lunedì 21 agosto 2017

I dieci fatti buffi del Grill the Grid "from McLaren Honda"


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Vandoorne è il badante di Alonso

La meccanica della squadra è parsa evidente: Vandoorne fa il lavoro sporco, apre i discorsi, introduce il compagno di squadra, si esprime in stampatello per fare in modo che Alonso lo capisca e prende le decisioni quando è necessario farlo. Insomma: è il suo badante... l'anno scorso ha anche guidato al suo posto quando era troppo acciaccato per poterlo fare personalmente.

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Alonso non ha capito le regole del gioco 

Fernando Alonso sta sempre sul pezzo. Per fortuna il solerte badante gli ha spiegato per tempo come funziona questa cosa dell'essere in due vestiti allo stesso modo, dallo stesso lato del tavolo contro tutti gli altri.

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Alonso preferisce competere contro il suo compagno di squadra

Non che a noi la poca familiarità di Alonso con il concetto ci abbia sorpreso più di tanto, ma il piccolo badante Vandoorne, nell'alto della sua ingenuità, si è trovato anche a spiegare al Grande Puffo al suo fianco il concetto di squadra. Veramente stiamo giocando insieme! Questa non è una competizione tra di noi... e dall'impeto con il quale gli è uscita la frecciatina ho come il sospetto che non fosse riferito esattamente solo al Grill the Grid. Insomma: ci dev'essere qualcosa dietro. 
Eppure è chiaro al mondo che Alonso con il gioco di squadra non ci abbia mai saputo fare: quando ha potuto ha segato le gambe ai propri compagni... e quando non ha potuto li ha usati come zerbini. Poi c'è stata la volta in cui pretenteva di usarne uno come zerbino ed è finito ad autosegarsi le gambe, ma questa è un'altra storia.

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Solo Hamilton ha il numero di telefono di Vettel

Per fortuna sono anni che parlo della gang del bosco, ancor prima che il mondo decidesse di coniare i Vetteleton (o forse Hamilttel, comunque la giriate 'sto soprannome fa schifo) così questa notizia non mi stupisce affatto.

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Vandoorne si riferisce al suo compagno di squadra chiamandolo per nome e cognome

Quella sottile linea di demarcazione tra il timore reverenziale e il mobbing. Io inviterei i sindacati a tenere sotto controllo la situazione.

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I due titoli mondiali di Rosberg

Guardare la scorsa stagione dalla panchina è stato talmente straziante che vale doppio. Forse è questa la soluzione.
Oppure ha contato Rosberg padre e Rosberg figlio. I Rosbergs.

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Vandoorne bimbo curioso

Quante gare hai vinto negli ultimi 4 anni? Abbassa la cresta ragazzo impertinente... o alla prossima gara non ti fa neanche partire dal box.

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Magnussen, who's that boy?

Non l'ha detto ma è chiaramente quello che ha pensato dopo la risposta decisa di Vandoorne.

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Not a fan

Alonso non pare essere un fan di Michael Jackson. E neanche Vandoorne. Però ne siamo usciti tutti divertiti dalle ambizioni fanciullesche del piccolo Sebastian. Domanda da un milione di dollari: ma davvero non c'era un altra domanda un po' più inerente con la Formula 1 da proporre? Anche quella sulla moglie campionessa olimpica di nuoto non era male... ma almeno lì un po' di sport comunque c'era.

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Alonso parla inglese peggio di me

E giuro che questa è una cosa davvero davvero difficile, perchè il mio inglese parlato fa davvero davvero schifo e non è una cosa di cui mi vanti, sia chiaro. Provateci voi però a vivere in questo paese e trovare qualcuno con cui parlare la lingua nella quotidianità... Anche questo è un altro discorso. Dicevo, pareva una missione impossibile parlare inglese peggio di me... però è così. Com'è possibile?

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martedì 15 agosto 2017

I 10 fatti buffi di Ungheria 2017

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- Ricciardo la prende bene -

Si prospettano momenti felici in RedBull, dove i due compagni di squadra hanno incominciato ad eliminarsi tra di loro, rivelando una certa dose di malcontento generale. Insomma, è facile far finta di essere una allegra famiglia felice quando non c'è torta da spartirsi. Rosberg ed Hamilton si sono presi a schiaffi per tre anni di seguito, ma c'era un campionato mondiale in gioco: altrimenti dov'è il divertimento? In Red Bull pareva chiaro a tutti che tutto quel processo di promozione e beatificazione del bimbo terribile dovesse dar fastidio ad uno come Ricciardo, che per arrivare dove è arrivato ha impiegato i suoi bei anni di gavetta ed ha dovuto interpretare il difficile ruolo del compagno di squadra di un quattrovoltecampionedelmondo a caso. Insomma: ci sono cose che posson dar fastidio ma, in ogni caso, non si vince e non si perde niente. Se le bambinate del prodigio incominciano però a rivoltarsi contro il suo stesso team, allora c'è qualcosa che non va più bene... e la reazione istintiva di Ricciardo mentre ancora è sballottato all'interno della vettura la dice lunga su quanto potrebbero essere epiche le cose se solo la Red Bull la smettesse di far schifo: was that who I think it was? (è stato chi penso che sia?) ... Sfigato!

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Per tutto il resto c'è Amplifon

Davvero davvero interessante dev'essere stata la gara di Hamilton... anche dal suo punto di vista. Incastrato in una quarta piazza... forse quinta per un certo periodo... intento a scampare dalle ire funeste di Verstappen e a capire cosa diavolo ci fosse che non andava sulla sua vettura per cui il gruppo di testa fosse sempre più lontano ed irraggiungibile, per lui un aggravante in più: l'assenza di collegamento con il muretto. Nulla: la radio non andava. O quanto andava era tutto un ripetergli nelle orecchie: check! check! check! Che poi era quasi meglio non sentirli. Quando il problema sembrava risolto, un minuto dopo saltavano nuovamente i contatti... ed eccoci da capo con i check! check! check!

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Gomblotto!

Il meraviglioso mondo dell'internet ogni giorno si manifesta a noi in maniera sempre più sorprendente ed è stato proprio nei meandri dell'internet che, nei minuti successivi alla partenza del GP si sono sviluppate le teorie più fantasiose ed architettati gli scenari più fantascientifici. Per dire: è proprio nei minuti successivi alla partenza del GP che ho incominciato a leggere della teoria secondo la quale la sanzione comminata a Verstappen non fosse altro che un aiuto alla Mercedes in generale o ad Hamilton nello specifico. Non che fosse necessario far qualcosa visto che Ricciardo, negli stessi momenti, stava imprecando in 7 lingue differenti invitando i piani alti del team  di sbarazzarsi del nano ribelle.

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Fatti rari

Fatti rari ed eventi inaspettati per questo gran premio di ungheria 2017: Fernando Alonso è riuscito, addirittura, in un sorpasso. Già la notizia che le due McLaren non siano svampate ancor prima della partenza è sembrato a tutti un buon segno premonitore. Qualcosa che promette bene di sicuro... ma la cosa divertente è che in questo gran premio Alonso è riuscito persino a portare a termine un sorpasso, il che ha dell'incredibile. Ciao Petrov, sei sempre nei nostri cuori. L'evento è stato talmente lieto e talmente inatteso che il suo stesso team ha messo persino gli striscioni a festa. E per Alonso: hip hip urrà!

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#FreeKimi

Posso orgogliosamente affermarmi come una delle fan di Raikkonen della prima ora e, se permettete, non sono molte le persone che possono dire la stessa cosa. Quando io ho iniziato a tifare Raikkonen in Ferrari eravamo ancora nel pieno dell'era Schumacheriana, quella in cui vinceva tutto ed a ogni costo, seguire la Formula 1 significava seguire la Ferrari... e io ero piccola, in piena fase adolescenziale, ascoltavo i Back Street Boys e Raikkonen era giovane, biondo e figo: tutte ottime ragioni per tifare per lui. Poi ha iniziato a bere come una zampogna, ingrassare, passare in ferrari, scappare dalla ferrari e continuare a bere\ingrassare\passare in ferrari a ciclo continuo. Oggi sono un po' più grande, in effetti qualche annetto è passato, sono uscita tra alti e bassi dall'adolescenza e nutro profonde perplessità davanti al caschetto biondo di Nick Carter. Non posso di certo definirmi ancora la migliore delle fan di Raikkonen però sono un tipo nostalgico, ascolto gli 883 e mi struggo per gli anni d'oro in motorino sempre in due. Al netto della mia nostalgia canaglia provo delle profondissime fitte al mio tenero cuoricino nel veder Kimi Raikkonen trattato in questo modo! 
Non è così che si trattano le vecchie glorie, al massimo gli si mette un microfono in mano e le si manda ad intervistare gli ex colleghi a bordo pista, ma non le si trattano così. Se poi, come nel caso specifico, la vecchia gloria abbia sempre dimostrato un po' di refrattarietà alle interviste e non assicuri grandi risultati anche una volta passata dalla parte opposta del microfono, mi può anche andar bene che continui a guidare, ma non è assolutamente assolutamente il caso che lo si tratti come l'ultimo dei servi. L'ultimo degli sguatteri, tanto più in una gara come quella a cui abbiamo assistito in cui, al di là di ogni battuta che negli ultimi anni è stata fatta, al di là di ogni meme, ogni gelato rubato e ogni bottiglia rubata, ha dimostrato di saperci ancora fare. 
Si è parlato di "dover difendere" il proprio compagno di squadra, una cosa che non sta nè il cielo nè in Terra. Perchè lì, quello che avrebbe dovuto fare era la sua gara. Invece abbiamo assistito al momento esatto in cui il team gli ha tagliato le gambe, ha preteso che la sua gara fosse sacrificata, anche quando lui ha chiaramente fatto intendere di essere intenzionato a passare dati gli evidenti problemi che questo stava avendo. Lo abbiamo visto rallentare all'uscita della pit lane per dare modo a Vettel di mantenere la prima posizione. Sono cose che non fanno bene allo sport e allo spirito. Sono cose che non fanno bene al Kimi Raikkonen che fu un tempo. Sono cose che mi portano a sottoscrivere a doppia mandata la petizione #freeKimi

