni eventuale chiarimento dovesse risultare necessario in merito e Ti porgo i miei migliori saluti. 
Alla prossima, 
Tiziana.

sabato 19 novembre 2016

Brasile 2016 - Gara

Qui mi si deve per forza perdonare, perchè ho impiegato una settimana a riprendermi dal gran premio più lungo ed estenuante degli ultimi tempi. Quasi tre ore di tira e molla ininterrotto, quasi tre ore di pioggia battentem decisioni assurde, incidenti al limite della tragicità, mentre l'opinione pubblica ricambiava idea su Verstappen e confermava la tragica di sempre sulle Ferrari. Ben venuti al Gran Premio di Brasile 2016, là dove la magia di San Paolo Do Brazil ha trovato modi davvero fantasiosi per esprimersi, anche questa volta. 
Là dove non si ricordava l'ultima volta in cui ha piovuto, sono scesi giù cani e gatti in abbondanti quantità. Tutto è incominciato giustamente alla domenica mattina, perchè fino al giorno prima faceva lo stesso caldo fottuto di sempre. Già al momento di dover iniziare la gara marcava male, talmente male che Grosjean batte in ritirata ancor prima della partenza, andando a sbattere durante il giro di installazione e facendo capire ai potenti dei piani alti che, forse, c'era bisogno di prendere una decisone.
E decisione fu: ritardare l'inizio della gara di 10 minuti, quanto inevitabilmente la pioggia non aveva neanche accennato a smettere e piazzare davanti a tutti una bella safety car, giusto per accertarsi di ammazzare il pubblico di noia. 
La SC è rimasta in pista giusto il tempo di far assopire il 30% degli spettatori ed assicurarsi il giusto punto di share, quindi è rientrata, il mondo si è reso conto che le condizioni erano davvero impossibili, non era solo un'impressione, i potenti dei piani alti, in qualità di potenti dei piani alti, hanno impiegato un po' di più a rendersene conto... ma alla fine bandiera rossa: tutti dentro, tutti con la testa nel frigo. Perchè a quanto pare anche i piloti hanno fame.
Fatti interessanti di questi primi minuti di gara: Raikkonen, partito terzo, in grado di reggere Verstappen dietro di sè tre secondi netti. Netti. Verstappen in grado di cercare rissa anche in condizioni del genere: qualcuno gli dica che è un pericolo pubblico, non un grande eroe senza macchia, per favore.  
La pausa è durate un'eternità, o fose non è durata abbastanza. Forse tutte e due le risposte, perchè nel momento in cui i potenti dei piani alti hanno deciso di far ricominciare la gara, in realtà, le condizioni meteo si stavano aggravando. Inutile dire che la gara è così ricominciata dietro alla Safety Car rimasta in pista abbastanza perchè tutti potessero rendersi conto che pioveva veramente veramente forte, molti si sono lamentati di come le condizioni fossero, addirittura peggiorate rispetto a prima della pausa, quindi la safety car è tornata a casetta e tutti i piloti hanno avuto modo di tornare a giocare agli autoscontri.
C'è stato un Ericcson che ha perso l'ala anteriore, non ci capisce come perchè non si vedeva un accidente, ma lo abbiamo trovato parcheggiato bruscamente all'ingresso della pit lane. C'è stato un Raikkonen che si è messo a piroettare in pista, andare in testa coda e rimbalzare da un lato all'altro della carreggiata, quando nessun'altro in pista aveva una visuale superiore al metro e mezzo. Come ne sia uscito indenne credo che se lo stia chiedendo anche lui. Come abbia fatto a non prendere nessuno in pieno è un mistero. Come abbiano fatto gli altri a scartarlo, quando era in testacoda, quindi senza neanche la lucetta di posizione ad aiutare nella tempesta, è un miracolo. Raikkonen non è mai stato uno molto fortunato nel corso della sua carriera, tutto questo ha però dimostrato che non c'è assolutamente bisogno di avere fortuna spesso, l'importante è averla al momento giusto. Ciao Fernando. 
Davanti ai boss dei piani alti deve essere, a questo punto, passato il fantasma di Jules Bianchi, e la gara è stata sospesa un altra volta. 
Inevitabilmente anche questa pausa non ha portato a niente di buono, se non a qualche simpatico siparietto tra piloti e fattarelli di scarso interesse. Il fattore pioggia non si è assolutamente modificato quindi, giusto per non passare per degli scemi, mentre il pubblico sugli spalti stava incominciando a lamentarsi sonoramente, sono stati rimandati tutti in pista... e che vinca il migliore. O quello che, quantomeno, riescisse ad uscirne illeso. Nell'ordine rischiamo di farci fuori Verstappen, uscito miracolosamente illeso ma che quantomeno a smesso di cercare di sverniciare il posteriore di Nico Rosberg, abbiamo salutato con la manina Felipe Massa ed anche Gutierrez, da oggi ufficialmente rinominato Gonzales, ma solo grazie alle intrepide telecronache di Mazzoni & c.. Alonso ha piroettato un po' sull'erba, ed anche Vettel ogni tanto ha provato a partire per la tangente ma ha riportato a casa la vettura, più o meno sana e salva. Palmer ha preso in pieno Kvyat senza neanche rendersene conto.

