lunedì 26 giugno 2017

Azerbaigian 2017 - Gara

- Raikkonen prende una Bottas -

Per la stessa conformazione del circuito il punto di partenza sembra fatto proprio a puntino perchè alla prima curva spunti un bel parapiglia e si vadano tutti a sfracellare tra di loro. Scientificamente studiato. Ed infatti è così che è andata: allo scattare dei semafori Hamilton è riuscito a scivolare via mentre Bottas, partito al suo fianco, e Raikkonen, partito terzo, hanno iniziato a scazzottare tra di loro per andare inevitabilmente a schiantarsi l'uno contro l'altro e poi contro un muro. Ottimo. Dalla dinamica dell'incidente, ad una seconda o terza occhiata, è parso chiaramente che sia stato solo un incidente di gara, Raikkonen stava superando, forse era un po' più avanti dell'altro ma Bottas è finito su un cordolo e gli è rimbalzato contro. Raikkonen ha la peggio sul compagno di squadra, Bottas ha la peggio sulla gara: costretto a rientrare ai box per cambiare muso a metà strada sfracella anche una gomma, rientra in pista doppiato... il che mi pare un buon punto di partenza. Ovviamente nessuna penalità per nessuno dei due, anche se Raikkonen ancora non ha digerito il fatto che anche Bottas ne sia uscito indenne. Non c'è male con la sportività

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- Kvyat fonde ed altre avversità -

L'uscita di scena di Kvyat non avrebbe nulla di assolutamente interessante se non fosse accaduta a casaccio in mezzo alla pista, una pista priva di vie di fuga che costringe all'ingresso la safety car mentre i tecnici si occupano di rimuovere l'abitacolo. E ringraziamo moltissimo l'organizzazione dei tecnici di Baku per la solerzia ed il tempismo con cui sono arrivati ad operare sul veicolo: davvero non c'è male. Abbiamo fatto in tempo a farci crescere i capelli bianchi, a far sdoppiare Bottas, accorpare tutte le vetture e riportarle a scannarsi tra di loro non appena il rientro della safety car glielo permette. Il buon tentativo (anche se fallito) di Sergio Perez di farla a Vettel in ripartenza è qualcosa che rimarrà negli annali.

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- nel frattempo -

Nel frattempo, prima che fondesse Kvyat era già accaduto che Palmer si ritirasse, ed anche Verstappen, quest'anno giustiziato dalla sfortuna. Che poi mi sembra un bilanciamento karmico per tutto quello che non ha combinato lo scorso anno. Solo che di loro non si è poi detto un granchè, perchè i loro ritiri non hanno fatto alcun rumore. Ed andiamo avanti così.

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- Safety car again -

Tre secondi netti dopo il rientro della safety car ... safety car again. La ripartenza è stata piuttosto drammatica e, quando i giochi si fanno drammatici non è da tutti tenere il sangue freddo. Gli infiniti giri in attesa di rimuovere la vettura di Kvyat hanno compattato ben ben il gruppetto che, una volta avuto modo di tornare a combattere se ne sono dette delle belle... mentre Hamilton scivolava via e li lasciava combattere alle sue spalle. C'è stato Perez che ha tentato di beffare Vettel che, oggi più incarognito che mai, non le ha mandate a dire a nessuno. E c'è stato anche Raikkonen che ha continuato imperterrito a perdere pezzi di vettura un po' qua e un po' là. In un primo momento si è tentato di piazzare solo una VSC per andare a raccogliere a mano i detriti a bordo pista...

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- Force India autoeliminate -

...  ma dopo la grande battaglia Force India, con pezzi di carrozzeria rosa che scintillavano e si sparpagliava ovunque a seguito del loro contatto. Safety car... anzi, bandiera rossa, che non si sa mai. Giusto per dare una spazzatina definitiva in pista e per porre fine a questo circolo vizioso di safety car e contatti a ripetizione.

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- Vettel vs Hamilton -

Parlando di Safety Car e di contatti, siamo qui davanti al gesto sportivo dell'anno. Ciò di cui parleremo per i prossimi anni, quelli che racconteremo ai nostri nipoti del tipo: "io me lo ricordo quando è successo...". Sicuramente tutto questo non finirà qui ed io seriamente mi domando come sia possibile, sono certa sia un mio limite ma, dopo ore dalla fine della gara nelle quali ho lasciato indisturbati i social network li ritrovo ancora zeppi di opinioni contrastanti. Ma al di là di ogni raziocinio. O c'è qualcosa che sfugge a me. Perchè i fatti mi sembrano piuttosto chiari: siamo dietro la safety car, Vettel tampona Hamilton, poi lo affianca, lo manda al diavolo e gli da un colpo con la vettura, poi torna ad accodarsi. No, ma ... what? A cosa abbiamo assistito?
Ipotizzando per un solo istante che Vettel abbia avuto l'impressione che Hamilton abbia rallentato eccessivamente (teoria smontata successivamente dalle telemetrie della vettura che non riportano alcuna frenata ed alcun rallentamento), capisco che gli sia finito dentro e che lo abbia voluto mandare al diavolo. Ma quella storia dell'affiancarlo e andargli addosso? Ma neanche in tangenziale all'ora di punta.
No, seriamente, io capisco il tifo sfrenato ad ogni costo per una Ferrari che dopo anni è tornata a vincere qualcosa, però cosa c'è da difendere ad ogni costo? Questa è stata una porcata punto e basta.

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- Hamilton rompe l'impossibile -

C'è un record che neanche Alonso è ancora riuscito a battere sino a questo momento. E faccio il suo nome mica per niente: si sa che Alonso in tre anni di McLaren ha visto frantumarsi ogni singolo bullone della sua vettura che, chiaramente, è un catorcio. Tuttavia, a vedersi volar via il poggiatesta ancora non eravamo arrivati... e c'è riuscito Hamilton, all'apice di una gara folle che stava, nonostante tutto, continuando a condurre in testa a tutti. Costretto a rientrare per sostituire il pezzo è scivolato a metà della zona punti finendo, tra l'altro, come se non fosse già stata tutta una beffa, proprio alle spalle di Vettel, scivolato anch'egli indietro per i 10 secondi di penalità inflitti per la marachella di cui sopra.

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- Stroll a podio -

Tra tutto questo smaterializzarsi di piloti nelle prime posizioni, alla fine quello che è andato ad accadere ha dell'incredibile e l'incredibile si è materializzato sotto i nostri occhi. Uno che fino a ieri aveva persino difficoltà a partire senza schiantarsi contro niente e nessuno, oggi non solo è giunto fino alla fine della gara ma è pure arrivato a podio. Come c'è arrivato ne parliamo tra un secondo, quello che è certo è che la sua presenza sul terzo gradino è solo l'emblema della follia di questa gara conclusasi nell'unico modo in cui poteva concludersi. Niente di più e niente di meno.

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- Bottas beffa il pivello -

Uno che al secondo giro era già doppiato solo in una gara folle come questa poteva rischiare di finire a podio. E c'è finito, risalendo fino alla terza piazza, poi ha beffato il pivello, fermatosi incredulo ad esultare qualche metro di troppo prima del traguardo e facendosi così sorpassare da un Bottas giunto a tutta velocità. Questo Bottas un po' Grinch, pronto a rovinare il natale ai bambini ci piace!

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- Alonso a punti -

Quale follia non può accadere ancor più folle della vettura di Alonso che arriva fino al traguardo? E se questa addirittura arriva in zona punti? Tutto questo è una sorta di miracolo... goduto grazie al solito culo che lo contraddistingue. Ancor prima della metà gara, più o meno nel momento della bandiera a scacchi ho osato predire che se fosse andata avanti così Fernando sarebbe anche riuscito a vincere... partito dalla 19esima posizione in quel momento era scivolato ben fino alla sesta. Qualcuno ha persino osato darmi ragione credendo che parlassi sul serio, o quantomeno con un filo di speranza, ribadendo che lui è proprio uno specialista delle condizioni avverse.

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domenica 25 giugno 2017

Formula Gossip - Azerbaigian 2017

- Breaking news -

Non intendo dare mai piu notizia di McLaren che fonde. Prossima volta che parleró di McLaren sarà per dire che riuscita ad arrivare in fondo ad un week end sana e salva. Quella sarà vera breaking news. E no, non è notizia nanche l'arretramento di millemila piazze in griglia o devo ricordare io i tempi in cui Button e Alonso venivano arretrati di 150 posizioni a testa?
Piccola eccezione la potrei ancora fare solo per i team radio fuoriposto e fuori luogo di Alonso che comunque troveranno sempre posto nel mio cuore.

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- Simply the best -

Anche questo 2017 ha un vincitore: il primo a sfracellarsi alla curva maledetta, quella con castello, strettoia e tutto il resto del teatrino ormai tipico di Baku è Sergio Perez!