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La tamarraggine del salotto di Pippo Massa

Un anno fa ci avevano promesso che questo 2017 non avrebbe visto Pippo Massa salire a bordo della sua vettura... ed in effeti gli astri avevano ragione, siamo noi che nel tentativo maldestro di darne una lettura corretta abbiamo confuso l'intera stagione con una singola gara: ed è stato così, questo gran premio di Ungheria 2017 non lo ha visto tra i suoi protagonisti... e visto che proprio l'ungheria in passato non gli ha giocato particolarmente a favore, forse, è meglio così. Non che qualcuno ci abbia degnato di una spiegazione sensata, una ragione medica che fosse più credibile di è lupus!  Niente di niente, si è parlato di fantomatici virus... ma quello che conta è che domenica pomeriggio, mentre i suoi colleghi saltavano in auto e prendevano il via della gara, lui era nel salotto di casa sua, tutto bello intento a far partire qualche simpatica live su instagram... e perdonatemi, non ho seguito neanche una parola dei suoi saluti o quello che diavolo può aver detto davanti alla fotocamera. Ero veramente veramente scossa dalla tamarraggine del suo salotto. Qualcosa da incantarmi e farmi perdere il contatto con la realtà. Vada per la dimensione del TV a cristalli liquidi, probabilmente ha più pollici quello del mio intero salotto, ma la prendo bene perchè non sono una persona invidiosa e perchè alla fine dei conti le dimensioni non contano... però tutto il resto è davvero davvero tamarro! Premio tamarreide 2017 la sedia zebrata con i dettagli rifiniti in oro. Wow!

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Feste a sorpresa

Tra le varie ricorrenze ungheresi, c'è stato anche il modo di festeggiare il millesimo compleanno di Fernando Alonso. Entrato ormai nella fase della propria vita in cui si spengono un po' troppe candeline per essere davvero sorpreso della festa, anche i suoi graditi ospiti non sembrano essersi presi eccessivamente a gomitate pur di accaparrarsi una fetta di torta. Ma avete mai visto una festa andata più deserta di così? Una vecchia gloria passata di lì per caso, uno che spererebbe, con il giusto aiuto, di essere una futura promessa ed il padre della futura promessa che, a quel che c'è da promettere è interessato un po' anche lui. Vabbè... sarà per la prossima volta.

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Haas vs Renault

Tutto questo ha dell'incredibile anche se, con tutto quello che stava accadendo là davanti, un po' è passato in sordina. Merita però di essere recuperata e di domandarsi... what? Tenete a mente queste due cose: 1) Hamilton aveva ragione; 2) e Vettel allora?
Inizio gara: nelle retrovie la solita ressa. Hulkenberg e Grosjean si prendono un po' a gommate, uno dei due saltella, non ci sono conseguenze, tutti e due possono tranquillamente continuare la gara senza ripercussioni... quelli della Haas vedono la scena, la indicano a Magnussen che stava dietro di loro e lo invitano a fare su Hulkenberg quello che lui ha fatto su Grosjean... con tanto di istigazione a delinquere in direzione "dirty race". Magnussen combina quel che deve combinare i commissari lo sanzionano: i due aspettano di scendere dalla macchina per salire sul ring per rinfacciarsi qualcosa del tipo "impara ad imparare" \ "impara ad imparare te"... solo con un po' meno epicità per il fatto che questi giovani d'oggi devono mandare tutto in vacca buttandola in volgarità. Un'altra nota da recriminare: non si trattava di un vero ring, uno di quelli sui quali si indossano guantoni e ce le si manda a dire. Era il ring delle interviste... e i due non sono neanche andati vicino a menar le mani. 
Torniano ai due punti in sospeso: Hamilton aveva ragione. Dopo Baku lo aveva previsto: ci guardano i bambini! Ed ecco che i bambini hanno imparato la lezione... e Vettel allora? E cos'è servito tutto quel torrone ai danni di Vettel se qua un tecnico può incitare il proprio pilota a scagliarsi in maniera poco pulita contro un altro pilota e nessuno, dico nessuno, mette in mezzo la questione sportività \ sicurezza \ cattivi messaggi? Solo perchè i due protagonisti della situazione sono un po' meno nell'occhio del ciclone? No, perchè il problema mi sembra esattamente lo stesso... anche per Vettel e Hamilton nessuno si è fatto male e siamo andati a casa puliti ma in ogni caso non c'è molta differenza con Briatore ed il piccolo Piquet.

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- 9 -

Di Resta

Non so perchè ma io questa faccenda di Di Resta un po' me la sono presa a cuore. Perchè il disgraziato è dai tempi della Force India che meriterebbe un po' di considerazione... e la Force India dell'epoca non è certo quella di adesso. Era una Force India orfana di Fisichella e Liuzzi, una roba di una tristezza imbarazzante, anche se qualche volta è giunto persino a sfiorare il podio. Sfiorare, mai salirci veramente. Mai una gioia veramente. 
In ogni caso, ora siamo qua e non si capisce bene come qualcuno lo chiama per fare il terzo pilota ed era già chiaro a tutti che non avrebbe mai messo piede in auto per nessuna ragione al mondo. Poi Felipe Massa viene colto da un virus intestinale che neanche l'immodium riesce a sistemare ed ecco che te lo catapultano a bordo senza neanche dargli tempo di verificare se la taglia della tuta fosse quella giusta. Anche perchè il ragazzo è alto 1.85, non è che gli puoi dare gli abiti di Massa: l'effetto risvoltino sarebbe assicurato, il rispetto per il buon gusto un po' meno.
Poi sale in macchina, i tempi non sono dei migliori ma vediamo di comprendere che non gli è stato dato il tempo neanche per accertarsi dove fosse il freno e dove l'acceleratore. Sulla frizione non mi pronuncio e comunque le due Sauber riescono ad andare anche peggio di lui... non si schianta a muro come uno Stroll qualsiasi e non piroetta a zonzo per la pista. Fa il suo sporco lavoro e lo fa bene, avessero preteso qualcosa in più avrebbero giocato un po' meno all'improvvisazione. Poi però il momento mai una gioia veramente: la vettura non arriva a fine gara. Richiamato a box per ritirarsi a pochi giri dalla fine e quasi quasi mi fa venire voglia di augurare al povero Pippo qualche altra slogatura, infiammazione intestinale, insomma, niente di grave: giusto per dare una seconda chance sulla seconda chance anche a Paul.

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Buone vacanze!

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sabato 5 agosto 2017

Ungheria 2017 - Gara

- Versbatten -

Da quale momento storico ho iniziato a non parlare più così male di Verstappen? No, perchè io mi ricordo di essere sempre stata una chiara contestatrice del suo ingresso in Formula 1, della sua repentina promozione in Red Bull e di quella marcata tenedenza di fargliele andare tutte lisce perchè hei! Lui è il bambino terribile, una specie protetta, lo dobbiamo coccolare per il suo intuito, non punire per le sue marachelle. Forse è stato nel momento in cui mi sono intrufolata nella selva oscura del Mandelli contro tutti. Ora mi ritrovo davanti ad un dubbio morale di un certo spessore: mi piazzo dalla stessa parte di Mandelli osservando che, stranamente, Versbatten ne ha combinata un'altra delle sue e ritirare fuori l'antica questione dell'ingresso dei bambini ricchi in formula 1, o ritenere la partenza arrogante un segno distintivo del suo carattere da premiare, classificando il fatto che il questo modo ha fatto fuori il suo stesso compagno di squadra come un mero incidente di percorso? Dopo quante volte consecutive un incidente di percorso smette di essere una fatalità per essere riconosciuto come un problema da risolvere? Perchè io proprio non potrei accettare di stare dalla parte di Mandelli in tutta questa faccenda.

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- Grosjean: per me è NO -

Parlando di gente che a forza di incidenti di percorso un bel giorno è stato lasciato a casa a fissare i granelli di polvere e meditare sul futuro decidendo se fosse preferibile mettere da parte tutta quella filosofia di vita delle "partenze arroganti" o l'intera carriera: ecco a voi Grosjean che, alla vigilia della terza paternità, non ha ancora smesso di usare le parole del gatto ad ogni partenza, rimproverando, come tutti i vecchi che si rispettino, i comportamenti dei più giovani... forse dimenticandosi da dove è arrivato. 
Soprattutto, una buona dose di parole del gatto è stata riversata in team radio nel momento in cui è stato costretto a rientrare per un cambio gomme improvvisato, causa leggera foratura... e fermarsi un secondo dopo quando i meccanici hanno realizzato di aver fissato male il pneumatico. Lavati la lingua con il sapone Grosjean!

