mercoledì 21 settembre 2016

I dieci fatti buffi di Singapore 2016

1. Il lucertolone. Perche poi sono io che stresso sempre l'animo al mio prossimo con questa faccenda della scolarizzazione necessaria. Che, a fin dei conti, non è che sia proprio una mia idea, non è che me la sono sognata la scorsa notte ed ho offerto l'epifania al mio prossimo. Però c'è sempre chi insinua che sia una mia fissazione, solo perchè pretendo che il mio prossimo abbia un livello di scolarizzazione sufficiente da meritarsi di starmi intorno. Non che ci sia da discriminare tutti quelli che non sono laureati, però pretendo che il mio medico lo sia. Non che andare oltre alla terza media sia un imperativo categorico, però poi gli strumenti con i quali ti devi rapportare nella vita devono essere quelli che sai gestire. Invece siamo qua, con dei piloti di Formula 1, che dovrebbero approcciarsi alla vita con un minima, non molta, ma quantomeno adeguata, conoscenza e familiarità di principi della fisica, che si basano sull'istinto. Che l'istinto, ammettiamolo, alla guida è fondamentale. E' fondamentale per chiunque di noi alla mattina esca di casa e salti sullo scooter quando ha ancora gli occhi impastati ed arrivi a lavoro sano e salvo in ogni caso. Però se si fa affidamento solo sull'istinto non stupiamoci di arrivare a dei risultati come quelli belgi. E non lamentiamoci. E non lamentiamoci neanche quando a tagliare la pista c'è una lucertola gigante. Perchè se quella è una lucertola gigante io sono Naomi Campbel: ho due braccia, due gambe e dei capelli lunghi anch'io... però non ci assomigliamo per niente. Forse è l'abbronzatura che mi frega.
2. La vittoria di Nico Rosberg. Partito in pole position, giunto primo. Una Mercedes vince non è di certo la notizia del secolo. Non lo è neanche l'idea che a vincere sia Rosberg, giunto al suo 200esimo gran premio, a questo punto della carriera, qualche soddisfazione ormai se la è tolta. Però questa vittoria ha significato qualcosa in più di una semplice vittoria: ha significato 8 punti in più di Hamilton nella classifica iridata. Ha riportato la speranza.
3. Il secondo posto di Ricciardo... che voleva vincere. Voleva vincere, forse poteva vincere. Non ne sono certa. Se la gara fosse durata un quarto d'ora in più. Però mi sembra già durata abbastanza perchè quello che doveva accadere accadesse. Non mi si venga a dire che non c'è stato tempo perchè durante il Gran Premio di Singapore c'è tempo per questo e per altro. Però altro podio per lui, altra bella gara. Forse un giorno arriverà anche la sua occasione.
4. Hamilton terzo e polemico. A volte ho come l'impressione che Hamilton sia ricaduto nel vorticoso circolo in cui si trovava ai tempi della Pussicat Doll. Questo week end è parso semplicemente sottotono, si è comportato come il vecchio se stesso al sabato in qualifica quando ha perso la prima fila per un errore in qualifica, in gara non ha dato il meglio di sè. Sembrano lontani i tempi in cui si metteva a smanettare con tutte le rotelle sul volante per fare in modo di recuperare il recuperabile prima della bandiera a scacchi. Qui invece si è messo a compiere altri errori, altre piccole inessattezze che per poco non gli costavano anche la terza piazza. Meno sei gare dalla fine, meno 8 punti da Rosberg.
