lunedì 27 marzo 2017

Australia 2017 - Gara

Max Verstappen - non in grado di fare una gara sua, nel dubbio fa quella degli altri
Uomo gara del giorno, senza che questo possa dirsi un complimento, Max Verstappen. La sua RedBull non è ancora a puntino, ma sempre meglio di quella di Ricciardo. Non è in grado di reggere il confronto con i top team in testa, Mercedes e Ferrari, ma - fortunatamente per lui - sta messo abbastanza meglio rispetto alla marmaglia alle sue spalle. Non gli resta che annaspare in quinta posizione, non riuscirà mai a prendere Raikkonen, nonostante i pisolini del finlandese... in compenso è riuscito a mettersi in mezzo nel momento strategioco. Peccato che la strategia fosse quella degli altri. Piazzatosi in mezzo alle balle di Hamilton proprio nel momento in cui questo, rientrato prima di Vettel per il cambio gomme, aveva bisogno di non perdere terreno, non si è convinto a lasciargli un solo passo pur non avendo assolutamente niente da perdere. Anche il suo pit stop sarebbe stato da lì ad un paio di giri, non sarebbe stato affatto necessario. Eppure.
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Lewis Hamilton - più prudente che mai
Dopo le sciagure della passata stagione Hamilton quest'anno pare voler partire con i piedi di piombo. Pur trovandosi soltanto alla prima gara, ha deciso di giocar pulito dall'inizio, partenza liscia e lineare, grazie alla quale ha avuto la meglio sulla Ferrari partita al suo fianco, opta per un cambio gomme anticipato quando sente che le sue stanno incominciando a non reggere benissimo per poi accodarsi dietro a Verstappen senza tentare il sorpasso estremo, pur realizzando che quel rallentamento gli avrebbe fatto perdere la testa della gara. Alla fin fine siamo pur sempre alla prima gara della stagione, una seconda piazza va più che bene per far notare al prossimo la propria presenza...tirando quasi un sospiro di sollievo all'idea che il proprio prossimo non sia il compagno di squadra.
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McLaren allo sbando
Male male male. Questa McLaren sta messa peggio che mai. Vandoorne costretto a ritirarsi in qualifica, Alonso in gara. Soffro per loro alla sola idea che siano costretti a viaggiare per il mondo con una vettura color papaya ed ancor di più davanti alle megliette grigie-ratto della divisa. Ma la palette di colori quest'anno è stata lasciata nelle mani di un daltonico? Almeno, pare, non manchi lo spirito, soprattutto quando di mezzo ci si mette Hamilton che tanto per cambiare pare essersi fatto prendere la mano dalle instagram stories. O forse Fernando ha già costretto il team a tirare giù dal divano Jenson Button: certe sciagure vanno condivise.
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Valtteri tiene Bottas
Orribile gioco di parele per prendere atto del fatto che il primo impatto di Bottas in Mecedes non è stato poi, in fondo, tanto male. Terzo in qualifica e terzo in gara, la gara quella vera e propria l'ha lasciata fare agli altri, però ha dimostrato di non avere troppe difficoltà a reggere i tempi del proprio compagno di squadra. Che si prepari anche lui a dare filo da torcere a chi vorrà lottare per il titolo? O se vuole il rinnovo sarà bene che lasci ad Hamilton quello che è di Hamilton?
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Ferrari al di sopra delle migliori aspettative
Mea culpa, mea culpa. Me ne dolgo pubblicamente, ma io una performance tanto pulita dalle Ferrari non me la sarei mai aspettata. Vada che dopo tanti anni d'attesa ci poteva anche stare che una vettura gli sarebbe venuta meglio di tante altre, vada che, se è per questo, ero certa che una tale svolta sarebbe arrivata addirittura qualche anno fa. Mai però mi sarei aspettata che non ne combinassero una delle loro, qualcosa tipo un pit stop mandato in vacca da una gomma mancante o un bullone avvitato male. Eppure impeccabili, dallo spegnimento dei semafori alla bandiera a scacchi. Le gomme hanno retto bene, la vettura non ha perso i pezzi e i piani alti non hanno improvvisato strategie fallimentari, neanche su Raikkonen, per dire.
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Raikkonen, ci sei anche te?
No, ma, fatemi capire: in gara c'era anche Raikkonen? Perchè per un attimo mi è parso di vederlo, ma è stato quando al pisolino del 50esimo giro stava per farsi prendere da Verstappen e non sono certa che fosse lui. 
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Kevin Magnussen - tosaerba of the day
La gara è incominciata con un tonfo fuori misura del nostro K-Mag che, dopo aver perso controllo della vettura, sbatte fuori pista Ericsson il quale lo saluta dalla macchina con la manina. Prima della bandiera a scacchi, forse incredulo per non essersi preso neanche una sanzioncina, riprova ad andare per violette un altro paio di volte. Ora la domanda mi sorge spontanea, io posso anche believe in K-Mag ma pensa di far qualcosa anche lui a proposito? E poi, forse forse questa faccenda che cambia un team all'anno inizia ad essere sintomatica di qualcosa?
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Sebastian Vettel - dritto verso l'obiettivo a testa bassa
Incredulo anche lui della buona sorte che gli stava girando per l'occasione, Sebastian Vettel è tornato ad essere quello di qualche anno fa. Lo sapevo che in fondo in fondo, sotto quella barba folta, ci doveva essere ancora qualcosa. Ha abbassato la testa non ha chiesto niente a nessuno ed è giunto sino alla bandiera a scacchi portando a casa la sua quarta vittoria in tre anni, il che non è certo un gran risultato per uno che in teoria dovrebbe vantare quatto titoli mondiali. Quattro titoli mondiali che sembrano già un'eternità fa.
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Daniel Ricciardo - fuori da un evidente destino
Questo gran premio non s'era da fare e le cose glielo hanno fatto capire sin dall'inizio. Dopo l'incidente del sabato recuperare la vettura è sembrato più difficile che mai. Subito si è parlato di una partenza dai box, poi anche da lì non è partito. Non ha fatto in tempo nonostante il secondo giro di ricognizione gentilmente offerto da Nico Hulkenberg. Due giri dopo, quando tutto ormai sembrava perduto, invece, la discesa in pista. Non ho idea neanche se tutto questo possa essere lecito e fino a che punto, nella migliore delle ipotesi comunque due giri di ritardo non erano neanche una grave perdita, rimediabili semplicemente con una safety car. Questa gara, però, come dicevo, non s'era da fare, a metà gara la vettura l'ha ripetuto chiaramente spegnendosi lentamente e morendo a bordo pista.
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A.A.A. cercasi uomo della grafica
Un solo grande interrogativo ci porteremo avanti sino alla prossima gara: l'uomo della grafica sparito prima della gara o, dopo l'ottimo lavoro di questa settimana, è in ogni caso meglio cercarne uno nuovo? Tralasciando i problemoni del sabato, i tempi spariti e le gomme nuove \ usate segnate a casaccio, anche alla domenica le cose non sono andate meglio, soprattutto quando ha incominciato a giocare con le bande colorate che dovrebbero accompagnare i nomi dei piloti in grafica. Per metà gara Vettel e Raikkonen sono stati bianchi, per poi diventare rossi, ma solo nella grafica orizzontale. Quella in verticale ha continuato ad impazzire andando avanti a shackerare colori quasi fino alla fine, con McLaren gialle ed redbull rossi. Mettiamola così, questa gara è stata talmente tanto avvincente da permettermi di rendermi conto persino di queste cose: arrivano momenti che pure ammirare il paesaggio sullo svondo diventa ripetitivo. Cos'è che dovevano fare con questa nuova generazione di formula1?

