lunedì 19 febbraio 2018

Best Formula Gossip of the year

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- Lewis's Karma -

Vediamo se posso riassumere brevemente i fatti dell'ultimo anno, perchè andrebbero analizzati, proprio sociologicamente intendo, per anni, ma  al momento non abbiamo tempo. Come al solito sono in ritardo di una vita con la pubblicazione dei post rispetto allo scorrere del tempo e della mia vita, e mi sono resa conto, l'ho già fatto da tempo a dire il vero, che parlo troppo di Hamilton. 
Tutto è incominciato dopo l'estate, dopo la pausa estiva, quando da un momento all'altro Hamilton se ne esce fuori con la panzanata della dieta vegana. Come si suol dire, c'è andato giù pesante. Appena è stato colpito dal morbo pareva in botta completa, non parlava d'altro e non fotografava altro. Ore di storie su instagram a parlarci degli effetti negativi della dieta onnivora sul corpo umano e sull'ambiente che, seriamente, parevano un castello un po' troppo costruito per arrivare da uno che fino a 15 giorni prima santificava la Nutella. I veri colpi di grazia li ha dati quando ha incominciato a pontificare sui collegamenti tra il consumo eccessivo di carne e derivati animali e le calamità naturali. Fortunatamente si è dato presto una regolata. Qualche volta ci ha aggiornato sulla sua dieta sugli effetti della diversa alimentazione sul suo corpo e sulle prestazioni sportive e, tutto questo, seriamente, rischia anche di essere interessante. Ma non è neanche questo il punto. 
Il punto non è neanche quanto mi sono divertita a seguire l'evoluzione dei commenti a questo proposito. I primissimi commenti a caldo, di matrice italiana, sia chiaro, era tutti, più o meno, del seguente tenore: speriamo abbia subito un calo delle prestazioni fisiche. Qui c'era seriamente chi credeva che, uno sportivo, per quanto folle, eccentrico e maniaco, ma uno sportivo a quei livelli, potesse mandare in vacca una carriera, una vita, una professione, seguendo scelleratamente una dieta a caso strappata dall'ultima pagina dei consigli di viversaniebelli. Avevo detto che non era questo il punto, non rendiamo questo il punto.
Il punto è che la dieta a base di piante di Hamilton non avrà di certo il potere di salvare il mondo dai terremoti, dagli uragani e dai nubifragi però... the butterfly effect! Da quando lui ha rinunciato alla carne e ai derivati animali alla Ferrari non ne è andata più bene una.
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- Alonso sfonda pareti -

Singapore 2017: Vettel, Raikkonen e Verstappen. La grande partenza... e tutto il resto è storia. Ma non è la sola storia: là dietro, da qualche parte, mentre davanti a tutti si stava inscenando lo spettacolo che ben ricordiamo Fernando Alonso veniva colpito in pieno e veniva così fermata una di quelle grandi partenze (rare, per l'amore del cielo) che avrebbero potuto regalargli magari non un podio ma quasi sicuramente una buona dose di punti iridati. Ma eravamo "solo" in partenza, probabilmente la vettura avrebbe comunque fuso prima della bandiera a scacchi... ma non lo sapremo mai. 
Gossip succoso: qualcuno pare aver avvistato un buco in una parete della sua stanzetta nell'hospitality McLaren. 15 giorni dopo il mistero è stato risolto: è stato Alonso. Ha sfondato un muro a pugni. Ma che, davvero?
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- 1234 -

Siamo in Giappone e il podio è dominato dai RedBull boyz, con Ricciardo anima della festa, che complotta con il suo miglior nemico, the kid, Max Verstappen per tirare un brutto scherzo al Re dei social. Mai dimenticare un telefono appoggiato sul podio, mai perdere di vista, senza un pin di sblocco adeguato, uno smartphone nei dintorni di Daniel Ricciardo. Tutto il resto è storia... o meglio, instagram stories, quelle che sono apparse sul profilo di Hamilton.
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- Hulkenberg record breaker -

Ognuno rompe i record che si merita. Nel senso: mica possiamo tutti eccellere. Esistono i record negativi, ma pur sempre traguardi. Hulkenberg ha raggiunto in quel di Monza, a pari merito, il record detenuto da Sutil per il maggior numero di gran premi disputati senza aver mai sfiorato il podio. A Singapore è entrato direttamente nella leggenda.
La cosa più folle di tutte è che proprio a Singapore, subito dopo la bagarre iniziale, per qualche istante Hulk è stato veramente in terza piazza. Ha dovuto rinunciare in fretta causa scelta sbagliata di gomme in partenza: alla fine il karma si è accanito non facendolo neanche arrivare al traguardo, ma ormai il risultato era raggiunto.
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#FreeKimi

Posso orgogliosamente affermarmi come una delle fan di Raikkonen della prima ora e, se permettete, non sono molte le persone che possono dire la stessa cosa. Quando io ho iniziato a tifare Raikkonen in Ferrari eravamo ancora nel pieno dell'era Schumacheriana, quella in cui vinceva tutto ed a ogni costo, seguire la Formula 1 significava seguire la Ferrari... e io ero piccola, in piena fase adolescenziale, ascoltavo i Back Street Boys e Raikkonen era giovane, biondo e figo: tutte ottime ragioni per tifare per lui. Poi ha iniziato a bere come una zampogna, ingrassare, passare in ferrari, scappare dalla ferrari e continuare a bere\ingrassare\passare in ferrari a ciclo continuo. Oggi sono un po' più grande, in effetti qualche annetto è passato, sono uscita tra alti e bassi dall'adolescenza e nutro profonde perplessità davanti al caschetto biondo di Nick Carter. Non posso di certo definirmi ancora la migliore delle fan di Raikkonen però sono un tipo nostalgico, ascolto gli 883 e mi struggo per gli anni d'oro in motorino sempre in due. Al netto della mia nostalgia canaglia provo delle profondissime fitte al mio tenero cuoricino nel veder Kimi Raikkonen trattato in questo modo! 
Non è così che si trattano le vecchie glorie, al massimo gli si mette un microfono in mano e le si manda ad intervistare gli ex colleghi a bordo pista, ma non le si trattano così. Se poi, come nel caso specifico, la vecchia gloria abbia sempre dimostrato un po' di refrattarietà alle interviste e non assicuri grandi risultati anche una volta passata dalla parte opposta del microfono, mi può anche andar bene che continui a guidare, ma non è assolutamente assolutamente il caso che lo si tratti come l'ultimo dei servi. Quest'anno si è parlato molto di "dover difendere" il proprio compagno di squadra, una cosa che non sta nè il cielo nè in Terra. Perchè lì, quello che avrebbe dovuto fare era la sua gara. Invece abbiamo assistito mentre gli tagliavano le gambe, pretendere che la sua gara fosse sacrificabile. Lo abbiamo visto rallentare all'uscita della pit lane per dare modo a Vettel di mantenere la prima posizione, accostare per far passare il compagno di squadra o bruciarsi le qualifiche per permettere a Vettel di prendergli la scia.. Sono cose che non fanno bene allo sport e allo spirito. Sono cose che non fanno bene al Kimi Raikkonen che fu un tempo. Sono cose che mi portano a sottoscrivere a doppia mandata la petizione #freeKimi.
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- Il giro in più -

Anche gli sbandieratori si sono addormentati! Non c'è altra soluzione. Il fatto è il seguente: Singapore è la gara più noiosa del mondo. Quest'anno c'è stato un piccolo twist, questa faccenda del deep impact di inizio gara. In fatto è che da quel momento in poi basta suspense e basti fatti interessanti. Perchè no: un Ericsson che si auto-testacodizza sull'asciutto e ingorga il traffico per decenni costringendo la Safety agli straordinari, non lo considero un fatto emozionante. Dopo due ore, sia benedetto il regolamento, questo strazio è stato interrotto ed eravamo ben lontani dalla meta. Il problema è che allo scadere del tempo, in teoria ben rimarcato dal cronometro il sovrimpressione, la gara non è finita. Nessuno ha sbandierato un bel niente, niente fuochi d'artificio. Lo sbandieratore era morto di sonno, forse. Nel dubbio: daje fin quando dall'altro qualcuno non dice basta. Basta!
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Tutti contro Nongiò

Figli degli anni 90: radunatevi al mio cospetto! Chi di voi non ricorda con quel velo di nostalgia ed un filo di malinconia i pomeriggi trascorsi a guardare MTV? Tra l'altro, all'epoca, aveva dei programmi pazzeschi, era un canale prettamente musicale e sfornava personaggioni ogni giorno. Poi c'era Nongiò, in arte, nella vita Francesco Mandelli, che presentava Select. Ed anche quel programma con lo studio a scalinata verde, che forse era proprio Select, o forse no. Comunque sia ha sempre avuto la sfiga di presentare quei programmi che non mi piacevano tanto. Poi si è convertito ad soliti idioti e io seriamente, alle battute dei soliti idioti non sono mai riuscita a ridere. Vabbè, lo conosciamo tutti.
Quello che non sappiamo è che il web si è scagliato contro di lui dopo la fugace apparizione ai box ferrari in suolo austriaco. Su cosa ci facesse in Austria neanche un cenno in merito, però pare che siano poco andate giù al grande pubblico alcune delle sue dichiarazioni. No, perchè una delle cose che a quanto pare erano meno note della sua persona, è il fatto che si dichiari essere uno dei massimi esperti in materia di Formula 1. Tifa Ferrari (banalità ne abbiamo?) ma si trova in difficoltà a dover scegliere il nome di uno dei piloti attualmente in attività... dopo Alesì nessuno lo ha più convinto pienamente, ma se dovesse azzardare un nome farebbe quello di Sainz. Uno dei massimi esperti in fatto di formula 1. Non ho capito esattamente dove \ come e perchè abbia reso le dichiarazioni della discordia ma da una settimana il mondo del web inveisce contro di lui... e lui inveisce continuando a sostenere di essere uno dei massimi esperti. Anzi no, una cosa l'ho capita: le dichiarazioni le ha rese a sky e buona parte del torrone ha riguardato chi sia più forte tra Ricciardo e Verstappen. Oppure sul fatto che lui sia un tifoso non un esperto. E sulla meritocrazia in Italia. E sul diritto di dire la propria opinione. Tra l'altro la classe e l'eleganza nel pretendere di aver ragione per "aver iniziato a seguire la Formula 1 che l'utero di vostra madre doveva ancora essere fecondato".
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Verstappen depodiato

