lunedì 11 dicembre 2017

Brasile 2017 - Gara

- Vettel pippa Bottas -

C'è qualcosa che è vagamente sfuggito a Bottas: mentre tutti intorno a lui stanno tirando i remi in barca, lui, più di tutti gli altri, dovrebbe non farlo. Tipo perchè matematicamente si stava ancora giocando la possibilità di essere secondo classificato, pippare Vettel e tutto il resto. Invece è Vettel a pipparlo, dalla seconda piazza, lo supera in partenza e non c'è verso che almeno faccia finta di provarci a farsi rispettare dal proprio prossimo. Dopo tre secondi di gran premio è il seconda posizione e tale arriverà alla fine della gara. Amen: campionato del mondo concluso anche per lui.

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- Ocon sbattuto fuori da Grosjean -

Grosjean si scusa... ma ha una giustificazione per tutto! Non ho idea se anche Grosjean avesse qualche record personale da inseguire, tipo il maggior numero di disastri combinati in carriera o la maggior fila ininterrotta di scuse ad cazzum escogitate dai tempi de "il cane mi ha mangiato i compiti", però Ocon portava avanti, con coraggio ed orgoglio il suo statisticone personale. Mai un ritiro dal suo ingresso in Formula 1 ed una percentuale che non sto neanche qua a ripetervi di gare giunte a punti. Insomma, roba grossa per uno che sta in Force India... è uscito indenne dalle guerre civili con il suo compagno di squadra ma non è sopravvissuto a Gorsjean. Che ha fatto il botto... ma non è colpa sua. E' colpa della macchina.

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- Lewis just want have fun -

Remi-in-barca state of mind, anche per Lewis che, però, deve almeno provarci a far finta di essersi guadagnato questo campionato. Parte dal box, neanche dall'ultima fila, proprio dal salottino del motorhome, intanto c'è sempre qualcuno che combina un disastro e permette di recuperare terreno. basta andare con calma e sangue freddo... e ricordarsi che alla fine della fiera non esiste neanche più una valida ragione per combattere. Sorpasso dopo sorpasso comunque arriva fino alla quarta posizione.

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- Fernando isn't faster than you -

Cambiano, cambiano le mode e i tempi... cambiano anche le carte in tavola per Alonso e Massa che, a questo punto delle loro carriere, non sono più l'uno faster than the other a prescindere. Fernando ha trascorso metà della sua gara a bestemmiare dietro a Massa, impegnandosi moltissimo per superarlo... ma senza riuscirci. A questo punto sì che per Pippo è giunto il momento di ritirarsi, la sua soddisfazione è riuscito a prendersela, adesso tutti a casa. O da Cesare Ragazzi per far qualcosa per quella alopecia galoppante.

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- Felipinho proud -

Io lo so che tra una decina d'anni scarsi saremo qua a parlare di quel nuovo piccolo mostro galoppante chiamato Felipinho Massa e lo vorremo tutti conficcare con gli spilloni woodoo su modello Max Verstappen. Ci starà tremendamente antipatico, proprio a pelle, perchè verrà pompato dagli sponsor, passerà avanti a gente che magari se lo merita di più ed in pista pretenderà che il cognome arrivi prima di lui. Tra l'altro ci ricorderemo di lui, bambino, 10 anni prima, quando pucciosamente bisbigliava all'orecchio del padre di essere orgoglioso di lui, e ci sentiremo estremamente vecchi e frustrati, quindi ci starà ancora più antipatico e saremo davvero insofferenti nei suoi confronti. 
Pur consapevoli di tutto questo, dando l'addio al padre e a lui un bell'arrivederci, salutiamo la più tenera delle mascotte di questa formula 1 moderna. Però facciamo un accordo: facciamo che tra 10 anni, quando invaderai nuovamente le nostre esistenze, non ti porterai sistematicamente dietro tutto il carrozzone di padre, nonno, e ogni parente fino al sesto grado? Grazie

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- Ricciardo avrebbe voluto la strategia di Hamilton -

Partito 14esimo per arretramento, contatto in partenza, finsce ultimo e recuperato fino alla sesta posizione. Sarebbe stato meglio partire dal box e star fuori dalla mischia.
Qui però vi sta sfuggendo il suo garone. E fate male. Perchè siete  distratti. Sempre a guardare le nuvole... o Vettel che, laggiù, in prima posizione, ha pure avuto il coraggio di vincere e rendere fieri di sé tutti i ferraristi. Ma che davvero? A questo punto della stagione? Ora che la concorrenza è in vacanza? Guardatevi intorno alla ricerca del vero driver of the day. Soprattutto tenedo in considerazione anche l'autoironia finale quando, rendendosi conto di esser praticamente passato in sordina, pur avendo compiuto la stessa impresa di Hamilton, ottenendo praticamente lo stesso risultato ma con il doppio dello sbattone, ha affermato che, a conti fatti, copiare la strategia elaborata da Lewis, di saltarsi le qualifiche e partire dai box, sarebbe stata preferibile: ti eviti la ressa iniziale e ti risparmi un passaggio dal carrozziere.

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- La maledizione di Kvyat -

E' così che Hartley fonde un altro motore e non arriva alla fine della gara. Inutile andare a cercare altre ragioni tecniche o meccaniche. Qui è tutto legato al sovrannaturale e alla giustizia divina. Perchè è facile cercare ragioni dove queste non ci sono: il karma punisce e picchia duro, soprattutto quando uno non se lo aspetta. Per come è stato trattato Kvyat nelle ultime stagioni probabilmente ci vorrebbe qualcosa in più che un paio di motori fusi... mica per niente dal prossimo anno in Toro Rosso saranno dotati di motori Honda.

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- That wasn't Glock -

Siamo in Brasile e siamo a pochi giri dalla fine. A poche curve dalla fine. Hamilton ha trascorso tutta la gara all'inseguimento di qualcosa o di qualcuno, c'è quasi, manca solo una posizione. Stiamo calmi, non è il 2008 e quello davanti non è Glock. Quello davanti è Kimi Raikkonen, l'unico che lo separa, ormai, dal salire sul podio. Il solo fatto che quello non sia Glock dovrebbe far capire che, alla fine, Lewis, almeno questa volta, l'obiettivo non l'ha centrato... ma io non riesco a non tornare in tema di orgoglio ferrarista e tutte le altre panzanate che ci siamo detti prima. Ma seriamente Raikkonen è arrivato a mezza spanna dallo scendere dal podio superato da uno che ha iniziato la gara in pijama? Quella mezza gara con il fiato sul collo non ha reso esattamente onore al merito del cavallino rampante ma... ok. Dite un po' quello che vi pare.

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- Applausi per Pippo -

Dacci oggi la nostra parata quotidiana. Ormai Pippo Massa è un esperto. Potrebbe organizzare parate commemorative per professione. L'anno scorso se la è fatta a piedi, faticava, piangeva e sudava... una scena imparazzante che nessuno vorrebbe rivedere mai più. Il destino gli ha offerto la possibilità di riprovarci ... ed eccoci qua, in macchina, con bandiera sopra la testa e casco a coprire le espressioni facciali. Se ha spento pure il microfono credo che non gli sarebbe potuta andare meglio. A rendere onore alla sua carriera e con l'auspicio di non ritrovarci a questo punto un'altra volta nelle nostre vite, l'amico-nemico di sempre, Fernando Alonso, pronto ad attenderlo al varco con un bell'applauso. Ora però qualcuno spieghi a Massa che questa non è l'ultima gara dell'anno. Oppure no, prima che organizzi un'altra parata.

sabato 25 novembre 2017

FormulaGossip - Brasile 2017

- Pippo Massa si ritira - Again -

Solo gli stupidi non cambiano mai idea... e Pippo non è certo uno stupido. Forse un filo insicuro, forse potrebbe impegnarsi di più in fatto di coerenza e decisioni importanti, ma chi siamo noi per giudicare. Tutto quello che ci sarebbe da dire sul ritiro di Pippo Massa probabilmente l'ho già detto l'anno scorso, evito di ripetermi, interrogarmi sui veri valori dell'essere umano e andiamo avanti. Andiamo avanti anche perchè, di questo passo, è un attimo che Pippo non cambi idea e si compri un posto in Sauber, o giù di lì. Tutto incominciò un anno fa: il ritiro, la parata con la bandiera brasiliana, il pianto di dolore e commozione, ce ne siamo fatti una ragione. Ciao. Anzi no, il ritorno. Forse "non era il momento giusto". Una seconda \ terza \ quarta possibilità di dire e fare qualcosa di buono in questo mondo. Man mano che le gare andavano avanti ha tentato di lottare con le unghie e con i denti per tenersi il proprio posto: ci ha preso gusto, ha apprezzato moltissimo il momento, ha dichiarato ai quattro venti che la decisione dell'anno prima forse era un po' affrettata e che, volendo, sarebbe stato in grado e al punto di forma fisica ideale per andare avanti ancora un po'. H sparato a zero si ogni contendente al titolo, ha preteso di essere il migliore del gruppo, ha sperato di contare di Stroll, nelle grazie del team per quel carico di gettoni d'oro che si è portato dietro quando ha forzato la serratura. Poi però c'è gente che a lui preferirebbe un Kubica, che neanche ha recuperato la piena mobilità degli arti, o Di Resta, che non guida da talmente tanto tempo da continuare a mettere la freccia cercando di azionare il tergicristalli. Pare evidente che non sia più tempo per noi, quindi, retromarcia: questo è il momento giusto. Questa volta lo fa per davvero, è tornato solo per fare un favore alla Williams, ma il suo posto ormai è la pensione. Ottimo.

