domenica 15 gennaio 2017

Pagellone 2016

- Pilota dell'anno -
Nella mia personale classifica "il pilota dell'anno" non è quello che ha vinto e non è neanche quello che ha perso. E' quello che può essere considerato la rivelazione della stagione, quello che, al di là dei titoli aggiudicati si porta a casa una scatola di stima riversata dei suoi confronti. Un po' come se fosse il premio della critica, dove però la critica sono io.
Pilota dell'anno 2016 - Daniel Ricciardo. 
Perchè quest'anno gli hanno riservato un bello scherzetto per davvero. I patti erano che, una volta archiviata la pratica SebVettel lui sarebbe dovuto diventare la nuova punta di diamante del team, gli hanno affiancato il piccolo Kvyat e tutto pareva organizzato per il suo trionfo. Che poi... un attimo. Nelle prime tre gare della stagione, quantomeno, Kvyat a podio una volta c'è andato: ha pure discusso con Vettel ed è stato tutto molto epico, mentre Ricciardo è rimasto schiacciato tre volte su tre in quarta piazza. Si dica quel che deve essere detto. Poi però il piccolino viene schiacciato via come un moscerino fastidioso ed al suo posto piazzato un enorme cimicione, uno di quelli che fastidiosi lo sono per natura, non si limitano a girarti intorno al naso, fanno rumore, volano bassi, si piazzano dove meno te li aspetti e, se provi a schiacciarlo vieni punito con una puzza di morte che penetra nelle narici per non andarsene mai più. Insomma, benvenuto a casa Max Verstappen. Neanche il tempo di salire in macchina e pronunciare le solite frasi di circostanza del tipo mi prendo un po' di tempo per ambientarmi che, eccotelo lì a vincere un gran premio. Che poi è stato solo culo, ma contro la fortuna del principiante c'è veramente poco da fare. Nella stessa gara, inevitabilmente, Ricciardo quarto, ed è qui che mi rendo conto di aver perso una buona occasione per inventarmi un soprannome anche per lui. Alla fine della stagione, comunque, i numeri stanno allegramente dalla sua parte, sbruffonate del compagno di squadra a parte. Cinquanta punti in più in classifica generale, pari numero di vittorie ma maggiori salite sul podio. Per non parlare del fatto che, in ogni occasione, ci ha messo del suo: ha dato il meglio di sè sui social, periodicamente perculando anche il suo compagno di squadra senza che questo se ne rendesse conto, in pubblico, con i media ... e sul podio, là dove si è inventato ed ha fatto propria l'ormai sdoganata e consolidata prassi del bere champagne dalla scarpa. Che mi ripugna, ma solo perchè sono un tipino sensibile. Insomma, è diventato un personaggio amato da grandi e piccini, mentre su Verstappen ancora si discute parecchio. Emblematico l'epilogo della gara messicana, là dove alla fine ha avuto la meglio il fair play ricciardiano sull'arroganza altrui.
-:-
Poi ci sono tutti gli altri:
Lewis Hamilton - 8 - Non male, ma non abbastanza.
Portata a a casa la stagione perfetta, quest'anno il caro Lewis è parso a tratti un po' annebbiato. Forse ha creduto che potesse essere tutto facile come l'anno scorso. Forse un po' di ansia da prestazione: riconfermarsi per la quarta volta, la terza consecutiva, non dev'essere così facile. Forse ha perso la propria concentrazione dopo i contrattempi iniziali. Forse... ci sono una miriade di variabili che potrebbero essere prese in considerazione in questo momento, ciò che è evidente è che, quella appena portata a termine da Lewis Hamilton non è stata la sua stagione migliore. Probabilmente con qualche problema tecnico in meno le cose sarebbero potute andare diversamente, la ma anche la componente umana ci ha messo del suo, non è stato impeccabile, non è stato perfetto, ha sbagliato e più di una volta. Forse questo non era il suo anno... o forse, semplicemente, le cose è così che dovevano andare. Di certo non è una pesante ammaccatura alla sua corazza da campione, forse un graffietto al quale ha egregiamente rimediato con l'ultima gara del campionato, magistrale. Nel quale l'ho odiato in ogni secondo, in ogni giro, ad ogni curva, ma sono solo opinioni personali: sportivamente parlando resta una gara magistrale. Che poi è una opinione personale anche questa, ma solo perchè chi la pensa diversamente non capisce niente.
-:-
Nico Rosberg - 10 - il suo anno.
Quando NonnoMike andò in pensione e gli comunicarono che a sostituirlo sarebbe stato Lewis Hamilton, probabilmente Nico Rosberg reagì con un ma questo non dovrebbe essere il mio turno? In ogni caso non è che all'epoca ci fosse molto da vincere e non si rivelò immediatamente un problema. Tuttavia, mi permetto di osservare che, nell'intera stagione 2013, Rosberg si portò a casa una vittoria in più rispetto al compagno di squadra, tutto questo in pieno predominio di Vettel e della RedBull. Scoccata la scintilla Mercedes, il primo anno si concluse con un testa a testa serratissimo, sfortunato, commovente. Io ho adorato la stagione 2014... peccato per la 2015, dove Rosberg è parso retrocedere a ruota di scorta del team, relegato a seconda guida come un Barrichello qualsiasi, senza diritto d'appello. Una stagione sottotono durante la quale è parso accodarsi per seguire distrattamente un treno in corsa. Fortunatamente si è ripreso: non sembrava facile e fattibile, in molti prima di lui hanno smentito questa concreta possibilità, vedi Webber, vedi Massa. Barrichello non vedetelo che intanto è inutile. La carica iniziale gli ha fornito sicuramente la giusta motivazione per andare avanti a testa alta, per combattere quando è stato necessario, per lavorare di strategia quando è stato sufficiente. Per non farsi prendere alla sprovvista dai colpi di testa del compagno di squadra e ripagarlo con la sua stessa moneta, per essere certo di dipingere l'opera perfetta. Una stagione, la sua, sicuramente fortunata, ma impeccabile, priva di sbavature che ha portato all'epilogo meritato. 
-:-
Sebastian Vettel - 23 - la nebbia agli irti colli. 
Fernando Alonso tra il serio e il faceto di lui ha detto che è un frustrato. Che cosa diavolo ne stia accadendo di SebVettel nessuno lo sa, però è palese che ci sia qualcosa che non va. Più. Una stagione conclusa in quarta piazza iridata solo grazie ad un paio di colpi di fortuna, quale ad esempio la circostanza che immediatamente dietro di lui, ad una spolverata di punti di distanza ci sia Verstappen che, ricordiamolo, per le prime quattro gare ha tirato avanti con un triciclo a pedali: se tanto tanto avesse iniziato e concluso la stagione in Red Bull pure per quella quarta posizione avrebbe dovuto lottare con le unghie e con i denti. Una stagione conclusa davanti all'evidenza che persino Raikkonen ha dimostrato meglio di lui di essere sul pezzo e di reggere meglio il gioco. Poi è evidente, Raikkonen è stato abbattuto (dal punto di vista numerico) da qualche disastro meccanico in più e da qualche ordine di scuderia, accettato malvolentieri solo per garantire il pane in tavola alla famiglia. Dal canto suo Vettel qualche strafalcione da pivello lo ha pure portato in scena, ma si è spesso accontentato di sentirsi rinfrancare dalle dichiarazioni di stima del team, chiaramente riciclate dai tempi di Alonso. Chiunque ci sia là dentro: esci da questo corpo! Esci da questo corpo!
-:-
Ferrari - 5 - il tosaerba più costoso del mondo
Cinque, come la quinta posizione, nella quale si sentono tanto a loro agio.
La situazione è ormai talmente imbarazzante che ha attirato l'attenzione anche di chi, regolarmente non si occupa di sport. Memorabile un pezzo di "Crozza nel paese delle meraviglie" in cui, imitando Marchionne, vengono lanciate giusto un paio di frecciatine molto molto divertenti. Trastemente vere, ma molto molto divertenti. Per esempio richiamando quella ostentata convinzione che ci sia sempre qualcosa, qualcuno, un essere superiore che rema contro, sempre e solo contro di loro. Tipo i regolamenti, che sembrano essere disegnati per danneggiarli: "questa cosa che per regolamento vince chi arriva primo ci sta penalizzando molto"
Uno dei promi scazzi Alonso \ Ferrari successivi all'abbandono, da parte del pilota, di Maranello ha riguardato il pentimento sulla scelta operata. La Ferrari ha riso moltissimo delle non-prestazioni della McLaren, Alonso ha puntato il dito all'urlo di ride bene chi ride ultimo. All'epoca mi toccò schierarmi dalla sua parte, il messaggio era semplice e chiaro: mi pentirò se ne varrà la pena. Cinque anni in Ferrari, diverse vittorie, due titoli quasi vinti. Che poi è questo il problema, gli brucia per il quasi, è convinto che siano stati successi più suoi che della squadra (ma questa è una questione tra lui e la sua autostima) e si sarebbe pentito solo se avessero dimostrato che la vettura avrebbe garantito di andare un po' più in là del quasi. Scommessa vinta da Alonso che, quantomeno, ha potuto smettere di vestirsi da gabibbo. 
"Formula 1, quella competizione in cui creiamo ingorghi": le prestazioni della vettura stanno probabilmente sotto i minimi storici e, quanto tanto in basso, non è la vettura ad arrivarci ci si mette di mezzo l'inettitudine dell'intero team. Da chi crea le strategie a chi monta sino all'ultimo dei bulloni. "Posso fare una foto alla Ferrari con la certezza che non verrà mossa".