Dopo il sorpasso al quinto giro la gara di Vettel è stata costellata di alti e bassi, ha trascorso fin troppo tempo in quinta piazza per essere uno che teneva veramente al titolo mondiale… ma la pantomima del “mondiale è ancora aperto \ tutto può succedere” andava portata avanti, quindi ci siamo svegliati a fine gara, abbiamo fatto qualche sorpasso e preteso la seconda piazza. Io lo so di aver già dichiarato in passato che non ci sia “niente di male” nelle seconde guide che cedono la piazza ai contendenti al titolo, non è che me lo posso rimangiare proprio in questa sede facendo figli e figliastri. Non è che se lo fa la Mercedes va bene se lo fanno in Ferrari sono dei complottari maledetti… però questa è circonvenzione di incapace bella e buona. E’ bastato un “Seb è dietro di te” bisbigliato nelle orecchie di Raikkonen che questo si sia spostato ed abbia lasciato la seconda piazza a Vettel. Così, senza colpo ferire. E se posso accettare che formalmente tutto questo sia legittimo e non violi nessuna regola, moralmente, da super fan degli anni d’oro di Raikkonen tutto questo fa male. Trattato come una pezza da piedi, il vecchio e il mare. Arrivo persino a dire che sono stata quasi soddisfatta del sorpasso di Verstappen ai suoi danni, così imparano a mettere KR in un angolo.
Verstappen batte ogni record in fatto di gente buttata fisicamente giù dal podio. 20 anni e siamo già al secondo. Se posso dire la mia (e posso, of course) di cattivo gusto quella scorta armata della FIA a prenderlo di peso e portarlo via il più velocemente possibile… cioè, se stava lì mezzo secondo e gli spiegavano che cosa era successo davvero sarebbe stato un problema? 
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- Kvyat appiedato -

Un'annata difficile per i diritti sindacali dei piloti. Ma i piloti hanno una sigla sindacale di riferimento o devono fare tutto da soli? In ogni caso, nel 2017 una delle vicende che contrattualmente \ umanamente \ moralmente hanno lasciato più a desiderare è stata proprio quella di Kvyat ma, per capirla meglio bisogna guardare un po' al passato. Tutto ha inizio (occhio che ora la prendo alla lontana) nel momento in cui Vettel è passato alla Ferrari: per anni era stato lui il punto di riferimento del team e nessuno era veramente pronto a vederlo allontanare così, chiudendo la porta senza guardare indietro. Quindi lui chiude la porta, Webber lo avevano già pensionato da un pezzo, non restava altro da fare che promuovere qualcuno in prima classe. Il problema è che, là dietro, non è che ci fosse un granchè: il nuovo grande buffo talento non lo avevamo trovato...ma proviamo a metterci sto Kvyat, sia mai che ci portiamo dietro i gran soldoni russi. Non è che Kvyat in prima classe abbia stupito con effetti speciali ma, dando tempo al tempo, qualcosa lo aveva iniziato ad ingranare anche lui. Dopo una prima stagione di tentativi falliti, il secondo anno lo aveva visto partite agguerrito più che mai. Tanto agguerrito che, alla seconda gara, era già riuscito a litigare con Vettel, portarsi dietro tutte le ire funeste dei fan Ferrari.. ma a raggiungere anche il podio! Un genio assoluto, un talento ineguagliabile... che è stato messo in castigo solo che una gara dopo! Nuova lite con Vettel, nuova ira funesta dei fan Ferrari ed un declassamento che nessuno avrebbe meritato. A quanto pare Vertappen in seconda fila non ci poteva proprio stare e la terza vettura ancora non la si vedeva neanche all'orizzonte.
La stagione passa tra dubbi e perplessità ma, quantomeno, in Toro Rosso dimostrano di essere intenzionati a portare avanti il suo progetto. Certamente il primo passaggio in prima classe è stato repentino ma, con un po' di preparazione, avrebbe avuto un senso continuare a lavorare su di lui in vista di una nuova sostituzione in prima fila. Invece no. Prendi un pilota, trattalo male, lascia che ti aspetti per ore. Non solo hanno trovato un nuovo vivace virgulto disposto a pagare meglio per prendersi il suo posto, ma lo hanno anche richiamato a sostituire il suo sostituto nel momento in cui questo ha avuto, comunque, di meglio da fare, avrebbero potuto confermare la sua presenza nel momento in cui Sainz ha fatto armi e bagagli anzitempo per andar a trovare fortuna un po' più in là, ma lo hanno definitivamente licenziato nel momento in cui hanno raccattato il primo che passava per strada per fargli guidare la sua vettura.
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- Massa pensionato -

E' stato lungo e difficile ma il lungo percorso per il pensionamento di Felipe Massa è giunto al capolinea. Anche se ho paura a dirlo perchè sai, di 'sti tempi, è capace che domani cambia idea e lo rivediamo nuovamente in pista. Più stempiato e riportato che mai, quest'anno Pippo ha dato il meglio di quel che poteva dare. Si è fatto nuovamente pregare per essere mandato a casa, ha preteso di difendere il proprio seggiolino con le unghie e con i denti, si è messo in competizione con i nuovi giovani virgulti emergenti, si è fatto additare come uno di quei vecchi nostalgici che non lasciano spazio ai giovani talenti e, alla fine, mossa compassione ha deciso di festeggiare l'addio alle armi. Ma festeggiare alla grande. Piangendo, facendosi festeggiare, abbracciare, applaudire un po' da cani e porci, organizzando più feste d'addio di quanto non fosse ragionevole sperare e rendendosi destinatario del team radio che ha commosso il web. E' così, con Felipinho che si dichiara orgoglioso di lui ai microfoni di tutto il mondo, abbiamo chiuso il sipario anche davanti a questa vicenda.

sabato 10 febbraio 2018

FormulaGossip - il 2018 è alle porte - Parte 3 -

La intro a questi post è sempre la stessa, quindi vediamo di non perderci troppo tempo e andare avanti. 

4) SebVettel ha un piede di Mercedes. 

Questa ormai la si legge una volta al mese e dev'essere vera per forza. Non è ben chiaro che sia la Mercedes che inizia a programmare un dopo Lewis o Vettel che pontifica di sbattere la porta ed aprire un portone abbandonando il team in rosso ed emulando le epiche imprese di Fernando Alonso che, all'ennesimo mondiale promesso e sfumato ho deciso di cercare fortuna altrove. Che poi questa fa ridere... perchè di base è sempre stato il pilota più fortunato del globo, solo che ha fatto scelte del cavolo. E non c'è fortuna che tenga davanti ad un motore Honda. Da questo punto di vista le scelte di Vettel sono sempre state quantomeno un po' più lungimiranti... 
Le prime voci sono girate dopo il Gran Galà di chiusura della scorsa stagione. Proprio quel gran galà al quale Lewis Hamilton si è presentato il suo premio con una tuta di ciniglia mentre tutti gli altri facevano finta di non conoscerlo. A forza di ignorarlo è pure andata a finire che Vettel e Toto si siano incontrati ed insieme a loro si siano ritrovate anche le rispettive dolci metà.
Se da un lato Toto Wolff  nega di essere interessato a Vettel essendoci, tra l'altro, in ballo proprio in questi giorni anche il rinnovone di Lewis Hamilton, Vettel non nega che un dialogo ci sia stato... ma solo perchè sono vicini di casa in Svizzera. Svizzera, là dove tutti abitano per i prati verdi, l'aria fresca e l'acqua linda di nosci muntagni. Gli ultimi scatti rubati vedrebbero il buon Toto, Bodo Uebber (uno di quelli che gestisce il portafoglio) e Sebastian Vettel parlare non troppo lontano dallo sguardo indiscreto di Niki Lauda, il cui ruolo in Mercedes non è che sia chiaro a tutti ma Lui comunque guarda e giudica. Tutti. I tre intenti in folli chiacchierate sono stati immortalati sugli spalti della coppa del mondo di sci... e qualcuno urla allo scandalo: un pilota ferrari non dovrebbe comportarsi così! Ma così come? Non dovrebbe rivolgere la parola al vicino di casa? Anche perchè Vettel, tecnicamente, sarebbe legato al cavallino rampante (almeno) fino al 2020. Sappiamo tutti che i contratti da quelle parti valgono come carta straccia e, sinceramente, gli auguro di aver sabotato la copia del contratto che ha firmato e restituito... diciamo che forse tutte queste chiacchiere sono un filo anticipate. 

5) Tutti pazzi per Kubica. 

