mercoledì 10 agosto 2016

I 10 fatti buffi di Germania 2016

1) La partenza di Rosberg. Dopo aver dato il meglio di sè al sabato pomeriggio, alla domenica qualcosa è mancato. E' mancato in Lui, probabilmente già abbastanza spaventato dall'essere stato scalzato dalla vetta della classifica. E' mancato nel team, che ultimamente pare un po' complottare o è una mia impressione? In ogni caso, la sorte non guarda in faccia a nessuno. Se la vettura non parte nel momento in cui dovrebbe partire non ti resta niente di meglio da fare che inseguire e sperare di prenderli. Vabbè, sarà per la prossima volta.
2) Kvyat, un pilota in difficoltà. Danil Kvyat è diventato il supereroe di quel piccolo antro complottista del web chiamato Tumblr. Il popolo del web ne è convinto: Kvyat sta sbarellando psicologicamente e mentalmente, non riesce a più a tenere un vettura in pista per tutta la durata di una gara e non competa più un giro di qualifica degno di questo nome... ma la colpa è dei grandi capi supremi RedBull\Toro Rosso, rei di tagliargli le gambe ad ogni occasione e metterlo quindi sotto pressione più del previsto. L'indiscrezione del contratto che non verrà rinnovato alla fine della stagione è solo il colpo di grazia finale. Salvate Kvyat, salvate il mondo.
3) I Team Radio di Ferny Alonso. Può essere che Fernando Alonso sia anch'egli un utente di Tumblr, magari uno di quelli che postano a ripetizione GIF di persone e\o personalità che sorridono a rallentatore, perchè anche lui ha la sua buona dose di complottismo in corpo. L'ultimo è quello della stampa che vuole metterlo in cattiva luce dando sempre particolare risalto ad un certo tipo dei suoi team radio, mica tutti, solo alcuni. Solo quelli. 
No Ferny, no cry. I tuoi team radio ti rendono il pilota che sei, tranquillo e vai per la tua strada.
Il momento team radio of the day è arrivato dopo il primo pit stop, al rientro il team gli indica di sorpassare Guttierrez, risposta sarcastica non vi preoccupate, seguito da un : "comunque riperderò la posizione al prossimo pit stop e dovrò recuperare un'altra volta"
4) I Team Radio di Raikkonen, che non vuole essere da meno. Perchè quel paio d'anni in Ferrari insieme a qualcosa dovrà pur aver portato. Anche se Raikkonen lo sappiamo, anche lui, in fatto di team radio knows what is doing. Anche in questo caso team radio epico dopo il primo pit stop più o meno di questo tenore, in uno strano linguaggio che potrebbe essere un mash up di finlandese ed inglese, "mah, avete toccato l'alettone?" risposta dal box: "sì, kimi, l'abbiamo modificato". "La prossima volta tenetevi le mani in tasca", risposta dalla vettura, anche se sono piuttosto certa che nessuno di voi sia riuscita a percepirla, tutto un complotto della Tv di stato, ma sono certa che siano quelle le parole passate per la testa di Raikkonen. Più o meno. Forse non avrebbe detto tasca, ecco.
5) RedBullS a podio. Perchè sotto sotto, queste piccole ed infide redBullS, che ora dobbiamo imparare ad odiare, dopo quello che hanno fatto a Kvyat, e dopo quello che stanno facendo alle Ferrari, hanno pure recuperato terreno. Hanno tenuto testissima alla Mercedes di Rosberg, che non è riuscito a lottare per la sopravvivenza, hanno battuto in prestazioni le Ferrari (ma questo accade dai tempi di Webber) ed hanno dato bella mostra di sè sul podio. Ricciardo bevendo champagne dalla sua scarpetta fetida, tenuta ai piedi per almeno 3 ore e bella sudazzata a dovere. ma due analisi del sangue gliele hanno fatte dopo la gara? Si è intossicato? E' ancora dei nostri? Gli è venuta almeno la salmonella? Verstappen facendo il simpatico al microfono: ragazzo, sei troppo piccolo per queste cose.
6) No good day for drivers named Felipe. Mettiamo i puntini sulle I: di Nasr non frega niente a nessuno, è irrilevante, non ha concluso la gara ma... vabbè, fa niente. Quella di Massa è stata un'epopea, una corsa contro corrente, una lotta continua contro il fato che, comunque, lo ha visto ritirarsi circa a  metà gara. Pechè è stato inutile lottare contro il destino. Però è stato bello soffrire insieme.

7) Rosberg i sorpassi estremi... e le sanzioni extra. Dopo circa metà gara passata in quarta piazza, dopo aver realizzato che anche dal box non gli sarebbe giunto alcun aiuto, magari con qualche magheggio strategico che gli avrebbe permesso di riprendersi la posizione al pit stop, ha capito che avrebbe dovuto fare tutto da solo: gambe in spalla e si è messo all'inseguimento di Verstappen, che ha raggiunto, e sorpassato. E magari anche un po' mandato fuori pista. Ma solo un po'. E poi lì  non ci sono muretti, non è pericoloso. E poi Verstappen è un ragazzino, si deve piegare al volere dei grandi e non rompere. Eppure no. I piani alti, probabilmente sotto l'inflienza di Padre Jossone, hanno dichiarato che così non va bene: shame for Nico Rosberg e 5 secondi di penalità per lui.

8) Alonso fuori dalla zona punti. Caustico Jenson Button: un secondo prima lo vedevo dagli specchietti, un secondo dopo non c'era più. Sparito. Ed in effetti andata così. Sparito nel nulla, perse le distanze dal suo compagno di squadra che lo precedeva, tampinato da quello dietro e pure doppiato da Verstappen. Poi il lampo di genio: eh, guarda Vertappen come va piano, quasi quasi lo riprende. Solo che Verstappen non ci sta: con bandiere blu in poppa lo ridoppia, mentre alle spalle di Alonso arriva Perez carico di aspettativa e pronto a fregargli anche l'ultimo punticino a disposizione in griglia. 11esimo e beffato. Bella gara.
Ah, un minuto di silenzio per la foto che quelli della Renault hanno tirato fuori dal cilindro per fare gli auguri di buon compleanno ad Alonso.
9) Toto quotes. Capisco l'autoironia e l'autocritica, però quelli della Mercedes ogni tanto mi lasciano perplessa davanti a quel sentore di ci sono o ci fanno? A questo giro è andata a meraviglia. Con i cinque secondi di penalità di Rosberg non hanno potuto fare altro che fermarlo prima del cambio gomme successivo, giusto per rendergli ancora più difficile la rimonta. Non sarebbe neanche andata tanto male se quei geniacci dopo 5 secondi di cronometro si fossero veramente lanciati sulle gomme per cambiarle con solerzia... invece che starsene in panciolle per almeno 8 secondi. 
Poi però ti arriva un Toto Wolff: "I love this sport because the stopwatch never lies.... Oh. I really XXXXXX myself there!"
10) Button in 8° piazza. Partito 12esimo, finito nono alla prima curva. Rimasto anonimamente nono fino ad un giro dalla fine dove il lampo di genio illumina il suo sguardo: Bottas è così vicino! Dai box lo rassicurano: lui è su gomme vecchie e logore. Jenson: I know what I'm doing. Infatti lo agguanta e lo supera in men che non si dica.

lunedì 8 agosto 2016

Germania 2016 - Gara

Quando alla partenza per il giro di ricognizione la vettura di Rosberg ha dato mostra di sè con una bella fumata bianca ho temuto che volesse dire qualcosa. Però nessuno se ne è preoccupato ed ho fatto finta anch'io di aver avuto allucinazioni. 
Al giro di ricognizione è andato tutto bene... il che stava quasi per dare ragione a quelli che guardavano gli asini volare invece che quello che accadeva in pista. 
Allo spegnersi dei semafori è stato chiaro che avessi ragione io. Perchè io ho sempre ragione. La vettura di Rosberg parte male, parte tardi e le RedBull hanno la meglio su di lui. Hamilton si avvantaggia. Le RedBulls si avvantaggiano. Le uniche che non ce la fanno sono le Ferrari. ma quelle non ce la fanno proprio per indole personale. 
Buona la partenza delle Mclaren che in un balzo entrano in zona punti: Button riuscirà anche a restarci fino alla fine, con tanto di sorpasso all'ultimo giro a danno di Bottas da far venire i brividi alla schiena, Alonso sarà bella mostra di sè in uno dei suoi spocchia-show in team radio, ma terminerà la gara in 11esima posizione dopo un tentativo fantasioso di sdoppiarsi da Verstappen.