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- Hamilton parte male -

Non importa quanti anni si hanno alle spalle, quanti campionati mondiali e quanti record. Non importa se quello che si fa è aggiustare tubi del lavandino o guidare vetture di Formula 1: quando sentiamo il giudizio dei nostri padri che ci fiatano sul collo le prestazioni vanno male. Calano vorticosamente. Per non parlare del fatto che la presenza del padre di Hamilton ai box storicamente porta più sfiga di Marchionne in Ferrari. I fatti di questa gara parlano chiaro. Parte male, era in quarta piazza e gli va anche peggio dopo il via... ma solo per scampare alla furia autodistruttiva delle RedBull. Portata a termine una gara all'apice della decenza morale, atterrerà quarto: non perde una piazza ma è come se ne avesse smarrito una manciata per strada... e per favore dalla prossima volta lasci a casa il padre. Lo dico per lui.

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- Vettel problemi allo sterzo -

I fatti di questa settimana parlano chiaro: c'è Marchionne ai box Ferrari, Vettel rompe lo sterzo, guida per metà gara con il volante piegato di 45° nella speranza che non si frantumi del tutto... ma Hamilton ha il padre al box, quindi Vettel vince la gara tenendosi dietro Raikkonen, imbufalito ma rasserenato dal fatto che è appena superato il 27 del mese e il bonifico dello stipendo è appena stato accreditato sul conto corrente.

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- Raikkonen si lamenta di esser sempre secondo -

Mentre Vettel si diverte a bomba curbando per andar dritto e tenendo il volante dritto per curvare, là dietro c'era un uomo... un nuono che sarà stato anche di ghiaccio ma che aveva delle esigenze. Per esempio quella di non farsi prendere a calci nel sedere dagli uomini Mercedes. O quella di ottenere delle soddisfazioni nella vita. Invece Kimi-mai-una-gioia-Raikkonen non ha diritto ad alcuna soddisfazione: lo dice il contratto. Anche se Vettel ha degli apparenti problemi tecnici, anche se Vettel non riesce a tenere una velocità decente, lui non ha diritto a tentare un sorpasso. O ottenere un sorpasso se Vettel cortesemente si toglie dai piedi con spirito di fratellanza ed amicizia. O sportività. 
E' stato bello sentirlo ribellarsi in team radio. E' stato triste essere costretti a rimanere impassibili davanti all'ennesimo soppruso dei potenti a danno degli indifesi. #FreeKimi

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- Sainz sportella Alonso in partenza... ma vabbè -

Con tutto quello che è successo in partenza a qualcuno sarà certamente sfuggito che si è rischiata un'altra faida familiare, un'altra lotta intestina tra i piloti più amati di Spagna. Almeno credo, non è che ci siano molte alternative dai tempi di De La Rosa. Anche Sainz ha preso a sportellate Alonso, facendolo uscire di pista e perdere la prestigiosa posizione ottenuta in qualifica... però vabbè. In questo caso i commissari hanno ritenuto di soprassedere: cosa fai, spari sulla croce rossa?

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- Bottas lascia passare Hamilton -

Su questo punto ho la mia teoria, che mi par di capire che sia solo mia al mondo, potrei fare in modo di tenermela ben stretta e farcene un quadro da appendere al muro per ammirarla ogni giorno... ma sono generosa e la condividerò con il mondo. Lasciar passare Hamilton era l'unica cosa che Bottas potesse fare in quel momento. Ha passato mezza gara dietro a Raikkonen senza essere in grado di avvicinarcisi più di tanto, senza far paura a nessuno. Arriva il cambio gomme e con queste le cose vanno peggio che mai, funge da tappo, più tappo che mai, ma la cosa divertente è che Hamilton, che fino a quel momento era stato dietro a lamentarsi delle sue gomme del cavolo ma finendo solo a parlare con se stesso perchè la radio non funzionava, finalmente ha trovato il giusto assetto, la sua vettura è molto più veloce che nella prima fase di gara, gli recupera tutto il ritardo e gli si attacca al sedere. Se Bottas non lo avesse fatto passare Hamilton si sarebbe dovuto prendere la posizione con la forza. Ma non si fa, perchè siamo in quest'epoca di buona maniere del cavolo, siamo nell'era in cui Raikkonen accetta di fare da tappo e difendere Vettel invece che combattere le proprie battaglie, quindi anche Hamilton è costretto a chiedere il permesso... non vorrai mica finire a lanciarti cappellini come l'ultima volta? Che poi sarebbe epico, ma anche questo forse è un pensiero solo mio. 
Quindi bussa, chiede il permesso e passa... e mentre quelli davanti giocano a fregarli con ogni mezzo lecito (anche se moralmente discutibile) che hanno a disposizione questi mettono in mezzo la galanteria: prego, passi pure... ma solo per cinque giri
Qualcuno svegli Schumacher e gli chieda cosa ne pensa di questa deriva buonista della Formula 1.

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- Alonso giro veloce -

L'emblema di una gara da latte alle ginocchia non poteva che essere questo. Ne sono uscita un po' amareggiata da questo gran premio che ha seriamente messo in discussione la mia volontà di andare avanti fino alla fine della stagione. Non sono più certa che queste siano le regole alle quali intendo giocare e se questo post esce ad una settimana di ritardo rispetto alla gara, per una volta, non è per ragioni di lavoro, di vacanza, per problemi di PC o che altro... solo che la gara mi ha lasciato un po' di amaro in bocca e tutti gli esseri senzienti con i quali ho tentato di parlarne erano entusiasti per il risultato di Vettel, perchè se una Ferrari vince ogni altro problema della vita viene automaticamente meno. Anche sul Fatto Quotidiano di lunedì scorso, che notoriamente si vanta di non "perder tempo" con notizie di sport \ attualità \ tempo libero e gossip ho trovato un trafiletto dedicato al trionfo Ferrari e... boh, forse mi devo solo adeguare.
Ma in realtà è un'altra la cosa che volevo dire: se a me è sceso un po' il latte alle ginocchia è per la "anomalia" di questa gara, perchè c'è qualcosa che mi ha lasciato un po' insoddisfatta, perchè avrei voluto vedere altro... e a piena conferma del fatto che è proprio nell'esito di questa gara che c'è qualcosa che non va, basta vedere chi si è portato a casa il giro più veloce: Ferando Alonso. Una McLaren. Il giro più veloce. E' chiaro che c'è qualcosa di anomalo, no?

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- Hamilton lascia passare Bottas -

Del fatto che in Mercedes stiano giocando alla galanteria è una cosa di cui si è già parlato, quindi andrò avanti ed eviterò di dire "te lo avevo detto". Però in fondo lo avevo detto, perchè queste buona maniere che stancano pure i santi è dall'inizio della stagione che ne parliamo... pare evidente che Hamilton si trovi all'apice della sua deriva zen ed è una cosa ancora più straniante del miglior tempo di Alonso. Esci da questo corpo! Esci da questo corpo! Siamo arrivati al punto che passa le notti prima dei gran premi a passeggiare insieme a Roscoe scattandosi selfie con "il suo migliore amico". Ridateci Justin Bieber! Ridateci Rihanna e i balli in mutande al carnevale alle Barbados! Ridateci anche la Pussycat Doll se necessario!
La cosa divertente della faccenda è stata seguire gli ultimi 20 giri sui social: la maggior parte degli individui affollatori di social network in grado di esprimersi in lingua italiana ne erano certi. Hanno veramente trascorso gli ultimi 20 giri certi che prima o dopo in Mercedes si sarebbero dovuti inventare una scusa per non dover ridare la posizione a Bottas. Insomma: lo sanno tutti che Hamilton è uno str***o egoista che si sarebbe tenuto la terza piazza con l'inganno. Mica come Vettel là davanti che questa faccenda d'avere sempre la precedenza l'ha fatta direttamente mettere nera su bianco sul contratto di Raikkonen: tutto lecito, anche le condizioni sono elementi accidentali del contratto. Però Hamilton è cattivo. Mentre in Ferrari ci sono i buoni. Io li guardavo crogiolarsi a fuoco lento ero certa di quello a cui avrei assistito: e così è stato. Hamilton ha impiegato due giri a rallentare abbastanza perchè Bottas riuscisse a riprenderlo: perchè anche Bottas avebbe potuto metterci del suo standogli un attimo più attaccato... ma no. Rileggi quanto detto sopra sull'effetto tappo dopo il cambio gomme. Eppure questa è la deriva zen di Hamilton, la crisi di mezza età, dice di voler fare le cose nel modo giusto... e cedere il podio in questa maniera è stata sicuramente la cosa più giusta da fare. 
E' talmente una cosa buona e giusta che è quasi commovente. Poi smetti di commuoverti e vedi che dallo stesso podio dal quale Hamilton è sceso è salito Vettel. Trionfante. Nel senso che ha proprio festeggiato: ma almeno un po' di decenza? Ma lo dico per Raikkonen: è una pena vederlo cianciato in questo stato.