domenica 26 marzo 2017

Australia 2017 - Qualifiche

Tutto cambia perché nulla cambi - Lewis Hamilton
Gara d'apertura di questo 2017 ricco di novità, sin dai piani più alti di questa Formula 1 che nel 2017 ha intenzione di essere rivoluzionaria. Da un lato ci sono le intenzioni, dall'altro la realtà dei fatti. Come saranno andate davvero le cose ce lo dovremo dire tra nove mesi, per ora un solo dato è certo: la quarta pole position consecutiva su questo circuito australiano di Lewis Hamilton. Che poi è già gran statisticone. Una Mercedes parte in prima fila, l'altra in seconda: non mi pare una differenza tanto netta con quanto si è visto fino a ieri.
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Chi mal comincia... - Stoffel Vandoorne
I primi segni in campionato di questa fiacca fiacca McLaren 2017 si sono visti sul povero debuttante, uno che ha capito quanto era tutto più divertente quando queste scene le vedeva accadere sulla pelle del Button\Alonso di turno in pista dalla sua comoda poltrona. Ha voluto il seggiolino... ed ora pedala, nel senso che non gli è rimasto nient'altro da fare che andare avanti a pedali, modello Fred Flinstone: le sue qualifiche si sono drammaticamente concluse già in Q1, richiamato ai box per problemi di pressione benzina.
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Un tuffo nel mare nazional popolare - Antonio Giovinazzi
Da buon terzo pilota Ferrari chiramente aveva chiuso in un cassetto e dimenticato per sempre l'idea di correre un giorno nella vita un gran premio di Formula 1... non è neanche una questione di sfiducia, è proprio statistica. Il fatto che è a poche ore dall'inizio delle qualifiche qualcuno gli manda un SMS e gli fa: sai che? Cambia scarpe che oggi si corre. Ed ha corso. Wehrlain è fuori uso, che siano sempre gli strascichi del ROC? Già si era fumato i test inFernali per doloretti vari, chissà ora cosa lo aspetta. Nel frattempo in pista ci vuole un supplente. Parliamone: la notizia non sarebbe neanche un granchè, solo che è italiano, quindi già eroe nazionale. Non è colpa nostra, ci accontentiamo di poco. E poi l'ultimo italiano in pista è stato Fisichella, non è che rischi di fare peggio. Tra l'altro in pista gli stava anche venendo bene di portarsi a casa un risultato migliore di quello del compagno di squadra "titolare", un errore all'ultima curva e tutto è andato in fumo, o quasi. Anche perchè il compagno di squadra per un giorno è Ericsson, non è che sia difficile fare meglio. In ogni caso pare che il fenomeno Giovinazzi sia sulla bocca di tutti, se arriva alla bandiera a scacchi gli intitolano anche una piazza.
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Lacrime di pioggia - Fernando Alonso
Siamo già partiti belli polemici, la cosa mi fa piacere, soprattutto perchè vuol dire che quest'anno si riderà un bel po'. Almeno quello. Quando gli ingegneri comunicano ad Alonso che ha superato indenne la Q1, la risposta ha avuto un nonsochè di sarcastico "avremmo bisogno di uno scroscio d'acqua", nel senso, per riuscire a superare anche la prossima fase. La pioggia non è arrivata, gli altri non si sono autoeliminati e lui non ha superato la seconda fase. Per dire.
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Ma Pippo Pippo non lo sa - Felipe Massa
Primo polemicone da pista: eccolo a voi servito. A quanto pare Felipe - Pippo - Massa avrebbe ostacolato Sergio Perez impedendogli di compiere il giro veloce necessario per superare la fase di qualifica. Anzi, rivediamo un po' i verbi. Felipe - Pippo - Massa ha ostacolato Sergio Perez impedendogli di compiere il giro veloce che gli avrebbe potutto dare la possibilità di superare la fase di qualifica. Sul fatto che effettivamente abbia fatto da tappo nel momento sbagliato nel posto sbagliato c'èe veramente poco da dire, è davanti agli occhi di tutti, che sia stato più o meno volontario, che sia stato più o meno evitabile. Però la storia non può essere fatta con i se e con i ma. Nel dubbio Perez accusa il vecchio col cappello, perchè tutti nella vita siamo rimasti imbottigliati dietro ad un vecchio con il cappello, ammettetelo.
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Il problema più importante per noi 
La grafica in suolo australiano ha dei seri problemi da giorni. Prima ha preteso che in pista ci fosse solo Van Der Garde, poi ha deciso di tenerci all'oscuro di tutto sparendo per metà qualifica dai nostri teleschermi. Che non sarebbe neanche una cattiva idea, almeno non ci rendiamo conto degli strafalcioni di Mazzoni. 
Sulla circostanza che questa faccenda della grafica sia tutto un complotto di Mazzoni per sembrare brillante ne abbiamo avuto in fretta la conferma. Prima di tutto quando ha deciso di risolverci in problema inquadrando il monitor tecnico, poi dopo il ritorno tecnico, scovando su quello che vi era scritto l'errore. Più che un errore ha tentato di farlo sembrare un gomma-gate ai danni di Hamilton, ma questo è un altra questione. Ha provato a strafare. 
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Senza boria ne buriana - Max Verstappen
Anche Lui mi pare partito bello carico a pallettone. La pretesa da Vip del giorno è stata quella di non essere mandato in pista dopo Ricciardo... perchè lo rallenta. La verità è che questa Red Bull è parsa un bel po' sottotono. Se le Mercedes sono andate ad agguantarsi la sua pole position senza troppa fatica, le Ferrari hanno dimostrato di riuscire a tenere tempi simili, persino Raikkonen non apparso nei monitor dei più. Sulle RedBull qualche interrogativo in più rispetto ai distacchi ce lo portiamo dietro.
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Casa dolce casa - Daniel Ricciardo
Una partenza col botto. Contro un muro. Non la prospettiva migliore avendo a che fare con il gran premio di casa. Piacevole doccia di fan, quelli che gli sono corsi incontro, dopo lo schianto violento contro il muro, con un po' di amarezza per il risultato in qualifica decisamente compromesso.
Allo schianto ha seguito inevitabilmente una bandiera rossa utile a racattare tutti i pezzi della vettura sparpagliati per la pista... anche se un po' contro la volontà di tutti quelli che avrebbero voluto sbrigare questa faccenda delle qualifiche abbastanza in fretta per non incontrare la pioggia imminente, ovvero tutti tranne Alonso che, però, a questo punto delle qualifiche non è neanche arrivato.
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U Can't Touch This - Sebastian Vettel
Incuriositi come scimmie, la preoccupazione principale di ogni pilota una volta scesi dalla propria vettura è stata quella di andare a sbirciare la vettura degli altri. Se Hamilton non ha voluta darla vinta ai ManInRed e, al massimo, si è avvicinato ad una RedBull, Vettel ha indugiato parecchio in area Mercedes, giungendo persino a tocchicchiare la monoposto di Hamilton.

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Cosa fa un pilota quanto non guida?
Se la gode. E così dai salotti di casa loro ecco comparire sui nostri teleschermi Jenson Button e Nico Rosberg. Da aprezzare con affetto il "mi piace" al post di Jenson Button di Felipe Massa , che, in cuor suo sta ancora rimuginando sull'idea di arrivare questo gran premio d'Australia grasso come un maiale. Notiamo anche che, come nelle migliori famiglie, i due uomini sono stati lasciati da soli davanti alla TV dalle gentili consorti.

2017: I dieci fatti buffi - prima che il gallo canti

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Nico Rosberg cattivo maestro
La dichiarazione viene direttamente dalla bocca di Lewis Hamilton. Siamo a freddo, qualche tempo dopo Abu Dhabi e tutti i suoi strascichi, Nico ha già dato il suo addio alle corse ed il clima interno ai due ex rivali pare essersi rasserenato. Lewis è tornato a scherzare e racconta: "Nico è il peggior insegnante di tedesco, mi dice solo le parole sbagliate" , Nico sorride, ma in fondo da che è vero.
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Paul Di Resta terzo pilota Williams
Giusto perchè la decisione della Williams di richiamare a bordo Massa non è ancora stata contestata abbastanza, per rispondere a tutti quelli che sostenevano ferocemente che, in realtà, il team non avrebbe avuto nessun'altro da mettere al suo posto... ecco lì all'improvviso l'annuncio che rimandò tutti in visibilio: la scelta del terzo pilota Paul Di Resta, che a questo punto della sua vita sarebbe potuto benissimo salire in macchina al posto di Massa, magari ottenendo così quella chance nella massima serie un po' buttata al vento al primo tentativo. Siamo tutti d'accordo che in mancanza di tale alternativa, con uno Stroll debuttante, non avrebbero potuto affidare anche la seconda vettura ad un debuttante, Button aveva già dato buca, gli altri erano tutti già prenotati, Maldonado è una scelta da scartare a prescindere... Felipe Massa volente o nolente si sarebbe dovuto sacrificare. Ma il senso di andare a ripescare un Paul Di Resta senza una vera possibilità di scendere in pista? Find the logic
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And the winner is...
Lewis Hamilton. La stagione deve ancora iniziare e già si è portato a casa il primo polemicone dell'anno. La dichiarazione che ha fatto scalpore ha riguardato la condivisione dei dati all'interno dello stesso team. Dalle sue parole una forte avversità: ognuno scende in pista solo per sè, il regolamento deve essere cambiato. Il mondo ha preteso di leggere da queste parole una nuova dichiarazione di guerra verso il nuovo compagno di squadra, lui ha tenuto subito a precisare: nulla di intenzionale, solo un'opinione a riguardo, ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale. 
Fernando Alonso, che con la macchina che si ritrova non ha niente di meglio da fare se non l'opinionista nelle vicende altrui, ha commentato: se l'anno scorso avesse guardato un po' meglio i dati di Nico forse non si sarebbe fatto fregare il titolo...
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Wehrlain in the R.O.C.
Pare che per qualche strana ragione Wehrlain credesse veramente di poter avere una chance nella rincorsa al seggiolino vacante di Nico Rosberg. Dalla sua parte l'essere già terzo pilota della squadra in tempi non sospetti, a suo svantaggio la giovane età e la poca esperienza, dalla sua parte la moda galoppante di mettere in macchina piloti sempre più giovani nella speranza di trovare il bimbo prodigio. Dalla sua parte l'eterno modo di dire "diamo spazio ai giovani", una sorta di leit motive generazionale che appartiene un po' ad ogni categoria professionale, in relazione alla quale non mi sento di dissentire ovviamente... ma rispetto al quale mi pongo un attimo in chiave critica davanti alla possibilità che sia la panacea di ogni male a tutela della meritocrazia. A confermare che probabilmente non fosse ancora giunta la propria ora di prendere il volante di un top team la performance al R.O.C.. Dove da solo, senza neanche la necessità di portare a casa uno scontro diretto con un altro pilota, ha preso in pieno un muretto ed ha incominciato a piroettare... e dove Sebastian Vettel, ritrovatosi da solo a competere contro le altre coppie, si è comunque portato a casa il titolo per nazioni.
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Jost Capito alla fine... ha capito
Un losco figuro ha incominciato a girare per casa McLaren verso il finale della scorsa stagione. Erano le ultime due o tre gare e per i man in McLaren non c'era più niente di sensato da fare. Jenson Button trovava ogni buona occasione per farsi una bevutina, Alonso insultava tutti via team radio. Il losco figuro era Jost Capito, dalle chiare origini italiane sulle quali Mazzoni&Co. hanno indugiato per un po', il quale avrebbe dovuto incominciare a prendere le misure con il team in vista di ribaltarne le sorti per il 2017. Alla vigilia della stagione Jost Capito ha battuto in ritirata: si è tirato fuori dai giochi, ha abbandonato la barca prima che affondasse. Il senso è chiaro: qui non c'è più niente da fare. L'unica cosa è abbattere tutto e ricostruire da capo. Alla faccia del pilota più veloce degli ultimi 150 anni.
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Alonso vorrebbe motori uguali per tutti
Wishlist interessante quella di Fenando Alonso: il suo sogno nel cassetto per la Formula 1 è un vero confronto tra i piloti basato sulla parità di motori. Giusto per comunicare al mondo il proprio disagio maturato dopo aver capito che anche questa stagione andrà in vacca. 
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Il benvenuto rispettoso di Hamilton
Non che questo sia un fatto buffo di per sè. Voglio solo tenerlo a peritura memoria per il giorno in cui le cose incominceranno a non andare proprio in questo senso. Perchè le cose inizieranno di sicuro a non andare in questo senso.