mercoledì 9 novembre 2016

Oltre alle gomme c'è di più - Ed. 2016

Uno dei post più letti di sempre di questo blog è il primo

Oltre alle gomme c'è di più 

nel quale non avevo messo neanche troppo impegno, ma capace di ricordarmi giorno dopo giorno che c'è sempre qualcosa che tira più di un treno di gomme. All'epoca esordivo con un dietro ad un grande uomo c'è sempre una grande donna. Poi ci sono le eccezioni. Essendo ormai trascorsi più di due anni e viste le immense novità apparse sulla scena, credo sia necessario fare un aggiornamento.
  • Nico Rosberg. Dopo un fidanzamento secolare, nel 2014 è convolato a giuste nozze con Vivian Simbold, professione designer di arredamento, ma anche proprietaria di una gelateria ad Ibiza. Non trovate connessioni tra le due cose perchè non ce ne sono. Un anno fa è nata la loro primogenita Alaia
  • Lewis Hamilton. Qui i nomi si sprecano, più che altro perchè, dai tempi di Nicole Scherzinger, in favore del quale continuo a sostenere che presto o tardi vedremo un gran ritorno di fiamma, qua i nomi delle pretendenti cambiano di settimana in settimana. Per dire: questa settimana si parla di Senena Williams, campionessa di tennis, presente ai box dell'ultimo GP messicano. Due settimane fa si parlava di Lindsey Vonn, campionessa di sci, presente al box del gran premio precedente, degli stati uniti. C'è stato il periodone Rihanna, quello Barbara Palvin, quello Gigi Hadid, Fanny Neguesha, Irina Shayk o Alexandra Burke. Ora, va bene tutto, però qualcuno spieghi alla stampa la differenza tra un fidanzamento e una botta e via.
  • Daniel Ricciardo. Dopo la rottura, avvenuta ad inizio anno, con la fidanzata storica Jemma Boskovich, oggi pare ancora single. La cosa divertente è che dello stato della sua singletudine è riuscito a tenere il massimo riserbo... fino a quando Hamilton non lo ha raccontato in diretta globale sul podio ungherese.
  • Sebastian Vettel - Fidanzato dal tempo in cui condividevano i banchi di scuola con Hanna Prater, professione designer di abbigliamento. Ha studiato disegno industriale tessile ed al momento fa la mamma due bambine Emili e Matilda.
  • Kimi Raikkonen - novello sposo di Minttu Virtanen e padre di Robin. Recentemente pare aver perso un po' il controllo con quel low profile che lo ha sempre contraddistinto.
  • Max Verstappen. Recentissima pare la storia con Joyce Godefridi, 21 anni di origine belga. Dichiara di lavorare nel marketing ma non c'è una sola sua foto vestita in giro per il web. Io trarrei conclusioni, fate voi.
  • Sergio Perez. Dai tempi in cui non si capiva se fosse fidanzato \ sposato o addirittur single dopo un fidanzamento lunghissimo con Greta Farias, ne è passata di acqua sotto i ponti. La rottura con l'ex pare esser stata inevitabile. Oggi frequenta Andrea Campillo Vivanco, origini messacane come le sue.
  • Valtteri Bottas. Dal 2012 fidanzato con Emilia Pikkarainen, nuotatrice finlandese... che se ti tira una sberla è capace di stenderti al suolo! Le sue specialità: 50 metri a farfalla, 100 metri farfalla e 200 metri misti. Da quest'estate sono anche sposati.
  • Nico Hulkenberg. Quando il mondo ha scoperto come si chiama la sua fidanzata, Laura Zinnel, è andata a finire che questo ha cambiato un po' idea. Quindi si è dovuto iniziare tutto da capo. Oggi siamo quindi alle prese con Egle Ruskyte, fashion designer, particolarmente specializzata nei copricostumi crochet. No vabbè.
  • Fernando Alonso. Fernando ha una profonda indecisione dentro di sè: non sa se cambiare più frequentemente fidanzata o scuderia. Dai tempi di Dasha, la poverina è diventata un po' troppo vecchia, quindi la abbiamo rottamata. E' arrivato l'attivo di Lara Alvarez, giornalista spagnola, ma anche con questa non è andata benissimo. Quindi Linda Morselli, ex di Valentino Rossi, di cui nessuno riesce a dirmi seriamente che cosa faccia nella vita oltre ad essere l'ex di qualcuno. La cosa è svilente, credo.
  • Felipe Massa. Dal 2007 sposato con Raffaela Bassi, altro cognome chiaramente di origine italiana... e del 2009 orgogliosi genitori del piccolo Felipinho.
  • Carlos Sainz - Amabilmente single.
  • Romain Grosjean - Sposato dal 2012 con Marion Jolles- Grosjean e padre di due figli. Lei è giornalista e presentatrice televisiva si occupa, guarda caso di sport e di Formula 1.
  • Daniil Kvyat - Amabilmente single.
  • Jenson Button. Con un'eleganza ed un bon ton inequibarabili, Jenson Button dopo neanche un anno di matrimonio con Jessica Michibata si è tolto l'anello e lo ha lanciato il più lontano possibile. Tra l'altro, se posso permettermi, deve essere stato un disastro per un tipo come Lei che non aveva assolutamente nient'altro da fare nella vita se non seguirlo come un cagnolino. Mica per niente, dando uno sguardo fugace ai suoi social appaiono quasi inattivi da un anno a questa parte. Ma restiamo alle galanterie di Lui che, non più di un paio di mesi dopo la separazione, già si presentava in bella compagnia di Brittny Ward, modella di playboy.
  • Kevin Magnussen - fidanzato da diversi anni con Louise Gjorup, maestra alla scuola pubblica danese, ha svolto diversi incarichi di supplenza ma visto che l'istruzione danese sta messa come quella italiana e non c'è stato spazio per lei in graduatoria ha deciso di fare altro. Altro cosa? Questo non lo so. Però è la fidanzata di Kevin Magnussen ed tesoriera del più grande segreto mondiale relativo alla quantità \ collocazione \ misura dei Suoi tatuaggi, va bene comunque?
  • Jolyon Palmer - Amabilmente single.
  • Pascal Wehrlein - Amabilmente single.
  • Esteban Gutierrez - Prossimo alle nozze con Monica Casan.
  • Marcus Ericsson. Dicheno, che la ex star di Masterchef Australia, Sarah Todd, oggi se la faccia con il pilotino senza speranza della Sauber. Però sono solo voci.
  • Felipe Nasr. Giulia Maria Testoni, brasiliana di chiare origini italiane. Nella vita ha studiato fashion design in italia. Perchè se non siamo tutti un po' degner inside non siamo nessuno.
  • Rio Haryanto - Amabilmente single.
  • Esteban Ocon - fidanzato con Alice Brasseur, amante di fashion, fitnes e di viaggi. Proprio della serie: dammi uno stereotipo ti darò un fidanzato. E per fortuna che Ocon è riuscito ad entrare in corsa o avremmo avuto un amore distrutto per così poco. In realtà nei suoi confronti almeno un po' di facile ironia me la potrei evitare, perchè nella vita non è faschion blogger ma anch'ella pilota. Di qualche serie minore \ sfigata perchè troppo donna per arrivare in formula 1, ma così stanno le cose.