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- The rest of our lives -

Hamilton si ritira a fine anno. Oppure no. Ovviamente nessuno ci ha creduto mezzo secondo... ma il vero mistero buffo di tutto cio è chi abbia messo in giro la notizia? 
Forse il vero perchè della notizia è solo quello che siamo in un periodo di vacche magre e non ci sia molto altro di cui sparlare. O forse perchè stiamo aspettando che parta il vero torrone del mercato piloti in fuga. Tra l'altro, e mi complimento personalmente con lui per questo, ci stiamo rendendo conto che siamo quasi a metà stagione e Hamilton non ha ancora fatto scoppiare alcun boom dei suoi? Non si è ancora preso a bottigliate con il suo compagno di squadra, non ha iniziato a confondere il week end di gran premio per un luogo di appuntamenti invitando cani e porci ai box, non sono usciti 350 nomi diversi di papabili fidanzate: l'ultima notizia riportava Rita Hora e risale (addirittura) allo scorso dicembre.
A sostegno di una certa teoria della singletudine ci sono le foto del suo ultimo look utilizzato per girare indisturbato per il paddock che, nel rispetto di chi dovesse incappare in questo blog non intendo riproporre in alcun modo: calzini e ciabatte, un po' come i turisti tedeschi in giro per i musei. 
In alternativa alla foto dei calzini con le ciabatte nonno-style ho deciso di inserire una foto estrpolata dalle sue instagram stories di qualche giorno fa. Storia di Instagrm che solo a questo punto mi rendo conto che quasi quasi si piazza sulla scia della teoria della singletudine di poco fa ma che piazza il buon LH, sempre a spasso per il mondo con il suo jet privato, attorniato dal lusso e dagli stravizzi, un po' al nostro livello... quel livello tipico di chi trascorre le serate cenando davanti a netflix senza rivolgere la parola ad altro essere umano.

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- Goodbye -

Monisha Kaltenborn team principal sauber dichiara di voler abbandonare la nave che affonda. Perchè va bene anche portare avanti una squadra con talenti della portata Ericsson al volante, ma alla prospettiva di un motore Honda ha sbottato e sbattuto la porta urlando rassegnata "no Maria, io esco" 

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- Roman Holiday -

Formula E atterra ufficialmente a Roma: anno 2018, tutti in gita nella capitale! Ovviamente neanche il tempo di dare la notizia e già il mondo si stava scagliando contro Virginia Raggi come se avesse proposto di abbattere quei quattro massi fetenti che compongono il Colosseo per costruirci un centro commerciale. Perchè la Formula E sì e le Olimpiadi no? Tutti a sbraitare: ma che ve la devo spiegare io la differenza, anche semplicemente dal punto di vista di costi e organizzazione dell'evento?

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- Mercatopoli -

A dir la verità qualcosina in fatto di mercato piloti già sta incominciando a spifferarsi e la ragione è una e solo una soltanto: Raikkonen è giunto al capolinea. Ovviamente lui non lo ammetterà mai ma la sua persistenza in Formula 1 sta incominciando ad essere un fenomeno contro natura. 
Primo gossip che ha iniziato a girare in fatto di sostituti ma che possiamo già prendere e cacciare nel cassonetto nell'immondizia è quello che vedeva il gran ritorno di Rosberg. Eccerto. Per vestirsi di rosso: ma qualcuno sta semplicemente provando a seguirlo su twitter o instagram per capire che di tornare a correre non gli passa neanche per l'anticamera del cervello? Per dire: è una settimana che sta ad Ibiza a mangiare gelato, quando mai gli potrebbe capitare una simile occasione se tornasse a correre?
Secondo gossip fesso: Raikkonen resta ma solo perchè Vettel se ne va. Ma va dove? In Mercedes al posto di Bottas? Ma il senso? In Mercedes al posto di Hamilton che molla tutto per aprire un canile e passare le giornate a giocare con Roscoe e Coco?
Terzo gossip di un certo spessore: Alonso. Alonso e Vettel nella stessa squadra. Alonso e Vettel in Ferrari dopo tutto quello che è successo negli ultimi otto anni delle loro carriere? What? Ma perchè nessuno se le inventa meglio?

giovedì 22 giugno 2017

I dieci fatti buffi di Canada 2017

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- Incontri ravvicinati del quarto tipo -

Siamo nelle fasi iniziali della gara, le cose in questo caso specifico hanno già incominciato a farsi serie un po' per tutti, ma non per Magnussen, che dalle sue retrovie ha tempo per guardarsi un po' intorno e segnalare un'anomalia: c'è un cappellino della ferrari in pista!! Fatemi capire: un tifoso lo ha lanciato via dopo aver visto scivolare Vettel in pollesima posizione?

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- 2 -

- Van Der Garde che trolla Stroll -

Ci sono alcuni piloti che non posso fare a meno di seguire pur avendo abbandonato la formula 1 da un pezzo e non avendo più niente di interessante da condividere. Questo è un po' il caso di Van Der Garde del quale, tra pochissimo tempo, neanche sua madre ricorderà più che c'è stato un tempo in cui correva nella massima serie... eppure resta un affezionato della domenica pomeriggio ed io non riesco a fare a meno di leggere i suoi commenti. Van Der Garde ha abbandonato da un pezzo non solo la Formula 1 ma anche quelle finte buone maniere che molti dimostrano, tipo quelli che son sempre dietro a fare i complimenti al vincitore, chinque esso sia, quelli che non possono fare a meno di ricordare con nostalgia le emozioni dei vecchi tempi... e via così. Van Der Garde è uno di noi: uno che la domenica si siede in poltrona e spara giudizi cattivi e gratuiti solo perchè può permettersi di farlo, solo perchè siamo nel 2017, abbiamo i social network, abbiamo la libertà di parola e quanto ci piace abusarne. Ecco. Van Der Garde è uno di quelli che vede al primo giro una Williams spiaccicata al muro e si stupisce che non sia quella di Stroll. Per ora. 

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- 3 -

- Stroll a punti -

Celebrazioni e festeggiamenti, nonostante tutto quello che siamo riusciti a dire alle sue spalle Stroll è riuscito a finire una gara. E l'ha pure finita a punti. Non si è schiantato, non ha fatto fuori nessuno, non ha costretto tecnici e ingegneri a ricostruirgli la vettura sotto il sedere... ed ha portato a casa i suoi primi punti iridati. Alla faccia di Van Der Garde. 
Faccio solo notare che a questo punto le uniche a bocca asciutta sono le McL.

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- 4 -

Deejay chiama Alonso

Nuova gara, nuovo capitolo della saga più trash della Formula 1, quella che lega Alonso ai suoi tecnici. Prendi un meccanico, trattalo male. Fa sentire che è poco importante, dosa bene amore e crudeltà. Cerca di essere un tenero pilota, ma fuori dal box nessuna pietà. Esattamente così che sono andate anche questa volta le cose, con Fernando Alonso che nel bel mezzo della gara interrompe il discorso del suo interlocutore tuona infuriato "non mi stai dando informazioni utili!"

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- 5 -

Lewis Hamilton: la solitudine dei numeri primi

In Canada persino Alesì è riuscito a vincere una volta.
E non dimentichiamoci di Kubica, anche se adesso sta tornando di moda e non credo che possa ancora essere pronunciato il suo nome invano. Una vittoria anche per Ralf Schumacher, che di vittorie in carriera ne ha ottenute ben 6, o per Daniel Ricciardo, ancora fermo a 4. Insomma, con un po' di impegno in Canada per tradizione riescono a vincere un po' cani e porci.
In questo scenario Lewis Hamilton è giunto a sei vittorie, la prima nel 2007, le ultime tre consecutive: tutto questo dovrà pur dire qualcosa... anche se al momento non ho ben in mente cosa.
Probabilmente è il caso di soffermarsi su un altro traguardo ottenuto questo fine settimana: la 65esima pole position in carriera, che se si è materializzata proprio in Canada anche questo dovrà dire qualcosa, poi vediamo di capire cosa. La 65esima pole lo piazza direttamente come secondo classificato al pari di Ayrton Senna nella classifica dei piloti con il maggior numero di pole position in carriera, il che è statisticamente un bel colpo. Per festeggiare l'evento la famiglia di Senna gli ha regalato una replica del casco storico del pilota, un cimelio che, a quanto pare, per gli appassionati del settore, è un pezzo d'un certo prestigio. A pochissimo tempo dall'omaggio per la rete girava già un video, registrato da un addetto alle PR di Lewis Hamilton che, chiaramente, non ha ancora scoperto l'uso del cavalletto o, quantomeno, l'opportunità di appoggiare quel maledetto telefono sopra una pila di libri per non far morire tutti di mal di mare, in cui il pilota ringraziava commosso e specificava chiaramente che fosse una replica... cioè... non esattamente quello che Senna si è piazzato sulla testa a suo tempo il concetto pareva chiaro persino a me, eppure è scoppiata comunque la polemica. 
Polemica distinta tra quelli che semplicemente si sentivano oltraggiati dall'accostamento del nome di Senna a quello di Hamilton e quelli che ritenevano che la famiglia di Senna avesse oltraggiato l'avo nel ledere il patrimonio personale donandone un pezzo ad un brutto ceffo di tale entità. Sul fatto che fosse una replica e che fosse chiaro a tutti e non sia mai stato nascosto in alcun modo ne abbiamo già parlato abbastanza? No, perchè, allora, potremmo andare avanti a discutere del fatto che qua siamo alle prese con la semplice matematica: 65 pole portate a casa dall'uno, 65 pole dall'altro, con la differenza sostanziale che solo uno dei due è ancora in attività ed è altresì probabile che supererà tale cifra prima di ritirarsi. Se vogliamo superare il dato numerico e valutare il valore del pilota... beh... è come se io provassi a discutere di Backstreet boys con una fan qualsiasi degli One Direction: ovviamente non c'è storia ma glielo devo spiegare io?