martedì 10 gennaio 2017

domenica 8 gennaio 2017

2016 - Team Radio of The Year

  • Ahhhhhhhhhhhh! (Fernando Alonso - Cina 2016 - qualifiche);
  • Oh for f*** sake man! Who the f***!? Oh, I'm out! Crash! Somebody hit me in the f*** rear at turn two and then somebody hit me in the f*** rear again at turn three for f*** sake! Honestly, what the f*** are we doing here!? (Sebastian Vettel - Russia 2016);
  • If I don't f**king avoid that, he's going straight into my car. What is this, ping pong, or Grand Prix racing?" (Sebastian Vettel - Spagna 2016);
  • E' chiaro che il suo intento è quello di sbattermi fuori, ridicolo! E' ridicolo!! (Kimi Raikkonen - Belgio 2016);
  • Don’t worry. I lose another position in the next stop, and I will recover later.  (Fernando Alonso - Germania 2016);
  • I'm not here to finish fourth (Max Verstappen - USA 2016);
  • "I have a message for Charlie. Fuck off! Honestly fuck off!" (Sebastian Vettel - Messico 2016);
  • I’m driving like a grandma. (Max Verstappen - Ungheria 2016);
  • So the brake pedal going to the floor isn’t classed as a safety issue. That’s quite interesting. Think someone needs to read up on what is safe and what isn’t. (Jenson Button - Ungheria 2016);
  • "It’s the only way we have to undercut someone. Box now."  "They’re miles away. Who do you want to undercut?" "OK, stay out." (Team Ferrari - Sebastian Vettel - Germania 2016);
  • Esteban’s my favourite, I love this guy. (Daniel Ricciardo - Germania 2016);
  • This Palmer is an idiot, no? (Carlos Sainz - Abu Dhabi 2016).
-:-
 ... and the winner is ... 
... honestly ...
Sebastian Vettel 
"I have a message for Charlie. Fuck off! Honestly fuck off!"

domenica 1 gennaio 2017

I 10 fatti buffi della stagione 2016 - in pista -

- 1 -
I gabbiani di SebVettel
Dopo la fine della gara qualcuno ha chiesto a Vettel: come è possibile che sei finito per violette più te di Heidi? Che ti è passato per la testa? Lui: mi sono distratto guardando i gabbiani. E scoppiarono grasse risate. Chi pensava ad una scusa, chi credeva che avesse mal capito il suggerimento dell’addetto stampa. E più la gente rideva, più lui continuava ad insistere, aggiungendo dettagli, aggiungendo il riferimento della curva 1, ricordando che era il giro dopo la Virtual Safety Car, che però è entrata in funzione al decimo giro, quindi ancora non si spiega perchè durante gli ultimi 30 non sia stato in grado di cavare un ragno dal buco. Però alla fine i fatti gli hanno dato ragione: i gabbiani erano proprio lì, a guardarlo arrivare, senza spostarsi di un centimetro, costringendolo a cambiare leggermente la traiettoria. Tenero Ham quando lo ha guardato e detto: hai a cuore gli animali! 
- 2 -
La griglia di partenza fantasiosa
Adoro le griglie di partenza fantasiose e, sì, lo confesso, sarei una sostenitrice della griglia di partenza invertita. Ditemi se non è fantasioso voler mettere in fila (oggi, 2016) Hamilton, Hulkenberg, Button e Raikkonen. Tra gli amanti degli statisticoni andrebbe ricercato il dato: da quante gare Jenson Button non partiva così avanti? Con Vettel in quinta fila solo, perchè Massa è partito dai box, senza che nessuno abbia fatto avanzare tutti gli altri. E la manor in 12esima piazza. Anche questo è un colpaccio.
Che la situazione per Button non avrebbe potuto reggere inalterata a lungo era evidente, ma vogliamo parlare della soddisfazione di aver girato per almeno 10 giri in seconda piazza? Poi basta. Va bene così. Un piccolo salto nel passato, poi largo ai giovani. 
- 3 -
Versbatten
Verstappen parte in prima fila, al fianco di Rosberg: questo già non promette niente di buono. Alla prima curva è già mischia... che poi significa che io ho sempre ragione. Mentre Nico scivola via liscio, Verstappen ne combina di tutti i colori, giocando al grande gioco della prestigirizzazione (Silvano, Mago di Milano, I still love you) un secondo prima era a sinistra, un secondo dopo alla destra delle due ferrari, tutti belli allineati come dei cretinetti. Il primo ad essere fatto fuori è stato Vettel, il testacoda immediato, regge poco pure Raikkonen, poi Vestappen... ed alla fine tutti gli altri. BOOM! Versbatten! In pista di sano non c'è rimasto più nessuno. Tranne Rosberg, che fila via liscio. E tranne Alonso ed Hamilton che dalla loro ultima posizione non si sono resi conto di nulla. 
La safety car è costretta ad entrare in pista per permettere di spazzare via quel poco che rimane degli sfracellati al suolo: ripristinata la situazione in pista, tutti i piloti possono tornare a gareggiare... ed è subito Raikkonen vs Vestappen. Una volta raggiunto, Raikkonen tenta il sorpasso per la 14esima piazza. Verstappen lo sbatte fuori, poi gli restituisce la posizione per evitare recriminazioni, ma un secondo dopo è rissa nuovamente. Versbatten! Again! Seguono team radio infuocati di Raikkonen "è chiaro che il suo intento è quello di sbattermi fuori", "Ridicolo! E' ridicolo!!"
Prima ancora della fine della gara: Versbatten, n° 3, questa volta su Perez.
- 4 -
Il commissario suicida
Pretendo di sapere cosa si prova, che cosa ti passa per la mente, quando ti ritrovi da solo pista e ti rendi conto che da lontanto ti sta arrivando incontro una vettura a 300 km\h. Che poi a 300 km\h non appena ti rendi conto che sta arrivando da lontano, in realtà, è già vicino. In fin dei conti, non si sa bene cosa sia mancato nell'organizzazione di Singapore, non si saprà mai se il Tizio fosse ancora convinto che la safety Car fosse in pista o se è la Safety che è rientrata troppo presto, però è andato tutto bene: nessun incidente macabro all'orizzonte, pratica archiviata a tarallucci e vino.
 - 5 -
La lucertola gigante
Incontri ravvicinati del terzo tipo.

- 6 -
Raikkonen in retromarcia
Su twitter qualcuno ha detto che vedere Raikkonen in retromarcia è stata la visione più emblematica della Ferrari di quest'anno. E' giunta al termine una stagione completamente asciutta di vittorie, con una manciata scarsa di podi portati a casa ma un bottino piuttosto ghiotto di brutte figure e strafalcioni. Urge una nuova risistematina ai piani alti.

- 7 -
Vettel: a message for Charlie
Marcia che ti rimarcia, giunto quasi alla fine della gara Vettel riesce a mettersi alle calcagna di Verstappen, e lo insegue per sorpassarlo. Quando finalmente riesce a farcela, Verstappen tira largo, finisce fuori pista, si avvantaggia di questo e rimane davanti. Dal box gli intimano di lasciare la posizione a Vettel, lui non risponde e non ci pensa neanche. Vettel inizia a tribolare come un dannato, supera le 7 barriere del suono della parolaccia carpiata ma Verstappen ancora niente, non ci pensa neanche a dare la posizione. Nel frattempo però rallenta leggermente, lascia che Ricciardo (piazzato dietro a Vettel) riesca ad avvicinarsi e tentare a sua volta il sorpasso sul ferrarista. A questo punto le cose si fanno complicate. 
Prima di tutto perchè, secondo la teoria complottara Ferrari, non mi è chiaro come Verstappen, dalla sua monoposto potesse avere chiaramente l'idea di quanto Ricciardo fosse vicino a Vettel e progettare l'effetto sandwich. Ammesso e non concesso che sia tutto vero e premedidato, andiamo per ordine con gli eventi della situazione, ricordando che a questo punto della storia, siamo a 3 giri dalla fine. 
Arrivabene tenta di tenere calmo Vettel, prova ad iniziare una frase con Charlie said... e fu a quel punto che anche Charlie, in diretta globale venne mandato aff****, proprio mentre si riservava di prendere una decisione circa quello che è successo con Verstappen dopo la fine della gara.  Quanta poesia in un solo team radio: è passato dal dare del bastardo a Verstappen, allo sfanculare Ricciardo per averlo sanwichato, fino all'ormai celeberrimo: "I have a message for Charlie. Fuck off! Honestly fuck off!"
 - 8 -
Alonso: you do your job and I'll do mine