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- Due McLaren a punti -

E' abitudine, a questo punto del resoconto di gara, porre l'accento sulla prestazione delle Force India che, per la cronaca, anche a questo giro sono arrivate entrambe a punti. Lo faccio per dare un'altrnativa a quelli che se non tifassero per i top team non saprebbero dove cacciare la testa. Esistono alternative: non lasciatevi ingannare. A questo giro però credo che sia il caso di porre l'accento sulle prestazioni di qualcun altro: perchè qua abbiamo assistito a scene che hanno dell'incredibile. Non solo Alonso che si porta a casa il miglior tempo (sì, vabbè, comunque ti piace vincere facile: con  quel trenino di tappi del crodino che conduceva il Gran Premio!). Non solo due McLaren sono giunte al traguardo. Due McLaren hanno concluso a punti: contemporaneamente. Ha dell'incredibile o no?

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domenica 30 luglio 2017

FormulaGossip - Ungheria 2017

- Di Resta is back -

Le cose capitano quando meno te le aspetti e, per una come me che già da tempo si è interrogata sul senso di aver arruolato un tipino come Paul Di Resta come terzo pilota, perchè indossi la maglietta del team quando va a spasso per il paddock senza offrirgli neanche la possibilità di scendere in pista neanche per sbaglio, è stato davvero un bel colpo vederlo improvvisamente scendere in pista al posto di Massa. Le ragioni effettive di questo cambio repentino non si conoscono: ovviamente ci sono le fonti ufficiali che parlano di un lieve malore di Massa che, non ritenuto abbastanza in forma da salire in macchina questo week end, è stato appiedato in favor di terza guida. Terza guida inesperta però... perchè con tutta la stima provata per lui quando stava in Force India e nonostante tutto il rammarico per non essere riuscito a racimolare una vettura degna di questo nome prima di concludere infelicemente la propria carriera in Formula 1, qua una cosa va detta: questo non sale in macchina dal 15-18. Soprattutto non ha mai provato una Formula 1 di nuova generazione... e lo vediamo un po' in difficoltà per questo. Tempi non eccellenti ... ma a questo punto la domanda sorge spontanea: se l'essere un po' arrugginito è il problema comprensibile di Di Resta, esattamente qual è il problema di Stroll? No, perchè i tempi in pista praticamente sono gli stessi... e quantomeno di Resta non è mai finito per violette.

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- Rescissioni selvagge -

In Sauber hanno messo la testa a posto. Hanno preso un abbaglio e, tempo di far fuori la vecchia dirigenza e sostituirla con una nuova di pacca, hanno usato ogni mezzo contrattuale a propria disposizione per far fuori quell'accordo suicida con la Honda per la fornitura dei motori dal prossimo anno e son tornati a piangere in Ferrari.

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- Baby, I can see your halo -

La notizia pare più o meno ufficiale. Più o meno perchè si sa come vanno queste cose, solo gli stupidi non cambiano mai idea e qua, modestamente, di stupidi ne abbiamo una vagonata. L'halo sarà presente sulle vetture dal 2018 ed ovviamente l'idea fa schifo a tutti. A tutti tutti... mica per scherzo. C'è chi si espone maggiormente e lo dice apertamente, c'è chi semplicemente si rimette al volere superiore. Poi c'è Halonso che per un attimo ha provato a dire che come idea non pare malaccio poi gli hanno ricordato che se in Australia due anni fa avesse montato l'halo con il cavolo che sarebbe riuscito a uscire fuori dalla vettura come ha fatto ed un po' ha ridimensionato il suo entusiamo. Però sta cosa di andare sempre contro l'opinione maggioritaria gli mette sempre quel brividino alla schiena.

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- Anniversari -

Tra gli eventi da ricordare durante questo week end certamente si può annoverare la seconda vittoria in carriera di Daniel Ricciardo che trionfò tre anni fa proprio su questo circuito ungherese. L'evento non sarebbe neanche così meritevole di celebrazione se non fosse per il solito umorismo di cui Ricciardo da sfoggio su instagram. Ricorre infatti in quest'occasione anche il terzo anniversario del giorno in cui ha invitato Alonso al ballo della scuola. E lui ha detto sì!!

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 - Due McLaren in Q3 -

Giornata campale in McLaren, nel giorno del 36esimo compleanno di Alonso due McLaren sono entrate senza fatica apparente ad entrare in Q3. Piazzati entrambi nella top 3, con le massime aspettative di concludere una gara a punti, aspettano solo il momento giusto in cui il motore di Alonso andrà in fumo.

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- Football team -

Liete novelle a casa Grosjean: la moglie è incinta per la terza volta. In arrivo una giovine donzella.
Per favore qualcuno dia un lavoro vero a Grosjean prima che tiri su una squadra di calcio.

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- Prospettive future -

Per tutti quelli che ancora si stavano domandando cosa intendesse fare Rosberg del suo futuro, nelle scorse settimane è stato documentato ampiamente il suo viaggio in the USA presso la sede di Facebook... ed altre mete culturali dello stesso livello. Ecco: provate ancora a smentire la mia tesi della carriera da youtuber / influencer / instagramstar. Lo aspetto solo a giocare alla play con Favij.

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- Lutti -


E' venuto a mancare nei giorni scorsi vecchio cagnolone di Mark Webber che ha dedicato un ultimo ricordo al suo amico con un brevissimo ma intenso post su twitter. Tacciano immediatamente tutti quelli che osano anche solo pensare "è solo un cane". Condoglianze sentitissime a Mark e un abbrraccio virtuale.

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- Prospettive future #2 -

Dopo le ultime prestazioni deludenti di Kvyat in Toro Rosso hanno incominciato ad aprire le candidature per il prossimo anno. Tanti giovani talenti si sono affacciati con speranze ed aspirazioni importanti. Uno pare addirittura già essere entrato nelle grazie dei suoi compagni di squadra "allargata", perchè anche i Red Bull lo hanno accolto con simpatia. Stando alla media dei piloti che ultimamente vengono arruolati dal team questo non è neanche particolarmente sotto media anagrafica.

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- Parenti serpenti -

C'è qualcosa di ancora più potente della presenza ai box Ferrari di Marchionne: il padre di Hamilton in visita al figlio! Le qualifiche del sabato ne sono state la dimostrazione e, per lui, non solo la delusione di non aver raggiunto l'agognata pole n. 68 ma una partenza dalla quarta piazza.

sabato 29 luglio 2017

I dieci fatti buffi di Silverstone 2017

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Anche Palmer ha dei fan

Il fatto ha dell'incredibile. Soprattutto perchè siamo in Inghilterra e l'inglese medio avrebbe ben altro modo per sfogare il proprio patriottismo su piloti che offrano maggiore soddisfazione. Tra l'altro, tutti fan che ci sono rimasti male per davvero quando ha spento la vettura e se ne è tornato a casa prima ancora di concludere il giro di ricognizione.

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Alo P1 in Q1

I miracoli di Silverstone. Anche se in fondo in fondo ad Alonso piace vincere facile. Le cose sono andate più o meno così: siamo in Q1, spiovicchia a sprazzi, tutti con gommine intermedie cercano di portare a casa la pagnotta, anche quando smette di piovere.. ma non ancora abbastanza o forse sì... e comunque per entrare, cambiare gomme e uscire un'altra volta non c'è abbastanza tempo... e comunque se sono tutti su intermedie una ragione ci dovrà pur essere. Invece lui rientra e quando la pista ormai è quasi del tutto asciutta, mentre chiunque altro si stava sforzando a bruciare definitivamente le gomme intermedie che indossava, eccoti lì Fernando Alonso che con gomme da asciutto, solo per una questione di principio di porta a casa il miglior tempo in pista senza il minimo sforzo. Tra l'altro del tutto inutilmente visto che ha 30 posizioni di arretramento da scontare in griglia.

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L'emancipazione di Vandoorne

Tra l'altro... ci stiamo domandando che cosa sia questo colpo di testa di Vandoorne? Una vera emancipazione vecchio stile, con il giovane, sbarbato e impunito che porta a casa giri migliori di quelli del suo compagno di squadra? Che porta a conclusione una gara in più rispetto al suo compagno di squadra? Folle! Folle! Tagliategli la testaaa!

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Button cambia mestiere ... e ha la valletta

Rientrato in patria, dopo l'espatrio americano in favor di quell'intellettuale della nuova compagna di vita, giusto in tempo per il gran premio di Silverstone, Jenson Button ha pure iniziato a vagliare ipotesi alternative di carriera. Per esempio sabato si è fatto trovare in pista per le interviste post qualifiche, ritrovando una amicizia perduta con Lewis Hamilton che non ricordavamo dai tempi del "JB ha smesso di seguirmi su twitter" - "ma veramente non l'ho mai seguito" figli di un'epoca ormai lontana e per la quale sento sempre un forte senso di nostalgia. Se da un lato Button sembrerebbe abbastanza spigliato e portato per la professione, dall'altro lato abbiamo qualcun'altro che forse ha trovato la propria vocazione: David Coulthard, uno che a questo punto della sua vita con le interviste dovrebbe pagarcisi le bollette, eppure in questo fantastico scenario sabatale si è limitato a gironzolare intorno a Button fungendo da valletto. Prima ha aiutato Hamilton a togliersi il casco, ha allungato microfoni agli ospiti, sorriso rendendosi conto di essere inquadrato e via di questo passo.