lunedì 7 novembre 2016

I dieci fatti buffi di Messico 2016

1) La partenza di Hamilton. Hamilton sta ancora recitando la parte di quello che alla fine dell'anno si vuole portare a casa il quarto titolo mondiale. Questa pole position lo ha galvanizzato, l'importante a questo punto del mondiale è tenere la testa e portare a termine la gara. Unico rivale: Nico Rosberg. Se poi non finisse per violette nell'unico momento decisivo della gara sarebbe anche tutto di più facile realizzazione.
2) La partenza di Verstappen. Sulla faccia della Terra sono ancora rimaste un paio di individui contro i quali Verstappen non si è messo. L'obiettivo principe di questa stagione mi pare di capire che sia quello di farsi nuovi amici e, con tutto quello che è successo dallo scorso marzo ad oggi, dopo essere stato promosso in mid-season da un team ad un altro, dopo aver superato il limite di esci gratis di prigione ottenibile in una sola stagione, a tre gare dalla conclusione ha deciso di dover interferire nella lotta per il titolo mondiale, altrui, tra l'altro. Proprio perchè deve rompere le palle a prescindere. Quindi, in partenza, snobbando il proprio compagno di squadra, ha scavalcato tutto e tutti ed è corso per andare a prendere in pieno Nico Rosberg, che se tanto tanto non fosse uscito indenne dallo scontro, avrebbe perso così, per idiozia altrui, anche quest'anno, del tutto e per sempre le speranze in ottica mondiale.
3) Il finale di Verstappen. Ignorare il regolamento, ignorare le indicazione del tuo team manager, ignorare tutto e tutti e pestare i piedi piangendo isterico per ottenere quello che si vuole: questa è la filosofia di vita di qualcuno a cui di bambino non è mai stato tirato uno scapaccione nel momento del bisogno. 
4) I team radio di Alonso. "Do your job, and I'll do mine": giusto per non mandarle a dire a nessuno. Poi non si lamenti se ai box, prima di farlo ripartire hanno completato la partita a carte in corso.
5) La prima piazza perpetua di Vettel. Avete presente quei momenti della vita che vorreste non finissero mai? Quei momenti in cui il tempo dovrebbe fermarsi per qualche istante per poterne godere a fondo. Questo è più o meno quello che deve aver provato Vettel, quando tutti gli alti si erano già fermati per cambiare gomme e, per uno strano gioco strategico, si è trovato in testa. Primo di un trenino di vetture che dipendevano solo da lui, una prima piazza fittizia in grado di far provare brividi e rievocare sensazioni lontane del tempo. Sarà per questo motivo che per circa dieci giri di seguito noi poveri mortali, noi che non stavamo provando alcuna di quelle folli sensazioni, ci siamo dovuti sorbire Mazzoni&c. che ripetevano a ripetizione "ora rientra, eh?", "ora rientra, eh?", increduli della circostanza che le gomme potessero reggere così a lungo, così in buono stato. Giusto un filo jettatori, ma questo è un punto di vista.
6) I team radio di Vettel. Quanta poesia in un solo team radio: è passato dal dare del bastardo a Verstappen, allo sfanculare Ricciardo per averlo sanwichato, fino all'ormai celeberrimo: "I have a message for Charlie. Fuck off! Honestly fuck off!".
7) Team order per Ricciardo. In tutto questo potrebbe sfuggire un punto secondo me del tutto cruciale verificatosi circa a metà gara, sul quale si dovrebbe riflettere un minuto in più: Verstappen ha fatto i capricci, na chiesto aiuto alla mamma, la mamma ha obbligato il fratello maggiore a farlo passare. E lui l'ha fatto: senza fiatare. Senza neanche trovarsi in una di quelle situazioni in cui chiaramente non ce la stava facendo e rischiava di rallentare eccessivamente la gara del suo compagno di sqaudra che, almeno, sarebbe potuto essere in grado di superare l'avversario. Ricciardo stava facendo la sua gara dignitosissima, senza se e senza ma. Ci ricordiamo come Verstappen ha storicamente reagito quando di è trovato nella situazione opposta? Un intero team piegato al volere di un poppante: sono sballordita. Poi non si lamentino se i tempi di SebVettelquattrovoltecampionedelmondo sembrano così lontani.
8) Ricciardo terzo e gaudente. Questa è per gli amanti degli statisticoni a casaccio: non credo sia capitato molto spesso che, per la stessa terza posizione, un pilota abbia concluso la gara, un altro sia finito sul podio ed un altro ancora si sia preso i punti iridati.
9) Rosberg secondo e contento. Qui è dove ipotizzo un voto di scambio. Con questa vittoria Lewis Hamilton è giunto a ben 51 in carriera: lo stesso numero di Alain Prost, mica roba da ridere. Con questo secondo posto Rosberg non ha visto scalfire neanche un po' le sue speranze iridate: a lui basta anche arrivare sempre secondo, se Hamilton continua a vincere.
Basta che Hamilton finisca dietro anche solo una volta perchè il gioco sia fatto. Con la prossima gara Hamilton potrebbe superare il record di vittorie di Prost, ed entrare nell'olimpo delle leggede, più leggenda delle leggende, mentre Rosberg potrebbe portarsi a casa il titolo comodamente. Se, come si è capito da sei mesi a questa parte, i due non sono più autorizzati a perdere un solo capello in pista, pena l'essere radiati dall'intera factory Mercedes e finire a guidare Uber a Roma, c'è il sospetto di un voto di scambio: se Rosberg gli permette di entrare nel albo dei campioni super power, Hamilton gli lascia la speranza del titolo mondiale, finchè Verstappen non ci separi.
10) La panza di JP Montoya. Quando si arriva a lasciare la camicia fuori dai pantaloni è davvero la fine. Anche se il caro Giovanni Paolo è noto per non essere mai stato un gran figurino. Tra l'altro... fatemi capire... Montoya è pure più basso di Alonso? 