Ora sto per dire qualcosa di assolutamente impopolare e, se ti piace pensarla come la massa, ma non come Pippo Massa, per favore abbandona questa pagina e ci vediamo un'altra volta. 
Su queste pagine ho già raccontato più di una volta il mio storico scambio di vedute con la cara Fangio, arzilla nostalgica di un diverso modello di Formula 1 con la quale, in una diversa generazione di blogging, ho discusso del futuro di Kubica abbattendo ogni barriera dello spazio/tempo. 
Riassunto delle puntate precedenti: l'incidente di Kubica era appena accaduto, lei era convinta che prima di quanto avremmo mai potuto immaginare sarebbe tornato in Formula 1 più forte di prima, io le facevo notare che tutto quello era praticamente impossibile. A così tanti anni di distanza, durante la scorsa stagione, questa antica discussione mi è tornata alla mente ed è diventata attuale più che mai perchè di ritorno di Kubica si è parlato seriamente. E se dietro al suo ritorno ci si è messo pure quel gran genio del suo amico (Rosberg, uno che non ho capito di preciso cosa ci faccia in ufficio ma la disposizione dell'oggettistica sul piano di vetro è davvero molto tumblr) non poteva che essere una cosa certa. Ovviamente no. Non ci ho creduto neanche per un secondo e... indovinate un po'? Non è successo.
Ora ve ne dico una bella: prima del suo incidente Robert Kubica ha trascorso cinque stagioni in Formula 1. Non dico che debbano essere tutti grandi talenti come Verstappen (è una battuta, si è capito?) e già dopo il primo anno finire in un top team... però non è che se lo siano filati in molto a suo tempo. C'è stato un quarto posto in campionato che ha meritato tutta la stima e l'attenzione di molti, soprattutto per essersi portato a casa più punti di Alonso in Renault (aggiungo: era il 2008, l'anno di Piquet a muro e tutta la pantomima di Singapore) ma, anche dopo quel quarto posto è rimasto in Sauber (nessun top team si è strappato i capelli per averlo). Ed anche dopo questa nuova stagione in Sauber è finito in Renault (era il 2010 e la Renault - grazie a Briatore - Alonso - il muro di Singapore e Piquet il kamikaze - aveva già smesso di essere un top team da un'era geologica). Dov'era tutta questa attenzione delle varie Ferrari, McLaren... a quel punto stava già persino incominciando ad esistere pure la Mercedes? Tre, due, uno... non c'era. O se c'era dormiva. 
Poi però ha avuto l'incidente, quindi sia glorificato il nome di Robert e, lo ammetto, all'epoca stava simpatico anche a me... ma seriamente un ritorno in formula 1? Poi ci lamentiamo delle vecchie glorie che non lasciano il sedile a qualche giovane talento in panchina, ma far rientrare Kubica non sarebbe un altro (estremo) sacrificio a qualche giovane talento panchinato? 
Anche perchè, farei notare, che qua siamo davanti ad uno degli sport più competitivi del mondo, uno sport che mette costantemente a dura prova i fisici di chi lo pratica. Mica per niente molti piloti di formula 1, dopo aver chiuso la carriera in quel campo, si ricicla in altri sport e gli va anche molto bene... per quanto io abbia preso in giro Pippo Massa, lo Zio Mickey e tanti altri prima di loro per reumatismi o mal di schiena vari, per portare a casa delle gare di Formula 1 ed uscirne indenni ci vogliono delle prestazioni fisiche più che eccellenti. Ci vuole forza fisica, resistenza, riflessi.
E Robert Kubica dopo quel primo incidente ne ha avuto un altro. Ha gambe e braccia fratturate e ricomposte in più punti, non ha la mobilità del braccio destro, ha bisogno di vetture che siano riadattate al suo handicap. Ed ha 33 anni, l'età in cui molti iniziano a pontificare il rientro. Io sono certa che ad oggi Robert Kubica con un braccio solo sappia guidare meglio di me che riesco ad usarle ancora tutte e due... e sono anche certa che, con quel solo braccio buono, potrebbe arrivare qua e tirarmi un manrovescio dal quale non saprei come difendermi... qua però stiamo parlando di Formula 1. Siamo seri a volerlo nuovamente in pista? Ma soprattutto: a quale scopo? A farlo girare in tondo come una mascotte o oltre a pensare che possa rientrare in Formula 1 pensiamo anche che possa tornare a vincere? 
Poi intendiamoci, visto che fa figo passare per quelli che hanno creduto in Kubica, una terza guida non la si nega a nessuno. Chiedere a Susy Wolff quante volte è scesa in pista come terza guida.

giovedì 8 febbraio 2018

Domani è un altro giorno - 2017 Edition - Campionato costruttori

Domani è un altro giorno è l'appuntamento dalla cadenza annuale volta a premiare (con il mio personale riconoscimento) l'eroe della stagione. Colui che ha lasciato il segno, non solo nella storia della massima serie dell'automobilismo, ma anche e soprattutto sulla fiancata di quelli che lo circondano, sui muretti o sui guard rail. Insomma, coloro che hanno lasciato una traccia indelebile del proprio passaggio. 
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Nomination:

  "Domani è un altro giorno - Costruttori"

1) Ferrari tu conosci il nome ha creato solo confusione
2) Toro Rosso chiamatemi l'ufficio legale
3) Sauber perchè c'erano anche loro, nel caso non li aveste visti
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And the winner is...

Ferrari

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Tripletta clamorosa per il team di Maranello. Terza vittoria di campionato, ancora una volta assolutamente meritatissima. E ricordiamoci che, anche l'anno scorso, pur non vincendo andarono davvero davvero vicino.

Come non premiare loro con il "domani è un altro giorno award"? Come non guardarli in faccia dopo l'ennesima delusione motoristica e non augurargli, con una pacca sulla spalla, che in fondo in fondo il tempo è l'unica cura possibile (grazie Max, tra l'altro) e che guardando avanti le cose non potranno far altro che migliorare? Perchè il premio del domani è un altro giorno non è che viene attribuito a tutti quelli a cui le cose vanno male, sarebbe troppo facile. Statisticamente se le cose vanno male non possono far altro che migliorare. Qui si premia proprio il mai una gioia, la delusione, quel per un attimo ho pensato di farcela eppure..., insomma: è un sentimento complesso che è più facile capire che spiegare a parole e, vi assicuro, che in Ferrari lo hanno capito benissimo.
All'inizio della stagione le cose parevano quasi andare per il verso giusto. Dopo un decennio di brutte figure, parole al vento, delusioni marcate e maratone di face palm, finalmente la vettura ha offerto ai suoi tifosi una gioia. Il campionato si è aperto con una vittoria in Australia ma salire sul carro dei vincitori alla prima gara non mi sembra la migliore delle strategie. Quantomeno da un punto di vista scaramantico. Per qualche gara l'hanno fatta vedere a tutti, Hamilton in Mercedes ha zoppicato un po', Bottas non era esattamente della partita, Raikkonen fungeva espressamente la funzione di galoppino da contratto ed è stato fin troppo facile montarsi la testa.
Il problema è che, mentre loro se la montavano, quelli di là la abbassavano per offrire uno sviluppo decente alla monoposto. Il risultato è stato disarmante. Una sconfitta che ha pesato, più che sull'aspetto meccanico delle vetture, su quello emotivo. Più in Mercedes miglioravano e lavoravano su questo aspetto, più in Ferrari si innervosivano e combinavano pasticci. Eclatante quello di Singapore ma di certo non il primo e non il più marcato. A mia opinione il momento esatto in cui in Ferrari hanno mandato a monte il mondiale è stato Silverstone. Singapore è stato il momento in cui anche loro lo hanno capito.
Questo lo dicevo ad agosto:
No, perchè io ricordo - e non era affatto tanto tempo fa - l'anno in cui la Ferrari (Alonso, ndr) chiuse la prima metà di campionato con 40 punti di vantaggio sul secondo, vaneggiando in termini di "amministrazione del vantaggio", per perdere inesorabilmente tutto... ed anche un po' di più... proprio dal Belgio in poi. Giusto in tempo perchè Vettel (all'epoca l'altro) riuscisse a portarsi a casa il titolo mondiale. Questa stagione sta lentamente andando ad assumere sempre più i tratti di quella là. 
Ad agosto eravamo nel bel mezzo della pausa estiva, Vettel aveva appena vinto in Ungheria e la Ferrari si stava già autocoronando campione della fuffa assoluta. Il rientro in pista dopo l'estate mi ha dato assolutamente ragione. E' evidente il miglioramento tecnico delle vetture ma ancora più evidente il fatto che le gare e i campionati si vincono anche con altro. Vettel dovrebbe ben saperlo... la Ferrari no. Ha portato titoli mondiali a chili quando c'era un'evidente superiorità motoristica, ha perso la bussola non appena ha trovato dei concorrenti. Almeno metà campionato lo hanno trascorso a guardare i difetti altrui, ad elaborare strategie folli sulla base delle quali sacrificare Raikkonen avrebbe dovuto in qualche modo dare vantaggio a Vettel. Hamilton in Ungheria ha restituito la posizione a Bottas. Si può dire che sia stata una sconfitta del karma o la buttiamo sul realistico e imputiamo tutto ad una certa mala gestio del team?
Ma riguardiamo la stagione nel dettaglio.
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Australia: Sebastian Vettel - dritto verso l'obiettivo a testa bassa. Debutto figlio della buona sorte per Sebastian Vettel tornato ad essere quello di qualche anno fa. Ha abbassato la testa non ha chiesto niente a nessuno ed è giunto sino alla bandiera a scacchi portando a casa la sua quarta vittoria in tre anni, il che non è certo un gran risultato per uno che in teoria dovrebbe vantare quatto titoli mondiali. Quattro titoli mondiali che sembrano già un'eternità fa. Ci ha persino deliziato con un ballettino ormai entrato nella storia dei Meme della Formula 1 e che non ripubblicherò qua per decenza.
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Cina: Vettel rompe gli indigi. Una gara terminata in seconda posizione per Sebastian Vettel che, alla luce di come stava andando fino a metà, non può far altro che leccarsi le dita ed essere soddisfatto di quando è stato in grado di recuperare. Arenato dietro Raikkonen dopo il primo giro a cambiar gomme, si è trovato in una pessima situazione. Raikkonen, anche davanti alle presunte difficoltà della vettura, non si è reso disponibile a lasciar passare il compagno con molta facilità il quale, una volta intuito come sarebbero andate a finire le cose, ha rotto gli indugi, finendo in zona podio in un paio di giri e facendo anche le scarpe a Verstappen alla prima occasione.
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Bahrain: Vettel pippa Hamilton in partenza. E non c'è più gara per nessuno. E l'ego Ferrari torna a gonfiarsi. 
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Russia: Le scarpette rosse di SebVettel. Non cercate di indagare su quale fosse la chiave del successo per Seb Vettel prima dia pprodare in Russia: la soluzione è la scarpetta magica. Una nuova super tecnologia applicata agli indumenti in grado di trasformare un semplice scarponcino in qualcosa che... che... insomma. In qualcosa che, prima di tutto, deve essere indossato ai piedi. Con il quale deve andare a pigiare gli stessi pedali che ha sempre pigiato, ma meglio. Mica per niente in Russia quest'anno Bottas si è portato a casa la gara. Bottas! Ho come l'impressione che qui l'attenzione stava già per orientarsi su dettagli secondari.
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Spagna: quel paio di scorrettezze rimaste impunite. Certamente Vettel non può essere più felice di così, a trovarsi casualmente su una ferrari tornata a fasti d'un tempo. Stava quasi per concretizzarsi il miraggio del quinto titolo mondiale ma già a partire dal gran premio di spagna qualcosa da rimproverarsi però lo ha. Certo, non è colpa sua il decadimento di certe prestazioni della vettura giunte nel momento di maggior bisogno... ma mettiamola come una questione karmica. Il Karma ha aggiustato quello che in altri momenti di gara è rimasto impunito. Tipo quel doppio/triplo/quadruplo cambio di direzione prima di superare Bottas o una certa foga nello sbatter fuori pista Hamilton al rientro di pit stop.
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Monaco: questa non gliela dovevate fare. Nuova vittoria per Sebastian Vettel, pronto a mettere un ulteriore piedino avanti in classica iridata senza guardare in faccia a nessuno. Il vero problema è che a questo giro la fiaccia alla quale non ha prestato molta attenzione è quella di Kimi Raikkonen... il che ha lasciato un po' d'amaro in bocca a tanti. Mettiamola così: il modo in cui è andato a vincere Vettel è stata una vera canagliata di squadra, due diverse strategie, una per forza di cose migliore dell'altra uscite dallo stesso box e diretta a due diversi piloti con lo scopo preciso di avvantaggiare uno a dispetto dell'altro. Quello che lascia l'amaro in bocca è che il "dispetto" sia stato fatto a danno di Kimi Raikkonen del cui trionfo dopo la pole del giorno prima eravamo già tutti pronti a gioire e sarebbe stato veramente un bel momento per lo sport in generale. Secondo motivo: il fatto che non ce ne fosse affatto bisogno, il mondiale è ancora lungo, Vettel è già in testa alla classifica e in questa gara era davvero scontato tenere Hamilton a distanza di sicurezza. Terzo motivo: l'averla fatta tanto sporca. Quantomeno sarebbe stato di buon gusto che Vettel festeggiasse un po' meno sul podio.
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Canada: Tutta la boria mostrata dal Ferrari's boyz nei giorni precedenti alla gara è venuta meno nell'esatto istante in cui i semafori rossi si sono spenti e non uno... ma ben due di quelli che stravano belli belli piazzati dietro hanno beffato Vettel: erano Verstappen e Bottas, pronti a combattere per riservare un minuto di gloria nella storia tutto per sè. Qualcuno in giro per la pista si spiaccica, entra la Safety Car ... e questo non sarebbe dovuto essere neanche un loro problema se non per il fatto che l'alettone di Vettel deve essere sostituito e nessuno se ne era accorto un solo secondo prima: rientro al box forzato e ritorno in pista in 18esima posizione.
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Azerbaigian: uno dei punto più bassi della storia. Inutile che torno a raccontarvelo. Ipotizzando per un solo istante che Vettel abbia avuto l'impressione che Hamilton abbia rallentato eccessivamente (teoria smontata successivamente dalle telemetrie della vettura che non riportano alcuna frenata ed alcun rallentamento), capisco che gli sia finito dentro e che lo abbia voluto mandare al diavolo. Ma quella storia dell'affiancarlo e andargli addosso? Ma neanche in tangenziale all'ora di punta.
No, seriamente, io capisco il tifo sfrenato ad ogni costo per una Ferrari che dopo anni è tornata a vincere qualcosa, però cosa c'è da difendere ad ogni costo? Questa è stata una porcata punto e basta.
Qualcuno, dopo il GP di Baku, si deve essere domandato: non è che ho fatto una ca**ata? 
State tranquilli che quella persona non era Vettel. Qualcuno deve essersi reso conto di aver sanzionato un pilota che prende a sportellate volontariamente un altro pilota con soli 10 secondi di penalità... qualcosa tipo un buffetto sulla guancia facendosi promettere che non lo farà mai più. 
Quindi l'idea geniale: perchè non aggiungiamo qualcosa? Riaperte le indagini in palese violazione di uno dei principi cardine di ogni ordinamento democratico, una settimana intera a discutere se fosse giusto o sbagliato, a calcolare e ricalcolare quante parole del gatto sono state pronunciate ai fini dell'accertamento del dolo della condotta, a rimestare nel torbido e giudicare i gidicanti fin quando non si è deciso per un bel tarallucci&vino bipartisan.