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- Timo's day -


2 novembre: that was Glock! E la gente non dimentica. Forse si porteranno questo segreto nella tomba: c'era un accordo? Erano solo amici? Glock ha solo voluto fare un favore o è stato prezzolato a dovere? E' stato un sorpasso spontaneo? Anno 2008, ultima gara di campionato, ultimo giro della stagione, Massa avrebbe anche potuto vincere un mondiale in ferrari, Hamilton avrebbe potuto perdere il secondo mondiale di seguito per eccesso di frenesia al momento giusto, ultima curva dell'ultimo giro, Hamilton supera Glock ed ottiene il punto iridato sufficiente per portare a casa il titolo iridato.

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- Ham e gli insegnanti profetici -

Avevano previsto che non avrebbe mai raggiunto nulla nella vita, ma seriamente, questa è una notizia? Il neo quattrovoltecampionedelmondo è sulla bocca di tutti, ognuno deve uscire fuori con la notizia sensazionale, ognuno se ne deve uscire fuori con il simpatico aneddoto... e va tutto molto bene, seriamente, ci mancherebbe. Però siamo arrivati al punto in cui i racconti simpatici sono andati esauriti con i tre mondiali precedenti. O esce fuori la storia dei tempi in cui lui e Nico, da bambini ai tempi dei kart, erano soliti farsi le treccine o si va sui grandi classici. Perchè le maestre, in generale, non hanno mai brillato per lungimiranza. Chi non ha mai avuto una maestra che non ti ha mai capito? Chi non ha mai avuto un'insegnante che non è stato in grado di aiutarti? Tutti abbiamo avuto in insegante che ha predetto che non avremmo combinato mai nulla di buono nella vita e, se lo devo dire, a loro piace giocare facile così. E' una questione statistica: molti non combineranno davvero mai niente di buono nella vita. Molti vanno ad intasare sporchi bar di periferia per interi pomeriggi di metà della propria esistenza.

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- 4 titoli mondiali e non sentirli -

Quattro titoli mondiali, milioni in almeno quattro o cinque valute sul conto corrente... ma il solito buon vecchio cattivo gusto nel vestirsi. Ci sono cose che i soldi non possono comprare. Calzini al polpaccio come i vecchi al bar Margherita, tralasciamo le foto perchè ormai c'è solo l'imbarazzo della scelta.

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- Ocon da del vecchio ad Alonso -

Ed è così, con una nonchalance inaudita e con la tipica sfrontatezza dei giovani, che Esteban Ocon da del vecchio ad Alonso (invitandolo forse ad un ritiro?) maschendando il tutto con un complimento. Meraviglioso. L'ho già detto che tifo Ocon? L'ho detto di molti, questo lo so, ma io tra un paio d'anni finirò per tifare Ocon, me lo sento. Date giusto il tempo a tutti quelli che tifo oggi di andare in pensione o di fare la fine di un Raikkonen-panzone qualsiasi, e io mi ritroverò sicuramente a tifare Ocon. Per oggi, eccomi compiaciuta davanti a cotanto capolavoro. Millenial vs old school... e io lo so di essere anagraficamente parlando molto più vicina ad Alonso che a qualunque millenial in pista in questo momento, però rendiamo onore al merito. Riconosciamo che questi ci sanno fare con tutti questi social network. Questi sono nati durante una live di facebook, hanno imparato a camminare su una storia di instagram e hanno imparato a leggere e scrivere su tumblr. Tumblr. Per me Tumblr è una delle cose più misteriose sulla faccia della Terra, secondo solo a Pinterest probabilmente. 
Questi, invece, non si fanno fregare. Hanno capacità innate di smanettamento dei social, hanno proprio un talento innato... ed è così che nel postare una semplicissima foto scattata durante un comunissimo scambio di caschi
tra l'altro, ndr, qualcuno prima o poi mi spieghi dove questa gente riesce a piazzare tutti questi caschi... perchè non possono esistere salotti abbastanza grandi per tenerli tutti in bella mostra... e non mi sembra neanche troppo comodo sbatterli tutti in cantina a prender umido e polvere... vabbè, questa faccenda magari la riprendo un'altra volta...
prima gli da del vecchio (perchè lo guardava in TV quando era un bambino), poi del fallito (perchè l'ultima cosa 'buona' della sua carriera è la lotta con Michael. Anno 2005-6?) e, ultimo ma non ultimo, della mezza pippa (davvero davvero davvero gli arriva sotto l'ascella?). E tutto questo con una sola frase. Poeta.

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- Paradise Paper -

Dacci oggi il nostro scandalo quotidiano. Ed è con estremo tempismo che ad Hamilton non è stato neanche dato il tempo di vincere questo titolo mondiale che la finanza gli è andata a bussare a casa. Virtualmente parlando, ovviamente, ma qua abbiamo iniziato a accendere i riflettori sui suoi conti bancari, sulle scatole cinesi che stanno dietro ai suoi investimenti e su quella residenzaa monegasca che, effettivmente, potrebbe non essere caratterizzata da un eccessivo patriottismo... e visto che la domenica sul divano con la birra in mano siamo tutti CT della nazionale, ma lunedì al bar con il sole 24ore sotto alla tazza del capuccino siamo tutti economisti, è un attimo che lo abbiamo già sbattuto in galera, buttato via la chiave e tolto almeno un paio di titolo mondiali per punizione. 
Poi abbiamo finito il nostro cappuccino, spazzato via le briciole della brioche dalla camicia e siamo usciti dal bar senza pretendere che da dietro al bancone qualcuno ci allungasse il nostro scontrino. 
Mettamola così, io sono anche disposta a parlare di Paradise Papers, chi diavolo sono io per tirarmi indietro, poi però ci mettiamo dentro anche i Panama Papers di Rosberg, la residenza svizzera di Vettel o quella di Raikkonen a Baar, che per la cronaca è un comune svizzero "noto" perchè in grado di offrire una percentuale di tassazione ancor più agevolata rispetto alla tassazione svizzera ordinaria. No ma, intendiamoci, io sono certa che Kimi abbia scelto di vivere in Svizzera per quella affinità paesaggistica con la sua finlandia.

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- Cose che capitano -

Tipo quella sensazione di remi in barca. Quando arrivi a questo punto del mondiale ed hai già vinto tutto... esattamente chi te lo fa fare? Perchè perdere ore della tua vita in pista quando puoi tranquillamente giocare a candi crush sul telefono? Ecco, questo è chiaramente quello che è successo sabato a Interlagos: Hamilton scende in pista, compie 100 metri, si schianta a muro senza che nulla potesse far presumere che da quelle parti si rischiasse un incidente, quindi è tornato ai box ed è potuto finalmente tornare al suo Candy Crush. 
Poi c'è anche quella storia del fair play... insomma, glielo vogliamo far vincere qualcosa a questa Ferrari? 
Che poi uno non sa neanche più cosa fare per far vincere qualcosa anche a loro: Hamilton si schianta a muro, tutte le possibilità di pole sono a loro favore... e si fanno beffare da un Bottas qualunque.

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- Stupore -

Quando anche dal muretto Mercedes si stupiscono della pole di Bottas: questa faccenda ha sconvolto un po' tutti. Perchè dall'espressione di gioia e sorpresa apparsa sui volti di Toto Wolff e soci nel momento in cui Bottas ha registrato il miglior tempo, si capisce benissimo che neanche loro se lo sarebbero mai davvero aspettato. Ed è meraviglioso. O pessimo, dal punto di vista del ferrarista medio. Fate voi.

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- Attentato! -

La prima volta che si è parlato - a mia memoria - un po' seriamente delle problematiche legate ai pericoli concreti appena un passo al di fuori dai cancelli della pista, è stato ormai quasi 10 anni fa, quando ad essere stata attaccata è stata la vettura a bordo della quale era presente Jenson Button, neo campione del mondo, soggetto particolarmente appetibile. Tutto bene quel che finisce bene, ma da quelle parti di eventi del genere se ne è parlato quasi ogni anno, anche se con un po' meno rumore quando ad essere colpiti non sono stati dei piloti, ma è stato argomento molto caldo anche in occasioni delle Olimpiadi. Insomma: da quelle parti c'è un problema, anzi due. Uno è il problema vero e proprio, il secondo è che non lo si vuole ammettere. Fatevi un favore: aprite google maps, cercate interlagos e fatevi incuriosire da qualcosa in più alla reale collocazione tra due laghi. Dite all'omino virtuale di andarsi a fare una passeggiata intorno alla pista e sconvolgetevi per quello che vedete. Partiamo da un punto di partenza: non siamo in mezzo alle favelas. Interlagos è un comune nei sobborghi di San Paolo. San Paolo è uno dei centri finanziari maggiori del Brasile, è certamente una delle città più ricche e Interlagos, grazie anche all'attenzione mediatica che riceve in conseguenza agli eventi sportivi ospitati non è neanche uno dei posti "messi male". Fatevi una passeggiata virtuale intorno al circuito e pensate che, da quelle parti, non stanno neanche messi male. Poi ci stupiamo per i livelli di criminalità legati ad eventi che in tale quantità e con tale intensità danno sfoggio della loro opulenza? La Formula 1 è una realtà completamente slegata dal mondo, questa è sempre stata una grave lacuna. Come andare in paesi dove i diritti umani stanno ai minimi storici e far finta di niente: a tanta opulenza, a tanta visibilità, a tanto potere non dovrebbero conseguire tante responsabilità? (cit. Peter Parker)

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- Lewis tenerello -

In un team di gente stupitissima, Lewis Hamilton ha deciso di fare il grande passo, prender la parola, metterci la faccia, essere lui, tra tutti, a muoversi a grandi passi, uscire dal box e andare a stringer la mano a Bottas dopo la pole.Come si suol dire in gergo: lo scatto che ha fatto commuovere il web. 
Ma dei remi in barca tirati in Mercedes è già stato detto? No, perchè qua si fa tanto a parlare del politicamente corretto, il rispetto, il rapporto d squadra con Valtteri sbattuto in faccia a Nico... ma non più di due gran premi fa ricordiamo tutti un Hamilton scalciare e pretendere to be faster than him. O no? 
Ora la chiudo qua, ma volevo solo farvi notare che Hamilton ha chiaramente una manicure più curata della mia. Sono sempre attenta ai dettagli importanti.