domenica 6 novembre 2016

Messico 2016 - Gara

Smettetela immediatamente di portare avanti votazioni stupide come il pilota del giorno e diamoci dentro con il team radio of the day. In gara quest'oggi Fernando Alonso, che intima alla squadra di fare il loro lavoro che al suo ci pensa lui e Sebastian Vettel, che si limita soltanto a mandare al diavolo in diretta mondiale Charlie Whiting
Provo quasi pietà per tutti quegli artistoidi della tastiera che hanno iniziato a tirare giù la loro montagna di chiccchiere in libertà nel corso della gara e hanno pigiato invio alla bandiera a scacchi credendo di aver battuto sul tempo tutta la concorrenza. Perchè il bello è arrivato dopo, molto dopo. 
In sostanza il mio non è ritardo, solo meditazione profonda. 
Riepilogando la vicenda: il pole position Lewis Hamilton, primo primissimo davanti a Nico Rosberg. Venne quindi il turno della Red Bull, infine quello delle Ferrari, dietro tutti gli altri, ma chi importa? Mica sono Ferrari
Il partenza danno tutti del loro peggio: Hamilton va per violette, il mondo è ancora indignato per questa faccenda, ma credo che siano problemi loro. Dietro Rosberg non riesce a trarne vantaggio perchè Verstappen l'ha preso di mira e lo tira fuori pista. Ovviamente non viene sanzionato, ma ormai ci hanno già fatto tutti l'abitudine. 
Alonso non partiva neanche malissimo, giusto poco fuori dalla top ten, che di questi tempi è un vantaggio in fatto di gomme, ma ha comunque un diavolo per capello: soprattutto non intende star lì a guardare Verstappen che gli ruba il primato in fatto di team radio insolenti, quindi manda a stendere il muretto invitandoli a fare il loro lavoro mentre lui pensa al suo... roba che supera per scortesia persino il celeberrimo leave me alone, I know what I'm doing. In ogni caso non deve aver avuto chiaro chi avesse il coltello dalla parte del manico in quel momento: mentre lui sfanculava il muretto, il muretto gli canna di brutto il pit stop... ed una gara nata insipida finisce, per lui, in maniera ancor più anonima. Ben gli sta, a lui e a tutta la spocchia che si porta dietro.
Nel frattempo, Verstappen si annoia, non sa chi sbattere fuori pista violentemente in quel momento, quindi chiama ai box e chiede: che facciamo? Dal muretto intimano a Ricciardo, davanti a lui in quel momento di scansarsi e farlo passare. Ma che, davvero?!!?
Vettel, nello stesso tempo, gioca con la strategia gomme e si ritrova primo. A breve dovrebbe rientrare anche lui... ma non sembra proprio ben intenzionato a lasciar perdere la conquista, costi quel che costi. In questo modo si è ritrovato a compiere più di 30 giri con gomme che non avrebbero dovuto superarne i 25, secondo le indicazioni Pirelli: e si lamentano pure quando una gomma esplode. Alla fine di tutto questo lavoro si ritroverà addirittura sesto, il che non mi lascia affatto pensare che sia stata una strategia vincente, queste sono ovviamente solo mie illazioni, ma non si può neanche lamentare quando Alonso gli da del frustrato.
In ogni caso, marcia che ti rimarcia, alla fine Vettel riesce a mettersi alle calcagna di Verstappen, e lo insegue per sorpassarlo. Quando finalmente riesce a farcela, Verstappen tira largo, finisce fuori pista, si avvantaggia di questo e rimane davanti. Dal box gli intimano di lasciare la posizione a Vettel, lui non risponde e non ci pensa neanche. Vettel inizia a tribolare come un dannato, supera le 7 barriere del suono della parolaccia carpiata, Arrivabene dai box frigge come un dannato, ma Verstappen ancora niente, non ci pensa neanche a dare la posizione. Nel frattempo però rallenta leggermente, lascia che Ricciardo (piazzato dietro a Vettel) riesca ad avvicinarsi e tentare a sua volta il sorpasso sul ferrarista. A questo punto le cose si fanno complicate. 
Prima di tutto perchè, secondo la teoria complottara Ferrari, non mi è chiaro come Verstappen, dalla sua monoposto potesse avere chiaramente l'idea di quanto Ricciardo fosse vicino a Vettel e progettare l'effetto sandwich. Ammesso e non concesso che sia tutto vero e premedidato, andiamo per ordine con gli eventi della situazione, ricordando che a questo punto della storia, siamo a 3 giri dalla fine. 
Arrivabene tenta di tenere calmo Vettel, prova ad iniziare una frase con Charlie said... e fu a quel punto che anche Charlie, in diretta globale venne mandato aff****, proprio mentre si riservava di prendere una decisione circa quello che è successo con Verstappen dopo la fine della gara. 
Quindi Ricciardo raggiunge Vettel, tenta di sorpassarlo, Vettel si difende. Arrivano leggermente al contatto ma entrambi ne escono indenni e in tempo zero bandiera a scacchi. 