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Ecco perchè Hulkenberg ha lasciato la Force India
Già da tempo ho espresso le mie perplessità sull'aranciosità della McLaren di quest'anno. Ovviamente quando ho iniziato a farlo non avevo ancora visto la Force India di rosa vestita, perchè tutto avrebbe preso una differente piega. Insomma, davanti ad un Force India rosa ho rivalutato la McLaren arancione, che a questo punto non sembra neanche così male. Il fatto buffo esce fuori quando Hulkenberg, neo traslocato in Renault senza che nessuno avesse pienamente appreso il senso di abbandonare una delle scoperte più piacevoli della scorsa stagione per qualcosa di molto giallo e molto deludente, condivide una foto della nuova Force India e alludendo sottilmente con un "adesso capite?!"
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Gina
Ogni anno Sebastian Vettel ci delizia con i simpatici soprannomi alle sue vetture. Impiega anni a rivelare i nomi dei suoi figli eppure, pur non volendo assolutamente negare di apprezzare la sua riservatezza, ogni singolo anno dobbiamo far uscire un dome differente, con tutte le ripercussioni a seguito circa l'anedottica del caso. Il nome di quest'anno è Gina. Tre, due, uno partano le battute.
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Massa avrebbe sperato di arrivare in Australia molto più grasso.
Trovo davvero interessante uno degli interventi di Felipe Massa introduttivo al gran premio australiano. La domanda intelligentissima alla quale si è ritrovato a rispondere riguardava i suoi sentimenti alla vigilia di questa nuova stagione, o qualcosa del genere. A domanda discutibile, segue risposta che, in fondo, va un po' a confermare una delle mie teorie portate avanti da sempre, portate avanti nonostante mi si faccia notare che sbaglio sempre punto di vista sulle cose. Massa è apparso certamente felice dell'essere nuovamente a bordo, ma quando pensa a come avrebbe pensato di arrivare in Australia quest'anno non c'era come pilota, non c'era in tempo per farsi intervistare sulla monoposto al giovedì, ma c'era un po' più grasso.
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venerdì 3 marzo 2017

2017 - McLaren

Oops they did it again. Piccola perla autobiografica: madre natura, ma soprattutto mia madre, non è stata particolarmente generosa con me in fatto d'altezza. Dalla mia statura di due mele o poco più, quindi, posso capire che questo mondo non sia particolarmente confortevole per quelli che, al supermercato, non riescono a prendere i barattoli posti sullo scaffale più alto, che in macchina devono sempre avvicinare il sedile e che per farsi notare tra la folla devono alzare una mano. Insomma, ci sono delle situazioni che psicologicamente creano un po' di disagio interiore. Guardando la nuova immagine promozionale Made in McLaren della presentazione della nuova vettura ho avuto come un colpo al cuore: Alonso ha seriamente trovato un pilota alla sua altezza! Possiamo leggere la frase tanto in senso metaforico quanto in senso letterale, oggi mi concentrerò su uno solo.
Infatti la risposta è no. Perchè la rete è ingorda, non si accontenta di darti quello che cerchi, ti offre una miriade di alternative pronte a soddisfare tutte le necessità. E la verità è stata davanti agli occhi di tutti. La prospettiva è un fenomeno miracoloso, prendi due oggetti di grandezze differenti, piazzali ad una ragionevole distanza tra di loro e, analizzati dal medesimo punto di vista, finiranno per sembrare della stessa misura. Come un uomo guardato in prospettiva con una casa sullo sfondo. Come quelli che ancora si divertono a tenere sollevata la torre di Pisa con la forza delle proprie braccia. Come Alonso che viene piazzato due passi più avanti di Vandoorne perchè siano alti uguali. 
Dall'immagine a figura intera si vede, da quella a mezzo busto no... ed è proprio lì che il fenomeno assume le sembianze di una forma d'arte d'altissimo livello, impreziosita dalla cura nei minimi dettagli pronti a fare la magia. Guardate le mani ad esempio: se tutti e due avessero avuto il braccio disteso lungo il corpo si sarebbe notato il trucchetto, così è camuffato. Dio solo sa cos'altro mi sfugge.

mercoledì 1 marzo 2017

2017 - Mercedes

Anche la nuova Mercedes è stata presentata ma, in fondo, è inutile stare qui ad ammettere che siamo tutti molto più interessati alla nuova coppia al volante, la coppia dell'anno, ciò di cui abbiamo parlato per mezzo inverno e di cui intendiamo scrutare ogni minima reazione. 
Il mondo intero è rimasto scioccato nel momento in cui Rosberg ha comunicato il proprio addio e tutti chi siamo chiesti chi avrebbe mai potuto sostituirlo. Io ho adorato come non mai la coppia Rosberg - Hamilton, sin dal suo esordio, quando giocavano ad essere amicissimi, ancor più quando sono iniziati gli scazzi. Io a queste cose proprio mi appassiono, ancor più quando i protagonisti hanno la personalità tale da rendere l'intera faccenda interessante. 
All'inizio è stato complicato immaginare un post-Rosberg. Un po' perchè canie porci hanno incominciato a proporsi. Un po' perchè è successo tutto così all'improvviso. Un po' perchè, qua, ad uno ad uno, stanno seriamente incominciando a venirmi meno tutti protagonisti della Formula 1 presenti da quando io seguo la Formula 1 in prima persona. Però è stata tutta una grande ingenuità: era chiaro che Bottas fosse l'uomo giusto. Tutti quei fattori mi hanno solo distratto, ci hanno solo distratto, col senno di poi dobbiamo soltanto ammettere che la verità era davanti ai nostri occhi.
Alla Mercedes sono sempre piaciuti i grandi contrasti, giocare un po' con i ruoli, anche da un punto di vista grafico, d'impatto, d'immagine. Pensiamo a Schumacher-Rosberg, la vecchia gloria riesumata dalla pensione, il nuovo giovane talento, la nuova promessa dello sport. Pensiamo ad Hamilton - Rosberg, da un lato il gelo tedesco, dall'altro il calore caraibico, il buon padre di famiglia contro lo sciupafemmine, due piloti di talento, con due padri ingombranti alle spalle, destinati a grandi cose  anche se portati a realizzarle in maniera completamente diversa l'uno dall'altro: uno più tecnico e più riflessivo, l'altro più istintivo e umorale. Contrasti sui quali è sempre stato lo stesso team a giocare, da sempre, anche dal punto di vista dell'outfit, delle tute, guanti maglie e scarpette, colori di rappresentanza portati sempre al negativo. 
Hamilton e Bottas sono il nuovo ice&fire. Da un lato sempre il solito carattere dominante, impulsivo e determinato, quest'anno probabilmente ancora più acuito dalla recente sconfitta, dall'altro lato un altro talento nordico, schivo, riservato, non portato alle dichiarazioni sensazionalistiche, biondo più che mai e pure sposato se servisse a fare curriculum. Forse da contratto gli hanno anche inserito un obbligo di filiazione, pena rescissione del contratto, giusto per ripartire da dove la storia si era interrotta.

domenica 26 febbraio 2017

Waiting 2017: 10 buone ragioni per le quali non vedere l'ora che inizi!

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Assistere all'ennesima falsa speranza Made in Ferrari

L'inverno di casa Ferrari è stato caratterizzato da un anomalo silenzio stampa. Nessun comunicato ufficiale su quanto intendessero spaccare tutto, quanti piedi avrebbero messo in testa a tutti gli altri con l'inizio della stagione e via di seguito. Quest'anno, fino alla presentazione della vettura non è volata una mosca. Ovviamente tranne per l'incidente di Vettel a Fiorano durante i test per della Pirelli, ma anche su questo si è fatto calare in fretta il silenzio, giusto perchè non sembrasse una figuraccia. I soliti ben informati erano certi: tutto questo silenzio è la sola copertura necessaria a nascondere il fatto che la vettura, ancora prima di partire, sia già uno schifo. Uno schifo nero, di quelli che neanche in McLaren riescono più a concepire. 
La stagione, tuttavia, partirà a breve e i canti della vittoria già mi pare di sentirli dentro le orecchie. Forse perchè sto lentamente impazzendo come Giovanna D'Arco o perchè ogni anno è la stessa storia: in Ferrari amano lodarsi a bomba, vantare la propria storia ed i titoli vinti in passato cercando di far passare in secondo piano il fatto che siano passati quasi 10 anni dall'ultimo titolo che si sono portati a casa. La scommessa anche quest'anno è la seguente: riusciranno a mantenere la promessa? Alla scia di autoesaltazione seguiranno dei risultati degni di questo nome?
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Vedere Bottas tradire le aspettative

Dopo anni ed anni passati ad un passo dalla promozione in un top team, probabilmente stava incominciando a pensare che questo momento non sarebbe mai arrivato. Dal punto di vista della Mercedes rivolgere la scelta nella sua direzione è stato tuttavia un bel salto nel vuoto. Probabilmente è stato il compromesso storico che stavano cercando: un pilota che non sia una vecchia gloria del circus, ma neanche uno troppo inesperto. Uno che negli anni passati ha portato a casa diversi podi, ma non è stato esente da qualche cazzatella in pista. Insomma, potrebbe rivelarsi il miglior colpo di mercato degli ultimi anni... o un clamoroso fiasco, in ogni caso attenuato da quell'usato sicuro di Hamilton, certamente non più disposto a farsi mettere in secondo piano dal suo stesso compagno di squadra.
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Ripercorrere la lunga strada verso il pensionamento di Pippo Massa