Giusto per non mandarle a dire a nessuno. Poi non si lamenti se ai box, prima di farlo ripartire hanno completato la partita a carte in corso. Smettetela immediatamente di portare avanti votazioni stupide come il pilota del giorno e diamoci dentro con il team radio of the day.
- 9 -
Grosjean e le partenze col botto
Quando il weekend inizia a regalarti delle perle ancora prima dello spegnimento dei semafori, allora capisci che è il week end giusto per goderti una grande gara. Allora capisci il vero senso della magia di San Paolo Do Brazil, che io vado predicando da anni, anche se non mi si fila nessuno. E' così che Grosjean ha dato il via al nostro week end, è così che Grosjean ha percorso la propria walk of shame dopo essere finito a muro nel bel mezzo del giro di installazione. Non tentino di migliorare la situazione quelli che riportano la notizia dicendo giro di ricognizione, perchè qua la situazione è ancora più grave. E' successo tutto molto prima, è successo tutto mentre Grosjean stava portando la vettura sulla griglia di partenza. Al giro di ricognizione non c'è neanche arrivato, anche se poi il giro di ricognizione non c'è stato. Congrats!

- 10 - 
Kvyat dalle quattro alle due ruote
La sottoscritta ha firmato e giurato pubblicamente di non compiere, assolutamente, e per nessuna ragione al mondo alcuna battuta, frecciatina, o intercalare simpatico che faccia riferimento al fatto che il mondiale di Kvyat sia iniziato in Red Bull e sia finito in bicicletta. Perchè è un battuta che hanno già fatto cani e porci, ho già letto riproposta in almeno 4 lingue europee ed ha smesso di far ridere al terzo passaggio. Soprattutto perchè se la stanno riciclando come fosse la trovata ironica della stagione.

mercoledì 28 dicembre 2016

2017 - Calendario RAI e SKY

- Gran Premio d’Australia - 24 \ 26 marzo 2017 - q. 7:00 \ g. 6:00 - diretta SkySport
- Gran Premio di Cina - 7 \ 9 aprile 2017 - q. 8:00 \ g. 7:00 - diretta SkySport e Rai
- Gran Premio del Bahrain  - 14 \ 16 aprile 2017 - q.\g. 16:00 - diretta SkySport
- Gran Premio di Russia - 28 \ 30 aprile 2017 - q.\g. 16:00 - diretta SkySport
- Gran Premio di Spagna - 12 \ 14 maggio 2017 - q.\g. 14:00 - diretta SkySport
- Gran Premio di Monaco - 25 \ 28 maggio 2017, ore 14:00 - diretta SkySport e Rai
- Gran Premio del Canada - 9 \ 11 giugno 2017 - q. 19:00 \ g. 20:00 - diretta SkySport
- Gran Premio d'Azerbaigian - 23 \ 25 giugno 2017 - q.\g. 15:00 - diretta SkySport e Rai
- Gran Premio d’Austria - 7 \ 9 luglio 2017 - q.\g. 14:00 - diretta SkySport
- Gran Premio di Gran Bretagna - 14 \ 16 luglio 2017 - q.\g. 13:00 - diretta SkySport
- Gran Premio d’Ungheria - 28 \ 30 luglio 2017 - q.\g. 14:00 - diretta SkySport e Rai
- Gran Premio del Belgio - 25 \ 27 agosto 2017 - q.\g. 14:00 - diretta SkySport
- Gran Premio d’Italia - 1 \ 3 settembre 2017 - q.\g. 14:00 - diretta SkySport e Rai
- Gran Premio di Singapore - 15 \ 17 settembre 2017 - q. 14:00 \ g. 13:00 - diretta SkySport e Rai
- Gran Premio di Malesia - 29 set \ 1 ott 2017 - q. 10:00 \ g. 8:00 - diretta SkySport
- Gran Premio del Giappone - 6 \ 8 ottobre 2017 - q. 7:00 \ g. 6:00 - diretta SkySport e Rai
- Gran Premio degli Stati Uniti - 20 \ 22 ottobre 2017 - q. 20:00 \ g. 21:00 - diretta SkySport
- Gran Premio del Messico - 27 \ 29 ottobre 2017 - q.\g. 20:00 - diretta SkySport e Rai
- Gran Premio del Brasile - 10 \ 12 novembre 2017 - q. \ g. 17:00 - diretta SkySport
- Gran Premio di Abu Dhabi - 24 \ 26 novembre 2016 - q. \ g. 14:00 - diretta SkySport e Rai

domenica 25 dicembre 2016

2016: 10 buone ragioni per ricredersi (forse)

Annualmente, prima dell'inizio del mondiale, mi diletto nel pronosticare 10 fatti. Annualmente, mi ritrovo su queste pagine dopo la conclusione del mondiale, per smentirle tutte. Perchè con la buona sorte proprio non ci vado d'accordo. Quest'anno, tuttavia, un fatto insolito. Qualcuna l'ho presa.
- 1 -
Per vedere Fernando Alonso sull'orlo di una crisi di nervi cimentarsi nel migliore dei suoi team radio
Ed in effetti così è stato. Anche quest'anno non si è sforzato minimamente per tenere alcun colpo in canna. Pur in attesa del risultato ufficiale del team radio of the year mi sento fortemente di propendere per l'avveramento di questa premonizione. You do your job, I'll do mine, ha sicuramente superato molti degli ostacoli della sfrontatezza tipicamente espressa dal pilota. Unico dubbio che mi rimane è se questo possa effettivamente reggere il passo dell'indimenticato GP2! GP2! GP2! Indimenticato e sempre attuale.

- 2 -
Per assistere all'emanciapazione di Nico Rosberg.
Dopo la stagione 2015 avevo il timore che Nico si stesse trasformando in una sorta di mansueto secondo pilota, messo a disposizione dell'eroe locale. Insomma: grandi prestazioni nel 2014, un titolo mondiale venuto meno ad un passo dal sogno e la depressione conseguente. Sarebbe potuto precipitare in un baratro barichelliano senza via di fuga, eppure ha alzato la testa ed ha dimostrato anche lui di che pasta è fatto. Ha retto bene la pressione, ha retto meglio del suo compagno di squadra il conflitto interno senza cadere in errori grossolani, ha fatto tutto bene ed i risultati gli hanno dato ragione.

- 3 - 
Per assistere all'ennesima falsa illusione Ferrari. 
Anche quest'anno lo avevano giurato: è l'anno giusto per tornare a vincere. Erano ottimisti e i progressi erano evidenti. A chi, mi domando io. Annata magra, come al solito. E piena di complotti, come al solito. Tutti gli hanno remato contro, il fato, la FIA, la FOTA, la RedBull, Kvyat prima, Verstappen poi.

- 4 - 
 Per attendere con trepidazione il nuovo colpo di testa di Lewis Hamilton. 
Qua mi è decisamente piaciuto vincere facile. Non è che si potesse immaginare un Lewis Hamilton sobrio ed elegante. Quantomeno ci siamo risparmiati il balletto sui carri alle Barbados (esclusiva dello scorso anno) ma incomincia ad essere divertente questo giochino della fidanzata of the week. Ogni settimana gliene hanno affibiata una, ogni settimana sempre più improbabile di quella della settimana prima. Tra i momenti di trashume puro sicuramente l'uso e l'abuso di social network in ogni istante della sua vita e l'isteria collettiva dientro ai filtri di snapchat utilizzati in conferenza stampa. 
Se vogliamo parlare di colpi di testa veri e propri, tradunt che dopo la disfatta spagnola si fosse messo in testa di abbandonare tutto e tutti e andarsene altrove. Qualcuno gli deve aver mostrato il conto della clausola penale dietro ad una bravata del genere, ed è tornato indietro. In ogni caso quella faccenda lì gli dice veramente male in fatto di colpevolezza, certamente non a livello di dolo, neanche eventuale, ma quantomeno riscontrabile un po' di colpa cosciente. C'è poco da fare il gradasso. 
Tradunt, inoltre, che il quel di Baku, particolarmente adirato per gli eventi locali, abbia distrutto, in un impeto d'isteria da vera diva, la sua stanzetta all'interno degli uffici Mercedes. Questo però l'ha detto solo Niki Lauda ed è stato smentito da tutti un'ora dopo.