sabato 30 luglio 2016

FormulaGossip - Germania 2016

La mia natura da piccola ribelle di questi ultimi tempi mi sta facendo perdere un sacco di buone occasioni per parlare di notizie succose degne di nota. Perchè ultimamente ne stanno accadendo un po' di tutti i colori. Vediamo di recuperare un po' la situazione.
Vicende contrattuali ed affini.
1) Kimi Raikkonen si è visto rinnovare miracolosamente il contratto con la Ferrari per un altro anno. Lui e tutta la trippa che si porta addosso. Il mondo si è spaccato. Perchè il mondo ha sempre una buona ragione per spaccarsi, figuriamoci. In questo caso, da un lato quelli sempre fedeli alla causa, ritengono che Raikkonen sia ancora in gamba, che sappia ancora il fatto suo e non si sia mai fatto intimorire da Vettel, per questo motivo è ancora il pilota adatto per il cavallino rampante. Poi ci sono quelli che nell'ultimo anno hanno anche visto le gare e parlano con cognizione di causa. Adoro quando sono così tranchant sulle opinioni altrui. Ci sono quelli che riconoscono che ormai Raikkonen abbia più anni del cucco e potrebbe anche voler lasciare spazio agli altri, o quelli, ancora più cattivi, che hanno coniato da tempo il verbo demotivato o svogliato e gloielo affibino ogni volta che questo passa l'intera gara ad inseguire i moscerini per poi lamentarsi della posizione in cui è arrivato. Ecco sì, tipo in tutte le gare. 
Però vediamo di non vedere solo nero. Tra le altre cose, e rimanendo in fatto di contratti ed affini, Raikkonen sfrutterà la prossima pausa estiva per convolare a giuste nozze con Mintu. Il matrimonio, a gran sorpresa, si celebrerà in Italia. 
2) Si è visto rinnovare il proprio contratto anche Nico Rosberg, alla faccia di Hamilton, che vorrebbe toglierselo dai piedi. Ed alla faccia di Alonso, che per qualche strana ragione crede ancora di avere speranza in Mercedes. Ma Alonso stia bravo per il momento, che tra un po' ne avrò anche per lui. 
3) Kvyat in bilico. A quanto pare non è solo lui a non gradire più di tanto di rimanere ancora in area Toro Rosso \ Red Bull dopo il trattamento che gli hanno riservato: il malumore è reciproco, tanto che quelli della Toro Rosso hanno già dichiarato che in ogni caso per lui non ci sarà alcun contratto entro la fine dell'anno. O si trova un'altra carrozzeria dove andare a fare danni o gli toccherà guardarsi le gare dal divano di casa.
4) Button, la faccenda è sempre più criptica. Perchè io davo ormai per assodato il suo prossimo ritiro, là dove la McLaren gli avrebbe preferito un qualcuno alla Vandoorne da affiancare al brutto muso di Fernando Alonso. Ma non è neanche questo il momento in cui parlo di Alonso, ancora un momento di attesa. Eppure, si fanno sempre più convicenti le voci che vorrebbero un suo prossimo trasferimento in Williams... o quantomeno quelle dell'interesse di Casa Williams di prenderselo per due spicci e sostituire così quella vecchia cariatide di Pippo Massa. Anche perchè per Bottas anche quest'anno non c'è stato niente da fare con la Ferrari, nessun altro punta particolarmente gli occhi su di lui e pare già rassegnato ad un altro anno nell'anonimato.
5) Dopo mesi di tentennamento la Sauber ha chiuso. Anzi, in realtà è ancora aperta perchè i protettori di Ericsson se la sono comprata, le hanno lasciato il nome Sauber, giusto per non dover ristampare la carta intestata e assicurando così un posto a tempo indeterminato ad Ericsson stesso, però è uscito di scena Peter Sauber. Che poi sarebbe l'unica ragione per sui la Sauber si chiama Sauber, ma forse queste sono mie illazioni. 
Vicende extracontrattuali e fritto misto.
1) Fernando Alonso, finalmente è giunto il suo momento, ha festeggiato proprio qui in germalia il suo 35esimo compleanno, circostanza che lascia intuire come non sia più un giovinastro neanche lui. Visto che a questa esistenza da eterni adolescenti non ci si abitua mai, è notizia di questi giorni, più o meno confermata, più o meno smenttia dagli eventi, quella della rivelazione dell'identità della sua nuova compagna. Quindi addio Lara, comunque non ti abbiamo avuto intorno per molto non sentiremo la tua mancanza, è giunto il turno di Linda Morselli, professione intellettuale, già nota al mondo per essere stata per molti anni la fidanzata di Valentino Rossi, secondo le cronace mollata tragicamente dal pilota qualche mese fa, con acquisto di vettura incorporata. Sta di fatto che, probabilmente guardando tutte e quattro le ruote della nuova Smart parcheggiata sotto casa deve aver avuto l'epifania del giorno... e così è andata.
2) Coppie che scoppiano ovunque, perchè anche Ricciardo, pronto proprio questo week end a disputare il proprio 100esimo GP in carriera, ha rotto da poco tempo con Jemma Boskovich, fidanzata storica del pilota australiano. A rivelarlo al mondo ufficialmente Lewis Hamilton sul podio ungherese... anche se chiunque frequenti Tumbler, anche senza troppa destrezza come me, ne era già a conoscenza da tempo. Non è incredibile come io non stia seriamente riuscendo a capire come funziona tumbler? Non è incredibile come le tipe che affollano Tumbler riescano a sapere cose che sfuggono al resto del mondo? Ho paura di quelle persone.  
3) In settimana si è disputata un'altra delle partite della nazionale piloti, mai stata più affollata di così. A farla da padrone pare essere stata la presenza di Mick Schumacher, che solo ora ho colto che porta lo stesso nome del padre, al quale non è ancora cresciuta la barba ma al quale, in barba a tutti quelli che lavorano davvero per ottenere qualcosa nella vita, basta portare a spasso il cognome del padre per essere incensato ed ammirato. Pare che il buon Mick questo week end sia pure a spasso per il paddock. Giusto per un giro di perlustrazione. Ed il bello è quando ti compare un qualcuno alla Max Verstappen a dire cose tipo "La strada per la F1 difficile per Mick Schumacher".
4) Venerdì pomeriggio Jenson Button è stato trasportato di corsa all'ospedale. Solo al suori ritorno la scottante verità: un corpo estraneo era entrato nell'occhio e nessuno, dico proprio nessuno, in giro per paddock, guardia medica, ed ambulanze varie erano in grado, o avevano gli stumenti giusti per rimuovere la trave. Comunque sia tutto bene quel che finisce bene: nessun danno riportato, neanche una retina graffiata, può tornare a guidare quando vuole. Ed a mangiare la torta di compleanno di Alonso. Ed a invitare mezza famiglia in pista. OMG! E' una stempiatura quella che vedo?
5) Lewis Hamilton sabato mattina è uscito dal box fregandosene allegramente del fatto che stesse arrivando qualcuno in pit lane. Ovviamente non colpa sua ma del vigile urbano che stava davanti a se, che avrebbero dovuto guardare e pensare a quello che stava facendo mentre, chiaramente, stava cercando pokemon in pitlane. In ogni caso, fosse successo a qualcun altro sarebbe stato punito con la morte, nel suo caso solo una multa. Al team.
6) A Rosberg non è importato nulla ed un'altra volta si è impegnato a dimostrare che non ha bisogno di questi trucchetti per prendere la pole. E così è stato.

venerdì 29 luglio 2016

Ungheria 2016 - Gara

Sabato, in qualifica, quelli della Mercedes hanno provato a farci credere che i rapporti tra hamilton e Rosberg fossero più distesi che mai. In realtà quello a cui abbiamo assistito è stato un Rosberg che, pur di andare a pole, si è impegnato il primo figlio maschio ed un Hamilton che, secondo i soliti ben informati, ha speso ben più di una parola con i commissari perchè quella pole di Rosberg fosse fatta fuori ex lege e gli fosse data la prima piazza di diritto. 
Domenica, in gara, quelli della Mercedes hanno provato a farci credere che non vi sia alcun ordine dall'alto a guidare come due marionette l'operato di Rosberg ed Hamilton. In realtà quello a cui abbiamo visto è stato un bisticcio composto in partenza, come a voler dimostrare che se ci si impegna è anche possibile non farsi fuori la fiancata alla prima curva ed una gara interamente in scia per quello che, dalle fasi iniziali, è andato in testa. Quindi Hamilton. Anzi. Aggiungo. Per tutto il corso della gara, a tratti, Rosberg è stato ben sotto il secondo di distanza da Hamilton, solo che non ha fatto un granchè per sorpassare. Perchè non ci sono ordini di scuderia. Per tutto il corso della gara Hamiton ha permesso che Rosberg gli arrivasse a meno di un secondo, ma non è mai parso particolarmente preoccupato, anzi, è come se glielo lasciasse fare, come se sapesse che non sarebbe stata una minaccia. Perchè non ci sono ordini di scuderia. Tutto questo è piuttosto vergognoso. Perchè c'è stato veramente un momento in cui ho creduto alle parole della Mercedes, e me ne vergogno. Un momento in cui ho creduto che avrei potuto assistere ad una bella gara tra Hamilton e Rosberg, in cui ho sperato che il risultato non fosse già definito alla seconda curva, in cui ho desiderato che non mi stessero facendo buttare via due ore della mia vita. 
Sì, per la cronaca, buttate via. In toto. 
Ma parliamo d'altro. Parliamo di chi riempie sempre il mio cuore di gioia. Ovviamente lui: sir Jenson Button, eroe dei due mondi, anche se dall'ultima fila.
Le cose in casa McLaren non erano neanche partite molto male. Durante il sabato erano riusciti entrambi a portarsi a casa una fetta di top 10, questo lo ricordiamo in molti. Soprattutto quelli della Ferrari addolorati dal fatto che non ci fossero anche due vetture rosse nei dintorni. Alonso settimo, Button fermato nel suo giro veloce dal testacoda del suo stesso compagno di squadra ed assestatosi ottavo. Anche le partenze non sono andate affatto male. Poi Button inizia ad avere dei problemi, la vettura non va, non ce la fa, rallenta, pare rassegnato a doversi fermare mentre sfila tutti gli altri e si accoccola in ultima piazza. Dai box fanno il miracolo e gli dicono al volo stai fuori! La risposta dell'inglese entrerà negli annali: Fantastic! Anche se sembrava più sarcastico che entusiasta. Comunque da annali. In quel momento alta commissione dei sapienti lo mettono sotto investigazione: si è parlato troppo via radio. Jenson ha anche tempo di mettersi a fare il sindacalista era una comunicazione di sicurezza! ma dall'alto non ci sentono. E lo puniscono con un drive trough che taglia del tutto le gambe ad un eventuale recupero e lo fa arretrare dalla sua ultima posizione ad altra ultima posizione. In ogni caso, anche questo non lo abbatte. Continua a correre una gara contro se se stesso, un intero gran premio disputato e gloriosamente contro Pippo Massa e qualche Sauber a casaccio, le uniche vetture che ancora bazzicavano nelle sue stesse zone. A 10 giri dalla fine la vettura lo abbandona del tutto ed è costretto al ritiro definitivo, senza onore e senza gloria, quando è stato l'unico ad aver allietato un po' gli animi.
No, perchè se avessimo aspettato che la Ferrari arrivasse al galoppo (del cavallino rampante, ovviamente) a salvarci dalla noia saremmo ancora lì ad aspettare.  Mentre Vettel è stato per l'intera gara sul punto del ma ora recupera, stiamo calmi! Raikkonen stava tentando di dimostrare di meritare il rinnovo. Il problema è che non c'è riuscito. Mezza gara trascorsa dietro a Verstappen nel tentativo di sorpassarlo ... ma riuscendo solo a farsi fuori mezzo muso.