Quando fu scaricato dal cavallino rampante Pippo Massa ebbe modo di vedersi un contratto firmato dalla Williams ben prima della fine della stagione, abbiamo pianto e ci siamo strutti moltissimo per la fine di quell'epopea in rosso, ma non fu proprio la stessa cosa. L'anno scorso le intenzioni del team sono state ben chiare per tempo ma nessun altro ha preteso di averlo con sé ancora per un po', per salvare la faccia ha dichiarato ai quattro venti che la decisione di andare in pensione fosse una propria scelta personale, ma non ci ha creduto nessuno. La lunga strada verso il pensionamento è stata percorsa con moltissimi ricordi commoventi, diverse occasioni celebrate come "ultima volta in carriera" o ultima volta nella vita, abbiamo pianto all'ultima gara, abbiamo pianto all'ultima parata, all'ultima foto di classe, all'ultimo gran premio del Brasile. Insomma, abbiamo pianto moltissimo e per moltissimi motivi differenti... poi però arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia che quelle ultime volte non erano veramente ultime perchè non ha fatto neanche in tempo a svuotare la scrivania da tutte le sue cianfrusaglie ed uscire dalla porta che lo hanno fatto rientrare dalla finestra, cianfrusaglie comprese. Davvero davvero davvero in Williams non hanno trovato nessun'altro per sostituire Bottas?
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Aspettare il supremo atto di prepotenza del sempre più borioso Max Verstappen

Se c'è una cosa che ha contrassegnato il 2016 questo è l'exploit di Max Verstappen. Partito con la timida Toro Rosso, promosso alla quarta gara in Red Bull, ha dato il meglio di sè in fatto di arroganza in una sorta di escalation verso l'insopportabilità, anche se inevitabilmente c'è sempre qualcuno che tifa per chi fa più rumore ed è riuscito a ritagliarsi una fetta di ammiratori a sua volta. Riuscito a dar fastidio al proprio prossimo fino all'ultima curva dell'ultima gara, quest'anno non può che ripartire da dove si è arrestata la sua carriera qualche mese fa. Da lui, per il 2017, ci si aspettano prese di posizione scomode, manovre in pista quantomeno discutibili, risse in giro per il paddock nonchè una accesa rivalità con il compagno di squadra... e pure che freghi la fidanzata a qualche collega, se gli gira. Tra una cosa e l'altra se qualcuno gli suggerisse di usare topexan non sarebbe male.
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Percorrere la lunga strada verso il pensionamento di Kimi Raikkonen

Lo abbiamo fatto per Jenson Button e Felipe Massa un anno fa, tocca farlo anche per Kimi quest'anno. Perchè questo è l'ultimo anno di Raikkonen, vero? Nel senso, fino a quanti anni pensa seriamente di andare avanti? Titolare della maggiore anzianità anagrafica in pista quantomeno dai tempi di Mark Webber, quest'anno potrebbe seriamente meditare di ritirarsi a vita privata. Tanto più che in Ferrari dovrebbero seriamente pensare ad un certo rinnovamento d'immagine. E' giunta l'ora di tesserne le lodi, iniziare ad appellarlo "leggenda", enunciare ad ogni occasione possibile tutti i suoi successi in carriera, dimenticare gli insuccessi o le scelte discutibili e mettere indelicatamente a confronto le fotografie della sua giovinezza con quelle attuali. Partano le danze.
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Partecipare attivamente al toto-nomination della futura seconda guida Ferrari

La Ferrari è da anni sul punto di prendere questo o quel pilota, prima Hulkenberg, poi Bottas, passati persino sopra al cadavere di Bianchi che, a detta loro, se solo non fosse successo quello che è successo sarebbe stato sicuramente il prossimo pilota Ferrari, anche se non è assolutamente vero, così come hanno avuto modo di capire Perez prima di molti, ma anche Gutierez o Vergne... mi spiace solo per quel poverino di Giovinazzi al quale hanno messo una virtualissima X sopra la carriera nel momento in cui lo hanno arruolato come pilota di panchina. I fatti tuttavia parlano chiaro: tutti quelli che sono stati arruolati nei tempi più recenti non sono mai provenuti dalla seconda fila nè dell'accademia ma raccolti qua e là in giro per la pista per godere per un po' dei meriti altrui. Per rientrare nei loro canoni ci vuole qualcuno giovane, non giovanissimo. Alonso è fuori dalle danze e probabilmente anche Verstappen. Bottas si sta giocando il tutto e per tutto in Mercedes, se va bene se lo tengono, se va male chi se lo prende? Hulkenberg o trova la svolta della vita quest'anno o resterà a gongolare nella sua nebbia post 24 ore di Le Mans. Ricciardo potrebbe essere il nome giusto. 
A meno che Vettel non si faccia prendere dallo svirgolo definitivo e decida di abbandonare la nave che affonda... perchè allora tutto lo scenario cambierebbe. Anche una rottamazione dell'ultimo minuto modello Pippo Massa diventerebbe plausibile.
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Ascoltare il team radio della vita di Ferny Alonso

attendendo il fatidico momento in cui obbligherà quel pensionato di Jenson Button a tornare in pista

Gli ultimi anni di Alonso stanno parlando chiaro: parte con la dichiarazione ottimistica della vita, poi si schianta contro un muro. Ci fu l'anno della folgorazione sulla via di Montmelò, ci fu l'anno in cui si fece mandare dalla mamma a prendere il latte. Ogni volta, viste le promesse disattese, sembrò l'occasione buona per non mettere piede ancora una volta dentro quel catorcio di vettura che gli è stata affidata. Il primo anno obbligò Magnussen a tornare in pista... per sei lunghissimi giri emozionanti... il secondo diede la possibilità a Vandoorne di mettersi in mostra riuscendo ad entrare in zona punti alla prima occasione. Molto più di quanto non furono riusciti a fare le due leggendarie prime guide, tre titoli mondiali in due. Si tenga pronto Jenson Button, nonostante la sua voglia di sabatical... perchè la vigilia del campionato è alle porte e Alonso potrebbe realizzare a brevissimo che anche quest'anno l'ottica iridata è andata in fumo. Ovviamente ci si augura sempre che possa non essere niente di grave o di fatidico, in modo da dargli la possibilità di tornare in pista e dare bella mostra di sè nel più epico team radio di sempre. Uno di quelli a cui ci ha già abituato da anni. Riuscirà quest'anno a battere il mai dimenticato "siete dei geni"?
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Trovare una fidanzata a Lewis Hamilton

Ad anni dalla travagliata chiusura con Nicole Scherzinger, è il caso che qualcuno sistemi Hamilton con una brava ragazza. Perchè è stato divertente vedere la stampa andare in subbuglio per ogni fanciulla entrata, anche solo per sventura, all'interno del suo perimetro, incapace di distinguere una amica, una conoscente, una collega da una fidanzata, incapace di distinguere una botta e via da una fidanzata. Ora però è giunto il momento di riviverlo in quella fase confusa e felice delle origini, quando l'andamento delle cose a casa si rifletteva sull'andamento delle cose in pista... sperando che non torni anche a sfogare tutte le proprie frustrazioni sulla fiancata di Pippo Massa. Ah, che bell'annata fu il 2011?
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Assistere alla definitiva trasformazione di Sebastian Vettel in Fernando Alonso

Sono drammaticamente titolare di una teoria secondo la quale Sebastian Vettel dal momento del suo ingresso in Ferrari sta subendo una lentissima ma inesorabile trasformazione in Fernando Alonso. O forse la trasformazione è iniziata poco prima... o non avrebbe mai accettato di vestirsi di rosso. I fatti mi sembrano parlare chiaro: quattro titoli mondiali (in realtà quelli di Alonso sono due, questo lo dico giusto per rinvangarlo un pochino) amato e incensato da tutti come il nuovo messia, probabilmente erede dei fasti schumacheriani. Dalla sua ha anche l'averlo avuto come mentore in un modo o nell'altro. Nel momento in cui le cose incominciano ad andare un po' meno bene alla casa madre cede alle lusinghe del prestigioso team in rosso, perchè mie acide battute a parte, immagino che faccia sempre piacere se un team di tale portata ti punta gli occhi contro. Quelli pagano bene, perchè a loro basta avere il nome... ma in fondo in fondo un quattro volte campione del mondo senza più corona in testa oltre al vestito prestigioso vorrebbe qualcosa in più. Forse inizia ad avere fame, avrebbe sperato di mangiare un po' di più sin da subito... ma si sa che il primo anno è sempre un rodaggio. Certo, Raikkonen al primo anno in Ferrari si portò a casa il titolo, ma quelli erano altri tempi... e soprattutto c'erano Alonso ed Hamilton nella stanza a fianco a menarsi tra di loro. Ma torniamo a noi.
Tutta quella celebre freddezza e determinazione nel portare a casa vittoria dopo vittoria viene messa in discussione dalla mancanza di vittorie e dalla difficoltà di ottenere qualcosa di buono. L'ottimismo nelle dichiarazioni va lentamente a scemare e l'atteggiamento in pubblico è un po' meno conservatore verso l'unità familiare. I team radio al fulmicotone sono aumentati a vista d'occhio... attendo un gran finale con trepidazione.
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Rispondere definitivamente alla domanda ma cos'è sta merda? istintivamente formulata dopo aver visto di sfuggita la nuova McLaren

La McLaren ha rivelato il proprio outfit ed è qualcosa di di disgustoso. Ancora ancora passi per la tuta dei piloti, rimasta quasi del tutto bianca, priva si sponsor come al solto. Per quanto riguarda la vettura sono invece comparsi al mondo di arancione dipinti come una Spyker qualunque, certi in questo modo di essere andati alla ricerca delle loro origini. Ma non hanno capito che tutto questo parlare di nuove ere e di futuro che avanza non gli porta bene? Sono quasi certa che quest'anno non vi sarà alcun ugliest contest, hanno già vinto loro, a mani basse.