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Minimal talking

In altre parole: una parola è troppa e due sono poche. Bottas is the new Nonno Libero. Dopo aver portato in pista la stessa identica strategia studiata per Hamilton una settimana prima ed aver dimostrato che su di lui le cose riescono persino a funzionare, ha lanciato una di quelle perle che lo mettono direttamente nella classifica del Team Radio più insolenti dell'anno. "Minimal talking" ha preteso in cuffia: in altre parole "taciiii"!

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Finlandesi = Genovesi

Ha fatto il giro del mondo la fotografia che riprende Bottas e Raikkonen, al tavolo della conferenza stampa post podium, visibilmente annoiati ed infastiditi dal ritardo di Lewis Hamilton, troppo impegnato a far baldoria fuori dalla porta per partecipare agli eventi d'ufficio. Si sono sprecate le battute a sfondo "deridiamo i finlandesi": qui ci piace giocare facile. Siamo seri: io tutta questa differenza caratteriale tra un finlandese e un genovese non è che la noto. Pensiamo un attimo a tutto quello che negli ultimi anni è stato criticato a Raikkonen: la poca partecipazione emotiva ai festeggiamenti, esattamente come un genovese, siamo persone discrete, festeggiamo, siamo felici... ma non adoriamo proprio mettere in piazza le nostre emozioni. I genovesi sono anche famosi per essere spesso di umore variabile, siamo persone di poche parole: e chi è che usa sempre mezza parola in meno del necessario durante le interviste? Per non parlare del "bwoah": il nostro tipico mugugno. In questo senso capisco anche l'atteggiamento dei due seduti ai poli opposti di quel tavolo: non è che tra di loro ci sia antipatia, molto più probabilmente non sono semplicemente in confidenza. Perchè la confidenza non è una cosa che puoi dare a tutti, te la devi tenere buona per le occasioni speciali, solo per chi ne vale la pena e avendo tutti e due la stessa mentalità questo concetto gli dev'essere certamente familiare ad entrambi, senza sforzarsi a fingere rapporti amichevoli che non esistono. Intanto, voglio dire... di che diavolo saresti mai potuto finire a parlare in quell'occasione? Della fortuna sfacciata nel bucare a due giri dalla fine? Già se ne è parlato. Del tempo: fa caldo ma, soprattutto, è umido. Come stanno i tuoi figli? Bene! Tua moglie: non c'è male. Meglio tacere.

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Cars

 

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London Live

Finalmente mi è chiato il senso di questa gestione della Formula 1 molto più "socializzata". Era un concetto portato fortemente avanti da Liberty Media che, fino a ieri, non aveva alcun significato concreto che, a conti fatti, oltre alle interviste post qualifiche, non è che avessero portato molte novità. Ogni team, ogni pilota ed ogni individuo che anche lontamente ruota intorno al mondo della Formula 1 ha un proprio profilo su ogni social network sulla faccia della terra. Poi c'è Hamilton, che i social network se li mangia a colazione con il latte, ma questo è un altro discorso. Poi hanno deciso di organizzare il LondonLive, ed è stata una figata di evento, anche se credo di averne seguito solo mezzo minuto scarso. Ma solo perchè sono arrivata fuori tempo massimo. Una giornata interamente dedicata alla formula 1, al di fuori del calentario da gara, tutti i piloti a fare i giullari in favore del pubblico pagante, a sfilare, farsi vedere, firmare autografi, scendere in mezzo alla gente... una città (Londra, nel caso specifico) al completo servizio di questo spettacolo fatto di eventi, spettacoli, musica dal vivo e molto altro. Poi c'è Hamilton, che pur avendo l'evento più fantasmagorico dell'anno organizzato nella propria città natale ha deciso di non partecipare e prendersi qualche giorno di riposo. Ovviamente si è preso insulti da mezzo mondo... dallo stesso mezzo mondo che lo ha osannato come fosse dio quando domenica ha vinto tutto quello che statisticamente era possibile vincere su un solo circuito. In ogni caso casa Mercedes non si è fatta abbattere: ha mandato comunque in pista due vetture, due piloti, togliendo dalla naftalina Nico Rosberg che, fino a prova contraria, impiegherà 10 anni a sdebitarsi per il tiro mancino che ha tirato al team con il suo ritiro.

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- 9 -

Il podio più vecchio possibile

Gente ben informata e munita di calcolatrice ne è certa: quello che si è formato a Silverstone è la formazione "più anziana" di podio possibile. Mentre cerco di riportare nel modo più affidabile possibile questo statisticone a casaccio mi viene qualche dubbio: ma ne siamo certi? Perchè, a naso, se sotituisci Alonso a Bottas la media matematica si alza di brutto. O no? O forse stiamo parlando di podi che concretamente potrebbero formarsi quest'anno? Temo di aver abboccato all'ennesmo statisticone farlocco.

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- 10 -

Force IndiaS a punti

Again.

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lunedì 17 luglio 2017

Silverstone 2017 - Gara

- Kvyat is the new Maldonado -

Ho diverse teorie a riguardo. la prima riguarda Sainz e quella voglia spiccata di prendere il volo dal team. Probabilmente il team medesimo ha trovato il modo di spezzargli le gambine prima ancora che ci provi lanciandogli contro tutto quello che ha a sua disposizione e, nel caso specifico, si tratta del povero Kvyat, vittima sacrificale. 
La seconda teoria vede il povero Kvyat non solo come vittima sacrificale ma anche come piccolo combinaguai e qualcuno gli dovrebbe spiegare che questa faccenda che ne ha fatti fuori più lui in partenza che la fame ha smesso di far ridere da un pezzo.

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- Alonso -

Ha persino smesso di far ridere il fatto che la McLaren di Alonso non arriva a fine gara neanche se ci si impegna. Ma in fondo qualcuno deve avergli detto che stava molto vicino al testa a testa con Verstappen su chi ne ha portate a termine di meno e capite che perdere, in questa situazione, sarebbe una di quelle beffe clamorose. Quindi ci ha messo del suo e, senza neanche capire da che parte è passato, ad un certo punto della gara si è ritirato e arrivederci a tutti. Senza troppo clamore.

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- Ricciardo driver of the day -

Non ho realmente idea di come siano andate le votazioni ufficiali, ma quelle hanno sempre dei risultati un po' a casaccio. Dal mio punto di vista la gara di oggi ha avuto solo e solo un grandi vincitore, ben lontano purtroppo dalle prime file. Questo è Daniel Ricciardo: ma qualcuno si è reso conto dell'epica impresa di oggi? Una rimonta costante dalle retrovie, interrotta sciaguratamente al momento del cambio gomme e ripresa magnificamente un minuto dopo. Un sorpasso dopo l'altro, l'uno più meritato dell'altro, senza sconti da nessuno, senza regali improvvisi. Dalle retrovie sino alla quinta posizione. Wow!

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- Lewis Hamilton: ti piace vincere facile -

Week end trionfale per Lewis Hamilton che in casa ha trovato la forza e la concentrazione di battere anche molti record stastistici. Ed a noi piacciono tanto gli stastisticoni. Per esempio c'è la quinta pole in Silverstone, e ad oggi questo record era solo di Jim Clark. Quinta vittoria, quarta consecutiva, in testa dal primo all'ultimo giro - pole - vittoria e giro veloce... c'era altro da vincere? A quanto pare in Rai si stanno domandando se fosse il caso che iniziasse una diretta instagram mentre Jenson Button era ancora dietro ad intervistare Kimi Raikkonen ma... bwoah!
Una sola nota a margine, giusto per far la guastafeste un secondo prima di tornare a festeggiare: caro LH, ti piace vincere facile in una gara in cui tutti gli astri ti girano a favore, niente sfighe, niente guasti, niente difetti di progettazione ma qualche saetta scintillante a sfavore "degli altri", proprio "quelli là"... e tutti e due, per dire. Mica uno solo.

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- Verstappen: alla faccia di Mandelli -

Devo confessarlo: da quando sto in fissa con questo "tutti contro Mandelli" o "Mandelli contro tutti", a seconda dei punti di vista, sto iniziando a simpatizzare un po' per Verstappen. Lo so, è pazzesco. 
Quello che mi piace di Verstappen è che tenti sempre di fare la sua gara senza guardare in faccia nessuno, senza domandarsi cosa sia opportuno o cosa no, con chi abbia a che fare e qual è il bene superiore per cui lavorare. Quello che non mi piace di Verstappen è che tenti sempre di fare la sua gara senza guardare in faccia nessuno, senza domandarsi cosa sia opportuno o cosa no, con chi abbia a che fare e qual è il bene superiore per cui lavorare. Sì, insomma... questo aspetto del suo carattere prevalentemente è un pregio ma non sono certa di apprezzarlo pienamente. Oggi però veder reggere botta a Vettel, per esempio, non è stato affatto male, insomma, ho apprezzato che ci volesse mettere del suo, siamo ancora a metà campionato e se uno dei pretendenti al titolo fatica un po' di più per compiere un sorpasso non è di certo un male e lo spettacolo ne ha giovato. E non spuntino ferraristi a sostenere che c'è stata una qualche irregolarità da parte della RedBull a danno della Ferrari perchè Vettel in questo momento storico non si trova affatto nella posizione di potersi lamentare di niente e di nessuno.

