sabato 21 ottobre 2017

I dieci fatti buffi di Giappone 2017

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- This is the real Button's power - 

Credo che sia stato sottovalutato un piccolo aspetto della questione. Non di certo l'aspetto fortuna di Hamiton che è già stato analizzato in lungo e in largo, come se gliene potessimo fare una colpa per davvero. 
[Fermi tutti! cosa ho appena scritto! Non sono in me! Fortuna... non gliene possiamo fare una colpa... è una vita che porto avanti la mia battaglia contro Alonso esattamente per questa ragione e, ora, vado a dire che il massimo capo d'accusa dal quale tutto è nato, e tutto continuerà ad esistere, non esiste. Mentre io rifletto un attimo su tutto questo continuamo pure con quello che avevo da dire.]
Quello che conta è chi è stato portatore sano di quella fortuna. Chi ha diretto nei suoi confronti tutte le sue energie. Jenson Button, che non è comparso molto spesso da queste parti ultimamente, ma c'è sempre stato nei momenti importanti: a Silverstone, quanto la buona stella di Lewis è tornata a splendere cambiando tutte le sue carte in tavola e, qua, in Giappone, dove un'altra buona stella si è impegnata moltissimo per rendere la missione il meno faticosa possibile. 
Tra l'altro Button si sta facendo ripagare questa influenza positiva salendo a bordo del carro dei vincitori, ma questa è una storia di cui torneremo a parlare un'altra volta.

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- Segnali da cogliere -

Vandoorne, Button e quel maglioncino rosso.
Festa grossa in area McLaren. Come si sanno divertire loro nessuno al mondo. Per essere certi di festeggiare davvero davvero alla grande hanno smosso persino Button da quel divano maledetto sul quale sta dormendo da un anno a questa parte e lo hanno rimesso in gioco alla grande. C'è bisogno di giocare alla grande famiglia felice, proprio tra separazione e divorzio, facciamo finta di essere amici: facciamolo per i figli. 
La foto qui di lato mi sono permessa di estrapolarla con un modesto zoom sulla grande foto con tutto il team pubblicato sulla pagina Mclaren, la scena, permettetemelo, ma mi ha fatto molto molto sorridere. Qua siamo davanti ad un racing director  del team che si abbraccia come fossero i suoi pupilli Button e Vandoorne. Alonso, che dovrebbe essere il pupillo ufficiale, persino in terra di GP2! GP2! GP2!, se ne sta un po' in disparte, chiaramente è arrivato all'ultimo, quando tutti erano già in posa ed è stato costretto ad accasciarsi, un po' più avanti, un po' davanti, con le braccia lungo i fianchi come i concorrenti di Genius  ed a fingere un mezzo sorriso da tramandare ai posteri. Interessante la scelta cromatica, forse rivelatrice del luogo dove vorrebbe veramente essere. 
Venne quindi il giorno del no power! no power! no power!  di Vettel e venne subito dopo aver indossato il maglioncino fatale. Non domandiamoci allora come siamo ancora qua a parlare di rinnovi.

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- Ricciardo pensa al proprio futuro -

Credo ci sia un grosso fraintendimento alle spalle. Potrei, dico potre, aver sollevato l'arco del mio sorriso nel momento in cui la vettura di Vettel ha iniziato a tossire e cani e porci hanno iniziato a superarlo. Potrei, dico potrei, aver sgranato gli occhi ed applaudito compiaciuta. Però sia chiara una cosa: non sono saltata sul divano, non sono scoppiata a ridere e non ho neanche iniziato ad urlare campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!
Da queste parti potrebbe passare il messaggio che sia sia leggermente, sottilmente o moderatamente tifosa di un certo Lewis Hamilton, ma la verità è un'altra: se non si è capito prima faccio mea culpa e mi batto il petto tre volte, da queste parti si tifa Daniel Ricciardo. 
Poi però siamo in un mondo in cui Ricciardo vince una gara all'anno e da qualche parte bisognerà pur buttare la testa. Insomma, un ripiego, giusto per guardare al mondiale con un filo di interesse maggiore a quello che generalmente rivolgo al batter d'ali dei piccioni. 
Mentre il mondo si ostina a rovinar la carriera a Daniel Ricciardo non mettendogli sotto al sedere una vettura per la quale ci sia da sperare qualcosa in più che lo shoey di fine gara, lui pensa al proprio futuro, con il sorriso sulla faccia ed uno sguardo rivolto all'ex collega dalla recentissima svolta imprenditoriale. Anche Ricciardo sta iniziando a puntare al proprio marchio, ai propri social e, nello specifico, al proprio canale YT. Recenti novità: una grafica accattivante, video vecchi riproposti, nuovi video sempre più frequenti. Il canale deve ancora iniziare a prendere la piega giusta ma ci sono diversi momenti imperdibili.

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- Grosjean gioca al primo della classe al briefing -

Liberty Media ci ama. Piccoli schiaccia bottoni della domenica: da queste parti abbiamo blog su blog da mandare avanti. Abbiamo bisogno di materiale sul quale scrivere, spunti di riflessione dai quali attingere e via di seguito. Liberty media fa tutto questo per noi: piazza materiale che molti troverebbero noioso e insulso on line, pane per i nostri avidi occhietti. Tutto quello che abbiamo potuto apprendere dall'ultimo briefing, quello post malesia - pre giappone.
Molti sono quelli che si sono interrogati sul fatto che Vettel dopo lo schianto con Stroll si sia portato a casa il volante: poi Hamilton ha osato chiedere un ragguaglio a proposito ed è scoppiato il putiferio. Perchè tutto quello che fa Lewis è figlio del demonio e quello che fanno gli altri è puro e casto, quindi ha preso la parola il vendicatore rosso, l'avvocato delle cause perse, quello che dovrebbe imparare a fare una curva prima di insegnare a guidare gli altri ma, tant'è, è ancora qua in mezzo a noi. e allora cosa diciamo a quelli che si tolgono la cintura di sicurezza al volante?
E la pace nel mondo non la vogliamo buttare in mezzo?
In realtà non è che Vettel avesse davvero bisogno di un avvocato, ha sempre saputo difendersi da solo e, soprattutto, nessuno lo stava accusando. Magia: nessuno gli ha detto niente dopo la gara, nessuno gli ha detto niente nei giorni successivi, ma un Hamilton a caso ne ha preso lo spunto per chiedere ragguagli circa l'obbligatorietà o meno di lasciare il volante. 
Ma Grosjean non c'è stato, e da primo della classe, ma uno di quelli che fanno domande indisponenti durante la lezione, di quelli che riprendono il prof se ha impiegato troppo tempo a rientrare dopo la ricreazione, sempe impegnati ad evidenziare le mancanze altrui. Insomma: uno di quelli proprio simpatici, che hanno capito come farsi degli amici. Ed è così che Grosjean le ha fatte a fette a tutti quanti insistendo per l'usanza - di cui si è macchiato Hamilton in più e più occasioni, di slacciare la cintura dopo la gara durante il giro di rientro. Avete presente quando alza la manina e saluta tutti? Con la cintura di sicurezza allacciata tutto questo non sarebbe possibile ed io non ne avevo la più pallida idea ma, una cosa è da dire assolutamente: bambini, don't try this at home! Per il resto mi pare buona la conclusione tratta da Charlie: fatti suoi! A.k.a., se si schianta rimbalza fuori dalla vettura e si arrangia: noi gli abbiamo detto di non farlo.

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- Il Rosberg's pensiero -

Per fortuna che c'era Nico Rosberg a bordo pista che ha potuto offrire il commento tecnico a tutto quello a cui abbiamo assistito. Nico:  cosa si prova ad aiutare il tuo compagno di squadra come ha appena fatto Bottas con Hamilton? 
#respect

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- Toto Wolff abbraccia Arrivabene -

Fatemi capire: questi vivono con le telecamere attaccati ai polpacci per quattro giorni consecutivi, quando non ci sono quelle della regia internazionale, ci sono quelle della stampa, degli smartphone dei tecnici, del pubblico e degli ospiti speciali. Là dove non osano le acquile arrivano addirittura anche le instagram stories di Hamilton... ma non esiste al mondo un cristiano che abbia seguito Toto Wollf mentre abbandonava il proprio seggiolini comodo a bordo box per andare a stringere sportivamente la mano ad Arrivabene dopo il fattaccio della Yankee Candle. 
Giusto per capire che si son detti, come è andata, per farci un po' i fatti loro... così. Comunque grande Toto, bel gesto.

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- Ham vs tutte le malattie del mondo -

Forse ho risolto il dubbio dell'anno, degli anni, del lustro, del decennio: ecco cosa affligge Lewis Hamilton. E' ipocondriaco o, meglio, è nosofobico. Ha paura di contrarre tutte le malattie del mondo. vedo malati! Malati ovunque! Questo certo non spiega i gusti orridi in fatto di abbigliamento e i repentini cambi d'umore, però hanno dei riscontri fattuali. Insomma: alla realtà dei fatti mica ci si puù arrendere. Già in Belgio lo abbiamo beccato bello convinto di potersi prendere chissà quale malattia semplicemente stando seduto accanto a qualcuno con l'alito pesante... Ora siamo al punto a capo, seduto in mezzo alla gente, in stanze affollate, il che, nella sua mente, deve essere il peggio del peggio. Con altre persone, sedersi in pubblico, appoggiare il sedere dove lo hanno già appoggiato altri e condividere l'aria che respiri con il proprio prossimo. Insomma: tu vuoi che muoro? No Lewis, tranquillo che non muori.
PS: intendeva sick, vero?