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- Parcheggi fantasiosi -

dei Ferrari boyz. Dopo qualifiche sono stati gli unici a piazzarsi in pole mentre tutti gli altri tornati in zona box. Ed il mondo li aspettava in zona box. Cosa è successo? Chi ha sbagliato strada? Chi non sarebbe dovuto essere dove in realtà è stato? E perchè nessuno ha fatto loro notare che stavano sbagliando strada?

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- Kvyat in Williams -

Ma sì, aggiungiamo un altro nome ai pretendenti al titolo. Neanche a dirlo è il nome più sensato fatto fino a questo momento. 

domenica 19 novembre 2017

Messico 2017 - Gara

- La profezia -

Poco prima dell'inizio della gara Mazzoni è stato profetico: "Vettel e Verstappen erano appaiati anche a Singapore" e sappiamo tutti come sono andate le cose a Singapore. Io, nel mio piccolo, a quel punto già non avevo potuto fare a meno di essere altrettanto profetica... ma dalla mia posso dire che, in fondo, ho provato a pormi il dubbio che non fosse un vero e proprio presagio ma, forse, un solo senso di dejavù.
Ed invece no: ed invece era proprio un presagio.  
Perchè è così che sono dovute andare le cose: tre vetture, tutte e tre impazienti di essere in vetta a tutte le altre sin dalla prima curva. Un Hamilton al quale sarebbe bastato arrivare a traguardo per essere felice, un Verstappen che deve sgomitare alla partenza per contratto, un Vettel che doveva ancora tenere in piedi quella pantomima mai risolta del titolo mondiale che doveva ancora essere in ballo. Insomma: cose a cui non credeva nessuno, ma è chiaro, già in questi pochi anni di carriera di Verstappen, che è nato per combinare scompiglio nelle ultime gare del mondiale, quando dovrebbe starsene zitto e muto e lasciare che i contendenti al titolo se la vedano tra di loro... ed invece no. Con la sola differenza che qua non c'era niente da contendersi: Hamilton poteva anche non avere ancora il titolo in tasca con certezza matematica ma, a quella condizione di punteggio, l'unico modo per rischiare di perderlo era rompersi una gamba ed essere costretto a letto per un mese. Ed anche il quel caso Vettel non avrebbe avuto vita facile per recuperare il distacco. Si sarebbe potuto evitare quel contatto? Sì. Avrebbe cambiato qualcosa? No. Alla fin dei conti è andata bene per tutti in questo modo: oh yeah! 

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- 19 anni e non sentirli -

No, ma... per caso vi è parso di sentire che Stroll abbia compiuto 19 anni? Ti prego Mazzoni, ripetilo un'altra volta che non mi pare di averlo ancora sentito dire.

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- Quel momento in cui -

... abbiamo seriamente temuto che dal muretto Ferrari volessero far saltare un'altra posizione al povero Raikkonen. Proprio nel momento in cui Vettel riesce a risalire la corrente fino ad arrivargli alle calcagna. Anzi, questo lo vedremo meglio tra qualche punto, non è che gli fosse arrivato proprio alle calcagna... però si sa che certe volte sia sufficiente bisbigliare paroline dolci alle orecchie di Kimi perchè i miracoli avvengano. Ma lo abbiamo già detto la volta scorsa: va bene mantenere il mondiale aperto, va bene il gioco di squadra, va bene che se lo hanno fatto gli altri lo possono fare anche loro, il regolamento glielo permette e andiamo avanti così finchè morte non ci separi... però ci deve essere un limite al numero di piedi che possono essere messi in testa a Raikkonen. Ci deve essere un limite al numero di piedi in testa a Raikkonen che un fan della vecchia era possa tollerare.

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- Scherzi a parte - 

è stata una delle gare più fighe viste dall'inizio della stagione.
Un grande botto all'inizio, i due contendenti al titolo che tornano ai box con le pive nel sacco, i due contendenti al titolo che tornano in pista in ultima posizione con un decennio di ritardo su tutti gli altri ed iniziano a risalire la corrente come una carpa il fiume. Tutto questo è stato meraviglioso. Vettel che ci riesce un po' prima ed un po' meglio di Hamilton. Hamilton che fatica, chiaramente ha qualcosa che non va nella vettura, chiaramente dal contatto è quello che ne è uscito peggio, chiaramente è quello a cui non interessa niente rimontare: chiaramente è quello che si porta a casa il titolo anche arrivando ultimo. Poi c'è Vettel, al quale può interessare guadagnare piazza dopo piazza, perchè la matematica dice una cosa sola: se arriva secondo il mondiale non si chiude qua. Che poi di fatto non si sarebbe chiuso qua ma 15 giorni dopo in Brasile: ma sai la soddisfazione nel vedere tutti i Man in Mercedes che devono inscatolare nuovamente tutta la loro paccottiglia pro-festeggiamento? Son soddisfazioni!
E se lui arriva secondo, Hamilton dovrebbe arrivare quinto per vanificare ogni sforzo. Insomma, ognuno aveva le sue ragioni per lottare e lo ha fatto veramente, lo ha fatto senza farsi mancare neanche un colpo, perchè qua ci si giocava tutto: nulla lasciato al caso, nulla poteva essere rimandato alla prossima occasione. E' stata divertente, è stata combattuta, è stata una gara che finalmente ha dato un senso a questa strana infame passione di piazzarci tutte le domeniche a guardar granpremi.

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- I've been cheated by you since I don't know when -

Vogliamo riassumere in due parole l'annata 2017 della Ferrari: Mamma mia!
Here I go again.
Non so se e quanto si sia capito: ma io adoro SebVettel. Lo adoravo di più quando si vestiva in modo più sobrio e meno appariscente, ma ho sempre sostenuto fosse un tipo davvero davvero simpatico e si sia sempre meritato tutti i quattro titoli mondiali vinti fino a questo momento. Anche se guadagnati con l'abito sobrio e meno appariscente. O forse proprio per questo. Insomma: l'ho sempre detto ma vi evito la sfilza di link all'uopo perchè mi sembra che questi post stiano già uscendo con sufficiente ritardo, anche se mi evito le sofisticherie va bene comunque. 
Ho adorato quindi il modo in cui ha reagito, dopo la rimonta della vita, dalla penultima posizione alla quarta quando, a cinque giri dalla fine, qualcuno gli ha detto che aveva ancora da recuperare 23 secondi su Kimi e, comunque, sarebbe stato solo terzo in classifica!
Cavolo: questo stava veramente lottando per la seconda piazza, questo ci aveva creduto veramente, questo solo a cinque giri dalla fine ha mollato il tiro ed ha capito che non c'era più nulla per cui lottare. 
Ho agognato e sperato in questo scontro da Ham e Vet per anni, ad inizio stagione ho agognato e sperato che alla fine dei giochi la scampasse Ham, non ho mai agognato e sperato che questo scontro finisse così male. Vet è stato di fatto costretto a ritirarsi dalla lotta molto prima di cinque giri prima della fine del Gran Premio del Messico e non è quello che nessuno di noi si sarebbe meritato. 

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Presto che è tardi

Il podio più rapido di tutti i tempi. Prima rallentato dalle operazione di gongolaggio di Lewis Hamilton, dalle interviste a bordo campo, dall'escamotage trovato per intervistare anche Hamilton, pur non essendo finito sul podio, dalla telecamera che segue la festa del neo quattrovoltecampionedelmondo fregandosene allegramente di quelli che sono ancora nel salottino pre-podio abbandonati al loro destino. Una voce li chiama sul podio, uno alla volta entrano, salutano, ma tutti sono girati altrove, tutti stanno inseguendo altri miraggi. Partono gli inni ma nessuno li riconosce, strette di mano rapide e indolori, quindi le bottiglie: ma in fretta, perchè il palco si sta già muovendo. Al posto del podio spunta la consolle del Dj, ai piloti non è dato neanche modo di scendere e andarsene altrove che la festa è già partita. Tutti hanno fretta, tutti vogliono andare avanti... ma Raikkonen se ne frega! Scansa il podio rotante, si ferma a bere ed è in pace con tutti voi. Avete tagliato corto con il momento dello champagne? Meglio: meno champagne sprecato, più champagne bevuto. Alla faccia vostra. 
Poi probabilmente qualcuno l'ha preso di peso e l'ha portato via, ma questo non è dato saperlo, perchè la telecamera puntava già altrove.