5. La mischia iniziale. Di quello che è successosi è capito poco. Di quel poco che si è capito io mi impegno a lasciare traccia su questo blog. Verstappen, quarto sulla griglia di partenza, non è partito benissimo. Ha rallentato quindi quelli dietro che (ben in due) tentavano di superarlo al via ma si sono schiantati tra di loro. Risultato finale Verstappen sesto, Hulkenberg al muro, Sainz contuso, Button e Bottas incidentati indiretti. Inizialmente sono sembrati i meno feriti della situazione, giusto una incipriata al naso e hanno avuto modo di rientrare in pista senza troppi ritardi. In realtà hanno trascorso 2\3 di gara in fondo allo schieramento a competere in una gara a parte fino al ritiro.
6. Kvyat vs Verstappen. Momenti in cui vale persino la pena di rivedere la formula uno ed impegnare un pomeriggio sul divano ad urlare per questo o quel pilota. Una battaglia per l'ottava posizione che è valsa una intera gara, una lotta all'ultimo sangue tra Kvyat - che non ha trattenuto un solo colpo pur di non darla vinta a quello dietro - e Verstappen - che incapace a compiere il sorpasso ha sperato in un ordine dal muretto. Probabilmente crede già che al suo passaggio le acque si debbano aprire per lasciarlo passare in tutta tranquillità. Eppure Kvyat non ha ceduto. Ed ha vinto la battaglia. Alla faccia del nano presuntuoso. L'ho già detto che Verstappen is the new Alonso?
7. Vettel quintolo e soddisfatto. Gara decisamente in salita la sua. Partita male sin da subito, partita male sin dal sabato, quando per un problema tecnico la vettura segna dei tempi imbarazzanti ma ancora più imbarazzante è il tempo in cui questa vettura viene lasciata in pista a tirarsi addosso infamie e crudeltà. C'è chi sostiene che sarebbe potuto rientrare molto prima in modo di dare abbastanza tempo ai meccanici di mettere le mani sulla vettura e tentare di risbatterla in pista prima che fosse troppo tardi. Le cose però sono andate in modo diverso, nessuno sa se mai la macchina sarebbe potuta rientrare ed evitarsi la vergogna dell'ultima fila... però così è stato. Ultima posizione in griglia fu, una gara tutta in salita, tutta in rimonta, culminata in una quinta piazza per la quale andare orgogliosi. Pare che per la prima volta dall'inizio della stagione abbia vinto il grande sondaggione presente sul sito ufficiale della Formula 1, quello sul pilota del giorno. Pare anche che sia l'unica cosa che abbia vinto dall'inizio di questa stagione. Son soddisfazioni.
8. Quel fantastico sorpasso di Raikkonen su Hamilton. In preda ai deliri di onnipotenza qualcuno ha urlato alla magnificenza nel momento in cui Raikkonen ha superato Hamilton prendendosi, per circa quattro secondi netti, la terza piazza in gara. Io amo Raikkonen, non ditelo a Minttu, perchè è alta il doppio di me e non potrei mai reggere il colpo con dignità se mi tirasse una pizza in faccia. Dicevo, io amo Raikkonen... ma possiamo ridimensionare l'entusiamo, per favore, davanti all'evidenza che il fantastico sorpasso su Hamilton è seguito ad un evidente errore di Hamilton che, andato largo, ha perso terreno e lo ha sostanzialmente lasciato passare?
9. Il commissario suicida. Pretendo di sapere cosa si prova, che cosa ti passa per la mente, quando ti ritrovi da solo pista e ti rendi conto che da lontanto ti sta arrivando incontro una vettura a 300 km\h. Che poi a 300 km\h non appena ti rendi conto che sta arrivando da lontano, in realtà, è già vicino. In fin dei conti, non si sa bene cosa sia mancato nell'organizzazione di Singapore, non si saprà mai se il Tizio fosse ancora convinto che la safety Car fosse in pista o se è la Safety che è rientrata troppo presto, però è andato tutto bene: nessun incidente macabro all'orizzonte, pratica archiviata a tarallucci e vino.

