sabato 21 aprile 2018

Chinese keywords

Shoey

Sesta vittoria in carriera per l’italo-australiano più amato d’Italia.. Che oggi tutti vorrebbero vedere in Ferrari.
Oh poverino, perchè gli volete bruciare così la carriera?
Oggi più italo-australiano che mai. Dopo le gare bigie è più australo-italiano che altro. Ieri in RedBull stava benissimo a scornarsi con Verstappen e fare da contorno all’allegro teatrino portato avanti dai protagonisti, oggi più protagonista che mai della scena internazionale.
Io adoro l’opinione pubblica, si è capito?
Il complimento più divertente devo proprio averlo letto qualche giorno fa e recitava più o meno così: "ragazzo serio, sempre allegro e che ha una faccia pulita”.
Anche se divertente, in effetti, è una parola un po’ grossa. Diciamo che da tutto questo ne sono uscita un po’ perplessa. Perchè all’inizio mi ha colto di sorpresa, era un complimento a Ricciardo e io, sinceramente, sono d’accordo a fare i complimenti a Ricciardo. Lo giro. Mi sta talmente simpatico che se lo incontrassi in giro gli offrirei un caffè… solo che lui ordinerebbe al bar mezzo litro di brodo al gusto di sciacquatura dei piatti e io avrei l’istinto omicida di togliergli quell’“italo” dal titolo, lasciandolo privo di sensi, solo ed abbandonato in un mondo certo di doverlo chiamare RiccHiardo. Quindi credo che convenga a tutti che questo caffè non glielo offra mai.
Il vero problema è che questo “faccino pulito” è una specie di piaga che distruggerà l’umanità. Ogni fanciulla perbene di ogni tempo ne ha avuto la prova tangibile sulla propria pelle. Anche oggi che, apparentemente, dovremmo essere usciti da certi rigorosi standard spesso, crescendo, ci sentiamo dire che “una ragazza” questo o quello non lo deve fare, ad “una ragazza” un certo comportamento non si addice, non sta bene che “una ragazza” dica questo o quello. Perchè “una ragazza”, per essere veramente tale, deve rispettare determinate regole e soddisfare le altrui aspettative… ma le altre? Cosa c’è dalla parte opposta della barricata? Le altre non meritano niente?
A spanne, per gli uomini non è che si vada molto lontano in fatto di pregiudizi e qua siamo davanti alla lampante dimostrazione. Siamo davanti ad un ragazzo serio.
E la serietà esattamente da cosa sarebbe dimostrata? Beve responsabilmente, si ferma agli STOP e saluta sempre quando esce di casa? O è legato alla sfera sentimentale/affettiva? Perchè a dirla tutta la stampa inglese lo classifica come uno degli scapoli più ambiti d’Australia. Dopo la rottura con la fidanzatina storica, apparentemente, è ancora single o, quantomeno, non è ancora stato beccato in giro in buona compagnia. E questo è indice di serietà. Altrimenti non sei una persona seria.
Siamo davanti ad un ragazzo sempre allegro. Questa non la commenterei neanche. Perchè o se stupido o non puoi essere davvero sempre allegro. Ed apparentemente Ricciardo non è uno stupido. Ed in ogni caso non mi sembrava così allegro nel momento was that who I think it was? Durante lo scorso gran premio d’ungheria.
Siamo davanti ad un ragazzo che ha una faccia pulita. Questa è la mia preferita. Perchè se la sua è una faccia pulita, l’opposto quale sarebbe? La faccia “sporcata” da? Orecchini? Tatuaggi? Chi vi ricorda tutto questo? Esatto! Come se fosse l’aspetto esteriore a determinare cosa cosa e come una persona possa essere o possa diventare. Cosa meriti a cosa possa ambire e cosa è giusto che sia. Ma secondo questa classificazione dei buoni e cattivi ladri, assassini e stupratori dove li facciamo rientrare?

Thanks!

Niente di più e niente di meno di quello che ha avuto da dire Hamilton all’esito della gara. Grazie a Kid Verstappen per essere riuscito, non solo, a non far aumentare il distacco di Vettel, primo in pianta stabile in classifica iridata, ma addirittura permettendogli di recuperare un po’ di terreno.
Grazie, anche perchè, se Hamilton avesse deciso di contare solo sulle sue forze non avrebbe fatto molta strada.
A questo punto della storia io mi domando e pretendo una risposta: si sta prendendo un anno sabbatico? Preferisce andare a rotazione, non spremere eccessivamente le proprie energie vitali, recuperare per riprovarci il prossimo anno? Perchè se è così pretendo di saperlo subito, la cosa non mi rovinerebbe la digestione e vivrei questa stagione con un po’ più di serenità. Se deve vincere SebVettel mi va bene, se deve vincere Ricciardo mi va bene, se vincerà ancora una volta Hamilton mi andrà bene, ma che qualcuno se la combatta questa stagione, vedergli portare a termine delle gare come in Cina è una sofferenza per lo spirito e per l’anima. E non è una questione di potenziale della vettura, lì sembrava proprio aver gettato la spugna. Già dal sabato, miglior tempo in Q2, quarta piazza in Q3, dopo aver abortito il tentativo finale. Ma santo cielo: finiscilo sto giro! Nello stesso modo quei primi seicento giri dietro a Raikkonen a guardare il paesaggio.

Nothing

Ovvero, quello che ha avuto da dire SebVettel dopo esser sceso dalla vettura, aver realizzato di essere comunque primo in classifica iridata ma con un vantaggio praticamente ridotto all’osso ed un podio quasi sicuro mandato in vacca da kid Verstappen. Niente è quello che c’è da dire dopo quello che è successo perchè i fatti parlano già da soli, perchè ogni gara e/o ogni azione di Kid Verstappen parlano da sole. E mi danno tutte ragione. Ci danno tutte ragione.
Il problema è che, adesso, il vero Ferrarista non capisce più niente. E’ stato infilato in un turbinio di emozioni tale da circondarlo e disorientarlo. Non sa cosa deve pensare, non sa come deve dire. Sette giorni fa eravamo tutti (?) convinti che Vettel avesse ragione: le reazioni umane sono incontrollabili, durante una gara spesso si dicono e si pensano cose che senza adrenalina in circolo, probabilmente, verrebbero ridimensionate. Il vero problema, già all’epoca, era che nel dire queste cose SebVettel stava difendendo hamilton e quindi cosa fare? Essere d’accordo con Hamilton perchè ce lo ha detto Vettel o essere comunque contro Hamilton dando però torto anche a vettel? Roba da far venire dei mal di testa da capogiro.
In qualche modo legittimati ad insultare Verstappen per aver ballato il valzer in pista con Vettel, dopo lo scontro in rete si sono dette le peggio cose contro il bimbo ribelle. Io sulle notizie ci sono arrivata con un ritardo di 13 ore, penso di essermi persa la parte più succosa. Ed è qui che sorge il vero problema, perchè sceso dalla Vettura Vettel è semplicemente andato a parlare con Verstappen e, da lontano, qualche fotografo malizioso, ha persino colto un sorriso sul volto di Vettel durante l’amabile chiacchierata. Come reagire a tutto questo?
Qualcuno si è sperticato con 90 minuti di applausi alla sportività di Vettel, di gran lunga superiore a quella di Hamilton che la settimana scorsa…
Qualcuno ha lodato la sua positività, anche se con quel che gli entra in tasca al 27 del mese anch’io sarei positiva.

Mistake

“Unfortunately I made a mistake and hit Seb”. Una piccola parola per l’uomo, una grande parola per Kid Verstappen che, probabilmente per la prima volta in vita sua, ha ammesso di aver fatto un errore. Lo ha detto, l’ha ammesso, l’ho immortalato.

Nothing.

Come quello che andrebbe cambiato nel Suo stile di guida stando alle dichiarazioni precedenti di un solo paio di giorni rispetto alla nuova carrellata di disastri in pista. Dieci secondi di penalità e passa la paura.

Statisticoni

Ne abbiamo tre per l’occorrenza:
1. Il primo riguarda Nico Hulkenberg, a quanto pare qualificatosi settimo in griglia nelle ultime sei gare. Settimolo! Anche se… ottavo nano un corno! Visto che è alto 1,84 m. Tra l’altro, per essere sicura di quello che stavo dicendo mi sono imbattuta sulla sua biografia… ora scusatemi ma vado ad accucciarmi in un angolo a piangere.
For many in the Formula 1 paddock, Nico Hulkenberg remains a world champion in waiting. A winner in every category he ever competed in before Formula One racing - and a champion in three of them - he appeared from an early age to be destined for greatness.
2. Lewis Hamilton ha raggiunto quota 28 gare consecutivamente a punti, superando così il record di 27 ottenuto da Raikkonen.
3. Sebastian Vettel è stato il primo pilota non Mercedes ad ottenere la Pole in China dal 2011… quando lui stesso ha ottenuto la pole con RedBull.