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Amare vittorie

In tutto questo, si era capito che è stato Verstappen a vincere la gara? Forse no ma... a nessuno frega niente! Con tutto quello che è successo fino a questo momento, con la gara che abbiamo visto, con i pandemonio che è successo dopo grazie all'incoronazione di Hamilton, la prima fila non se la è filata di striscio nessuno. Ma neanche per un minuto dal giro numero 2 in poi. Dietro Verstappen, Bottas in modalità remi in barca più che mai. 

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Ed è subito 2007

 Non si può dire che ogni sorpasso portato a casa da Hamilton non sia stato sudato e lavorato fino alla fine. Pure quelli alle Sauber, sudati per 24 giri o giù di lì. Pure quello ad Alonso, arrivato a pochi giri dalla fine... con un Alonso non rassegnatosi affatto all'idea che, comunque, con la sua strazio di McLaren può anche fare a meno di fare il bullo. Con un Hamilton che poteva tranquillamente evitare di accanirsi per una nona posizione, o giù di lì, ma che voleva  probabilmente fare in modo di dimostrare, pur dagli inferi, di essersi guadagnato questo mondiale. Insomma: non c'era uno che avesse davvero qualcosa da guadagnarci dalla resistenza dura, non c'era uno che avesse qualcosa da perdere a stare dietro. Però c'era Alonso che rosica come i tarli ad essere sorpassato: chiramente perchè non è mai stato in grado di fare altrettanto... e si son dovuti scornare finchè pezzo di carbonio volante non li ha divisi. Era davvero tuto necessario?

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Applausi, applausi, applausi per Lewis


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Clickbaiting

Sempre sul pezzo come uno vero youtuber, Nico Rosberg, campione del mondo uscente, ha battuto il taglio del traguardo di Lewis Hamilton al photofinish per congratularsi con lui. Ovviamente non gli poteva mandare un messaggio, un whatsapp (metti mai sia a corto di credito sul telefono), non gli ha mandato un vocale e non gli ha lasciato neanche una cartolina nella cassetta delle lettere. Niente di tutto questo: ha postato un video su ogni social in suo possesso, stropicciato, spettinato, con un filo di barba di troppo e con il salotto sullo sfondo. Perchè se le cose non le fai pubblicamente non sono mai avvenute.
Non ci è dato sapere come abbia risposto LH, forse facendogli uno scherzo al citofono piena notte dopo il suo ritorno a casa. Chi può dirlo.

giovedì 16 novembre 2017

FormulaGossip - Messico 2017

- No Power -

No power preventivo per Alonso, il Re incontrastato dei No power che, anche quando non ne ha bisogno, ne tira un paio verso il cielo. In ogni caso, non vi preoccupate: anche in questa occasione non avrà modo di partire bene. 35 posizioni di arretramento in griglia di partenza, giusto per gradire.

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- L'idiota -

Dopo la feccenda del podio americano, Verstappen ha sostenuto apertamente che quella assunta sia stata una decisione idiota di un commissario nello specifico. Uno con cui papà non andava veramente d'accordo ma che non mi metterò qua ad indicare con nomi e cognomi perchè in fondo... chissene... 
Su questa esclamazione a caldo per una settimana di fila devono avergli fatto la pazienza a brandelli e papà non è così bravo come social media manager del figlioletto prodigo. Fino all'ultimo ha tentato di rimanere sulla sua posizione, giunto in Messico sperando di poter andare avanti con questa storia ma... no! Siamo ancora qua. Quindi si è scusato ufficialmente, con letterina rivolta ai piani alti, immagino una letterina piena di scuse sentitissime.

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- Mani in alto -

A quanto pare c'è chi si diverte particolarmente a farsi fermare dalla polizia... e c'è polizia che si diverte particolarmente a perder tempo cazzeggiando sul profilo instagram del primo scemetto che gli passa davanti, al quale dovrebbe fare la multa, ma che... dai, è così simpatico! Gli Stati Uniti non sono il posto migliore del mondo?

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- Remi in barca -

Forse sarà la sbornia prolungata da Austin, forse in Mercedes hanno soltanto tirato in remi in barca certi, almeno loro, di non aver più voglia di giocare al "mondiale ancora aperto" \ "tutto può succedere". Qualifiche piuttosto deludenti, Hamilton in seconda fila, Bottas perduto nelle nebbie da metà campionato a questa parte... ma davvero vogliamo concludere il mondiale a tre gare dalla fine?
La risposta alla fine è stata "sì" ma non dite che la Mercedes non ci si sia messa d'impegno per creare ancora un po' di incertezza.

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- Cocco di mamma -

Non so voi ma io adoro la sciura Carmen! Mitica! Ed adoro il fatto che il figlioletto se la porti a spasso per il mondo e la mostri orgogliosamente al mondo anche quando appare chiaramente fuori contesto. Non è affatto un tipino esibizionista, interessato all'aspetto, all'apparenza e sempre pronto a mettersi in mostra come il figlio. Chiaramente è molto timida , riservata ed è nata, cresciuta e vissuta in contesti ben lontani dai lussi e dalle fantasticherie. Non la vediamo girare per la pista molto spesso ma il bello è che non è stata cacciata a mille miglia da lì come il padre. Lei semplicemente preferisce seguire le epiche imprese della prole da lontano... ma come non farsi trovare pronti e a rapporto quando il bimbo ha bisogno che qualcuno gli tenga la mano? Quando i sogni stanno per diventare realtà e c'è bisogno della mamma che ci dica che tutto andrà per il meglio... ecco che la mamma compare, mette da parte la sua ritrosia, si fa aggiustare i capelli dal parrucchiere di paese e sfoggia il suo miglior sorriso, fiera delle sue rughe e dei suoi chiletti di troppo.

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- Kvyat out again -

C'era una volta una piccola Tiziana che meditava seriamente di proseguire i propri studi in materia tecnico-ingegneristica nell'assunda prospettiva un giorno o l'altro di guardarsi una gara di Formula 1 dall'altro lato dello schermo del televisore. Poi ho cambiato idea, deciso di abbandonare certe vellità ancor prima di iniziare, di aprire un blog -  se proprio volevo parlare di Formula 1 - ed iscrivermi a Giurisprudenza. Giusto per essere sicura che la mia posizione non potesse essere in alcun modo d'interesse per alcun team. 
Ora però inizio a capire che, forse forse, la mia era la scelta giusta. Ho impiegato 10 anni a capirlo, ma ho trovato la mia strada... e la mia strada me la ha indicata Kvyat, al 3millesimo atto di mobing subito. Non solo mobing ma siamo anche davanti al 3millesimo licenziamento senza giusta causa. Chiamate i sindacati, chiamate un avvocato, chiamate Striscia La Notizia e Le Iene, insomma, chiamate chi diavolo vi pare ma qua, ancora una volta, sono stati messi i piedi in testa a Kvyat, nonostante la decima piazza raggiunta a fatica in USA, allontanato a calci ben piazzati dalla sua - ex - Toro Rosso.

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- Tutti al mare -

a mostrar le chiappe... bruciacchiate! 
Anomalo incidente quello occorso a Vettel durante le prove libere. Dopo aver avuto come il sentore di calore alle parti basse è rientrato a tutta velocità ai box per cercare di capire di cosa si trattasse... di mollare l'auto in mezzo al nulla e saltare fuori a tutta velocità non gli è passato neanche per la mente, ma va bene così. Arrivato ai box l'amara sorpresa: hai presente quell'ordore di pollo sbuciato che sentivi uscire dall'abitacolo? Era il tuo fondoschiena! Ottimo!

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- A.A.A. -

Tutti alla ricerca di un team per Ricciardo. Qualcuno lo vuole in Ferrari, Vettel crede sia un po' presto per pensarci, Raikkonen si esprime con il suo consueto Bwoah, Verstappen ha appena rinnovato per i prossimi 300 anni e sostiene che il team in questa formazione sia pefetto. In effetti sono una delle accoppiate più divertenti degli ultimi anni... ma davvero vogliamo rovinare la carriera a Ricciardo in questa maniera? Perchè anche nella denegata e non creduta ipotesi in cui la Red Bull riuscisse a tornare a farsi furba come un tempo, i casi sono due: o li ritroviamo a lanciarsi berretti (come i due ex best friend Made in Mercedes) o Ricciardo viene sottomesso come un Raikkonen qualsiasi allo strapotere dei Verstappen-United. L'unica soluzione è che faccia la valigia e vada a cercare fortuna in altri lidi.

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- Nico Rosberg , turista per un giorno - 

Ora qualcuno assicuri a quel pensionato di Nico Rosberg, in giro in pulman per le città d'arte europee - prima che si faccia abbindolare e compri un meraviglioso set di pentole ed un originalissimo tappeto persiano - che la torre non sta per cadere. E' proprio storta di suo ma è così da un bel po' di tempo... ce ne siamo già fatti tutti una santissima ragione anche se io aspetto ancora il momento in cui qualcuno mi porti a farci un giro sopra.