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Austria: dopo la vicenda di Baku in Ferrari si saranno ritrovati tutti con i nervi a fior di pelle e non c'era verso di placarli non si placano: se a Baku hanno visto una frenata di Hamilton che neanche le telemetrie sono state in grado di rilevare, questa volta è il turno del jump start di Bottas. Dopo i primi quattro replay che hanno seguito il lancio del sasso sinceramente non avevo idea di che diavolo stessero parlando tutti quanti: il mio occhio non era assolutamente in grado di percepire alcuno scatto anticipato. Poi è giunto il quinto replay ed allora mi è giunto il sospetto di non essere più completamente lucida. Alla fine è giunta la comunicazione ufficiale. Non c'è stato alcuno jump start: Bottas è partito regolarmente, con dei riflessi ammirevoli ma regolarmente. Ma se passi metà gara a lagnarti delle partenze altrui la cosa meno grave che i può capitare è di non concentrarti sulla tua strategia: risultato finale una nuova vittoria regalata a Bottas.
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Gran Bretagna: London calling. Partiamo da un punto di partenza imprescindibile: la gara di Vettel a Silverstone ha fatto pietà. E non c'è  nulla che riguardi da vicino quella settima piazza di chiusura finale. La schifezza vera e propria è nata sin dall'inizio, si da quando riesce a partire abbastanza male da perdere la posizione su Verstappen. Venti giri passati dietro di lui senza riuscire a superarlo e poi l'idea geniale: il metodo più figo di tutti per riprendersi quanto è di diritto. Anticipa il cambio gomme e, guardacaso, quelle stesse gomme che ha messo troppo in fretta lo abbandonano ad un giro dalla fine esplodendo malamente ed obbligandolo a rientrare per una sostanza in zona cesarinissssssimi. Scivola, in men che non si dica, dalla terza alla settima piazza probabilmente ringraziando il cielo di essere riuscito a concludere a punti. O forse, molto più probabilmente, non ha ringraziato niente e nessuno ma ha tirato giù cristi in almeno un paio di lingue, forse tre, che sono quelle con cui ha maggiore dimestichezza al momento.
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Ungheria: #FreeKimi. Mentre Vettel si diverte a bomba curvando per andar dritto e tenendo il volante dritto per curvare (problema noioso allo sterzo che tralascio) là dietro c'era un uomo... un uomo che sarà stato anche di ghiaccio ma che aveva delle esigenze. Per esempio quella di non farsi prendere a calci nel sedere dagli uomini Mercedes. Invece Kimi-mai-una-gioia-Raikkonen non ha diritto ad alcuna soddisfazione: lo dice il contratto. Anche se Vettel ha degli apparenti problemi tecnici, anche se Vettel non riesce a tenere una velocità decente, lui non ha diritto a tentare un sorpasso. O ottenere un sorpasso se Vettel cortesemente si toglie dai piedi con spirito di fratellanza ed amicizia. O sportività. E' stato bello sentirlo ribellarsi in team radio. E' stato triste essere costretti a rimanere impassibili davanti all'ennesimo soppruso dei potenti a danno degli indifesi. #FreeKimi