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- 6 -

Spazio: ultima frontiera

Ed è così che, a grande richiesta del capitano Picard, lo shoey è tornato in tutta la sua magnificenza ad essere protagonista dei nostri podi. Era da qualche tempo che Ricciardo provvedeva in maniera molto più sobria a celebrare i propri successi... ma è durata poco, perchè il pubblico lo richiede. Il pubblico lo ama e poco importa che forse, in fondo in fondo, l'unica ragione per cui Ricciardo aveva deciso di smetterla era per la concretizzazione di tutti gli attacchi di salmonella che gli ho predetto dall'inizio dei tempi ad oggi. Compagno di merende e di gabinetti lo stesso Patrick Stewart perchè la sua missione è quella di esplorare strani, nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima. Stando benissimo al gioco si è offerto di bere anch'egli dalla scarpetta... anche se apprezzo moltissimo la finezza dimostrata da Ricciardo nel cambiare scarpa per far bene l'ospite. Ed è andata bene ad Hamilton, già che i piedi erano solo due e le scarpette sono finite anzitempo, candidamente in grado di ammettere "Io non potrei mai farlo".

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Raikkonen 40 o 42?

E' fatto noto che la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto sia 42. Eppure qualcosa in Ferrari è venuto meno. Il sospetto tra i non addetti ai lavori è quello che, ad un certo punto della gara, nel momento in cui non era più necessario, qualcuno dal muretto abbia spento la macchina da sotto il sedere di Raikkonen, giusto perchè non riuscisse ad infastidire quello davanti a sè bisognoso di resuperare il maggior numero di punti nel minor tempo possibile. 
Dopo più di mezza gara trascorsa tra le eccellenze, dopo avergli prospettato una prospettiva podio, improvvisamente la vettura inizia a perdere prestazioni, si rendono necessari nuovi settaggi, nuove impostazioni della vettura, schiacciare tasti che non esistono e premere leve che non portano a nulla. I dialoghi tra muretto e pilota diventano imbarazzanti e io inizierei seriamente a pormi delle domande circa la capacità di gestire un'ottica di squadra. 

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- 8 -

Seagulls

Ho seriamente dei problemi linguistici, non ho mai studiato veramente lingua inglese, se non per quel poco e male che offre la scuola pubblica italiana. Quello che so, che capisco e che parlo di inglese è solo grazie alla cultura che mi sono fatta guardando serie TV e frequentanto, in generale, il mondo di internet: dal livello social network in poi. A tratti questa padronanza della lingua mi ha anche portato delle soddisfazioni professionali, quindi tutto sommato non la sottovaluterei in pieno, anche se merita di essere approfondita. Per esempio, stavo guardando questa foto, ed il pensiero è andato immediatamente alle vicende dello scorso anno, a tutto il teatrino Hamilton - Vettel del dopogara ed avrei voluto scrivere un titolo tipo il gran ritorno dei...ehm... seagulls o i... ehm seagulls che tornano a salutare Vettel ma il problema era solo uno: come diavolo si chiamano in italiano? Perchè mai la mia testa mi rimanda prima al termine seagulls invece che alla dizione italiana? Provo a cercare la traduzione su internet e, quello che mi viene fuori è "laridi" e io sono piuttosto certa di non aver mai utilizzato il termine laridi in vita mia. Wikipedia suggerisce anche "gabbiani" e la cosa già prende un senso. 
In ogni caso, nel caso non lo abbiate visto - ma anche se lo avete visto ve lo riconsiglio - buona parte del teatrino dello scorso ann va assolutamente recuperato, soprattutto la parte in cui Vettel parla con i gabbiani e gli dice "ehi! La mia macchina è rossa, è facile da vedere".
Salverei anche la parte "sono un pilota, DEVO inventarmi una qualche scusa" ma questa me la tengo per la prossima occasione.

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Vandoorne: mai una gioia

Non solo la vettura che gli tocca guidare lascia molto a desiderare ma, anche con il motore dell'aereo che lo dovrebbe riportare a casa le cose non vanno meglio. 4 ore di ritardo fermo in aereoporto... belli i tempi andati in cui era possibile scroccare un volo privato da qualche amichetto ricco. Niente da fare: a questo giro tutti fermi in aereoporto come i comuni mortali.
Più o meno, perchè se si leggono bene le risposte sotto al suo messaggio qualche anomalia è comunque possibile riscontrarla. Air canada ha risposto subito a Vandoorne "Ciao Stoffel, ci dispiace per il ritardo, a quale volo ti riferisci?" e, ricevuta la risposta con il numero del volo "grazie, se ci vuoi trasmettere in DM il numero di booking vediamo come risolvere la questione"
Una donna, poco più sotto, più o meno negli stessi momenti, segnalava anch'ella un ritardo di due ore nel volo per NY... approfondendo un attimo il suo profilo si apprende facilmente che, per quanto nome un po' meno noto, è una gionalista, si occupa di sport ed era in Canada... guarda un po'? Proprio per il gran premio. Solo che con lei la compagnia aerea è stata un po' meno premurosa: giusto un augurio che il problema tecnico si potesse risolvere in fretta. No, ma... davvero?

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Una sanzione sbagliata per D.K.

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lunedì 19 giugno 2017

Canada 2017 - Gara

- Buone partenze -

Tutta la boria mostrata dal Ferrari's boyz nei giorni precedenti alla gara è venuta meno nell'esatto istante in cui i semafori rossi si sono spenti e non uno... ma ben due di quelli che stravano belli belli piazzati dietro hanno beffato Vettel: erano Verstappen e Bottas, pronti a combattere per riservare un minuto di gloria nella storia tutto per sè. Ovviamente il quel momento non avevano ben in mente che esistono poche cose che riempono di infamia sui socialz quanto superare una Ferrari ma questa è una piaga con la quale prima o poi si inizia a convivere.

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- Sainz a proiettile su Massa -

Le fasi della partenza sono state altresì caratterizzate da quello che accadeva poco dietro, a metà dello schieramento, dove Sainz finisce su Grosjean, perde il controllo della vettura e finisce a proiettile sul povero Massa che, se non è morto d'infarto in quell'istante, probabilmente camperà cent'anni. Fine della gara per Sainz e Massa, nulla di tanto compromettente per Grosjean che, fra tutti, è proprio quello che strepita maggiormente in team radio. Safety Car in pista per tutti gli altri.

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- Buone partenze McLaren edition -

E' cosa buona è giusta riconoscere il merito a chi il merito se lo merita... e con questa posso anche battermi una grossa manata sulla spalla e chiudere qua il post. Mi sento soddisfatta così. 
Ma la faccio per voi: andiamo avanti. 
Non si può sempre parlare male degli ultimi della lista, a volta anche loro hanno dei buoni spunti, ed è giusto rendergliene merito. Vedi ad esempio la partenza delle due McLare, Alonso 12esimo, Vandoorne in coda come i bambini cattivi: tanto è successo, tanto hanno combinato che alla fine Vandoorne ha recuperato cinque piazze in due curve ed è anche finito davanti ad Alonso. Ovviamente Alonso non lo ha accettato ed ha iniziato a bestemmiare qualcosa di incomprensibile in team radio tanto che - casualmente - Vandoorne gli ha lasciato la posizione. Però sono bei momenti.

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- Vettel beffato dalla sorte -

La cosa buffa è successa proprio in fase di rientro della Safety Car, dopo un po' che tutti stavano girando e rigirando in fila indiana belli belli compatti, quando i giochi sarebbero dovuti tornare a farsi seri, ecco che dalla Ferrari colgono un segnale d'errore: l'alettone di Vettel deve essere sostituito, rientro al box forzato a questo punto della gara che lo porta a rientrare in gara in 18esima posizione. Una cosa devastante, se possiamo dirla in termini sportivi. Poi però uno ci riflette, capisce che siamo in Canada dove queste cose non possono dirsi all'ordine del giorno ma certamente sono più frequenti che altrove (ciao Jenson e, ciao 2011... anche se, in effetti, anche in quell'occasione quello che ha detto ciao a qualcosa è stato proprio Vettel) e quasi passa quel senso di sportività malriposto.

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- Karma chameleon -

Tra le cose più assurde che mi siano capitate di leggere in rete durante la gara è la chiamata a gran voce del Karma di Verstappen dopo che la sua vettura, al giro n. 11 di gara, lo ha costretto ad abbandonare la sua seconda piazza e parcheggiare in un angolo. Perchè se Verstappen aveva sbattuto fuori Vettel era giusto che finisse fuori anche lui. Con il dettaglio che Vettel, in realtà, era ancora in gara, che Verstappen in classifica iridata si trova a livello "mai una gioia" e che - per quanto vorrei essere l'ultima persona al mondo a riconoscere una cosa di questo genere - ma quello si chiamava sorpasso, avvenuto in partenza e senza sportellare \ sbattere fuori pista o chiaramente voler danneggiare qualcun altro. Se poi i tecnici Ferrari si fossero resi conto un po' prima di quello che era successo, magari, avrebbero il diritto di puntare il dito contro gli errori altrui. 

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- Ocon e il miraggio del podio -

In tutto questo avanti e indietro di folli posizioni nelle prime piazze, per circa metà gara abbiamo creduto veramente il quel miraggio chiamato Ocon in seconda piazza. Che magari, perdendo qualcosa, si sarebbe potuta trasformare in una terza piazza, però era un miracolo realmente possibile. Realmente Ocon ha spaziato incredibilmente in seconda piazza tenendo dietro tutti quelli che spingevano per passare... ed invece no.

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- Prospettive Ferrari -

Invece no, perchè dietro c'era gente che spingeva per passare. Tipo Perez, che forse avrebbe preteso qualche riconoscimento in più dato dall'anzianità. Così come Raikkonen sul quale, fino a metà gara, ancora si puntava in prospettiva podio. E' bastato solo per un'istante che dal muretto gli pronunciassero queste soavi parole all'orecchio che Raikkonen è finito fuori pista. Così, giusto per far capire a tutti quello che realmente ne pensa di loro. Soprattutto dopo il tentato (e fallito) undercut ai danni di Perez. No, ma esattamente a quale podio stavano puntando?