10. I miei momenti di gloria e quel sarcasmo non compreso. 
Uno dei miei sport preferiti dall'era dei tempi, più o meno da quando sono entrata nell'età della ragione, è quello di stare sul divano la domenica pomeriggio ed insultare la telecronaca Rai. Perchè sì, quando sono entrata nell'età della ragione Mazzoni era già lì, a ricordarci che la Bus Stop si chiama così perchè prima c'era veramente una fermata dell'autobus. Chi lo avrebbe mai immaginato. Insomma, la voce di Mazzoni e le domande sciocche di Stella Bruno mi ronzano nella mente da sempre e probabilmente hanno influito sul mio sviluppo. Circostanza che, alla fin fine, spiega un sacco di cose. L'era di internet tende, anche quando non c'è dietro un piano diabolico, a trasportare quello che normalmente accadrebbe sul divano di casa tua sui social network. Ed è così che, mentre uno sfoglia twitter per vedere cosa si dice di bello, giusto per ammazzare la noia di una gara insipida, ti capita davanti un commento - autorevole - non fatto uno che come me commenta dal divano di casa sua - leggermente fuori da ogni logica. Neanche una di quelle sparate alla "fantastico sorpasso di Raikkonen", perchè alla mancanza di sportività ed obiettività ci abbiamo già fatto l'abitudine da un pezzo. Si trattava di un'azione fatta da Grosjean... che alla gara non ha neanche preso parte. 
Senza neanche pensarci, senza filtro tra testa e dito faccio notare al mio prossimo ma che gara stanno guardando? La domanda era lecita. Anche se molto più probabile che dietro all'errore ci fosse la solita e banale evidenza che il Team Rai, alla faccia del nostro canone, si limiti a guardare i colori delle vetture e spari nomi a casaccio. 
Alla mia domada rispondono più o meno seriamente con un Oops!  e la cosa già mi sorprende. Perchè quello è uno dei pochi momenti della vita in cui ti rendi conto che tutte le cazzate che mandi on line qualcuno le legge anche. Perchè capisci che il fiume di parole che finisce quotidiamente in rete ha anche una destinazione. O quantomeno qualcuno, lungo il percorso, ne raccoglie le tracce con un retino. 
Ma va bene così. Io ovviamente non ho idea su chi sia a gestire il profilo twitter di Rai Sport, anche perchè sono arrivati con anni di ritardo su tutti gli altri, dubito seriamente che sia qualcuno sul pezzo. Dubito anche seriamente che sia uno dei soliti noti. In ogni caso il modo di fare è familiare. Dicono tante cose, le dicono in poco più di due ore, ciò che è stato detto un minuto prima cade nel dimenticatoio un secondo dopo... e tutto questo legittima il fatto che la metà delle cose dette siano delle castronerie. O delle imprecisioni. O cose che, banalmente, non stanno ne in cielo ne in terra. Così sia. E davanti ad un errore, che ti viene fatto notare, come non reagire se non con un oops!
La mia reazione del tutto rassegnata e quasi divertita voleva essere un sarcastico vi voglio bene. Così come siete. Nonostante tutto. Mi raccomando non cambiate mai. Per la cronaca credo che non abbiano colto il sarcasmo, perchè mi hanno messo un "mi piace". Sì, quell'unico cuore a fianco al commento è il loro.