lunedì 16 aprile 2018

Cina 2018 - Gara

Unghie mangiate all'esito della gara odierna: 3. Per chi se lo stesse domandando, questo è un complimento. Bravi tutti! Anche se non senza rimproveri per qualcuno. 
Prima di tutto fatemi urlare a gran voce #FreeKimi: l'hashtag definitivo, nato proprio per occasioni d'emergenza, come quella odierna, dove il povero Kimi è stato usato come uno straccio della polvere e sbattuto in un angolo a marcire. Tutto questo grazie alla brillante strategia di lasciarlo in pista un'eternità dopo il pit stop di tutti gli altri al solo scopo di rallentare Bottas e permettere a Vettel di raggiungerlo... ed alla fine è stato lui ad uscirne danneggiato! Neanche a dirlo in pista ha perso tanto di quel tempo che neanche si sarebbe potuto immaginare ed al rientro si è ritrovato in zona quintolo o forse ancor peggio. Per fortuna esiste un karma regolatore che interviene là dove la mano umana è un po' carente. 
Ma andiamo per ordine.
La partenza non ha lasciato nulla di buono da presagire: il mega curvone piazzato un secondo dopo la griglia di partenza era presagio di sventura, eppure tutto è andato meglio di quanto si potesse prevedere. Anzi, fin troppo bene: nessun contatto, nessuno scontro, tutti rimasti in pista, i numeri dispari davanti e i numeri pari accollati dietro. Ed è così che Verstappen si è pappato due posizioni in un sol boccone, con Raikkonen ed Hamilton finiti a mangiar la polvere.
Dopo i primi 10 giri ho creduto seriamente che la gara fosse finita così, non è successo niente, i tempi non allungavano e non accorciavano, tutto uguali dalla terza curva ad allora. Se c'è una cosa che è mancata alla Mercedes a questa gara è stata la strategia (ancora!!): una volta finiti nel pantano non sono stati in grado di recuperare in alcun modo, di inventarsi qualcosa, un'eterna attesa di qualcosa che potesse accadere e che... guarda un po'? Non è accaduta. Non che la Ferrari abbia brillato particolarmente in questo senso, ma diciamo che dalla pole position, mantenuta tranquillamente in partenza, se lo poteva permettere! 
Poi finalmente qualcuno ha iniziato ad agitare un po' le acque: per prime le RedBull (dettaglio da non sottovalutare, ma anche su questo tornerò tra un po') poi tutti gli altri sono rientrati a cambiar gomme. Tutti tranne uno: Kimi Raikkonen. Hanno forse provato ad anticipare un po' la sosta le due Mercedes, prima Hamilton impantanato nella quinta piazza, poi Bottas. Non capendo più cosa gli stesse accadendo intorno anche Vettel ha deciso di rientrare ma, quel giro di ritardo su Bottas, evidentemente gli è stato fatale perchè questo gli passasse davanti di prepotenza all'uscita della pit lane.
In tutto questo Kimi era ancora in pista, con qualcosa come 10 secondi di vantaggio di Bottas, non si vede come potesse fare da tappo ma in Ferrari erano fiduciosi. Vettel non ha raggiunto Bottas, Bottas decenni dopo ha raggiunto Raikkonen ma l'ha passato senza colpo ferire. 
Non solo: una volta che Bottas l'ha superato, si è fatto da parte ed ha lasciato passare Vettel. Spudoratamente. Quindi è rientrato ai box, quindi è finito in pollesima posizione, quindi #freekimi, quindi stiamo ancora aspettando l'operato del karma.
Double trouble of the day: Toro Rosso, Gasly e Hartley hanno giocato un po' troppo al team vincente e si sono ritrovati l'uno nella fiancata dell'altro, con una pioggia di detriti sparpagliati per tutta la pista che ha portato all'ingresso della safety car. 
Gli unici due piloti a rientrare per il cambio gomme a questo punto della gara sono le RedBull e torna il dettaglio irrilevante di cui sopra: le RedBull hanno fatto sì un pit anticipato rispetto a tutti gli altri... ma a ragion veduta. Una strategia a due soste che gli altri non hanno avuto, pur avendo imitato il primo cambio gomme. Secondo dettaglio irrilevante: Raikkonen è stato lasciato in pista a fingere di essere una Safety Car, ridendo e scherzando ha risparmiato almeno 10 giri di gomme.
Al rientro della safety la situazione in pista era: BOT-VET-HAM. Quindici giri dopo, a conclusione di gara: RIC, BOT, RAI. Non completamente per merito loro comunque.
Neanche a dirlo, l'unico meritevole è stato Ricciardo, sorpasso dopo sorpasso in una manciata di giri è giunto alla vetta e, così, al traguardo. Raikkonen sarebbe dovuto andare all'attacco di Kid Verstappen ma si è fatto sorpassare a sua volta da Ricciardo non concludendo un accidente... per fortuna (sua) il karma agisce in modi strani ed inaspettati, a volte anche attraverso le mani di Kid Verstappen.
Diciamo che se Verstappen non fosse Verstappen chissà cosa ne sarebbe stato di Bottas e Raikkonen.
Nano impertinente of the day: Kid Verstappen, non fosse altro per quel sorpasso d'arroganza in pit lane ai danni di Gasly. A questo hanno seguito, prima di tutto, un sorpasso tentato ai danni di Hamilton (dejavù) grazie al quale è finito fuori pista, nel solito tentativo di mandare fuori pista gli altri, ed uno ai danni di Vettel, grazie al quale è finito fuori pista, nel solito tentativo - riuscito a questo giro, di mandare fuori pista gli altri. 
Fossi tifosa di Vettel oggi sarei incarognita come non mai, poi mi ricordo di non esserlo e torno a sorridere per i modi misteriosi del karma di intervenire sulle ingiustizie. Ma, intanto, Vettel ha chiuso la gara in ottava piazza e Kid Verstappen, pur davanti all'ennesimo disastro della stessa indole, si è preso 10 secondi di penalità sull'ordine di arrivo.
Driver of the day: Bottas, non fosse altro per l'uscita dal box cazzuta con il quale ha messo a tacere lo strapotere Ferrari e quel sorpasso, ai danni di Kimi Raikkonen, con il quale ha dimostrato di non essere disposto a sottostare a simili giochetti.
Perla conclusiva: ma non trovate fantastico che l'unico sorpasso riuscito ad Alonso negli ultimi 15 anni di carriera sia stato compiuto proprio a danno di una Ferrari? Karma they said.

domenica 15 aprile 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

- Bottas wanna be -

Ricciardo sugli ultimi giri del gran premio del Bahrain: fossi stato in Bottas sari riuscito in quel sorpasso. Il problema è che quello non era Ricciardo, il problema è che quel sorpasso non è stato neanche tentato. Il problema è che per solo un istante, quando in Mercedes hanno comunicato il plan B a Bottas ho sperato che significasse prendere in pieno la vettura di Vettel per far vincere Hamilton. Sarebbe stato divertentissimo, ma forse c'è qualcosa di sbagliato in me.
Il vero problema è che Bottas crede di poter essere un Rosberg ma sta prendendo la strada giusta per essere un Massa. La teoria è quella di cui abbiamo sentito più volte: una seconda guida non deve essere scarsa, deve riuscire a stare un passo indietro alla prima guida ed aiutarlo nel momento del bisogno. Una seconda guida deve avere del potenziale, solo che ad un certo punto qualcuno gli ha tagliato le gambe per metterlo al servizio di un bene superiore. Tipo un bonsai. Mica è nato per essere piccolo, qualcuno gli ha tagliato le radici perchè sia esteticamente grazioso e poterlo usare come elemento d'arredo. Rosberg è stata un'eccezione, una piacevole eccezione, ma non possono stare fisiologicamente al mondo due prime guide nello stesso team, il rischio è quello di impegnarsi talmente tanto a combattere tra di loro da sottovalutare il terzo e nessun team con un briciolo di buon senso lo permetterebbe. Poi c'è la McLaren che saluta ancora a grandi mani il mondiale fatto vincere a Raikkonen. 
Massa in questo ha fatto egregiamente il suo lavoro: ha seguito pedissequamente la sua prima guida ma non ne ha capito il ruolo fino in fondo. Mica per niente ha perso tutti i capelli anzitempo a forza di star dietro ad urlare al mondo di essere anche lui in grado di lasciare un segno nella storia. Soprattutto all'epoca della giubba rossa, non c'è stata stagione che non ha esordito sostenendo che quello potesse essere il suo anno... circostanza che puntualmente è stata smentita ed ogni sua affermazione di gloria è finita per essere accolta come un simpatico al lupo al lupo! Nessuno ci credeva più veramente ed è questa la fine che rischia di fare Bottas se non gli viene suggerito subito di abbassare la cresta, smetterla di glorificarsi e lavorare per poter essere un giorno la prima guida che il mondo starà cercando.
Qualcuno potrà obiettare che, in fondo, che Massa qualcosa lo ha vinto, ha quasi portato a casa anche un mondiale... e la parola d'ordine in questo caso è quasi. Perchè alla fine chi se lo è portato a casa il mondiale quell'anno? Lewis! Lo stesso Lewis... e vedi che tutto torna?

-:-

- Gli incidenti capitano -

Anche Kid Verstappen si sta impegnando moltissimo a non darmi ragione e lo apprezzo, altrmenti non sarebbe il Kid Verstappen contro il quale amo moltissimo andare. 
Ed anche in questo caso ha detto cose sciocche. 
L'esito della scorsa gara è nota a tutti: parta male dopo incidente il qualifica, deraglia peggio dopo lo spegnimento dei semafori. Tenta sorpassi in punti estremi, cerca di sbattere fuori pista Hamilton, lo colpisce nel modo sbagliato ed all'improvviso eccolo là: con una gomma squarciata e raccogliere violette a bordo pista. Forse la Red Bull ci stava nascondendo qualcosa che ancora non sappiamo, forse lo stava nascondendo a tutto il mondo perchè, inspiegabilmente, proprio in quei giri si stava compiendo anche l'autodistruzione di Ricciardo e prima ancora di arrivare al quinto giro entrambi i piloti erano già rincasati. Fossi stato chiunque altro in pista un paio di domande me le sarei fatte...
... ma qua il problema è un altro. Il problema è che siamo al 3milionesimo disastro di Verstappen in partenza, non abbiamo neanche più dita delle mani per contarli tutti, e lui ancora insiste con il fatto che questa sua strategia di gara non abbia nulla che debba essere cambiato. Forse ha delle quote azionare dell'officina che crea le parti di ricambio, o non me lo spiego.