Hamilton e Rosberg, nel frattempo, nulla sapevano ben ignoravano della situazione alle loro spalle. Verstappen, tra i fischi dalla platea, parcheggiava sotto il podio e si apprestava a salire. Le cose nell'anticamera del podio si fanno più lunghe che mai, Rosberg, tra l'altro, memore del rischio della prima curva, piuttosto che parlare con Verstappen ha preferito, addirittura Hamilton, che tuttavia era maggiormente interessato alla pace dei suoi capelli. Anche su questo punto io prima o poi vorrei piazzare una parentesi: con tutti i soldi che ha, con tutti i soldi che spende per le peggio cazzate inventate dall'uomo e di prossima invenzione, con alle orecchie due brillocchi che valgono, da soli, più di casa mia, mi può spiegare perchè non può far qualcosa per quei capelli? Com'è che anno dopo anno, settimana dopo settimana qui non si riesce a trovare un rimedio? E com'è che non ha mai potuto mettersi un apparecchio ai denti per chiudere quella voragine tra gli incisivi? Chiusa parentesi.
Verstappen, in ogni caso, crede di avere la ragione dalla sua parte. Ma è l'unico. Dal suo muretto tutto tace, a questo punto. Il pubblico lo fischia, i media lo insultano, i ferraristi se lo mangerebbero vivo. Poi di punto in bianco il miracolo: i commissari decidono di sanzionare la sua condotta. Fatto più unico che raro, che non si sarebbe mai aspettato. E ci rimane male: cinque secondi di penalità, tanti quanti bastano per sbatterlo giù dal podio e far salire Vettel, richiamato in grande fretta perchè corra più veloce che fai, a piedi questa volta, verso l'obiettivo. E l'unica cosa che mi sono chiesta io, dopo averlo visto attraversare il mondo, modello Holly e Benji durante una delle epiche partite sull'unico campo di calcio lungo da qua all'orizzonte, è: com'è che non ha il fiatone? Però io sono molto stupida, quindi non conto. 
Non so voi, ma io ho adorato quel momento. Anche perchè non mi sarei mai aspettata che le cose sarebbero andate in quel modo. Dal momento in cui i piani altri hanno deciso di discutere della faccenda dopo la fine della gara, io ho pensato che si sarebbe saputo qualcosa molto dopo la gara. E così deve aver fatto anche Verstappen che, intanto, stava andando a prendersi la coppa, come se non fosse successo niente. Invece no: lo scazzo per il dover scedere dal podio un secondo prima di poterci salire è stato visibilissimo, il clima di tensione tra tutti gli uomini a terra era divertentissimo, Vettel che ha incominciato ad avviarsi al podio scortato dagli uomini in rosso e fedelmente al fianco di Arrivabene, mentre un gruppetto di uomini Red Bull si apprestava ad avvicinarsi anch'esso alla zona dello scontro per portare via Verstappen, probabilmente. Ed al mondo, in quell'esatto istante non è più fregato niente di Rosberg ed Hamilton che si stanno contendendo il titolo mondiale, lasciati a marcire in anticamera nell'attesa che gli altri si facessero i loro porci comodi. Per la cronaca, della mia opinione relativa al voto di scambio fatto in Mercedes parlerò in un prossimo post, perchè qua mi sa che stiamo già andando per le lunghe. 
Io inneggiavo alla rissa, in realtà è stato tutto piuttosto liscio. Uno è salito, l'altro è sceso, Charlie, nonostante tutto l'ha presa bene e i commissari hanno tollerato anche il fatto che Vettel non si sia pesato prima di salire sul podio. Nonostante tutto quello che io possa pensare, ho sempre pensato e tornerò a fare ogni momento della mia vita della Ferrari, seriamente, quell'attimo è parso per davvero al vittoria dei buoni e la sconfitta degli arroganti, una sorta di vittoria karmica che mi ha riempito il cuore di gioia.
Però lo sappiamo come è andata a finire: tra i due litiganti il terzo gode: dopo qualche ora i commissari sono stati inflessibili: come hanno sanzionato Verstappen, hanno sanzionato anche Vettel per la manovra pericolosa eseguita in pista nel momento in cui ha tentato di difendersi da Ricciardo, ma un po' di più. A lui 10 secondi di penalità per aver commesso un'azione che, in gergo, ormai, viene chiamata la mossa di Verstappen, perchè è una delle sue classiche mosse difensive al limite della legalità con le quali è solito stupire il suo prossimo. Solo che nel caso di Verstappen il limite non è mai sembrato essere stato superato, l'unica volta che la fa Vettel sì, quindi 10 secondi di penalità, che lo riposizionano quintolo. Che Alonso lo abbia in gloria.
Ah, traete pure da soli le conclusioni circa tutta faccenda karmica di cui sopra.