domenica 18 settembre 2016

Singapore 2016 - Gara

In memoria dei vecchi tempi Alonso avrebbe tanto voluto far finire Button a muro e andare a vincere, per puro caso ed a sua insaputa, la gara. Tra l'altro è andata che Button sabato a muro ci finisse veramente... può essere che non si siano messi perfettamente d'accordo sui tempi. In ogni caso, si tenga presente, che Button, dopo essere finito a muro e aver parcheggiato la vettura, se la è riportata a casa a spinta e, a braccia, pare aver registrato un tempo migliore che non a motore. 
Chiusa la parentesi di gossip e di fantasie varie, veniamo alla gara vera. Io non è che voglia sempre fare polemica o che voglia sempre sentirmi superiore a quelli che queste cose le organizzano per mestiere, però, spiegatemi, perchè mai tirare avanti per 61 giri in questo gran premio? Che cosa dobbiamo dimostrare? Perchè ci ostiniamo a ripetere anno dopo anno lo stesso copione? Se proprio di Singapore non ne possiamo fare a meno, almeno potremmo ridurre a metà lo stress, darci un taglio al giro 30, o nei suoi dintorni, dove storicamente tutto quello che c'era da vedere si è già visto, gli spettatori ne hanno già le palle piene da un pezzo ed ai piloti incomincia a scappare la pipì. 
In pole position Nico Rosberg, che incomincia a sognare in grande. Al suo fianco Ricciardo, al quale la squadra pare aver confezionato una di quelle belle strategie grazie alla quale potrebbe seriamente puntare a vincere. E vuole vincere. Ovviamente non accadrà, questo è già chiaro a tutti. In terza piazza Lewis Hamilton, autore di un piccolo errore nel giro veloce definitivo in qualifica, errore che a questo giro probabilmente non è stato in grado di scaricare su qualcun altro, e si è giocato in questo modo la prima fila. Dietro Verstappen poi, con calma, la prima Ferrari disponibile: quella di Raikkonen. Vettel ultimo per non ben compresi problemi della vettura.
Già in partenza abbiamo un po'di parapiglia. Senza escludere completamente la responsabilità di Verstappen, Sainz e Hulkemberg dietro di lui sono andati al contatto, il tedesco ha piroettato ed è finito in frantumi contro il muro mentre Sainz ha tirato avanti con una vettura in condizione tanto pietose da obbligare i commissari a lanciargli in fronte una bandiera nera con bollo arancione, bandiera che vuol dire qualcosa tipo vatti a dare una sistemata
Safety car in pista per un paio di giri mentre Hamilton già lamenta di non aver fatto una partenza abbastanza buona da passare davanti almeno a uno dei due che si ritrovava davanti. Che poi era solo uno quello che gli interessava, ma al momento è passato tutto in secondo piano. Anche perchè anche la strategia fighissima della Red Bull con la quale sarebbero dovuti andare a vincere è andata in pappa e Ricciardo deve solo ringraziare che Hamilton oggi non ne aveva voglia, faccenda che gli ha lasciato anche alla bandiera a scacchi, la seconda piazza dalla quale è partito. 
In questo modo Rosberg irraggiungibile primo è partito primo è arrivato. Chi crede seriamente che Ricciardo lo sarebbe potuto andare a prendere sul finale è un illuso, sia chiaro. 
Hamilton non è partito al meglio ed in gara ha avuto più da lamentarsi con i tecnici per la strategia di quanto non abbia fatto seriamente al volante. Un paio di errorini di troppo che, in un caso, gli stavano anche per costare la terza piazza in favore di Raikkonen. Per fortuna di Hamilton in Ferrari le strategie le fa Topo Gigio ed in men che non si dica Hamilton è, quantomeno, tornato sul podio.