- Stranezze -

Lewis Hamilton incomincia finalmente a porsi i giusti quesiti, che mi stavo ponendo anch'io, che ci stavamo ponendo tutti probabilmente, anche se non lo ammetteremmo mai ed anche se a noi nessuno ci ascolta. Questa Ferrari ha qualcosa che non va... cosa c'è di strano?
Sicuramente ci dev'essere qualche anomalia: la metti al caldo del Bahrain e funziona, la piazzi in Cina e funziona, la metti tra i canguri australiani... e funziona ancora! No, vabbè... pazzesco!

sabato 14 aprile 2018

Bahrain's keywords

Ouch

Ovvero le ultime e faditiche parole dopo lo scontro made in Haas. Perchè Haas is the new Force India. Io capisco che effettivamente, nelle prime dieci posizioni i posti siano limitati, non possono essere umentati a piacimento e non è possibile farci stare tutti quelli che vorremmo vedere lì, però quest'anno pare di assistere ad un'effettiva inversione dei ruoli tra i due team. Con una Force India che non ammalia più per i suoi effetti speciali, Ocon e Perez che nelle prime due gare stanno un po' passando in sordina, ed una Haas che riesce sempre a farsi notare nel mucchio. Poi magari va tutto in malora come in Australia, però per i primi dieci giri ci avevano davvero fatto strabuzzare gli occhi, increduli davanti a quello a cui stavamo osservando. E poi nuovamente in Bahrain, dove Magnussen e Gorsjean hanno dimostrato di essere i nuovi Perez e Ocon, in ogni senso, anche e soprattutto nelle guerre fredde interne alla squadra.

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Dickhead

Il vero discrimine delle gare odierne non è tanto la posizione in griglia. Certo, partire primi è meglio che partire ultimi, in alcune gare ha più valore che in altre (ciao Monaco, sto pensando a te), ma il vero nodo cruciale al giorno d'oggi è la propria posizione i partenza parametrata a quella di Verstappen. Son cose per cui ci si giocano i mondiali, son cose per cui si son combattute guerre  eper le quali i nostri antenati sono morti sui campi di battaglia. Poi però, alcune volte, il karma ruota in senso positivo, magari si è reso conto che si è già accanito abbastanza e non c'è bisogno di andare oltre. Questo è il caso di Lewis Hamilton che già è partito dalla nona piazza per quella serie di sfortunati eventi ormai caratteristici dell'inizio di ogni suo mondiale, che si è visto precipitare addosso un Verstappen più indiavolato che mai, alla ricerca del sorpasso estremo, che ha tentato di sbatterlo fuori pista... ma che fuori dai giochi c'è finito personalmente. Commento tecnico da parte del quattrovolte campione del mondo dopo aver rivisto la scena da un altro punto di vista?
La parola del gatto di cui in oggetto, per la quale sarebbe anche riuscito a farsi (già) mettere in croce dalla stampa pochi minuti dopo se non fosse per il difensore dell'ultimo minuto che nessuno si sarebbe mai immaginato, incisivo e determinato come poche volte nella vita. Se non fosse che parlando di tale eloquente oratore stiamo facendo il nome di SebVettel credo che molti sarebbero quelli rimasti con un qualcosa ancora da aggiungere sulla vicenda. 
Chi se lo sarebbe mai aspettato? SebVettel con l'arriga già pronta in tasca, recettivo come poche altre volte nella sua vita, prendere la parola dopo una domanda formulata a Lewis Hamilton, pronto a fare lo shampoo a tutti quelli che solo hanno pensato a fare la stessa domanda. L'opinione pubblica non capisce più niente, d'istinto darebbe torto ad Hamilton ma, per dare contro ad Hamilton dovresti dare torto anche a Vettel, allora siamo tutti d'accordo che d'istinto bisognerebbe dare ragione a Vettel ma, per dare ragione a Vettel bisognerebbe darla anche ad Hamilton, creando un corto circuito senza più fine dove, fino a questo momento, si è capito soltanto che l'unico a non aver diritto a prendere la parola è Verstappen, piccolo combinaguai. 
Per uscire dal corto circuito l'unica soluzione sarebbe quella di iniziare ad avere delle opinioni proprie senza andarle, di volta in volta, a mutuare da questo o da quel pilota, da questo o da quel politico, da questo o da quel giornalista, ma qua lo so che sto chiedendo troppo.

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BBQ

Cosa abbiamo infilato nella propria power unit in casa Ferrari è ancora un mistero, dopo ogni fumata bianca conseguenza dell'accensione del motore io però due domande me le faccio. Fingono tensione per la gara ma hanno già messo la carne sulla brace per l'after party? E' cattivo presagio o è proprio un effetto voluto? Andremo avanti con questa pantomima fino alla fine della stagione affumicando gionalisti a destra e a manca?

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#DriverOfTheDay

che è solo una parola perchè Hashtag. Gasly, l'uomo del giorno stando al grande sondaggio popolare, perchè in fondo di cosa è successo là davanti tra Mercedes e Ferrari, forse, non è interessato molto agli spettatori. Potrebbe essere un'inversione di tendenza se il grande pubblico inizia a guardare oltre le apparenze, sotto la superficie, a scoprire cosa ci può essere andando un po' più a fondo della questione. Poi, sul fatto che sotto al pelo dell'acqua ci debba essere Gasly magari ne parliamo e approfondiamo fra qualche gara, per ora accettiamolo così com'è. In tutta la sua ingenuità e spensieratezza... e per quel piacere recondito nel aver celebrato il titolo condividendo la stretta di mano rivoltagli da Hamilton prima dell'inizio della gara. 

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2021

Ovvero l'anno nel quale Raikkonen dubita che sarà ancora da queste parti. E sinceramente lo dubitiamo anche noi... che gli vogliamo bene ma ad un certo punto anche Matusalemme si è ritirato dalla partita.
Da che lato è spuntata fuori cotanta dichiarazione? Nel momento in cui gli hanno chiesto un'opinione sulle probabili modifiche in programma ad opera di Liberty Media: perchè avere un'opinione quando puoi farne tranquillamente a meno? Questa è la filosofia of the day di Kimi Raikkonen.

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Triple

Come il sorpasso operato da Lewis Hamilton durante le fasi iniziali della gara. Partito in nona piazza, non il migliore degli esordi allo spegnimento dei semafori, ha dimostrato in fretta di che pasta è fatto e come intende affrontare questo mondiale, il che mi pare ammirevole. Uno sprint iniziale che ha reso, a prescindere dallo schieramento di appartenza, la gara un po' più entusiasmante di quanto non ci si sarebbe potuti aspettare immaginando le Ferrari in testa pronte a fare il buono e il cattivo tempo e gli altri dietro in scia. Come prendere la situazione in mano e fare in modo che quelli in testa, compagno di squadra nullafacente compreso, ti lascino indietro? Sorpassando in massa tutti quelli che ti separano dall'obiettivo. E mentre questi sono intenti a combattere le loro piccole battaglie, ecco Hamilton, avvicinarsi ad un gruppetto di tre vetture, prenderle tutte alla sprovvista e abbandonarle al loro destino in una sola mossa.

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Monkey

Mentre Alonso cerca di battere molti al gioco della simpatia, autore di uno dei primi photobomb della stagione a danno del compagno di squadra, Vandoorne lo ripaga con la stessa moneta facendo rimbalzare l'immagine da un lato all'altro della rete con tanto di simpatico appellativo. Tra le tante cose per le quali non vedere l'ora quest'anno, io personalmente conto anche il momento in cui, quel minimo di competitività ritrovata della McLaren, andrà a
d incendiare il sacro fuoco per la guerra civile sotto al sedere di Fernando Alonso. Deve per forza arrivare il momento in cui smetterà di fare l'amicone con il giovane rampollo, arriverà il momento in cui non saranno più accumunati soltanto da una serie di sfortunati eventi ma vorranno combattere e competere per qualcosa in più. Arriverà il momento in cui Fernando potrà tornare a farci vedere di che pasta è fatto.

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50.000

come i dollari (o euro? o quale valuta conviene i più in questo momento?) che la Ferrari è costretta a versare per la simpatica bravata al cambio gomme di Raikkonen. Un meccanico investito, la vettura fatta fermare pochi metri dopo, lo scazzo di Kimi per la gara rovinata, non che si sia domandato su cos'è passato con le gomme, non che si sia fermato a guardare cosa ci facesse quel tizio sdraiato a terra. Se non si fossero già presi 5000 euro di multa per altra bravata in pit lane in Australia la cosa non sarebbe neanche così grave, però, a salvare la situazione, ore ed ore di filmati pronti a certificare che Raikkonen è innocente: il semaforo era verde. E ci manchebbe anche! Perchè state tutti gioendo?
Prima della diffusione virale del video dello scagionamento io, sinceramente, lo davo per scontato che non fosse partito anzitempo, ma sarò ingenua io. A quanto pare qualcuno si deve essere posto uno scrupolo in più, qualcuno si deve essere domandato qualcosa che a me sfuggiva ed è andato alla fonte: solo che in questo modo è stato tirato fuori dal vaso un poblema che è addirittura più grave di quello ipotizzato: la ragione dell'incidente non deve più essere ricercata in un riflesso condizionato, in un istinto che, oggettivamente, sfugge realmente al controllo. Il problema qui è nell'intero sistema di controllo, che non c'è o, se c'è, è parecchio lacunoso. Ok, il semaforo era verde, ma come c'è diventato verde se c'erano ancora due meccanici attaccati ad una gomma? Milioni spesi nella progettazione e nello studio di una tecnologia all'avanguardia buttati nel gabinetto al primo bullone che non si avvita come dovrebbe. Tutto questo non ha senso. Ma di questo non interesserà mai niente a nessuno finchè la "sanzione" sarà prettamente economica. Forse mancheranno un po' di soldi dalle casse questo mese... ma veri stimoli a cambiare le cose?

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Super-blandas 

Il mio amico della telecronaca spagnola si è interrogato per almeno 10 giri come potesse Vettel riuscire a stare in pista con gomma super blandas. Ed era sempre più stupito giro dopo giro. Credo si aspettasse un rientro furtivo a tre giri dalla fine per scongiurare il doppio DNF di gara, ma le strategie Ferrari ormai sono più chiare al mondo di quanto loro non possano immaginare. Super blandas è la parola che ha ripetuto almeno tre volte a giro negli ultimi tre giri, ed è giusto così: metti mai che uno si distragga un attimo e non si ricordi che gomme monta Vettel?
Alla fine hanno parlato i fatti: le cose alla Ferrari di Vettel sono andate sorprendentemente bene, quindi geni assoluti! Potremmo ricordare le volte in cui con strategie analoghe hanno pianto lacrime amare, ma perchè rovinare la festa?
Domandiamoci piuttosto il senso di portare in pista almeno 5 formule di gomme differenti... se tra di loro la differenza non si conta e se, soprattutto, con gomma morbida si può portare avanti mezza gara. Ma allora andiamo avanti monogomma e facciamola finita, anche senza i colori dell'arcobaleno a complicarci la giornata.