sabato 23 luglio 2016

FormulaGossip - Ungheria 2016 - più o meno

Questo blog è diventato in maniera quasi allarmante lo specchio della mia esistenza sul pianeta Terra: parlo troppo, spesso dico cazzate e sono sempre in ritardo. Anche se alla fine me la cavo. Più o meno. Come in questo caso. Dove torno bella bella dopo settimane di "buca" data ai vari appuntamenti che mi sono autoimposta... e dei quali nessuno sente la mancanza, tra l'altro. Ho saltato a piè pari il formula Gossip dello scorso gran premio, certa che i quindici giorni di tempo per il successivo mi avrebbero dato modo di rimediare. osì come ho saltato l'appuntamento con i Funny Facts del circuito ed anche quello con i dieci fatti buffi della gara. Giunti i Ungheria mi pare che l'andazzo non sia molto differente, però devo ammettere che ultimamente, tutta questa faccenda della Formula 1 fa oscillare il mio umore tra il livello di noia e quello del "che cosa ci faccio ancora qua". In momenti del genere ritengo quindi che sia il caso di tacere, però o ra sono qua. Ora sono qua perchè altrimenti mi ritrovo ad urlare come una matta contro il televisore, a rispondere alle castronerie che dice Mazzoni come se potesse realmente sentirmi, a parlare con gli elettrodomestici come i vecchi. E comunque in questi 15 giorni di pausa ho anche instaurato una linea di conversazione virtuale con Stella Bruno, che poi nel mio piccolo angolo di mondo sono cose di un certo spessore, ma di questo magari parlo un'altra volta. Anche perchè devo dire cos'è che mi ha riportato da queste parti: il solito, vecchio, stantio ma comunque continuamente riproposto vittimismo made in Ferrari. Perchè guardare il gran premio dal televisore di casa, se la casa è in Italia, sia chiaro, non può comportare il dover subire passivamente la pioggia di diavolerie che ti vengono fatte saltare addosso. Perchè a commenti del tipo: "noi abbiamo alzato il piede, pare evidente che qualcun altro non lo abbia fatto" non puoi non rispondere con un "Bravi furbacchioni!!", magari facendo notare che se spendessero meno tempo a fare i maestrini avrebbero anche modo di non cannare in pieno la strategia di Raikkonen, che domani partirà dalla 6000esima posizione per non assere riuscito a fare il giro giusto al momento giusto. No, non è un gesto d'alta classe dire "se in top ten ci sono addirittura le due McLaren ci dovevano essere anche le due Ferrari", con buona pace del fatto che se Alonso partisse dalla pit lane, o non partisse affatto a me non dispiacerebbe affatto. 
Ma per capire meglio di cosa sto blaterando forse occorre fare un passo indietro. Magari può bastare farne uno fino all'inizio di queste qualifiche maledette. Maledette perchè sono durante abbastanza da darmi tempo di fare l'impasto per il pane, lasciarlo lievitare, conquistare la Jacuzia, tornare per vedere cosa ne era stato dell'impasto del pane e metterlo in forno per la cottura. E' a quel punto che, più o meno, Hamilton stava sgranando gli occhi verso il monitor con i tempi per vedere cosa diavolo stava accadendo. Mentre Mazzoni urlava cose del tipo "Solo lui ci credeva, solo lui ci ha creduto". Come se il fatto che non sia in grado di vedere un passo più in là della Ferrari sia colpa nostra. 
All'orario previsto perl'inizio delle qualifiche fuori stavano piovendo cani e gatti. Viene mandata in pista la safety car, ma pioveva troppo: inizio delle qualifiche differito. Dopo attimi infiniti, qualcuno dall'alto decide sia giunto il momento di far scendere tutti in pista, anche se stanno ancora piovendo i cani e gatti di cui sopra, ed il metro di giudizio non è chiaro a nessuno. Una volta scesi tutti in pista, effettivamente si sono resi conto che con tutti quei cani e tutti quei gatti a zonzo per la pista più che una sessione di qualifiche sembrava di stare allo zoo, quindi richiamati tutti dentro ad aspettare altri 10 minuti. Bandiere rosse. Al rientro Ericsson si spatascia contro un muro: bandiere rosse tutti dentro un'altra volta. Tempo di spazzare via con la scopetta quello che si Ericsson è rimasto attaccato al muretto, ed ecco nuovamente tutti i nostri eroi in pista un'altra volta... ma Massa finisce a muro anche lui: bandiere rosse e tutti dentro. Con il singolare effetto che il tempo passa ma nessuno riesce a fare un tempo decente. Dopo un'ora dall'inizio delle qualifiche finalmente termina la prima fase, ma non c'è niente di rilevante da rilevare. Giunti in Q2 la pista va progressivamente meglio, si asciuga ed i tempi vanno giro dopo giro a diminuire sostanzialmente. Tutti, ma proprio tutti, aspettano più tempo possibile per fare il girissimo finalissimo che permetta l'accesso in Q3... e fu lì che quelli della Ferrari hanno mancato l'ingresso di Raikkonen, facendogli di fatto concludere le qualifiche un giro prima di tutti gli altri, che gli passano davanti senza neanche fare troppa fatica. Si aggiunga che per poco non finisce fuori anche Hamilton, autore di un ultimo giro veloce disordinato che per poco non gli rovina le qualifiche. Però no, perchè quella è specialità delle Ferrari. Poi Q3. Giri su giri, con caratteristica di cui sopra: più si va avanti, meglio è. Ad un giro dalla fine delle qualifiche Hamilton è in prima piazza, Rosberg si prepara per fare giro veloce e beffarlo, ma Alonso, che dopo mille anni di carriera non riesce ancora a tenere quattro gomme in pista al momento giusto, un po' come Massa ad inizio qualifica, mica per niente erano una bella squadra quando stavano insieme, va in testa coda: banidera gialla in quella curva. Le possibilità di Rosberg parevano perse per sempre ma... no. Superata la curva con bandiere gialle è andato a bomba ed ha beffato la pole di Hamilton.
Ed è in questo punto che possiamo insierire tutto quello che disordinatamente ho detto prima. Mazzoni che urla "Solo lui ci credeva, solo lui ci ha creduto", Hamilton che sgrana gli occhi guardando i tempi sul monitor e quelli della Ferrari che accusano "noi abbiamo alzato il piede, pare evidente che qualcun altro non lo abbia fatto".
Cose da dire io in effetti ne avrei ancora un mucchio, però non ho tempo, perchè devo andare ad una cena di famiglia. E qualcuno potrà obiettarmi: alla tua età non hai davvero niente di meglio da fare che andare ad una cena di famiglia il sabato sera? Mettiamola così: a confronto rivedere due volte di seguito, senza interruzioni, lo scorso gran premio di Gran Bretagna potrebbe essere un'esperienza piacevole. 

mercoledì 13 luglio 2016

Silverstone 2016 - Gara

Non stavo affatto scherzando l’altro giorno quando ho detto che l’evento più notevole dell’intero GP di Silverstone 2016 è stata la notizia che l’ex fidanzata di Valentino Rossi ora se la faccia con Fernando Alonso.
Se la notizia è sciocca ed insignificante, figuriamoci come è messa la gara.
Se la notizia è sciocca ed insignificante è perchè Alonso negli ultimi 3 anni ha cambiato più fidanzate che paia di scarpe. E perchè nessuno aveva davvero visto trottare per il paddock Lara, la ex, tanto da affezionarcisi. E perchè nessuno aveva neanche mai visto trottare per il paddock più di tanto neanche Dasha, la ex ancora prima. In sostanza, questo sta facendo il tuor per le capitali del mondo, ed a noi non interessa molto.
Quindi eccoci al gran premio, iniziato sotto la pioggia con Vettel arretrato di cinque piazze per il cambio del cambio. No, quella era l’Austria. No, anche a Silverstone. Forse in Ferrari non hanno capito che anche se si chiama cambio non è che debba sempre essere cambiato.
Tra l’altro, in realtà, non piove neanche. Però hanno detto a quello che guida la SC di cambiarsi e scendere in pista, così non è parso educato sul più bello di rimandarlo a casa. O forse la Safety Car serviva solo a gestire la relazione interna tra Rosberg e Hamilton.
A quello che nell’ultima settimana non è stato detto tra Rosberg ed Hamilton non gli si sta più dietro. Solo che potrebbe non essere tutto vero. O quantomeno non è tutto coerente. Per esempio il fatto che i due sono ancora autorizzati a gareggiare tra di loro. Però se osano sfiorarsi finiscono a zappare la terra per direttissima. E Wehrlein si frega le mani. Oppure li multano pesantemente. Oppure gli fanno fare la fine di Alonso. Eh, no. Va bene tutto la ma fine che ha fatto Alonso non la si augura a nessuno. Quindi si sono messi l’anima in pace e hanno deciso di fare i bravi. Anche se a Silverstone l’occasione per fare i cattivi non c’è stata.
Perchè la partenza è avvenuta in regime di safety car… e questa è rimasta in pista per tanti di quei giri da far sospettare di voler andare avanti così fino alla fine. Poi Hamilton è partito, Rosberg ha tentennato, si è fatto passare da Verstappen, poi si è messo all’inseguimento di Verstappen ed è pure riuscito a prenderlo. Solo che la macchina ha dato di matto, dal box gli hanno suggerito come aggiustarla e dopo la fine della gara è stato punito e risbattuto in terza piazza. Il che ovviamente significa, come se al mondo non ce ne fossimo già resi tutti conto, che infrangere le regole conviene. Perchè senza quell’istruzione la vettura sarebbe probabilmente parcheggiata a bordo pista senza neanche un punto guadagnato. In questo modo i punti ci sono, un po’ meno del previsto, ma ancora Rosberg regge il colpo (per 1 punto) su Hamilton.
Basta, questo è tutto quello che è successo nelle prime file.
Nello stesso tempo dietro qualcuno ha tentato di superare qualcun altro, Vettel ha fatto finta di essere sul punto di recuperar qualcosa da un momento all’altro, ad un certo punto la pista è diventata oleosa e tutti, ma dico tutti, sono riusciti scivolare nello stesso identico punto, per poi non finire a muro perchè sarebbe stato troppo divertente. E ad un certo punto la gara è finita. Stop.