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- Raikkonen: chi c'è laggiù in fondo? -

Sarà che nasco malfidata ma io, almeno per metà gara, mi sono chiesta come mai Raikkonen fosse ancora davanti a Vettel. Diavolo: questa volta hanno impiegato davvero tanto prima di mettere in piedi un bel complotto di squadra per far passare avanti il pretendente al titolo... ma non facciamo finta che questa volta il team abbia lavorato a suo favore. Per esempio: quel problemuccio alla gamba che ha incominciato ad infastidirlo a metà gara? Cioè: facciamo veramente finta di niente davanti ad un qualcosa dentro all'abitacolo che chiaramente non è (più) al suo posto?
Il problema però era il seguente: mentre Hamilton era in fuga, Raikkonen lo seguiva con un ritardo di 12 secondi, un eternità irrecuperabile, l'unica sua ragione di vita era arrivare fino in fondo, oppure ritardare abbastanza perchè Vettel, dietro di lui a 5 secondi, riuscisse pian pianino ad avvicinarlo abbastanza da sorpassarlo. Il problema però stava dietro di loro: Bottas si avvicinava sempre più famelico ed agguerrito. Se Raikkonen e Vettel si fossero avvicinati il rischio era quello di regatare a Bottas due posizioni in un colpo solo, tenendo i due ferraristi a debita distanza forse Bottas uno lo avrebbe risparmiato. Ma allora come invertire la posizione tra i due? Facendo esplodere improvvisamente una gomma a Raikkonen ed obbligandolo a rientrare ai box per sostituirla a due giri dalla fine.

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- Bottas  -

Si tenga presente che la stessa identica strategia fallita una settimana fa su Hamilton magicamente a Silverstone con Bottas ha funzionato. Mettici le condizioni della pista e le botte di fortuna della gara, però, in fondo in fondo, anche questo è un segno di merito in favore del povero Bottas. 
La situazione di partenza era la seguente: un arretramento di 5 posizoni in griglia per cambio del cambio, una regola che non capirò mai ma che mi fa sempre molto ridere, perchè io mi diverto con poco. Al via era in nona posizione: partito con la mescola più dura riesce effettivamente a ritardare la prima sosta rispetto a tutti gli altri ed a montare le gomme supersoft in tempo per vedere tutti gli altri arancare sotto il peso delle soft e superarli tutti l'uno dopo l'altro. Sarebbe potuta essere una terza posizione facile, se avesse fatto tutto con le due forze. Poi è intervenuto il fulmine karmico divino che dall'alto ha fatto fuori due ferrari in un colpo solo ed ha toccato anche la seconda piazza. Tutto grasso che cola per il pilota che da qua a Abu Dhabi giocherà a tutti un colpo gobbo alla Vettel-2010. Ciao Webber.

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- Vettel -

Partiamo da un punto di partenda imprescindibile: la gara di Vettel a Silverstone ha fatto pietà. E non c'è  nulla che riguardi da vicino quella settima piazza di chiusura finale. La schifezza vera e propria è nata sin dall'inizio, si da quando riesce a partire abbastanza male da perdere la posizione su Verstappen. Venti giri passati dietro di lui senza riuscire a superarlo e poi l'idea geniale: il metodo più figo di tutti per riprendersi quanto è di diritto. Anticipa il cambio gomme e, guardacaso, quelle stesse gomme che ha messo troppo in fretta lo abbandonano ad un giro dalla fine esplodendo malamente ed obbligandolo a rientrare per una sostanza in zona cesarinissssssimi. Scivola, in men che non si dica, dalla terza alla settima piazza probabilmente ringraziando il cielo di essere riuscito a concludere a punti. O forse, molto più probabilmente, non ha ringraziato niente e nessuno ma ha tirato giù cristi in almeno un paio di lungue, forse tre, che sono quelle con cui ha maggiore dimestichezza al momento.

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domenica 16 luglio 2017

I dieci fatti buffi di Austria 2017

Ormai in ritardo completo con la vita e le stagioni, mi presento oggi con i dieci fatti buffi austriaci... giusto per non dimenticare, perchè è bello ponderare per bene su quello che accade per non andare avanti troppo in fretta.

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- Gli outfit RedBull -

Per esempio, è cosa buona è giusta che certe cose non passino inosservate, tipo gli splendidi outfit che tutti i RedBull's men hanno sfoggiato per l'intero week end in onore dell'origine della casa madre. Due figurini! Se poi state a sentire la mia opinione, qui c'è proprio da avere una velata debolezza per il calzino al polpaccio di Verstappen, anche se mi permetto di obiettare sulla scelta delle scarpe.

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Il "momento sfiga" di Lewis Hamilton

Il campionato è lungo, le gare sono tante e di certo non è una gara storta a definire come andranno a finire le cose... anche perchè presto o tardi le cose andaranno male anche agli altri, è una questione statistica. Solo che questa fase del campionato di Hamilton mi ricorda un po' la sfiga incondizionata che ha contraddistinto l'inizio della passata stagione... che poi è quello che ha portato alla vittoria di Rosberg, capace nelle prime quattro gare del campionato a portare a casa abbastanza vantaggio da gestirlo regolarmente fino al successivo novembre. Qui non siamo più all'inizio ma un momento sfiga come questo è difficile da non riconoscere. Soprattutto davanti ad una Ferrari che, invece, incredibilmente, sembra non avere alcun cedimento e dall'inizio della stagione non ha ancora concesso il lusso ad Hamilton di passare un solo secondo da solo in cima alla classifica. Tutto questo verrà pagato a caro prezzo, ho come un presentimento.
PS: ovviamente con l'espressione "Ferrari incredibilmente priva di cenni di cedimento" mi riferisco a quella di Vettel, anche se ho smesso di credere alle mappature che devono essere necessariamente resettate a metà gara sulla vettura di Raikkonen più o meno nello stesso istante in cui ho realizzato che babbo natale non esiste.

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La gradinata arancione per Max Verstappen

Anche Max Verstappen ha dei fan. Ha molti fan. Molti fan rumorosi e geograficamente confusi perchè impegnarsi tanto per occupare un'intera gradinata per festeggiare il gran premio di casa in un paese che non è la sua vera casa, quello sì che è essere geograficamente confusi. Posso capire il rammarico per non avere un proprio gran premio in Olanda per lanciare tanti tulipani arancioni in segno di rispetto del virgulto autoctono... ma la differenza tra Austria e Olanda dovrebbe essere piuttosto marcata. 
Tra l'altro, mi domandavo l'altro giorno, ma con tutta la ressa che è stata fatta negli scorsi giorni per la maturità mancata di Donnarumma, neanche un piccolo segno di dissenso per il titolo di studio di Verstappen?

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Magnussen regge il moccolo

Con tutto quello che è stato detto, fatto e pensato nei 15 giorni che hanno preceduto il gran premio austriaco una bella conferenza stampa chiarificatrice era davvero necessaria. Mettere in mezzo i due protagonisti della vicenda, aggiungere i puntini su tutte le I del mondo e poi smetterla di parlare di questa storia, anche se io personalmente non smetterei mai. Questa vicenda mi appassionato talmente. 
Il problema sorge quanto del "mettere in mezzo" si esce dalla versione metaforica per entrare in quella testuale e ad essere messo in mezzo è Magnussen, vincitore assoluto del premio "mai una gioia 2017".

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Il "momento sfiga" di Max Verstappen

No, perchè ragionandoci bene, anche per Max Verstappen questo è chiaramente il mondo sfiga. Un po' più difficile da individuare nel suo caso, non ha abbastanza stagioni alle sue spalle per valutare un rendimento medio e, comunque, quella dell'anno scorso è stata abbastanza fortunata da giungere quasi ai picchi estremi raggiunti da Alonso durante le sue stagioni in Renault. Sì, vabbè, ora venitemi a dire che quello era solo talento e vi mangio la faccia.  
Non aver portato a casa 5 gare su 9 non mi sembra un bel record: par quasi volersi candidare ufficialmente per l'ambito trofeo "domani è un altro giorno".

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Fastest lap

Nel prendere atto del pilota che ha eseguito il giro più veloce in gara ho sempre dei sussulti del tipo "ma questo è il colmo", perchè spesso questo è eseguito dal pilota che non ti aspetti, da quello che ha avuto una gara amara nelle retrovie o da quello che non è riuscito a brillare eppure... Ovviamente questa folle gara non è stata da meno e pur davanti ad una strategia fallita della Mercedes che ha visto Hamilton arrancare fino alla quarta piazza senza poter sfiorare il podio neanche con il pensiero, incapace di raggiungere Ricciardo in tempo per combinare qualcosa di buono, ecco che sapere di aver fatto, proprio in quei giri finali, il migliori giro in pista io credo che sia un colmo. Voi pensatela un po' come vi pare.