domenica 30 ottobre 2016

FormulaGossip - Messico 2016

Notizie random raccolte nel corso della settimana scorsa, pepatissima. 
- Vettel ha dato dell'idiota ad Alonso. Alonso lo ha perdonato perchè è un frustrato. Insomma, si vogliono bene. 
- Magnussen potrebbe aver ricevuto un'offerta da parte della Haas. Sarebbe il caso che Gutierrez e Grosjean iniziassero a guardarsi negli occhi e si domandassero quale testa sta per saltare. 
- Offertone immotivate anche per Ericsson da parte della Force India, che deve attappare il buco lasciato da Hulkenberg
- Uno strano mistero gira intorno al contratto di Vettel... 
- Uno strano mistero gira intorno alla pancia della fidanzata intellettuale di Jenson Button. Che poi sia chiaro, se quella è pancia la mia autostima sente la necessità di risentirsi moltissimo e prenderla sul personale, ma questo è un altro discorso tra me e lei che vedremo di risolvere in privato. Il fatto è che il mistero buffo tira avanti da quest'estate e nessuno pare volersi impegnare più di tanto a risolverlo. Io non ne sapevo niente e, mi domando, come ho potuto vivere all'oscuro di tutto ciò? Occhio a quello che fate, che Jessica Michibata veglia su di voi. PS: ma il divorzio per la legge inglese in quanto lo si ottiene?
- Tale Pierre Gasly pare esserci rimasto male perchè in Toro Rosso non lo hanno voluto promuovere ma si sono tenuti Kvyat, nonostante tutto.
- Mazzoni ci rimane sempre malissimo per Giovinazzi, ormai "nostro" ad honorem.

sabato 29 ottobre 2016

I dieci fatti buffi di Stati Uniti 2016

1) La partenza di Nico Rosberg. Alla conferenza stampa del sabato, dopo aver perso la prima piazza per pochissimo, Nico Rosberg aveva promesso che non si sarebbe fatto influenzare da quella seconda posizione. Ne era certo e le ultime gare lo avevano dimostrato: partire secondo non pregiudica di per sè la gara. Tante cose possono accadere, sperabilmente ad Hamilton. Probabilmente, però, ad influenzarlo sono stati quei 33 punti di vantaggio sul compagno di squadra: chissene del secondo posto, l'importante è arrivare alla fine della gara. L'importante è portare a casa punti, la cosa peggiore che può accadere a questo punto del campionato è proprio un DNF. Quindi partenza prudente: ha lasciato sfilare quel prepotente di Ricciardo e lasciato vincere Hamilton, va bene così. Mettiamola in ottica matematica: se Hamilton vince tutte la gare da qua alla fine della stagione, ma Rosberg gli arriva sempre secondo, il campionato è suo in ogni caso. Questo ovviamente potrebbe significare gare fiacche all'orizzonte. Oppure no.