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- Lewis's Karma -

Vediamo se posso riassumere brevemente i fatti degli ultimi tempi, perchè andrebbero analizzati, proprio sociologicamente intendo, per anni, ma  al momento non abbiamo tempo. Come al solito sono in ritardo di una vita con la pubblicazione dei post rispetto allo scorrere del tempo e della mia vita, e mi sono resa conto, l'ho già fatto da tempo a dire il vero, che parlo troppo di Hamilton. Sembra una fissa epocale la mia... ma seriamente, di che diavolo altro abbiamo da parlare di questi tempi? Almeno lui mette in piazza un bel po' di elementi sui quali ricamare su. 
Tra l'altro, non nego di voler ritornare sul tema più avanti per completare l'opera. Comunque, ora siamo qua. 
Tutto è incominciato dopo l'estate, dopo la pausa estiva, quando da un momento all'altro Hamilton se ne esce fuori con questa panzanata della dieta vegana. Come si suol dire, c'è andato giù pesante. Appena è stato colpito dal morbo pareva in botta completa, non parlava d'altro e non fotografava altro. Ore di storie su instagram a parlarci degli effetti negativi della dieta onnivora sul corpo umano e sull'ambiente che, seriamente, parevano un castello un po' troppo costruito per arrivare da uno che fino a 15 giorni prima santificava la Nutella. I veri colpi di grazia li ha dati quando ha incominciato a pontificare sui collegamenti tra il consumo eccessivo di carne e derivati animali e le calamità naturali. Ecco: a quel punto mi sono seriamente preoccupata per lui. Mi è passata seriamente davanti l'idea che qualcosa gli avesse toccato il cervello... ma fortunatamente è tornato presto in carreggiata. Qualche volta ci aggiorna sulla sua dieta sugli effetti della diversa alimentazione sul suo corpo e sulle prestazioni sportive e, tutto questo, seriamente, rischia anche di essere interessante. Ma non è neanche questo il punto. 
Il punto non è neanche quanto mi sono divertita a seguire l'evoluzione dei commenti a questo proposito. I primissimi commenti a caldo, di matrice italiana, sia chiaro, era tutti, più o meno, del seguente tenore: speriamo abbia subito un calo delle prestazioni fisiche. Qui c'era seriamente chi credeva che, uno sportivo, per quanto folle, eccentrico e maniaco, ma uno sportivo a quei livelli, potesse mandare in vacca una carriera, una vita, una professione, seguendo scelleratamente una dieta a caso strappata dall'ultima pagina dei consigli di viversaniebelli. Avevo detto che non era questo il punto, non rendiamo questo il punto.
Il punto è che la dieta a base di piante di Hamilton non avrà di certo il potere di salvare il mondo dai terremoti, dagli uragani e dai nubifragi però... the butterfly effect! Da quando lui ha rinunciato alla carne e ai derivati animali alla Ferrari non ne va più bene una. Prima si schiantano, poi fondono, poi non sanno come portare avanti il triplo complotto incrociato, poi il candellotto ed ancora mi aspetto cosa potrà mai accadere questa settimana.

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Servizio pubblico

Io non voglio essere una di quelle persone che, vantandosi di aver sempre pagato il canone, alzano in alto il dito per lamentarsi dell'offerta televisiva della RAI. Non voglio neanche essere una di quelle persone che si lamentano del debole servizio della RAI reso in funzione della Formula 1... insomma, "servizio pubblico" ha una accezione molto  più ampia, non vedo come possa essere ritenuto uno dei servizi essenziali da garantire anche la copertura H24 della Formula 1 nel modo in cui la vorrei, nei tempi in cui la vorrei. Però ho un però. Una cosa che devo dire, perchè ci sta. 
Già qua abbiamo perso da un pezzo il diritto di vedere una gara in diretta e, quando le gare stanno in Giappone, a me la cosa va persino piuttosto bene: alla domenica dormo! Non ci penso neanche ad alzarmi all'alba e approfitto della differita per far finta di niente fino alle due e fingere che sia in diretta.
Poi però capita di dover fare attenzione come se non ci fosse un domani perchè la gara viene mandata in differita subito dopo il TG dell'ora di pranzo e, inevitabilmente, l'ultima notizia è quella di sport... quella di sport che ti spoilera come va a finire la gara. Allora bisogna fare il triplo salto mortale, evitare il TG, perchè loro potrebbero far finta di niente, non dare la notizia e godersi a tutto tondo la loro differita, ma no, ed anche se togli l'audio il risultato appare nel sottopancia.
Ormai sono cintura nera di schivatura spoiler: non accendo più la TV 5 minuti prima ma all'ora esatta... così non rischio di beccare il TG. Forse perdo la partenza? Forse perdo il giro di ricognizione? No: mi becco in pieno un tipo in giacca e cravatta che tratta la notizia come se parlasse dell'attentato di Nizza, impettito, serioso, quasi sconfortato nel tono di voce, che vorrebbe introdurmi al GP ... ma mi racconta come va a finire. E si riprende la linea dopo il traguardo credendosi più interessante di quanto accade sul podio. No! Non è così che si fa.

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Piove, guarda come piove

Saltano le prove libere, liberate la fantasia.

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martedì 10 ottobre 2017

Giappone 2017 - Gara

- Vettel -

Partiamo con questa faccenda così ci togliamo subito il dente. Questa davvero non me la sarei mai aspettata questa settimana, il colpo di scena che ammazza lo spirito e rafforza l'ego. Lo rafforza perchè è dall'inizio dell'anno che sospettavo che questo strapotere Ferrari non avrebbe mai potuto reggere fino alla fine dell'anno e che sarebbero finiti a fare la figura dei cioccolatari, però mi dispiace, perchè non è così che doveva finire questa storia. 
Ho incominciato ad avere la mosca al naso di come sarebbero potute tracollare le cose dalla Malesia, quando nel bel mezzo del delirio totale causato da un Vettel in rimonta che, in ogni caso, non supera la quarta piazza, Verstappen che arriva al termine di una gara su due e, casualmente in quella gara che riesce a concludere, capita che tutti quelli davanti a sè si sgretolino e arriva anche a vincere, c'era il solito uccellaccio del malaugurio che sosteneva imperterrito che fosse evidente che le migliorie portate dalla Mercedes fossero inferiori a quelle portate dalla Ferrari, perchè la Ferrari ha fatto certamente un lavoro migliore, mica come quelle porcate di alettoni che non hanno convinto nessuno in Mercedes. A parte al fatto che partendo in prima fila era piuttosto chiaro che Hamilton non avrebbe mai potuto compiere tanti sorpassi quanti Vettel partito in coda, ma io concentrerei l'attenzione su Raikkonen che per ben due gare di fila si è presentato in pista, è sceso alla prima fermata e si è andato a cambiare senza neanche la necessità di rilavare la tuta. Neanche ci ha sudato dientro: l'ha ripiegata, rimessa in valigia e portata alla gara dopo. Davvero interessante avere la vettura migliore se, pur mettendo insieme due gare, non arrivi a percorrere 100 metri. 
Tra i motivi per cui non immaginavo che sarebbe potuta andare così, inoltre, c'era il complotto più complotto che il web si sia inventato negli ultimi anni. Più delle scie chimiche, più della blue whale. Più dell'allunaggio con la bandiera che va contro ogni legge della mancanza di gravità. 
Tutto pare essere nato ancora in Malesia, quando al sabato la vettura di Vettel ha urlato il no power della vita. Partenza garantita in ultima posizione ma Raikkonen era in seconda: almeno una delle due andava alla grande. Non riuscendo ad intervenire sulla vettura di Vettel in tempo, stando al grande complotto, nella notte qualcuno ha grattato i numeretti dalla carrozzeria e ha fatto partire Seb con la vettura di Kimi e Kimi con la vettura di Seb. Come evitare i controlli? Kimi non lo fanno neanche schierare per il giro di ricognizione, Vettel distrugge (ma non era tutta colpa di Stroll?) la macchina subito dopo aver tagliato il traguado ed il gioco è fatto. Le vetture possono tranquillamente essere rimesse nella giusta posizione prima che qualcuno se ne accorge. E fin qua il piano sembra combaciare alla perfezione. 
Si aggiunga: rimettendo nell'ordine giusto le vetture appare chiaro che Raikkonen si sarebbe trovato sotto il sedere la vettura, in un modo o nell'altro da aggiustare, incidentata con Stroll. Come fare il modo che nessuno si accorgesse della pesante manodopera necessaria? Mandando Raikkonen a distruggere la vettura contro un muro e lì partendo a lavorarci dietro con la mano pesante. Tutto questo mentre Vettel se la godeva a bordo di una vettura perfetta, tanto perfetta da permettergli un signor secondo tempo in qualifica.
Come è potuto accadere che Vettel, domenica in Giappone, sia tornato ad urlare il no power della vita, dopo che la sua vettura andava perfettamente fino a 24 ore prima, mentre Raikkonen non ha avuto alcun problema (tranne il fatto che si deve essere appisolato un paio di volte durante la gara, ma non so come dargli torto) dopo che i meccanici gli hanno ricostruito la macchina in tempo record?
Poi mi vengono a dire che la vettura va alla grande, che è stato un problema "banale", una candiela, che la superiorità delle migliorie apportate è ancora presente... ma la storia non vi ha appena insegnato che non esistono problemi "da niente"? Non è "da niente" essersi appena giocati un mondiale per un problema "da niente". Se deve essere che almeno sia per un problema vero!

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- Ricciardo -

Il fatto che abbia passato 3/4 dell'introduzione al GP del Giappone a parlare di ingapore la dice lunga su quanto sia stato interessante. Il grosso della questione è successa al primo giro, poi no power, Vettel che torna a casa con la coda tra le gambe, Toto Wolff che va a stringere la mano ad Arrivabene, Hamilton che vince senza neanche dover chiedere permesso a qualcuno ed arriviamo al podio. Che è la parte divertente... che è la parte che il meraviglioso servizio pubblico RAI non ci trasmette perchè troppo impegnata a dover passare la linea ad uno che parla di Formula 1 come se stesse discutendo delle morti di Kabul, con Ivan Capelli che fa la telecronaca da Milano perchè non ci sono neanche più i soldi per pagargli il biglietto aereo. 
Podio dominato dai RedBull boyz, con Ricciardo anima della festa, che complotta con il suo miglior nemico, the kid, Max Verstappen per tirare un brutto scherzo al Re dei social. Mai dimenticare un telefono appoggiato sul podio, mai perdere di vista, senza un pin di sblocco adeguato, uno smartphone nei dintorni di Daniel Ricciardo. Tutto il resto è storia.

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- Bottas sacrificato per la causa -

E venne il giorno. Venne il momento in cui Bottas si è dovuto sacroficare per la causa, sono venuti meno tutti quei giochini da rispetto reciproco, di posizioni offerte, posizioni rese, posizioni confuse nella speranza che non fossero quei tre punti quelli decisivi alla fine dei giochi, ed Hamilton ha chiesto pulito pulito che Bottas si facesse da parte. 
Tanto più che questa settimana Bottas è parso particolarmente pippa? Cosa gli succede? Cosa lo affligge? 
Non che ci sia qualcosa di male, di questi tempi. Dopo tutto quello che abbiamo visto dall'inizio della stagione, il fatto che Hamilton abbia chiesto di non esser rallentato dal compagno di squadra troppo lento che stava per farlo finire tra gli artigli di Verstappen, a questo punto della stagione e con la ghiotta occasione che si era appena presentata dell'autoeliminazione dell'unico altro pretendente al titolo, forse non ci dovrebbe offendere più di tanto. O forse sì? Nel dubbio Bottas un po' si è offeso ed ha Rosberg dalla sua. Ma come, non era messo a contratto tutto ciò? Allora è vero che hanno ancora un mucchio di cose da imparare dalla Ferrari.