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Force India a punti

Mi permetto di osservare come, ancora una volta, passata la frecciatina Maledetta di Mazzoni e passato il momento autolesionista in cui i due forcers se non si schiantavano tra di loro non erano felici, sono tornati a punti, contemporaneamente, nella stessa gara. Che è molto più di quanto tanti altri team possano solo sperare dall'inizio della stagione ad oggi.

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La stetta di mano della discordia

Se c'è un motivo per il quale il duello Hamilton Vettel ha tanto entusiasmato i cuori degli affezionati è il rapporto di amicizia e goliardia sempre dimostrato tra i due, anche negli anni passati... ma negli anni passati era tutto molto più semplice: i due non sono mai stati davvero in competizione e l'aver iniziato la stagione con dichiarazioni di stima reciproca ha emozionato tutti i portatori sani di memoria a breve termine. Perchè è facile ricordare come e quanti cappellini si siano lanciati Rosberg e Hamilton durante la passata stagione. Tutto è incominciato con la loro amicizia eterna proveniente direttamente dall'infanzia. Dopo il loro primo vero duello (perso da Rosberg) si sono abbracciati, dopo il secondo vero duello (perso da Hamilton) si sono stretti una mano: da lì a poche gare si sono insultati le reciproche famiglie, sino al famoso chiarimento avvenuto a bordo della piscina condominiale. Tralasciando che le vicende condominiali di Hamilton e Rosberg stanno tentando ancora una volta di prendere il sopravvento e che, a questo punto dei giochi, anch'io vorrei una piscina condominiale, siamo quindi arrivati in Austria. Siamo reduci della sportellata che Vettel ha tirato ad Hamilton e della prima vera guerra fredda tra i due ed abbiamo veramente discusso per una settimana circa il fatto che, perchè i due si stringessero la mano dopo le qualifiche è stato necessario l'intervento del buon padre di famiglia David Coulthard.

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- 9 -

Tutti contro Nongiò

Figli degli anni 90: radunatevi al mio cospetto! Chi di voi non ricorda con quel velo di nostalgia ed un filo di malinconia i pomeriggi trascorsi a guardare MTV? Tra l'altro, all'epoca, aveva dei programmi pazzeschi, era un canale prettamente musicale e sfornava personaggioni ogni giorno. Poi c'era Nongiò, in arte, nella vita Francesco Mandelli, che presentava Select. Ed anche quel programma con lo studio a scalinata verde, che forse era proprio Select, o forse no. Comunque sia ha sempre avuto la sfiga di presentare quei programmi che non mi piacevano tanto. Poi si è convertito ad soliti idioti e io seriamente, alle battute dei soliti idioti non sono mai riuscita a ridere. Vabbè, lo conosciamo tutti.
Quello che non sappiamo è che il web si è scagliato contro di lui dopo la fugace apparizione ai box ferrari in suolo austriaco. Su cosa ci facesse in Austria neanche un cenno in merito, però pare che siano poco andate giù al grande pubblico alcune delle sue dichiarazioni. No, perchè una delle cose che a quanto pare erano meno note della sua persona, è il fatto che si dichiari essere uno dei massimi esperti in materia di Formula 1. Tifa Ferrari (banalità ne abbiamo?) ma si trova in difficoltà a dover scegliere il nome di uno dei piloti attualmente in attività... dopo Alesì nessuno lo ha più convinto pienamente, ma se dovesse azzardare un nome farebbe quello di Sainz. Uno dei massimi esperti in fatto di formula 1. Non ho capito esattamente dove \ come e perchè abbia reso le dichiarazioni della discordia ma da una settimana il mondo del web inveisce contro di lui... e lui inveisce continuando a sostenere di essere uno dei massimi esperti. Anzi no, una cosa l'ho capita: le dichiarazioni le ha rese a sky e buona parte del torrone ha riguardato chi sia più forte tra Ricciardo e Verstappen. Oppure sul fatto che lui sia un tifoso non un esperto. E sulla meritocrazia in Italia. E sul diritto di dire la propria opinione. Tra l'altro la classe e l'eleganza nel pretendere di aver ragione per "aver iniziato a seguire la Formula 1 che l'utero di vostra madre doveva ancora essere fecondato"

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- 10 -

L'ultimo giro della discordia

Solo all'ultimi giro di una gara accidentata sono stati tutti sul punto di risolvere le loor situazioni. Che non si sono risolte e siamo andati avanti così ugualmente. Vettel ha passato la vita dietro a Bottas, non ha mai dato cenno seriamente di potergli fare la posizione ed andare a vincere anche se, e non capisco come mai a questo punto, Bottas non viene visto come uno di quelli che può andare a vincere. Una volta fatto fuori per sfiga o per virtù Lewis Hamilton la ferrari e Vettel in persona erano convinti che la vittoria sarebbe dovuta essere loro di diritto. E sono anche certi che "se solo la gara fosse durata un giro in più" avrebbero raggiunto l'agognato traguardo. Ideam con patate per Hamilton e Ricciardo, che sono stati l'uno dietro all'altro per l'eternità... poi Hamilton l'ha raggiunto, a sua discolpa possiamo anche dire che un tentativo di sorpasso l'ha pure fatto ma "se solo la gara fosse durata un giro in più"... no. Non è così che vanno le cose. Se la gara fosse durata un giro in più per voi lo sarebbe stato anche per l'altro, quindi non sarebbe cambiato niente. Davvero vi ha colto di sorpresa questa chiusura "anticipata"? Dico così... perchè mi pareva che il numero di giri fosse bello che definito da un pezzo.

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martedì 11 luglio 2017

Austria 2017 - Gara

- Problem solving -

Daniil Kvyat pensa al proprio prossimo: è un pilota altruista ed il mondo intero dovrebbe seriamente smetterla di additarlo come un piccolo combina guai. Daniil Kvyat non tentenna sollevando piccoli lembi del cerotto sentendo la pelle che si tende ogni millimetro sempre di più: Daniil Kvyat opta per uno strappo deciso, uno di quelli che fanno fuori il problema ancor prima che te ne possa render conto. Ed è così che la gara di Verstappen e di Alonso, i due piloti più sciagurati di questa insana stagione 2017. Vi era sfuggito lo statisticone di Verstappen? Vi siete distratti un attimo nelle ultime gare? La vostra concentrazione era diretta in direzione Vettelton nell'attesa che si prendano a schiaffi direttamente? Male, perchè a puro livello statistico vi è sfuggito che Verstappen quest'anno ha maturato un numero di ritiri addirittura superiore a quello dei due McLaren boyz.

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- Il Jump Start che non c'è -

Caccia alle streghe o caccia al fantasma. In casa Ferrari non si placano: se quindici giorni fa a Baku hanno visto una frenata di Hamilton che neanche le telemetrie sono state in grado di rilevare, questa volta è il turno del jump start: la partenza anticipata. Dopo i primi quattro replay che hanno seguito il lancio del sasso sinceramente non avevo idea di che diavolo stessero parlando tutti quanti: il mio occhio non era assolutamente in grado di percepire alcuno scatto anticipato. Poi è giunto il quinto replay ed allora mi è giunto il sospetto di non essere più completamente lucida. Alla fine è giunta la comunicazione ufficiale. Non c'è stato alcuno jump start: Bottas è partito regolarmente, con dei riflessi ammirevoli ma regolarmente. E la cosa divertente è che a confermare questa faccenda non c'era solo il mio occhio alterato nella percezione, ma anche i sensori piazzati sotto al sedere di Bottas... che avranno avuto modo di capire se c'era a non c'era infrazione... no?

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- Hamilton anticipa la sosta -

Tutto quello che avevamo capito dalle qualifiche del sabato è che in Mercedes avevano capito tutto dalla vita... perchè loro sì che la sapevano lunga. Ben consci delle posizioni di penalità che Hamilton si sarebbe beccato per il cambio del cambio (cosa che a me fa sempre molto ridere) hanno giocato d'anticipo, hanno stravolto le strategie gomme, hanno lavorato in controtendenza rispetto a tutti gli altri e ... boh. Perchè a me questa strategia è parsa un po' una ciofeca. L'idea era quella di qualificarsi in Q2 con una mescola più dura rispetto a quella di tutti gli altri in modo tale da tardare la prima sosta e beffare tutti con astuzia. Il fatto è che se uno pretende di essere il più furbo davanti a una schiera di 22 fessi, forse, in fondo in fondo, il fesso è lui che non ha colto ciò che invece è ben chiaro in tutti gli altri. Ed anche questa volta la statistica non si è smentita perchè non solo in gara non ha retto più di tutti gli altri ma ha iniziato ad avere problemi quando gli altri ancora marcavano giri veloci su giri veloci.

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- Raikkonen e i numeri a casaccio -

Si fa presto a dire che Raikkonen in pista non faccia più i numeri di un tempo... ma qua a dare i numeri son sempre più i tecnici ferrari che dal muretto hanno incominciato, anche questa volta a metà gara, come se uno non avesse già altro da fare a sparare cifre a caso, mappature impossibili urlate nelle orecchie di Raikkonen, al solo ed unico fine di mandare in pappa anche questa gara. C50! C50!