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Belgio: amministratore di vantaggio.
La volta in cui Vettel ha avuto il maggiore distacco da Hamilton è stato di 2 secondi: in sostanza, un'intera gara attaccato al suo deretano e non sei riuscito a fare niente di più? 44 eterni giri di inseguimento e neanche un tentativo di sorpasso. 44 giri ad un secondo e mezzo di distanza, un distacco freddo, calcolato, fatto giusto in modo perchè nessuno da dietro mirasse alla sua posizione ma senza prendersi alcun rischio per fare un balzo in avanti. E magari ha fatto pensava anche di fare bene perchè avendo ancora 7 punti di vantaggio su Hamilton in classifica generale ma... intendeva veramente andare a vincere il mondiale calcolando il rischio minore, non sorpassando se proprio non necessario e amministrando il vantaggio?
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Italia: 36 seconds. Cari amici ferraristi, non sforzatevi di capire cosa non andasse sulla Ferrari di domenica scorsa. E' lo stesso team a non aver capito cosa possa esser successo e, francamente, credo che pecchino un po' di ingenuità. All'inizio hanno temuto la pioggia, promettendo che sull'asciutto le cose sarebbero andate meglio. Poi è arrivato l'asciutto e... sempre meglio di una McLaren (come direbbe Alonso). 
Ingenui che non sono altro: il vero problema è la presenza di Marchionne ai box, opera subdolamente ma incessantemente. E non venitemi a dire che non credere a queste cose e che son tutte superstizioni: la verità è davanti agli occhi di tutti. Oppure qualcuno mi vuole trovare una motivazione più convincente ai 36 secondi di ritardo di Vettel su Hamilton?
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Singapore - la grande partenza. Questo è stato certamente l'evento dell'anno ed è quello che accomuna i vincitori del domani è un altro giorno piloti e costruttori: l'intero team Ferrari e Max Verstappen protagonisti della partenza col botto per antonomasia. In prima fila Vettel e Verstappen. La domenica ci ha accolto sotto ad un simpatico scroscio di pioggia, una cosa che avrebbe potuto tranquillamente far posticipare l'inizio della gara ma, a quanto pare, al di fuori del terreno dell'Unione Europea siamo un po' tutti meno suscettibili. Raikkonen dalla seconda fila tenta di fare un passo più lungo della gamba, Verstappen spererebbe di non farsi fregare da nessuno, Vettel mira a non farsi fregare la pole position dal nano. Peccato che queste tre traiettorie mirino tutte esattamente allo stesso punto e l'impatto è inevitabile. E devastante. Verstappen e Raikkonen muoiono sul colpo, Vettel rantola un po' più in là, poi inciampa sulle sue stesse stringhe e sfracella metà vettura contro una barriera protettiva e percorre metà pista in retromarcia prima di fermarsi.Tutto il resto è storia.
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Malesia: crederci sempre, arrendersi pure. Come se le cose non fossero tracollate abbastanza a questo punto del campionato, la Malesia ha dimostrato ancora una volta come le strategie di gara siano ancora più importanti della prestazione della vettura. Ci sono stati diversi momenti chiave della gara di Vettel. Tipo quando la vettura è venuta meno ed è stato costretto a partire ultimo. Ma non credo. Tipo quando Alonso non gli ha permesso di agguantare Ricciardo. Ma non credo. 
Il vero momento è arrivato nel momento in cui ha ritenuto priorità assoluta l'undercut su Bottas, che è riuscito, ma a quale prezzo? A metà gara lui, o chi per lui, devono aver ben pensato che anticipare il pit per riuscire a superare Bottas fosse una bella idea: mica tanto per una strategia a una sosta che ti obbliga a concludere la gara con le Super-super-ultra-mega Soft. A 10 giri dalla fine le gomme hanno ceduto e non c'è stato più verso di combinare qualcosa di buono. Forse, e dico forse, tentare un sorpasso alla vecchia maniera su Bottas e cambiare le gomme giuste al momento giusto e tenerle fino al termine della gara magari avrebbe aiutato.
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>Giappone: No power. Devo aggiungere altro? 
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USA: Vettel beffa Hamilton ma getta subito la spugna. Buona partenza di Vettel che prende il via con la partenza che non ti aspetti, il colpo di reni dalla sua seconda posizione che avrebbe potuto dare la svolta alla gara. Non mi sarei mai aspettata che, dopo una partenza del genere Vettel gettasse la spugna tanto facilmente. Non mi sarei aspettata che Hamilton con calcolasse quanto fosse preferibile arrivare infondo alla gara piuttosto che arrivare primo. Eppure Hamilton non c’è stato: non c’è stato ad amministrare il vantaggio, in gara si è preso in suoi rischi, al giro 5, superando Vettel e riprendendosi la piazza. 
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Messico: la grande partenza, p. II. Stessa scena già vista a Singapore, cambio di protagonisti. Almeno in parte. Cambia solo Hamilton, che al giro precedente se la era scampata. Vettel e Verstappen avrebbero dovuto imparare la lezione... eppure... eppure Vestappen questo gran premio, alla fine, se lo vince. Hamilton questo campionato, alla fine, se lo vince. Vettel è l'unico che porta a casa il caro vecchio moccolo, quello che è costretto a reggere fino alla fine del campionato.
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Brasile: Vettel pippa Bottas. Ora? Lo supera in partenza e non c'è verso che almeno faccia finta di provarci a farsi rispettare dal proprio prossimo. Dopo tre secondi di gran premio è il seconda posizione e tale arriverà alla fine della gara. Amen: campionato del mondo concluso per tutti.
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Abu Dhabi: remi in barca time.  Questa non la considero neanche.
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  • Piloti già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2017 - Max Verstappen ... una quotidiana guerra con la razionalità.
- per l'anno 2016 - Lewis Hamilton ... sconfitto nella sua battaglia più dura, quella con l'ego.
- per l'anno 2015 - Fernando Alonso ... un uomo sull'orlo della crisi di nervi.
- per l'anno 2014 - Sebastian Vettel ... dalle stelle alle stalle in nove mesi netti.
- per l'anno 2013 - Mark Webber ... con tutti gli acciacchi di salute suoi e della vettura.
- sempre per l'anno 2012 - Michael Schumacher - premio alla carriera.
- per l'anno 2012 - Romain Grosjean
- per l'anno 2011 - Lewis Hamilton
  • Team già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2016 - Red Bull ... vorrei ma non posso.
- per l'anno 2015 - Ferrari ... perchè dev'essere davvero davvero difficile trovare sempre qualcosa di cui lamentarsi.
- per l'anno 2014 - Ferrari ... una scuderia allo sbaraglio.
- per l'anno 2013 - McLaren ... sull'orlo di una crisi di nervi.

martedì 6 febbraio 2018

FormulaGossip - il 2018 è alle porte - Parte 2 -

Il 2018, motoristicamente parlando, è alle porte, sentiamo il friccicorio della vigilia ed eccoci qua ad analizzare criticamente tutto quello che è successo durante questo lungo inverno di patimento. Bene, in due righe sono riuscita a riassumere tutto quello che, nel precedente post, ho detto impiegato l'eternità a dire. Soprassediamo e andiamo avanti. 

2) MammaRAI ha perso i diritti. 

In realtà perdere è una parola un po' troppo forte da usare in questo contesto. Perdere presuppone lottare per qualcosa, qua semplicemente si sono arresi. Hanno alzato le mani e hanno deciso di non partecipare alla divisione della lotta. Inizialmente si è parlato un 4 gare in diretta e il resto in differita e già la cosa aveva lasciato molti insoddisfatti. Per me più mettete in differita le gare orientali più sono felice, quindi non ho commentato troppo la notizia. I fatti buffi sono arrivati in un secondo momento, quando l'indiscrezione iniziale si è rivelata del tutto errata e MammaRAI ha dichiarato apertamente di non aver lottato neanche per le sole differite, aver lasciato tutto alla concorrenza e mandato a casa tutti gli storici collaboratori. Che poi è sempre stata gente che ha commentato le gare di Formula 1 guardando la TV... ma scorrazzata da un lato all'altro del mondo a spese di non si sa bene chi. Insomma, esiste una intera generazione di telespettatori della Formula 1 che ha fatto la propria fortuna commentando cinicamente su internet le scarse prestazioni della telecronaca di bandiera italiana eppure, in questo momento, sembrano già scesi tutti in strada per manifestare il loro dissenso. Il momento più alto di questo teatrino ridicolo probabilmente si è avuto alla raccolta di firme, quando veramente qualcuno ha pensato che potesse bastare una protesta a colpi di calamaio per convincere le alte sfere RAI (che, ricordo, essere prima di tutto una grande impresa e, come tale, sempre dietro a verifiche di bilancio e per la quale ogni decisione deve essere intesa come investimento) a procedere con un acquisto che evidentemente non intendeva (e non poteva, economicamente parlando) fare. 
Ogni pilota in griglia sa che se c'è una cosa dalla quale deve fuggire è l'intervista maledetta di Stella Bruno, ad ogni telespettatore sanguinano le orecchie davanti ai suoi commenti tecnici, Mazzoni ripete da 20 anni sempre gli stessi aneddoti triti e ritriti, cintura nera di statisticone, Ivan Capelli ci delizia annualmente con dettagli tecnici nonostante nessuno abbia più memoria (per sua fortuna) della sua carriera motoristica e di Ettore Giovannelli la gente si domanda ancora come è possibile che 10 anni riuscisse a saltare fludamente dall'inglese al tedesco senza mai incespicare ed oggi a malapena riesca a farsi capire quando parla italiano. Su Youtube il Mazzoni&Capelli Show è stata una delle parentesi più divertenti che mi sia capitato di incontrare nella mia carriera da internauta... ma forse sentiamo la mancanza di quello che abbiamo solo quando ci viene tolto. 
Che bella questo momento da frasi dei baci perugina. 

3) Piloti che vanno, piloti che vengono. 

Parlo di Instagram ovviamente. Con Lewis Hamilton in pausa riflessiva ciò che tutti ci saremmo meno aspettati nella vita è il grande approdo di Kimi Raikkonen. Sarà stato da contratto... ma vi ricordo anche che già qualche mese prima della fine del campionato parlavamo del demone che lo stava possedendo obbligandolo a reagire in modi non usuali. Su instagram la situazione è proprio fuori controllo: dal nickname prescelto che prevede anche il suo secondo nome, fino a ieri noto solo agli addetti ai lavori, alle fotografie e stories inserite a ripetizione. Foto in cui sorride, foto con la moglie, foto mentre scia, foto con i figli. E se la situazione non fosse già anomala di per sè, ci si può anche aggiungere il fatto che, nel frattempo, la moglie ha reso privato il proprio profilo. Proprio lei, proprio lei che fino a ieri (più o meno, insomma, non è che la seguissi assiduamente) era la sola ed unica fonte della pubblicazione di tutti quegli scatti di cui lui era sempre stato geloso custode. C'è qualcosa che non va.

domenica 4 febbraio 2018

FormulaGossip - il 2018 è alle porte - Parte 1 -

Motoristicamente parlando, il 2018 è alle porte. Manca meno di un mese alla presentazione delle vetture, ai primi test inFernali, alle prime dichiarazioni al vetriolo di Alonso al quale non andrà mai bene la vettura e cose di questo spessore. Abbiamo quel tipico friccicorio della vigilia? Io non credo di essere ancora entrata bene nel mood, vediamo di ricapitolare meglio le principali notizie dell'inverno appena trascorso per sentirci un po' più a casa. Alcune di queste notizie sono vecchie come il cucco ma... abbiate pietà di me! Tra l'altro sono tutte notizie vecchie ma alle quali può valere la pena dare un'occhiata con una prospettiva diversa. Quel distacco con cui è possibile guardare ad una notizia solo quando non si è più dentro alla caciara del momento.

1) Lewis Hamilton ha sbottato.