domenica 11 settembre 2016

I dieci fatti buffi di Italia 2016

1. La falsa partenza di Lewis Hamilton. Le teorie cospirative in questo preciso istante sono di due tipi diversi, principalmente. Da un lato c’è quella che vuole la Mercedes voler dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, ovvero un colpo a Nico ed uno a Lewis, in modo da farli essere tutti e due moderatamente motivati, parzialmente felici ma non far essere scontento nessuno per vivere felici e contenti sino alla fine della stagione. Ed anche per le prossime stagioni. A meno che Hamilton non si voglia prendere un anno sabbatico… what? Questa credo che sia la solita cazzata para-giornalistica. Secondo i complottari affiliati a questa teoria, ovviamente, la Mercedes ha dovuto tentare di mettere un bastone fra le ruote del campione inglese perchè Rosberg potesse recuperare su di lui un po’ di terreno, già che siamo solo a metà stagione. Più o meno. La seconda teoria vede, anch’ella probabilmente, la complicità della Mercedes, ma in modo più subdolo, o comunque per un fine più grande: quello di non far morire di noia gli spettatori che, di stare a vedere una Formula 1 dove il vincitore è già stato designato con 8 gare di anticipo, potrebbero non averne per le palle. Ecco, l’ho detto. In ogni caso non c’è verso che Hamilton possa aver sbagliato la partenza. Perchè lui non sbaglia mai. Bah, questa veramente non l’ho capita. 
2. Giro veloce per Fernando Alonso. La Formula 1 è uno sport allo sbando quando guardi i risultati finali e ti rendi conto che il giro più veloce della gara lo ha compiuto uno che ha finito la gara in 14esima piazza, incapace di finire costantemente in zona punti, su una vettura che fa acqua da tutte le parti.
3. Perez spaventato da Verstappen. Il Belgio è ancora impresso nelle menti di molti. Soprattutto di quelli che, quando vedono Verstappen dallo specchietto retrovisore hanno l’ordine di scuderia di fare i bravi e non tentare di opporsi. Perchè chi si oppone è perduto. Spesso non può chiedere neanche un termine di grazia che viene mandato a sbattere contro un muro. E deve essere stato proprio nella prospettiva di questo scenario che Perez, quando ha visto che Verstappen voleva superarlo, non solo non ha tentato di resistergli, ma è andato nella via di fuga, ha fatto il giro largo, non gli ha lasciato veramente tempo di compiere un sorpasso, gli si è smaterializzato tra le mani per accodarsi in tutta calma. Perchè è meglio perdere una piazza che prendere tre punti in fronte.
4. Button ed il sorpasso di prepotenza su Alonso. Jenson Button ha la fisiologica capacità di riuscire a fare qualcosa di buono solo quando ne vale la pena. O quando gli va. Se non gli va perde interesse e prepara il suo miglior disappointed da rilasciare in intervista. Se gli va non le manda a dire. Che poi è finito in 12esima piazza comunque, ma almeno ha dimostrato di ritirarsi in un momento della sua carriera in cui qualcosa da dire, forse, lo aveva ancora. Solo che non c’è più tempo. Quindi ciao. Ciao a tutti, ciao anche a Fernando Alonso, superato con decisione. Che ha provato anche a ri-compiere il sorpasso, anche con DRS bello aperto e spalancato. Ma non c’è riuscito. Perchè Alonso con i sorpassi non ci ha mai saputo fare.
5. Il profilo ufficiale Renault… che si è addormentato.