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- Cercando fortuna in altri lidi -

Già che eravamo in argomento, come non menzionare anche Alonso. Costretto ad un rinnovo in McLaren dopo che nessun altro team dello schieramento si è ineressato, neanche per scherzo, a Lui, il caro FerMando Alonso è già impegnatissimo alla ricerca di un nuovo modo per sabotare anche il prossimo campionato. Giusto per peccare di poca professionalità (Massa dixit) anche nel 2018... primo appuntamento della stagione (che, tuttavia, almeno questa, non dovrebbe interferire con alcuna altra gara del campionato) è quello con la 24h di Daytona. Gli consiglio anche il Rally della Lanterna se proprio non sa cosa fare la prossima estate...
E comunque poca ironia per il Rally della Lanterna, che anche Raikkonen ha disputato nei suoi anni di sabbatici, forse addirittura finendo in un fosso, ma di questo non sono del tutto sicura.

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 - La regola dell'amico - 

Il lato social e frivolo della formula 1 è giunto ad una svolta: anche da casa Ferrari hanno risposto ad un tweet e partecipato all'amichevole cazzeggio tra i team. Ed è festa grande: perchè il team in rosso è sempre stato un po' restio a fraternizzare con la concorrenza, sono intorno a loro ma non parlano con loro. Sono come loro ma si sentono meglio.
Insomma, par di capire che quelli rossi, da quelle parti, stiano particolarmente simpatici a tutti.

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giovedì 9 novembre 2017

I dieci fatti buffi degli Stati Uniti 2017

- 1 -

Vet just did a Jenson

Quando i momenti sono epici restano tali per l’eternità… e modestamente l’ingresso cannato da Button qualche anno fa in Giappone resterà negli annali. Hamilton ribatezzò in questo senso l’operazione qualche anno più tardi, quando anche lui cadde nell’inganno del box sbagliato... ma non è certo stato il solo. O l’ultimo di una lunga serie. Ultimo ma non ultimo è stato Seb Vettel, anche se l’epicità è venuta un po’ meno trovandoci ‘solo’ in fase di prove libere e non in qualifica o in gara, però il gesto è significativo. Un ingresso al box Red Bull, troppo distante dai tempi in cui vestiva di blu per essere solo un gesto istintivo, troppo vivido per essere un gesto di distrazione. Questo è un lapsus bello e buono, questa è voglia di evasione, di fuga a gambe levate, di nostalgia canaglia per il passato che non tornerà e mera coscienza del futuro che non si realizzerà mai.

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- 2 -

Per fare bella figura

Team Haas, esistono anche loro. Li si vedono poco in giro, ma se aprite bene bene le orecchie dovreste riuscire a sentire la voce di Grosjean che si lamenta di qualcosa. No, seriamente, io non ho capito il senso di Grosjean. Già dai tempi della Renault, ma lì aveva un mucchio di capelli ed il suo ruolo era quello di cane da compagnia di Alonso, possibilmente in modo un po’ meno pacchiano del povero Piquet. Dopo il suo ritorno per un certo periodo ci ha fatto divertire molto raffigurando il degno erede di Maldonado ma, visto che Maldonado di fatto non era ancora morto, l’erede aveva seriamente poco spazio di manovra. Però è arrivato negli Stati Uniti con tanta voglia di far bene, il team è americano e sono in America. Il cattivone che odia Trump è in Mercedes, qua lo amiamo tanto e cantiamo inni a stelle e strisce urlando a squarciagola. Poi Magnussen si fa arretrare in griglia di partenza per i casini combinati in qualifica e Grosjean si schianta in FP3 andando a rovinare le prove libere a tutti: bandiere rosse solo per andare a recuperarlo. 

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- 3 -

Quel timido tentativo

di ricostruire la gang del bosco. I rapporti sono tesi, ma è evidente che da qualche parte c’è ancora quel sentimento nascosto, che scalpita per tornare a galla. Ham&Vet sul podio hanno combricolato ai danni di Bolt, troppo impegnato a leggere le domande da fare a Raikkonen da un cartoncino, perché sia mai che quello che gli esce dalla bocca in quel momento possa essere farina del suo sacco. Ham accenna a rovesciargli champagne giù per la schiena, mima il movimento, poi se ne pente… ma a Vet basta solo un cenno con la testa per convincerlo. Ham agisce, non se lo lascia dire due volte, e Bolt salta come una molla sotto lo sguardo severo e castigatore di Raikkonen: vediamo di non rendere ancora più difficili questi tormentati momenti di socialità. I bimbi paiono essergli sfuggiti di controllo. 

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- 4 -

Alonso non ha capito la strategia

Team radio interessante, per uno che in teoria avrebbe anche dovuto scoprire qualcosa sulla gara che stava percorrendo qualche minuto prima dell’inizio della gara… insomma, partire e farsela raccontare strada facendo non è esattamente il massimo che ci si possa aspettare e, se la vogliamo mettere su questo piano, non è neanche il meglio che ci si possa aspettare dare degli incompetenti al muretto in mondovisione… ma non vi preoccupate, il muretto sa bene come difendersi: infatti gli spengono la macchina e lo invitano a ritirarsi, oltre a cambiare squadra, se davvero crede. Se davvero qualcuno lo vuole. Se davvero qualcuno se lo prende. 

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- 5-

Cani e porci

Anche Rosberg, dall’alto della sua scrivania di vetro con il finto casino organizzato a regola d’arte, ha da dire la sua sulla vicenda di Verstappen, depodiato con la forza. 

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- 6 -

Trash GP

Altissimi momenti di trash in questo GP made in USA che mi ha fatto anche dubitare sulla quantità lecita di trash nel mondo. Insomma: bisognerà pur stabilire un limite di tolleranza oltre il quale va posto un freno alla pratica. Qua già dall’ingresso in pista ho iniziato seriamente a dubitare dell’illegalità della faccenda: tappeti rossi, nebbie fitte, piloti che escono dalle nebbie acclamati come eroi di guerra da un indomito presentatore incerato come neanche John Travolta in Grease, pronto a snocciolare deliziose perle di saggezza biografiche e storpiare il maggior numero di cognomi possibili, circondati da cheerleader con pon pon in bella vista, musica assordante… ed il finalone dei finaloni: Vettel e Hamilton piazzati faccia a faccia intorno alla coppa delle coppe. L’ambito trofeo piazzato tra i due contendenti al titolo disposti a guardarsi brutto per qualche minuto per amor di spettacolo... sempre perché qui siamo ancora dietro a giocare al giocone del mondiale ancora aperto \ tutto può succedere. 

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- 7 -

Jos Verstappen

Non ha un account verificato ma è ben pronto a prendere in mano la situazione e non tenersene dentro una se gli toccano il figliol prodigo. Su twitter, of course. 

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- 8 -

10 anni

10 anni fa Raikkonen vinceva il suo titolo mondiale e io ricordo quel momento come fosse ieri. L’ho già detto che all’epoca ero una super fan-girl di Raikkonen, biondissimo, chiarissimo, magrissimo? 10 anni e ricordo esattamente il momento in cui mi sono seduta su quel divano, prima dell’inizio della gara, certa di dover soffrire come un’inetta per il terzo titolo di Alonso. Hamilton mi era piuttosto indifferente, in molti lo odiavano non capendo bene da dove diavolo fosse spuntato, io in realtà ero piuttosto neutrale. Non era Raikkonen ma dava filo da torcere ad Alonso, il che bilanciava piuttosto bene la questione. 10 anni fa il mio astio per Alonso stava ai massimi livelli, proprio una cosa incontrollabile, proprio fuori da ogni grazia di dio e – posso dirlo – di quel che era allora, oggi è rimasto solo un’ombra. Una timida parvenza: perché non ho aperto allora un blog? Perché ho aspettato tanto? Cosa mi ha frenato? Dieci anni fa: dieci anni buttati nel gabinetto se ancora ricordo il momento in cui, ad inizio gara, Hamilton ha combinato la sua bestialità, ha mandato in pappa la gara e il mondiale facendosi prendere dal panico, io mi sono girata, ho buttato la testa sotto i cuscini e ho visto davanti ai miei occhi rappresentarsi chiaramente l’immagine di Fernando – collofit – Alonso che trionfava e mi dedicava la vittoria. La bile non me la voleva perdonare ma qualcuno, seduto sulla poltrona accanto, ha tentato di farmi riprendere: mi ha convinto che per far vincere Raikkonen era normale che i due McL dovessero autoeliminarsi… ed alla fine dei giochi, inaspettatamente così è stato… ma io a tutto avrei creduto tranne che la vittoria di Raikkonen fosse una possibilità realisticamente realizzabile. All’inizio della gara i numeri te lo dicono, ma è solo una mera eventualità, improbabile conoscendo non solo la sfortuna di Raikkonen ma anche, e soprattutto, l’entità della fortuna di Alonso, ma quando i fatti volgono interamente a tuo favore, lì è il fato che parla. Lì è l'eterna lotta tra il bene e il male che trova la sua scappatoia, direzione happy ending. 
Ecco, questo è il mio piccolo tenero omaggio alla ricorrenza. Ora però se quel tortellino di Raikkonen la smette di farsi mettere i piedi in testa e se ne va in pensione credo che farebbe del gran bene al ricordo che i posteri potranno avere di lui. Ciao Kimi.