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- Scontro a tre -

Arriva quindi il punto in cui Vettel recupera abbastanza da far credere al muretto di essere lui l'uomo dalla prospettiva podio: urge far fuori tutti gli altri. A meno di non estendere la zona podio fino al 30esimo gradino. Il primo ostacolo è stato Raikkonen, ma quello è facile, perchè basta infilargli un gatto virtuale nel motore e lo zittisci subito. Sia chiaro che il gatto è virtuale perchè, per quanto possa godere nel veder soffrire gli uomini in rosso sono pur sempre un amante di gatti, gattini ed animali in genere. Sugli insetti potremmo aprire una categoria a parte, ma non è questo il momento. Superato il primo ostacolo non gli è stato necessario far altro che andare a fare il prepotente con i Force India Boyz prodigandosi in uno scontro a tre che è parso come il gesto cattivo del bullo che vuol togliere le caramelle di mano ai bimbi buoni.
Ed aveva ragione anche lui, perchè i titoli mondiali non li si vincono con le caramelle... però sarebbe stato un bel colpo veder almeno una delle due partere rosa avere la meglio.

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- Alonso cambia prospettiva -

Reduce dalla Indy car, dove la sua vettura di è rivelata degna compare di quella che ordinariamente guida in Formula 1, è tornato all'ovile dove, quatomeno, lo pagano bene. La gara si è resa dall'inizio un po' più interessante del solito, la vettura è partita e quelli davanti a sè hanno iniziato a morire tutti, l'uno dopo l'altro. Di questo passo è stato in grado, senza neanche dover tentare un sorpasso, di entrare in zona punti... dove ha retto fino a due giri dalla fine. Perchè non c'è più gusto a vederlo ciondolare per il paddock a lungo, rovinando la gara a tutti mentre si lagna delle sue miserie. La vettura a questo giro ha deciso di fargliela credere fino all'ultimo... o quasi. Perchè essere in zona punti sono a due giri dalla fine e veder sfumare tutto così è crudele. Quanto ho riso in quel momento: sì, adoro sghignazzare dietro alle sventure altrui. Sono pessima. .
Lui però non è da meno e, accostanta la vettura al muro, la abbandona al suo destino, scavalca le reti di protezione e si immerge in un bagno di folla in mezzo al pubblico sulle gradinate. Sempre modesto il ragazzo.

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- Ricciardo is on the podium -

Tra i tre litiganti, alla fine, il quarto gode. Ovvero Ricciardo che, dopo a tutto quel susseguirsi di prospettive podio è lui ad aggiudicarsi la prestigiosa salita, là dove, tra l'altro, tornerà ad esibirsi - a grandissima richiesta - nel suo ormai celeberrimo shoey. E salmonella sia.
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domenica 11 giugno 2017

FormulaGossp - Canada 2017

- Come porti i capelli bella bionda -

Da folle osservatrice di questa formula 1 moderna c'è un interrogativo che mi sono sempre posta ed alla quale non troverò mai risposta. Per chi, come me, si definisce semplice "osservatrice", senza particolari fanatismi e perennemente alla ricerca di quel minimo di obiettività, uno dei fenomeni più interessanti dell'era moderna è Lewis Hamilton, uno che ha abbattuto le quattro dimensioni dello showbiz, là dove nessun pilota era mai giunto prima. Ma di questo ne abbiamo già parlato. La domanda che ne deriva è figlia di una mente semplice: ma come diavolo è possibile che Lewis Hamilton, con tutti i soldi che ha e con tutti i soldi che spende per le peggio cazzate della vita, dalla catenazza d'oro al jet privato, non riesca seriamente a darsi pace con 'sti capelli? 
Abbiamo avuto il periodo rasato, quello dei super ricci, quello con le rasature lunatiche (che poi sarebbero quelle piazzate un po' qua e un po' là per essere fashion), quello con i capelli ossigenati che ha fatto impazzire il mondo. Alla versione piatrata in effetti non ci eravano ancora arrivati ma credo sia un punto di arrivo pericolosissimo. Faccio osservare anche i colpi di luce sul ciuffo, che, se proprio devo dirla tutta sono fatti veramente bene: non è facile non lasciare sfumature arancioni partendo da una base tanto nera: però qua si torna al punto di partenza, ai soldi posseduti in abbondanza da spendere per ogni cazzata, quindi la smetto a passo oltre.

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- JB trova la sua strada -

Chiaramente il percorso monegasco non era quello che faceva per lui, è stato il bel ritorno di fiamma e tutta la folle nostalgia che ci circoda, però ora basta. La sua vita è altrove ed in compagnia di altri soggetti. Novità della settimana è la notizia della sua partecipazine alla 1000 km di Suzuka... ma non drammatizziamo, non è che abbia passato gli ultimi sei mesi della sua vita a poltrire: un po' come il peggiore degli Youtubers anche Jenson Button è pronto a pubblicare la sua autobiografia: uno scorcio a 17 anni di Formula 1 da dietro le quinte. In vendita dal prossimo 19 ottobre... già aperta la prevendita su Amazon, dove pretenderebbe di farsi pagare 24 euro, per la versione cartacea a copertina rigida e 15 per il formato kindle.

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- Mercedes boyz al campo estivo -

Dopo le recenti vicende degli ultimi week end, quelli del team Mercedes avranno pensato bene di dover far svagare i bimbi, stemperando ogni possibile ansia sottopelle e giocare un po'.

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- Felipe Massa non se ne tiene più una -

E' fatto noto che, avanzando con l'età, venga meno quella tendenziale timidezza e quel certo "non so che" che ti porta ad accettare le condizioni che ti vengono poste, anche quando non sei d'accordo, giusto per evitare di far polemica, perchè insomma, non è il male supremo, perchè tanto non siamo noi a decidere... o per chissà quante altre valide ragioni. Crescendo tutto questo viene un po' meno, un po' perchè si prende più confidenza con la vita, perchè ne abbiamo già viste abbastanza da non essere più disposti a farci mettere i piedi in testa o forse perchè non abbiamo più paura di quello che potrebbe accaderci. Insomma: arriva un punto in cui si sa quello che si vuole e non ci si vergogna di volerlo. Questo è quello che chiaramente Felipe Massa ha dimostrato in quest'occasione, pubblicato non più di un paio di giorni fa sul canale YT ufficiale della Formula 1, immortala una bella riunione di classe di tutti i piloti insieme al preside cattivo ed autoritario. E mentre tutti stavano ad osservare le lancette dell'orologio, Felipe prendeva la ragione per le corna e la faceva propria. Così si fa.

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- TorNando -

Ne avevamo sentito la mancanza? Non ce ne ha dato modo... e mentre iniziano già gli stessi vaneggiamenti portati avanti da almeno cinque anni circa il suo futuro in formula 1 pretendendo di lasciare nel cuoricino di chi lo ascolta quel minimo di patos che lo faccia sentire importante ed amato dai fan, ecco che la sua vettura gli lancia qualche messaggio subliminale: neanche il tempo di salire a bordo che lo lascia a piedi in mezzo al nulla. 
Ora, io non è che voglia insinuare nulla... però come diavolo è possibile che Button abbia usato quella stessa identica vettura in lungo ed in largo e non sia successo nulla? Prove libere, qualifiche e gara... almeno quei 3\4 di gara prima che si stufasse di remare contro i mulini a vento. Non sarà stato un bolide, ma ha funzionato. Poi sale lui a bordo e questa si ribella. Io non insinuo nulla ma voi vedete un po' di trarre le vostre conclusioni.

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- "Ferrari ha scelto: Vettel è il n. 1" -

Dopo aver assistito a quello a cui abbiamo assistito a Monaco Lewis Hamilton ha compiuto una semplice osservazione: la Ferrari ha già deciso di scommettere tutto su Vettel. E' ovvio ed è normale, ma lo ha detto Lewis Hamilton, quindi una vagonata di me*** deve essere rivestita su di lui all'urlo di "e allora Bottas?". No, ma... esattamente: una risposta coerente la vogliamo dare?
Prima di tutto perchè non pare che sia mai stata sacrificata una vittoria di Bottas a favor di Hamilton.
In secondo luogo perchè una circostanza non esclude l'altra.
In terzo luogo perchè il voler scommettere tutto su un solo pilota è certamente una cosa che ha un senso: non è un insulto ma basta solo ammetterlo, non c'è bisogno di fare gli splendidi, tanto più quando la cosa è davero davanti agli occhi di tutti. E se non credete a me chiamo Rosberg a testimoniare.

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- Wehrlein fa da sè e fa per tre -

Dopo aver insultato in lungo e in largo Jenson Button perchè i giovani son fatti così e devono sempre prendersela con i vecchi, finalmente Wehrlein arriva in Canada e... riesce ad andare a sfracellarsi a muro senza l'aiuto di nessuno. Siamo in qualifica, prende felocità per lanciarsi verso il suo ultimo giro veloce ma scivola sull'erba, testacoda e schianto contro una barriera di sicurezza che ne esce particolarmente felita pure lei. 
Nel frattempo Mazzoni si augura che dall'impatto non ne possano usicre lesioni gravi alle sue già precarie condizioni mediche, dopo le ben note fratture alla ROC e tutto quello che è successo da quando ha avuto la brillante idea di risalire in macchina: oh cielo, fai che questa non sia una delle sue note gufate. Perchè va bene tutto, ma certe cose non le si augurano proprio a nessuno. Tra l'altro giusto un minuto prima si stava parlando di Kubica.