6. Le grosse grasse risate di Fernando Alonso. In questa top 10 si parla un po’ troppo di Alonso per i miei gusti. Però si sa quanto Lui ci tenga ad essere sempre al centro dell'attenzione e io, quando ho poco di cui parlare, come in questo week end, mi aggrappo un po' a tutto e vado a grattare il fondo del barile. Quindi eccoci qua un'altra volta con le sue prodezze... in team radio. Sempre perchè lui è quello che da due anni minacia di volersene andare ma è sempre in mezzo ai piedi. Per dimostrare il proprio scontendo anche questa domenica ha dovuto prendersela con il proprio ingegnere, reo di avergli fatto l'elenco di quelli che erano presenti davanti a sè. Anche perchè era appena precipitato 14esimo dopo un sorpasso di Grosjean. Grosjean. La risposta rapida, veloce, internazionale ed immediata: una fragorosa risata. Una risata talmente grassa che non credevo possibile sotto a quel casco.
7. Seb Vettel ed il cappellino sbagliato.
8. Bobo Maroni on the podium. Vedere Bobo Maroni sul podio che stringe la mano a Lewis Hamilton per me è un po’ come vedere la Clerici in un film di Martin Scorsese che prepara le lasagne. Bruciandole. Perchè la Clerici non ha mai imparato a cucinare, neanche dopo 15 stagioni di Prova del Cuoco. E' strano. Molto più strano che sapere Bobo Maroni presidente di Regione Lombardia. A quello un po' ci siamo abituati. Quando lo si vede spuntare, e lo si vede da lontano con quegli occhialetti, in contesti internazionali di questo tipo è facile rimanere disorientati. Un po' come dev'essere rimasto disorientato Lui quando si è reso conto che con due tedeschi e ariani sul podio, avrebbe dovuto consegnare la coppa proprio... all'altro. Per tentare di sopperire all'imbarazzo del momento, ha deciso di prendere posizione con la mossa da GGGiiiovane del giorno: si è lanciato davanti ai tre ed ha tentato il selfie of the day... ma è stato annaffiato dall'apertura dello champagne.
9. ZZZzzzz
10. ZZZzzzz… ma che davvero?

venerdì 9 settembre 2016

Italia 2016 - Gara

Con le premesse offerte al gran premio di Monza, la gara si prospettava quantomeno al fulmicotone. Al fulmicotone è stata giusto la partenza… poi ringraziamo tutti il cielo che nel “tempo della velocità” la pratica sia velocemente sbrigabile in un’oretta abbondante. Giusto il tempo della pennica post pranzo, insomma.
Lewis Hamilton e Nico Rosberg in prima fila, ferraristi arenati subito dietro. Il destino di tutti pare essere già segnato. Allo spegnersi dei semafori Lewis non parte, invece lo fa Nico, che prende la testa della gara mentre il suo compagno di squadra annasperà verso la sesta posizione. I ferraristi non ci vedono più dalla fame e sperano di poter trovare giovamento dalla situazione. Ovviamente non è così. Ovviamente Lewis Hamilton gli passerà avanti senza neanche faticare, ovviamente in Mercedes non hanno alcun tacito accordo per cui chi è dietro ci resta e non rompe le palle a chi è davanti, onde evitare il replicarsi di spiacevoli accadimenti. Ovviamente, solo che Hamilton non ci ha neanche provato ad inseguire Nico.
Circa un’ora dopo Fernando Alonso scoppierà in una fragorosa risata e la gara terminerà così. Con una Ferrari sul podio, con Nico Rosberg a 2 punti di svantaggio da Lewis, convinto che la brutta partenza non sia stata colpa sua. Complotto.
Con Fernando Alonso in 14 piazza, ma autore del giro più veloce.
Basta. Questo è il commento più corto di sempre offerto alla gara più inutile di sempre. Ciao mondo.
Ah, hanno rinnovato il Gran Premio di Monza per i prossimi due anni, siamo felici?