- 5 - 
Per chiarirci le idee in fatto di qualifiche. 
Prima dell'inizio della stagione nessuno aveva capito molto bene com'è che si sarebbero disputate le qualifiche. Era un format un po' complicato, ma non eccessivamente. Quello che ci turbava maggiormente è che fosse diverso da quello dell'anno prima ... ma diverso in un senso che non ci piace. O che non gli piace. Perchè io mi sono ritorvata ad essere l'unica estimatrice sulla faccia della terra del nuovo format. Una volta capito bene non era affatto male. Ovviamente contro questo metodo ruotavano le solite teorie complottare mascherate da problemi tecnici quali le gomme, i tempi, quei 90 secondi di cui nessuno si è capacitato del perchè proprio 90... e il senso di mantenere la divisione in tre sessioni? Perchè adeguarsi quando è molto più semplice lamentarsi? Tanto hanno fatto, tanto hanno detto che si è tornati al vecchio format per poi realizzare che non è cambiato niente. Le Mercedes hanno continuato a ragranellare una pole position dietro l'altra, la Ferrari non sono riuscite a saltare avanti neanche per sbaglio ma, quantomeno, in australia una seconda fila erano riusciti a prendersela.

- 6 - 
Per percorrere ancora una volta il lungo percorso verso il pensionamento di Jenson Button. 
E giunse finalmente il momento tanto atteso. Cioè... non proprio ma quasi. Mi spiego meglio. Dopo 17 anni di onorata carriera, dopo aver trascorso l'ultimo terzo a credere che quello in corso fosse l'ultimo prima del ritiro e dopo aver celebrato l'addio alle scene un numero considerevole di volte, giunse in autunno l'ufficializzazione ufficiale di Stoffel Vandoorne quale pilota McLaren 2017. Sono anni che, con l'approssimarsi della data di scadenza di Jenson Button si combattono battaglie vere e proprie per la sua permanenza sulla griglia di partenza, dicono l'ultimo vero gentleman in pista. Salvate il soldato Button ha tuonato F1 Magazine dall'alto della sua autorità. E per un po' di volte la campagna ha pure dato i suoi frutti ed il contratto di Jenson Button è stato rinnovato ancora ed ancora. Visto che dire pensione invecchia il tono della pelle, e dio scampi Jenson Button dall'invecchiamento precoce, a quale simpatico escamotage sono giunti questi piccoli diavoli? Non chiamarlo "ritiro" ma anno sabbatico, durante il quale resterà a servizio della squadra... per eventualmente far fronte ai colpi di testa di Alonso (ce ne siamo resi conto che almeno una volta all'anno ha richiesto l'intervento della terza guida per supplire alle sue defaillances?) e permettere agli organizzatori di feste di esprimersi al meglio per un ultima, definitiva, volta.
Ma l'ho già detto che Jenson Button, oltre a fare il pilota, è anche titolare \ proprietario \ amministratore ( o quel che è ) di una società di management sportivo e Stoffel Vandoorne è un suo pupillo? No, perchè Jenson comunque è caduto in piedi, eh.

- 7 -
Per nominare l'erede di Pastor Maldonado. 
Su questo punto ci sarebbe ancora qualcosa da fare. Perchè io, in fondo, un'idea ce l'avrei. Versbatten, un nome su tutti. Però non è ancora pacifico. Ad inizio anno il povero Kvyat ci ha messo del suo, effettivamente. Qualche tamponamento qua è là anche per Magnussen e Palmer, ma nulla di eclatante. Però Versbatten ci mette proprio l'intenzione, ci mette la volontà, è proprio il suo obiettivo quando si alza alla mattina. E' uno che fa il matto anche sotto la pioggia, che si gasa nel mandare al diavolo la prudenza e gode quando la sicurezza è compromessa. Il fatto con Versbatten è il seguente: se manda al macero una ferrari è un delinquente, se sfracella qualcuno di seconda fascia è un impavido ed un coraggioso. Se vuole sbatter fuori di pista Rosberg è perchè ha carattere, se si accapiglia contro Vettel è un inesperto.

- 8 - 
Per capire secondo quale strano ragionamento l'Azerbaigian si trova in Europa. 
Dal punto di vista geografico lo stato azero non è uno stato europeo, ma spesso viene considerato come tale grazie a considerazioni storiche e culturali. Infatti l'Azerbaigian è membro del Consiglio d'Europa ed anche dell'Unione Europea di Radiodiffusione (EBU)...
... dal punto di vista etno-geografico quindi l'Azerbaigian rappresenta l'anello di congiunzione tra l'odierna Turchia, nell'Asia occidentale, ed i paesi del Turkestan, nell'Asia Centrale.
Non mi resta che arrendermi.

- 9 - 
Per assistere finalmente all'epica battaglia dell'era contemporanea tra Vettel e Hamilton. 
Finchè Vettel resta in Ferrari credo che per quest'epica lotta non vi possa essere spazio. E ne sono particolarmente amareggiata. Non è un modo per lottare ad armi pari. Il vero problema è che quando Vettel non era in Ferrari, Hamilton stava in McLaren, che è anche peggio. Ditelo ad Alonso. Forse la nostra epoca si sta perdendo qualcosa che potrebbe essere davvero spettacolare... e quando fra 10 anni i vostri figli seguiranno alla TV le epiche imprese di Vandoorne che si scornerà con Verstappen per il titolo mondiale, Magnussen non avrà ancora vinto niente ma sarà il vecchio saggio per cui combattere battaglie a salvaguardia del suo posto in griglia ed Alonso giurerà al mondo di essere ancora, nonostante tutto, il pilota più veloce in pista, e che il terzo titolo è ancora possibile, ecco, solo in quel momento ci renderemo conto di aver perso una bella occasione.

- 10 - 
Per i cappelli.
Anche questa mi hanno bruciato! Annata di spending review, non solo non ne abbiamo visti di nuovi e divertenti, ma sono anche stati revocati quelli delle passate stagioni. Certa gente non sa come divertirsi.

giovedì 22 dicembre 2016

Voglio farti un regalo

Oggi mi sento molto generosa ed offrire in dono a tutti voi qualcosa qualcosa di dolce, qualcosa di raro, non un comune regalo. Qualcosa che è anche molto molto brutto, provo tra l'altro della scusa degli anni '90, là dove il comune buon gusto ogni tanto ha osato vacillare un pochino.
Avevamo già avuto un assaggio degli abbigliamenti imbarazzanti del dynamic duo made in Renault dell'era briatoriana. In quel caso, tuttavia, c'era un po' la scusa del servizio fotografico, della posa, della possibilità di giustificare tanto orrore con la volontà superiore di chi ha organizzato il tutto, di chi ha scelto i vestiti e piazzato le luci. Non che io mi sia ancora spiegata che uso se ne potesse fare in ambito motoristico di un tal capolavoro dell'arte fotografica, al confine con il soft porno, 'modello la tana del pappone'. Qua si intuisce un ambiente informale sullo sfondo, mancano le giuste luci e la giusta inquadratura, tuttavia gli elementi del terrore appaiono alla grande in tutta la loro magnificenza. 
Prima di tutto come non citare quel capolavoro della cinematografia mondiale che è Shinig, di Stanley Kubrick: avete presente le gemelle che compaiono in visione all'interno dell'hotel? Sono uguali, ma al maschile. 
Restando in tema di luccicanza, menzione d'onore ai pantaloni, di cosa sono fatti? Seta, raso... o è quel materiale acrilico \ incendiario tipico degli indumenti che si comprano nei negozi dei cinesi? No, perchè questa sarebbe la perla di trash suprema che adorerei tantissimo. 
Nota di demerito per le scarpe: sono diverse! Ma come si sono permessi di sconvolgere tutti gli equilibri?