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lunedì 9 aprile 2018

Bahrain 2018 - Gara

Seconda vittoria consecutiva per la Ferrari di SebVettel che, stando al mio amico della telecronaca spagnola, è qualcosa che non si verificava dal 2010. Quando il Ferrari c'era Alonso: questo sembra un dettaglio inutile, ma ci tornerò tra un po'.
Una seconda vittoria consecutiva Ferrari che ha accompagnato tutto quello che, in fondo, avremmo voluto vedere, anche un po' di più del necessario, ma anche su questo tornerò tra un po'. 
Abbiamo visto Hamilton, partire dalla nona piazza ed arrivare a podio, giusto per non sentir dire ripetere ancora ed ancora che riesce a far gara solo quando parte davanti, lo abbiamo visto combattere, superare ed conquistare il podio... forse con qualche strategia un po' troppo a casaccio in qualche punto, ma il sorpasso a quattro credo che gli valga l'intera gara. E questo è per non sentir ripetere ancora ed ancora che nella Formula 1 moderna non ci sono più i combattimenti. Per lo stesso principio abbiamo anche visto Bottas battere in partenza Raikkonen e lottare fino all'ultimo giro con Vettel. Poi, state a sentire me, il fatto è che se qualcuno ha davvero sperato che Vettel in quel frangente potesse essere superato doveva mettere, quantomeno, un Hamilton nella vettura dietro... ma questi sono dettagli sui quali al momento è inutile stare a discutere troppo. Quando sul piatto ci sono i giusti ingredienti la ricetta riesce. 
Abbiamo persino assistito all'ennesima debacle di Verstappen, a letto senza cena ormai per abitudine, ecco perchè è tanto magro! Re dei disastri sin dal sabato, quando in qualifica ha distrutto la vettura contro una barriera, per tentare il gran colpaccio in domenica in gara. Nel tentativo di sbattere Hamilton fuori di pista ha distrutto una gomma, vano il tentativo di sostituirla, al giro numero cinque il box RedBull stava tirando giù la serranda. 
Una piccola parentesi la dedicherei anche a quello a cui avrei voluto assistere, ovvero tutta una serie di travasi di bile che stento a starci dietro. Per esempio quella di Alonso, con gara conclusa, miracolosamente, in settima piazza (là dove il miracolo sta proprio nel fatto che sia arrivato al traguardo) che, al netto dello statisticone infranto delle due vittorie consecutive Ferrari, ha pure dovuto guardare (da lontano) la quarta piazza di Gasly, il nuovo acquisto Toro Rosso, motorizzato Honda. Avete presente quello stesso motore Honda che è stato mandato a stendere dopo tre anni di fallimenti continui? Piazzato sotto al sedere di altri piloti magicamente ha ritrovato la fiducia in se stesso perduta a suo tempo. Compagno di gaviscon  è il suo amico-pupillo-erede Carlos Sainz che, dall'alto della sua Renault, per la quale ha lottato in lungo ed in largo, che ha sottratto a molti altri sederi illustri e in prospettiva della quale ha mandato a stendere la vecchia Toro Rosso, non è andato oltre l'undicesima piazza. Fuori dalla zona punti.
Poi c'è tutto quello che non avremmo voluto vedere.
Tipo Ricciardo, che su twitter qualche ora prima ci aveva promesso un sunday funday, morire di stenti al secondo giro. 
O tipo lo scazzo di Raikkonen per la gara rovinata dopo aver messo sotto un meccanico ed averlo visto portar via in barella. Ecco, magari prima di lanciare il volante, bottigliette, caschi e berretti avrebbe potuto voltarsi indietro e domandarsi cosa gli fosse finito tra le ruote.

giovedì 5 aprile 2018

The Vlogman - Marzo 2018

Dopo un Q&A di inizio anno, assolutamente inutile visto che si è rifiutato di rispondere a domande che riguardassero Lewis & dintorni, tornando a ribattere su famiglia, obiettivi futuri, figli, cani, anche se è evidente che la gente volesse solo sapere che si sono detti quella famosa volta del lancio di cappellini, e di certo non si è accontentata di quell’unica confessione stuzzicante sulla natura di “bravo ragazzo” del suo ex compagno di squadra, ex amico… del quale non nega di poter tornare un giorno ad essere amico, la vita da vlogger di Nico Rosberg è ripresa allegramente in Australia, in occasione del primo gran premio della stagione.
Nuovo momento stuzzicante, prima di entrare nel vivo del gran premio 2018 ci ha deliziato con il racconto del suo primo podio, là dove la broship con Lewis era ancora ai massimi livelli.

- Australia here we are -

Come non festeggiare prima di ogni altra cosa la nuova partnership con Rolex, di cui oggi è il nuovo ambasciatore. Parole d’amore e d’affetto per il grande marchio storico di orologi… che non sembrerebbero neanche tanto sospette se non fossero le stesse dette per IWC qualche mese fa.
Commento tecnico sulla botta di Bottas: not good moment. Non un bel momento.

- That's not all folks -

perchè marzo è il mese dei vlog! Come ci si è rimesso sotto Rosberg, così, allo stesso modo, ha iniziato a darci dentro anche Jenson Button, l'uomo dei titoli sensazionalistici per non dire niente alla fine del discorso. Vlog n. 4 è stato quello dedicato all'annuncio speciale... del nulla assoluto. Pare che sul suo canale YouTube vedremo tutte le sue epiche imprese in materia di SuperGT e... fatemi capire: ma non era già questo lo scopo del canale? C'era bisogno di annunciarlo ufficialmente?

mercoledì 4 aprile 2018

The Vlogman - Button Edition

Lo vedete nei suoi occhi quel velo di panico tipico di chi si è appena reso conto di aver fatto una cazzata ed è troppo imbarazzato per fare un passo indietro? Se la risposta è NO, ingrandite la foto e, se il problema persiste, contattate uno bravo. Perchè questa è esattamente l'espressione che gli si è stampata in volto la prima volta che si è visto con una nuova divisa honda indosso.

Jappan dreams

Il vlog numero 2 riesce ad essere quasi più noioso del numero 1. Lo incontriamo a Los Angeles, in procinto di spiccare il volo per Tokio. Essendo però costretto, ora, a viaggiare insieme ai comuni mortali la questione del viaggio viene tagliata anzitempo. Lo ritroviamo direttamente sul continente asiatico ad ammirare il paesaggio locale in notturna e, subito dopo, ad ammirare automobili su automobili, a disquisire in materia di carbonio e dintorni e, dulcis in fundo, alla presentazione della sua nuova vettura di stagione. 
Ma non perdiamoci troppo in convenevoli: il compleanno di Rogue (il cane, quello nero per la precisione) è alle porte. E' necessario un rientro in patria d'urgenza. 

Cooking italiano

Se durante la visione del vlog ambientato al salone dell'auto a Tokyo posso essermi lamentata giusto un po' della noiosità complessiva di quei cinque minuti su sette trascorsi a fissare cerchioni e carrozzerie, ecco che nel momento è iniziata la puntata numero 3 e l'ho trovato ai fornelli ho avuto un colpo al cuore. E' un attimo che lo ritroviamo alla prova del cuoco senza capire da che parte è passato. 
Doppio colpo al cuore nel momento in cui ha annunciato di star cucinando un piatto healthy, ovvero gli spaghetti alla bolognese. Tralascio il momento polemica sugli "spaghetti alla bolognese", neanche fossi una di quelle persone che passano le ore su twitter a criticare la pizza di Cracco, sono inglesi, sono stolti, la Brexit lo dimostra, e non gliene faccio una colpa. Ma come potrebbe mai uscire qualcosa di healthy dalla cucina bolognese? Queste sono le basi!

Ricciardo Karts

Nel momento esatto in cui la noia sembrerebbe volerla fare da padrona, un'altra volta, ecco entrare in scena la prima guest star: Daniel Ricciardo.

martedì 3 aprile 2018

Australian keywords

Overcut

Pare che a questo mondo ormai sia necessario trovare un termine tecnico per ogni brufolo che ti compare sulla fronte. A volte non è così necessario. A volte un brufolo sulla fronte è solo un brufolo, non c'è bisogno di indagare in pippe mentali galattiche per misurare quanto sia rosso, infetto, prurolento, antiestetico e via di seguito. A volte l'unico modo in cui ti verrebbe da reagire è alla maniera di Lewis Hamilton, abbassare le braccia e, sconfitti nello spirito e nell'animo, domandarsi "ho fatto qualcosa di sbagliato?".
Cosa ho fatto di sbagliato nella vita? Signori e signori: ecco a voi presentato l'overcut! Il termine pare complesso, nella pratica lo si può spiegare in quella faccenda per cui Vettel è rimasto in pista dopo il rientro al pit di Hamilton e Raikkonen e, al momento giusto, se ne è pippati due al prezzo di uno senza sapere da che parte è passato.  
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The 100

Non è il titolo di un film ma il club unico ed esclusivo in cui SebVettel è riuscito ad entrare dopo la conclusione del gran premio australiano. Il club composto da tutti quelli che, in carriera, sono riusciti a raggiungere 100 podi. Confratelli d'occasione: Lewis Hamilton, lo Zio Mickey e Alain Prost.
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Ok

Ovvero: tutto quello che Raikkonen ha avuto da dire dopo la conclusione del gran premio. Continuo a sostenere che, forse, il suo social d'esordio sarebbe dovuto essere twitter, ma quello vecchia maniera, 180 caratteri e ti passa la paura. In questo caso ne sarebbero pure avanzati un bel po', perchè mentre il mondo si è sperticato in chiacchiere fantasiosissime, analizzando ogni secondo di gara, riguardando a rallenty il passaggio di SebVettel in pit lane e tutto il cucuzzaro di contorno, lui è riuscito a dire l'unica cosa che avrebbe avuto senso dire: ok! Andiamo avanti. Possiamo montare sto castello di carte alla prima gara?
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Chebottas!