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- l'ultima di Sainz -

Carlos Sainz, uno che ci tiene particolarmente al suo sedile in Toro Rosso. E' dall'inizio della stagione che punta ad andarsene, è riuscito a farlo pur non interessando a nessuno e che pur di non portarselo veramente a casa lo prendono in affitto, a tempo determinato, una sorta di contratto a progetto, e solo perchè c'è un Palmer da mandare via. Finalmente arriva l'occasione ghiotta, finalmente vede la luce all'orizzonte e... pur di non disputare neanche una gara in Toro Rosso si schianta alla prima curva e abbandona baracca e burattini senza neanche farsi il mazzo. Ottimo.

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- Pensavo fossi una persona migliore p.2 -

Alonso continua a litigare con le bandiere blu. Tutto è iniziato una settimana fa, in Malesia e questa volta siamo da capo. Con l'aggravante che stavamo all'ultimo giro e che ha rotto le balle ad un Verstappen che si trovava dentro ai tubi di scappamento di Hamilton e che, giocata questa possibilità se le è giocate definitivamente. 
Io devo avere qualche problema con sta regola della bandiere blu perchè, anche questa volta, riguardando come sono andate le cose, non ho avuto veramente l'impressione che ci fosse una vera intenzione di ostacolare nessuno. Tra l'altro negli stessi istanti anche lui stava lottando con Massa per la decima posizione e questa volte non c'è stato alcun fernando is faster than you che potesse essere buttato in tavola. Solo che questa volta è stato punito. 
Fermi tutti, azzerate le polemiche. Non è che questa volta è stato punito perchè non c'erano Ferrari che ne avrebbero potuto trarre vantaggio: non è sempre una cosa contro di voi! Il fatto è che tra replay e movioloni in campo qua ci hanno mandato a ripetizione il momento sbagliato. La vera violazione della banidera blu si è verificata poco prima, quando dietro ad Alonso c'era Hamilton che, rallentato dall'amicone di sempre, si è ritrovato con Verstappen nello scappamento. Quanto successo con Verstappen non è niente di più e niente di meno di quanto successo con Vettel una settimana fa: esistono pur sempre delle differenze tra "impedire il passaggio" e il "non posso mica sparire"!

lunedì 9 ottobre 2017

Fatti, fattacci e fattarelli : pre-Giappone 2017

Gossip post Malesia, pre Giappone e tutto quello di buffo e stravagante può essere successo in quest'ultima settimana. Due post in uno perchè chi organizza queste date così ravvicinate non ha mai tenuto a cuore le esigenze di vita di noi piccoli fancazzari della tastiera. Insomma: tre post in una settimana a tema Formula 1: non ce l'ho potuta fare. Soprattutto perchè nella vita, non sembra, ma ho interesse anche a parlare d'altro... giusto un secondo prima di incominciare ad avere le visioni mistiche e finire a discutere con il miraggio di Ivan Capelli che mi gira per casa. Una di quelle cose lì. 

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- Cos'hai pensato quando hai visto Kimi che non partiva? -

Merda!
La risposta diplomatica di SebVettel. Ed ha ragione pure lui! Ovviamente siamo al termine del GP di Malesia, ovviamente Raikkonen si è tolto da questo circolo vizioso delle interviste ad cazzum prima che ha potuto, ovviamente a fine gara c'era solo quello sconsolato di Vettel che, nel salutare a gran voce il quinto titolo mondiale, si sentiva rivolgere ogni tipo di domanda alla quale l'uomo medio non dovrebbe essere costretto a rispondere. Tra queste cosa ha pensato quando ha visto Kimi portato via di peso dalla griglia di partenza. 
A parte al fatto che Vettel partiva dall'ultima, dubito sentitamente che abbia visto qualcosa. Esattamente cosa doveva pensare? Un sorpasso in meno da qua alla fine della gara?

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- Mazzoni... un cronista coriaceo -

Chi ha seguito la gara in differita su Rai 1 non avrà certamente potuto fare a meno di non notare che in sala di commento qualcuno ha imparato una parola nuova. Per dire: me ne sono accorta persino io che son solita togliere il volume in più di un occasione. Tipo alla partenza, ed almeno fino al secondo giro. Quarto, nel caso di Singapore. Quando intervistano l'uomo Ferrari, ma anche quando parla Fisichella. Quando l'ing. Bruno ci intrattiene con le sue perle tecniche. E quando Stellona Bruno si cimenta con le lingue straniere. Ma anche quando obbliga i piloti che non lo gradiscono particolarmente a parlare italiano. Insomma sempre. 
Mazzoni ha imparato una parola nuova: coriaceo. Termine certamente non comune, finito almeno cinque o sei volte casualmente nei suoi discorsi descrivendo il carattere di questo o quel pilota che, per l'occasione, oggi son tutti coriacei. Il fatto che l'abbia utilizzato poi non si significa che sia successo nel modo corretto: è un aggettivo che andrebbe utilizzato per descrivere qualcosa di aspetto  e consistenza simile al cuoio oppure, in senso figurativo, per "persona, d'animo duro, insensibile o ( più com. ) della quale (in gare, competizioni, dispute) non è facile aver ragione". E no: neanche una volta è stato usato in questo senso, ma va bene così.

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- Pensavo fossi una persona migliore -

Fernando Alonso e le bandiere blu p.1. Parte n. 1 di una storia svoltasi a cavallo di due gran premi ed è giusto che la parte finale di questa storia venga raccontata a tempo debito. Ora siamo qua, in Malesia, con l'inizio e con un bel colpo di scena. Il colpo di scena è il momento esatto in cui io mi sono chiesta "ma di che cavolo vi state lamentando?". Ed è assurdo, perchè la persona contro la quale stavano andando tutte le invettive del mondo era Alonso e io non ho alcun senso critico quando di tratta di avercela con Alonso. Se non è per questa volta è per qualcosa che ha fatto in passato, a me va bene tutto... però seriamente non ho capito la "gravità" della faccenda in quello che per molti è stato un ostruzionismo praticato a danno di Vettel in violazione della bandiera blu. Esistono pur sempre delle differenze tra impedire il passaggio e il non posso mica sparire! 
Qualunque cosa abbia fatto, però, l'ha fatto a danno di un Ferrari, quel Ferrari, mica l'altro... quindi è una cosa brutta, soprattutto perchè "se avesse avuto ancora un giro" (che è il nuovo "domani smetto") sicuramente sarebbe salito sul podio, sicuramente avrebbe guadagnato qualche punto in più in ottica mondiale, sicuramente Hamilton si sarebbe disintegrato e Vettel avrebbe vinto il mondiale e avremmo chiuso tutto prima di andare in America, perchè l'America è un posto brutto, c'è Trump, c'è McDonalds ed anche Elisabetta Canalis. Oppure non sarebbe successo assolutamente niente, perchè Vettel aveva altri 10 giri per fare il suo gioco se avesse voluto, eppure non poteva perchè le gomme erano già al capolinea ed arrivare alla fine della gara era l'obiettivo primario, cercando di perdere meno punti possibili. Ringraziatemi per la verità rivelata of the day.

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- Tanti auguri a te -

Best team of the year: ed il premio va a Daniel Ricciardo e Max Verstappen. Il piccolo combinaguai cresce, perde il pelo ma non il vizio. Daniel Ricciardo ha abbastanza senso dell'umore da passare sopra ad ogni interferenza nella sua vita, dimostrare superiorità in pista... ed anche fuori, riuscendo ad essere più infantile dell'infante e vincere al suo stesso gioco. Ecco a voi i magnifici viaggi di Dan&Max, là dove il 20enne crolla dal sonno dopo il decollo e il pestifero big brother si prende gioco di lui in mondo visione. Che mondo sarebbe senza Daniel Ricciardo?

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- FerMando Karma -

35 posizioni di arretramento sulla griglia di partenza in Giappone. E tutto questo solo per essere stato additato dai tifosi ferrari come il demone assassino che ha rovinato la gara di Vettel. Neanche Stroll che gli ha rovinato la vettura si è preso così tanti insulti. Ripeto: a me va bene, però facciamo pace col cervello, non era il miglior pilota degli ultimi 150 anni? Mi hanno cambiato le carte in tavola e non me ne sono resa conto?

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- Alla ricerca dello statisticone perduto -

Hamilton ha passato la 69 pole position, ormai ogni pole è record ma abbiamo esaurito gli argomenti. Dopo di lui l'unico "è vita" ma il conteggio è troppo lontano da essere raggiunto in questa stagione, o in questa vita se le pole di Vettel in Ferrari continueranno ad avanzare a questo ritmo. Meglio cambiare statistica. 
Per il numero di vittorie? Record attuale è di Schumacher e, anche in questo caso, il secondo in classifica (Hamilton) sta ben lontano dal raggiungere la vetta in questa stagione, o in questa vita. 
Numero di prime file, perchè in tempo di magra tutto fa brodo. Indovinate di chi è il record? Mica dello stesso che aveva anche il record di pole? Perchè nel conteggio della prima fila ovviamente rientra anche il conteggio della pole ed anche questo traguardo è stato battuto. Da chi? Mica dallo stesso che ha appena battuto lo statisticone delle pole? Esatto! Attualmente 116 prime file pari, prima della fine della stagione anche questo fortino sarà espugnato. A cosa passiamo? Il record delle quinte piazze esiste? E' detenuto strenuamente da quintolo? O questo ormai si è trasformato in ultimolo? Capitombolo?