giovedì 23 febbraio 2017

2017 - Williams

Con la presentazione dell'anteprima della Williams possiamo considerare aperte le danze. Non manca ancora molto all'inizio della stagione, i primi test inFernali - mentre scrivo questo post - sono alle porte e primi musetti incominciano a fare capolino dai vari profili social dei team. 
In Williams quest'anno scenderanno in pista in una formazione inedita, mai sperimentata e forse neanche troppo ponderata, visto come sono andate le cose durante l'inverno. Trovo un lato comico della vicenda nel fatto che proprio il team Williams per buona parte della scorsa stagione ha retto i giochi di mercato con tanti simpatici exploit pubblici ben prima che fosse pubblico il ritiro a vita provata di Felipe Massa, mai realmente sentito ma reso necessario per salvare la faccia. 
Là dove altri team hanno reso nota ancor prima dell'estate l'intenzione di mantenere intatta la proprioa formazione per gli anni a venire, il Williams parevano più ansiosi che mai di portarsi a casa Jenson Button, prossimo al pensionamento forzato da casa McLaren, sicuramente sulla piazza dal 2017. Questo li ha lasciati per molto tempo sulle spine, forse non si aspettavano che questo non fosse immediatamente disponibile ad occupare un seggiolino a prescindere, pur di rimanere in pista ancora un po'. L'insistenza non ha fatto bene alla loro immagine. Le voci che hanno incominciare a girare in quale momento erano le più disparate, tra la volontà ferrea di volere per il proprio team un pilota d'esperienza di cui avevano certamente bisogno, anche quella che - indagando nel passato della squadra - portava alla scoperta una vecchia infatuazione, per la cronaca mai confermata, di Claire Williams per il giovane pilota inglese, risalente agli anni in cui questo per la prima volta ha vestito i colori della squadra, oggi disposta a fare carte false pur di riaverlo ancora un po' sotto lo stesso tetto. 
Al diniego ricevuto da Jenson Button la reazione è stata quantomeno inaspettata: a tutta quella voglia di esperienza, maturità etc etc per sviluppare la vettura ha seguito l'ingaggio di un diciottenne, Lance Stroll, nazionalità canadese, dalla circonferenza collo probabilmente superiore a quella di Alonso negli anni d'oro. Tesoro, non so di cosa ti faccia per dimostrare 10 anni in più di quelli che hai ma, ti assicuro, visto così non è niente di sano. 
Venne quindi il momento del terremoto invernale, Rosberg decide di far rodere d'invidia mezzo mondo giocando al maritino perfetto e ritirandosi a vita privata e Bottas, da almeno un paio d'anni di troppo prossimo al passaggio in Ferrari si è ritrovano in prima fila davanti a molti per ereditarne il pesante volante. Ecco sorgere l'ennesimo problema: non solo hanno perso "l'esperienza" di Button, non solo quel buco è stato riempito con uno troppo giovane persino per prendere la patente, ma improvvisamente questo era rimasto solo. Un uomo solo al volante. Uomo. Facciamo ragazzo. Il coefficiente esperienza richiedeva necessariamente di essere riequilibrato. 
Claire Williams, fresca fresca di nomina di Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico ha trovato subito la soluzione: a tanta gioventù affiancare tanta anzianità... e che vinca il migliore. Felipe Massa is back!
A questo proposito hanno avuto modo di esprimersi un po' cani e porci. Ci sono quelli che, più di ogni altra cosa, vorrebbero imporre a Massa di non replicare per nessuna ragione al mondo tutta la pantomima pre pensionamento dell'anno scorso perchè, se anche lui non ne è pienamente soddisfatto, noi ne abbiamo sicuramente abbastanza. C'è chi ha trovato l'intera faccenda ridicola davanti alla difficoltà che molti piloti non paganti hanno di avere solo che un'opportunità in questo mondo.

domenica 19 febbraio 2017

FormulaGossip - 2017 is in the air

All'inizio di tutta questa faccenda dei post domenicali, non Stefano in ogni caso, mi era sembrata davvero una buona idea. Dilazionare nel tempo tutto quello che avevo da dire in conclusione di stagione e mantenere attivo quell'appuntamento con i motori del fine settimana. E' andata però a finire che, alla vigilia della nuova stagione io sia ancora dietro a ricamare sul detto, non detto, fatto o solo pensato del 2016, che ormai è storia vecchia. Ritengo che per incominciare ad affacciarsi a quello che accadrà da marzo in poi non ci sia niente di meglio che darci dentro con un formula gossip riassuntivo di tutto quello che ci siamo persi negli ultimi 3 mesi. Sì, perchè non intendo mettermi a sproloquiare sulla larghezza delle gomme anzitempo come i siti prufescional a tema Formula 1. 

Nico Rosberg

Non so se anche a voi sia giunta la voce che Nico Rosberg, a circa una settimana di distanza dal titolo mondiale, ha deciso di ritirarsi dalle scene. Molto probabilmente è una rivelazione che sto offrendo io in esclusiva mondiale, essendo sempre sul pezzo. 
Scherzi a parte, di questo argomento ne hanno già parlato tutti e tutti l'hanno già commentato. L'ho fatto pure io, quindi andiamo avanti e pretendiamo che questa notizia sia già stata digerita da un pezzo. 
In occasione degli Autosport Award Damon Hill (figlio di Graham) ha conferito a Nico (figlio di Keke) il tesserino di aderenza all'esclusivo club composto dai campioni del mondo figli di campioni del mondo, pur tenendosi la presidenza dello stesso. Citazione of the day: persino in un club con due membri ci deve essere un boss.
Il 2017 offre tuttavia al neo campione del mondo la possibilità di svolgere il ruolo di ambasciatore della Mercedes e lui promette che per cinque o sei volte lo vedremo persino comparire ai box. Insomma, prima che gli chiedano il rimborso per tutti i danni morali e materiali provocati all'azienda dai suoi colpi di testa degni della migliore diva (e poi dicevano di Hamilton!!) gli fanno fare per un po' il giullare di coorte.

Mercedes

Nessuno saprà esattamente quanto la notizia di Nico Rosberg sia piovuta dal cielo anche ai piani alti della Mercedes. Di sicuro c'era quella firma fresca fresca di rinnovo che hanno sponsorizzato come se fosse l'ultimo colossal uscito al cinema non più tardi della scorsa primavera. Di sicuro c'è che casa Mercedes non se la deve essere passata benissimo dopo che il ritiro di Rosberg è diventato ufficiale. Ciò che ci hanno fatto sapere e che facciamo finta per un attimo che sia vero è che Nico abbia rivelato alla vigili del GP di Abu Dhabi la propria intenzione di chiudere i battenti se le cose fossero andate per il verso giusto a qualcuno tra i pochissimi fedeli ai piani alti, tipo Niki Lauda, Toto Wolff e pochi altri. Lo stesso Lewis Hamilton l'ha saputo pochi minuti prima che la bomba venisse sganciata. Certamente l'intero castello è stato montato dopo la chiusura del grande mercato piloti, quando per gli altri i giochi risultavano fatti e conclusi da un pezzo, mentre loro si sono trovati con un seggiolino vacante nel peggiore dei momenti. Dalla loro parte il fatto di essere il team che più ha vinto negli ultimi tre anni, l'unico team nel quale chiunque farebbe carte false per entrare, il team nel quale, a quanto pare, chiunque ha fatto carte false per entrare. Tutto materiale ottimo per il nostro divertimento. 
Durante la prima settimana dall'addio la maggior parte dell'attività dei social media manager della Mercedes è stata quella di condividere, per il nostro diletto, parte delle migliori offerte che gli venivano dirette, un po' da cani e porci. C'è stato quello che ha indicato nel CV che avrebbero potuto telefonare a Max Verstappen per avere qualche referenza a suo carico che ha fatto partire un vero e proprio circo, con la partecipazione straordinaria dello stesso Max Verstappen, stato capace di reggere lo scherzo molto più del previsto, anche se, in fondo in fondo, il suo fine ultimo è stato esplicitamente quello di candidare la propria persona. Sempre per amore di cronaca, pare che alla candidatura sia seguita una telefonata tra papà Jos e Toto Wolff che, citando quanto già accaduto - a ma ruoli invertiti - in occasione dell'ormai celebre telefonta pre Abu Dhabi, si è conclusa con un "kick your ass"
Tra il serio ed il faceto casa Mercedes ha fatto sapere che gli unici due piloti a non essersi offerti siano stati Kvyat e Raikkonen. Telefonate indagatrici circa le reali possibilità di un rientro in pista sono giunte persino da Maldonado e Barrichello.

Lewis Hamilton

Una volta calato il sipario sulla stagione 2016 in molti sono stati quelli che hanno incominciato a puntare il dito contro di lui. Perchè tutte le sue stravaganze sono andate benissimo fino a quando è stato campione del mondo ma, un minuto dopo, si sono trasformate in arroganza. 
Una delle occasioni degne di scandalo è stata quella della premiazione degli Autosport Award, dove è stato premiato quale pilota inglese dell'anno e, se lo lasci dire, qua anno dopo anno gli piace vincere sempre più facile: chi gli dovrebbe togliere il titolo Jenson Button? Palmer? La Regina Elisabetta in persona? Mentre Nico Rosberg dava sfoggio di sè sul palco, in tutta quella tiritera di cui sopra con Damon Hill, a ritirare il suo premio è comparso il fratello Nicolas. Non è chiaro se sperasse che la genetica e l'alcol a fiumi che girava in sala potesse aiutare a non sentire troppo la sua mancanza ma sono bastati davvero davvero pochi momenti perchè la notizia sia rimbalzata da un capo all'altro dell'internet criticando i suoi atteggiamenti da diva. Punto segnato per Hamilton, alla faccia delle malelingue, nel momento in cui è stato chiarito che, nello stesso giorno della premiazione, in Finlandia si teneva il funerale di Aki Hintsa il medico più famoso dell'intero circus del cui nome e della cui amicizia, nel giorno della sua morte, un po' cani e porci si sono lavati la bocca, ritwittando foto a casaccio per poi dimenticarsene un minuto dopo. 