Bottas si è davvero impegnato a darmi torto questo week end e lo ha fatto in tutti i modi possibili ed immaginabili. Era solo qualche ora prima della gara che mi stavo sperticando in parole positive per lui, mentre il mondo intero lo bollava come l'ennesimo enfant prodige sgonfiato in fretta. Prima di tutto ha preso una di quelle tranvate epocali in qualifica, distruggendo tutto quello che poteva essere distrutto a bordo della sua vettura, per poi mettersi al volante in gara e non fare nulla di quello che ci si poteva aspettare da una seconda guida che si rispetti. Non ha aiutato Hamilton che, laggiù in fondo, se la è dovuta vedere tutto da solo con i man in red e ha concluso una gara del tutto anonima ed insignificante. Mai brutta come quella di Verstappen, ma a tutto deve pur esserci un limite.

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Fucsia

Benvenuta a me stessa alla prima esperienza di gara con Sky italiana. Credevo di essere un tipo di vedute abbastanza ampio da questo punto di vista: ho seguito per una vita Mazzoni&c. in Rai, ho avuto diverse variazioni di rotta su Sky UK, forse qualcosina in spagnolo ma non ricordo bene la rete, non mi ero mai resa conto di aver saltato a piè pari il capitolo di Sky italia. Certamente qualche opinione l'avevo letta in giro... e come dimenticare l'exploit di Paola Saluzzi di qualche anno fa? 
Ora ho capito di cosa parlava il mondo. Ora ho capito quanto fastidio possa recare sentir ripetere a ripetizione il termine "fucsia". E' proprio una sensazione a pelle, qualcosa di quasi viscerale, che sorge a livello inconscio e si esternalizza attraverso scatti d'ira controproducenti. Controproducenti perchè il commentatore che trova giovamento dell'inseguire il colore più improbabile dell'arcobaleno, non ne avrà alcun danno... a differenza di oggetti, cose e persone accanto a te. 
Credo mi convertirò a brevissimo alla 100%-silent-race.
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Ambassador

non porta pena. Però ci sono ambasciatori e ambasciatori. Ognuno sponsorizza quel che può, l'importante sono i big money che ti entrano in tasca...
... ma alla fine della giornata un paio di domande ce le di può anche incominciare a porre. E non parlo per me. Io non ho trovato neanche un bar che voglia sponsorizzare le mie giornate attraverso regalie sotto forma di caffè. Parlo, per esempio, del due volte campione del mondo più spocchioso sulla faccia della terra che, pur di appiccicare qualcosa su quella tuta tristemente bianca, non ha trovato niente di meglio di un bel paio di infradito... e non sarò mai abbastanza grata a Vandoorne per la foto definitiva della vita!
Poi però c'è Rosberg, che di titoli mondiali ne ha uno solo, in Formula 1 ha smesso di correrci da un pezzo, eppure lo ritroviamo a bordo pista (e non per l'intero calendario di gare) ad indossare il marchio Rolex. 
Comunque belle le ciabatte eh? Quasi più utili di un Rolex al polso. 
Anche se.
Vabbè.
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Stastisticone

E' partita la prima stagione della storia della Formula 1 con due quattrovoltecampionidelmondo. Non c'è da dire altro.
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Kids

Kids come i bambini che hanno sostituito le gridgirls in griglia di partenza. 
Kids come quelli a bordo della Williams, in virtù dei quali abbiamo appiedato tanto un Pippo Massa quanto in Robert Kubica. Anche se quello che penso dell'appiedamento dei due è già noto da tempo. Tra l'altro è anche già noto da tempo quello che penso dei giovani talenti che si fan strada grazie al portafoglio di papà. Praticamente un continuo braccio di ferro di negatività. Detto questo credo un filo preventivo evocare l'ingresso in pista di Kubica dopo il primo ritiro di Sirotkin causato da un sacchetto di plastica andatosi ad infilare nella presa dell'aria del freno. Ammesso e non concesso che questa frase tecnicamente abbia senso. Confesso di averla copiata-incollata. 
Kid come Max Verstappen, che probabilmente è finito a letto senza cena dopo una gara più demoticante e incolore di quanto non avesse, come al solito, boriosamente annunciato di voler correre. Le RedBull quest'anno sembrerebbero essere partite con una marcia in più degli ultimi anni, Ricciardo ha concluso quella che, secondo me, è stata la miglior prestazione in pista. Poi c'è Verstappen che parte male, è impreciso, perde posizioni, supera quando non può farlo o quanto non riesce a farlo e, alla fine, fa anche segno ad Alonso perchè si riprenda la sua posizione. Sua solo perchè stiamo parlando della quinta, quintolo per vocazione. 

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Quintolo

Pare che qualcuno lo abbia già insignito del titolo di driver of the day per la gara australiana. Ma che gara avete visto? Non dico che non ho strabuzzato anch'io gli occhi quando ho realizzato che si stava per materializzare veramente la quinta piazza. Dopo aver visto la manina di Verstappen che, hapo permettendo, ha fatto segno di passare, prima ho pensato che da un secondo all'altro gli sarebbe imploso il motore, poi non ho più potuto credere ai miei occhi e sono espolosa in un quintolo d'epocale memoria. Tra l'altro oggi è un successo, allora una sconfitta, come cambiano i tempi. Però basta complimenti perchè rischia di montarsi la testa e tornare ad insultare meccanici in team radio. Lo faccio per loro.
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#EpicFail

E' una sola parola perchè prevede l'hashtag. Come sono giovane. O giovanile.Ovviamente sto parlando delle Haas. La domanda è solo una: ci sono o ci fanno. L'epic fail in gara purtroppo non ci ha dato modo di capire bene la situazione. Le due partenze, tanto di Magnussen quanto di Grosjean, sono sembrate anticipare cose grosse - dal loro punto di vista - per la stagione o sbaglio? Saranno davvero in grado di andare a rompere le scatole laggù in fondo tra il gruppetto di testa?
Mentre noi ci danniamo il cervello nel rispondere a queste domande fatidiche, loro probabilmente dovranno pensare a come riorganizzare la formazione meccanica di quelli che stanno al muretto in modo tale che non vadano in panico al primo bullone da svitare o che, non si facciano prendere dalla frenesia del rilascio anticipato se non è andato tutto come dovrebbe andare. 
No, perchè al primo bullone mancato, è una brutta figura. Al secondo nel giro di cinque minuti - o ti inventi un fantomatico problema alla pistola avvita bulloni - o è una grandissima figura di merda. 
Scusate il francesismo, me lo ha ispirato Grosjean.

venerdì 30 marzo 2018

The Vlogman - Dicembre 2017

1 - Paris mon Amour

Il vero dicembre dei campioni inizia con un volo a Parigi: l’occasione è il FIA Hall of Fame, l’ultima di una serie di automasturbazioni all’interno del mondo della gloriosa Formula 1 per sentirsi belli, ricchi e importanti. Ancora di più per Nico Rosberg che, alla fine della serata, è tornato a casa con due premi: il suo e quello del padre. Ora ditemi cosa avesse di meglio da fare il padre da non poter essere lì in quel momento.
Grande assente della serata Lewis Hamiton che se va bene, sì, quel giorni aveva davvero di meglio da fare. In ogni caso il buon Nico ha glissato benissimo omaggiando, tra tutti gli insigniti, i due con i quali ha avuto modo di gareggiare: Fernando e SebVettel.
Tra l’altro, tra i premiati e snobbati ci dovrebbe essere anche Jenson Button.
E Kimi!

2 - Una passeggiata per le vie di Ibiza.

Perchè stare a casa per più di due giorni di seguito? Prima che si formi la polvere sulla testa, eccolo l’intera Rosberg’s Family approdare al porticciolo di Ibiza, giusto perchè sul canale non era ancora stata fatta pubblicità alla gelateria della moglie con vista sul fortino medievale. Peculiare caratteristica del locale? Essere chiuso. Totalmente, completamente chiuso. Un bel vlog davanti ad una bella porta chiusa, blindata e sigillata: qualche foto qua e là per ricordarci com’è quando all’interno vengono anche serviti dei gelati.
Passeggiando sulla spiaggia di Ibiza a cavallo con il nuovo anno ci ricorda quelli che sono stati i Suoi tre momenti TOP del 2017. Mi lascia solo un po’ perplessa l’aver piazzato la nascita della sua secondogenita tra la partecipazione a Wimbledon e il bimbo frignone super fan di Kimi Raikkonen.

martedì 27 marzo 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

- Stroll non ha imparato niente da Pippo Massa - 

Il premio "grazie e a buon rendere" della stagione ancor prima di iniziare è stato vinto da Lance Stroll. Un campione di pubbliche relazioni e di politicamente corretto. Stando a quanto è andato a sbandierare ai quattro venti, stare in squadra con il ben più esperto Felipe Massa non gli ha insegnato niente. 
Tecnicamente non saprei come dargli torto. Insomma, una schiappa totale non dimostra di aver imparato qualcosa proprio di principio. Qua però dimentichiamo quel podio della scorsa stagione, quella botta di fortuna spuntata dal cielo in un deserto di ciarpame immondo privo di pregio alcuno, botta di fortuna che apparentemente lo legittimerebbe ad autoconsiderarsi un grande talento. Con i soldi di papà. 
Uscendo dai tecnicismi ed andando al sodo, se un giovanissimo al suo esordio in formula 1 viene affiancato ad una delle classiche vecchie glorie d'un tempo, una di quelle che mangari non avrà vinto l'impossibile ma qualche sfizio nella vita se lo è pure tolto e, al netto della spocchia, in ogni caso, più di te ha 15 anni di carriera alle spalle, sarebbe quantomeno cosa buona e giusta rispettare il vecchio che ti siede a fianco cercando di imparare, quantomeno, come non farsi cacciare a pedate, senza esaurire il portaglio di papà, per così tanto tempo. 
Ed invece no. 
Il giovane virgulto, insolente come solo un millenial è in grado di essere, ha preso anche solo il ricordo di un personaggio, in ogni caso tanto amato, come Felipe Massa, alla vigilia della prima stagione dopo 16 anni che non lo vede scendere in pista, per far sapere al mondo che di certo Felipe non è stato il suo mentore. Per fortuna Felipe è uno che la prende bene.