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- Avanti un altro -

Breaking news: in William esiste una prima ed una seconda guida. Suggerimenti: uno ha mille anni D.C. (nel senso proprio di David Coulthard) all'altro non è ancora spuntata la barba. In quale ordine riempono le categorie? 
Stroll sfonda vetture per professione, e non sempre la sua (grande professionista!) ma ha portato un mucchio di soldi al team: confermato per il 2018 e per tutti gli anni a venire, finchè fondo patrimoniale non ci divida. 
Massa è stato preso per rimpiazzare Bottas, ed anche per rimpiazzare il rimpiazzo di Button che non aveva intenzione di rimpiazzare alcunchè. 
Urge un rimpiazzo di Massa. Con chi rimpazzarlo? Metodi certi e scientifici per trovare un sostituto: fare un provino. Tra le vecchie glorie. 
No, mi correggo, tra le vecchissime glorie. 
E' così: tutti in pista per un vero testa a testa all'ultimo seggiolino Felipe Massa, Paul Di Resta e Robert Kubica. 
Nota positiva. Questo provino potrebbe seriamente permettere a Di Resta di ottenere la possibilità che non ha mai avuto in Formula 1. 
Nota allegra. Questo provino potrebbe mettere seriamente il punto di chiusura all'antica diatriba a distanza tra me e l'amica fangio
Nota amara. Tutto questo è seriamente seriamente umiliante e svilente per Pippo Massa: come può decidere di sottostare ad una cosa del genere? Ne può valere veramente la pena? Davvero l'operato in pista e all'interno del team negli ultimi anni vale talmente poco da dover essere messo alla prova contro una vecchia gloria che neache dispone della piena mobilità motoria e contro un altro che non sale in macchina dai tempi dei mai di schiena di Raikkonen in Renault. 
Nota bizzarra: ma questa passione per lo stantio da dove la tiriamo fuori? E' preoccupante. E' patologica. Capisco la necessità di compensare con Stroll... ma le sane vie di mezzo che fine hanno fatto?

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- Cambiamenti al vertice -

Grandi novità, perchè aspettare la fine di un campionato e l'inizio di quello dopo non va più di moda. Per un Kvyat che esce ed un Gasly che entra in Toro Rosso, altrove hanno saputo fare di meglio.
In Renault hanno trovato il loro accordo con Palmer: per un Palmer che esce c'è un Sainz che entra. Per un Sainz che molla la Toro Rosso c'è un Kvyat che torna all'ovile. E qui fate conto che ripeto tutta la manfrina sulla situazione umiliante e svilente di cui sopra.

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- "Rosberg ha lasciato questo mondo" -

Luca Giurato, esci da questo corpo! Esci da questo corpo!
Questa, breve, la gaffe di Mazzoni che, semplicemente avrebbe voluto intendere che Rosberg ha lasciato la Formula 1... ed è finito per aver fatto una brutta fine. 
Ed invece no: Rosberg è ancora più biondo e più tirato a lucido che mai, attivo più che mai su tutti i suoi amati social, lavorando alacremente per sembrare uno che lavoro. Che lavoro faccia ovviamente non è chiaro a nessuno, però ha iniziato a seguire i miei consigli e per sembrare uno che lavora veramente, prima di tutto, è necessario che metta un po' di casino su quella scrivania. Finalmente iniziamo a ragionare: ci sono penne, ci sono post it, libri e block notes. Cose sparpagliate sulla scrivania e la giacca amabilmente appesa allo schienale. 
Bene ma non benissimo: penna in mano, ma sei al PC. Vuoi prendere appunti? Non hai un block noters sotto mano, la penna è chiaramente di scena. Ci sono penne ma non portapenne. Ci sono cose stampate, ma non una stampante. Mela luminosa in bella vista ma... che durata ha un portatile della Apple? Possibile che non serva caricabatterie? 
Il vero dettaglio del maestro sarebbe la foto di famiglia sulla scrivania: una di quelle fatte bene, con il cane seduto davanti ai genitori orgogliosi che tengono i bambini sulle gambe.

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lunedì 2 ottobre 2017

FormulaGossip - Malesia 2017

- Ci vediamo da Daniel... prima o poi... -

Girovagando per l'internet mi sono imbattuta in Blue Coast Brewing, "azienda di cibo e bevande", come si definiscono loro, evidentemente specializzati in birre, che annovera tra i suoi co-fondatori Daniel Ricciardo e Jenson Button. Una Coulthard non-David e altri sportivi a casaccio. Azzardo che, essendo passata dal loro sito anche un paio di giorni fa, la situazione sembra essere particolarmente in fermento proprio in questi giorni, posto che Button, da quelle parti, non appariva neanche in foto. 
Interessante anche il fatto che sotto il nome Button abbiano omesso di indicare la professione: cazzeggiatore su instagram? Esperto di tendenze? Dog-sitter?

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- You're doing it right, Lewis! -

Quest'anno era mancata fino a questo momento la magia, quel brivido intenso che sale ogni volte che leggi che Hamilton ne ha fatta un'altra delle sue. Qualche cazzatella gossippara per la quale il mondo si ritrova tutto contemporaneamente a parlar male di lui. In mancanza di veri colpi di testa, ora che si muove in chiave zen, ha provato a sfoggiare quelche look demmerda, ma non è mai abbastanza. Per quello ormai ci ridiamo su.
Eccolo quindi aderire ad una nobile causa ma nel peggiore dei modi, riuscendo a non tirarsi dietro consensi ma infamia, a farsi cazziare invece che lodare per la capacità di essere comunque sempre attivo anche dal punto di vista sociale. La battaglia è nata altrove, oltre oceano, è nata in mabito di football americano, con i giocatori (di colore) che si inginocchiano durante l'inno, quale gesto di protesta contro una certa politica razzista e inaccettabile portata avanti dall'attuale presidente degli USA. Di tutta risposta Trump, dimostrando - se ancora ce ne fosse bisogno - che la protesta ha anche un senso, gli ha dato botte di idioti. La lotta anti-Trump nel mondo dello sport si è espansa a macchia d'olio fino a sfondare il muro dello spettacolo e della musica. Ovviamente Trump non accenna ad ammorbidire la sua posizione e la manifestazione di dissenso si sta facendo sempre più prepotente.
Quindi arriva Lewis Hamilton che, per dare la sua adesione alla causa, pubblica su instagram il filmato di un cane che 'gioca' con un pupazzo di Trump. A parte il dettaglio che io ho dovuto leggerlo che si trattasse di un pupazzo raffigurante Trump o, visto così, non ci sarei mai arrivata... il mondo è insorto. Ribadisco: dal mio punto di vista era poco più di un video degno di paperissima, forse di un cinepanettone con Boldi e De Sica, eppure la sensibilità del mondo è andata in subbuglio e, dopo che l'ufficio stampa Mercedes è stato presso letteralmente d'assalto, è stato costretto a rimuovere il video. 
Posso affermare che l'unico che, in questo contesto, ha dato una risposta sensata è stato Sergio Perez, altro pilota che in più di un'occasione si è esposto contro le affermazioni e politiche attuate da Trump, l'unico che ha preso posizione sulla faccenda ribadendo che come "personaggi" con una certa visibilità abbiano il dovere di prendere posizioni su determinate tematiche? Nessun'altro ha potuto dire la sua? Anzi, il ruolo peggiore della situazione lo assume proprio la FIA che disincentiva certe prese di posizioni politiche e che potrebbe essere proprio alla base della cancellazione del post. 
Detto questo, pure Hamilton, una volta che ha ragione di muoversi in maniera un po' meno controversa?

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- Happy Birthday to you -

Sembrava ieri che Verstappen aveva 17 anni e tutti gli mangiavano la faccia per il debutto affrettato in Formula 1... ed oggi compie 20 anni. No, vabbè. Ma era ieri veramente. E io ancora mi domando perchè sia qui e non sia a scuola. Perchè non poter aspettare che imparasse a guidare prima di metterlo al volante di un bolide con il quale giocare a fare il serial killer ... però mi sta simpatico per quella barbetta che ancora timidamente non cresce. E per la couperose che gli imporpora il volto ogni volta che qualcuno gli rivolge la parola.

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- La cena dei cretini -

Vestirsi demmerda è un'arte, lo sa bene Lewis Hamilton che, dopo essere stato alla NYFW ha deciso di puntare alla Milano Fashion Week, certo di non aver capito bene la lezione. Si è ammazzato di selfie in giro per milano, ha tentato di stupire tutti con post in italiano ed è andato a cena con la sua solita combricola di amici ricconi. Per dire che al tavolo c'era anche Naomi. Quella Naomi. Per dire. 
Essere a Milano, spararsi mille selfies in piazza Gae Aulenti ma mangiare schifo perchè non si è stati in grado di ordinare qualcosa di meglio che patatine fritte e pizze Buitoni, non ha prezzo, per essere a Milano, spararsi mille selfies in piazza Gae Aulenti ma non mangiare perchè i tuoi amici ricconi nel momento in cui hanno ordinato si sono dimenticati di quella fisima-veg che ti ha assalito ultimamente, c'è Mastercard. 
PS: qualcuno spiegi ad Hamilton che le patatine fritte sono un piatto vegano per eccellenza.

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- A.A.A. cercasi PR -

Il PR manager della Ferrari ha bisogno di un PR manager dopo aver dato il meglio di sè a Singapore. Avete presente quel "tutto colpa di Verstappen" che ormai è diventato una sorta di MEME in giro per la rete? Una sparata talmente sparata che, ad un certo punto della sua vita ha smesso di essere un vero atto d'accusa per andare a ritorcersi contro, ad essere un motto per le buone occasioni, un marchio di fabbrica posto da chi vuole anticipare che ne andrà a sparare una ancora più grossa. Ecco. Da qualche parte deve essere partita, nel caso di specie è partita dagli stessi box Ferrari che, nel veder fatti fuori entrambi i propri piloti in un gesto solo sono per forza dovuti andare a cercare un capro espiatorio, respingendo ogni farsa di politically correct. Mica per niente raramente il profilo ufficiale Ferrari partecipa alle allegre schermarglie tra Force India, Renault e tutta quella allegra combricola... questi fanno sul serio.

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- Il ricordo preferito di Lewis -

Anno 2013, Hamilton era alle sue primissime gare in Mercedes e, all'improvviso un lapsus freudiano tornando simbolicamente tra le braccia di mamma McLaren, sbagliando ingresso ai box. He just did a Jenson.

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- SebVettel ruba il copione di Alonso -

Sabati insoliti in terra malese. Per una McLaren che entra senza troppa fatica in in Q3, con un Alonso che non riesce a trovare buoni motivi per insulare nessuno al muretto, perchè la vettura non fa completamente ribrezzo, perchè il motore non ha iniziato a fumare e la carrozeria non perde minacciosamente pezzi... ecco SebVettel che ruba il copione al suo predecessore. Non c'è niente da fare: le carriere di Alonso e Vettel sono inevitabilmente legate tra di loro, non c'è via di scampo. E per un Alonso che per una volta non si sgola in team radio... c'è un SebVettel che fa rabbrividire tutti all'urlo di No Power! Costretto a partire dalle retrovie come un Alonso qualsiasi...