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- I pass di Coco&Roscoe -

Dev'essere davvero difficile non avere un solo accidente di cui parlare, perdonate il simpatico gioco di parole ma qua cani e porci ne hanno parlato e hanno ripreso la notizia... come se questa fosse una notizia. Ma non lo è. Perchè il fatto che Hamilton abbia fotografato i pass per far entrare nel paddock canadese i propri cani non è uno scoop, non è un gossip e non è interessante. Perchè Coco & Roscoe sono presenti alla maggior parte dei granpremi, sono sempre entrati e possiamo anche sospettare che abbiano sempre avuto il permesso di entrare. O forse no, perchè sono cani e non è che ci si può ammazzare di pippe mentali sul come siano riusciti a esser lì.

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- Ivan Capelli ed il muro della discordia -

Momenti di tristezza e nostalgia sono sorti nel momento in cui Mazzoni ha ricordato ad Ivan Capelli "Ecco, quello è il tuo muro". Simpatico umorismo camuffato da amarezza nel ricordare quel Gran Premio di Canada, annata 1992, quando Ivan Capelli lasciò il suo autografo al circuito. 
"Eh, ma autografo che non avrei voluto lasciare" ribadisce lui, e noi gli crediamo, noi gli crediamo.

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- "Prevedo una pole di Sebastian -

Ed un secondo dopo Hamilton batte il record dei circuito. Record che poi abbassa pure, cinque minuti dopo. Devo dire che anche Ivan Capelli quando a gufate non è messo male.

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domenica 4 giugno 2017

I dieci piccoli complotti di Monaco 2017

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- Il complotto della seconda piazza monegasca -

Prima di tutto un po' di storia. 
2015: al culmine di una gara passata in testa, Lewis Hamilton ha visto sfumare ogni speranza senza neanche capire cosa sia successo. L'ingresso imprevisto di una safety car, le teste fumanti di tutti i tecnici costretti ad improvvisare, un errore di valutazione o forse solo una scelta sbagliata. Hamilton è rientrato ai box per il cambio gomme in un momento piuttosto critico della gara su ordine del muretto... e questo che gli costerà la vittoria, non potendo far altro che accodarsi proprio per colpa di una strategia del suo stesso team!
2016: in una gara costellata da strategie di pneumatici imbarazzanti, per qualcuno sarebbe stato soddisfacente già avere una strategia pneumatici. Questo è il caso di Ricciardo, in testa alla gara sino a quel momento, andato ai box per il cambio gomme e rimasto lì a guardar le stelle, perchè delle sue gomme non c’era neanche l’idea. Finito in seconda piazza, certo di esser stato privato di una gioia dal suo stesso team.
2017: due diverse strategie, una per sua stessa natura migliore dell'altra, uscite dallo stesso box e diretta a due diversi piloti con lo scopo preciso di avvantaggiare uno a dispetto dell'altro. Chi arriva primo festeggia, quello dietro prova il gusto amaro della canagliata subita dal fronte amico: il suo stesso team.
Insomma, senza andare ancora a ritroso: anche solo considerando gli ultimi tre gran premi pare evidente che a Monaco il secondo qualificato debba essere sempre vittima di un complotto della sua squadra. Che sia questo stesso un complotto? Che queste siano coincidenze? Io non credo.
picture from: @elena_jb17

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- Il complotto dello scherzo telefonico - 

Prima dell'inizio di un gran premio c'è un momento in cui i piloti rimangono soli con se stessi. Fino ad un secondo prima erano fuori dall'abitacolo, con i loro tecnici, parlano, progettano, ripassano strategie... o fingono di dire cose intelligenti perchè è pieno di telecamere proveninenti a 42 paesi differenti del mondo pronti ad immortalare ogni gesto ed ogni espressione. Insomma: devono pur sempre salvare la loro reputazione.  Poi entrano dentro la vettura, sprofondano nella posizione, hanno casco, passamontagna, auricolari: insomma : sono avvolti in un enorme cuscinone metaforico che attutisce il rumore ed il rumore esterno. La gara inizierà in pochi istanti, bisogna rimanere concentrati... fino a quando non ti viene sparata all'improvviso nel cervello la voce di Fernando Alonso. Uno che esordisce con Jenson my friend!. My Friend un corno, tra l'altro: gli ha lasciato da guidare, per puro capriccio, un tal catorcio di vettura che, ancor prima di partire era già arretrata di 15 posizioni. Uno si impegna pure a portare la vettura in Q3 (al primo tentativo, aggiungo io) ma se dall'alto, non ancora paghi delle 15 piazze, decidono di ravanare ancora un po' la vettura per partire dai box (a Montecarlo, aggiungo) come reagire? Non bastava partire dai box: ci vuole anche l'incubo di sentire la voce del nemico che rimbomba in testa... a sto punto perchè non mettergli direttamente despacito a ripetizione?
Questo è stato chiaramente un complotto del team, certo che fosse necessario pretendere che Jenson non facesse meglio di Alonso, giusto per evitare di doversi domandare a lungo se quella operata fosse la scelta giusta. Come non fare meglio di uno che la maggior parte delle volte non arriva neanche al traguardo? Distraendolo: perchè se nel momento di massima concentrazione pre-gara si rompe il silenzio la mancanza di concentrazione al momento giusto è solo una ovvia conseguenza: che la telefonata passata proprio in quel momento sia stata solo una coincidenza? Io non credo.

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- Il complotto... from France 2008 - 

Non capita spesso che Kimi Raikkonen vada in pole... ma quando accade Lewis Hamilton parte dalla 13esima posizione. Possiamo anche girare la frase. Non capita spesso che Lewis Hamilton parta dalla 13esima posizione... ma quando accade Kimi Raikkonen va in pole. L'ultima volta che questi due fatti più unici che rari sono accaduti contemporaneamente è stato nel 2008 in Francia: credete seriamente che questa sia una coincidenza? Io non credo.

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- Il complotto del pit stop - 

La vettura più lenta ed ammaccata degli ultimi tempi... e la beffa di aver effettuato il pit stop più veloce in gara. Lewis Hamilton finito a mangiare la polvere nelle retrovie di un catastrofico gran premio monegasco a causa delle scarse prestazioni dimostrate dalla sua vettura, ma una prestazione eccezionale da parte dello stesso team che quella vettura l'ha messa in piedi. In gomma. Su Strada. Insomma, ci siamo capiti. Davvero si tratta di una coincidenza? Io non credo.

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- Il complotto della maledizione mazzoninana -

La maledizione mazzoniana durante il week end ha fatto molte vittime, dal povero Vandoorne allo sciagurato Hamilton: due piccioni con una fava, una sola fattura in grado di farne fuori due in un colpo solo, in una curva sola. Ed era solo sabato. Ma di questo se ne è parlato fin troppo.
La maledizione mazzoniana è tornata a colpire anche domenica, anche con i più insospettabili. Pensate per un solo secondo al povero Sergio Perez, sino a quel momento fiero detentore di un record nel record: 15 gare consecutivamente concluse a punti, un gran premio monegasco incapace di offrire grandi gioie, un recupero in zona cesarini per rientrare nella zona punti... ed un finale indegno sviluppatosi solo nel momento in cui dall'alto qualcuno ha incominciato a tesserne le lodi. Sarà per caso una coincidenza questa? Io non credo proprio. 

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- Il complotto in pit lane - 

Nuove generazioni contro vecchie generazioni, l'esperienza contro il futuro che avanza. Il futuro che avanza e necessita di spazio verso le vecchie generazioni indisposte a lasciar la poltrona. Potrebbe essere la storia della nostra vita ma è ciò che è successo al primo giro del gran premio di Monaco. Che poi è il bello della Formula 1: c'è sempre una metafora da applicare alla vita reale. Jenson Button parte dalla pit lane, neanche l'onore di un piazzamento in griglia, per quanto sfigato che fosse, gli progettano una gara in rimonta: cambio gomme al giro 1 e via così fino alla fine della gara. Intanto al giorno d'oggi anche le gomme soft non sono più soft come un tempo. Tirano avanti benissimo. E comunque con questa McLaren non è che ci sia da confidare che riesca a concludere una gara. 
Insieme a Jenson entra ai box anche Wehrlein che, entrando per primo avrebbe preteso anche di uscire primo, ignorando allegramente le regole della strada, della pit lane e quelle della vita che impongono rispetto nei confronti della persone anziane. Gli taglia la strada, sgomita, si prende una posizione che non gli spettava e pretende di avere la meglio: chi pensa che si solo un fraintendimento con il box che ha dato il via libera nell'istante sbagliato chiaramente è ingenuo. Qui non si tratta di una mera coincidenza, è proprio una lotta generazionale, conclusasi con il buon senso dell'anziano che, per evitare il contatto alza il piede dal pedale e la prevaricazione del prepotente, comunque messo in castigo dai piani alti. In sostanza: si è trattata di una coincidenza? E' tutta una metafora della vita vera, io non credo affatto.