- I capelli di SebVettel - 

Tutti quelli che hanno dimenticato la svolta blondie di qualche anno fa, certamente sono rimasti a bocca aperta davanti alla bizzarra acconciatura con la quale SebVettel si è presentato a Melbourne. Nessuno ci ha spiegato se ha perso una qualche scommessa o si è semplicemente dimenticato di togliere il berrettino prima di sedersi sulla poltrona del barbiere. In ogni caso è innegabile che negli ultimi tempi è sempre stato Hamilton quello dalle acconciature improbabili. ma in fondo ad Hamilton piace vincere facile, chiaramente è madre natura che gli ha dato una capigliatura demmerda e la cosa mi rincuora alla grandissima. Non esistono somme di denaro spendibili al mondo che possano sistemare una capigliatura demmerda: se nasci con dei capelli demmerda, muori con dei capelli demmerda. Punto. E io so bene di cosa parlo. Punto, punto e virgola, due punti.
Per quanto a me, come a qualunque altro essere umano sulla faccia della terra, sia piacituto molto scherzare su quest'argomento, oggi, passate le battute, passati i MEME, richiusi gli occhi sgranati e placati gli animi, oggi, dicevo, una cosa ve la devo dire: sono sono capelli!
Fatevene una ragione: sono capelli, li puoi tagliare, li puoi colorare, li puoi rasare e puoi anche decidere di mischiare tutte queste tecniche, alla fine loro ricresceranno, torneranno come prima, forse meglio, torneranno al loro splendore originario e potremo andare avanti con le nostre vite trovando qualcosa di più interessante di cui parlare. Lasciate in pace i capelli di Vettel, tra due mesi ce ne saremo già dimenticati! 
Oppure no: perchè è proprio a Melbourne che viene scattata la foto di classe annuale, forse quei capelli demmerda resteranno insieme a noi fino alla fine dell'anno.

- Hamilton cerca chef vegano - 

Il dubbio se Lewis Hamilton ci sia o ci faccia, in effetti, certe volte mi viene. Niente di particolarmente grave o incriminante, solo una spiccata ingenuità che, da uno come lui, si è disposti a non immaginare niente. Per dire, l'altro giorno si è messo in testa di cercare uno chef vegano da aggiungere al proprio staff. Quale idea migliore del mettere un annuncio su instagram e chiedere l'invio di offerte di lavoro con DM? 
Ancora una volta deve aver sottovalutato la portata del proprio raggio d'azione on-line, oltre ad aver sopravvalutato il livello medio degli utenti di instagram. Risultato finale: DM invasi di offerte di lavoro, creazione di una casella e-mail improvvisata del seguente tenore: veganchef2@gmail.com, con sommo gaudio di chiunque possa essere il titolare di veganchef e veganchef1, e l'invito più galante possibile al no perditempo. Come se all'annuncio non andrà comunque a rispondere chiunque abbia mai cucinato una torta pasqualina in vita sua. 
Io, nel dubbio consiglierei di cercare anche un social media manager, qualcuno che possa intervenire per consigliarlo prima di certi colpi di improvvisazione.

lunedì 26 marzo 2018

Australia 2018 - Gara

Oggi mi tocca andare a rispolverare uno dei miei classiconi che recita più o meno così: tutta colpa di Grosjean! Perchè bisogna ammettere che è stato Grosjean a fare la gara. Certo, un buon contributo ce lo ha messo pure il team al box ma, chissà come mai, un giro prima, quando la stessa identica cosa era successa a Magnussen, non si era portato dietro tutta questa concatenazione di eventi. 
Per chi se lo fosse perso: Hamilton è partito in pole position, conquistando così un ambitissimo trofeo Pirelli, invidiatissimo in tutte le carrozzerie di un certo livello, al suo fianco, What a dream! Kimi Raikkonen. Dal mio punto di vista la migliore delle pole position che il fato ci potesse regalare per la gara inaugurale della stagione. Nuove glorie e vecchie glorie affiancate sullo schieramento, il neo campione del mondo e il più "esperto" in pista. Da superfan di vecchia data di Kimi non posso che essere al settimo cielo alla sola idea di vederlo lì, nella speranza che l'appello #Freekimi quest'anno trovi spazio per essere accolto. Dietro di loro Vettel e Verstappen
Male, molto male Bottas.
Al momento dello spegnimento dei semafori l'unico opera degna di nota è quella delle Haas che riescono, chi un po' prima, chi un po' dopo, a saltare le Red Bull è piazzarsi dietro alle Ferrari. La gara quindi corre liscia fino al primo pit stop dove, prima Magnussen, poi Grosjean, riescono a farsi fissare male una gomma per poi essere costretti al ritiro mezza curva dopo il rientro in pista. Se Magnusen riesce ad andare a parcheggiare in una zona in cui non da fastidio a nessuno, Grosjean si piazza in mezzo alle scatole obbligando l'attivazione della Virtual Safety Car per un tempo che è parso infinito... e che è risultato ancora più lungo per i due che si stavano contendendo la testa della gara. Ognuno per il motivo diverso. Da un lato Hamilton, che aveva già cambiato le gomme, rallentato dalla Safety Car, dall'altro Vettel che ne ha approfittato per il cambio gomme scivolando comodamente primo, restandoci fino alla fine della gara, lasciando Lewis Hamilton con un solo interrogativo: ho fatto qualcosa di sbagliato?
Cosa sia successo dopo è un mistero che in molti ci dovranno spiegare, più di 20 giri con Vettel in testa ed Hamilton a meno di un secondo, senza che abbia mai davvero provato a superare. Dietro Raikkonen che, a quel punto, ha smesso totalmente di fare la gara, principalmente fungendo da tappo contro la RedBull di Ricciardo... almeno fino a 5 giri dalla fine quando la vettura di Hamilton impazzisce definitivamente, lui inizia a girare levette e schiacciare bottoni come un pazzo, perde più di cinque secondi e Raikkonen realizza che potrebbe fregargli la posizione. Potrebbe se solo non fosse già in stato comatoso da un pezzo. 
Migliore in pista, a mio modesto parere, Daniel Ricciardo, partito con tre posizioni di arretramento per pongo regolamenti estemporanei, arrivato quarto continuando a combattere fino all'ultimo giro per salire sul podio. Come spesso è accaduto anche in passato, il fato ho teso a tenere la sua prestazione un poco in ombra, c'è chi si trastulla davanti alle glorie Ferrari, chi piange sul latte versato in Mercedes, ma è esattemente questo il mio ruolo, cercare di andare oltre le apparenze. 
Ulteriore prestazione degna di nota Alonso in quinta posizione. Partito 11esimo, avvantaggiatosi enormemente dalle varie defezioni in pista, non che abbia compiuto veramente un sorpasso e, alla fine, pure Verstappen si è accostato facendogli segno con la manina ed invitandolo a passare. E non sto parlando per metafore. Morale della favola: quintolo. Ora come allora.

domenica 25 marzo 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

- Bottas insiste: pronto a battere Hamilton -

Povero piccolo ed ingenuo finlandese: forse non ha letto bene le scritte in piccolo nel rinnovo del contratto. Lui ancora crede nei miracoli, finge disinvoltura nella gestione dei rapporti interni con il team, non manda a spigolare il compagno di squadra ogni volta che questo fa partire live instagram a casaccio. Dite che non ha veramente capito che il suo ruolo è quello della buona spalla o finge sicurezza per potersi ancora guardare allo specchio alla sera quando torna a casa?
Il problema è che Nico Rosberg ha fatto passare il messaggio sbagliato a tutte le seconde guide del mondo, ha fatto credere che una seconda guida si può emancipare e far meglio della prima... ma  nell'indole stessa della seconda guida il fatto che non possa farlo. 
Certamente la sua passata stagione non è stata completamente da buttare via, due vittorie, una delle quali regalata per pompargli l'ego, ma nessuno gliela potrà mai andare veramente a contestare. Quindi: due vittorie che, al netto delle polemiche, hanno dimostrato quello che in molti continuano a non aver ben chiaro. Le seconde guide non devono essere scarse, le seconde guide non possono essere completamente schiappe o perdono la loro funzione. Devono aiutare la prima guida, devono supportarla, farla passare quando necessario, ostacolare i terzi quando si presenta l'occasione. Se si piazza statisticamente ad almeno 5 piazze di differenza non serve a niente. Deve riuscire a tenere il passo... ma un po' meno. Altrimenti si montano la testa... e se la sfasciano quando va male! Ciao Mark.

-  McLaren: pronti all’idea di un ritorno di Hamilton ... e ad una nuova battaglia con Alonso -

Apprezzo da morire questo nuovo gioco del fare i conti senza l'oste. Perchè io ne sono piuttosto certa che in McLaren sarebbero davvero felici di far rientrare dalla porta d'ingresso Lewis Hamilton... ma Hamilton rientrerebbe mai in McLaren? 
Certo, nessuno dovrebbe mai rinnegare il proprio passato e, a quanto mi risulta, Hamilton non l'ha mai fatto. In McLaren ha vinto il suo primo titolo mondiale e nella factory è cresciuto, ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Quello della Grande Guerra con Alonso è stato il suo esordio, la strada era ancora tutta in salita e, prima di iniziare, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che ci sarebbe stato qualcosa da perdere. Nel frattempo ci sono stati altri 3 titoli mondiali conquistati altrove, dopo anni buttati al vento in McLaren, per non parlare del lento ed inesorabile declino del team inglese che, ogni volta che promette l'inzio di una nuova era, in realtà, vede poi le cose andare sempre peggio. Allo stato dell'arte, davvero Hamilton potrebbe voler rientrare in McLaren? A  far cosa? Ma piuttosto la pensione!
In questi anni si è capita veramente la differenza tra Hamilton ed Alonso: la capacità di guardare in prospettiva. Alonso è sempre stato accecato dalla volontà di andare a vincere, vincere tanto, vincere subito e se non gli fate vincere qualcosa sbatte la porta e se ne va altrove. Ditelo alla McLaren primo tentativo, ditelo alla Renault secondo tentativo (anche se qui, prima della porta, ciò che è stato sbattuto - a muro - è stato Piquet Jr, ma la ragione era la stessa), ditelo alla Ferrari. Ogni volta è andato là dove, secondo le regole dell'anno passato, avrebbe potuto avere migliori opportunità di fare qualcosa di buono. Hamilton, diversamente, le scelte le ha fatte guardando al futuro: nel momento in cui è passato in Mercedes questi non stavano concludendo un granchè, neanche grazie allo ZioMickey, ma era un team in crescita e questo, alla fine, ha ripagato.