lunedì 5 settembre 2016

Gran Premio Italia 2016 - Intro

Certe volte pare che me lo facciano a posta. Proprio così. Dopo mesi di ritardo riesco finalmente a concludere il recap definitivo dei gossip dell’estate. Lo concludo, lo correggo, verifico gli aggiornamenti dell’ultimo minuto e finalmente lo pubblico. Per fortuna che c’è l’orario di pubblicazione! Un’ora dopo arriva qualcuno che mi scompiglia tutte le carte in tavola, che prende metà del mio post e decide che ne posso fare tranquillamente carta da macero. Per fortuna è tutto on line. Un’ora dopo il mio post di congetture e supercazzole varie sul futuro di Jenson Button… eccolo dichiarare al mondo le sue intenzioni, rendendo vano ogni mio tentativo di premonizione.
Tuttavia credo di poter riprendere quanto avevo scritto e dimostrare al mondo che, in fondo, un po’ di ragione la avevo anch’io. Un po’.
“Il momento della verità è vicino. Forse meno di quanto immaginiamo”
Ed ora vi spiego il perchè.
“Pare piuttosto evidente, anche da una ignorante visione della gestione social del team, che Vandoorne sia più dentro che fuori. Il suo faccione è un po' ovunque, sponsorizzato a qualunque evento, quasi più di quello dei due piloti ufficiali. Qua ce lo vogliono far stare simpatico, non ci sono dubbi“
Per farlo atterrare a Monza a far bella mostra di sè doveva esserci una ragione. Vedi conferenza stampa più triste di sempre e firma del contratto in social-visione.
Alonso ha contratto ancora per un anno, Button no. Alonso ne ha piene le palle di stare a grattare il fondo del barile, Button sta seriamente valutando l'idea di andare in Williams, l'unico team che in questo esatto momento storico va peggio delle McLaren.”
L’ha seriamente valutata, non diciamo di no. Questa faccenda che una gara sì ed una no la Williams perde colpi probabilmente deve averlo convinto definitivamente a lasciar perdere l’umiliazione finale e tirarsi fuori da tutto con dignità. Un finale alla David Coulthard non lo si augura a nessuno, credo.
“Questo non ha mai avuto una vita lontano dalla Formula 1: non sa che altro fare.”
Che poi è la stessa cosa che ha detto lui… ma per motivare la necessità di un anno sabbatico.
“Se Alonso per una volta decidesse di voler prendere la situazione in mano, smetterla di fare minacce e dare un seguito alle proprie parole, potrebbe abbandonare per davvero la nave che affonda un anno prima. A quel punto non ci sarebbe nulla ad ostacolare un ipotetico team Vandoorne - Button. Anche perchè due piloti nuovi di zecca da piazzare in auto non credo che li abbiano in panchina.”
Ed ecco il vero perchè del fantasioso contrattino di due anni come pilota che potrebbe tornare a salire in macchina se proprio proprio ve ne fosse la necessità. Circostanza che, oggettivamente, difficilmente si realizzerebbe… a meno che Alonso non decidesse di tirarsi fuori alla fine dell’anno. E’ dall’inizio della stagione, forse addirittura da quella passata, parentesi di luce sulla via di Montmelò a parte, che minaccia di abbandonare la nave che affonda. Non che qualcuno gli stia urlando di salire a bordo, cazzo! però non se ne va. Perchè in fondo lo sa di far parte del gruppetto geriatrico anche lui, perchè in fondo lo sa di non avere alcun team che fa carte false per averlo alle sue spalle, perchè in fondo nel ruolo della vittima ci si trova bene. In ogni caso la McLaren deve aver sentito la necessità di pararsi le spalle e portarsi avanti con il lavoro.
Quindi, si torna alla citazione numero 1. Quella del momento della verità che è vicino, ma forse no. Perchè quello che agli occhi del mondo, al momento, sembra essere un ritiro camuffato da contentino al povero vecchio, al momento giusto, tra qualche gara o tra qualche mese, potrebbe non essere più un vero ritiro. Per non parlare del fatto che Alonso in McLaren ha sempre avuto questa tentenza suicida \ autolesionista che di tanto in tanto richiede la necessità che qualche terzo pilota intervenga in sua precaria sostituzione finchè non si rimette in piedi.
In caso opposto, a Button non resterebbe altro da fare che “l’esperto della pioggia” di turno, un po’ come capitò a Schumacher la prima volta che si ritirò dalle corse. Sì, mi riferisco proprio alla volta in cui fece montare su Raikkonen le gomme da pioggia forte sotto un sole cocente… gomme che finirono bruciate in 3 giri netti, un po’ come la carriera di Schumacher quale “esperto della pioggia”.
In ogni caso, al momento, e dico proprio ora, non tra un’ora, quando il post sarà già stato pubblicato e io sarò rimasta beffata un’altra volta, non possiamo ancora sapere con precisione quale sarà il futuro di Jenson Button. Se riuscirà a salire in macchina un’altra volta o se ingrasserà talmente tanto che, anche con la buona volontà, non sarebbe in grado di farlo. Una cosa è certa: in un solo week end ci siamo giocati due vecchie glorie, il gruppetto geriatria è sensibilmente ridotto e, per dire, questo è stato l’aspetto più interessante dell’intero week end.