Gliele avete (dico a voi) fatte a fette per una vita, per come si veste, per quello che dice, per l'acconciatura, per i gioielli e lui, dall'alto del suo jet privato, di voi se ne è sempre fregato. Poi è arrivata la finanza, sul jet privato ha iniziato a fare qualche domanda e lui, perseguitato da Equitalia, pur di arrivare a fine mese è stato costretto ad andare persino da Fabio Fazio
Il mondo non gli ha perdonato neanche questo. A Fazio intendo, come se la Rai avesse deciso per colpa sua di convogliare in una sola intervista i soldi che sarebbeFormula 1 (ma di questo parliamo tra un attimo). Se proprio avesse voluto sperperare il patrimonio dell'anno per una botta e via perché non invitare in studio un pilota della Ferrari? E perché diamo la colpa a Fazio che invita Hamilton, ad Hamilton che accetta l'invito (ha equitalia alle calcagna) ma non diamo la colpa ai piloti Ferrari che non accettano gli inviti? No, perchè non mi sembra che, al di fuori di Che tempo che fa, Vettel / Raikkonen e compagnia bella siano sempre dietro a fare ospitate a destra e a manca. Davvero pensate che se fosse stato possibile Fazio non avrebbe ospitato Vettel? Capisco che con Raikkonen non è che si possa avere molto di cui parlare, ma con Vettel mezzora in studio, piazzandoci anche solo una pausa pubblicitaria in mezzo, avrebbe risanato il debito pubblico della nazione. 
ro potuti essere spalmati nell'intera stagione per i diritti di trasmissione della gare di
Ma non era questo il punto.
Hamilton ha sbottato: a natale stava giocando allegro e felice con i suoi nipotini e, visto che era in pijama, nessuno ha potuto criticarlo per come era vestito e sono passati ad analizzare ogni altro dettaglio. Nello specifico, a questo giro, hanno pesato millimetricamente le parole utilizzate nei confronti dei nipotini, uno nello specifico, il maschietto che stava indossando un vestito di carnevale da principessa, per metterlo in croce. L'uscita non era delle più felici, su internet. Insomma, nel salotto di casa propria ognuno di noi ha detto cose di gran lunga peggiori, non neghiamolo. Su internet ridere del fatto che tuo nipote sia vestito da principessa non è politicamente corretto. Anzi peggio, perchè di questi tempi spuntano come funghi gli studi di gender che, sia chiaro, sono sacrosanti, ma non li puoi piazzare ovunque come il prezzemolo. Anche perchè, faccio notare, anche senza volersi buttare nello studio antropologico perchè non sono Temperance Brennan, Lewis stava giocando con suo nipote vestito da principessa... una persona contraria a verder proprio nipote in abiti femminili non lo lascia con vestiti femminili a propria disposizione, se questo li indossa non resta a giocare con lui, non tira fuori il telefono e non lo riprende. In questo caso tutto questo è successo e, dopo una corsa sfrenata nel salotto più grande che io abbia seriamente mai visto (oh mio dio, ma seriamente quel salotto era grande come metà di casa mia!) mentre il bimbo gli lanciava incantesimi con una bacchetta magica adorabile (davvero, davvero adorabile) ecco che esce la battuta tanto criticata e contestata. 
Non che io debba sempre essere qua a fare l'avvocato del diavolo (ma neanche fosse la mia professione!!) ma uno che ha fatto dell'indossare calzini diversi il proprio stile personale può fare sul serio quando parla del modo di vestirsi altrui? Non è comprensibile che qualcuno al quale viene fatta a fette (oggi parlo per sottili francesismi) da anni su ogni aspetto della sua vita, ad un certo punto, sbotti e si chiuda in un angolo dove nessuno lo può più vedere? A livello di social questo va inteso in modo giusto un filo più metaforico di così, ma il concetto non mi sembra tanto lontano dalla realtà. Ha cancellato tutto ma non è sparito. Su questo ovviamente ho delle teorie in merito, perchè tutti abbiamo delle teorie su qualunque cosa ed è inutile che io torni su queste teorie perchè ad oggi, nel momento in cui scrivo, queste si sono rivelate essere tutte totalmente vere! Lewis Hamilton è tornato, non proprio in piena forma, per ora non ha ripreso a registrare anche quando si mette le dita nel naso ma gli sponsor non avrebbero mai permesso che sparisse dalle principali piattaforme social. E' proprio grazie a tutti quei video, tutte le dirette, le foto in ogni istante della sua vita e il materiale compromettente che ha ottenuto questa visibilità. Stiamo parlando di più di 5 milioni e mezzo di followers tanto su twitter che su instagram: secondo voi sono numeri che servono solo a sentirsi meno soli quando alla sera torna a casa ed appoggia la borsa della palestra nell'ingresso o è un (nuovo) modo di svolgere la sua professione al giorno d'oggi? 
Giusto per aggiungere il tocco personale alla notizia più abusata dell'ultimo mese e mezzo, io comunque ho trovato e ho seguito con interesse per tutto il tempo, l'unico social network dal quale Lewis non si è mai allontanato: Spotify. Cercate il suo profilo anche lì, ogni due o tre giorni aggiorna la sua playlist personale con canzoni brutte, ma brutte, brutte, brutte e solo grazie a BOSE che fa da sponsor... però, quando vi sentite abbandonati, e vi domandate se sia ancora vivo, lì la risposta è possibile trovarla. 
Questo post è andato un po' così... facciamo che per le altre notizie ci riaggiorniamo nel prossimo post.

lunedì 29 gennaio 2018

Piccoli Vlogman crescono

Cosa fa un pilota quando non guida? All'inizio reclama orgogliosamente la propria vita al di fuori delle luci della ribalta, si gode la propria privacy, dichiara quanto fosse impegnativo vivere per 20 anni costantemente sotto i riflettori...ed alla fine, quando neanche le interviste di Stella Bruno li vanno più a cercare, ecco che si aprono un canale YouTube per piazzarsi in fronte quella telecamera alla quale dichiaravano di essere tanto allergici. Ecco il caso di Jenson Button. 
Si potrebbe dire che in caro vecchio Jenson ha voluto imitare Rosberg... ma non è proprio così. Jenson Button su YouTube ci stava già da un pezzo. Il suo canale Jenson Button Official risale ben al 2012 anche se di questo deve aver perso interesse, o più semplicemente la password di accesso perchè nella biografia si dichiara ancora pilota McLaren e l'ultimo video risale a quasi tre anni fa. 
Nasce quindi JensonButtonTV, perchè certe generazioni fanno ancora fatica a capire bene la differenza tra vecchi e nuovi media (e, per favore, non leggete midia. M-e-d-i-a, viene dal latino non dall'inglese). 
Il primo episodio della saga si apre a Sepang, Jenson è in macchina, sta guidando e cantando un motivetto natalizio. Siamo sulla strada del circuito e ci vuole veramente un solo secondo prima che, grazie ai miracoli del montaggio, ci ritroviamo a bordo pista, con lo sguardo fisso verso l'infinito mentre lo stesso Jenson Button ci da il benvenuto sul suo nuovo canale. Ed il montaggio, che farà anche i miracoli ma entro il limite del ragionevole, è costretto a mettere i sottotitoli al commovente discorso iniziale non essendo evidentemente ancora entrati nell'ottica del se parli con un motore acceso in sottofondo non si sente una mazza.
Guida, guarda macchine guidate da altri, mangia, torna a guidare e a guardare macchine guidate da altri quindi va in aeroporto, prende un aereo e torna a casa: insomma, come primo vlog lascia un po' a desiderare ma facciamo finta che sia solo un esperimento per prendere e le misure e lasciare un po' meno a desiderare per i prossimi.Tra l'altro, se proprio una conclusione all'esito di questo vlog la devo trarre, è che si rende ancora più palese il fatto che dietro a questo, così come ai vlog di Rosberg, vi sia la mano di un qualche manager alla scoperta dell'acqua calda, certo di poter svoltare con qualcosa che un milione di altri ragazzi, nel buio della loro cameretta, con la webcam farlocca del proprio portatile, hanno scoperto e portato al successo 10 anni fa. Il format piace sempre è economico e funziona? Benissimo, perchè non personalizzarlo? Perchè non dargli almeno un taglio diverso? Qua ci sono pure le stesse musiche in sottofondo!

sabato 20 gennaio 2018

The Vlogman - Novembre 2017

1 - London calling.

Cosa fa un pilota quando non guida? Sta al simulatore per provare una realistica esperienza di guida di una vettura di Formula 1. Tutto torna. Soprattutto perchè Nico dovrebbe essere uno che ha deciso di ritirarsi dalle scene... per la cronaca, zompettando agilmente da un argomento all'altro... il numero di volte in cui ripete il nome di Lewis sta diventando preoccupante. Qualcosa tipo OC/obsessive compulsive.

2 - Berlin, Berlin.

Un attimo di attenzione: anche Vivian ha avuto il permesso di uscire di casa. La avevamo già vista in barca, il mese scorso, ma se ti trovi nel raggio d'azione della vista che hai dalla finestra del tuo salotto non è come uscire di casa per davvero. Certo, dalla sua parte ha il fatto che dalla finestra del salotto domina mezzo Principato... ma questa volta ha preso anche un aereo. Ha indossato un vero vestido da gala ed ha assistito il maritino alla cerimonia del Bambi 2017. Che poi, vista così, metaforicamente parlando non mi pare neanche la migliore delle serate alle quali partecipare, ma siamo ottimisti. Cos'è il premio Bambi? Il riconoscimento attribuito dalla TV tedesca alle persone con visioni e creatività che nell’anno sono riuscite a colpire particolarmente ed entusiasmato il pubblico tedesco. Tipo il telegatto. E per la cronaca, non è che lo abbiano premiato... è lui che ha fatto da valletta a Claudia Schiffer, destinataria dell'ambita statuetta. Tutta questa inversione dei ruoli è così foderna, così visionaria, così progressista che mi sta mettendo i brividi. 

3 - Da non vederci l'ora...

Nico, Nico, l'incorreggibile! Nico, Nico, l'inafferrabile! Nico, Nico, ineguagliabile sei... ed eccolo a Singapore! Perdonate la sigla trashina, ma quando ci vuole ci vuole. 
Di quello che è successo a Singapore non è dato sapere più di tanto, pare abbia disegnato un orologio ma non è chiaro perchè sia dovuto andare fino a Singapore per farlo. Quindici chili di interviste, riprese dal grattacielo con vista sulla pista, proprio nel centro della città. Ricconi che si fanno il bagno ... e che coincidenza: Nico è sempre stato un grande fan degli orologi IWC! Mi sfugge solo il senso di produrne 23: è un numero stupido! Capisco l'edizione limitata ma, tempo che ne distribuisci un po' in famiglia, sono già finiti. Per chi se lo stesse chiedendo: cosa hanno di particolare questi orologi? Dei numeri: da 1 a 12. In senso orario disposti sul quadrante. Magia.

4 - Aspettando Abu Dhabi.