giovedì 7 luglio 2016

I 10 fatti buffi di Austria 2016

1. Happy Birthday to Seb Vet. Domenica scorsa, tra le varie ricorrenze, si festeggiava anche il 29esimo compleanno di Sebastian Vettel. Classe 1987, che bell’annata. Anche se io comunque me li porto meglio. Per festeggiare in grande stile, prima di ogni altra cosa, gli sono state regalate cinque posizioni di arretramento in griglia di partenza. Perchè cinque posizioni non le si negano a nessuno. Partire dalla nona piazza non lo spaventava affatto, dichiarava lui sabato pomeriggio. Tra l’altro sabato pomeriggio invitava anche chi gli voleva regalare una maglia dell’italia a tenersela per asciugarsi le lacrime dopo la partita. Domenica pomeriggio, tuttavia, tutti i nodi sono giunti al pettine: quella maglia, dopo essere stata ampiamente utilizzata per asciugarsi le lacrime dopo la partita più lunga ed estenuante del mondo (dicono) è stata rispedita al mittente, perchè anche Vettel qualche lacrimuccia da piangersi l’ha avuta. 
Giunto circa a metà gara, miracolosamente in prima piazza, ma solo per uno strano succedersi dei pit stop, mica perchè fosse una situazione stabile, un pneumatico lo abbandona improvvisamente. La vettura rimbalza da un lato all’altro della pista. Nico Rosberg si fa la doccia con la carcassa della gomma svolazzante, Wehlein per poco non lo prende in pieno di rimbalzo. Poi si è messo a correre, per sfuggire dalla presa di Stella Bruno. Anche se è chiaro a tutti che Stella Bruno al momento abbia occhi solo per Ricciardo
2. Tutte le penalità di Nico Rosberg. Anche la domenica di Nico Rosberg non è affatto iniziata e finita nel migliore dei modi. Anche lui deve sicuramente aver festeggiato troppo la notte precedente, ritenedosi invincibile, però una partenza dalla sesta piazza, quando c’è di mezzo un titolo mondiale, non la si augura a nessuno. Il recuperone pareva anche essere andato alla grande, tanto che con la magia dei pit stop a metà gara è riuscito a piazzarsi davanti al suo compagno di squadra, lasciando indietro ferrari ed altri contendenti vari. 
Il problema è arrivato dopo la doccia di detriti di Vettel… ed a due giri dalla conclusione, quando il distacco da Hamilton è diventato minimo. Al penultimo è stato salvato da un giro di doppiaggi in sequenza che, di fatto, gli ha tenute occupate tutte le zone buone per il sorpasso. Al penultimo la sorte non gli ha giocato altrettanto bene. Hamilton gli si è avvicinato ed ha tentato il sorpasso. Nessuno dei due ha voluto cedere neanche un millimetro, e fu così che vennero al contatto. Due volte. Niente di meno. Dopo aver sostenuto per mezza giornata che fosse tutta colpa di Hamilton, reo di aver sbattuto fuori pista (ancora una volta!!) Rosberg, vengo a scoprire che dai piani alti hanno ritenuto l’intero comportamento di Nico completamente errato: il che forse mi conferma che avevo ragione. Doppia penalità per lui, 10 secondi di penalità (che non cambiano nulla) sul tempo di arrivo e due punti dalla patente per aver continuato a girare con la vettura danneggiata. Insomma, non gliene è andata bene una. 
3. La terza piazza di Jenson Button. Tra gli amanti degli statisticoni andrebbe ricercato il dato: da quante gare Jenson Button non partiva così avanti? Dasi ad un passo dalla vetta. Che poi è un peccato, perchè là dietro almeno c’è una bella vista… lì davanti si è risolto tutto ad un primo piano del fondoschiena di Hamilton… che poi, viste le attitudini fotografiche di Hamilton basterebbe aprire il suo profilo instagram per vedergli il fondoschiena. 
Che la situazione non avrebbe potuto reggere inalterata a lungo era evidente, ma vogliamo parlare della soddisfazione di aver girato per almeno 10 giri in seconda piazza? Poi basta. Va bene così. Un piccolo salto nel passato, poi largo ai giovani. Largo ai giovani. Lo so che in quel momento a superarlo è stato Raikkonen, non di certo un giovane, lui lo possiamo incasellare semplicemente nel “largo”. I giovani li lasciamo per dopo. Anche perchè alla fine della fiera Raikkonen si è fatto fregare proprio da Verstappen, il giovane. In ogni caso, qua si stava parlando di Button. Per un solo istante si è avuta l’impressione che potesse concludere la gara in quinta posizione, quintolo per un giorno, faccenda che avrebbe decisamente mandato il suo compagno di squadra al manicomio. Ma forse era pretendere troppo, lo strapotere RedBull gli ha giocato una piccola beffa sul finire, relegandolo in sesta posizione. Della quale sono stati tutti immensamente felici. Il che è imbarazzante. 
4. Raikkonen e la matematica, che non è un’opinione. Tra i due litiganti (HAM e ROS) quello che maggiormente ha goduto è stato Raikkonen che, a mezzo giro dalla fine della gara si è pure ritrovato sul podio a bere champagne. Il che non è da tutti. Soprattutto non è per quelli che non hanno capito come è potuto accadere. In ogni caso, ora le cose stanno ad un punto di svolta, perchè mentre tutti leggono numeri, fanno statistiche, elaborano grafici e si danno all’ippica nel tentativo di capirci qualcosa, lui ha davanti a sè un semplice dato numerico: lo stesso numero di punti iridati di Seb Vettel. Quello che avrebbe dovuto risollevare la baracca. Nostro signore salvatore. Mentre lui dovrebbe essere il panzone svogliato, messo lì solo per fungere da joker.
5. La gastrite di Fernando Alonso. Se c’è una cosa che Fernando Alonso non ha mai potuto tollerare sono le sconfitte. Ancor meno delle sconfitte tollera i compagni squadra che vanno meglio di lui. Mica per niente il miglior compagni di squadra con cui si sia mai trovato è probabilmente Fisichella. Già l’anno scorso il totale numerico ha portato JB ad avere più punti iridati di lui… ma lì c’era da giocarsi la carta del fulmine che lo ha colpito sulla via di Montmelò. Ed in ogni caso in due hanno, sì e no, portato a casa poche briciole, non è che ci fosse molto per cui dispiacersi. Quest’anno ha iniziato il mondiale facendo il gradasso, la quinta piazza di Montecarlo gli ha fatto credere che fosse tutto come un tempo… ed infatti è tornato a proclamarsi il miglior pilota degli ultimi 150 anni. In realtà le cose non andavano così bene come un tempo. Per tre volte di fila è riuscito a partire in top ten, ma non sempre questo gli ha permesso di portarsi a casa dei punti. Questo week end è stato chiaro agli occhi di tutti l’escalation di bile circolante nel suo organismo. Più le cose, miracolosamente, per JB andavano bene, peggio le vie biliari reagivano. Prima di tutto con l’uscita in Q2 in fase di qualifiche, mentre JB trottava allegramente verso la Q3. Venne poi la partenza tanto dignitosa (sì sì, tutto culo) mentre lui si arrendeva in 14 piazza. Giunse infine l’ooportunita di reggere l’andamento della gara in maniera soddisfacente. Non si fanno miracoli, ma ad Hulk, partito secondo è andata decisamente peggio. Dopo aver trascorso 3\4 di gara a rantolare spinto dal vento e dalle correnti tra la 14° e la 12° piazza, giunse l’urlo di dolore. E si è ritirato. Perchè a questo giro glielo hanno lasciato fare.
6. Malumori in Mercedes. Incomincio a sospettare che tutto quel clima di Respect che si respirava in Mercedes sia andato al vento da un pezzo. Davanti all’ennesimo colpo di testa dei due rampolli, pronti a battersi sino allo stremo e senza esclusione di colpi, urge la necessità che dai piani alti prendano delle decisioni. Perchè per un po’ è stato divertente. Poi basta. Vada che quest’anno non si sta neanche correndo il rischio che la Ferrari possa, lontanamente, solo ambire al titolo, ma le basi per uno strike definitivo (vedi HAM - ALO 2007) ci sono tutte. C’è anche Raikkonen lì dietro in coda ad attendere che gli altri si facciano male da soli. La domanda è la seguente, pur volendo arrivare alla fine di questa stagione, vada come vada, tamponando le ferite come possibile, in Mercedes vorranno veramente portare nuovamente in scena questo teatrino anche per il 2017? Hamilton ha un contratto firmato, Rosberg no, ma in questo ambito lo sappiamo tutti che i contratti non contano poi molto. Tranne quando Van Der Garde decide di metterci di mezzo gli avvocati. A chi rinunciare? O tutto sommato, tutta questa situazione porta abbastanza attenzione (e soldi) da andare benissimo così in ogni caso? 
7. Griglia di partenza fantasiosa. Adoro le griglie di partenza fantasiose e, sì, lo confesso, sarei una sostenitrice della griglia di partenza invertita. Ditemi se non è fantasioso voler mettere in fila (oggi, 2016) Hamilton, Hulkenberg, Button e Raikkonen. Con Vettel in quinta fila solo, perchè Massa è partito dai box, senza che nessuno abbia fatto avanzare tutti gli altri. E la manor in 12esima piazza. Anche questo è un colpaccio.
8. 10° piazza Manor. Se partire in 12esima piazza è stato un colpaccio (al cuore, di Alonso, solo 14esimo, e solo perchè Sainz e Perez sono venuti a mancare prematuramente), terminare decimo e a punti è stato molto ma molto meglio. Per la Manor, che forse può ambire a vedere dei soldi quest’anno. E per Wehrlein, messo lì ad imparare il mestiere dai Mercedes boyz, ed ottenere risultati proprio nel momento in cui i Mercedes boyz si stanno prendendo a schiaffi e rendendo l’aria irrespirabile. 
9. Air Racing un po’ meno United.  Già una settimana fa avevo iniziato a sostenere che sugli #airracingunited stesse incominciando ad operare una anomala selezione naturale. Ora però si scoprono anche i sotogruppi: Gutierrez e Massa hanno volato per i fatti loro, degli altri praticamente non v'è certezza. Questa faccenda mi appassiona più di Beautiful.
10. Le tute RedBull. Una foto vale più di mille parole. E grazie a questo podio l’immagine rimarrà negli annali. 