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- Kvyat defenestrato -

Per un Sainz che vorrebbe sfondare la barriera del suono e passare quanto prima in Renault, senza che Palmer sia ancora del tutto convinto del fatto che questo gli convenga veramente, ecco un Kvyat che viene appiedato senza troppe carinerie. Ma Kvyat non può per cortesia essere stupo di farsi prendere a calci nel sedere da questa gente? Prima il declassamento in Toro Rosso, la poca convinzione nel volerlo confermare per la stagione ma la concreta mancanza di alternative poi, alla prima occasione buona, gli tolgono il sedile da sotto al sedere e lui muto, senza fiatare. O ha seriamente qualcosa da farsi perdonare o è mobbing. Rispolveriamo l'antica battaglia sindacale combattuta in suo favore e facciamoci sentire... anche perchè... prestazioni in pista del sostituto? Non pervenute?

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- Alonso sfonda pareti -

Gossip succoso: a Singapore, dopo i fattacci in gara, qualcuno pareva aver rilevato un buco in una parete dell'hospitality McLaren. 15 giorni dopo il mistero è stato risolto: è stato Alonso. Ha sfondato un muro a pugni. Abbiamo rabbia repressa? Ti sembra normale per davvero davvero davvero?

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- Verstappen non vuole essere sandwiched -

Vedere Kimi Raikkonen ridere e scherzare non ha prezzo, per veder Kimi Raikkonen ridere e scherzare con Verstappen sulla carambola di Singapore c'è Mastercard. Questo giusto per dire che tutte le super carambole che ci facciamo dietro ad un evento di quel genere è solo roba che nasce, cresce e corre tra i giornalisti e i commentatori della domenica. Io, essendo sempre in ritardo, mi ritengo persino declassata a commentatrice del lunedì \ martedì... insomma quando capita. A quelli non frega niente di niente di quello che succede in pista, hanno comunque lo stipendio sul conto e se la gara salta hanno almeno due ore in più per fare i turisti prima che parta l'aereo. Battono le manine per divertire il pubblico... e noi ci divertiamo. Amen.

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domenica 1 ottobre 2017

Malesia 2017 - Gara

Benvenuti in Malesia, là dove una volta ha vinto persino Fisichella.
Prima di partire con l'analisi di questa gara, vediamo di rievocare le mie doti di preveggenza.

 -  La predizione maledetta -

Dicevo, meno di 24 ore fa: 
Nel tentativo di vincere un altro gran premio prima che la gente si dimentichi del suo essere un grande fenomeno e lo etichetti come un piccolo combina guai senza speranza, Max Verstappen ha pensato di dover ricorrere ad un aiuto. Su quello del pubblico, certe volte, non ci si può proprio fare affidamento. L'aiuto da casa non sarebbe neanche una cattiva idea, peccato che il padre è più piccolo combina guai di lui e, come è andata, cosa è successo, chi lo poteva prevedere: è scivolato sul 50-50. Ma qui qualcuno ha capito male come funziona. Ci dev'essere stato uno sbaglio alla base, o un malfunzionamento del meccanismo... perchè siamo arrivati al punto in cui 50% sono le gare dove vede la bandiera a scacchi e 50% sono quelle per cui va a finire miseramente male. Alzata leggermente la percentuale di quelle andate a buon fine? Ecco arrivare Singapore: settimo ritiro in 14 gare. Fate voi la percentuale.
Sette ritiri su 14 gare: 50 e 50. Ed ecco la vittoria di un altro gran premio.
Prego di volervi inginocchiare a baciarmi i piedi e invocare la mia benevolenza. Non vi conviene mettervi contro di me.

- Questione di scelte -

Durante le qualifiche dal sabato, o, almeno, per meglio dire, dopo le qualifiche del sabato, avevano provato a scherzarci su: Verstappen non voleva finire a sandwich, Raikkonen non voleva essere colpito da nessuno. Però scherzare non è esattamente ciò che a Raikkonen viene meglio, ride a malapena, figuriamoci fare battute! Giusto per non essere costretto a tornare a fare il simpatico umorista, ecco che, in apertura di gran premio Raikkonen fa la sua scelta: non partire nelle vicinanze di Verstappen. Vettel ha provato a fare il furbo: fingere problemi al motore per partire dall'ultima posizione, neanche fosse Alonso. Che alla fine, ce lo ha insegnato Rosberg un anno fa, non è che finire in coda da queste parti sia un gran problema: il recupero è fattibile... se si supera la prima curva. 
Raikkonen non ha voluto essere da meno: ha preso le distanze da Verstappen, facendosi prendere in braccio fino al box. E rimanendoci... perchè non partire certe volte è meglio che partire accanto a Verstappen.

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- Verstappen piccolo serial killer -

Momento decisivo del gran premio, oltre a quello in cui Raikkonen si è tolto dai piedi, sia chiaro, è stato il sorpasso di Verstappen ai danni di Hamilton. 
Sia chiaro: nel momento in cui i tecnici di Raikknen hanno preso la vettura in spalla e se la sono portata via io ho iniziato ad avere un po' i sudori freddi: Verstappen in questo modo era de facto in prima fila: una cosa per la quale avere serio timore, a meno che non si abbia una insana passione per le catastrofi della prima curva. I semafori si sono spenti, le vetture sono partite, nessun ferito, nessun colluso, ero seriamente colpita dagli avvenimenti. Poi Hamilton non ha preso il volo, nessuno lo ha difeso dall'arrivo di Verstappen... e questo lo ha raggiunto con una velocità sorprendente. Ricciardo arrancava, Bottas sperava di poterci essere anche lui tra quelli che contano qualcosa. 
Verstappen raggiunge Hamilton il quale non si danna troppo per impedire il sorpasso. Avrebbe potuto farlo ma ... si sa... con Verstappen non si sa mai. E comunque da giro successivo inizia a perdere secondi come fossero capelli. Non avrebbe avuto neanche senso dannarsi per evitare l'inevitabile. A fine gara Hamilton gli dice: avei potuto chiuderti la strada. Ed è così che Verstappen dimostra tutta la consapevolezza dei suoi gesti: ma te sei in lotta per il titolo! 
Ed è così che chiudiamo finalmente il cerchio del grande torrone partito 15 giorni fa a Singapore. Tutti avrebbero dovuto e potuto frenare. Vettel, Verstappen e Raikkonen... ma solo Verstappen non aveva nulla da perdere e sperava che gli altri reagissero prima di lui. Nessuno ha reagito e quello che è successo ormai è storia.

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- Alonso contro tutti -

Destinatari delle odierne invettive sono stati, nell'ordine: Kevin Magnussen, perchè sì. Forse perchè reo di avergli reso difficile un sorpasso o aver tentato di sorpassarlo. O perchè è giovane e biondo e tutti i vecchi se la devono prendere con i giovani per regolamento. E Vettel, portatore sano di divisa rosso-ferrari. Vettel avrebbe voluto doppiarlo, proprio in un momento in cui stava lottando per il podio, Alonso deve aver creduto che le bandiere blu che gli sventolavano davanti al naso fossero le sue bandiere asturiane perchè anche tutti i tecnici di pista son lì solo per tifare per lui... però è giunto al traguardo. Mi pare già un mirabile miglioramento.

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- Vice-Alonso meglio dell'Alonso ufficiale? -

Come si permette quel piccolo impenitente del Vice-Alonso di far meglio dell'Alonso ufficiale? Qualificato meglio, partito meglio, arrivato a punti... a differenza del compagno di squadra. Senza sbraitare in team radio, senza prendersela con chi voleva superarlo, senza falsi allarmi alla GP2! GP2! GP2! Va a finire che se accasano Alonso e confermano Vandoorne in McLaren rischiano pure di combinar qualcosa di buono il prossimo anno.
Aggiungo che con questo traguardo Vandoorne ha pure superato di Alonso in classifica iridata.

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- Quel testa a testa tra Ricciardo e Bottas -

Cinque minuti di applausi. Questa è la F1 che vogliamo vedere. Sorpassi, controsorpassi, testa a testa - o meglio - gomma a gomma e nessun contatto. Nessun colpo di testa, nessuno che finisce a testa in giù o piroettante altrove. Bravi, bravi, bravi! Non appena le vecchie mummie sgombrano l'area magari arriva anche il vostro turno.

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- Il momento esatto in cui Vettel ha perso ogni possibilità di salire sul podio  -

Ci sono stati diversi momenti chiave della gara di Vettel. Tipo quando la vettura è venuta meno ed è stato costretto a partire ultimo. Ma non credo. Tipo quando Alonso non gli ha permesso di agguantare Ricciardo. Ma non credo. 
Il vero momento è arrivato nel momento in cui ha ritenuto priorità assoluta l'undercut su Bottas, che è riuscito, ma a quale prezzo? A metò gara lui, o chi per lui, devono aver ben pensato che anticipare il pit per riuscire a superare Bottas fosse una bella idea: mica tanto per una strategia a una sosta che ti obbliga a concludere la gara con le Super-super-ultra-mega Soft. 
Ma è più soft una super-soft o una ultra-soft? 
E perchè un tempo le super-soft duravano 10 giri ed oggi ti permettono di concludere dignitosamente una gara?
Ma torniamo a noi: metà gara con super soft. Io guardo le gare dal divano e non capisco niente ma qualcuno dai piani alti con qualche laurea ad hoc deve sicuramente aver pensato che fosse una bella idea. Infatti a 10 giri dalla fine le gomme hanno ceduto e non c'è stato più verso di raggiungere Ricciardo neanche per sbaglio. Forse, e dico forse, tentare un sorpasso alla vecchia maniera su Bottas e campare con le gomme giuste al momento giusto per tutto il termine della gara non solo avrebbe permesso di superare Bottas ma anche Ricciardo e toccare il podio. Sempre che quello fosse l'obiettivo. Se poi non lo era... ok!

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- Stroll e Vettel -

Il codice civile sostiene che, in caso di scontro tra veicoli - che non seguono la guida di rotaie -  ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicol. Sia chiaro: è solo una presunzione. Però Vettel è finito con una gomma sul bauletto, ed è tornato a casa a cavalcioni di Wehrlein che, potendo scegliere, io avrei chiesto un passaggio a qualcun'altro. Ma questo è solo perchè io sono un tipo prudente e non accetto passaggi dagli sconosciuti.

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- Mazzoni con la calcolatrice in mano -

Se Vettel vince tutte le prossime gare, Hamilton può anche arrivare sempre secondo ma non vincerebbe il mondiale.