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- 9 -

Qual posto migliore

Tutti pazzi per Ocon, lo abbiamo notato? Il fanciullo sta incominciando a far strage di cuori anche tra i non addetti ai lavori. Sarà questo singolare statisticone che lo accompagna, saranno i successi nella - sepur breve - carriera o l'essere parte integrante del dynamic duo rivelazione della stagione. Ocon attira tutti intorno a sè come le api col miele... anche Emma Thomson, per dire, che non trova posto migliore per un autografo dell'alettone della sua vettura.

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- 10 -

In ginocchio da te

Almeno lui, almeno Hamilton, ci ha salvati dall'ennesima perla trash della settimana. Molti avrebbero scommesso, con tutto quello che è successo ai tempi del cane e del pupazzo, che sarebbe arrivato dritto dritto negli stati uniti e si sarebbe inginocchiato al momento dell'inno. Invece è stato impeccabile: lui! Il Re del trash... ci ha risparmiato trash, ha fatto finta di stare al gioco, entrando in pista tra le nebbie un po' meno imbarazzato e ingessato degli altri, ha ballettato, ha tenuto lo sguardo severo sulla coppa nel momento in cui lo hanno piazzato fronte a fronte con Vettel, ed alla fine non si è inginocchiato. Poi però sul podio ha chiesto a Bill Clinton, di salire accanto a lui in prima piazza perchè gli facessero una foto accanto a lui. Che poi... anche Bill Clinton non verrà ricordato dagli Stati Uniti per le politiche adottate nel corso del mandato, ma giusto per esprimere la propria preferenza per un Clinton a caso. 

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mercoledì 8 novembre 2017

Stati Uniti 2017 - Gara

- Ricciardo OUT -

Guasto al motore, perché le sciagure di casa Red Bull hanno cambiato versante del box. Tutto si può dire alla Red Bull quest’anno, tranne che sia riuscita a fare un bel lavoro in fatto di affidabilità. Per la sana teoria di Paperino, il team più sfigato è anche quello più simpatico. Perché sì, non facciamo finta di non aver visto i video di Dan&Max-fanno-cose. Dal Grill the grid di coppia all’apertura del durian a colpi di polli di gomma. Dan&Max ci piacciono, Dan&Max sono divertenti, Dan&Max non ne combinano una buona in pista, ma questo al giorno d’oggi è secondario. 

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- Alonso OUT -

Guasto al motore: ma questa non è una notizia.

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- Vettel beffa Hamilton -

Buona partenza di Vettel che prende il via con la partenza che non ti aspetti, il colpo di reni dalla sua seconda posizione che avrebbe potuto dare la svolta alla gara. Ad Hamilton basta arrivare in fondo, a Vettel meglio va meglio è… stiamo ancora chiaramente giocando al “mondiale è ancora aperto \ tutto può succedere” ed anche una posizione lascia aperta ogni speranza. Vana ma speranza. 

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- Il sorpasso che non ti aspetti -

Non mi sarei mai aspettata che, dopo una partenza del genere Vettel gettasse la spugna tanto facilmente. Non mi sarei aspettata che Hamilton con calcolasse quanto fosse preferibile arrivare infondo alla gara piuttosto che arrivare primo. Eppure Hamilton non c’è stato: non c’è stato ad amministrare il vantaggio, in gara si è preso in suoi rischi, al giro 5, superando Vettel e riprendendosi la piazza, ma anche più avanti, sorpassando un Verstappen restio al pit stop. Avrebbe potuto aspettare che rientrasse… ma perché ammazzare lo show fino a questo punto? Lewis Hamilton in queste fasi ci è piaciuto. 

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- “Seb è dietro di te” -

Dopo il sorpasso al quinto giro la gara di Vettel è stata costellata di alti e bassi, ha trascorso fin troppo tempo in quinta piazza per essere uno che teneva veramente al titolo mondiale… ma la pantomima del “mondiale è ancora aperto \ tutto può succedere” andava portata avanti, quindi ci siamo svegliati a fine gara, abbiamo fatto qualche sorpasso e preteso la seconda piazza. Io lo so di aver già dichiarato in passato che non ci sia “niente di male” nelle seconde guide che cedono la piazza ai contendenti al titolo, non è che me lo posso rimangiare proprio in questa sede facendo figli e figliastri. Non è che se lo fa la Mercedes va bene se lo fanno in Ferrari sono dei complottari maledetti… però questa è circonvenzione di incapace bella e buona. E’ bastato un “Seb è dietro di te” bisbigliato nelle orecchie di Raikkonen che questo si sia spostato ed abbia lasciato la seconda piazza a Vettel. Così, senza colpo ferire. E se posso accettare che formalmente tutto questo sia legittimo e non violi nessuna regola, moralmente, da super fan degli anni d’oro di Raikkonen tutto questo fa male. Trattato come una pezza da piedi, il vecchio e il mare. Arrivo persino a dire che sono stata quasi soddisfatta del sorpasso di Verstappen ai suoi danni, così imparano a mettere KR in un angolo.

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- Record breaker -

Verstappen batte ogni record in fatto di gente buttata fisicamente giù dal podio. 20 anni e siamo già al secondo. Se posso dire la mia (e posso, of course) di cattivo gusto quella scorta armata della FIA a prenderlo di peso e portarlo via il più velocemente possibile… cioè, se stava lì mezzo secondo e gli spiegavano che cosa era successo davvero sarebbe stato un problema? -:-

domenica 22 ottobre 2017

FormulaGossip - Stati Uniti 2017

- I quattro cantoni -

Kvyat al posto di Sainz
Hartley al posto di Gasly
Gasly al posto di Kvyat. Oppure no: Gasly ha da fare altrove, è ufficiale il gran ritorno di Kvyat.
Ma non avrebbe avuto molto più senso per tutti non mandare a casa Kvyat, aspettare di spostare Sainz un po' più in là e, solo a questo punto, alternare come "seconda guida" tutti quelli che gli capitavano a tiro? Forse non sarebbe stato ancora abbastanza umiliante per Kvyat che deve scontare le pene dell'inferno per qualche peccato commesso nella scorsa vita? 
In ogni caso, per questo gran premio lo schieramento è ormai andato: è ufficiale. Gasly è fuori, Sainz è in Renault di giallo vestito, Kvyat is back ed è dei nostri pure tal Hartley, che non è proprio una faccia nuova. Da un lato perchè sono anni che bazzica ambientacci frequentati da Mark Webber, dall'altro perchè è chiaramente Deeks ... da NCIS con furore!

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- Furti nell'armadio -

Talmente è stata la gioia di accasare Palmer anzitempo che non c'è stato il tempo di prepararsi per benino a quello che sarebbe stato. Ma non ci sono problemi: nei momenti di difficoltà si fa questo ed altro, c'è sempre il modo di arrangiarsi. Numeri scritti sulla fiancata con l'uniposca, abuso di photoshop per piazzare qua e la i cartonati con la nuova divisa, colla prit all'occorrenza... e se proprio non sapete cosa dargli per vestirlo passategli i vestiti del fratello maggiore. 
Adoro Van der Garde sempre sul pezzo. Forza Giedo, uno di noi.

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- Progetti segreti -

Questi due non ce la contano giusta, ve lo dico io. Fingono di non parlarsi, ignorarsi dall'era dei tempi, si girano le spalle nei rispettivi filmini, poi però mandano messaggi criptici ma casualmente simili negli stessi giorni e nelle stesse ore. Insomma: tutto questo è meraviglioso. Da un lato NRosberg, from Monaco, dall'altra LHamilton from the USA ma queste differenze sono state messe sul piatto solo per disorientarci. Non fatevi ingannare.

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- Button, sul carro dei vincitori -

In genovese diremmo che Jenson Button è sul ripigiu, ovviamente non che io lo sappia scrivere, ma il concetto è chiaro: Jenson Button si sta riprendendo. E' un termine che si usa per riferirsi a chi torna a darsi una spolverata dopo un periodo di bassa, di abbruttimento, dopo un periodo nefasto, quando tenti di riprenderti. Tipo quando decidi di andare dal parrucchiere e cambiare taglio di capelli dopo due mesi che stai sul divano a piangere e mangiare gelato. Quella roba lì. 
Jenson Button ha fatto il furbacchione, si è ritirato dalle scene, è andato in America, ha una bella casa, con una bella fidanzata e due bei cani, ha abbandonato il lavoro, gli amici e la residenza tax free... ed ora si annoia. E' finita la pacchia e deve tornare a far qualcosa. Vorrebbe tornare persino a guidare, qualunque cosa, anche una bicicletta se glielo permettessero, però ha bisogno - prima di ogni altra cosa - di tornare nel giro. Tra quelli che contano. Deve tornare a far parlare di sè... e se di sé non ha niente di meglio da dire se non che i cagnoloni sono cresciuti e che a brevissimo potranno gestire in autonomia il loro profilo instagram, deve per forza parlare degli altri. Per via mediata. Tipo: perchè non tornare prepotenetemente a parlare degli anni passati in McLaren con Hamilton? Dopo secoli in cui nessuno ci ha voluto dire niente sul come siano passati dal fare i campeggi insieme allo sfancularsi in diretta twitter, seduto l'uno davanti all'altro, senza guardarsi neanche negli occhi... ecco che questo è il momento giusto per sciogliere la riserva. Hamilton, grazie anche e soprattutto alle sviste made in Ferrari, è in uno dei momenti d'oro della sua carriera... e mai come nelle ultime 2 o 3 settimane Button è tornato ad avere un'opinione di ogni cosa che lo riguardi. Pare che ci sia anche un capitolo ad hoc nella sua magnifica autobiografia da 22 euro, prezzo a copertina rigida...