mercoledì 6 luglio 2016

Austria 2016 - Gara

Adoro le griglie di partenza fantasiose. E quella austriaca era una griglia di partenza davvero molto fantasiosa. Nell’ordine, pole position per Lewis Hamilton, affiancato da Nico Hulkenberg, seguito immediatamente da Jenson Button. Erano anni che Lewis Hamilton e Jenson Button non partivano più o meno vicini, più o meno insieme, in testa alla griglia di partenza. Erano anni che Hulkenberg non partiva in prima fila. Ecco, in sintesi come ci siamo arrivati.
Sabato mattina Rosberg frantuma le sospensioni, per le qualifiche è costretto ad un cambio del cambio all’ultimo istante, che gli costerà pure un arretramento in griglia. Al momento dell’inizio della Q1 tutti scendono in pista tranne lui… ed in effetti l’arretramento potrebbe essere il minore dei suoi problemi se i meccanici non ci danno una botta. Botta (di culo) arrivata. Sugli spalti, nel frattempo, c’è il club dei tifosi di Ericsson, giunti dalla Svezia per celebrarlo. Chissà poi perchè. Kvyat si spiaccica contro un muro ad 1.44 dal termine della Q1 e bandiere rosse in pista. Si tratta del terzo fattaccio brutto delle sospensioni posteriori, vittime del cordolo killer. Il secondo era Perez poco prima. Nulla di veramente rilevante.
Al rientro in pista Sainz manda in pappa la power unit, sventolate immediatamente le bandiere gialle che, di fatto, salvano Alonso (16°) dall’oblio. Nessuno può migliorare la propria prestazione, salvo arriva in Q2… dove, in ogni caso, nessuno lo salva dall’ultima posizione disponibile. Per l’occasione la 14esima. La regia internazionale ci mostra un replay del suo disappunto. Strano, pensavo che il 14 fosse il suo numero preferito.
Nello stesso tempo, Button 10°, entra in Q3, e son già festeggiamenti. Fuori inizia a piovere, Wehrlein su Manor si colloca 12esimo (meglio di Alonso, vorrei aggiungere e\o infierire), Ricciardo si beve uno strano intruglio dal colore insalubre e Mazzoni farnetica qualcosa sulla strategia gomme delle Ferrari e sul come sia meglio una terza piazza Ferrari ad una prima Mercedes.
In Q3 la pioggia si è resa protagonista assoluta. Un po’ ha piovuto, un po’ no, oppure sì, tutti in pista con le intermedie, oppure no, oppure con le full wet, ma non era vero. In sostanza, con tutti questi colori, abbiamo preso tutti un abbaglio. Tutti sono scesi in pista e hanno incominciato a girare. Più si girava, in migliori condizioni stava la pista, migliori prestazioni offrivano le gomme. Dopo 10 minuti qualcuno ha posto un freno a questo delirio e Jenson Button si è ritrovato quinto. Quintolo per un giorno. Quintolo senza saperlo. Con grandissimo attacco di bile di Fernando Alonso che, negli stessi attimi, si stava seriamente rendendo conto che davanti a Button c’era un Rosberg (2°) che sarebbe arretrato. Un Vettel, che sarebbe arretrato anche lui per il cambio del cambio. Ed un Hulkemberg, sotto investigazione per aver combinato qualche bricconata qua e là. Una McLaren non è mai stata più vicina di così alla prima fila negli ultimi 3 anni. E quella McLaren non era neanche guidata da Alonso. Alla fine della fiera Hulkenberg non è stato sanzionato per la propria bricconata, e la gastite di Fernando si è fermata alla terza piazza.
E’ così che siamo partiti domenica pomeriggio. Con Hulk che chiaramente non ha ancora capito bene come si fanno le partenze, tanto che si è fatto da parte ed ha lasciato lavorare gli altri. Button, dall’alto della sua massima esperienza (là dove “esperienza” deve essere letta con l’accezione usata da Mazzoni) si è infilato in seconda piazza ed ha retto Raikkonen (l’altro espertone) dietro di sè per 10 giri. Non che sia tutto merito della McLaren. Quella certa pesantezza addominale della Ferrari ha contribuito parecchio. Poi è iniziato a piovere, ma forse no, forse sì ma non tanto da montare le intermedie, allora le gomme da asciutto non hanno più senso, ma questa è solo una mia riflessione. Poi a Vettel esplode una gomma, lui rimbalza un po’ in giro per la pista, Rosberg, in quel momento magicamente in testa, si fa una doccia di detriti e Safety Car in pista. La vettura di Rosberg in quel momento non è più esattamente la stessa di prima, lo si vede da lontano. Ma anche Hamilton pare ringalluzzito. 
In ogni caso, fino a mezzo giro dalla conclusione della gara Rosberg stava riuscendo a tenere la testa della gara. Hamilton era tuttavia molto molto molto vicino e Niki Lauda, inquadrato di straforo, stava preparando per l’occorrenza il suo miglior “ORA LI LICENZIO!” della domenica. Ed in effetti, il caro Niki, la sa lunga: gli è bastato pochissimo per poterlo sfoggiare in tutto il suo splendore, mentre Toto Wolff sfondava a cazzotti il monitor che aveva davanti, fingendo, giusto per non cadere nel penale, che fosse la testa dei due in pista. Hamilton e Rosberg vanno al contatto, Hamilton colpisce Rosberg almeno due volte nel giro di due curve, Rosberg perde la vetta della gara e per poco non perde l’intera vettura prima di atterrare davanti alla bandiera a scacchi in quarta posizione. Con grandissimo rammarico di Raikkonen, costretto così a salire sul podio ed a perdersi in tutte quelle manfrine cerimoniose. In tutto questo c’è Verstappen secondo, ma non chiedetemi da che parte sia uscito perchè credo di essermi addormentata a metà gara.

martedì 5 luglio 2016

FormulaGossip - Austria 2016

Notizie succose delle due settimane che hanno preceduto il GP d’Austria
1. Jenson Button, alla veneranda età di “molto esperto” è ancora incerto per il proprio futuro. Anche perchè è la quarta volta che la famiglia gli organizza la festa di pensionamento ed ogni volta è tutto da rifare. Nel frattempo la moglie si è licenziata, ancora non sono chiare le intenzioni di quell’intellettuale che ora si ritrova al suo fianco. In ogni caso il gossip sembra essere decisamente più succoso del previsto, perchè ora vi è anche un offerente: la Williams. Pronta a sostituire Pippo Massa con un altra pippa. O forse quale riserva di quel pilota in fuga che non è altro di Bottas.
2. Nel frattempo la McLaren ha trovato un nuovo sponsor: Michael Kors, quello delle borse che ti obbliga a fare la coda fuori all’outlet. Arriviamo ad un accordo, io, nonostante tutto, #believeinMcLaren e loro mi regalano una borsa, ok? Interessante il servizio fotografico fatto ai due piloti: prima di tutto perchè non si capisce bene che cosa abbiano i capelli di Alonso… sbagliato tinta? ma anche perchè nell’unica foto in cui i due piloti sono affiancati stranamente non si vedono i piedi. Peccato, avrei tanto voluto sapere quale prodezza è stata messa in atto perchè Alonso sia alla stessa altezza di Button. Gradino sotto ai piedi?
3. Quindi sono tutti volati a Goodwood per autocelebrarsi un pochino. A salire la collina e dare sfoggio della propria persona al festival della velocità (la traduzione è giusta o sono andata un po’ troppo sul letterale?). Tutti tranne Alonso, ovviamente. Tanto che la McLaren ha dovuto sfoggiare Jenson Button e Vandoorne quale proprio corpo piloti. Giusto perchè anche lui #believeinMcLaren. E sono certa che gli abbiano anche regalato una borsa. Non c’è giustizia a questo mondo.
4. Probabilmente Alonso era ancora troppo impegnato ad insultare Hamilton e prendere posizione sulla questione bakuniana. Là dove Hamilton ha trascorso metà gara a pigiare tutti i tastini del suo volante nell’attesa di trovare la giusta configurazione, Alonso davanti alle lamentele dell’inglese per l’insostenibilità della situazione, riesce a bacchettarlo “pensi a passare più tempo con i suoi ingegneri”
5. Rimanendo in tema di contratti, Nico Rosberg non ha ancora visto prolungare il proprio. Però si dice ottimista, vuole rimanere in Mercedes ancora per un sacco di anni.
6. Jolyon Palmer è sicuro di poter dimostrare quello che vale anche in una vettura scarsa come quella che ha sotto al sedere contro Magnussen. Bah. Tutta sta gente ottimista non la capisco.
7. Jenson Button ha lottato contro il sistema, invendo contro la stampa che gli mette in bocca parole che non ha detto. Ciò che gli ha fatto girare maggiormente l’animo è l’espressione 'Formula Desperate’ che avrebbe utilizzato parlando della gioventù in Formula 1. “Some journalists do not deserve to be journalists if they take So many comments out of context or even change the words around to suit there article” (aka “molti giornalisti non meriterebbero eanche di essere giornalisti se estrapolano molti commenti dal loro contesto o cambiano l’ordine delle parole per montare un articolo”). Parole forti alle quali Verstappen, sentendosi chiamare in causa, ha dovuto rispondere: non ti preoccupare, tutto ok!
8. Ricciardo è stato confermato fino al 2018 in Red Bull. Ma era già ufficiale la scorsa settimana, quindi non capisco il senso della notizia. D’altro canto, anche Verstappen parrebbe avere un futuro assicurato in squadra, anche se fingono tutti di volerlo tenere ancora un po’ sulla graticola per mettere alla prova le sue abilità. Vista la ghiotta occasione Massa Jr credo stia seriamente meditando di battere Verstappino in gioventù.