2) La vittoria di Lewis Hamilton. Questa settimana aveva come compito unico quello di dimostrare di essere un bravo bambino, essere diligente, fare i compiti e portare a casa la gara senza rimpianti. Così è stato. Ha cucito gli strappi sui jeans, ha sistemato i capelli con il gel, ha battuto ogni record in qualifica strappando di prepotenza la prima piazza al suo compagno di sqaudra e dulcis in fundo ha portato a casa la gara senza sbavature. Ottimo direi, peccato per quella faccenda matematica di cui sopra.
3) Verstappen, che non è arrivato quarto. Mentre le Ferrari cadono nel ridicolo gara dopo gara, le RedBull si fanno prepotenti. Hanno sicuramente sviluppato la vettura in maniera tale da poter ancora dire qualcosa alla fine della stagione, senza piangere sugli allori della Mercedes. Il problema è che stanno rischiando di essere l'ostacolo agli altrui destini. Il problema è che uno come Verstappen a metà gara ha deciso con prepotenza di essere intenzionato a salire sul podio. Prepotenza e sfacciataggine ripagata poco dopo dal karma, dalla giustizia divina o da quello che volete voi. Un secondo prima era intenzionato a sfondare il DRS di Rosberg, quello dopo rientrava ai box senza che nessuno lo avesse richiamato, per poi, dulcis in fundo, veder fermarsi la vettura senza il minimo preavviso. Sportivamente, lo ammetto, è stato un brutto colpo. Avremmo potuto vedere un po' d'azione in pista, lo avremmo potuto veder compiere un altro paio di quelle manovre al limite della legalità che, comunque non avrebbero trovato la giusta sanzione per motivi che solo lui sa. Però qualcosa lo abbiamo avuto comunque: la dimostrazione che bisogna smetterla di idolatrare i bambini. Tanto più se bambini prodigio, perche per ogni sorpasso spettacolare che portano a termine in pista ce ne sono tre che superano di molto il limite del consentito, perchè per ogni gara portata a termine con successo c'è un giro di pista fatto a 20 Km\h per il puro brivido di non darsi per vinto. Questione pericolosa, ovviamente, per sè, per gli altri, per l'intera economia della vettura, alla quale avrebbe potuto danneggiare molti più elementi di quanto non sia lecito aggiustare in una settimana, e via discorrendo. 
4) Raikkonen in retromarcia. Su twitter qualcuno ha detto che vedere Raikkonen in retromarcia è stata la visione più emblematica della Ferrari di quest'anno. E' quasi giunta al termine una stagione completamente asciutta di vittorie, con una manciata scarsa di podi portati a casa ma un bottino piuttosto ghiotto di brutte figure e strafalcioni. Urge una nuova risistematina ai piani alti.

5) Vettel che sghignazza. Forse a lui non piacerà sentirselo dire ma più passa il tempo, più invecchia, più sta diventando uguale ad Alonso. Non ci sono vie di fuga. Siamo passati dall'essere un pilota prodigio che vince titoli mondiali battendo recordi anagrafici, al finire in Ferrari nella speranza di vincerne altri, arenando miseramente quinti ad oggi occasione. Tra queste è andata a maturare anche quel filo di insolenza nei team radio. Tu chiamale se vuoi, emozioni.
6) JB a punti. Dopo la sessione di qualifiche era passato dall'ordinario disappointed ad un più netto frustrated, poi la gara gli ha fortunatamente raddrizzato la giornata. Sul fatto che non ne abbia più voglia si capisce benissimo, tanto più guardando la percentuale di fancazzismo che emerge dai suoi social, interventuta a mitigare quel senso di #maiunagioia che immagino si possa provare a bordo di una McLaren. Poi però qualche gara gira anche per il verso giusto, qualche gara parte con il piede giusto, quelle gare in cui pur scattando dalla 19esima piazza, l'accesso alla zona punti non è interdetto, i sorpassi sui giovincelli intorno a sè sono possibili ed interessanti ed una mezza soddisfazione portando a casa la pagnotta la si ottiene. Perfetto. Ora prova a fare qualcosa per quella barba che non sei l'uomo delle caverne.
7) Fernando is faster than Felipe Baby. Il Texas ha galvanizzato i McLaren Boyz che, in una stessa gara, contemporaneamente, hanno tentato di fare faville. Fernando soprattutto si è cimentato in manovre ardite che difficilmente in carriera è riuscito a portare a termine: dei sorpassi. Anzi, andando a scavare nella sua memoria, ricordava benissimo che, pur non riuscendo a fare sorpassi in senso generale, con Massa gli è sempre andata bene, nei suoi confronti è sempre stato tutto facile. Come mai? Chi lo sa... in ogni caso ha deciso di replicare, con prepotenza lo ha spostato un po' più in là, lamentandosi dopo che non gli avesse lasciato abbastanza spazio. In ogni caso, a tutti quelli che oggi si lamentano del fatto che a Verstappen sia tutto concesso, li inviterei a guardare con un filo in più di attenzione alla storia di Alonso, una storia che, inutile a dirsi, tira avanti sino ai giorni nostri. 
8) Fernando is faster than Sainz too. A pochi giri dalla fine Fernando si è galvanizzato ed ha deciso di saper compiere sorpassi. Quindi ci ha riprovato con Sainz, con forza e tenacia per diplomarsi quintolo.
9) Gordon Ramsey dalle mille magliette. Premetto, io adoro Gordon Ramsey, però questa faccenda di saltare di fiore in fiore cambiando maglietta per l'occasione rischia di lasciare tutti un po' così. Così. 
10) Tanta gioia per i 100 GP di Grosjean (e la 10° piazza Haas). Tanta gioia immotivata per questo 100esimo GP del pilota francese. Ma davvero davvero davvero è un gran traguardo? E tanta tanta gioia immotivata per il decimo posto della Haas (che poi era sempre guidata da Grosjean) in Texas, ma davvero davvero davvero è un gran traguardo? Vada anche per la coincidenza tra Gp di casa per la Haas e tutte le circostanze di cui sopra... ma stiamo ancora festeggiando come se non ci fosse un domani?