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- Tutti li vogliono nessuno se li prende -

Io non è che intenda per forza convincervi del fatto che io abbia sempre ragione, però c'è qualcosa che sfugge al mio controllo e, se permettete, questa cosa mi fa molto sorridere.Ovunque, ovunque, ovunque chiunque lo incensa come il miglior pilota degli ultimi 150 anni, ce lo hanno propinato in ogni luogo in ogni lago, è diventata quasi un'ossessione nel periodo ferrarista, una volta andato via fortunatamente la cosa è un po' venuta meno, gli si è anche attribuita la colpa per essersi fatto sfuggire di mano almeno 2 mondiali a causa del suo caratteraccio, ma queste sono solo gli screzi post divorzio. Tutti lo incensano, tutti lo amano, tutti si dolgono dell'amara sorte che gli è toccata in McLaren... anche se rimane il pilota più veloce in pista!
Non ho intenzione di stare qua a smentire quanto sopra riportato perchè non è la sede, non è il luogo e non ne ho voglia ma... in facendo finta che Voi abbiate ragione, per quale assurda ragione il pilota migliore degli ultimi 150 anni che da almeno due anni a questa parte farebbe carte farse pur di allontanarsi dalla McLaren non trova qualcuno che se lo prenda? Non dico una Mercedes... ma neache una Force India sarebbe disposto ad ospitarlo? Davvero in Williams punterebbero sul rientro di Kubica piuttosto che sostituire Massa con Alonso? Davvero in Renault preferiscono scommettere su Sainz che investire sul maestro? Allora ho ragione io!
E deve averlo capito anche lui, la carenza di team radio di fuoco delle ultime gare andava letta con un certo significato alla base. Di certo non ha smesso di insultare gli uomini al muretto perchè improvvisamente la vettura ha una resa ottimale. 
Dieci minuti di applausi, tra l'altro, agli uomini e alle donne del suo gruppo PR, perchè una simile sequela di castronerie sarebbe stata missione ardua per chiunque fargliela uscire dalla bocca. 
Tutti li vogliono ma nessuno se li prende: parlo al plurale non perchè insinuo un qualche sdoppiamento di personalità di Alonso ma perchè nel mucchio io ci butterei pure Verstappen. Ma non era il giovane virgulto il cui talento inestimabile non poteva essere tenuto a freno un minuto in più? Ha dovuto battere ogni record, calpestare un trilione di teste, ha pianto, urlato e battuto i piedi fino al raggiungimento della meta. Ha minacciato di andarsene non appena le cose non sono andate proprio come lui avrebbe voluto e... firma un rinnovo per starsene proprio dov'è un anno prima della scadenza? Ma un minimo di fiducia nelle tue possibilità per il 2018? No, perchè se la debacle di quest'anno è solo una questione di sfortuna legata al mezzo meccanico, il prossimo anno le cose devono per forza cambiare e, se cambiano, vuoi vedere il valore contrattuale della tua prestazione che cosa ti avrebbe permesso di fare? No.

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- Chef per un giorno -

Tutti i piloti sono bravi, ormai, a scrivere un libro. Lo hanno fatto tutti, lo stanno facendo tutti... tra l'altro... non siete già in trepidante attesa per la biografia di Alonso prevista in uscita per il prossimo anno? Tutti i piloti sono bravi a scrivere un libro... in pochi sono quelli che ne hanno scritto uno di cucina. 
Pochi sono anche quelli che ne hanno scritto uno a quattro mani con la moglie giornalista, il che mi lascia dubitare seriamente circa l'apporto materiale di Grosjean alla stesura dell'opera, ma questo è un mio problema. 
Per la cronaca: Romain & Marion sono l'uno l'anagramma dell'altra, il che è la cosa più romantica che io abbia visto negli ultimi 30 anni di vita. 

sabato 21 ottobre 2017

I dieci fatti buffi di Giappone 2017

- 1 - 

- This is the real Button's power - 

Credo che sia stato sottovalutato un piccolo aspetto della questione. Non di certo l'aspetto fortuna di Hamiton che è già stato analizzato in lungo e in largo, come se gliene potessimo fare una colpa per davvero. 
[Fermi tutti! cosa ho appena scritto! Non sono in me! Fortuna... non gliene possiamo fare una colpa... è una vita che porto avanti la mia battaglia contro Alonso esattamente per questa ragione e, ora, vado a dire che il massimo capo d'accusa dal quale tutto è nato, e tutto continuerà ad esistere, non esiste. Mentre io rifletto un attimo su tutto questo continuamo pure con quello che avevo da dire.]
Quello che conta è chi è stato portatore sano di quella fortuna. Chi ha diretto nei suoi confronti tutte le sue energie. Jenson Button, che non è comparso molto spesso da queste parti ultimamente, ma c'è sempre stato nei momenti importanti: a Silverstone, quanto la buona stella di Lewis è tornata a splendere cambiando tutte le sue carte in tavola e, qua, in Giappone, dove un'altra buona stella si è impegnata moltissimo per rendere la missione il meno faticosa possibile. 
Tra l'altro Button si sta facendo ripagare questa influenza positiva salendo a bordo del carro dei vincitori, ma questa è una storia di cui torneremo a parlare un'altra volta.

-:-

- 2 -

- Segnali da cogliere -

Vandoorne, Button e quel maglioncino rosso.
Festa grossa in area McLaren. Come si sanno divertire loro nessuno al mondo. Per essere certi di festeggiare davvero davvero alla grande hanno smosso persino Button da quel divano maledetto sul quale sta dormendo da un anno a questa parte e lo hanno rimesso in gioco alla grande. C'è bisogno di giocare alla grande famiglia felice, proprio tra separazione e divorzio, facciamo finta di essere amici: facciamolo per i figli. 
La foto qui di lato mi sono permessa di estrapolarla con un modesto zoom sulla grande foto con tutto il team pubblicato sulla pagina Mclaren, la scena, permettetemelo, ma mi ha fatto molto molto sorridere. Qua siamo davanti ad un racing director  del team che si abbraccia come fossero i suoi pupilli Button e Vandoorne. Alonso, che dovrebbe essere il pupillo ufficiale, persino in terra di GP2! GP2! GP2!, se ne sta un po' in disparte, chiaramente è arrivato all'ultimo, quando tutti erano già in posa ed è stato costretto ad accasciarsi, un po' più avanti, un po' davanti, con le braccia lungo i fianchi come i concorrenti di Genius  ed a fingere un mezzo sorriso da tramandare ai posteri. Interessante la scelta cromatica, forse rivelatrice del luogo dove vorrebbe veramente essere. 
Venne quindi il giorno del no power! no power! no power!  di Vettel e venne subito dopo aver indossato il maglioncino fatale. Non domandiamoci allora come siamo ancora qua a parlare di rinnovi.

-:-

- 3 - 

- Ricciardo pensa al proprio futuro -

Credo ci sia un grosso fraintendimento alle spalle. Potrei, dico potre, aver sollevato l'arco del mio sorriso nel momento in cui la vettura di Vettel ha iniziato a tossire e cani e porci hanno iniziato a superarlo. Potrei, dico potrei, aver sgranato gli occhi ed applaudito compiaciuta. Però sia chiara una cosa: non sono saltata sul divano, non sono scoppiata a ridere e non ho neanche iniziato ad urlare campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!
Da queste parti potrebbe passare il messaggio che sia sia leggermente, sottilmente o moderatamente tifosa di un certo Lewis Hamilton, ma la verità è un'altra: se non si è capito prima faccio mea culpa e mi batto il petto tre volte, da queste parti si tifa Daniel Ricciardo. 
Poi però siamo in un mondo in cui Ricciardo vince una gara all'anno e da qualche parte bisognerà pur buttare la testa. Insomma, un ripiego, giusto per guardare al mondiale con un filo di interesse maggiore a quello che generalmente rivolgo al batter d'ali dei piccioni. 
Mentre il mondo si ostina a rovinar la carriera a Daniel Ricciardo non mettendogli sotto al sedere una vettura per la quale ci sia da sperare qualcosa in più che lo shoey di fine gara, lui pensa al proprio futuro, con il sorriso sulla faccia ed uno sguardo rivolto all'ex collega dalla recentissima svolta imprenditoriale. Anche Ricciardo sta iniziando a puntare al proprio marchio, ai propri social e, nello specifico, al proprio canale YT. Recenti novità: una grafica accattivante, video vecchi riproposti, nuovi video sempre più frequenti. Il canale deve ancora iniziare a prendere la piega giusta ma ci sono diversi momenti imperdibili.