domenica 26 giugno 2016

I dieci fatti buffi di Baku 2016

1) Rosberg e la partenza in regola. Dopo l'exploit di inizio campionato, le cose a Nico Rosberg non sembravano andare più così bene. Da un lato Hamilton tornato in forma smagliante, dall'altro la fortuna che pareva avergli sbarrato ogni via. Per non parlare del fatto che Hamilton l'ha preso col mirino e non gliene ha risparmiata una. C'è stato il famoso colpo del gran premio mai disputato di Spagna. Quello non vinto da Verstappen, per intenderci. C'è stato il Gran Premio di Monaco dove è stato gentilmente invitato a farsi un po' più in là dal compagno di squadra. Infine c'è stato il Canada, dove semplicemente Vettel ha avuto la meglio su tutti... e lui ha avuto la peggio pure su Verstappen, il che mi pare già di per sè umiliante. Poi finalmente arriva Baku, nessuno ha chiaro che cosa sia necessario aspettarsi da questo circuito... ma se chi ben comincia è a metà dell'opera, quantomeno è riuscito a non farsi prendere in pieno da un caterpillar di passaggio.
2) Quella deludente mancanza di incidenti. Saranno sei mesi che i media seguono con spasmodico entusiasmo il rifacimento delle strade d'in su la vetta della torre antica. Erano sei mesi che ci stavamo lamentando tutti sulla mancanza di vie di fuga, strade strette e cunicoli improvvisati, alzando il dito contro lo strapotere dei soliti noti che, per vil denaro, non guardano in faccia nessuno. Però non era vero niente. Le vie di fuga erano grandi come campi da calcio, buona parte del circuito aveva quasi una largezza maggiore di quella di molti altri circuiti nati e cresciuti per essere circuiti... e non strade cittadine. L'unica curva "delicata" alla fine non ha mietuto vittime. Per niente. Una gara intera in attesa dell'ingresso della Safety Car... aspettative negate. Aspettative bruciate.
3) Hamilton fa da sè e fa per tre. DIY, ovvero: do it yourself. Che poi è quello che è successo ad Hamilton in gara. Lui nega, ovviamente, ma non potrebbe essere diversamente. Se avesse combinato un casino gli avrebbero puntato tutti il dito contro, gli è andata bene, ma non benissimo, quindi meglio tacere e rimanere nell'ombra. In sostanza: la vettura perde potenza, dal muretto non gli possono dire che cosa deve tocchignare in quel sistema di leve e bottoni che ha davanti a sè, e dopo discussione in radio e conseguente critica ad un regolamento farraginoso, decide di rimediare da solo ai problemi tecnici. Il uretto è contrario e lui non è mai d0accordo con il muretto. Tutto torna. Dopo un po' magicamente la vettura torna in piena potenzialità. Peccato che sia troppo tardi per sfruttarla.

4) Il ritiro di Alonso. Ancora avevamo nelle orecchio il grido d'aiuto canadese, con il quale Fernando chiedeva il ritiro dopo essersi reso conto che pure la Manor andavano meglio di lui. A questo giro l'onta è divenuta insopportabile. E lo hanno fatto fermare. 
5) 5 secondi per Raikkonen, posson bastare. Dopo aver combinato non si sa bene che cosa Raikkonen viene sanzionato con 5 secondi di penalità da scontarsi a fine gara nel caso in cui non fosse stata sua intenzione fermarsi per un altro pit stop. Ed in effetti non è stata sua intenzione. Metà gara trasconsa con la finta illusione di riuscire ad ottenere, prima o poi, non si è spiegato come, cinque secondi di vantaggio su Perez. Peccato che alla fine Perez, che di fatto sarebbe già salito sul podio, lo ha pure voluto superare, a pochissimi giri dalla fine. Vabbeè, facciamo che i cinque secondi di vantaggio li tengo con quello dopo?
6) Il sorpasso maleducato di Button ai danni di Alonso. Partito dalla penultima fila dopo aver cannato le qulifiche, quasi peggio di un sabato qualsiasi del 2015, in realtà si è dato da fare e si è messo subito in rimonta. Partenza decente, subito all'inseguimento di quelli davanti a se. Alla fine non si aggiudicherà neanche mezzo punticino iridato, 11° e gabbato dalla sorte. Ma quell'istante di profondissima goduria nell'inseguire il proprio compagno di squadra, raggiungerlo e superarlo, ce la vogliamo mettere? Certo, dopo un po' questo, pur di non dare soddisfazione, fingerà di essere malato e concluderà la gara in anticipo. Però son soddisfazioni.
7) Il nuovo podio di Perez. Ridendo e scherzando, qui, Perez ci sta prendendo la mano. Ed il fatto che abbia già il doppio dei punti del suo compagno di squadra rende la faccenda, per l'altro, piuttosto imbarazzante. Anche perchè l'altro dovrebbe essere il vincitore (a questo punto) della penultima 24 ore di Le Mans. Dovrebbe essere quello per il quale un paio d'anni fa tutti facevano carte false pur di aggiudicarselo. Poi Domenicali gli ha negato l'accesso in Ferrari con un SMS e tutta quella triste vicenda che è seguita con l'antirivieni dalla Force India. 
8) Raikkonen aggredito dal sacchetto volante. Non esiste più un gran premio durante il quale Raikkonen non tiri giù cristi e madonne per i motivi più vari. Questa settimana, tra le altre, l'aggressione da parte di un sacchetto blu, volante liberamente in giro per la pista e andatosi ad impigliare, tra le tante, proprio sulla sua vettura. La ragione per cui bestemmiare come un turco, come se fosse colpa di qualcuno, a me sfugge, però sorridiamo tutti certi che sia una simpatica caratteristica del personaggio.
9) Drivers parade. Qualche giorno fa, commentavo ironicamente sulla drivers parade (troppo stanca e troppo pigra per trovare la giusta traduzione) di Montecarlo. Pioveva e non c'era uno che non avesse giacca, cappuccio, ombrello aperto... insomma, posto che negli stessi istanti su un altro canale stava andando in onda il giro d'italia, un paio di riflessioni sulla sportività, sul senso di tutto quello che stiamo a vedere e sul perchè lo facciamo, viene fuori in automatico. Erano i giorni in cui quello che stava andando di brutto a vincere, alla penultima tappa del giro (un po' come a dire alla penultima gara) rotola per terra. Rotola e sanguina ma risale in bici e arriva comunque al traguardo. Nulla che possa impedire a quello che poco prima del ruzzolone era solo il secondo classificato e destinato rimanerlo, di prendere il suo posto e vincere il Giro, in un tripudio di magliette colorate. Il mondo intero si stava commovendo per la stretta di mano tra i genitori del ruzzolato al suolo e il vincitore... mentre Vettel indossava le babbucce per non bagnarsi i piedini.
Qua però andiamo addirittura oltre. Tralasciamo solo per un istante tutta quella faccenda per cui se tanto tanto due piloti stanno puntando allo stesso titolo, nello stesso anno, magari con la stessa vettura, devono per forza finire ad odiarsi da qua all'eternità. Vedi Hamilton e Rosberg. Vedi Hamilton e Alonso. Poi però Alonso ha smesso di contare qualcosa e sono tornati amici. Vedi Alain Prost ed Ayrton Senna. Poi però Senna è morto. Tutto questo è entrato quasi nel locale folklore. A Baku, pur avendo la pioggia a ere geologiche di distanza, Hamilton è riuscito ad andare alla dirvers parade con l'ombrello. Per non scaldarsi la cocuzza. 
10) Air racing united: sta operando una selezione darwiniana? E' una mia impressione o sono sempre meno? Saranno anche united ma questo aereo assomiglia sempre più Nigger Island. Un minuto di silenzio in memoria della cuffie di Nico Rosberg, finalmente riposte nella borsa, perchè nessuno veramente lo sopportava più mentre smarkettava con tanta discrezione. Il signor Bose non sarà affatto felice. Noi si. Un saluto a Kvyat, credo al suo esordio tra i nostri eroi. Ed un saluto anche alla coppa di Baku, con tanta malvagità fatta passare sotto al naso di chi non può che aspirare alla coppa del nonno. E nessuno ne restò. 

sabato 25 giugno 2016

TAG: Get to know Formula-1 fan! - Part III -

Part I  •  Part II
  • 19. Your opinion on female drivers/the idea of female racing series? 
La mia opinione sulle donne pilota non può che distaccarsi molto dall'idea che ho sulle donne che fanno il medico di professione, o l'avvocato, o il magistrato, o l'ingegnere... per non parlare delle donne che per mestiere zappano la terra o tirano su muri. Il mondo, il mondo intero, senza distinzione tra america, italia, europa del nord o cina, il mondo intero, nella sua media globale, sta messa ancora ai tempi del Klondike. Perchè si fa presto a "colpevolizzare" l'Italia per essere ancora così tradizionalista \ cattolica - bigotta \ arretrata e chi più ne ha più ne metta. Negli avanzatissimi Stati Uniti d'America c'è gente che ride alla sola idea che una donna possa diventare Presidente. E tutto questo discorso non lo allargo a tutte quelle culture che alle donne fanno mettere sacchi in testa, veli vari o, chi più semplicemente, impedisce loro di circolare da sole per strada o di avere il diritto di esprimere un'opinione. Il grande e potente mondo della Formula 1, di carattere internazionale, non è altro che l'espressione di tutto questo sistema. Non è che donne pilota non possano esistere, esistono, anche se Susy Wolff per essere conosciuta dai più si è dovuta sposare Toto Wolff, solo che non troveranno molto presto abbastanza spazio. Non è la Formula 1 ad essere marcia, è il mondo vero ad essere così. Perchè non venitemi a dire che vi interessa il calcio femminile quanto seguite il calcio maschile. Non ditemi che non date per scontato che la babysitter di vostro figlio sia una donna. Che quando telefonate al vostro medico se a rispondere è una voce femminile, quella sia la segretaria. E via di seguito. 
Da donna e da donna che lavora, non posso che essere a favore dell'ingresso di abbastanza sale nelle zucche del mio prossimo da comprendere che quello che io dico e faccio ha esattamente la stessa rilevanza di quello che dice e fa un mio collega. Può essere una cosa molto stupida, ma non lo è per il solo fatto che a dirla sia io. Può essere una grandissima cantonata ma lo sarebbe anche se a dirlo fosse un uomo. O magari, potrebbe anche essere, che io dica o faccia una cosa buona, e per questo mi si dovrebbe rendere merito... non decidere comunque, nel dubbio, di preferire per la cosa detta o fatta dal mio collega uomo. I team dovrebbero mettere sullo stesso piano le tecniche di guida di una donna come prendono in considerazione quelle di un uomo. Gli sponsor dovrebbero voler investire su una donna così come investono su un uomo. Non ci posso credere che non esista donna al mondo che non guidi meglio di un Ericsson a preso a casaccio dall'ultima fila, solo che su di lui gli sponsor cacciano i soldoni e i team non possono che preferirlo.
E comunque donna al volante pericolo costante.
Scherzavo.
Mica tanto, io guido veramente male. 
  • 20. What do you think about your F1 commentator(s)?
Se io mi recassi sul mio posto di lavoro con la stessa voglia di fare credo che sarei già finita in mezzo ad una strada da un pezzo. No, non scherzo.
  • 21. Your favourite F1 couple(s) and family (families)? 
Questa domanda la lascio alle bimbe di Tumblr
  • 22. Do you watch all the practices, quali and race, or quali and race, or just race?
La prima risposta che mi viene in mente davanti a questa domanda è: no! Perchè ho anche una vita là fuori. La verità e che non è vero. Cioè, sì, ho una vita, un lavoro e tutto quello che ne consegue, là fuori, da qualche parte. Però se fossi veramente interessata a farmi la maratona un modo per farlo lo farei. Piuttosto registrando il registrabile (potere di VCast vieni a meee!!) e recuperando il recuperabile in orari a me consoni. Per tutto quello che non si può fare di giorno c'è pur sempre la notte. 
La verità è che delle prove libere non mi interessa molto. Delle qualifiche ormai seguo solo la seconda mezz'ora. La gara a volte le blocco a metà per andare a mangiarmi un gelato. Sono una brutta persona. A volte fa freddo, niente gelato e la gara me la guardo tutta.
  • 23. Describe how do you watch F1? At home or somewhere else, with family, friends or alone? Any special pre-race rituals?
Dal momento che spesso e volentieri la Rai, servizio pubblico che poco serve alle mie necessità, decide di non trasmettere in diretta le gare, la verità è che mi sono attrazzata in altra maniera. Per tempo prima del gran premio prenoto un volo economico che mi porti là dove il GP si disputa e\o dove il GP viene mandato il diretta dal locale servizio pubblico e mi godo in diretta lo spettacolo. Mi costa un po' di biglietti aerei ma sto guadagnando un sacco sul fronte delle millemiglia. 