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sabato 30 settembre 2017

I dieci fatti buffi di Singapore 2017

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- Rivisitazioni storiche -

Ci tengo a precisare che il nagazionismo è reato. Certo, qua ci occupiamo di tematiche francamente più leggere ma certe rivisitazioni storiche non fanno bene alla nostra intelligenza. Soprattutto quando i fatti non si sono svolti così tanti anni fa da esserci già sfuggiti dalla mente. Ciò a cui mi riferisco è "l'incidente truccato di Piquet", o perlomeno quello che è stato in questo modo classificato, testualmente, dalla telecronaca RAI. No, perchè certe volte le parole sono importanti e, certamente, da quando la verità di quella gara è venuta a galla Piquet non ha più avuto modo di avvicinarsi, neanche per sbaglio, ad una vettura di formula 1. Per qualche tempo non abbiamo visto neanche Briatore, anche se non gli è servito così tanto tempo per riprendere la via della beatificazione e, oggi, ha persino voce in capitolo. Per non parlare di Alonso al quale... beh! capitano tutte a sua insaputa. 
Ed è un attimo che quel che è successo in pista quella domenica sia diventato "l'incidente di Piquet". Mica "l'incidente voluto da Briatore" o quello "che ha permesso ad Alonso di vincere un gran premio". Piquet è il reietto, l'artefice, l'escluso, il capro espiatorio. Mentre quegli altri due...

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- 2 -

- Cosa avete fatto alle mie gomme? -

Dai team radio del sabato è apparso un Perez ancora un po' scettico circa l'operato del team. Ci sono cose che è difficile superare? Ci sono attimi di fiducia persi per sempre? Rapporti che hanno bisogno di essere risaldati? 
Non lo so. Però questa faccenda dei conflitti interni sta prendendo la mano a molti. E' evidente. Qualcuno l'anno scorso deve aver capito - guardando Hamilton e Rosberg - che queste diatribe attirano views e hanno deciso di replicare. Mentre Hamilton e Bottas si abbracciano in allegria e Vettel e Raikkonen ispirano tormentate ship tra gli utenti di tumblr, i due Toro Rosso hanno iniziato a prendersi a pizzicotti da inizio stagione, i Red Bull sono appesi al filo del rasoio, in attesa della prossima cavolata di Verstappen che non favorisca il compagno di squadra, ma i Force India sono passati alle maniere forti prendendosi a sportellate pesanti! I'm lovin' it!

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- 3 -

- Alonso: "succedono sempre tutte a lui" -

Questa è una citazione colta, una delle perle di Ivan Capelli che così si era rivolto ad Alonso raccontandoci di quello che gli era successo durante le prove libere: un pedale del freno rotto, una di quelle cose che in Formula 1, a suo dire, succede una volta ogni 10 anni. Ecco, ad Alonso è successo. Lui non si è schiantato contro un muro e non è successo in gara: venitemi a parlare di sfortuna che vi appendo al muro. 
Il problema è che in quel momento Ivan capelli non aveva la più pallida idea di quello che ancora stava aspettando Fernando Alonso... insomma. Anche per lui una partenza col botto. 
Insomma, come diavolo ci è riuscito ad entrare nel bel mezzo di un parapiglia tra i piloti di testa uno che in testa non è ormai da anni? Ecco... forse qua un po' il fattore sfortuna permetto di chiamarlo. O forse è semplicemente Karma, già che lui continua a prendersela con quello degli altri. Ed è così che è riuscito a farsi prendere in pieno dalla vettura di Verstappen di rimbarzo, spiccare il volo dell'anno atterrare con quattro gomme sul terreno, riuscire a riprendere la marcia... e collassare poco dopo davanti alla consapevolezza espressa dagli uomini al muretto di non poterci fare più niente. La vettura gli era completamente sfuggita di mano, Alonso si sarebbe dovuto arrangiare, da solo in pista contro tutti. Potrebbe essere l'emblema dell'intera stagione eppure era solo il dato di fatto di questa precisa gara.

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- Hamilton: non capisco le vostre strategie -

Hamilton certe volte non pare brillare particolarmente per arguzia, i detti-nondetti, quelle cose che non ci sarebbe neanche il caso di dover spiegare. Oppure: facciamo che è così perchè te lo dico io e quando avremo tempo te lo spiego? 
Eppure no, Hamilton è uno che ama ancora provare la brezza di voler capire ciò che lo circonda, non farsi dar ordine dall'alto e fingere di dare il suo contributo al suo risultato in pista. 
Vabbè... era solo un team radio che mi ha fatto sorridere. 
Anche se alla fine non mi è dispiaciuto che in fondo sia un po' tontolone... vedere Ricciardo perdere anche la seconda piazza mi avrebbe tolto un po' la frizzantezza del GP.

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 - Le #piccolecose di Max Verstappen -

Mentre il mondo, o almeno la parte con la quale condivido la lingua parlata, era ancora impegnato a svarionare contro Max Verstappen, io stavo apprezzando una piccola cosa a suo riguardo. Sia chiaro: per quanta repulsione io possa avere nei confronti degli atteggiamenti del cavallino rampante è, generalmente, ancora maggiore quella che provo nei confronti di Verstappen. Sono certa che sia ancora una versione certa, pre-adolescenziale dell'Alonso di domani, e comunque è già sulla buona strada per essere un Alonso fatto e formato anzitempo. Però una cosa glielo devo riconoscere, certe volte. Per esempio a Singapore ho apprezzato il fatto che sia rimasto "tra di noi", al box, a seguire la gara. Mazzoni&C. si sono innervositi parecchio perchè non si sia apprestato ad andare a parlare con la stampa per dire quello che aveva da dire... e poi chissà mai cosa ci sarà stato da dire? Io, personalmente, ho apprezzato molto più questo di quanto fatto dai due men in red che, dette quattro parole in croce (anche qua chissà mai cosa ci sarà stato da dire?) sono spariti nel buio delle loro camerette per riemergere solo a gara finita, perchè convocati in presidenza. Questo per dire che in zona c'erano... e dove vuoi che fossero? Come lo anticipi di due ore un volo da Singapore?

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- 50 - 50 -

Nel tentativo di vincere un altro gran premio prima che la gente si dimentichi del suo essere un grande fenomeno e lo etichetti come un piccolo combinaguai senza speranza, Max Verstappen ha pensato di dover ricorrere ad un aiuto. Su quello del pubblico, certe volte, non ci si può proprio fare affidamento. L'aiuto da casa non sarebbe neanche una cattiva idea, peccato che il padre è più piccolo combinaguai di lui e, come è andata, cosa è successo, chi lo poteva prevedere: è scivolato sul 50-50. Ma qui qualcuno ha capito male come funziona. Ci dev'essere stato uno sbaglio alla base, o un malfunzionamento del meccanismo... perchè siamo arrivati al punto in cui 50% sono le gare dove vede la bandiera a scacchi e 50% sono quelle per cui va a finire miseramente male. Alzata leggermente la percentuale di quelle andate a buon fine? Ecco arrivare Singapore: settimo ritiro in 14 gare. Fate voi la percentuale.

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La predizione maledetta

C'è chi sostiene che io porti un po' sfortuna. Per me è solo una questione di intuito. Di consapevolezza di quello a cui sto assistendo e una certa familiarità con il mezzo. Potrei essere ormai confidente con un mucchio di altre meccaniche che nella vita mi renderebbero certamente maggiore soddisfazione o mi aiuterebbero a livello personale o professionale. ma così sono andate le cose. 
Io non la gufo a nessuno, io constato. E con Verstappen in prima fila non si sarebbe potuto certamente giungere ad esito differente: era palese. Ma soprattutto è stato confermato dalla realtà dei fatti. Pacche sulle spalle alle mie doti.

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Perez confermato altro anno

Incomincio ad avere il sospetto che la carriera di Sergio Perez potrebbe terminare da un giorno all'altro come quella di un Heildfeld qualunque. Se gli andrà bene come un Coulthard, ma per questo si deve giocare bene le sue carte nei prossimi anni. Mille anni di formula 1, non una vera chance di combinare qualcosa di buono, sempre sul punto di passare ad un top team... ricordiamo che questo 5 o 6 anni fa pareva pronto per la Ferrari, la McLaren ha tentato il colpaccio ma lo ha masticato e rigettato nella mischia senza il minimo rispetto. Si è dovuto ricostruire da capo. Tutti lo amano e tutti lo stimano: da ormai un paio d'anni termina regolarmente le gare a punti, qualche podio... ma nessuno prospettiva di dare una svolta alla sua carriera in vista. Nel frattempo altro anno di rinnovo in Force India. Sarà il quinto con il team, l'ottavo di carriera in F1.

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Il destino beffardo di Palmer

Più passa il tempo meno sono le gioie di Palmer, ormai entrato nel mirino delle sfighe catartiche di Alonso. Dopo aver scoperto di esser stato rimpiazzato da twitter, la beffa nella beffa. In Renault sarebbero persino disposti a pagare pur di allontanarlo prima della fine della stagione per anticipare l'ingresso di Sainz. A quanto pare in questo momento starebbero trattando sulla cifra... ma è qui che arriva il bello. Perchè proprio nel bel mezzo delle trattative, dopo non aver cavato un ragno dal buco per due anni, ecco che Palmer ti tira fuori dal nulla una sesta piazza che disarma tutti. E mo?

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Abbatteteli!

Il gran premio di singapore non ha mai brillato per dinamicità. E' sempre stato piuttosto smortino e deludente. Quest'anno hanno provato a ravvivarlo un po' in partenza ma, quello che è successo dopo è da latte alle ginocchia. Due ore di gran premio a velocità controllata per colpa della pioggia e dagli ingressoni della Safety car che... ma seriamente? 
A parte che mi tocca ripetere anche quest'anno che non ha senso fare un gran premio di notte per illuminare la pista a giorno. Fatela di giorno e togliamoci il pensiero!
Sacrosanto il cronometro: la super regola che permette al pubblico a casa di sparare nel mucchio dopo due ore dall'inizio dei giochi. Sparate alle ginocchia e abbatteteli tutti, non li voglio più vedere, fateli sparire dalla mia vista... mai come questa volta sono stati duri a morire: il tempo che scade, la bandiera a scacchi che non viene esposta, Hamilton che non sa se festeggiare o meno. Hamilton che se ne frega perchè la vera gloria è arrivata 1 ora e 59 minuti prima. 
Davvero davvero davvero è stato rinnovato l'accordo per continuare a disputare questo gran premio del terrore?