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- 4 - 

- Grosjean gioca al primo della classe al briefing -

Liberty Media ci ama. Piccoli schiaccia bottoni della domenica: da queste parti abbiamo blog su blog da mandare avanti. Abbiamo bisogno di materiale sul quale scrivere, spunti di riflessione dai quali attingere e via di seguito. Liberty media fa tutto questo per noi: piazza materiale che molti troverebbero noioso e insulso on line, pane per i nostri avidi occhietti. Tutto quello che abbiamo potuto apprendere dall'ultimo briefing, quello post malesia - pre giappone.
Molti sono quelli che si sono interrogati sul fatto che Vettel dopo lo schianto con Stroll si sia portato a casa il volante: poi Hamilton ha osato chiedere un ragguaglio a proposito ed è scoppiato il putiferio. Perchè tutto quello che fa Lewis è figlio del demonio e quello che fanno gli altri è puro e casto, quindi ha preso la parola il vendicatore rosso, l'avvocato delle cause perse, quello che dovrebbe imparare a fare una curva prima di insegnare a guidare gli altri ma, tant'è, è ancora qua in mezzo a noi. e allora cosa diciamo a quelli che si tolgono la cintura di sicurezza al volante?
E la pace nel mondo non la vogliamo buttare in mezzo?
In realtà non è che Vettel avesse davvero bisogno di un avvocato, ha sempre saputo difendersi da solo e, soprattutto, nessuno lo stava accusando. Magia: nessuno gli ha detto niente dopo la gara, nessuno gli ha detto niente nei giorni successivi, ma un Hamilton a caso ne ha preso lo spunto per chiedere ragguagli circa l'obbligatorietà o meno di lasciare il volante. 
Ma Grosjean non c'è stato, e da primo della classe, ma uno di quelli che fanno domande indisponenti durante la lezione, di quelli che riprendono il prof se ha impiegato troppo tempo a rientrare dopo la ricreazione, sempe impegnati ad evidenziare le mancanze altrui. Insomma: uno di quelli proprio simpatici, che hanno capito come farsi degli amici. Ed è così che Grosjean le ha fatte a fette a tutti quanti insistendo per l'usanza - di cui si è macchiato Hamilton in più e più occasioni, di slacciare la cintura dopo la gara durante il giro di rientro. Avete presente quando alza la manina e saluta tutti? Con la cintura di sicurezza allacciata tutto questo non sarebbe possibile ed io non ne avevo la più pallida idea ma, una cosa è da dire assolutamente: bambini, don't try this at home! Per il resto mi pare buona la conclusione tratta da Charlie: fatti suoi! A.k.a., se si schianta rimbalza fuori dalla vettura e si arrangia: noi gli abbiamo detto di non farlo.

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- 5 -

- Il Rosberg's pensiero -

Per fortuna che c'era Nico Rosberg a bordo pista che ha potuto offrire il commento tecnico a tutto quello a cui abbiamo assistito. Nico:  cosa si prova ad aiutare il tuo compagno di squadra come ha appena fatto Bottas con Hamilton? 
#respect

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- 6 -

- Toto Wolff abbraccia Arrivabene -

Fatemi capire: questi vivono con le telecamere attaccati ai polpacci per quattro giorni consecutivi, quando non ci sono quelle della regia internazionale, ci sono quelle della stampa, degli smartphone dei tecnici, del pubblico e degli ospiti speciali. Là dove non osano le acquile arrivano addirittura anche le instagram stories di Hamilton... ma non esiste al mondo un cristiano che abbia seguito Toto Wollf mentre abbandonava il proprio seggiolini comodo a bordo box per andare a stringere sportivamente la mano ad Arrivabene dopo il fattaccio della Yankee Candle. 
Giusto per capire che si son detti, come è andata, per farci un po' i fatti loro... così. Comunque grande Toto, bel gesto.

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- Ham vs tutte le malattie del mondo -

Forse ho risolto il dubbio dell'anno, degli anni, del lustro, del decennio: ecco cosa affligge Lewis Hamilton. E' ipocondriaco o, meglio, è nosofobico. Ha paura di contrarre tutte le malattie del mondo. vedo malati! Malati ovunque! Questo certo non spiega i gusti orridi in fatto di abbigliamento e i repentini cambi d'umore, però hanno dei riscontri fattuali. Insomma: alla realtà dei fatti mica ci si puù arrendere. Già in Belgio lo abbiamo beccato bello convinto di potersi prendere chissà quale malattia semplicemente stando seduto accanto a qualcuno con l'alito pesante... Ora siamo al punto a capo, seduto in mezzo alla gente, in stanze affollate, il che, nella sua mente, deve essere il peggio del peggio. Con altre persone, sedersi in pubblico, appoggiare il sedere dove lo hanno già appoggiato altri e condividere l'aria che respiri con il proprio prossimo. Insomma: tu vuoi che muoro? No Lewis, tranquillo che non muori.
PS: intendeva sick, vero?

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- Lewis's Karma -

Vediamo se posso riassumere brevemente i fatti degli ultimi tempi, perchè andrebbero analizzati, proprio sociologicamente intendo, per anni, ma  al momento non abbiamo tempo. Come al solito sono in ritardo di una vita con la pubblicazione dei post rispetto allo scorrere del tempo e della mia vita, e mi sono resa conto, l'ho già fatto da tempo a dire il vero, che parlo troppo di Hamilton. Sembra una fissa epocale la mia... ma seriamente, di che diavolo altro abbiamo da parlare di questi tempi? Almeno lui mette in piazza un bel po' di elementi sui quali ricamare su. 
Tra l'altro, non nego di voler ritornare sul tema più avanti per completare l'opera. Comunque, ora siamo qua. 
Tutto è incominciato dopo l'estate, dopo la pausa estiva, quando da un momento all'altro Hamilton se ne esce fuori con questa panzanata della dieta vegana. Come si suol dire, c'è andato giù pesante. Appena è stato colpito dal morbo pareva in botta completa, non parlava d'altro e non fotografava altro. Ore di storie su instagram a parlarci degli effetti negativi della dieta onnivora sul corpo umano e sull'ambiente che, seriamente, parevano un castello un po' troppo costruito per arrivare da uno che fino a 15 giorni prima santificava la Nutella. I veri colpi di grazia li ha dati quando ha incominciato a pontificare sui collegamenti tra il consumo eccessivo di carne e derivati animali e le calamità naturali. Ecco: a quel punto mi sono seriamente preoccupata per lui. Mi è passata seriamente davanti l'idea che qualcosa gli avesse toccato il cervello... ma fortunatamente è tornato presto in carreggiata. Qualche volta ci aggiorna sulla sua dieta sugli effetti della diversa alimentazione sul suo corpo e sulle prestazioni sportive e, tutto questo, seriamente, rischia anche di essere interessante. Ma non è neanche questo il punto. 
Il punto non è neanche quanto mi sono divertita a seguire l'evoluzione dei commenti a questo proposito. I primissimi commenti a caldo, di matrice italiana, sia chiaro, era tutti, più o meno, del seguente tenore: speriamo abbia subito un calo delle prestazioni fisiche. Qui c'era seriamente chi credeva che, uno sportivo, per quanto folle, eccentrico e maniaco, ma uno sportivo a quei livelli, potesse mandare in vacca una carriera, una vita, una professione, seguendo scelleratamente una dieta a caso strappata dall'ultima pagina dei consigli di viversaniebelli. Avevo detto che non era questo il punto, non rendiamo questo il punto.
Il punto è che la dieta a base di piante di Hamilton non avrà di certo il potere di salvare il mondo dai terremoti, dagli uragani e dai nubifragi però... the butterfly effect! Da quando lui ha rinunciato alla carne e ai derivati animali alla Ferrari non ne va più bene una. Prima si schiantano, poi fondono, poi non sanno come portare avanti il triplo complotto incrociato, poi il candellotto ed ancora mi aspetto cosa potrà mai accadere questa settimana.

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Servizio pubblico

Io non voglio essere una di quelle persone che, vantandosi di aver sempre pagato il canone, alzano in alto il dito per lamentarsi dell'offerta televisiva della RAI. Non voglio neanche essere una di quelle persone che si lamentano del debole servizio della RAI reso in funzione della Formula 1... insomma, "servizio pubblico" ha una accezione molto  più ampia, non vedo come possa essere ritenuto uno dei servizi essenziali da garantire anche la copertura H24 della Formula 1 nel modo in cui la vorrei, nei tempi in cui la vorrei. Però ho un però. Una cosa che devo dire, perchè ci sta. 
Già qua abbiamo perso da un pezzo il diritto di vedere una gara in diretta e, quando le gare stanno in Giappone, a me la cosa va persino piuttosto bene: alla domenica dormo! Non ci penso neanche ad alzarmi all'alba e approfitto della differita per far finta di niente fino alle due e fingere che sia in diretta.
Poi però capita di dover fare attenzione come se non ci fosse un domani perchè la gara viene mandata in differita subito dopo il TG dell'ora di pranzo e, inevitabilmente, l'ultima notizia è quella di sport... quella di sport che ti spoilera come va a finire la gara. Allora bisogna fare il triplo salto mortale, evitare il TG, perchè loro potrebbero far finta di niente, non dare la notizia e godersi a tutto tondo la loro differita, ma no, ed anche se togli l'audio il risultato appare nel sottopancia.
Ormai sono cintura nera di schivatura spoiler: non accendo più la TV 5 minuti prima ma all'ora esatta... così non rischio di beccare il TG. Forse perdo la partenza? Forse perdo il giro di ricognizione? No: mi becco in pieno un tipo in giacca e cravatta che tratta la notizia come se parlasse dell'attentato di Nizza, impettito, serioso, quasi sconfortato nel tono di voce, che vorrebbe introdurmi al GP ... ma mi racconta come va a finire. E si riprende la linea dopo il traguardo credendosi più interessante di quanto accade sul podio. No! Non è così che si fa.

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Piove, guarda come piove

Saltano le prove libere, liberate la fantasia.

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