domenica 18 dicembre 2016

Domani è un altro giorno - 2016 Edition

Per la categoria:
1) Lewis Hamilton - sconfitto nella sua battaglia più dura, quella con l'ego.
2) Daniil Kvyat - dalle stelle alle stalle in meno di 8 mesi
3) Max Verstappen - Verbatten!
 -:- . -:- . -:-
And the winner is...
Lewis Hamilton
-:- 
Dura la vita, quando si è Lewis Hamilton. Quando hai lasciato credere al tuo prossimo di essere in grado di reggere determinati standard, ormai imposti dal personaggio pubblico che ti si è costruito intorno. Lewis Hamilton non è solo un pilota, Lewis Hamilton è un divo, un personaggio che attraversa in lungo e in largo le quattro dimensioni dello showbiz. Glamour, socialS, moda... e sport. Perchè non dimentichiamoci lo sport. Glamour: perennemente circontato di celebrità, pare che non riesca a perdersene neanche una. In ogni ambito, di ogni professione, sportivi, attori, cantanti, nelle sue cerchie non manca proprio nessuno e lui stesso non manca mai ad uno solo degli eventi al top in giro per il mondo. Social network: Re di twitter, com'era qualche anno fa, nel frattempo ha preso il possesso di tutte le altre piattaforme. 4 milioni di follower su twitter, 4 milioni di like su facebook, 3,6 milioni di follower su instagram, oltre all'ormai celebre presenza fissa su snapchat, per il pilota che per primo ha fatto prerogativa della sua vita il personale utilizzo di tali piattaforme. Moda: è sufficiente dare un'occhiata ad alcune delle piattaforme sopra menzionate per cogliere immediatamente l'interesse delle grandi firme nei suoi confronti... ed il suo interesse nei confronti delle grandi firme. Oltre, ovviamente, a quella corresponsione di amorosi sensi con il mondo della fotografia in genere e delle riviste patinate nello specifico. Sport: Oltre a tutto quello che ho elencato sino a questo momento, comunque, Lewis Hamilton, continua ad essere uno sportivo ad altissimi livelli, tre volte campione del mondo, uno dei protagonisti indiscussi della formula 1 moderna da quasi 10 anni, stato in grado di discutere, far parlare di sè, incuriosire ed indispettire, sin dal suo esordio, oggi ancora ai massimi livelli. Ad opinione di molti si tratta del pilota più veloce in pista, opinione ovviamente non condivisa da Alonso, ma queste sono beghe interne tra di loro. Fatto certo è che sin da subito è stato in grado di dimostrare un proprio certo talento, ottimizzato, negli anni, con un qualcosa in più di disciplina, che gli ha raffreddato gli istinti e acuito i riflessi. 
Dopo un debutto sfavillante in McLaren, ha deciso di fare armi e bagagli per andare altrove quando si è reso conto che la situazione era statica da un po' troppo tempo. Molti hanno considerato un azzardo questa faccenda del passaggio in Mercedes, molti hanno creduto che stesse andando ad infilare la propria carriera in un buco nero senza più ritorno, come un Alonso qualsiasi: ma non è stato così. E' bastato un primo anno di rodaggio, e probabilmente la buona stella che ha trasformato la Mercedes nel prodigio che è oggi, perchè Hamilton potesse tornare al top, con un secondo titolo mondiale a cui è seguito un terzo titolo mondiale... al quale sarebbe potuto seguire anche un quarto titolo mondiale se non fosse che...
Se non fosse che ogni tanto quelle origini indisciplinate tornano a farsi sentire. Lewis Hamilton non è più il pilota dalla testa calda che era un tempo, non è più quello che nelle occasioni importanti si imbarazza e inciampa, non è più quello a cui sudano le mani e gli scivola il volante tra le mani. Però è sempre quello che di tanto in tanto una cazzata la fa. E quest'anno gli è costanta cara. Per uno ormai abituato a vivere al top una sconfitta deve bruciare parecchio. Deve bruciare ancora di più se arriva dal suo coinquilino, da quello che sarebbe dovuto essere la pallida seconda guida ma si è trasformato nel suo acerrimo nemico. Non è stata solo sfortuna, non è stata solo colpa dei problemi meccanici, qua ci ha messo anche del suo, qua ci sono stati anche degli errori, che ha pagato cari. Qua ad uscirne ferito è, prima di ogni altra cosa, il suo ego. Ma stai sereno Lewis, dopotutto, domani è un altro giorno.
  -:- . -:- . -:-
Tutto ebbe inizio, anche quest'anno, in Australia. Reduce del post sbornia perenne in onore del terzo titolo mondiale, con un ego del genere e dopo la conquista della pole della prima gara della stagione, deve essere stato un colpo vedersi sfuggire la posizione in meno di un secondo dopo l'inizio della gara. In quell'occasione finì la gara in seconda piazza, dietro a Rosberg, ma eravamo solo a marzo, quello fu solo l'inizio.
-:-
Seconda tappa: Bahrain. La domenica era già iniziata male con una reprimenda, subita per aver fatto retromarcia in pit lane dopo le qualifiche del sabato. In ogni caso, nulla di peggiore di quanto successo in partenza in gara: partito in pole, Rosberg ha comunque la meglio sul compagno di squadra. Hamilton sembra accodarsi senza troppo insistere ma Bottas, partito al doppio della velocità di tutti gli altri, passa avanti a molti e finisce per pretendere un posto che non gli competeva: centra in pieno la vettura di Hamilton, che si gira e rimane invischiato nel traffico. Comunque terzo, anche se con 20 secondi di ritardo.
Seguono le sfighe cinesi: costretto al cambio del cambio, circostanza che già di per se gli avrebbe provocato un arretramento di cinque posizioni in griglia di partenza, in qualifica le cose sono andate decisamente peggio: neanche un giro compiuto in pista. Per lui partenza dall'ultima posizione senza diritto di replica, come un Marussia boyz qualunque: si frantuma subito e cambia gomme 3 volte nei primi 3 giri del gran premio. Prima della fine della gara tornerà ai box almeno un altro paio di volte. Terminerà in zona punti, che è sempre meglio che prendere una ditata in un occhio.
Si aggiunga: questo è stato il week end con la famosa cena dei piloti, quella con i conti separati e la divisione alla romana, come si faceva a scuola, durante la quale finì per litigare con tutti dopo essersi offerto di pagare, giusto per non fare una figura da pezzenti. Lewis, comprendili, non ti meritano, sono dei poracci. Ed anche aprile volò via così...
-:-
Maggio ebbe inizio con la trasferta in Russia dove Rosberg se la è spassata in prima posizione dalla pole alla bandiera a scacchi, e dove Hamilton è stato costretto a partire in decima posizione, arretrato e con le pive nel sacco, dopo che la vettura lo ha abbandonato ma ha concluso in secondo, giusto per non darla vinta tanto facilmente a nessuno.
Il momento più alto comunque è arrivato in Spagna: a questo giro, il colpo di sfortuna è stato molto meno metaforico delle altre volte. Ed ha coinvolto anche Rosberg. L'attimo è stato chiaramente uno di quelli epici, che ricorderemo nella storia della Formula 1. Di quelli che meritano di essere rivisti al rallentatore, sul quale chiunque ha un'opinione e anche fra qualche anno ricorderà che cosa ha provato in quel esatto istante. Lewis Hamilton partiva in pole position ed aveva fatto credere a tutti di aver chiuso la parentisi delle sventure extraeuropee per iniziare a fare sul serio. Eppure, già alla prima curva Rosrberg ha la meglio, Lewis non molla il colpo, cerca di riprendersi la piazza, prima della curva quattro tenta il sorpasso impossibile ma finisce sull'erba, la vettura slitta e ne perde il controllo. Nella disperata corsa verso il primo muro contro il quale infliggersi incontrerà la vettura di Nico Rosberg, che porterà con sé. Entrambe le Mercedes sono fuori dai giochi.
Proprio nella zona cesarini del mese, giunse finalmente Monaco. Per un attimo, un attimo soltanto si è potuto pensare che la lunga fila di iatture di Lewis Hamilton non si fosse ancora conclusa. Sabato pomeriggio: due fasi di qualifiche andate lisce, si deve scendere in pista per la Q3. Lewis Hamilton è davanti ad un piccolo trenino di vetture in pit lane, ad un certo punto rallenta tutti, agonizza, si accascia in un angolo. I meccanici corrono all'impazata verso la sua vettura, la trainano a braccia fino al box, sistemano quel che c'è da sistemare e riescono a lanciarlo in pista prima che sia troppo tardi. Porta a termine un giro soltanto e si piazza terzo. In gara però Rosberg scivolerà nell'oblio della settima posizione e ad Hamilton sarà finalmente concesso di vincere una gara. E di farsi far la festa da Justin Bieber