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- Il complotto della penalità fantasma -

Dopo essersi preso la posizione con la prepotenza Wehrlein ha deciso di tenersela ussando a proprio vantaggio l'impossibilità di sorpasso sul circuito in questione. Quello che non aveva capito è che se non riesci a tenere testa neanche alle prestazioni di una McLaren farlocca guidata da uno che ha pensato bene che allenarsi per la gara fosse una perdita di tempo, forse è il caso che ti togli dai piedi. Non togliendosi dai piedi il povero Jenson ha dovuto fare qualcosa, memore dei bei vecchi tempi dove, se uno ti stava sui piedi e te avevi abbastanza velocità più di lui, lo potevi sorpassare ha tentato di farlo. Solo che queste nuove generazioni non sono in grado di riconoscere il gesto: uno si è spaventato, l'altro non sa bene cosa ha combinato (visto che nella testa continuava a rimbombargli il vocione di Alonso) ed il fato ci si è messo di mezzo portando in scena il contatto più spettacolare delle ultime 3 generazioni, l'auto di Wehrlein ha preso il volo e si è piegata su un lato ed è finito a faccia al muro, come nel migliore dei castighi di scuola. Che poi è quello che si meritava per aver portato in scena il complotto di cui al punto 6, solo che se glielo si diceva apertamente ci sarebbe rimasto male, quindi, ancora una volta, l'anziano di buon senso si è preso la colpa, facendosi comminare una sanzione esemplare... che non sconterà mai. Ogni possibile protesta di Wehrlein è stata quindi messa a tacere senza aver danneggiare niente e nessuno: credete che sia una coincidenza? Io non credo proprio.

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- Il complotto dell'intervista maledetta - 

Quanto portato in scena da Hamilton al sabato ha dell'incredibile: prestazioni degne di una sauber qualunque guidata da un Ericsson qualunque, proprie, tuttavia, di un tre volte - quasi quattro - campione del mondo alla guida di una delle vetture migliori della pista. L'anno scorso avremmo detto LA migliore, oggi rendiamo merito alla Ferrari che qualcosa è riuscita a fare in tal senso. Si è fatto passare davanti almeno  tre o quattro di quelli che sarebbero potuti essere i giri decisivi per fare un buon tempo andando, una volta, a scivolare da un lato, un'altra a volta, a scivolare da un altro lato, la terza gli è stato impedito da un ciglio nell'occhio, alla quarta quasi si dava la colpa alla globalizzazione e all'effetto serra... poi per fortuna Vandoorne è finito a muro ed ha utilizzato la scusa dello spavento per finire largo, essere costretto a non terminare il giro e tutto quello che ne è seguito. Ma vi sembra una prestazione figlia del suo potenziale?
Chiaramente no: chiaramente si è impegnato moltissimo a non entrare un Q3, perchè entrare in Q3 di questi tempi, con la concorrenza che si ritrova, avrebbe significato un'altissima possibilità di finire a podio... e l'anno scorso con Justin Bieber a condurre le interviste finire a podio è stato bellissimo. Ma quest'anno? Se ti spunta un Nico Rosberg a caso, uno che è impossibile incontrare nel portone per aspettare l'ascensore insieme mentre si ritira la posta in cassetta, ma che ti tampina mentre fai jogging a Londra... che cavolo gli vai a dire? Momenti di imbarazzo su scala globale. Meglio stare più lontani possibile da questa eventualità. Avete creduto davvero che le scarse prestazioni della vettura fossero una mera coincidenza, un caso fortuito posto a vantaggio della Ferrari? Menti semplici che non siete altro, io non credo.

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- Il complotto principesco - 

Una volta giunti a podio, con tutto quello che ci ha portato fin lì che a questo punto inizio anche un po' a tralasciare, una cosa è rimabalzata automaticamente agli occhi anche del più sprovveduto degli spettatori: l'armonia cromatica della Principessa con il vincitore. O i vincitori, perchè dietro ad un podio composto per la maggior parte da piloti Ferrari risaltava in tutto il suo splendore la Principessa di Monaco anch'ella meravigliosamente vestita di rosso. Che sia stata una coincidenza cromatica? Con tutti i colori esistenti sulla faccia della terra, davvero questa può essere una coincidenza? Io non credo proprio. E' ovvio che la Ferrari dovesse andare a vincere: così hanno ordinato i piani alti. Con buona pace di Ricciardo al quale la mancata vittoria dell'anno scorso sta ancora un po' sul groppone.

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- Il complotto della Santa Devota -

Se non siete devoti alla Santa Devota la Santa Devota vi si rivolterà contro. Perchè non si scherza contro la Santa Devota, alla quale inizieranno certamente ad essere devoti piloti del calibro di Ericsson, autore di una delle uscite di pista più imbarazzanti, proprio alla Santa Devota, chiaramente perchè non era abbastanza devoto. Altrimenti chiunque sarebbe riuscito a tenere la vettura in pista in un momento in cui si stava semplicemente seguendo a velocità ridotta la Safety Car. Come non riuscirci tranquillamente, senza il minimo sforzo da parte di uno che guida per mestiere, se non contrastato da uno spirito superiore? Ed ovviamente in questo caso non si sta facendo riferimento alle gufate mazzoniane ma a qualcosa che regna ad un livello ancora superiore. Lo dice il nome stesso: Devota. Bisogna essere devoti alla Devota, mica come Vandoorne che, ridendo delle sciagure del collega profano, è finito anch'egli drammaticamente a muro alla stessa curva devota alla Santa Devota. Non crederete mica che sia una coincidenza il fatto che i due siano usciti alla stessa curva a pochi giri di distacco l'uno dall'altro? Vero?

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lunedì 29 maggio 2017

Monaco 2017 - Gara

- Vettel beffa Raikkonen -

Nuova vittoria per Sebastian Vettel, pronto a mettere un ulteriore piedino avanti in classica iridata senza guardare in faccia a nessuno. Il vero problema è che a questo giro la fiaccia alla quale non ha prestato molta attenzione è quella di Kimi Raikkonen... il che ha lasciato un po' d'amaro in bocca a tanti. Mettiamola così: il modo in cui è andato a vincere Vettel è stata una vera canagliata di squadra, due diverse strategie, una per forza di cose migliore dell'altra uscite dallo stesso box e diretta a due diversi piloti con lo scopo preciso di avvantaggiare uno a dispetto dell'altro. Le cose sono andate così: inutile leggerle con una diversa chiave. Quello che lascia l'amaro in bocca è che il "dispetto" sia stato fatto a danno di Kimi Raikkonen, che è ormai il nonno buono dello schieramento, dei cui trionfo eravamo già tutti pronti a gioire ognuno per una propria ragione, ognuno per un motivo diverso, ma sarebbe stato veramente un bel momento per lo sport in generale. Secondo motivo: il fatto che non ce ne fosse affatto bisogno, il mondiale è ancora lungo, Vettel è già in testa alla classifica e in questa gara era davvero scontato tenere Hamilton a distanza di sicurezza. Terzo motivo: l'averla fatta tanto sporca. Perchè non è stato semplicemente detto a Kimi di togliersi dai piedi, far passare e tutto il resto. Gli hanno remato contro dall'alto. Il che è davvero poco simpatico, a detta di molti. 
Quantomeno sarebbe stato di buon gusto che Vettel festeggiasse un po' meno sul podio.

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- Hamilton al super-recupero of the day -

Partendo da una tredicesima posizione a Monaco già sarebbe stato d'auspicio riuscire ad entrare in top ten. Tre posizioni le si possono pur sempre recuperare sperando in quale pivello che si schianta contro il muro, qualche uscita di scena poco dignitosa di qualcun'altro etc... Andare oltre si è rivelato già un bel miracolo, soprattutto in questa stagione 2017 dove le vetture sono diventate ancora più larghe, ancora più ingestibili da rendere difficili i sorpassi altrove, figuriamoci qua. L'unica soluzione è stata quella di ritardare il rientro ai box rispetto a tutti gli altri vedere di perdere il meno possibile. In fin dei conti non è stata una cattiva gara la sua... peccato che verrà ricordata negli annali del... no, non è vero! Nessuno ricorderà mai questa sua gara. E' finito settimo mentre le Ferrari gli stanno fregando il prossimo titolo mondiale. Oddio, non credo di essere pronta ad assistere a tutto questo.

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- Ricciardo terzo beffa Bottas -

Non male neanche la strategia della RedBull di Ricciardo, giunto sorprendentemente per la seconda volta di fila a podio, questa volta beffando la Mercedes di Bottas, ancora incapace a reggere queste situazioni. Ma abbiamo fiducia in lui. Almeno credo. 
Ringraziamo il fatto che Ricciardo quest'anno pare aver abbandonato quella faccenda dello shoey. Forse ha trovato una ragazza in grado di fargli passare la voglia di assumere batteri a trasmissione aerea.

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- Verstappen non la prende bene -

Oggi è il giorno della colleganza! Perchè non c'è solo Raikkonen a non aver preso molto bene la coltellata alle spalle del team, ma anche Verstappen è un filo deluso dall'essere stato il primo in griglia a compiere il pit stop, quando il suo compagno di squadra è stato uno degli ultimi e si è pappato ben due posizioni in un colpo solo. Insomma, non son cose carine da farsi.
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- Stroll a letto senza cena -
Altra gara eccellente per il piccolo di casa William, incapace a prendere confidenza con la vettura, le gomme, la pista... ma ormai particolamente in confidenza con muri, muretti, guard rail e paraurti. Dopo aver lagnato mezza gara per questa fantomatica mancanza di grip, avergli cambiato gomme almeno tre volte per verificare che con fosse pazzo, alla fine lo hanno richiamato ai box e lo hanno fatto fermare, perchè qui non è che abbiamo il tempo di inseguire fantasmi per tutto il giorno.