martedì 25 ottobre 2016

Stati Uniti 2016 - Gara

C’era una volta il west. Ci sono oggi altri loschi figuri in grado di mettere in piedi uno spettacolino per il quale io, lo giuro, un pochino di unghie me le sono iniziate a mangiare. Non tanto, e me ne dolgo, soprattutto davanti a quelli che continuano ad insistere che questa formula 1 moderna è noiosa. Amici, il paracadutismo è un’altra cosa, punto primo. Se volete adrenalina a fiotti guardate altrove. La Formula 1, è fatta anche di altro. E’ fatta anche di sottili meccanismo strategici. E’ fatta di equilibri e squilibri. E’ fatta in modo tale che se fosse veramente importante ogni singola gara non avrebbe senso strutturare un campionato su 20 gare e 8 mesi all’anno. Detto questo, ovviamente, sì: la formula 1 moderna è noiosa, ve lo devo dire io?
Domenica mattina (fuso USA) eravamo a questo punto delle nostre vite: 4 gare alla fine del mondiale, Hamilton in pole, Rosberg subito dietro. Rosberg 33 punti di vantaggio su Hamilton. Attaccate al dominio Mercedes le due Red Bull assetate di sangue più che mai. Dietro alle Red Bull, in coda, il meno peggio of the rest, ovvero le ferrari. Raikkonen meglio di Vettel, ma non è che si possa sentire realmente la differenza. Jenson Button arenato in 19esima piazza, i due furbetti della Haas felici come una pasqua di essere negli stati uniti, in teoria la loro patria, in pratica trovami un americano che capisca la differenza tra Formula 1 e Nascar. Si aggiunga che Grosjean disputava il suo 100esimo GP: circostanze del tutto inutile ed indifferente ai più.
Poi si sono spenti i semafori ed incominciata la gara. Hamilton in pole era ed in pole è rimasto. Nessuno gli ha messo i bastoni tra le ruote e, lui stesso, non se li è autoposti. Già mi pare un buon punto di partenza. Rosberg per non rischiare il contatto con Ricciardo, attentatore della seconda piazza, si accoda. Era certo che lo avrebbe ripreso. Prima o poi. Mettiamola così: si è rischiato una strategia gomme che avrebbe potuto fare molti più danni, poi gli è andata bene grazie alla divina provvidenza, ma per un attimo ho temuto seriamente che si sarebbe fatto sfilare quarto.
Uno che in quarta piazza proprio non ci voleva stare era Verstappen, quarto in griglia di partenza, precipitato sesto, recuperato sino alla quarta piazza… fino a quando dai box gli dicono qualcosa sul conservare qualcosa. Metti gomme. O carburante. O neuroni in testa. O lascia gli i grandi si occupino delle loro cose e non ti mettere in mezzo. Insomma: devono sicuramente avergli detto qualcosa di sensato, ma lui non è stato affatto d’accordo ed ha sfornato un altro di quei team radio che ultimamente lo stanno rendendo tanto famoso. Faccia attenzione Alonso che il nano gli vuole togliere anche questo primato. Non sono qui per arrivare quarto. Cafone. Ed il karma lo ha ripagato: gli ha mezzo una vocina nell’orecchio, tipo Giovanna D’Arco, che lo portasse a rientrare ai box, mentre i meccanici, in realtà, erano belli intenti a mangiarsi un panino al salame o qualcosa del genere. Ha perso mille secondi preziosi mentre questi cercavano le gomme e con calma gliele montavano… ma tutto inutile in ogni caso, perchè la vettura poco dopo ha deciso di abbandonarlo definitivamente. Ha rallentato e iniziato a grattare, VerSTOPpen non si è dato per vinto, ha continuato il proprio cammino a 20 km\h per almeno mezzo giro fino a quando non gli hanno sparato alle gomme e lo hanno abbattuto definitivamente. Cosa stava pensando di fare? Altre vocine nelle orecchie? Non è dato a sapersi.
Altri momenti comici sono giunti al sesto rimestamento di strategia di Raikkonen che, di soccombere al volere di Vettel proprio non ci stava pensando. E più gli modificavano a casaccio la strategia di gara, meglio andava rispetto al suo compagno di squadra. Venne quindi la scelta delle SS usate, perchè si sa che mettere delle gomme SuperSoft già usurate dalle qualifiche è sempre una buona mossa a livello strategico. Ma anche in questo caso restava davanti a Vettel: anche nel suo caso è intervenuta quindi la strategia sparategli alle gomme. Ad opera dei meccanici che lo hanno fatto uscire dal box senza avvitargli bene una gomma, obbligandolo a fermarsi nella corsia di uscita dai box… situazione dalla quale è uscito con la massima naturalezza possibile, ingranando la retro e andando a parcheggiare poco più in là. Senza che neanche un meccanico Ferrari apparisse all’orizzonte per toglierlo dall’impaccio. Gli mancava solo il braccio allungato dietro al poggiatesta del passeggero. 
Nel frattempo Hamilton andava a vincere indisturbato e Rosberg gli stava accodato. 
Nota di merito ai due McLaren Boyz, uno partito 19esimo, alla prima curva era già decimo. Ha lottato, superato, sgomitato e, dulcis in fundo, è giunto nono. L'altro, partendo già più avanti se la è cavata meglio, merito soprattutto dell'ultima manciata di giri al fulmicotone, ispirato sulla via di damasco dalla visione di Pippo Massa così vicino. Prima gli ha intimato un Felipe baby, I'm Faster than you, poi lo ha preso a sportellate e lo ha spostato un po' più in là per passare. Tutti e due si sono lamentati moltissimo in team radio, ma inutilmente. A quel punto, galvanizzato dall'essere riuscito (mica troppo bene, ma questo non diteglielo che si offende) a portare a termine un sorpasso, ci riprova anche con Sainz, emettendo strane sonorità moleste a favor di pubblico. Quintolo, ça va sans dire.