-:-
Giugno si è aperto con il gran premio del Canada, là dove una volta ha vinto persino Alesì. Hamilton aveva anche il grande vantaggio di partire dalla pole. In realtà allo spegnersi dei semafori, probabilmente troppo impegnato a controllare cosa stesse facendo Nico Rosberg, si è fatto beffare alla grandissima da Vettel, che lo sfila da un lato e lo lascia a litigare con il suo compagno di squadra: lo colpisce e lo manda per violette. Bad idea Lewis: il karma gliela farà pagare! Ovviamente non a questa gara, dove vince, ma solo grazie all'incapacità cronica delle Ferrari di studiare una strategia che abbia un senso. In giro per la rete c'è stato chi ha sostenuto che sia stato lui il migliore in pista: come al solito ho opinioni divergenti. Certamente non ha fatto una gara malvagia, ma questa tendenza di asfaltare il proprio prossimo abbassano di molti punti la media. Inaccettabile da uno che pretenderebbe di diventare quattro volte campione del mondo.
Una settimana dopo Hamilton è arrivato a Baku insieme a Coco. Lasciato a casa per l'occasione Justin Bieber. Quintolo per un giorno. A farla da padrone nella sua gara un certo calo del potenziale della vettura a metà gara. Questa banalmente non andava, ci sarebbe stato da modificare qualche parametro tecnico, ma nessun ingegnere era legittimato a dirgli cosa fare. Un po’ ha provato ad insistere e trovare un modo perchè questo parlasse, eppure questo è stato irremovibile. Che palle questa voglia di rispettare le regole. Quindi il lancio della sfida definitiva: ok, faccio da solo! E ce lo siamo immaginati tutti a schiacciare tasti a casaccio nella speranza che accadesse qualcosa. A girare tutte le rotelle e sollevare tutte le levette con fare curioso di chi decide che a far da se si fa per tre. L’urlo sconsolato del muretto riecheggia ancora ora NOOOOOOO!! Spaventatissimo. Però ha funzionato. Non si capisce cosa diavolo Lewis abbia combinato ma ha funzionato. Giusto in tempo perchè le gomme fossero talmente cotte da non permettergli alcunchè.
-:-
Luglio, a differenza degli altri, è stato decisamente il suo mese: 4 vittorie su 4 gare. Ma non è oro tutto ciò che luccica. Per esempio c'è la faccenda austriaca. Fino a mezzo giro dalla conclusione Rosberg era in testa, Hamilton, dietro di lui, molto molto molto vicino e Niki Lauda, inquadrato di straforo, stava preparando per l’occorrenza il suo miglior “ORA LI LICENZIO!” della domenica... mentre Toto Wolff sfondava a cazzotti il monitor che aveva davanti. Hamilton e Rosberg vanno al contatto, Hamilton colpisce Rosberg almeno due volte nel giro di due curve, Rosberg perde la vetta della gara e per poco non perde l’intera vettura prima di atterrare davanti alla bandiera a scacchi in quarta posizione. Torna quindi la strategia diretta ad asfaltare il proprio prossimo e, se ascoltate me, torna ad essere una cosa inaccettabile per uno che mirava a portarsi a casa il quarto titolo mondiale. 
A Silverstone, in castigo, ha fatto il bravo. 
Stando ai soli ben informati, Hamilton, in Ungheria, ha speso ben più di una parola con i commissari perchè quella pole di Rosberg fosse fatta fuori ex lege e gli fosse data la prima piazza di diritto.  In gara comunque la faranno da padrone gli ordini di squadra, non è che ci sia molto da dire.
In Germania gli piace vincere facile. 
Tutti al mare.
-:-
Tornato dalle vacanze, il week end belga riparte con un arretramento di 50 posizioni sulla griglia di partenza. Le cose gli andranno comunque egregiamente bene (terzo) ma solo grazie alle epiche imprese del maestro Versbatten.
A Monza, giusto per celebrare la sacralità del gran premio d'Italia, tornerà a combinarne delle sue: punti gettati al vento. In pole position accanto a Nico Rosberg: il destino di tutti pare essere già segnato. Allo spegnersi dei semafori Lewis tuttavia non parte, invece lo fa Nico, che prende la testa della gara mentre il suo compagno di squadra prima di tutto annaspa verso la sesta posizione e poi concluderà secondo, ma sempre e solo grazie all'inettitudine ferrarista.
Abbiamo così inaugurato settembre, patria di altre castronerie. Prima di tutto la faccenda Singapore: Lewis Hamilton è partito in terza piazza, autore di un piccolo errore nel giro veloce definitivo in qualifica, errore che a questo giro non è stato in grado di scaricare su qualcun altro, giocandosi la prima fila. In gara non è partito al meglio, ha avuto più da lamentarsi con i tecnici per la strategia di quanto non abbia fatto seriamente al volante. Si aggiungano un paio di errorini di troppo che, in un caso, gli stavano anche per costare la terza piazza in favore di Raikkonen... ma per fortuna di in Ferrari le strategie le fa Topo Gigio ed in men che non si dica è, quantomeno, tornato sul podio.
-:-  
Della Malesia non è che ci sia molto da dire: mentre le cose a Rosberg stavano andando maluccio (preso a sportellate da Vettel, finito in ultima piazza e sanzionato qua e la nel corso della risalita) per Hamilton sono andate anche peggio: fonde. Il suo motore va in fumo ed è costretto immediatamente al ritiro, tra le urla di straziante dolore.
Giunto in Giappone, è riuscito a far incazzare mezzo mondo ancor prima di salire in macchina. Prima ha provato a fare insinuazioni sul fatto che il suo sia l'unico motore Mercedes, tra tutti quelli che sono andati in pista, ad aver avuto dei problemi. Niki Lauda gli ha tirato le orecchie ed ha provato a rimediare alla situazione con dichiarazioni imbarazzanti. E' seguito il folle appuntamento con la conferenza stampa che ha passato interamente giocando con il cellulare ricevendo cazziatoni a destra e a manca, ai quali, tra l'altro, ha risposto stizzito. In gara, nuovamente, si distrae al momento della partenza. Si ritrova ottavo e lotterà fino alla fine per la scalata al successo: non gli andrà meglio di una terza posizione.
Dopo la sceneggiata giapponese, rivendicata con orgoglio anche nei giorni seguenti, come l'unica vera posizione da prendere contro il format antiquato della press conference, giunto negli Stati Uniti, Lewis Hamilton è stato richiamato all'ordine e, a questo giro, si è presentato più ordinato e pulitino che mai. Occhialetti da secchioncello, divisa pulita, stirata ed ordinata, spocchia ben riposta in borsa e sguardo fisso e concentrato sugli astanti. Siamo però già arrivati al momento della stagione in cui la matematica ha iniziato a dargli torto, non è che si sia più molto da dire. Se non che il voto di scambio fosse palese. Hamilton in pole era ed in pole è rimasto. Nessuno gli ha messo i bastoni tra le ruote e, lui stesso, non se li è autoposti. E' andato a vincere indisturbato, con Rosberg al suo fianco.
In Messico l'unica cose veramente interessante ha riguardato la terza piazza.
Brasile: scende la pioggia, ma che fa?
Infine Abu Dhabi. Una gara perfetta. Ma giunta troppo tardi.
-:-
  • Piloti già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2015 - Fernando Alonso ... un uomo sull'orlo della crisi di nervi.
- per l'anno 2014 - Sebastian Vettel ... dalle stelle alle stalle in nove mesi netti.
- per l'anno 2013 - Mark Webber ... con tutti gli acciacchi di salute suoi e della vettura.
- sempre per l'anno 2012 - Michael Schumacher - premio alla carriera 
- per l'anno 2012 - Romain Grosjean 
- per l'anno 2011 - Lewis Hamilton
  • Team già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2015 - Ferrari ... perchè dev'essere davvero davvero difficile trovare sempre qualcosa di cui lamentarsi.
- per l'anno 2014 - Ferrari ... una scuderia allo sbaraglio.
- per l'anno 2013 - McLaren ... sull'orlo di una crisi di nervi.