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- Wehrlein in castigo -

Faccia contro il muro per Pascal Wehrlein, uscito in maniera singolare da un contatto con Jenson Button che, in molti paiono non aver compreso per il meglio. Se non fosse stato che la regia ci ha lasciato per 5 minuti a fissare il fondo della Sauber di Wehrlein senza capire se fosse grave oppure no, senza sentire la sua voce, anche se un team radio presumibilmente si è avuto molto prima di quanto ci vogliono far credere, senza capire che fine avesse fatto Button, improvvisamente sparito da ogni monitor e dato per "grigio" nel GPS di gara, ecco, se tutte queste situazioni non si fossero verificate contemporaneamente, sarebbe stata anche una cosa divertente. 
E comunque smettiamola immediatamente di prendercela con Button, che è stato l'unico in questo mortorio di gara ad aver almeno provato a compiere un sorpasso. Senza abusare del senno di poi, se non si fosse realizzato tutto quello che si è realizzato, la manovra non era poi così azzardata, lo spazio per il sorpasso c'era, se il nano non fosse andato a stringere.

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- Ocon ed il tombino maledetto -

Non si sono ancora esaurite le sciagure of the day sulla Force India di Ocon che, dopo tutto quello che ha dovuto patire al sabato, si è ritrovato a centrare in pieno un tombino alla domenica, forando una gomma e galoppando verso il box in cerca della salvezza. Ma ancora con sti tombini che volano? Ma tutti gli anni dobbiamo per forza essere da capo? No, perchè se la gomma bucata fosse stata quella di una Ferrari a questo punto delle nostre vite staremmo ad interrogarci sull'opportunità di smetterla di riproporre questo GP tutti gli anni.

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- Pessime figure a casa McLaren -

Ci sono modi di finire male un Gran Premio, Vandoorne ha preso il peggiore e l'ha preso in pieno. Già in fase di qualifica, prende una prestazione decente e la sfracella contro il muro, a dimostrazione di quanto tutto sia accaduto per caso. Il giorno dopo, in gara, rischia seriamente di arrivare in zona punti una volta nella vita, la prima volta da quanto questa nuova McLaren ha visto la luce e... la fa sfumare ancora contro un muro. Senza essere coinvolto in duelli o altre amenità: così, di punto in bianco. La gara per lui era forse già durata abbastanza, non è abituato ad andare oltre.

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- Ericsson what? -

Un po' come per Vandoorne, anche per Ericsson la gara è finita senza il minimo perchè contro il medesimo muro, fuori alla medesima curva. Con l'aggravante che nel momento in cui è successo ad Ericsson  erano tutti ancora dietro la safety car.

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- Perez vs Kvyat -

Se proprio vogliamo fare i saputelli, oggi la gara più interessante che si sia vista è quella di Sergio Perez. A forza di scherzare sul fatto che ci sia da tifare Force India inizierò pure a convincermi... ma... andiamo per ordine. C'è stato un momento che il fato lo ha schiantato fuori dalla zona punti, sarebbe dovuto essere il suo 16° piazzamento a punti consecutivo, il che lo rendeva una situazione di alto interesse. Da che parte sia passato io ancora non me ne capacito ma è riuscito, con l'ausilio della Safety car di Wehrlein e Button a rientrare ai box una volta in più degli altri senza perdere posizioni, cambiare gomme ed affrontare in netto vantaggio sugli altri un piccolo recupero, quanto necessario ad entrare in zona punti. Ed il bello è che gli riesce pure... trionfo mandato presto in vacca dall'ultimo schianto contro Kvyat che manda in malora l'impresa. Però si porta a casa il miglior tempo in gara ed il miglior tempo del circuito.

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domenica 28 maggio 2017

FormulaGossip - Monaco 2017

- Alonso: America on the road -

Non sono ancora abbastanza vecchia da ricordarmi una sola gara di Formula 1 senza Alonso. O meglio, negli ultimi anni un paio di occasioni ce le avrebbe pure regalate ma, visto che per farlo, in entrambi i casi, ci stava per rimettere l'osso del collo, è facile intuire che le mie battute sono sempre state ridotte all'osso. Giusto per non peccare di antipatia. In questo senso, per andare all'ultima vota in cui non lo abbiamo avuto in mezzo ai piedi bisogna andare fin troppo indietro nei tempi perchè io abbia memoria. Ecco: è da quel momento, più o meno, che aspettavo tutto questo. E non spenderò una sola parola a riguardo di quello che sta combinando, sta facendo o vorrebbe fare in Indy. Perchè io mi voglio godere quello che finalmente abbiamo qua.
Unica eccezione alla regola di cui sopra la posso dedicare a Felipe Massa che, riferendosi all'amico \ collega \ compagno di squadra o quello che è stato... ha ritenuto di dover classificare la mossa come "non professionale". Da qui partano le reazioni in 3... 2... 1... go!

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- JB is back! -

Se c'è qualcuno che può essere felice del ritorno di Jenson Button, quella sono io. Soprattutto perchè a vederlo tutto il giorno a postare foto di cani sui social network mi si stringeva il cuore, come se si stesse trasformando in Lewis Hamilton, edizione vecchio del paese. Poi finalmente è uscito di casa (che ora è negli Stati Uniti, perchè qua si cambiano continenti di riferimento con la stessa rapidità con la quale si cambiano mogli \ fidanzate \ etc) e la prima cosa che ha dichiarato è stata di aver chiesto il permesso ai cani, il che mi ha fatto comprendere che per lui non c'è più speranza. 
Poi è sceso in pista e in molti gli hanno chiesto come fosse possibile che non si sia mai avvicinato veramente a questa vettura prima delle prove libere e come mai abbia preferito ammazzarsi al simulatore piuttosto che salire a bordo per prepararsi alla discesa in campo... forse anche questo non è stato classificato come molto professionale però, e c'è un però, davvero pensate che se la McLaren andrà male sarà per colpa della poca preparazione di Button? Infatti, e l'infatti lo dico così, Jenson Button arriva a Montecarlo già bello munito di una penalità di 15 piazze in griglia per sostituzione di parte del motore. Ottimo. Non so voi, ma io nella sua prima espressione dalla salita a bordo non leggo esattamente del gran entusiasmo.

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- Rosberg from a different point of view -

Pare ufficiale che Rosberg in pista non intenda tornarci. Proprio per niente, neanche per sbaglio. Non sia mai che gli facciano fare la stessa fine di Button. In settimana lo abbiamo visto emigrare a Portofino, oggi in area gran premio quantomeno c'è tornato... ma ha deciso di guardarsi la gara dalla finestra del salotto. 
Che poi sarebbe persino una buona cosa se ogni tanto uscisse un po' di casa, giusto per evitare di arrivare prima dei 40 anni a mettere la mondo una squadra di calcio. Lo dico per lui: non si può rischiare di alterare la tradizione di famiglia deviando dai motori alle scapette e parastinchi. Per chi se lo fosse perso, sì: Vivian è incinta. Congrats!

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- Ricciardo: the dangerest area -

Durante una delle interminabili conferenze stampa che precedono questo gran premio qualcuno ha chiesto a Daniel Ricciardo quale fosse, dal suo punto di vista, il punto più pericoloso dell'intero tracciato. Sulla risposta non ha dovuto neanche rifletterci troppo: la pit lane! Giusto per dimostrare che la faccenda dell'anno scorso non se la è per niente legata al dito la risposta è stata: la pit lane!

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- Lance Stroll inaugura il guard rail -

Momenti di tensione a bordo pista. Momenti che hanno lasciato nell'incertezza pure gli addetti ai lavori. Il dubbio si era insinuato all'interno di ognuno di noi: chi sarà il primo a schiantarsi a muro? I pretendenti al titolo in effetti erano parecchi: tipo Palmer, o perchè no Magnussen. Vandoorne certamente non ha grande esperienza su questo circuito... ma per fortuna a dissipare ogni perplessità a riguardo è giunto lui: è giunto Stroll, che in fondo in fondo da questo punto di vista è pur sempre una garanzia.

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- Lewis Hamilton e la lista nera delle sciagure odierne -

Se solo Rosberg fosse sceso a buttar via la spazzatura, uno un sospetto lo avrebbe anche potuto avere. Ma è tutto documentato, Rosberg non si è mosso da casa, si è affacciato alla finestra al massimo. Cosa diavolo sia accaduto alla vettura di Hamilton è quindi un mistero. Anche se dietro c'è anche una buona dose di sfiga. Perchè un conto è andare male... ma questo è stato un disastro, soprattutto pensando di essere a Montecarlo, soprattutto perchè queste vetture paiono più insuperabili di quanto non siano mai state insuperabili negli anni passati e perchè tronfie tronfie là davanti ci sono le Ferrari che godono delle disgrazie altrui.
Non solo la vettura di Hamilton gli è scivolata dalle mani fin quasi a toccar il muro un numero inbarazzante di volte, ma, nel momento in cui è rientrato in piena Q2 per cambiar gomme e darsi una risistematina per tentare di salvare l'insalvabile, ci si sono pure messi i controlli di pista. Ma che davvero? Ci mancava solo l'alcol test. Davvero, davvero, davvero era necessario fare tutti quei controlli proprio in quel momento? Davvero, davvero, davvero non si poteva fare una volta esaurita la sessione di qualifiche? Ed ovviamente non lo dico solo per lui, ma anche per Kviat preso dal mucchio subito dopo giusto per non far sembrare Hamilton l'unica vittima della società... anche se la posizione di Hamilton appariva chiaramente decisamente più compromessa tra le due. 
Ultimo ma non ultimo l'incidente di Vandoorne, andatosi a sfracellare contro il muro davanti a lui che ha definitivamente mandato in vacca ogni possibilità di entrare nella top ten.