Giusto il tempo di smetterla di guardare le lancette girare e lo ritroviamo pronto a partire per Abu Dhabi. E mentre ci sono io che mi godo la pace ed il silenzio che solo una sala d'attesa all'alba è in grado di offire, Nico ci illustra - probabilmente cercando di autoconvincersi - di quanto sia più pratico e veloce utilizzare un volo privato, anche se la tratta non è molto lunga, per ottimizzare i tempi e riposare un po' di più... Ciao Povery! Ci vediamo al banco check in, dove voi sarete dovuti arrivare con due ore d'anticipo.
Salutati i Povery, eccolo che torna a citare il nome di Lewis invano. Si capisce che sto scherzando, vero? E ci crogioliamo così in quel fiume dei ricordi chiamato Abu Dhabi 2016 con gli occhi lucidi, le tre sole ore di sonno della notte precedente e The World's Greatest in sottofondo. E tutto il resto è storia.

5 - Abu Dhabi.

Cosa fa un pilota quando non guida ad Abu Dhabi? Va in spiaggia! E Nico ci racconta essere il posto in cui quel famoso lunedì mattina si è recato per andare a fare una passeggiata con la sua famiglia e dove, per la prima volta, è uscita l'idea del ritiro. Che poi, parliamone, solo io ricordo video e foto trapelate in quelle ore (grazie anche all'immancabile Daniel Ricciardo, ospite dell'evento)? Perchè, vedete, a me non sembra che il dopo-sbornia sia esattamente il momento migliore per pontificare il futuro... anche se probabilmente il dopo-sbornia è esattamente ciò che giustifica l'aver portato Alaia in quella spiaggia quel giorno.
Arrivano quindi le qualifiche ed ecco il commento tecnico: quella è la mia macchina, quelli sono i miei meccanici, quello è il mio box... e bella la pole di Bottas! Lewis perde sempre motivazione dopo aver vinto un titolo mondiale!
Giusto perchè erano quasi cinque minuti che non faceva il suo nome.
Comunque di questa teoria ne è proprio certo... perchè era qua nel 2015! Poi magari gli spieghiamo che c'era bisogno di dare un contentino alla seconda guida come è stato necessario farlo qua
In ogni caso, da questi vlog pieni di cialtronate, lustrini e scenette prive di interesse, ogni tanto ne traiamo anche qualcosa di interessante... tipo quando viene finalmente a galla quale demone impazzito ha animato quest'anno la faida interna tra le Force India. Abbiamo detto per mesi che, senza più lanci di cappellini in casa Mercedes, avrebbe rischiato di appiattirsi notevolmente se non fosse stato per le due pantere rosa... ed ecco rivelata la verità. Ecco chi si nascondeva dietro a questo capolavoro dell'ingegneria. Questo è quello che si suol dire un abbraccione rivelatore.

mercoledì 17 gennaio 2018

Domani è un altro giorno - 2017 Edition

Domani è un altro giorno è l'appuntamento dalla cadenza annuale volta a premiare (con il mio personale riconoscimento) l'eroe della stagione. Colui che ha lasciato il segno, non solo nella storia della massima serie dell'automobilismo, ma anche e soprattutto sulla fiancata di quelli che lo circondano, sui muretti o sui guard rail. Insomma, coloro che hanno lasciato una traccia indelebile del proprio passaggio. 
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Per la categoria:

1) FerMando Alonso a.k.a. vorrei ma non posso
2) Max Verstappen una quotidiana guerra con la razionalità
3) Kimi Raikkonen questione di mobbing
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And the winner is...