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lunedì 18 settembre 2017

Singapore 2017 - Gara

- La grande partenza -

Come non partire dall'inizio, togliendoci il sassolino dalla scarpa per poi andare lisci felici e contenti avanti con le nostre vite. Questo è stato un momento epico, di quelli che ci ricorderemo per gli anni a venire, ed è comico che sia successo tutto a poche settimane dal rinnovo dei rispettivi contratti degli uomini in rosso, perchè magari avrebbe anche potuto lasciare adito a qualche dubbio. 
In prima fila Vettel e Verstappen. La vicenda aveva dell'anomalo, non al punto di arrivare a livello "griglia di partenza alternative" che piacciono a me, ma sull'anomalo ci possiamo anche accordare. Un week end partito sull'anomalo, le RedBull che sorprendentemente sono andate meglio di tante altre sin dalle prove libere, le Mercedes che arrancavano un po', le Ferrari non ancora convinte di voler davvero dare il loro meglio. In qualifica Vettel si è gasato e ha battuto tutti: mi è toccato persino leggere cose del tipo che è stata molto più pole la sua delle 69 per cui Hamilton ha fatto tutta quella pantomima non più di due settimane fa, ma vi perdono perchè siete piccoli e stolti.
Dietro di lui le Red Bull, poi con calma Raikkone. Maluccio le Mercedes costrette ad accodarsi al gruppetto di testa. 
La domenica ci ha accolto sotto ad un simpatico scroscio di pioggia, una cosa che avrebbe potuto tranquillamente far posticipare l'inizio della gara ma, a quanto pare, al di fuori del terreno dell'Unione Europea siamo un po' tutti meno suscettibili. La gara parte comunque, sotto l'acqua e senza SC in pista... e per alcuni finisce una curva dopo. 
Raikkonen dalla seconda fila tenta di fare un passo più lungo della gamba, Verstappen spererebbe di non farsi fregare da nessuno, Vettel mira a non farsi fregare la pole position dal nano. Peccato che queste tre traiettorie mirino tutte esattamente allo stesso punto e l'impatto è inevitabile. E devastante. Verstappen e Raikkonen muoiono sul colpo, Vettel rantola un po' più in là, poi inciampa sulle sue stesse stringhe e sfracella metà vettura contro una barriera protettiva e percorre metà pista in retromarcia prima di fermarsi. Per loro la gara è finita per i complottari della domenica è appena iniziata.

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- Ma quello è un Alonso -

Ricapitoliamo: Vettel parte e strige Verstappen per non farsi pippare. Raikkonen parte, si affianca e stringe Verstappen dalla parte opposta per non farsi pippare. Verstappen esiste ed è in pista proprio in quel momento e senza neanche sperare di non farsi pippare viene colpito da Raikkonen, che scatena una reazione a catena mai più finita. Raikkonen colpisce Vettel - muro - Vettel. Vettel sfila via, Raikkonen perde definitivamente il controllo della vettura, travolge Verstappen che, a sua volta, travolge uno che passava di lì. Non si sa esattamente cosa ci facesse, il suo posto è in fondo allo schieramento e questo è quello che accade se non si sta al proprio posto. 
Al momento dell'inizio della gara probabilmente metà del quartiere in cui vivo era sintonizzato su RAI1: stessa storia, stesso posto, stesso bar. Dell'altra metà una piccolissima percentuale (sono di Genova, eh?!) ha pagato l'abbonamento a Sky e una parte è disinteressata, ma quella non conta, perchè è piccola e stolta anch'ella. Cosa possa aver urlato Mazzoni&C. lo posso solo immaginare: per l'inizio delle gare ormai, d'abitudine, tolgo l'audio alla TV, è una mossa preventiva, però so bene l'urlo di dolore che è entrato dalla finestra. Un NOOOO collettivo che neanche quando vengono sbagliati i rigori ai mondiali. In mezzo a questa eco collettiva c'ero io, sempre attenta ai dettagli, che domandavo: ma quello è un Alonso? Per i primi quattro \ cinque replay dell'accaduto sono stata un po' presa in giro, perchè non stavo osservando che le Ferrari erano messe male, perchè non stavo urlando di tutto a Verstappen, perchè quella là è una macchina rossa, non vedi? , no, non vedevo, perchè quante cavolo di dannate macchine rosse ci sono in questa dannata pista? Infatti non era rossa, era arancione, il sesto replay mi ha dato ragione. Quello era un Alonso!
Eppure in quella desolata valle di lacrime, tra macerie e brandelli umani, Alonso che è uno duro a morire, pareva voler dar segno della propria immortalità proseguendo la gara senza colpo ferire. Ma vi sembra normale che si esibisca nel volo dell'angelo, muoiano tutti intorno a sè e lui ne esca illeso? 
Infatti non è uscito illeso. La battaglia con Verstappen è ancora aperta.
PS: foto inquietanti di Alonso ne abbiamo? 

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- Hamilton from the 5th -

Quintolo e, mai come a questo giro, la cosa gli ha portato bene. Quintolo per un giorno e soddisfatto della prospettiva in ottica iridata che la debacle del sabato gli ha offerto. Mentre tutti davanti a sè si accasciavano al suolo e morivano lentamente, Hamilton ha aggirato l'ostacolo, li ha sfilati senza colpo ferire e ha portato a casa la gara in testa dal primo all'ultimo istante. 
Tra le cose che sono stufa di stare ad ascoltare c'è la frase "è una vittoria che farà discutere", perchè tra tuttoquello che c'è da discutere oggi questa mi sembra veramente l'ultima della lista. Anzi, io non la metterei neanche in lista, perchè qui non c'è da argomentare un'accidente. E si metta a verbale che questa osservazione viene fatta da una persona che passa - da anni - moltissimo tempo a scrivere, pensare e argomentare di Formula 1. Ma questa vittoria non ha nulla su cui si possa seriamente parlare. Hamilton in quel momento non c'era: non era neanche nelle vicinanze. Non ha provocato lui l'incidente e non è scampato ad alcuna sanzione fantasiosa. Hamilton si è trovato nella posizione in cui gli sono spariti tutti quelli che gli erano davanti al momento della partenza ed è andato a vincere. Avremmo discusso se avessi vinto Raikkonen, avremmo discusso se avesse vinto Verstappen. Avrei sicuramente avuto qualcosa di cui discutere anche se avesse vinto Alonso, che da queste parti ha precedenti che sarebbe meglio non rievocare invano. Se poi vogliamo parlare di enorme, esagerata, sfacciata fortuna, allora sì: lì ci sto.
PS: la foto è la giusta risposta a tutti quelli che si stanno domandando se per caso si sia venduto il cervello.

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- Massa al sesto pit -

Cosa avesse in mente Massa a questo GP non mi è esattamente chiaro, quale fosse la sua strategia, etc. A naso non mi ricordo neanche in che posizione sia giunto al traguardo, ma visto l'andazzo della gara sia felice di esserci arrivato al traguardo. Perla meritevole d'attenzione sono i sei - e dico sei - rienti ai box per cambio gomme. Senza motivo apparente.

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- Force IndiaS a traguardo -

Anche questa settimana una piccola nota di merito per il team: anche a questo giro tutti e due a punti.

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- 14 alla bandiere a scacchi -

Questo certamente non è un record, però è stata una gara al massacro. Nella giusta misura. Diciamo che chi è giunto a traguardo, chi non è stato schiacciato dalla tormenta iniziale, chi non ha dato di matto nel passaggio tra gomme da bagnato  - intermedie - ad asciutte e chi non ha pagato un duro prezzo contro il destino, può considerarsi un vincitore delle peripezie Singaporesi.

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- Palmer a punti -

Anomala vicenda quella di Jolyon Palmer. Uno che ha scoperto da intertet di essere stato licenziato, giusto per far capire a quale livello è il dialogo in casa Renault. Uno che in due anni di formula 1 aveva guadagnato un solo punto in carriera, arrivando decimo, una volta, l'anno scorso, in Malesia. Uno a cui hanno chiesto gentilmente, proprio alla vigilia di questa gara, se avesse potuto cortesemente togliersi per tempo prima della fine del contratto. Ma mica per cattiveria: sono disposti a pagarlo se rinuncia al sedile seduta stante. Ecco. Un tipo messo un po' così... che all'improvviso, nella gara del disagio esistenziale globale arriva sesto e si porta a casa 8 punti. In una sola gara. Per porre le giuste unità di misura: Alonso in questo momento è a quota 10. Punti.

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- Hulkenberg record breaked -

Pareva una missione impossibile e invece... no. E invece è andata esattamente come ci si poteva aspettare. Hulk non è giunto a podio ed ha fatto la storia: 129 gare e neanche un podio. Qualcosa di prodigioso.
La cosa più folle di tutte è che, subito dopo la bagarre iniziale, per qualche istante Hulk è stato veramente in terza piazza. Ha dovuto rinunciare in fretta causa scelta sbagliata di gomme in partenza: c'è chi è andato per le wet e chi per le intermedie e, tempo che abbia smesso di piovere, le wet sono apparse decisamente le gomme sbagliate al momento sbagliato: ovviamente lui era su wet, quelli davanti su intermedie che si sono tenuti, quelli dietro su intermedie che si sono tenuti, ecco che è rientrato in compagnia di altri pochi fedelissimi al primo inutile cambio gomme che gli è costato un bel po' di posizioni. Poi il karma si è accanito non facendolo neanche arrivare al traguardo, ma questa è un'altra storia.

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- Il giro in più -

Anche gli sbandieratori si sono addormentati. Non c'è altra soluzione. Il fatto è il seguente: Singapore è la gara più noiosa del mondo. Quest'anno c'è stato un piccolo twist, questa faccenda del deep impact di inizio gara. In fatto è che da quel momento in poi basta suspance e basti fatti interessanti. Perchè no: un Ericsson che si auto-testacodizza sull'asciutto e ingorga il traffico per decenni costringendo la Safety agli straordinari, non lo considero un fatto emozionante. Dopo due ore, sia benedetto il regolamento, questo strazio è stato interrotto ed eravamo ben lontani dalla meta. Il problema è che allo scadere del tempo, in teoria ben rimarcato dal cronometro il sovraimpressione, la gara non è finita. Nessuno ha sbandierato un bel niente, niente fuochi d'artificio. Lo sbandieratore era morto di sonno, forse. Nel dubbio: daje fin quando dall'altro qualcuno non dice basta. Basta!

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domenica 17 settembre 2017

FormulaGossip - Singapore 2017

- Baby Rosberg #2 -

Eravate proccupati per la scarsa presenza di Rosberg online negli ultimi giorni? Temevate che si potesse essere già stufato di questa vita da influencer? Buone notizie: Rosberg is back! Non solo ha iniziato a postare fotografie in pose naturali dal sushi bar, come ogni influencer che si rispetti... ma è anche diventato padre! Il fatto che non abbia partorito lui di persona personalmente in effetti non giustifica l'assenza, ma lo comprendiamo. 
Notizia del giorno n° 1: è nata una bimba! Un'altra: ora voglio proprio vedere a chi darà tutte le famose macchinine Chicco. E soprattutto, vorrei anche vedere se la sua piccola mano di bimba innocente e pura andrà a prendere la macchinina rossa o quella bianca. 
A questo punto della storia le prospettive future sono due: o ci diamo una mossa a favorire l'ingresso in ruoli di titolarità delle donne in Formula 1 o, in attesa dell'erede al trono, Vivian sarà costretta a mettere al mondo una squadra di calcio. Femminile. Una squadra di calcio femminile. Spero solo non finisca come Anna Bolena.