Jenson Button

La strada della pensione offre grandi gratificazioni e, ragionando sul fatto che questo possa tranquillamente continuare a vivere di rendita dall'età di 36 anni, in effetti, fa girare la situazione ancora più in positivo. Tranne per il dettaglio che chiaramente gli sta dando di volta il cervello. 
Il primo passo verso la cretineria è stata la laurea ad honorem in ingegneria conferitagli dall'università di Bath, luogo che nella mia mente rimarrà eternamente legata alle Canterbury Tales di Chaucer, come se nella mia vita mi fossi veramente impegnata ad approfondire la conoscenza con la letteratura del trecento inglese. Così, giusto per darmi un tono di superiorità, anche se probabilmente non saprei trovare Bath sulla cartina neanche se la cercassi. In ogni modo, qualcuno ha pensato che uno dei frutti della sua carriera sia stata una conoscenza tale della materia da meritare un titolo apposito. Appeso il pezzo di carta al chiodo, comunque ad un età non di molto superiore a quella di molti studenti che amano pascolare per anni all'interno delle mura dell'ateneo, ha deciso di dedicarsi ad attività ben più gratificanti: il cyberbullismo. Principale vittima delle sue attenzioni i tagli di capelli altrui, che lo fanno proprio sbellicare dal ridere. 
Poi, per non lasciare spazio all'inedia, ha deciso di tentare la svolta da social influencer, adottando un cagnolino ed aprendogli un profilo instagram in condivisione con la nuova dolce metà dove postano scatti pucciosi appellandosi come mamma  e papà  della povera creatura. Insomma, come ogni trentenne di oggi che si rispetti, Jenson Button spende buona parte del suo tempo su internet riempendolo di informazioni non richieste.  

Fernando Alonso

Per un lasso di tempo apparso interminabile, dopo il ritiro di Nico Rosberg il caro Fernando è sembrato il pretendente principale al sedile della Mercedes. Prima di tutto perchè da almeno due anni a questa parte sta puntando a quel sedile. In seconda battuta perchè già prima del rinnovo di cui sopra della scorsa primavera, si vociferava di un papabile scambio tra il pilota della McLaren ed uno dei due double trouble Made in Mercedes ormai insoddisfatti della continua tensione lavorativa. In terza battuta perchè Briatore ottiene sempre quel che vuole e se quello che vuole il suo pupillo è un sedile in Mercedes quello che gli offre Briatore è un sedile in Mercedes, se quello che offre Briatore è uno schianto della seconda guida contro il muro per favorire la prima... allora lì ha fatto tutto ad insaputa del pupillo. Nei momenti immediatamente successivi alla ufficializzazione della notizia c'è anche chi ha ironizzato sul fatto che il telefono di Alonso risultasse occupato da ore. Rinunciando ad un pilota d'esperienza e campione del mondo pareva ovvio che volessero un altro pilota altrettanto d'esperienza ed altrettanto campione del mondo: i nomi sono stati fatti tutti. Tra l'altro, al momento sulla piazza c'era pure Jenson Button, occasionalmente a piedi, che ha già lavorato bene con Hamilton in passato, ormai eroe internazionale, campione del mondo, il che richiamava d'allarmante attualità la vicenda del 2009. 
Tornando a Fernando: seriamente, la penale che la Mercedes avrebbe pagato per sottrarlo alle sgrinfie della McLaren avrebbe coperto metà del debito pubblico italiano... o avrebbe permesso alla McLaren degli sviluppi un po' meno cialtroni, ma non è andata così. Tutto questo purtroppo (per Fernando) richiamava d'allarmante attualità anche la vicenda del 2007, pericolo che nessuna squadra al mondo vorrebbe mai correre. Per questo motivo Fernando è stato costretto a ripiegare su quelle dichiarazioni false come una banconota da tre euro, tipo I believe in McLaren, è lì che vuole concludere il lavoro iniziato nelle scorse due stagioni, etc etc etc ed inventandosi un nuovo modo per far parlare di sè: un nuovo grande noioso mistero destinato a rimbalzare di bocca in bocca, di tweet in tweet, di tumblr in tumblr: perchè indossa sempre il cappello? Cosa ci sarà sotto a quel cappello? 
In effetti è stato così: per mesi in ogni sua apparizione pubblica è apparso con un copricapo, a volte un cappello di lana, a volte un casco, a volte un berretto sportivo e le insinuazioni sono salite a mille. Chi ipotizzava un taglio di capelli emmè, che nella vita capita anche ai migliori, figuriamoci a lui... chi la buttava su qualcosa di decisamente più drammatico. La verità è stata svelta ai più dal solito simpaticone e cyberbullo di Jenson Button, insinuatosi a tradimento in una live su instagram del pilota spagnolo e condividendo l'epica impresa sui suoi social. Bel taglio, forse lo posso usare per pulire i pavimenti.

domenica 12 febbraio 2017

2017: Lui non ci sarà # Jenson Button

Jenson Alexander Lyons Button, classe 1980: quando lui ha incominciato a correre in Formula 1 Max Verstappen doveva ancora imparare a camminare, dopo 17 stagioni, 7 team ed un titolo mondiale, lui, proprio lui, nel 2017 non ci sarà. 
Nei 17 lunghi anni della sua carriera davanti agli occhi di tutti è apparsa una evidente l'evoluzione del pilota. Partito nell'anno 2000, come uno dei tanti, dall'ultima fila, debuttando con un ritiro di tutto rispetto, a bordo di una Williams orfana di Alex Zanardi, per tutta la stagione ha dimostrato talmente tanto il proprio valore che, per i due anni sucessivi fu imprestato alla Benetton\Renault di matrice briatoniana. Giusto per non averlo in mezzo ai piedi. 
Nel 2001 - al fianco di Fisichella - le cose andarono addirittura peggio che in Williams, dell'anno successivo le cronache raccontano, addirittura, di un quasi podio in Malesia. Briatore non ne fu affatto soddisfatto, anche se la matematica non mente: 14 punti per lui, 9 soltanto per Yarno Trulli, ma il pupillo spagnolo premeva per salire a bordo e, scaduti i due anni del "prestito" fu rispedito alla Williams alla quale apparteneva dove, tuttavia, non ci fu più posto per lui. 
Non gli restò altro da fare che migrare in BAR, al fianco di Jacques Villeneuve. Dopo un'altra manciata di quasi podi del 2003, nel 2004 per la prima volta riuscì a salire sul più basso gradino del podio, proprio in Malesia, rimasta in sospeso dall'ultima volta. 
Il 2005 sarebbe dovuto essere l'anno del ritorno in Williams ma, dopo un accordo ormai siglato, fu la stessa BAR ad opporsi e tenersi l'inglese ancora per un po'. Tale faccenda di tira e molla con la Williams non ebbe modo di concludersi, in ogni modo prima del 2006, quando ormai la BAR era già diventata Honda e pare che Button abbia pagato la penale di persona pur di restarsene lì ancora per un po'. Di questi anni si ricordano:
  • la squalifica ad Imola 2005, dove chiuse la gara in terza piazza, ma la vettura risultò in sottopeso. Tale squalifica fu estesa anche alle due successive gare;
  • i compagni di squadra:  Jacques Villeneuve (2003), Takuma Sato (2004 - 2005), Rubens Barrichello (2006-2008);
  • la prima vittoria in carriera, giunta nel 2006 in Ungheria, là dove tutti i piloti piazzati dopo il quarto posto risultarono doppiati, dove i contendenti al titolo (Schumacher e Alonso) per ragioni proprie si autoeliminarono uno dopo l'altro dalla gara. In tale occasione si registrò anche il primo podio di Petro De La Rosa;
  • il fallimento della Honda che, dopo due stagioni di devastazione totale, chiuse i battenti per ritirarsi dalla formula 1. E dopo la Benetton e la BAR si può dire che Button ne ridusse in miseria un'altra.
Il 2009 fu l'anno del miracolo, dell'incredulità popolare e delle sorti che, modello sliding doors, riescono a stravolgersi in un battito di ciglia. Quando ormai pareva che per il 2009 non ci fosse nulla di meglio da fare che starsene sul divano a guardare la TV, quel che rimaneva della Honda venne rilevata da Ross Brawn e un altro gruzzoletto di valorosi che, in men che non si dica, hanno rimesso in piedi la situazione, ingaggiato gli unici due piloti disoccupati dello schieramento, disegnato un progetto per il quale potesse valere la pena... e 12 mesi dopo portato a casa il titolo iridato. Era l'anno di Jenson Button, e lui ancora non lo sapeva. Era l'anno di Jenson Button e noi ancora non ce ne eravamo resi conto.
Dopo aver vinto sei tra le prime sette gare, tra i mormorii locali di quelli che si domandavano ma chi? quello con il nome da shampoo? per il resto della stagione ha vissuto tranquillamente di rendita, alimentando le speranze di Barrichello che, per una ragione o per l'altra, ha creduto seriamente di potercela fare, ma portando a casa il titolo ben una gara prima della fine. 
Nonostante tutto, anche la Brawn GP fu portata al fallimento, e l'anno successivo decise di focalizzare tutta la propria attenzione sulla McLaren, appena scampata dallo scandalo della spy story e redenta dalle prestazioni dell'idolo locale, Lewis Hamilton, che, però, all'epoca odiavano tutti: c'era bisogno di un contrappeso alla situazione... e chi meglio di lui, appena sbocciato e riscoperto dalla massa?
Divenuto membro dell'ordine dell'impero britannico, la stagione 2010 al fianco di Lewis Hamilton partì discretamente bene, due vittorie e qualche altro podio sparso qua e là... eppure il mondo pareva decisamente più concentrato sulle bravate che i terrible boyz combinavano in giro per il mondo. Si narra di una grande amicizia finita in tragedia nel momento in cui Lewis ha iniziato a fare il divo ed i social network sono entrati nella sua vita, ma visto che di tutto ciò non vi è traccia, andiamo avanti. Degli anni in McLaren ricordiamo:
  • il triennio al fianco di Lewis Hamiton, nel primo fu Lewis ad avere la meglio, nel secondo fu Jenson, nel terzo fu nuovamente il turno di Lewis il quale, tuttavia, aveva già pronte le borse per il trasloco in Mercedes. A memoria ed è solo un'opinione personale, ma la loro è stata una delle migliori accoppiate degli ultimi tempi. Due piloti all'epoca assolutamente diversi, agli antipodi per modo di guidare, essere, vivere, reagire davanti alle situazioni ma in grado di trovare, ed i risultati lo hanno dimostrato, il loro perfetto equilibrio a livello di team. Uno più tecnico l'altro più istintivo, uno maggiormente a proprio agio davanti a situazioni di caos come quella di Canada 2011, l'altro in grado di mandare in vacca un mondiale all'ultima gara - quasi - per due volte di fila, ma imbattibile quando saturno non gli dava contro;
  • tooned;
  • canada 2011, una delle gare più roccambolesche che la formula 1 moderna ricordi, al termine della quale Button risultò vincitore;
  • il 2013, stagione durante la quale le cose iniziarono ad andare male, ma nessuno seppe dire veramente il perchè, al suo fianco Sergio Perez, liquidato alla fine della stagione dopo aver mirato in diverse occasioni al posteriore del compagno di squadra ma senza essere stato realmente in grado di reggere il passo con le prestazioni;
  • il 2014, con l'avvento di Kevin Magnussen, uno che avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo della formula 1, un po' come fece Hamilton a suo tempo. Alla gara inaugurale entrambi i piloti finirono a podio e la stagione 2013 sembrava messa alle spalle. In realtà non andò esattamente così, leggermente meglio della precedente ma nulla di cui fosse lecito vantarsi in pubblico. Anche Magnussen venne quindi archiviato dopo una combattutissima battaglia compiuta dai sostenitori e dai mass media di mezzo mondo perchè fosse salvato il soldato Button;
  • il 2015, contrassegnato da due ritorni importanti per il team: quello di Alonso, di cui nessuno aveva seriamente sentito la mancanza, e quello della Honda, di cui, a conti fatti, nessuno aveva sentito la mancanza vista la debacle portata a casa per due anni su tre all'ultimo passaggio in zona. Le cose andarono male, molto male, malissimo, tanto che Magnussen quasi ne fu sollevato all'idea di poter assistere a tanta umiliazione senza viverla sulla propria pelle. A confronto pure quella 2013 sembra una stagione dignitosa;
  • il 2016, la stagione dei remi in barca. Perchè a questo punto è parso ovvio che di rimaner lì a far ballar la scimmia non ne avesse più voglia. Le cose, a conti fatti, sono andate un po' meglio di quanto non fosse successo nel 2015, ma, seriamente, non è un miglioramento è una legge statistica. Meglio di un'annata dove la vettura non è neanche partita il 50% delle volte è normale, oltre che probabile. 
Portato quindi un altro team al fallimento e al decadimento totale delle prestazioni, oltre che delle speranze e delle aspettative, Jenson Button si è ritirato offrendo al vento l'ultima delle pantomime in grado di rioffrire dignità all'uomo e al pilota che, nel frattempo, è diventato leggenda: l'anno sabbatico. Nel frattempo, per non lasciare troppa speranza a quelli che vorrebbero quasi per davvero vederlo ripiomabre al volante della McLaren, magari dopo l'ennesima bravata di Alonso, si è impegnato moltissimo a porre le basi della sua intera età pensionabile: ha adottato un cane, gli ha aperto un profilo instagram nel quale immortalare tutte le sue pucciosissime espressioni e ha iniziato a partecipare ad eventi come la Race Of Champions, che alla fine ha la stessa rilevanza sociale della partecipazione di un cantante in voga 10 anni fa al festival di Sanremo, giusto per non farsi dimenticare troppo in fretta.
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2017: Lui non ci sarà # Nico Rosberg