Max Verstappen

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Quando arrivo al termine di una stagione adoro particolarmente tutta questa operazione di rivisitazione, andare a cercare i momenti più alti, più bassi, vedere quale nome è uscito fuori più frequentemente in contesti curiosi e osservare tutto da una prospettiva differente. Il fatto che Verstappen non mi stia particolarmente simpatico non è poi questa gran novità, anche se non posso negargli l'estrema ilarità nei siparietti comici con Ricciardo, è stato solo riguardando questa stagione dall'alto che tante verità sono venute a galla. Partiamo subito con un'autocitazione:
Quello che mi piace di Verstappen è che tenti sempre di fare la sua gara senza guardare in faccia nessuno, senza domandarsi cosa sia opportuno o cosa no, con chi abbia a che fare e qual è il bene superiore per cui lavorare. Quello che non mi piace di Verstappen è che tenti sempre di fare la sua gara senza guardare in faccia nessuno, senza domandarsi cosa sia opportuno o cosa no, con chi abbia a che fare e qual è il bene superiore per cui lavorare.
Il personaggio è ambiguo o lo si ama o lo si odia, non lascia molta via di scampo. E' certamente un personaggio d'impatto, è entrato nel mondo della Formula 1 portando scompiglio. Era minorenne perchè non poteva, come tutti gli altri, aspettare di essere grande abbastanza per firmarsi autonomamente i propri contratti. E' partito dalla Toro Rosso ed è stato promosso a danno di altri, ha chiaramente grandi spinte al posteriore ma anche quel filo di predisposizione personale e intraprendenza che lo hanno portato ad emergere. Nel bene o nel male, sia chiaro. Perchè anche Maldonado, per dire, è emerso dall'anonimato delle ultime file, non che questo sia per forza un merito. 
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Prima di parlare della sua stagione non posso che aprire una parentesi e fissare un punto fondamentale, uno che solo wikipedia mi ha aiutato a risolvere. La domanda era centrale: per quale diavolo di motivo questo "celebra" il proprio GP di casa due volte a stagione? Si sente a casa in tutti gli stati confonanti, parla sei lingue come Rosberg o soffre di labirintite? La risposta giusta è la più banale: una doppia cittadinanza. Nato in belgio corre sotto bandiera olandese, ama tenere il piede in due scarpe e, nel dubbio, frequenta anche uno bravo per questa faccenda della doppia personalità.
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Permettetemi un'altra autocitazione, perchè qua l'egocentrismo la fa da padrone. Era il maggio del 2016, alla vigilia del GP di Spagna sostenevo:
Che poi, questo, è il motivo per cui, almeno per me, Max Verstappen is the new Fernando Alonso.
Non mi ricordo se quella fosse la prima volta che lo dicevo espressamente ma, certamente, non è stata l'ultima. Scusatemi ma, per certe cose, ho davvero un sesto senso. Analizziamo ora da vicino la stagione e tutto sarà chiaro.
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Australia - Non in grado di fare una gara sua, nel dubbio fa quella degli altri. Partito bello carico a pallettoni già dal sabato dove, la pretesa da Vip del giorno è stata quella di non essere mandato in pista dopo Ricciardo... le cose non sono andate meglio domenica, dove è stato uomo-gara senza che questo possa dirsi un complimento. Non che fosse in grado di reggere il confronto con i top team in testa, Mercedes e Ferrari, ma - fortunatamente per lui - sta messo abbastanza meglio rispetto alla marmaglia alle sue spalle. Non gli resta che annaspare in quinta posizione, ma è riuscito a mettersi in mezzo nel momento strategioco. Peccato che la strategia fosse quella degli altri. Piazzatosi in mezzo alle balle di Hamilton proprio nel momento in cui questo, rientrato prima di Vettel per il cambio gomme, aveva bisogno di non perdere terreno, non si è convinto a lasciargli un solo passo pur non avendo assolutamente niente da perdere. Il dato della quinta posizione potrebbe sembrare irrilevante in questo momento... ma tenetelo a mente solo per un altro momento.
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Cina - It's ridicolous! - Max Verstappen on the go. Se la sua vettura a tratti deve ancora dimostrare chiaramente di che pasta è fatta ... lui no. Partito dal fondo dello schieramento, senza che si sia minimamente capito da che parte sia passato ad un certo punto era secondo. E ci è voluto restare per un sacco di tempo. A pochi giri dalla fine, ha tremato all'idea che anche la terza posizione gli fosse soffiata da sotto al naso dal dormiente Ricciardo alle sue spalle... dando il meglio di sè in team radio e sbattendo i piedi come un moccioso. Davanti a sè aveva Grosjean, sulla via del doppiaggio. Non ancora abbastanza vicino da essere doppiato, non veramente lontano da non infastidirlo. Non è esattamente chiaro che cosa pretendesse che fosse fatto di Grosjean che, certamente, non poteva fermarsi per aspettare che passasse. Invece che guidare ha strepitato in radio per 5 minuti su quanto fosse tutto così ridicolo quanto non fossero presi provvedimenti ma.... what?
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Bahrain - "Dobbiamo fare come la Ferrari". Poi si schianta al muro. Quando una Red Bull arriva a chiedere di potersi inventare qualcosa di rivoluzionario per modificare l'esito della gara "come ha fatto la Ferrari" allora capiamo che da queste parti sono veramente cambiati i tempi. Su quello che è successo in seguito si possono usare due chiavi di lettura: o dai box non hanno accettato di essere chiamati 'Ferrari' e, con la scusa del cambio gomme gli hanno sabotato i freni, o la vettura si è immedesimata un po' troppo ricordando la Ferrari d'altri tempi e finendo allegramente contro un muro.
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Russia. Gara anonima, chiusa quinto...lo! Again! Oh cielo... sto incominciando ad avere un senso di dejavù.
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Spagna - Verstappen e Raikkonen fuori alla prima curva. Quella che si suol dire una partenza col botto: e giù bimbi che piangono. Ovviamente parlo di Verstappen. 
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Monaco - Verstappen non la prende bene. Rimane giusto un filo deluso dall'essere stato il primo in griglia a compiere il pit stop, quando il suo compagno di squadra è stato uno degli ultimi e si è pappato ben due posizioni in un colpo solo. Insomma, non son cose carine da farsi, soprattutto perchè tutto questo l'ha portato a chiudere la gara quintolo. Again. Oddio i dejavù.
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Canada - Karma chameleon. Tra le cose più assurde che sono state dette sulla gara canadese di quest'anno è la chiamata a gran voce del karma di Verstappen dopo che la sua vettura, al giro n. 11 di gara, lo ha costretto ad abbandonare la sua seconda piazza e parcheggiare in un angolo. Perchè se Verstappen aveva colpito Vettel in partenza obbligandolo al cambio dell'alettone era giusto che finisse fuori anche lui. Con il dettaglio che Vettel, in realtà, è rimasto tranquillamente in gara, mentre Verstappen in classifica iridata si trovava a livello "mai una gioia" e che - per quanto vorrei essere l'ultima persona al mondo a riconoscere una cosa di questo genere - ma quello si chiamava sorpasso, avvenuto in partenza e senza sportellare \ sbattere fuori pista o chiaramente voler danneggiare qualcun altro. 
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Azerbaigian - Karma p. 2. Non solo Verstappen è qui costretto al ritiro ma non ha neanche la gioia dell'uscita trionfale, insomma, uno dei suoi classici, un tonfarello qua, una litigata là. Niente: la vettura semplicemente si accascia al suolo e lo lascia a piedi.
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Austria - Karma p. 3. Nelle retrovie, Daniil Kvjat sbaglia il punto di frenata alla prima curva, e colpisce la vettura di Fernando Alonso, che a sua volta finisce contro quella di Max Verstappen.
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Gran Bretagna - sarebbe potuto essere quintolo... se non fosse stato per le fallimentari strategie Ferrari che regalano sempre gioie allo spettatore. La decisione epica di anticipare il cambio gomme di Vettel proprio per battere, nel gioco dei pit stop, Max Verstappen, gomme che, cambiate con un po' troppa fretta lo abbandoneranno poco prima della conclusione della gara. Vettel scivola dalla terza alla settima piazza, Verstappen salta senza meriti particolari dalla quinta alla quarta. Circostanza che un po' turba la mia questione dei numeri ma, cercando bene la soluzione, è tutta spiegata. 
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Ungheria - Versbatten. Riassumento il suo gran premio d'Ungheria: incidente in partenza, a farne le spese questa volta è Ricciardo, gara conclusa in quinta posizione. Quintolo... again! Sto perdendo il controllo della situazione. 
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Belgio. Verstappen in alta gara aperta ... con Alonso. Per il maggior numero di ritiri durante la stagione. Trovatosi (nuovamente?) a festeggiare il suo gran premio di casa con un caschetto sobrio e poco appariscente, è caduto nella trappola del cambio di casco. Scusatemi, ma io è dai tempi di Belgio 2011 (qua - e c'è anche la gara se serve) che ripeto il mandra trasmessomi dal vecchio e saggio Ivan Capelli: cambiare casco porta sfiga! E' un principio che ripeto e faccio mio, anche nel mio piccolo, non cambiando il design del casco del motorino da molto prima di quella vicenda. Anche in questo caso Verstappen non fa in tempo a scendere in pista che la vettura di ribella al suo strapotere e lo abbandona a bordo pista. Non solo porta sfiga cambiare casco, ma è ancor peggio se questo è brillantinato \ metallizzato \ fosforescente \ imbarazzante. 
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Italia - Versbatten contro Pippo Massa. Tutti e due concentrati a dare il loro meglio per far bene in una della gare più fighe del calendario... eccoli andare al contatto e tutti e due finiscono sul prato a raccogliere violette. Verstappen smarmella una gomma e, tempo di recuperarne una nuova, si piazza ultimo tra gli ultimi. Ovvero decimo. Che poi dieci è il doppio di cinquie... ma che ve lo dico a fare?
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Singapore - la grande partenza. In prima fila Vettel e Verstappen. La domenica ci ha accolto sotto ad un simpatico scroscio di pioggia, una cosa che avrebbe potuto tranquillamente far posticipare l'inizio della gara ma, a quanto pare, al di fuori del terreno dell'Unione Europea siamo un po' tutti meno suscettibili. Raikkonen dalla seconda fila tenta di fare un passo più lungo della gamba, Verstappen spererebbe di non farsi fregare da nessuno, Vettel mira a non farsi fregare la pole position dal nano. Peccato che queste tre traiettorie mirino tutte esattamente allo stesso punto e l'impatto è inevitabile. E devastante. Verstappen e Raikkonen muoiono sul colpo, Vettel rantola un po' più in là, poi inciampa sulle sue stesse stringhe e sfracella metà vettura contro una barriera protettiva e percorre metà pista in retromarcia prima di fermarsi.Tutto il resto è storia.
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Malesia - Verstappen piccolo serial killer. Nel momento in cui i tecnici di Raikkonen, in griglia di partenza, hanno preso la vettura in spalla e se la sono portata via io ho iniziato ad avere un po' i sudori freddi: Verstappen in questo modo era de facto in prima fila. I semafori si sono spenti, le vetture sono partite, nessun ferito, nessun colluso. Hamilton non ha preso il volo, nessuno lo ha difeso dall'arrivo di Verstappen... quindi Verstappen raggiunge Hamilton il quale non si danna troppo per impedire il sorpasso. Avrebbe potuto farlo ma ... si sa... con Verstappen non si sa mai. E comunque da giro successivo inizia a perdere secondi come fossero capelli. Non avrebbe avuto neanche senso dannarsi per evitare l'inevitabile. A fine gara Hamilton gli dice: avei potuto chiuderti la strada. Ed è così che Verstappen dimostra tutta la consapevolezza dei suoi gesti: ma te sei in lotta per il titolo!
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Giappone - Gara senza nè arte ne parte, Verstappen riesce persino ad arrivare secondo ma il meglio lo da Ricciardo rubando il telefono ad Hamilton e iniziando a fare Instagram stories. E se il meglio della gara è rappresentato da quello che è successo sul podio lascio solo immaginare che, da quelle parti, il fato aveva già dato abbastanza nel confronti delle Ferrari da lasciare andare tutti gli altri un po' dove volessero andare. Senza concentrarci troppo l'attenzione.
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Stati Uniti - Record breaker. Verstappen batte ogni record in fatto di gente buttata fisicamente giù dal podio. 20 anni e siamo già al secondo. Se posso dire la mia (e posso, of course) di cattivo gusto quella scorta armata della FIA a prenderlo di peso e portarlo via il più velocemente possibile… cioè, se stava lì mezzo secondo e gli spiegavano che cosa era successo davvero sarebbe stato un problema? 
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Messico - Amare vittorie. Tre vetture, tutte e tre impazienti di essere in vetta a tutte le altre sin dalla prima curva... e un Verstappen che in maniera preoccupante si piazzava in prima fila. Un Hamilton al quale sarebbe bastato arrivare a traguardo per essere felice, un Verstappen che deve sgomitare alla partenza per contratto, un Vettel che doveva ancora tenere in piedi quella pantomima mai risolta del titolo mondiale che doveva ancora essere in ballo. E' chiaro, già in questi pochi anni di carriera di Verstappen, che è nato per combinare scompiglio nelle ultime gare del mondiale, quando dovrebbe starsene zitto e muto e lasciare che i contendenti al titolo se la vedano tra di loro... ed invece no. Grande contatto in partenza, Vettel e Hamilton che arretrano fino in ultima piazza e strisciano sui gomini fino all'ultimo, Mamma mia, Hamilton che vince il titolo mondiale, fuochi d'artificio, interviste del podio spostate a bordo pista ed anche Mamma Sua, quella di Hamilton, scese anche lei a bordo pista. In tutto questo, si era capito che è stato Verstappen a vincere la gara? A nessuno frega niente di chi ha vinto la gara con tutto quello che è successo.
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Brasile. Prestazione in gara non pervenuta, però chiude in quinta piazza. Mi sto scocciando a ripeterlo però... quintolo!
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Abu Dhabi. Nella gara più remi in barca di tutte, le prestazioni in pista di chiunque non sono pervenute. Anche in questo caso, per chiudere bene la stagione, comunque quintolo al traguardo. Tutto questo è veramente creepy!
 
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Certamente ci sono molte delle sue performance che vengono istintivamente in mente a chiunque, anche ai non addetti ai lavori, la propensione alla mischia, il vippismo personale, le molte sciagure tecniche che lo hanno colpito quest'anno... e le sciagure che si è andato a cercare con il lanternino... ma parliamo di numeri: 
  • 20 gare in una stagione;
  • 20 anni all'anagrafe;
  • 7 ritiri;
  • 4 contatti nelle fasi iniziali della gara... più tutti quelli nelle fasi intermedie;
  • 4 podi;
  • 6... praticamente 7... quinte posizioni!
...e ci sarebbero anche le due vittorie ma, si sa, che quelle sono solo merito di Kvyat. 
Dato atto di quanto sopra pare chiaro che i numeri non possano assolutamente che attribuire a lui la vittoria dell'ambito premio. Per molto tempo se lo è conteso con Alonso, Raikkonen non è mai stato veramente parte in gara, anche se il movimento #freekimi partito in suo favore gli ha fatto raggiungere almeno il podio. Alonso ha avuto dalla sua una vettura da disagio, un motore da doppio disagio. Un karma da triplo disagio (no, perchè scassare il motore anche in Indy è una questione che va oltre la semplice mala suerte). Con tutti questi accessori di serie di certo non si può pensare di portare a casa qualcosa di buono. Verstappen è riuscito, con la stessa vettura che lo ha portato a vincere due gare, a collezionare tutto quello che ho detto sopra: giusto per parametrare la prestazione, a parità di vettura Ricciardo ha portato a casa 9 podi! Ma stai sereno Max, dopotutto, domani è un altro giorno.
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  • Piloti già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2016 - Lewis Hamilton ... sconfitto nella sua battaglia più dura, quella con l'ego.
- per l'anno 2015 - Fernando Alonso ... un uomo sull'orlo della crisi di nervi.
- per l'anno 2014 - Sebastian Vettel ... dalle stelle alle stalle in nove mesi netti.
- per l'anno 2013 - Mark Webber ... con tutti gli acciacchi di salute suoi e della vettura.
- sempre per l'anno 2012 - Michael Schumacher - premio alla carriera.
- per l'anno 2012 - Romain Grosjean
- per l'anno 2011 - Lewis Hamilton
  • Team già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2016 - Red Bull ... vorrei ma non posso.
- per l'anno 2015 - Ferrari ... perchè dev'essere davvero davvero difficile trovare sempre qualcosa di cui lamentarsi.
- per l'anno 2014 - Ferrari ... una scuderia allo sbaraglio.
- per l'anno 2013 - McLaren ... sull'orlo di una crisi di nervi.