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- Alonso cambia grafica -

Quanto gli piace far parlare di sè. Nessuno è rimasto con il fiato sospeso quando ha annunciato di voler aspettare dicembre per farci sapere qualcosa della sua vita? Nessuno è rimasto con il fiato sospeso neanche quando ha anticipato il termine a due o tre settimane a decorrere da due o tre settimane fa? 
Ecco il nuovo colpo di scena: stroncare categoricamente la grafica dei suoi social network rimuovendo a piè pari ogni riferimento alla McLaren e alla Honda. Neanche una foto profilo in divisa, niente di niente. Neanche un vago riferimento in bio. Scisma is in the air? Non credo, però in questo modo siamo tutti dietro a controllare ogni sua mossa in attesa di un segno rivelatore... come mossa non pare male.
PS: sul perchè "non credo"? ho una cosa molto cattiva da dire e che mi serbo da settimane. In realtà da anni, ma in questi termini da settimane. Mettiamola così: intanto "non credo", una volta che ho un po' di tempo da spenderci la spiego meglio.

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- Perez proposta indecente -


Perez ha trovato un nuovo compagno di squadra: con Ocon le cose non paiono andare per il verso giusto? Il piccoletto è un po' troppo intraprendente per un tipo come lui che inizia seriamente ad essere da un po' troppo tempo in Formula 1 per essere un "rockie" ma non ha ancora combinato qualcosa di realmente apprezzabile per godere del meritato rispetto che si meriterebbe... iniziamo a donargli una spalla un po' meno irriverente. Una che tenti un po' meno di mettersi in mostra e lavori un po' più a mettere in mostra lui. Ecco il compagno che farebbe il caso di Perez.

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- Giovinazzi in pista -

Nuove occasioni per il virgulto italiano che, dopo non aver dato bella mostra di sè ad inizio stagione, già a Monza era stato richiamato a salire in auto durante per prove libere del venerdì... sai com'è? Siamo in Italia, gli italiani amano l'italianità, spendiamo sti due spicci in inutili campanilismi e facciamogli fare due giri di pista... e poi no! Perchè a Monza non lo hanno neanche fatto avvicinare alla macchina. 
Ovviamente il soggetto di questa frase è la Sauber, figuriamoci se in Ferrari puntano gli occhi su qualcuno che non ha almeno 45 anni. Per farsi perdonare della svista hanno deciso di rimediare questo week end e, a conti fatti, se ci pensavano 15 giorni prima almeno risparmiavano il costo del biglietto dell'aereo.
PS: una lancia a Favore della Ferrari: magari non lo hanno fatto e non lo faranno mai salire in macchina, togliamo il magari, però lo hanno fatto vestire bene per presenziare all'allegra festicciola per i 70 anni della Ferrari. Non ditelo a nessuno, ma ho un debole per i piloti Ferrari in divisa d'ordinanza - man in black style - delle occasioni importanti.

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- JB scrive libri -

e fa gli in store. Come gli youtubers. Invidioso della carriera di Rosberg? Invidioso del fatto che Rosberg ha tirato fuori, a tre giorni dalla vittoria del mondiale - un tomo massiccio come il Conte di Montecristo che ne narra le epiche gesta? Invidioso del fatto che Rosberg possa dire di aver "scritto un libro" quando il tomo è una raccolta di fotografie che, evidentemente, non ha scattato lui? 
Anche Jenson Button, dall'alto del suo anno sabbatico trascorso in California... il che mi porta a domandarmi se la residenza sia ancora a Montecarlo o meno... è giunto a sfornare il suo tomo autobiografico. Che non è il primo, visto che il primo è uscito proprio dopo la vittoria del mondiale, non ho idea di quante cose emozionanti siano successe negli ultimi 8 anni da richiedere una nuova stesura. Però questa volta fa anche i firmacopie!
22 euro a copertina rigida, 10 su kindle. Se me lo regalate per Natale magari me lo leggo. 
Leggasi: 22 euro e un volume a copertina rigida? Ma neanche fosse veramente il Conte di Montecristo ci spenderei quei soldi!

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- La svolta vegan di Lewis Hamiton -

Avrei voluto parlare della tappa alla NYFW. Oppure di tutto quello che ha combinato nelle ultime due settimane... poi però è arrivato questo fulmine a ciel sereno ed è molto più spassoso di tutto il resto. 
oppure andiamo per ordine, perchè qui abbiamo tempo.
Dopo la baldoria di Monza è tornato a casa e si è guardato il paesaggio dalla finestra per due giorni. Poi ha preso un elicottero, la faccenda gli è costata una sveglia alle 6 della mattina e un po' di scazzo per l'intera giornata, però è felice che Dio gli abbia dato la possibilità di fare questa vita e lo ringrazia tanto. Con l'elicottero è andato in Francia, ha pilotato tutto il giorno per i test Pirelli, ha criticato la pista in ogni modo possibile immaginabile, ha ripreso l'elicottero ed è tornato a casa, dove c'è sempre il panorama fantastico della sera prima. Però lo fotografiamo con lo stesso candido entusiasmo, perchè Dio è anche nelle piccole cose. 
Poi siamo volati a New York: c'era la New York fashion week... e vestirsi male è un'arte. Da qualche parte deve trarre ispirazione. E' tornato a Londra giusto in tempo per far finta di sentirsi a casa a casa Mercedes dove tutti, chiaramente, lo hanno guardato come se fosse Babbo Natale: passa una volta all'anno, porta dei regali e se ne va. Però è parso molto convincente mentre fingeva di partecipare a riunioni con ingegneri, meccanici, etc. Tutti i video li trovate sul canale YT della Mercedes. Da Londra è andato a Francoforte, per altri eventi mondani... nel mezzo momenti di ritrovata serenità familiare con bambini presi a caso, tutti suoi nipoti, tutti che gli distruggono casa e sono autorizzati a farlo perchè i bambini sono un dono del signore. Un giorno di questi scopriremo che rapisce bambini per la strada solo per piazzarli sulle instagram stories. O che son tutti figli suoi, piazzati per il mondo in un periodo di libertinaggio sfrenato. 
Ed è qui che giunge la svolta vegan: tra il volo di ritorno a Monaco e quello diretto a Singapore l'illuminazione sulla via di Damasco. Redimerci tutti è il suo nuovo obiettivo e, mentre lui lavora per passare ad un'igiene di vita più eco compatibile possibile ASAP, ci invita a seguirlo. Ma è un moderato: se non lo facciamo lui comunque pregherà per noi.
In questo preciso istante mi sto impegnando moltissimo a tenere un campionario aggiornato delle reazioni delle persone a questo evento. Ci riaggiorniamo più avanti perchè questa non può essere lasciata andare così.

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- Sainz cambia casa -

Eravamo rimasti, qualche tempo fa, con Sainz che minacciava di andarsene se non lo avessero promosso in prima squadra. Ovviamente non solo sono scoppiati tutti a ridere ma gli hanno anche sventolato davanti il contratto ancora sulla scia del 'ndo cazzz vai? 
Come sia andata ancora non ci è dato di saperlo per davvero ma... Sainz cambia casa. Marcia in Renault il che comporta necessariamente un paio di conseguenze: 
1) si è aperta una porta in Toro Rosso;
2) si è chiusa la porta Renault per Alonso. Ed anche per Grosjean: tutti a strizzare l'occhio alle proprie ex, che storia è mai questa?
3) si è chiusa la porta Renault anche per Palmer... che l'ha scoperto da internet.

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- Kubica will be back? -

Qualche malizioso avrebbe aggiunto alla lista sopra un quarto punto:
4) si è chiusa la porta Renault anche per Kubica. 
Ma quella non è mai stata perta, baby. E io l'ho predetto a suo tempo
Ora però abbiamo un elemento in più su cui fare affidamento e iniziare a considerare seriamente l'eventualità che Kubica torni realmente al volante di una monoposto. Nico Rosberg ha dato un senso all'ufficio anemico mostrato qua e là in questi mesi. Non importa che fosse l'ufficio più pallido e desolato della storia. Non importa il fatto che se non metti un po' di cartaccia qua e là nessuno possa credere che da quelle parti ci sia veramente qualcuno che lavora. Non importa neanche che se metti un tavolo di vetro nel mezzo di una stanza enorme con sopra un PC e neanche un cavetto anti-626 che pende dalla scrivania è improbabile che ci sia veramente qualcosa che funzioni in zona. Non importa, infine, che fino a ieri sia servito solo da set per i selfie che si è scattato mentre fingeva di lavorare impegnatissimo. Da oggi Nico Rosberg è proiettato verso il suo futuro e quel futuro non è sfornare una carrellata di bimbi biondi per rendere il mondo un posto migliore ma essere in Manager sportivo di Robert Kubica. Ed è chiaro che a questo punto un posto per Lui deve uscre da qualche parte. Mi volete veramente venire a dire che quel complimento ad Hamilton era del tutto gratuito e disinteressato? 

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- Hulkenberg record breaker -

Ognuno rompe i record che si merita. Nel senso: mica possiamo tutti eccellere. Esistono i record negativi, ma pur sempre traguardi. Hulkenberg ha raggiunto in quel di Monza, a pari merito, il record detenuto da Sutil per il maggior numero di gran premi disputati senza aver mai sfiorato il podio. Se le cose dovessero ripetersi a Singapore ogni statistica sarà infranta e Nico sarà pronto ad entrare nella storia. Da oggi in poi ogni gara sarà leggenda.

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- Divorzi eccellenti -

Il matrimonio pareva già andato in frantumi al rientro del viaggio di nozze... eppure non potevano permettersi di mandare in fumo tutti quei "the new era" con i quali si erano lavati la bocca per mesi. Mesi e mesi di folli preparativi, un candido vestito bianco per andare all'altare eppure, la vita coniugale non si è dimostrata soddisfacente quanto si era sperato. 
Sono passati tre anni e qualcuno, in quella casa, non ha ancora imparato ad abbassare la tavoletta del gabinetto. Questo matrimonio non s'ha da fare.

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