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- Sainz lap n. 47 -

Carlos Sainz ha imparato dal suo grande maestro \ fratello maggiore Fernando Alonso. Quanto gli piace sputare nel piatto in cui mangia. E' così che Sainz ha dichiarato ai quattro venti che il prossimo anno non intendere gareggiare ancora in Toro Rosso: credo che volesse essere una sorta di minaccia, qualcosa del tipo o mi promuovete in RB o me ne vado! Il solo problema della faccenda è che tanto dai piani alti della TR quanto da quelli dell RB gli hanno risposto qualcosa tipo "abbassa la cresta baby!" e lo hanno rimesso al suo posto, anche perchè qua c'è ancora un anno di contratto da onorare e, se proprio la vogliamo dire tutta, non è che dagli altri team stiano facendo carte false per averlo. 
Giusto per ribadire per bene la sua posizione in squadra, giunto il giro 47 in gara, senza incidenti di sorta e senza guasti meccanici apparenti, dal muretto gli anno intimato di rientrare ai box e ritirarsi... e lui muto.

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- Raikkonen posticipa la sosta -

Una gara dalle strategie confuse in ci ad essere ancora più confusi sono gli uomini in rosso. O forse no, perchè qui non c'è stato nessuno che volesse salvaguardare la posizione di Raikkonen, qui la sua posizione era chiaramente sacrificabile per il bene superiore. Dopo un Hamilton che anticipa come se non ci fosse un domani la sua sosta, c'è un Raikkonen che la posticipa a dismisura, finendo a cambiar gomme tra gli ultimi dello schieramento anche se, grazie a questo simpatico escamotage, finisce per essere primo dello schieramento, anche se per pochi giri. L'intento non dichiarato era quello di stare davanti a Bottas, rallentarlo, far in modo che Vettel gli si attaccasse un po' al posteriore e combattere per la causa della vittoria di Vettel come un vero eroe. La realtà dei fatti ha visto Bottas superarlo in men che non si dica, non far guadagnare a Vettel neanche un centesimo e perdere di brutto la posizione su Hamilton. Ben fatto team!

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- Bottas seconda vittoria in carriera -

Va a finire che questo si monta la testa! La prima vittoria era il contentino per essere approdato in Mercedes e per avere qualcosa da raccontare ai parenti a Natale... ma la seconda? Rischia di essere un grande successo personale. Tra l'altro, ridendo e scherzando si passa pochissimi punti di distacco da Hamilton in classifica generale: non crederà veramente che il mondiale sia ancora del tutto aperto ad ogni possibilità?
O forse intende giocarci uno di quei brutti scherzi alla Vettel 2010?
Ciao Webber, lo so che ci stai ascoltando.

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- Vandoorne alla pazza gioia -

Senza Alonso tra i piedi compie anche un sorpasso! Poi viene sanzionato per non aver rispettato le bandiere blu ed essersi macchiato dell'onta di aver ostacolato la corsa di una Ferrari.
Per la cronaca poco prima Perez ha fatto ben di peggio impedendo il doppiaggio di Bottas in una maniera leggermente più sporca... eppure nessuno ha detto niente.

domenica 9 luglio 2017

FormulaRandom

Il FormulaRandom di oggi vuole essere il post riassuntivo e conclusivo di tutto quello che sarebbe stato opportuno dire \ fare \ pensare \ lettera e testamento fino ad oggi e che non sono riuscita a fare per motivi vari a.k.a. c'ho un vita! Con il c'h. Tutto quello su cui sarebbe stato carino mettere un puntino prima di passare definitivamente al Gran Premio d'Austria. 

- Ricciardo e la performance dei cappellini -

Giunto alla vittoria dei gran premio più improbabile della stagione, Ricciardo ha colto di sorpresa il suo stesso team che nel porgergli il cappellino che avrebbe dovuto indossare sul podio hanno pensato bene di dargli quello di Verstappen, intento a leccarsi le ferite un poco più in là. Il buon Ricciardo non si è lasciato demoralizzare e di cappellini ne ha indossato non uno ma ben due.

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- il Stroll - pensiero riguardo lo Shoey -

Toccato incredibilmente il primo podio in carriera, tra lo sbigottimento e l'incredulità generale, Lance Stroll è stato vittima del più disgustoso rito di iniziazione che la Formula 1 moderna ricordi: bere dalla scarpa di Ricciardo, ormai gasatissimo alla sola idea di essersi inventato qualcosa per cui ormai chiunque fa a botte per parteciparvi. Non che Stroll paresse particolarmente divertito dall'idea di prendere parte al giochino ma... capisci... quando sei l'ultimo arrivato, di culo tra l'altro, in un gruppo dove tutti hanno il doppio della tua età non è che ci sia ancora molto spazio libero per la decisione. E Shoey sia... anche se il suo sguardo dice più di mille parole. Ma ha l'età giusta per bere, vero? Tutto questo è legale o è bullismo?

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- Il PR manager di Lewis Hamilton -

92 minuti di applausi per l'addetto stampa di Lewis Hamilton che, quest'anno, sta compiendo un lavoraccio. Dopo l'intera vicenda di Baku, ormai internazionalmente - ma non in Italia - catalogata come "la grande ca**ata di Vettel" io mi sarei aspettata scintille dalla bocca di Lewis Hamilton che, nella vita, si sà, non è che le abbia mai mandate a dire a nessuno... anche un po' troppo a volta. Invece nulla, nè a caldo nè a freddo. Nè un team radio fetente, nè un esternazione polemica una volta uscito dalla vettura che gli aveva appena fregato la possibilità di vincere la gara. Niente di niente. 
Solo un monito pacato "ci guardano i bambini". Lol! Anche se credo di essere un filo spaventata da questa indole zen del pilota il cui più grande problema al momento pare essere la carenza di nutella.
Chiudo questo pensiero con la dichiarazione resa da Daniel Ricciardo a questo proposito: "Vettel certe volte non pensa prima di agire".

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- Rosberg from the sofa -


Ora, diciamocelo un po', ma al termine di una gara che la Mercedes di Hamilton avrebbe potuto vincere se solo non si fosse sgretolata sotto le sue stesse mani, da un pilota Mercedes mi sarei aspettato un po' meno entusiasmo. Oppure no, ma solo perchè l'hashtag #Respect è già stato riciclato altrove.  
E comunque a questo punto potrebbe anche incominciare ad alzare un po' il sedere dalla poltrona, perchè ce lo ricordiamo tutti come avesse promesso di essere presente a sei o sette gare in giro per il campionato... siamo quasi a metà della stagione ed è comparso solo la volta in cui dal salotto alla pista non era necessario compiere più di 25 passi. E la metà glieli ha risparmiati l'ascensore.

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- Record dei record -

Se Baku merita si essere ricordato è per l'innata capacità del circuito di battere ogni record. E non stiamo parlando della gara più brutta della stagione... ma il numero di sorpassi in gara: ben 102!

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- JB live from Suzuka -

Per la prima volta dall'inizio della stagione ecco Jenson Button prendere la parola circa questa sporca faccenda della Formula 1. Ormai vive a millemila chilometri di distanza da tutto e da tutti e rifiuta persino quell'allegro chiacchiericcio post gara che tanti suoi illustri colleghi ci riservano sui social. Insomma, l'impressione che le gare non le guardi neanche più alla televisione. Tutto questo, ovviamente, esclude la breve ma intensa parentesi monegasca. 
Quand'è che deve prendere la parola? Proprio in occasione di Baku, dove chiunque abbia una bocca si è già trovato ad esprimere un'opinione, anche se non molto spesso particolarmente meritevole di tutela giudica. 
"Azerbaijan GP was a pleasure 2watch. Why? because adrenaline & emotions were high. What Vettel did was silly but he's been punished. Move on"

"Agree with you mate, if a driver at racing speed forces another driver off track he would get less punishment than a 10sec drive through"
Un colpo al cerchio ed uno alla botte: a posto così. Nel frattempo ricordatevi: lui è un pilota McLaren.

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- Ne bis in idem -

Qualcuno, dopo il GP di Baku, si deve essere domandato: non è che ho fatto una ca**ata? 
State tranquilli che quella persona non era Vettel però, in fin dei conti, Vettel qualcosa in questa faccenda deve pur centrare. Qualcuno deve essersi reso conto di aver sanzionato un pilota che prende a sportellate volontariamente un altro pilota con soli 10 secondi di penalità... qualcosa tipo un buffetto sulla guancia facendosi promettere che non lo farà mai più. 
Quindi l'idea geniale: perchè non aggiungiamo qualcosa? Devono sicuramente avergli fatto notare che, ormai, la gara era fatta e finita da un pezzo ed anche le bolle sul fondo della Magnum stappata sul podio erano evaporate completamente... ma niente! Riaperte le indagini in palese violazione di uno dei principi cardine di ogni ordinamento democratico. Una settimana a discutere se fosse giusto o sbagliato, a calcolare e ricalcolare quante parole del gatto sono state pronunciate ai fini dell'accertamento del dolo della condotta, a rimestare nel torbido e giudicare i gidicanti fin quando non si è deciso per un bel tarallucci&vino bipartisan. 
Gli attori più divertenti dell'intero trattino sono stati quelli convinti che dalla riapertura dell'indagine ne sarebbe scaturita una sanzioncina anche per Hamilton. Ma secondo quale principio?

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- Regali epici -