2014: Lui non ci sarà # Timo Glock

2014: Lui non ci sarà # Mark Webber

2014: Lui non ci sarà # Rubens Barrichello

domenica 5 febbraio 2017

Domani è un altro giorno - 2016 Edition - Campionato costruttori

Domani è un altro giorno è l'appuntamento dalla cadenza annuale volta a premiare (con il mio personale riconoscimento) l'eroe della stagione. Colui che ha lasciato il segno, non solo nella storia della massima serie dell'automobilismo, ma anche e soprattutto sulla fiancata di quelli che lo circondano, sui muretti o sui guard rail. Insomma, coloro che hanno lasciato una traccia indelebile del proprio passaggio.
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Per la categoria:
 "Domani è un altro giorno - Costruttori"
1) Ferrari - Tu conosci il nome ha creato solo confusione
2) RedBull - Vorrei ma non posso
3) McLaren - lasciate ogni speranza o voi che entrate
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And the winner is...
RedBull
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Se da una Manor nessuno di sarebbe aspettato nulla, sulla Ferrari abbiamo smesso tutti di scommettere, l'unica squadra che da questa annata avrebbe potuto seriamente ambire ad un risultato un filo meno degradante è proprio la Red Bull. Scesa sotto il minimo prestazionale dopo un dominio incontrastato per 4 anni di seguito, da quando Vettel ha abbandonato la nave che affonda sembrano proprio aver perso definitivamente la bussola. Che poi è facile non vedere il fallimento quando, qua e là, almeno loro, qualche vittoria la hanno raggiunta, ciò che può fare la differenza è osservare da vicino la situazione per assaporare il gusto della disfatta: quelle vittorie assumeranno decisamente la forma di un enorme vorrei ma non posso. Un primo segno di poca lucidità è certamente il cambio della guarda in corso di stagione: faccenda che non lascia affatto intendere che siano partiti con degli obiettivi in testa, fiduciosi del progetto portato in scena.
In Australia Kvyat muore sulla griglia di partenza. La sua presenza è stata notata dai più solo perchè ha obbligato l'intero plotone a compiere un secondo giro di ricognizione per dare tempo ai tecnici di rimuovere la carcassa.
In Bahrain neanche questa gioia. La gara ha modo di iniziare e finire senza che di loro vi fosse qualcosa di interessante da rilevare.
In Cina Ricciardo tenta di dare quel qualcosa in più per fare la differenza in qualifica, beffando le Ferrari senza batter ciglio. In realtà, in gara gli scoppierà una gomma e l'agognato podio toccherà a Kvyat, non prima di aver litigato con Vettel per una manovra azzardata alla partenza che sta ancora facendo discutere molti. No, non è vero. Appunto.
In Russia alla partenza del GP gli animi erano particolarmente tesi di per sè, poi ci si è messo Kvyat che credeva di giocare agli autoscontri e non si è placato fino a quando non ha sbattuto fuori di pista Sebastian Vettel, Sebastian Vettel ha dato sfoggio stessa proprietà di linguaggio di uno scaricatore di porto. Uno di quelli veri, con la panza da birra e le mani sporche di grasso. Uno di quelli che ti sa fare l'alfabeto con i rutti. Probabilmente dopo la vicenda cinese ha creduto che fosse tutto lecito, quello che deve essere andato storto a questo giro forse è stato il fatto che contro Vettel c'è andato a finire tre volte in poche centinaia di metri. Dopo la fine della gara gli hanno tolto tre punti dalla patente. Dopo il rientro a casa gli hanno tolto il pass per rientrare il RedBull, ricatapultato in Toro Rosso senza diritto d'appello.
Dopo gli incidenti russi, Daniil Kvyat giura di aver fatto tutto il possibile per farsi perdonare da Vettel: lo è andato a cercare ai box, ma era già partito, quindi lo ha chiamato a casa, solo per chiedergli scusa. Anche Ricciardo lamentava di aver diritto a delle scuse, ma di come è andata quella vicenda non è interessato a nessuno, quindi andiamo avanti. Kvyat probabilmente non aveva considerato di dover chiedere scusa a qualcun altro.... ed è li che sono iniziati tutti i suoi guai. I piani alti del team ha deciso di invertire l'ordine degli addendi, ha "retrocesso" Kvyat per promuovere inaspettatamente Verstappino.
Siamo quinti giunti Spagna, ognuno con la propria opinione, pronti a spararla in faccia a qualcuno alla prima eventualità che si sarebbe rivelata in pista. Quello che è accaduto, tuttavia, credo che sarebbe stato ben difficile pronosticarla per chiunque, perchè quello a cui si è assistito è andato ben oltre il confine con l'incredulità. Hamilton e Rosberg si autoeliminano in partenza. Coloro che avevano dominato le ultime due stagioni e stavano prendendo un secco discacco dagli esseri umani anche quell'anno, all'improvviso finiscono in una nuvola di polvere, schiantati l'uno contro l'altro lasciando pista libera agli altri. E fu lì che Vestappen, a bordo del suo nuovo giocattolino porta a casa la vittoria. Se solo uno dei due Mercedes fosse sopravvissuto ovviamente nulla di tutto questo sarebbe mai accaduto e oggi ci risparmieremmo di lunga di sentir parlare di piloti pronti ad entrare nella leggenda ma, a quanto pare, così è e così è dovuta andare.  Ed è qua che sta il tracollo: perchè una RedBull abbia potuto pensare di vincere gli altri si sono dovuti auto-eliminare. E gli altri ancora son dovuti essere delle Ferrari. La cosa divertente è che Kvyat negli stessi attimi ha fatto registrare il tempo più veloce della gara.
A Monaco si è visto Versbatten onorare il proprio nuovo soprannome in maniera assolutamente dignitosa. Perchè sarebbe dovuto essere il bimbo prodigio della situazione, ma è ancora troppo impegnato a fare il bimbominkia della situazione e, per tre volte di seguito in un solo week end è finito di testa contro le barriere e gli hanno portato via la vettura con la gru. In compenso Ricciardo è salito sul podio, anche se con un po' di amaro in bocca. Davanti alle nuove beghe interne di casa Mercedes era pronto a portarsi a casa la vittoria che gli spettava di diritto... ma al millesimo cambio gomme,  rientrando per la propria sosta, non ha trovato le gomme ad attenderlo. Tutti i team erano in fibrillazione. Tutti i team in quell'istante non capivano che cosa avrebbero dovuto fare, se tenere le gomme da bagnato ancora per un po', se passare prima dalle intermedie o puntare direttamente alle gomem da asciutto. Le indecisioni sono state diaboliche per tutti, per Ricciardo sono state letali, perchè per pochi secondi (meno della metà di quelli cha ha passato in attesa delle sue gomme al box) Hamilton gli ha fregato la posizione e se la è tenuta fino alla fine.
In Canada tutto è tornato a tacere, così come a Baku. In Austra, per la verità, Verstappen secondo, ma non chiedetemi da che parte sia uscito perchè credo di essermi addormentata a metà gara.
A Silverstone perchè Verstappen potesse far meglio di una Mercedes è stato necessario che quella Mercedes, nello specifico quella di Rosberg, desse un po' di matto. In realtà, in pista, Rosberg era anche riuscito a riprendere la RedBull, ma nel momento in cui la macchina ha dato di matto dal box gli hanno suggerito come aggiustarla e dopo la fine della gara è stato punito e risbattuto in terza piazza.
Inevitabilmente anche dall'Ungheria non è emerso nulla di interessante, fino alla Germania, dove Rorsberg ha nuovamente tentennato e, questa volta in coppia, i RedBull boyz sono saliti sul podio, bevendo champagne dalla fetida scarpetta di Ricciardo. Giusto in tempo perchè Hamilton rivelasse al mondo che Ricciardo era single.