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- Kimi Raikkonen a pole... dopo 9 anni -

Il colpo di scena più colpo di scena di tutti, alla fine dei giochi, ce lo ha regalato Kimi Raikkonen, andatosi ad aggiudicare la pole position a nove anni di distanza dall'ultima in carriera. Ovviamente questo puzza come un contentino nella stessa identica maniera per la quale hanno dovuto concedere a Bottas di vincere in Russia: giusto per evitare che chiamino i sindacati e permettere agli altri due di giocare sul serio con l'ausilio delle rispettive seconde guide rigalvanizzate dalla faccenda. In ogni caso tutto questo mi ha fatto un po' ritornare alla gioia incotrastata di quei tempi là ... ma non ditelo troppo in giro perchè ho pur sempre una reputazione da difendere.

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- Ocon / Ocoff -

Non è stato il più veloce, ma certamente ha dato un ottimo spettacolo. A schiantarsi a muro intendo. Ovviamente il più veloce è stato Stroll, già detto poco sopra. Lui però ha lasciato tutti con il fiato sospeso per qualche ora, perchè tutti volevamo il gram miracolo della Force India, perchè quest'anno, me ne convinco di giorno in giorno, tifare Force India è cool! Prima della fine dell'anno si porteranno a casa anche una vittoria... per ora lottano contro i mulini a vento. Contro l'autodistruzione dei pischelli al volante, come Ocon, che ha fatto fuori la vettura in FP3 ed ha dato molto filo da torcere a tutti nella speranza di riuscire a rimontare tutti i pezzi in tempo per le qualifiche. Poi all'improvviso ce la fanno, riescono a farlo partire, siamo in tempo per riuscire a fare qualche giro prima della bandiera a scacchi della Q1... ma Ocon smonta tutto. Tutto giù in un'istante il castello di carte, perchè non riesce a fare un tempo decente. Tutta quella corsa contro il tempo la si sarebbe tranquillamente potuta evitare, ma forse così ci guadagnerà un paio di posizioni.

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- Verstappen: stil faster than McLaren -

Da queste parti le cose non sono solite andargli molto bene, anzi, forse sarebbe il caso che si desse ad attività alternative, un po' come Alonso. Testare nuovi sport, affrontare nuove sfide. Cose di questo genere, anche se non molto professionali. Ciò che conta, in ogni caso è che, a prescindere dal mezzo utilizzato, dall'elemento che ti circonda, sia questo terra, acqua o vento, dal motore che ti supporta... l'impressione è sempre quella che alla fine questo abbia sempre meno problemi di una power unit Honda.

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Vandoorne a muro

In fondo in fondo  anche le sciagure di Vandoorne sono infinite. Già di per sè si ritrova alla guida di una vettura che non promette di essere un prodigio, ma ci si prova. Spesso le prove finiscono in anticipo, perchè il motore fonde molto prima di entrare in temperatura. Ci si metta anche l'essere affiancato da un compagni di squadra scomodo... e va bene tutto. Poi finalmente il compagno di squadra si toglie dai piedi per qualche momento e le cose appaiono andare alla grande. Miracolosamente la sua non è la vettura depotenziata del week end, miracolosamente ci sono abbastanza possibilità per entrare in Q2 e, per la prima volta dell'anno per lui, addirittura in Q3. La settima posizione sembra garantirglielo ma la bandiera a scacchi della Q2 è imminente: perchè non fare un altro giro prima che gli altri mi beffino? Ed ecco che finisce a muro. A muro!! Rovinosamente. Rovinando la gara di molti altri, ma soprattutto la sua... costretto a tornare ai box con le pive nel sacco e a sperare che anche la vettura che ne uscirà da questo taglia e cuci obbligatorio per riuscire a partire si abbastanza "meno peggio" del solito come quella appena rovinosamente sfracellata a muro. E rieccoti proposto il copione del  compagno di squadra più esperto che fa meglio lui. E' proprio un destino, perchè JB si è pure impegnato per far peggio di così.

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sabato 27 maggio 2017

I dieci fatti buffi di Spagna 2017

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- Lewis Hamilton al risparmio - 

Indiscrezioni dall'interno del team Mercedes, là dove è stato scovato il segreto del successo di Lewis Hamilton: il risparmio del peso. Dimagrisci di qua, dimagrisci di là, lima un pezzo di vettura qua, lima un pezzo di vettura là... ma quando si arriva al punto di non saper più cosa limare lui risparmia sulla borraccia dell'acqua. Inutile dire che da quando questa notizia è trapelata già si stanno meditando i provvedimenti da prendere. Giusto per evitare di mandare in pista uno schieramento di 22 suicidi.

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- Bottas tiene dietro Vettel -

Qua si continua a sottovalutare Bottas, ma quello a cui abbiamo assistito domenica in spagna è stato un qualcosa di miracoloso. Un Bottas, piuttosto grintoso, che riesce a tenere botta alla Ferrari di Vettel, giunto al galoppo e speranzoso circa la possibilità di riprendersi la sua prima piazza. I fatti sono più o meno andati così: Vettel anticipa il rientro, si piazza dietro a Bottas dalle gomme usurate... e questo si immola rallentandolo a morte in modo tale che Hamilton possa guadagnare più spazio possibile prima del suo pit. 
Il gesto è già stato criticato a cani e porci. Dai Ferraristi, perchè questo gesto avrebbe potuto seriamente compromettere la prima posizione di Vettel. Di Fatto non ci riesce anche se la prima piazza è andata grazie all'ottima scelta strategica Ferrari nella scelta delle gomme da montare durante la gara. Il gesto è stato criticato dai fan di Bottas (addirittura esistono dei fan di Bottas) intimoriti dal vederlo trasformato nella spalla di Hamilton più che in un pilota vero e proprio. Io non vedo secondo quale logica demonizzare il gioco di squadra... in un gioco a squadre. Iniziamo a lodare il fatto che Bottas sia stato in grado di reggere dietro Vettel per tutto quel tempo, nonostante Vettel avesse appena cambiato gomme, nonostante Bottas non sia esattamente l'ultimo degli arrivati ma è giunto da 3 giorni in un top team, nonostante quello dietro fosse il pluripremiato quattrovoltecampionedelmondo erededischumacher SebVettel.

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- Force India multata -

Tutta questa diatriba storica sui numeri giganti stampati sulle vetture rischia anche di concludersi con un lato comico della vicenda: il team Force India è anche riuscito a farsi multare perchè i loro numeri non erano abbastanza grandi, abbastanza belli, abbastanza visibili. 25.000 euro per ricordarci che questa domenica in Spagna qualcuo non aveva veramente nulla di più importante a cui pensare. Wow! Beati loro.

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- Nico... ehm Valtteri -

I cervelli dei piani alti Mercedes non hanno modo di smettere un solo secondo di progettare grandi cose. Quella del giorno è la seguente: cambiamo colore di berretto a Bottas, magari riusciamo a distinguerlo da Rosberg. Ed è così che  Bottas adesso ha modo di sfoggiare la sua meravigliosa palette di colori tutta sui toni del blu.

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- L'happy ending del bimbo frignone -

Avevo giurato di non parlarne e non ne parlo, ma alla fine il bimbo frignone sugli spalti ha ritrovato la pace dei senti e, minima spesa \ massima resa, oggi quei tipetti vestiti di rosso stanno passando come un manipolo di benefattori amanti dei bambini e salvatori dell'umanità. Ovviamente ... come se gli altri team i bambini li metterebbero sotto con la macchina. Stiano attenti o così tutti vestiti di rosso rischiano di essere confusi con babbo Natale.

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- SebVettel e i sorpassi maldestri - 


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- The bromance of the day -

Massa & Verstappen a.k.a. queste nuove generazioni che mangiano gli gnocchi in testa ai vecchi. Io torno a ribadirlo: questi sono i danni di Chernobyl.

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- Wehrlein non oltrepassare la linea bianca - 

Prima gara a punti per Pascal Wehlein messa seriamente in pericolo da un'uscita dai box parecchio precipitosa, questo sempre perchè evidentemente qualcuno qua in Spagna non aveva niente di più importante a cui pensare, il che è un vanto, se posso permettermi. Un passaggio di troppo sulla linea bianca e quei 5 secondi che lo fanno retrocedere di una posizione sul risultato di gara: ottava posizione... e gli è pure andata di lusso.

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- Vandoorne si porta avanti - 

Date le drammatiche condizioni della vettura è inutile soffermarsi troppo sul presente. Cogli l'attimo un corno, se sei un pilota McLaren. L'unica è avere prospettiva, guardare al futuro ed essere ottimisti. 
Poi c'è anche una differenza tra l'essere ottimisti e l'essere scemi: tra l'avere speranza ma l'essere realisti. In futuro forse le cose andranno meglio, a Montecarlo andranno in vacca come al solito. Tanto vale portarsi avanti con il lavoro ed iniziare a farla andare in vacca già in Spagna, facendosi sanzionare di abbastanza posizione di arretramento sulla griglia di partenza che partendo dal salotto di casa forse arriverebbe prima.

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- Roscoe Superstar - 

Più divo dei divi, più figo dei fighi. Sempre sul pezzo, sempre al momento giusto nel posto giusto. Roscoe Hamilton fa una vita che anche la maggior parte degli umani invidierebbe. Tutti lo amano, tutto lo coccolano... ma soprattutto: tutti vogliono stare a sentire anche la sua opinione. 
Questo cane è decisamente una Superstar di caratura internazionale, lui e sua sorella Coco, ovviamente. Questo weekend in Spagna non se ne è fatta mancare una, neanche l'ennesima foto dall'interno dell'abitacolo di papà.

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