domenica 11 dicembre 2016

Sull'asfalto acquoso una luna affilata

Questo post ha l'ingrato compito di essere quello con cui anche questo blog prende coscienza dell'abbandono di Nico Rosberg dal mondo della Formula 1. 
Ho voluto congelare la situazione per un po' perchè nella mia umile testolina, al di là delle inutilità di cui tratto su queste pagine virtuali, purtroppo, passano anche faccende un po' più serie. Ciò non toglie che, nell'ambito del futile, anche questa sia una notizia che mi ha, per un attimo soltanto, lasciato senza parole. 
Prima di tutto. Il momento in cui l'ho scoperto: grazie ad una notifica di twitter. Di quelle che ti arrivano quattrocento volte al giorno anche se hai chiesto \ supplicato \ intimato al signor twitter di smetterla immediatamente. Un minimo ti devono arrivare: ehi, Nico Rosberg ha pubblicato questo! - link - sai che novità. Era una settimana che ogni due per tre lanciava nell'etere pianti, risate isteriche, ringraziamenti, shoey di dubbio gusto (a questa faccenda dello shoey chiaramente non mi sono ancora arresa) e frasi fatte rivolte all'amico - nemico, rivale e compagno di squadra Lewis Hamilton. Insomma, era il suo momento, io non glielo negavo affatto, ma se si attende una mail importante e il telefono suona solo per informati dell'ultima sbornia di Nico Rosberg, un filo, ti possono anche girare.
-:-
Tra l'altro, la possiamo smettere un minuto per indignarci per il fatto che Nico Rosberg, 31 anni all'anagrafe, per una sera ha bevuto un po' di più del solito, tra l'altro, a ragion veduta. Nel senso: c'era veramente qualcosa da festeggiare, sono piuttosto certa che non si sia messo al volante subito dopo (quello era prima, era prima!!) e se proprio la vogliamo buttare sull'inutile predica al pericolo per la salute, torno ad essere certa del fatto che uno sportivo a quei livelli debba necessariamente mantenere uno regime alimentare ed uno stile di vita migliore di quello di chi quelle stesse gare le guarda e le commenta, dal divano di casa sua, birretta in una mano e patatine dall'altra.  No, perchè allora Raikkonen al gabbio subito!
-:-
Ma torniamo al centro della questione: notifica che suona sul telefono, che poi mi dicono che dovrei dire smartphone, ma io sono vecchia, certe cose non le so fare bene, Nico Rosberg, ho un messaggio per te. Accompagnato da una foto da pater familias, ripulito, sbarbato, pettinato dal salotto di casa sua, un pippone fin troppo lungo per vivere su un social in inglese o in tedesco, per i solutori più esperti. Opto per l'inglese, leggo tutto con attenzione, poi spengo lo schermo e tra me e me penso il mio inglese fa davvero schifo! Devo fare qualcosa.
Una nota positiva ed una nota negativa.  No, perchè... leggendo così sembrava quasi che stesse annunciando il proprio ritiro (e qua si aggiunga la grassa risata). Riaccendo lo schermo, riapro twitter. Ormai mi ero arresa al fatto che anche per quel giorno della mail che stavo attendendo neanche l'ombra. Su twitter tutti commentano lo scioccante ritiro dalle scene di Nico Rosberg. Nota negativa: era tutto vero. Nota positiva: il mio inglese non fa davvero schifo, cioè, solo un po'. Non è da buttare, non è peggio del solito. Non volevo credere a quello che stavo leggendo, non potevo credere a quello che stavo leggendo. Ancora dovevo celebrare per benino la sua vittoria e... mandiamo tutto all'aria così? Così senza il minimo preavviso, senza un cenno che potesse lasciar intendere quello che stava per accadere. La notizia ormai era rimbalzata ovunque. Chiunque l'ha commentata, chiunque ha espresso la propria opinione in merito: era vera senz'altro. 
-:-
L'ho mai detto di essere fan da tempi non sospetti di Nico Rosberg? Sono una persona pedante, lo so. Però è facile diventare fan di qualcuno solo dopo che inizia a vincere qualcosa. Io, nel mio piccolo di persona piccola, ho incominciato ad osservare con un occhio di riguardo alle sue gare una decina di anni fa. Sia chiaro, non è che 10 anni fa fosse tutto così semplice, immediato e scontato. 10 anni fa i social network non ci avevano ancora fritto il cervello, non era così facile trovare qualuque cosa in qualunque momento su internet, anche se internet aveva già incominciato di brutto a metterci del suo. Molto era lasciato alla televisione e per televisione si intendeva, inevitabilmente, RAI. Ed in RAI ignoravano ed ignoravano ancor più tutto quello che non era Ferrari. 
La conoscenza di Nico Rosberg l'ho fatta, quindi, casualmente, su Italia 1, grazie a Studio Aperto. Che poi è folle, perchè Studio Aperto non ha mai preteso di essere una fonte di informazione, com'è possibile? Ed in effetti non lo so. Anche perchè quel giorno, era a pranzo, lo ricordo ancora, poco prima del gran premio capitammo casualmente su italia 1 in un rapito giro di canali e ci fermammo ad ascoltare quello che diceva questo ragazzetto biondo. Credo tenesse una rubrica in cui commentava gare, spiegava cose, girava per il paddock... e poi boh, perchè il realtà niente e nessuno mi potrebbe mai costringere a guardare Studio Aperto. Tutto il resto venne probabilmente grazie a Mazzoni, con le sue perle biografiche a casaccio, il padre campione del mondo (di cui io sinceramente non sapevo niente ed anche persone più grandi di me ne avevano dimenticato l'esistenza), la residenza nel Principato (ah, la famosa strada per andare a comprare il latte) e il fatto che parli sei lingue. A me questo manda in bestia. 
-:-

Aneddoti a casaccio. Quindi, capiamoci, erano gli anni 2006 \ 2007, giù di là, non ho buona memoria in merito. Comunque molto prima che ognuno di noi potesse sfogare le proprie frustrazioni su twitter e molto prima che nascessero quelle congreghe infermali di tumblr. Presa dalla frenesia di offrire il mio contributo al mondo mi impegnai per un certo tempo nell'aggiornamento della pagina Wikipedia di Nico Rosberg, all'epoca ancora piuttosto scarna, per ovvi motivi. Al terzo conflitto sulla encicopedicità dei miei contributi ovviamente ho mandato in vacca l'intera faccenda. Da un lato non è che riesca a spiegare benissimo la mia frenesia, insomma, non è che fossi proprio una giovine adolescente (anagraficamente parlando) però mi allettava molto questa faccenda della pagina bianca su cui poter scrivere, sulla possibilità di mandare nell'etere certe informazioni e destinarle all'infinito. E poi, santo cielo: come poter dire che non è enciclopedico il sapere di Mazzoni? E' stato proprio sulla scia del progetto wikipedia che ha preso vita il mio blog. Insomma: tutte queste cose che mi frullavano per la testa dovevano materializzarsi in qualche modo. Dovevano sfogarsi da qualche parte. Una fonte inesauribile del mio inutile e scialbo sapere, in continua evoluzione, messa a disposizone del mio prossimo. Senza la rottura di palle di quelli che passano la vita a decidere se un contributo è opportuno che sia presente oppure no. Se qualcosa è nel mio cervello è certamente giusto che trovi, anche qui, il suo spazio.
-:-
Una quotidiana guerra con la razionalità. Probabilmente le vere ragioni che lo hanno spinto al ritiro, a noi comuni mortali, non saranno mai rivelate. O forse fra due o tre anni non avrà più di che vivere e scriverà un libro per raccontarcelo. Oppure la sua vita sta per prendere la svolta decisiva, come quelli che mollano il lavoro per fare lo youtuber a tempo pieno. Un canale già lo ha, ai video vlogs già ci ha abituato, non gli ci vuole niente ad iniziare a fare qualche gameplay (ovviamente F1 2017 per PS4 console) o qualche draw my life. Nel frattempo non ci resta di accontentarci di quello che ci è stato detto: la felicità per il traguardo agognato per una vita e la volontà di andare avanti. Avere una vita tanto piena, tanto appagata già di per sè da avere la forza di rinunciare ad una cosa del genere, senza quell'ingordigia propria di chi una volta soddisfatto l'obiettivo, ne brama altri ed altri ancora. Insomma, non un passatempo della domenica, è qualcosa che ti riempe la vita da sempre ed in maniera costante. Non dev'essere una cosa semplice, molti ritiri illustri degli ultimi tempi ne sono la dimostrazione. Pippo Massa darebbe un rene per occupare quel posto ancora per un po'. Button, dopo 17 anni non è parso essere da meno, non parliamo di Barrichello o di Webber... insomma, tutta gente davvero spaventata per quello che sarebbe successo dopo. 
Una sensazione alla quale, comunque, nessuno di noi è estraneo. Penso ad esempio al giorno dopo la mia laurea. Cinque anni di dolore, sfociati in una grande liberazione, sofferta, pianta, goduta in pieno. Il giorno dopo, nel mio letto, ho aperto gli occhi e, tempo di capire che cosa stesse accadendo, mi sono domandata: e ora? Non avevo più idea di cosa fare della mia vita. Due ore dopo mi sono trovata camminare per il palazzo universitario con una scusa qualsiasi... e pensare che quello era l'epilogo inevitabile del mio percorso. Dopo la fine dell'università ed in ogni momento di disoccupazione che mi sono trovata a vivere in questi anni ho cucinato moltissimo, preparato torte, dolci, salate, fatto pane focaccia, ma anche ho cucito, letto romanzi russi, dipinto casa, disegnato. Per quanti interessi avessi prima della fine dell'università che ritenevo fossero rimasti schiacciati, niente è stato mai abbastanza dopo, tanto da trovarmi moltissime nuove attività. Avrei mai mollato l'università per dedicarmi al resto della mia vita? No, non l'ho fatto e, come molte persone che conosco, una volta uscita dal palazzo infernale, ci sono addirittura rientrata, per un altro paio d'anni di extra-bonus. Così. 
E' certamente vero che la Formula 1 è un progetto della vita a tempo determinato: non si può essere piloti per sempre, nessuno può, neanche Schumacher ha potuto, anche se ci è andato vicino. Tutto prima o poi deve finire, ma non deve essere facile accettarlo e, in ogni caso, perchè velocizzare i tempi? L'idea che al di fuori di tutto quello ci sia abbastanza altra "vita" da far prendere la decisione di stracciare contratti ed allegati a cuor leggero, se è vera, a me spaventerebbe molto. Perchè in fondo ci fa sentire tutti delle piccole persone, ovviamente parlo di tutti quelli che hanno criticato in qualche modo la sua decisione, perchè forse non saremmo affatto certi di poterci far bastare il "il resto" per essere felici. Forse troveremmo qualcos'altro... ma sarà davvero all'altezza? Io, per esempio, sarei spaventatissima di trasformarmi, entro un paio d'anni, in un raviolo come Montoya.
-:- 
Un'ultimo pensiero, infondo, deve andare alla moglie Vivian. Perchè se mio marito, per quanto adorabile, affettuoso e tutto ciò che vuoi, decidesse di andare in pensione e ciabattarmi tutto il giorno in giro per casa dall'età di 31 anni... credo che renderebbe davvero lungo e faticoso quel finchè morte non ci separi.

lunedì 5 dicembre 2016

- Nominations -

Domani è un altro giorno è l'appuntamento dalla cadenza annuale volta a premiare (con il mio personale riconoscimento) l'eroe della stagione. Colui che ha lasciato il segno, non solo nella storia della massima serie dell'automobilismo, ma anche e soprattutto sulla fiancata di quelli che lo circondano, sui muretti o sui guard rail. Insomma, coloro che hanno lasciato una traccia indelebile del proprio passaggio. 
-:- . -:- . -:-
Per la categoria:
1) Lewis Hamilton - sconfitto nella sua battaglia più dura, quella con l'ego.
2) Daniil Kvyat - dalle stelle alle stalle in meno di 8 mesi
3) Max Verstappen - Verbatten!