I fatti tornano a farsi succosi in Bergio dove, alla prima curva è già mischia. Mentre Nico scivola via liscio, Verstappen ne combina di tutti i colori. giocando al grande gioco della prestigirizzazione (Silvano, Mago di Milano, I still love you) un secondo prima era a sinistra, un secondo dopo alla destra delle due Ferrari, tutti belli allineati come dei cretinetti. Il primo ad essere fatto fuori è stato Vettel, il testacoda immediato, regge poco pure Raikkonen, poi Vestappen... ed alla fine tutti gli altri. BOOM! Versbatten! In pista di sano non c'è rimasto più nessuno. Davanti a quello scenario Ricciardo sale sul podio e se la ride.
Giunti a Monza, il Belgio forse era ancora impresso nelle menti di molti. Soprattutto di quelli che, vedendo Verstappen dallo specchietto retrovisore, hanno l’ordine di scuderia di fare i bravi e non tentare di opporsi. Perchè chi si oppone è perduto. Spesso non può chiedere neanche un termine di grazia che viene mandato a sbattere contro un muro. E deve essere stato proprio nella prospettiva di questo scenario che Perez, quando ha visto che Verstappen voleva superarlo, non solo non ha tentato di resistergli, ma è andato nella via di fuga, ha fatto il giro largo, non gli ha lasciato veramente tempo di compiere un sorpasso, gli si è smaterializzato tra le mani per accodarsi in tutta calma. Perchè è meglio perdere una piazza che prendere tre punti in fronte.
A Singapore Ricciardo, al quale la squadra pare aver confezionato una di quelle belle strategie grazie alla quale potrebbe seriamente puntare a vincere, vuole davvero vincere. Ovviamente non accadrà, questo è già chiaro a tutti. Rosberg irraggiungibile primo è partito primo è arrivato. Chi crede seriamente che Ricciardo lo sarebbe potuto andare a prendere sul finale è un illuso, sia chiaro.
Mille punti di demerito per Max Verstappen in Malesia che, mentre tutti festeggiavano il 300esimo GP di Jenson Button, ha dato una festa a parte per il suo compleanno. Festa che ovviamente è andata deserta, come è giusto che sia, visto che anche Ricciardo stava devendo birra in McLaren. E ben gli ha portato in gara, dove ha raccolto la prima (e unica) vittoria della stagione. Complice è stata, ovviamente, un'altra doppia defaillance delle Mercedes, con una arenata alle loro spalle e l'altra che, davanti a loro ha preso fuoco, sarebbe stato davvero difficile non vincere, tuttavia ci hanno messo del loro per far scattare il mega ordinone di scuderia: Daniel beviti pure una sorsata d'acqua e guida sino alla bandiera a scacchi. Peccato che a quel punto della gara, nel teporino pomeridiano malesiano, l'acqua sia ormai piuttosto calda e l'effetto diarroico sia dietro l'angolo. Ma queste sono solo congetture di secondo piano, niente paragolabile a quello che accadrà poco dopo sul podio.
Negli Stati Uniti uno che in quarta piazza proprio non ci voleva stare era Verstappen, quarto in griglia di partenza, precipitato sesto, recuperato sino alla quarta piazza… fino a quando dai box gli dicono qualcosa sul conservare qualcosa. Metti gomme. O carburante. O neuroni in testa. O lascia gli i grandi si occupino delle loro cose e non ti mettere in mezzo. Insomma: devono sicuramente avergli detto qualcosa di sensato, ma lui non è stato affatto d’accordo ed ha sfornato un altro di quei team radio che ultimamente lo stanno rendendo tanto famoso. Faccia attenzione Alonso che il nano gli vuole togliere anche questo primato. Non sono qui per arrivare quarto. Cafone. Ed il karma lo ha ripagato: gli ha mezzo una vocina nell’orecchio, tipo Giovanna D’Arco, che lo portasse a rientrare ai box, mentre i meccanici, in realtà, erano belli intenti a mangiarsi un panino al salame o qualcosa del genere. Ha perso mille secondi preziosi mentre questi cercavano le gomme e con calma gliele montavano… ma tutto inutile in ogni caso, perchè la vettura poco dopo ha deciso di abbandonarlo definitivamente. Ha rallentato e iniziato a grattare, VerSTOPpen non si è dato per vinto, ha continuato il proprio cammino a 20 km\h per almeno mezzo giro fino a quando non gli hanno sparato alle gomme e lo hanno abbattuto definitivamente.
In Messico le cose iniziano a farsi veramente serie per Verstappen che, come se fino a questo momento fosse stato un pilota modello, tira fuori tutte le sue 50 sfumature di boriosità. Dopo un quasi sorpasso di Vettel, Verstappen tira largo, finisce fuori pista, si avvantaggia di questo e rimane davanti. Dal box gli intimano di lasciare la posizione a Vettel, lui non risponde e non ci pensa neanche e così fino alla fine della gara. Dopo il concitato finale, Verstappen, tra i fischi dalla platea, parcheggiava sotto il podio e si apprestava a salire. Verstappen, in ogni caso, crede di avere la ragione dalla sua parte. Ma è l'unico. Dal suo muretto tutto tace, a questo punto. Il pubblico lo fischia, i media lo insultano, i ferraristi se lo mangerebbero vivo. Poi di punto in bianco il miracolo: i commissari decidono di sanzionare la sua condotta. Fatto più unico che raro, che non si sarebbe mai aspettato. E ci rimane male: cinque secondi di penalità, tanti quanti bastano per sbatterlo giù dal podio e far salire Vettel, richiamato in grande fretta perchè corra più veloce che può, a piedi questa volta, verso l'obiettivo. tra i due litiganti il terzo gode: dopo qualche ora i commissari sono stati inflessibili: come hanno sanzionato Verstappen, hanno sanzionato anche Vettel per la manovra pericolosa eseguita in pista nel momento in cui ha tentato di difendersi da Ricciardo, ma un po' di più. A lui 10 secondi di penalità per aver commesso un'azione che, in gergo, ormai, viene chiamata la mossa di Verstappen, perchè è una delle sue classiche mosse difensive al limite della legalità con le quali è solito stupire il suo prossimo. Solo che nel caso di Verstappen il limite non è mai sembrato essere stato superato, l'unica volta che la fa Vettel sì, quindi 10 secondi di penalità e sul podio, virtualmente a questo punto, è salito Ricciardo.
In Brasile, sotto condizioni metereologiche al limite dell'allerta meteo, Verstappen decide di giocare al pericolo pubblico sin dai primi minuti di gara. Quella vera, dico. Quella dopo il rientro della safety car e tra una safety car e l'altra.
Un ultimo minuto di silenzio per l'opera di Verstappen ad Abu Dhabi finito in testacoda e in ultima posizione alla prima curva e rimontato, in una decina di giri sino alla seconda posizione. Approfittando del pit stop portato sgraziatamente a termine tanto da Rosberg quanto da Hamilton per colpa delle due Ferrari, prima una e poi l'altra, che arrivando nel momento sbagliato nel posto sbagliato, hanno provocato un ritardo nelle uscite. La sua strategia è stata chiara: un solo pit stop ad 1\3 di gara che ha spiazzato tutti, a quel punto incapaci di capire cosa diavolo stesse combinando e cosa volesse fare. Dal suo punto di vista: bel colpo! Dal punto di vista degli altri: molla il colpo, Versty! 
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  • Piloti già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2016 - Lewis Hamilton ... sconfitto nella sua battaglia più dura, quella con l'ego.
- per l'anno 2015 - Fernando Alonso ... un uomo sull'orlo della crisi di nervi.
- per l'anno 2014 - Sebastian Vettel ... dalle stelle alle stalle in nove mesi netti.
- per l'anno 2013 - Mark Webber ... con tutti gli acciacchi di salute suoi e della vettura.
- sempre per l'anno 2012 - Michael Schumacher - premio alla carriera.
- per l'anno 2012 - Romain Grosjean
- per l'anno 2011 - Lewis Hamilton
  • Team già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2015 - Ferrari ... perchè dev'essere davvero davvero difficile trovare sempre qualcosa di cui lamentarsi.
- per l'anno 2014 - Ferrari ... una scuderia allo sbaraglio.
- per l'anno 2013 - McLaren ... sull'orlo di una crisi di nervi.