  • 24. Do you do any F1 fan creativity yourself (arts, fanfics, handmade stuff, videos etc.)?
Credo che commentare ogni singolo GP sia già attività abbastanza impegnativa. Per non parlare dei 10 fatti buffi: no, seriamente, in certe gare di buffo non c’è veramente nulla. Ci vuole un notevole sforzo creativo.
  • 25. The craziest thing you've ever done to express your F1 passion?
Una volta ho appiccicato una foto di Raikkonen ritagliata da un giornale all'interno della copertina di un quaderno di scuola. 
O, no, ne ho una ancora più folle. Una volta, l'anno in cui Alonso è passato in ferrari, ho comprato in offertissima (stavano svendendo tutto per ovvie ragioni) un quaderno della Ferrari con Raikkonen in copertina. L'ho usato all'università. Solo che ora non mi ricordo esattamente per quale materia l'ho utilizzato. Credo qualcosa di sciocco, tipo teorie dell'aria fritta o analisi approfondite sul nulla. Era un quaderno a quadretti, quelli piccolini, da quattro mm, questo lo ricordo.
Aggiungo anche, quella volta che ho messo la sveglia all'alba per vedermi il GP d'Australia. 
  • 26. Let's imagine that you've suddenly met your favourite driver. What would you like to say to him and how do you imagine your meeting in general? 
Dall'alto della mia follia, io a questa domanda credo di aver già risposto. Qua per l'esattezza. Rileggendo ora tutto quello che ho scritto a suo tempo non ci sono molte cose che cambierei o correggerei, tranne gli errori di battittura, ai quali mi dedicherò il prima possibile, lo giuro. Ecco bisognerebbe rivedere la parte sulla Pussicat Doll, questo sì. Ed anche l'infelice battuta su Bianchi. Oggi sarebbe infelice. 
Con il senno di poi credo che Rosberg avrebbe dovuto seriamente regalarmi quel cappellino.
  • 27. Would you like to get back in time to watch old F1 races? 
Qua mi sembra di essere tornati alla Miss Italia che voleva tornare negli anni '40 per vedere da vicino 'sta guerra di cui tutti parlano. La mia risposta non può ch essere NO, non vorrei mai andare a vedere l'effetto che fa... davvero qualcuno vorrebbe tornare ad una Formula 1 precedente all'avvento di twitter?

mercoledì 22 giugno 2016

Funny facts on the podium #Baku

Terzo gradino del podio:
Anno 2010. Il Gran premio d’europa si disputava a Valencia e fu vinto da Sebastian Vettel. Sul podio insieme a lui Lewis Hamilton e Jenson Button. Altri tempi. Un po’ per tutti. Per Vettel che ancora poteva ambire a vincere un gran premio (e non era campione del mondo!!). Per Button, che ancora poteva toccare un podio. Per Hamilton invece non pare essere cambiato molto, anche se ne è passata di acqua sotto i ponti. In ogni caso la notizia è un’altra: il volo di Mark Webber. La doppia piroetta per aria dopo il contatto con Kovalainen. Roba da far impallidire chiunque. Eppure ne uscì illeso. 
Secondo gradino del podio:
Anno 2007. Il Gran premio d’europa si disputava sul Nurburgring in Germania e fu vinto da Fernando Alonso. Era l’anno dei 5 giri in testa di Markus Winkelhook, una sola gara al suo attivo, neanche una conclusa. Per essere presente in quell’occasione pare che sborsò la consistente cifretta di 750000 dollari. Sono soddisfazioni. A rendere ancora più celebre l’evento furono un paio di circostanze: 1) il simpatico autoscontro venutosi a creare in pista nel momento in cui è iniziato a piovere; 2) la gru, che non si sa bene per quale motivo, è intervenuta nell’autoscontro per estrarre Hamilton dalle macerie e rimetterlo in pista; 3) la lite tra Massa e Alonso poco prima di salire sul podio. Di seguito una trascrizione più o meno fedele dell’evento più divertente degli ultimi 10 anni. Uno di quei momenti in cui mi sono sentita così Felipe Massa inside.

FM: “Ma vai a ca*are. Vinci e fai una cosa cosi’. Sei un cog*ione. Vinci e dici cose cosi’”
FA: “Ho lottato con tutti… non puoi fare questo a tre giri dalla fine”
FM: “Vinci e fai una cosa cosi’. Amico prova ad imparare!”
FA: “Devi imparare tu. Ho lottato con tutto il mondo e a tre giri ci tocchiamo?!”
FM: “Bravo”
FA: “Bravo te”
Primo gradino del podio:
Quel momento in cui ti rendi conto che tutti quelli che amano fare grandi statistiche su elementi del tutto irrilevanti della vita, una volta giunti a Baku non hanno assolutamente niente da dire. Perchè cose da dire su un circuito che sino alla settimana scorsa non esisteva non è facile. Qui non hanno mai corso neanche le mamme con le carrozzine. Non hanno mai corso neanche i bimbi in triciclo. Nessuno ha mai vinto. Nessuno ha mai ottenuto una pole. Credo che fossero in pochi anche quelli che hanno sospettato dove fosse Baku sino a non molto tempo fa. Eppure siamo qui, quindi che si fa? Si tace per non fare brutte figure? Ma figuriamoci. Si sciorinano dati ancora più irrilevanti di quelli che vengono sciorinati di solito. Perchè l’elenco dei piloti che hanno vinto a Valencia è del tutto inutile se non stiamo correndo a Valencia. Facciamo un esempio pratico. Alonso ha vinto 3 volte in GP d’Europa. E’ info utile al nostro scopo? Ammessa ma non concessa la meritevolezza del nostro scopo. Neanche un po’. Un po’ perchè le tre vittorie sono avvenute su 2 circuiti differenti (e neanche uno era quello attuale), in secondo luogo perchè le tre vittorie sono avvenute con due vetture differnti (e neanche una era quella attuale), in terzo luogo perchè non c’è neanche mezza possibilità remota che Alonso possa vincere in questa occasione. Vedi il discorso sui tempi che cambiano di cui sopra.