-:- . -:- . -:- 
Per la categoria: 

  "Domani è un altro giorno - Costruttori"
1) Ferrari - Tu conosci il nome ha creato solo confusione
2) RedBull - Vorrei ma non posso
3) McLaren - lasciate ogni speranza o voi che entrate
-:-
  • Piloti già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2015 - Fernando Alonso ... un uomo sull'orlo della crisi di nervi.
- per l'anno 2014 - Sebastian Vettel ... dalle stelle alle stalle in nove mesi netti.
- per l'anno 2013 - Mark Webber ... con tutti gli acciacchi di salute suoi e della vettura.
- sempre per l'anno 2012 - Michael Schumacher - premio alla carriera 
- per l'anno 2012 - Romain Grosjean 
- per l'anno 2011 - Lewis Hamilton
  • Team già premiati (click sul link per andare alla premiazione):
- per l'anno 2015 - Ferrari ... perchè dev'essere davvero davvero difficile trovare sempre qualcosa di cui lamentarsi.
- per l'anno 2014 - Ferrari ... una scuderia allo sbaraglio.
- per l'anno 2013 - McLaren ... sull'orlo di una crisi di nervi.

sabato 3 dicembre 2016

I dieci fatti buffi di Abu Dhabi 2016

La mamma di Nico Rosberg
Perchè, a quanto pare, esiste anche lei. Pur non essendo mai stata menzionata, pur non apparendo mai in un messaggio, in un video, pur non essendo mai stata menzionata da anima viva... esiste. Ed ' comparsa tra di noi. Ovviamente al posto giusto nel momento giusto, come tutte le madri del mondo.
 -:-
La foto di classe
la foto di classe dell'anno. Con Jenson Button e Felipe Massa in posizione d'onore. In prima fila come solo i grandi campioni, al centro dell'attenzione, come sanno fare solo quelli che contano, seduti come i vecchi sull'autobus. 
-:-
GP2! GP2! GP2!
Sono rimasta un secondo perplessa davanti a quella che potrebbe essere la trasformazione di Fernando Alonso in una persona normale. O forse è solo il camuffamento dell'occasione, però ci ha saputo fare. Sempre meglio, comunque, di quell'orido "sarà divertente gareggiare contro di te dal prossimo anno" messaggio di saluto all'amico Felipe nel momento in cui questo è stato cacciato a pedate dal team di Maranello. Nota numero 1: l'aver partecipato alla parata, insieme ad ogni altro membro del team, che ha condotto Jenson dal motorhome alla pista per l'ultima volta. Nota numero 2: l'essersi impegnato un po' di più nella dedica via instagram, con tanto di foto in cui sembrano pure abbracciati. Nota numero 3:aver evitato per un intero week end ognuna di quelle mosse di egocentrismo che tanto lo rappresentano. Niente team radio acchiappa views, tranne per qualcosina del sabato, niente dichiarazioni impertinenti nè minacce di abbandonare tutto e tutti quanto prima. Anche perchè, adesso che ha visto che bella festa gli organizzeranno, ha deciso di volerla anche lui. Insomma, pare che per un intero fine settimana si sia fatto da parte per lasciar spazio al compagno di squadra.
-:-
 Bernie's dirty dances
-:-
Jenson's happy ending
 Dopo 17 anni in formula 1, probabilmente, non si aspettava di concludere la sua ultima gara in questo modo. Però è stato. E comunque, con la McLaren che si trovava sotto al sedere se non fosse stato per questo motivo sarebbe stato per un altro. Insomma, non proprio la regina dell'affidabilità. Le qualifiche del sabato non lo avevano condotto molto lontano dalla Q3 ma, in ogni caso, nella sua voce e nei suoi intenti, era ormai palese la voglia di levare l'ancora e lasciare ad altri l'ingrato compito di concludere gare in quello stato. Alla domenica in molti abbiamo ringraziato che non stesse piovendo a dirotto come nei fasti brasiliani... e la partenza è andata liscia. Nessun contatto, nessun incidente che bloccasse la gara ancor prima di averla iniziata. Poi però... 12 giri dopo il fattaccio. Una sospensione che improvvisamente lo abbandona, un po' di rally sull'erba... ed una sconsolata marcia per riportare la vettura ai box. Per l'ultima volta. Il destino ha parlato chiaro: è così che doveva andare. Con tutti i problemi tecnici degli ultimi anni mai gli era capitata una rottura strutturale di quel tipo. 
Trovandoci in una fase di gara ancora priva di patos le telecamere hanno indugiato moltissimo su di lui, sul suo rientro, gli applausi dagli spalti, la famiglia andata ad accoglierlo e l'abbraccio ricevuto da tutti i tecnici. Poco dopo, ai microfoni di David Coulthard rivelerà di essere l'uomo più felice del mondo... mica come noi che abbiamo passato le ultime due ore a guardare automobili che giravano in tondo. E non aveva neanche torto.
-:-
Ma come ti vesti?
Con quei calzini azzurri, fatemi capire, pretendeva di vincere anche il mondiale? Tre titoli mondiali, a quanto pare, non offrono il buon gusto. 
-:-
Son tutte belle le mamme del mondo
Anche se quella di Jenson Button mi lascia un attimo perplessa. Potrà sembrare che io sia entrata leggermente in fissa con questa storia dei genitori altrui... ma capitemi: non succede spesso che ce ne siano così tanti in così poco spazio. Poi la mamma di Jenson Button mi mette ansia, lo dico. Non so se è perchè non me la ricordavo bene o se nell'ultimo anno si è trasformata in una sorta di mummia. Da proprio l'impressione di essere una di quelle donnine che puzzano di borotalco. E si cospargono di profumo come se solo questo le potesse rendere più giovani. Per non parlare del fatto che la sua onnipresenza per tutto il week end si è resa un filo molesta. No: il genitore simpatico di Jenson Button era il padre. E più questo ha dedicato parole affettuose e d'amore verso il padre, al quale ha dedicato l'intera carriera, più la donnina ricompariva alle spalle a ricordare al mondo che, in ogni caso, senza i suoi 9 mesi di gestazione non saremmo andati da nessuna parte. 
-:-
E non ha neanche voluto la bicicletta.
La sottoscritta ha firmato e giurato pubblicamente di non compiere, assolutamente, e per nessuna ragione al mondo alcuna battuta, frecciatina, o intercalare simpatico che faccia riferimento al fatto che il mondiale di Kvyat sia iniziato in Red Bull e sia finito in bicicletta. Perchè è un battuta che hanno già fatto cani e porci, ho già letto riproposta in almeno 4 lingue europee ed ha smesso di far ridere al terzo passaggio. Soprattutto perchè se la stanno riciclando come fosse la trovata ironica della stagione.
-:-
Guerre stellari
Perchè si fa presto a parlare di quello che stava accadendo nell prime file. Si fa presto a domandarsi per quale insulsa ragione almeno sei piloti mirassero a salire sul podio. Si fa presto a snobbare tutto quello che stava accadendo dalla sesta posizione in poi. Ma negli stessi istanti in cui il mondo intero si stava maniando le unghie domandandosi fino a quale punto Hamilton intendesse rallentare, qualcuno dalla sesta posizione in poi ci stava vivendo. Qualcuno al quale, probabilmente, non era sufficiente guardare la gara sui megaschermi o sintonizzare il team radio su radio deejay abu dhabi per ascoltare un po' di buona musica per passare quel paio d'ore di paranoia. C'era chi, come Jenson Button, ha deciso di andarsi a guardare la gara comodamente seduto in poltrona davanti alla TV. Ma c'era anche qualcuno, come i due manor guys che decidevano di giocare alla guerra. E se guerra deve essere che guerra sia! E si son presi a sportellate. Fino all'ultimo colpo.
-:-
Sono in ritardo! In arciritardissimo!
Ho smesso da tempo di farmi domande sui miei genitori, ma quelli degli altri mi lasciano un sacco di interrogativi, a quanto pare. Per esempio mi sono interrogata a morte sul senso delle parole di Nico Rosberg che, dal podio, ha annunciato l'arrivo di suo padre in una mezzoretta per festeggiare anche con lui. Ma come in una mezzoretta? Ma dov'era? E gli stembra il caso di arrivare mezzora dopo la fine della gara? Ma per davvero? Cioè, non una gara a caso, quella gara. E se avesse vinto Hamilton? Che faceva, retromarcia all'aereo e tutti a casa un'altra volta \ qui non c'è niente da festeggiare?