 - Gridgils in pensione - 

Un piccolo passo per un ombrellina, un grande passo per l'umanità. 
Definiamo il concetto di "ombrellina". Ragazza, giovane, avvenente, spesso poco vestita, anche se usi e costumi locali spesso impongono un po' più di discrezione, il cui ruolo principale è quello di piazzarsi davanti o di fianco alle vetture sulla griglia di partenza per il sollazzo altrui. Fine. 
Il termine più corretto, infatti, non sarebbe neanche più quello di "ombrellina" perchè qui non si regge alcun ombrello. L'idea è quella del pilota, macho, virile e vigoroso, l'eroe che sta per scendere nell'arena a prendere il toro per le corna, con tutto il suo harem intorno. 
In un mondo e in un'epoca in cui tanto ci piace lavarci la bocca con il concetto di parità dei sessi, emancipazione, girlpower di qua e girlpower di là, nella pratica buttiamo tutto alle ortiche. Finalmente, dopo decenni di battaglie combattute sin dalle nostre nonne, qualcosa inizia a smuoversi anche nell'ambito di uno degli ambiti più uomo-dominati della storia. Non c'è verso di vedere un pilota donna, dico un pilota "vero", uno di quelli a cui danno per davvero la possibilità di portare in pista una vettura e non servono solo a fare le foto di copertina, ed anche per quanto riguarda tecnici, ingegneri, meccanici, cronisti avranno, a spanne, una percentuale femminile del 3%. Quantomeno si è scelto di voler dare un messaggio: basta con le donne oggetto: diamo loro una vera professione!

giovedì 22 marzo 2018

#RandomFacts prima del giro di ricognizione

- il Team Ferrari alla ricerca della simpatia perduta -

Se c’è una cosa che ha sempre contraddistinto il team Ferrari dal momento del suo esordio sulle piattaforme social è l’essersi sempre fatto esclusivamente i fatti propri. Non ha mai condiviso niente, mai uno scambio di battute, mai una citazione con qualche altro collega. Il quel di Maranello si guardava semplicemente al proprio orticello con un filo di altezzosità, un po’ come il compagno di classe secchione che non parla con nessuno durante la ricreazione. Si sente superiore, non ha nulla a che spartire con quelli che fumano in giardino, non solo non condivide niente con loro ma non prova neanche a stare in loro compagnia. Tradotto nel linguaggio di Twitter, il profilo ufficiale del team Ferrari neanche seguiva quello degli altri team che, nel frattempo, ridevano e scherzavano tra di loro non calcolando di pezza quello che la Ferrari stava cercando di dimostrare al mondo.
I tempi sono maturi, la Ferrari ha perso la propria naturale timidezza, forse ha semplicemente assunto in mass media manager che abbia meno di 55 anni, di fatto ha sciolto il ghiaccio ed ha iniziato a seguire tutti. Ma proprio tutti tutti tutti.
Oltre ad aver piazzato Raikkonen su instagram ad umiliarsi pubblicamente.
No, perchè non basta aprire un profilo su una qualunque piattaforma social per saperlo fare bene.

- Alonso crede di poter vincere -

Sto perdendo totalmente la motivazione per stare dietro ai deliri di onnipotenza di Alonso. Forse non ho più l’età, forse lo faccio da fin troppo tempo ed ha smesso di essere divertente. Forse se io ormai ho una certa età è palese che lui ne abbia più di me e abbia già iniziato a perdere la bussola da un pezzo.
Ho detto forse.
La stagione deve ancora iniziare e già ha tirato fuori un paio delle ormai sue tipiche perle di saggezza. Un po’ come al pranzo di Natale, quando quel vecchio zio con l’Alzheimer, al quarto bicchiere di vino, inizia a raccontarti di quando ha combattuto la seconda guerra mondiale, di quante gliene ha dette a quei tedeschi maledetti… e voi lo sapete benissimo che ai tempi della seconda guerra mondiale non passava neanche per l’anticamera del cervello dei suoi genitori di avere dei figli, ma mica glielo andate a dire, annuite silenziosamente, sorridete dolcemente ed aspettate l’abbiocco tipico del quinto o sesto bicchiere.
Quindi siamo quì. Ciò che ha voluto offrirci in dono quest’oggi è la prospettiva di ritirarsi avuta durante la scorsa stagione. La tentazione è stata forte, il desiderio di sperimentare altro… ma se ci dimentichiamo di quando ha fatto carte false pur di passare ad altro team cincischiando come non mai prima di rinnovare quel #believeinMcLaren recitato a 32 denti falsi come Giuda, allora siamo complici.
La seconda perla, dopo una sessione di test inFernali fallimentare, è quella della prospettiva di vittorie nel corso della stagione. Magari non grandi cose ma qualche garetta qua e là. Annuite silenziosamente, sorridete dolcemente ed aspettate l’abbiocco tipico del quinto o sesto bicchiere.

- Nico Rosberg sbattuto fuori di casa dalla moglie - 

Nessun divorzio in vista per la coppia più bionda del Principato di Monaco, semplicemente è accaduto tutto quello che avevamo già largamente previsto un annetto fa. Nico Rosberg all’età di 32 anni, dichiarava di volersi ritirare per dedicare maggior tempo alla propria famiglia. Nico Rosberg 32 anni, ha appeso il volante al chiodo ed è andato in pensione. Nico Rosberg, 32 anni, si è tolto le scarpette da guida in favore di un bel più confortevole paio di ciabatte e si è piazzato in salotto a guardare la TV. Ad un anno di distanza si rimangia almeno metà della promessa iniziale e torna in giro per il mondo, a bordo pista con un microfono in mano, a commentare per Sky quelle stesse gare di Formula 1 che un giorno disputava (e vinceva… non neghiamoglielo). Capisco il finchè morte non ci separi ma se questo ti ciondola in giro per casa 365 giorni l’anno le cose si fanno decisamente più difficili.
In ogni caso, neanche il tempo di imbarcarsi per la gara inaugurale della stagione che già si è dato ai pronostici: vincerà Hamilton con un solo punto di distacco da Vettel. Solo io bramo la prima intervista al suo ex amico, ex compagno di squadra, ex vicino di casa...etc etc?

domenica 11 marzo 2018

Waiting 2018: 10 buone ragioni per cui non vedere l'ora che inizi!