martedì 21 giugno 2016

Baku 2016 - Gara

Con Rosberg in pole ed Hamilton in decima posizione, c’era da stare tranquilli di una cosa soltanto: forse Nico non sarebbe stato sbattuto fuori da nessuno. E così è stato. Decisamente una partenza migliore di quella di Ricciardo gli ha garantito di prendersi sin da subito un vantaggio notevole (ed a tratti imbarazzante) rispetto a tutti quelli dietro. Vettel e le Ferrari non riescono a brillare in nessun caso. Non lo fanno quando Vettel, per una strana strategia di pit stop, finisce dietro a Raikkonen. Non lo fanno quando Raikkonen accosta per far passare Vettel. Non lo fanno neanche quando Raikkonen si mette a sbraitare in team radio con la pretesa di ottenere quello che non può. Non sono una che si scandalizza davanti ad una parolaccia, parlo come una scaricatrice di porto e, a tratti, preferisco un vero vaffa ad un falso buongiorno, però in Ferrari ci stanno prendendo gusto. Come diavolo è che gli altri riescono a parlare in una maniera decente, giusto per non essere bippati ogni quattro secondi, tranne loro? E’ uno strano metodo per fare ricorso al codice morse ed ingannare il proprio prossimo? In effetti, è dai tempi in cui con Alonso si parlava in italiano che stiamo aspettando la nuova genialata per aggirare le regole. Siete proprio dei geni. O dei scemi. Fate voi.
In fin dei conti questa Baku non è stata affatto male. Il paesaggio è bello, il circuito, seppur cittadino è interessante, la larghezza delle strade è seriamente preoccupante, detto a una nata nella patria dei vicoli. Non aveva affatto l’aspetto di un circuito cittadino, tranne che per il paesaggio. Interessante anche quello: le mura antiche davvero d’effetto, la città, per quanto possa essere stata tirata a lucido per l’occasione, in ogni caso si è presentata davvero carina. Nonostante quelle tre vele in lontananza. Immagino siano schiribizzi artistici dei quali nessuno riesce più a fare a meno. Forse il problema è stato proprio questo: troppo tempo a guardare il paesaggio, troppo poco ad assistere alla gara. Discretamente monotona. Ok, non è tutta colpa del circuito: di suo lo spazio per l’azione lo avrebbe anche offerto. Solo che non c’è stata. Deludentissima la S dalla torre: già avevo scommesso su chi sarebbe stato il primo a sbatterci, invece niente. Neanche una piccola Safety Car scesa in pista. Neanche una Virtual Safety car. Per dire.
In sostanza è andata così. Rosberg partito dalla pole ha avuto tempo di fermarsi con tutta calma ai box, grattarsi la pancia, fare una partita a domino e arrivare al traguardo con abbastanza tempo di distacco dal secondo da avere modo di farsi anche la doccia prima di salire sul podio. Dietro di lui Sebastian Vettel ancora lì, ancora una volta, mentre Raikkonen litigava con i sacchetti della spazzatura, bestemmiava in finlandese al microfono, si faceva sanzionare con sanzioni che neanche lui sapeva esistessero e si impegnava moltissimo a tenere almeno cinque secondi di distanza da quello dietro… che comunque prima della fine della gara lo ha superato. Giusto perchè ci è riuscito. 
Quindi terzo Sergione Perez, ormai talmene abituato ad andare sul podio che ha incominciato a portarsi dietro la fidanzata da box. La fidanzata da box è quella particolare specie umana destinata ad apparire al fianco dei piloti vittoriosi. Le riconoscete perchè sono alte, belle e fighe. La poveretta stazionava in naftalina dai tempi della McLaren, pronta ad essere mostrata alla prima occasione utile. I podi che sono venuti dopo sono stati troppo improvvisati e fortuiti per comportare la riesumazione. A questo punto però, con due podi di seguito, come lasciarla a casa ancora? Anche perchè improvvisamente Sergione Perez è diventato l’enfante prodige che non è mai stato. Improvvisamente quello che tutti vogliono e che nessuno merita, quello per cui tutti i top team stanno facendo carte false per accapparrarselo il prossimo anno. Una fidanzata da mettere il bella mostra, con le cuffie in testa a far finta di essere preoccupata al box, pronta a correre all’occorrenza sul tacco 12 fin sotto al podio, ci vuole. 
Hamilton tanto ha fatto tanto ha bregato che non è riuscito ad arrivare meglio che quinto di piazzamento. Quintolo per un giorno. E quasi quasi gli è andata bene così. A farla da padrone nella sua gara un certo calo del potenziale della vettura a metà gara. Questa banalmente non andava, ci sarebbe stato da modificare qualche parametro tecnico, ma nessun ingegnere era legittimato a dirgli cosa fare. Un po’ ha provato ad insistere e trovare un modo perchè questo parlasse, eppure questo è stato irremovibile. Che palle questa voglia di rispettare le regole. Quindi il lancio della sfida definitiva: ok, faccio da solo! E me lo sono immaginato a schiacciare tutti i tasti nella speranza che accadesse qualcosa. A girare tutte le rotelle e sollevare tutte le levette con fare curioso di chi decide che a far da se si fa per tre. L’urlo sconsolato del muretto riecheggia ancora ora NOOOOOOO!! Come il bimbo a cui qualcuno ha minacciato di togliere le teste a tutte le bambole per vedere cosa c’è dentro. Spaventatissimo. Però ha funzionato. Non si capisce cosa diavolo Lewis abbia combinato ma ha funzionato. Giusto in tempo perchè le gomme fossero talmente cotte da non permettergli alcunchè.

domenica 19 giugno 2016

FormulaGossip - Baku 2016

Benvenuti a Baku, là dove nessun uomo era mai giunto prima. O almeno nessun pilota. Là dove c'era l'erba ed ora c'è una città. Insomma, benvenuti al Gran Premio d'Europa, per l'occasione disputato a Baku, in Azerbaigian. Perchè se siamo ignoranti e non sappiamo che la geografia non è più quella di una volta non è colpa mia. 
Benvenuti a Baku, dopo meno di una settimana dal gran premio del Canada, non proprio dietro l'angolo. Qualche malfidato sostiene che questo GP è stato fissato proprio in questa data per cadere in coincidenza con Le Mans e non dare la possibilità a qualche traditore di mettere il piede in due scarpe. Qualcuno tipo Hulkenberg, che l'anno scorso sconvinò e vinse. Messe da parte certe dicerie, potrebbe non essere facile trovare qualcosa da dire dopo così poco tempo dall'ultima carrellata di informazioni inutili recuperate in giro per la rete a beneficio del mio prossimo. Eppure sono piuttosto certa di essere in grado di potermela cavare anche questa volta. 
Per esempio partirei dalla gita in aereoplanino dei nostri soliti amichetti in plane sharing. Suppongo che, dopo la questione chi paga il conto? siano riusciti a trovare la quadra. Non dev'essere facile arrivare alla fine del mese con i loro estratti conto, però si impegnano parecchio per non far mancare il cibo dalla tavola dei loro figli. E' così. Oppure Nico Rosberg ha deciso di dare una svolta alla propria carriera e puntare a diventare uno Youtuber di successo. 

Da un certo punto di vista a Rosberg va riconosciuto il merito di essere stato il primo a sfruttare il mezzo come dio comanda, aprendo un canale col proprio nome, dove ha sempre caricato i propri vlog post gara, anche prima dell'era "fortunata". Anche ai tempi in cui, se gli andava bene arrivava a punti. Qualità scadente, improvvisazione, pochi minuti di commento a caldo della giornata con la fotocamera del telefono. Zero editing e sia come sia, tutto finiva in rete. Oggi spesso i video post gara sono ancora così, anche se da quando hanno inventato la diavoleria dei live di facebook si è messo anche a rispondere alle domande, il che è diventato tedioso. E poi ora lo stanno facendo in tanti. Ed anche snapchat ha preso la mano di molti ed ha rotto. 
Vennero poi i vlog. Fatti seri, con un buon editing (che non ha fatto lui), con delle riprese fighe (che non ha fatto lui) con un serio e composto voice over con il quale ci spiega sto partendo da casa... vado a prendere l'aereo... primo piano al nome della compagnia aerea, ho salutato la mia famiglia... andiamo tutti a Baku... primo piano al personale sorridente, poi a Nico sorridente, primo piano alla marca delle cuffie sempre alle orecchie del Nico sorridente di cui sopra, immagini a rallantatore degli amichetti sull'aereo che ridono e scherzano e stop. Uno smarchettamento in piena regola. Per caso hanno trovato il modo per farsi pagare il viaggio?
- notizia bomba: Ricciardo resterà in RedBull fino al 2018. Giusto per quelli che, non più di tre o quattro giorni fa, insinuavano che stesse preparando i bagagli per andarsene sbattendo la porta. Ecco. In compenso ha anche detto che essere compagno di squadra di Verstappen sarà bellissimo, il che smette di avere credibilità, però lo accettiamo per fair play di squadra. 
Tra l'altro, una volta giunto a Baku, guardando la ben famosa curva con la torre, ha dichiarato: qualcuno, sperabilmente non io, sta per andarsi a schiantare. Non so dirvi esattamente se proprio nella curva incriminata o un po' più in là, è stato proprio Ricciardo a dare il via, durante la prima fase di prove libere, ad grande valzer dei finiti a muro. Uno che si auto-gufa non può che starmi simpatico.
Sulla stessa curva si sono espressi anche Rosberg (ormai opinion leader) e Button (non gli è rimasto altro da fare che guardare i cantieri con le mani dietro la schiena), i quali concordano sulla pericolosità per mancanza di vie di fuga. 
Aggiungiamo: Rosberg ha percorso l'intero circuito di corsa in 24 minuti.
- Hamilton è arrivato a Baku insieme a Coco. Lasciato a casa per l'occasione Justin Bieber. La gente stava incominciando a sospettare che Lewis, nel buio della propria cameretta, tenga in cuffia what do you mean? 
- L'ultimo, in ordine di tempo ad impattare contro le barriere durante la sessione di prove libere è stato Perez. Notizia irrilevante al momento, un po' meno in qualifica. Dove è riuscito a piazzarsi allegramente in seconda piazza, ma dalla quale non potrà partire a causa del cambio del cambio, che lo farà arretrare. 
- Vennero quindi le qualifiche, là dove campioni del mondo sono sembrati dei principianti con la P di Pivello attaccato al posteriore. Si parta da Button, eliminato in Q1 e superato persino dalle Manor. Si prosegua pure con Alonso, che in Q2 ci sarebbe pure arrivato, poi si è lamentato del traffico come un Fisichella qualunque e si è ritirato con le pive nel sacco. Per non parlare di Raikkonen, non pervenuto ma, per una strana legge statistica probabilmente arrivato sino in Q3. Vettel quarto, anche se per tutta quella faccenda Perez domani terzo, se non fosse stato per Ricciardo, meglio di lui all'ultimo istante, quasi felice di poter essere "di fatto" secondo e partire in prima fila. Dulcis in fundo Hamilton, il quale ha collezionato più fuori pista lui in mezzora che Magnussen in un'intera carriera. Il che la dice lunga. 
Si darebbe, tra l'altro, il caso che proprio durante la seconda metà delle qualifiche del sabato, sia entrato nella mia vita un tal Federico. Che ho salutato, probabilmente per non più rivederci mai più in vita nostra, dopo l'ultima bandiera a scacchi, ma arrivato in mio soccorso nel momento del bisogno. Mi sono riuscita a sedere davanti ad un televisore per assistere a quello che stava accadendo solo mezz'ora dopo l'inizio. La Q1 era già finita da un pezzo ed eravamo in piena Q2: il mio grido d'aiuto ha attraversato l'etere: cosa mi sono persa sino a questo momento? I 140 caratteri di twitter impongono la sinteticità, ma non è stato difficile per lui prevedere "la SC potrebbe entrare molto facilmente". Non riesco fare a meno di replicare "se Hamilton continua così, sicuramente". Stava già accadendo in Q2, per poco il caro Lewis, in astinenza da Bieber, non si gioca la qualifica facendosi sbattere fuori come un Alonso qualsiasi. In realtà recupera in zona Cesarini ma in Q3 non si da per vinto. Continua a prendere vie di fuga improbabili, a sfiorare muretti inconsapevoli e piroettare in pista come una vera etoile. Due minuti dopo la mia ultima affermazione anche Federico, lo sconosciuto di prima, riconosce la mia grandezza "lo hai detto. Hamilton fuori". 
Potrebbe avermi dato una botta da iettatrice, ma sono solo insinuazioni.
- Ah, su Magnussen, scomodato poco fa senza una vera ragione, non ci sarebbe assolutamente niente da dire. Però posto foto pucciose sui propri socials e fa impazzire le funz su tumblr.