1 - Trovare un sostituto per Kimi Raikkonen. Facciamo qualcosa per quest'uomo. Non ne può più. Ogni anno potrebbe essere l'ultimo eppure è sempre qua. Si tratta dell'indecisione Ferrari, l'incapacità di arrivare al dunque nei momenti più importanti e forse è anche grazie a Vettel, che preferisce avere lui al suo fianco piuttosto che qualche giovinotto impertinente. Raikkonen è l'usato sicuro sul quale si può sempre contae... ma ad un certo punto anche l'usato è costretto a tirare il freno a mano, deve fermarsi definitivamente ed è proprio a quel punto che i giochi si fanno interessanti. Si fanno interessanti e divertenti grazie alla grande trottola del totomercato, perchè tutti sembreranno possibili pretendenti ma nessuno lo sarà veramente. Qualcuno scoprirà di non essere il prescelto grazie ad un goffo SMS, qualcun'altro lo verrà a sapere dai giornali. Noi, nel frattempo, ne avremo sparate di ogni tipo.
Pare evidente che il nome fatale non sarà quello di Giovinazzi (troppo giovane, troppa poca esperienza) anche se l'orgoglio italiano sembrerà volercelo suggerire. La strategia Ferrari è sempre stata quella dell'usato sicuro, qualcuno che non sia troppo inesperto ma che non abbia grandi pretese, qualcuno che possa convincere anche Vettel a bazzicare in zona ancora per un po', qualcuno sul quale poter insistere con un po' di pressione senza che ci sia una coda esasperata di altri team pronti a raccoglierlo nel caso in cui le trattative vadano a buca anzitempo. Perez? Hulkenberg? Sainz?
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2 - Verificare che Lewis Hamilton non perda la concentrazione. Parola di giovane marmotta: Nico Rosberg sul finale della scorsa stagione ne era certo: Lewis Hamilton ad un certo punto perde la concentrazione. Gli è capitato tre anni fa dopo aver vinto il campionato anzitempo e gli sarebbe capitato anche l'anno scorso, permettendo a Bottas di vincere l'ultima gara della stagione. Cosa ne penso a questo proposito l'ho già detto a suo tempo, inutile tornare sull'argomento. Però Nico Rosberg pare essere uno che si è fatto una buona idea di quello che Lewis è in grado o non è in grado di fare... può essere vero che dopo il quarto titolo mondiale, dopo aver eguagliato Vettel, suo rivale più attuale, e le altre grandi leggende del passato, si ritenga appagato dalla situazione e non lotti più come si dovrebbe per la quinta corona?
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3 - Fare attenzione a non dimenticarci, dopo due o tre gare, della presenza dell'halo. Dopo la presentazione delle vettura e il loro ingresso in pista post test inFernali finalmente abbiamo svelato quello che pareva essere il più grande castello di carte della storia: l'halo. Tanto se ne è parlato prima, tanto è sembrato distruggersi in fretta nel momento stesso in cui è stato montato sulle vetture. Qualcuno ancora guarda all'halo con disgusto. Io, sinceramente, son partita contraria alla sua introduzione per convertirmi, in un secondo momento, in una posizione più tollerante, qualcosa del tipo "ma siamo ancora dietro a parlare dell'halo?". Detto tra me e voi: non se ne può più. Ormai tutto quello che poteva essere detto è stato detto, tutto quello che poteva essere obiettato è stato obiettato, sono stati fatti esempi concreti di volte in cui avrebbe seriamente causato problemi invece che evitarli, si è osservato che piazzare un ostacolo al campo visivo di un pilota che guida a 300 km/h potrebbe non essere proprio una genialata, ma è stato introdotto ugualmente. Amen, accettiamolo e facciamocene una ragione. Tra tutti quelli a cui è stata chiesta un'opinione sulla guida dopo l'introduzione del nuovo elemento salvo solo quello che ha detto Lewis Hamilton: tra due o tre gare ce ne saremo dimenticati. Anzi, per par condicio salvo anche quello che ha detto Sebastian Vettel: pensavo peggio.
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4 - Attendere pazientemente la prima volta che Fernando Alonso sbotterà contro il team. Sinceramente non so più come sopportare la Formula 1 moderna. Io sono cresciuta, motoristicamente parlando, guardando e gufando Alonso. C'era il periodo della gradi macumbe, c'era il periodo che nulla sembrava poterlo ostacolare. C'era il periodo in cui mi sono crucciata moltissimo dopo la vittoria di ogni titolo mondiale (parliamo del paleolitico), si sono stati anni in cui ho smontato divani dalla gioia del vedergli chiudere l'ultima gara della stagione con l'amaro in bocca. Però erano anni in cui per me aveva un senso seguire, gara dopo gara, questa formula 1. Da qualche anno a questa parte tutto ha perso il suo senso: cosa la guardo a fare? Come posso gufare contro Alonso che ci pensa già la sua stessa vettura a remargli contro? Un minimo di gioia me la hanno data i team radio, i rimbrotti, le espressioni crucciate dopo ogni gara andata a monte e, dopo questi primi test inFernali, pare di capire che, anche senza motorizzazione honda, con la GrandePapaya sotto al sedere la strada sarà comunque tutta in salita... io non vedo l'ora del primo esaurimento nervoso, del primo team radio infuocato, del primo grande sclero in diretta nazionale. 
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5 - Urlare al complotto non appena la Ferrari non raggiungerà i propri obiettivi. Saranno ormai 15 anni che in Ferrari si continua a cincischiare, si da la colpa a questo o a quello, al regolamento violato da questo o da quel team, gongolano sulla base della grande storia, del grande fascino, delle grandi prestazioni extra pista, ma è in pista che chiaramente qualcosa di grandioso non viene fatto da un pezzo. L'ultimo titolo mondiale (piloti) nel 2007, grazie a Raikkonen ma, soprattutto, grazie ad Alonso ed Hamilton. Fosse stato solo per loro... omissis! 
L'ultimo reale segno di grandezza risale ormai al 2004, decisamente troppo tempo perchè ci sia rimasta ancora un po' di dignità superstite. La cosa più divertente dell'assistere a questa sceneggiata è il momento magico in cui la colpa riesce ad essere scaricata su qualcun'altro. Quel momento tipico in cui l'opera degli uomini di Maranello viene classicamente glorificata ma la colpa dei risultati deludenti viene attribuita a qualcun'altro. Che sia un regolamento che li danneggia, una decisione maldestra, un componente al limite della legalità escogitato dalla concorrenza o una strategia di gara meno efficace di altre. E' sempre colpa degli altri... e io sinceramente non velo l'ora di capire di chi sarà la colpa.
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6 - Scoprire cosa vuol fare grande Lewis Hamilton. Siamo in scadenza di contratto, qualcuno avrebbe già voluto fargli rinnovare tutto il rinnovabile da qua all'eternità, lui per ora tentenna. Da un lato il fattore anagrafico: siamo a 33, gli anni di cristo, per quanto andare avanti ancora? Dall'altro lato il fattore pragmatico: cosa c'è ancora da vincere? Cos'è rimasto sul piatto? Quali record superare ancora? Un quinto titolo è possibile? Un altro punto di vista, quello fisico: agonisticamente pare in grado di dare ancora filo da torcere anche a nuovi arrivati che ne contano 10 - 15 in meno di lui. Quarto punto di vista: c'è vita su Marte? Basta seguire leggermente quello che fa al di fuori della pista per capire che conduce un'esistenza piuttosto fitta di appuntamenti e di impegni, ha ancora voglia di relegare tutte quelle attività a quelle fette di vista che gli restano libere tra una gara e l'altra? 
Cosa vuol fare da grande Lewis Hamilton? A ma sembra evidente che non lo ritroveremo tanto facilmente a fare interviste o analisi delle gare a bordo pista, ma per quanto invece lo vedremo ancora in pista?
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7 - Scoprire che del magic trio non si sente realmente la mancanza. Una delle più grandi rivoluzioni della stagione sarà la grande scoparsa della telecronaca RAI. Non tutte le rivoluzioni vengono per nuocere anzi, spesso fanno proprio del bene allo spirito e all'anima. 
In fondo in fondo io parlo ma non ho ancora capito cosa ne sarà di me questa stagione. Non ho chiaro se riuscirò mai a vedere una sola gara e in che modo. Forse farò come i vecchi del quartiere che si incontrano al bar, ma sarei costretta a dividere il tavolo con ferraristi doc che al mio primo commento dato a sproposito mi spaccherebbero una bottiglia sulla testa e a quel punto a me andrebbe veramente male.
C'è una cosa che forse non ho mai raccontato da queste parti: durante le gare di formula 1 io parlo. Tanto, un mucchio, incessantemente. Do proprio fastidio al mio prossimo. Mi invento traduzioni durante i team radio, faccio vocine, imitazioni, commento a sproposito e, normalmente, appena le cose smettono di farsi interessanti, ovvero mediamente al sesto giro, inizio semplicemente a parlare dei fatti miei. Un occhio alla gara, un occhio al telefono e non appena ho l'impressione che sia successo qualcosa mi giro e chiedo: cos'è successo? Se mi chiedono perchè non sto zitta un attimo così da capirlo anch'io: dovrei star zitta mentre 22 scemi girano in tondo? Se mi chiedono se ho capito cosa stava accadendo: scusa, non stavo seguendo. Però non mi perdo una gara da almeno 10 anni a questa parte. Confessione: la verità è che io non so comportarmi in pubblico. Se guardassi una gara al bar credo che sfocerebbe in rissa prima del previsto e mi prenderei un Daspo persino dai peggiori bar di Caracas. 
Chissà cosa ne sarà di noi.
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8 -  Assistere all'emancipazione di Daniel Ricciardo. I tempi sono maturi perchè Ricciardo la smetta di giocare ed inizi a fare sul serio. Quest'anno o la va o la spacca. I 30 anni servono anche a questo: sono un brutto scoglio, spesso è moralmente difficile approcciarli ma è chiaro che bisogna mettere la testa a posto. Classe 1989, Daniel Ricciardo è nel suo ultimo anno di libertà. O quest'anno le cose in Red Bull vanno come devono andare, o riesce ad emanciarsi dal suo baby compagno di squadra o prende in pugno la situazione e pensa al proprio futuro. Non si può continuare a pascolare in eterno in attesa del miracolo. O si finisce come un Jenson Button qualunque, che oggi tutti chiamano Legend ma nessuno ha capito bene il perchè.
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9 - Sperare nella maturazione di Max Verstappen. Chi si ricorda l'anno 2011? E' stato un anno fenomenale, la lotta per il mondiale forse non è stata aperta neanche per un minuto, Webber era depresso, Alonso si leccava le ferite della stagione precedente, Vettel stupiva tutti con effetti speciali sconvolgendo le menti di chi non aveva ancora capito bene da che parte fosse passato per arrivare lì... ma c'era Hamilton che continuava ripetutamente a schiantarsi contro la fiancata di Felipe Massa. Non una ma gara dopo gara, un record assurdo, in alcune occasioni anche più di una volta per gara, stava diventando quasi imbarazzante. Comunque molto molto divertente. Quasi appassionante. 
Ecco: se Hamilton fosse ancora a quel punto lì oggi avrebbe smesso di far ridere da un pezzo. Abbiamo riso tutti quando ha perso il mondiale per un soffio nel 2007 e anche quando stava per riperderlo per le stesse identiche ragioni del 2008. Lì però non abbiamo riso tutti: Massa, per dire, non ha riso per niente... ma solo perchè non ha senso dell'umorismo. Dicevo: abbiamo riso tutti della goffaggine di Hamilton, ma questa storia ha dovuto trovare una conclusione ad un certo punto. Ha dovuto mettere la testa a posto ed essere in grado di lottare per un mondiale in un modo sensato, in un modo che dimostrasse di esserselo meritato. 
Siamo allo stesso punto con Max Verstappen, ha vinto qualche gara ma è più famoso per il folklore che per i meriti di pista. Piccolo e combina guai, ma ormai siamo alla sua quarta stagione e certi casini non se li può più permettere. Se vuole giocare con i bambini grandi deve sottostare alle loro regole, deve smetterla di prendere a sportellate tutto quello che capita e dimostrare qualcosa. Altrimenti questo gruzzoletto di gare vinte fino a questo momento sarà solo materiale da quiz televisivo per i prossimi 15 anni.
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10 - Contare quante volte Kubica avrà modo di scendere in pista per davvero. Adoro come in Williams stiano tenacemente portando avanti questa cialtronata della terza guida. Hanno preso Kubica e lo hanno addirittura fatto scendere in pista durante i test inFernali, ci vogliono convincere che non sia solo la mascotte del team, pur non avendogli affidato il posto da titolare. Ora però scattino le scommesse: quante volte effettivamente avrà modo di gareggiare veramente?
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