sabato 3 settembre 2016

FormulaGossip dell'ultimo po' - Italia 2016

E' da un po' di tempo che non torno a fare il punto della situazione in fatto di gossip, voci di corridoio e inutilità varie... sento la necessità impellente di un bel recuperone. 
Inutile girarci intorno, affrontiamo immediatamente la questione Jenson Button
Jenson Button
Il momento della verità è vicino. Forse meno di quanto immaginiamo, secondo me. Possibilità all'orizzonte. 1) Restare in McLaren. Possibilità piuttosto remota, però lasciatemi dire un attimo. Pare piuttosto evidente, anche da una ignorante visione della gestione social del team, che Vandoorne sia più dentro che fuori. Il suo faccione è un po' ovunque, sponsorizzato a qualunque evento, quasi più di quello dei due piloti ufficiali. Qua ce lo vogliono far stare simpatico, non ci sono dubbi. Anche perchè sarebbe sciocco da parte loro lasciarlo ancora sul mercato, pronto a farselo rubare dal primo che passa, per tenere bello confezionato il duo-pensione. Alonso ha contratto ancora per un anno, Button no. Alonso ne ha piene le palle di stare a grattare il fondo del barile, Button sta seriamente valutando l'idea di andare in Williams, l'unico team che in questo esatto momento storico va peggio delle McLaren. Questo non ha mai avuto una vita lontano dalla Formula 1: non sa che altro fare. Se lo lasciano a casa in 6 mesi prende 30 chili e assume la forma del divano, ve lo dico io. Se Alonso per una volta decidesse di voler prendere la situazione in mano, smetterla di fare minacce e dare un seguito alle proprie parole, potrebbe abbandonare per davvero la nave che affonda un anno prima. A quel punto non ci sarebbe nulla ad ostacolare un ipotetico team Vandoorne - Button. Anche perchè due piloti nuovi di zecca da piazzare in auto non credo che li abbiano in panchina.
Anche Toto Wolff è arrivato a sostenere che il McLaren sarebbero pazzi a non scaricare Button in favore di Vandoorne. Massimo rispetto per Toto Wolff ma in certi momenti sarebbe il caso che guardasse a quello che accade a casa sua.
2) Trasferirsi in Williams. Si narra che Claire Williams 20 anni fa, quanto Button correva per il team al suo esordio, avesse una crush, si fosse presa una sbandata clamorosa per Button, assopita nel momento in cui le strade si sono divise e, crescendo, è stata costretta dalla vita ad andare oltre alle cotte giovanili. Sono trascorsi 20 anni... ma il primo amore non si scorda mai. Ora pare stia facendo carte false pur di riaverlo sotto le sue grinfie. Le dichiarazioni d'amore del team sono imbarazzanti: abbiamo proprio bisogno di un pilota come Button, What? E se what? arrivo a dirlo persino io. 
L'importante, comunque, è che Button in questo periodo non stia perdendo la sua solita verve. Qualcuno ha osato chiedergli qualcosa riguardo alla sua gara in Belgio: ho fatto solo quattro curve, ma sono state FANTASTICHE!!
Fernando Alonso
Tira avanti per il decimo (più o meno) anno di fila il teatrino di Fernando Alonso, per il quale pare essere davvero interessante lasciare il mondo con il fiato sospeso circa il suo futuro. Ancora non ha capito che al mondo non frega niente di lui e che non sta a pensargli tutto il giorno. Nei suoi deliri da vecchio ci sarebbe il desiderio di andare a guidare per il migliori team in campo in questo momento: la Mercedes. Solo che la Mercedes non se lo fila di pezza. Piuttosto ha riconfermato anche per i prossimi anni il dynamic duo Hamilton - Rosberg. Allora vuole la RedBull (con Verstappen?1!), allora vuole la Haas. O la Williams... ma in questo caso solo per dare fastidio a Button. O a Massa che, nel dubbio dei seggiolini vacanti, è finito in pensione. Tutto quello che siamo riusciti a dire nel frattempo è che non si da per vinto, vuole credere che nella sua carriera professionale ci sia spazio per ancora un po' di gloria e che Valentino Rossi, da questo punto di vista, è una grande ispirazione. Tutto questo mentre se la fa con la sua ex fidanzata.
Kimi Raikkonen
Prima di tutto: questa estate è convolato a giuste nozze con Mintu.  Ma chi se ne importa, perchè questa settimana ha retto banco l'intera polemica belga al quale ha dato origine... ed al quale non ha voluto dare altro contributo facendo ammattire tutti gli addetti ai lavori. 
Dichiarazioni di un certo spessore davanti alla domanda sul contatto con Vettel in Belgio: non proprio una discussione impressionante: lui ha detto 'scusa' io ho detto 'ok' e siamo andati avanti. E non riesco a dubitare che sia andata veramente in questo modo.
* * *
Poi finalmente siamo arrivati in Italia.
Prima di tutto grande shame per chiunque abbia deciso di appiccicare il Belgio a Monza, perchè tutto questo lascia scivolare via troppo in fretta la fase europea del campionato, senza grande brivido, senza grande suspense. Come se non fosse molto importante. Come se Monza non fosse la gara Regina del Campionato. E lo è. Non lasciatevi ingannare. Ha dei buoni Re \ Fanti etc etc al suo fianco... però Monza spacca di brutto, soprattutto per quell'impareggiabile gusto di lasciar tutti parlare per una settimana di:
- pizza (anche se la maggior parte di loro non sa neanche come sia fatta una vera pizza. No, la pizza pepperoni non esiste) e mozzarelle;
-  le bellezze dell'Italia (città random, tipo Hamilton che ha appena scoperto Venezia, che è bella, anche se non ci vibrebbe);
- tifosi. Quanto gli piace usare ed abusare di questo termine.
Dopo l'incidente belga, Magnussen è tornato in auto.
Tutti odiano Verstappen, ma se tanto tanto gli esce fuori una buona gara il mondo tornerà ad incensarlo come e più di prima, non vi preoccupate.
La Force India ha confermato che Perez sarà dei loro anche il prossimo anno.
Massa ha annunciato il suo ritiro alla fine della stagione, ma sto solo facendo finta di non parlarne in  questo post.
Vettel si è sbarbato, faccenda che gli ha tolto almeno 5 o 6 anni dalle spalle. Può essere
Chiudo con una citazione colta. Pare che Enzo Ferrari abbia detto "il secondo è il primo dei perdenti". Chissà cosa avrebbe detto del terzo e del quarto. Per non parlare del quintolo.

martedì 30 agosto 2016

I 10 fatti buffi di Belgio 2016

1. Versbatten contro tutti. Che Verstappen sia un piccolo teppista già lo si sapeva da un pezzo. Hanno finto di ignorarlo quelli che si lasciano impressionare dalle vittorie, dai numeri o dalle statistiche, guardando poco alla sostanza dei fatti. Quello che avrebbero dovuto sapere quelli che vanno a giocare con i teppisti senza essere teppisti a loro volta è che da queste occasioni si esce sempre feriti. Mettiamola così: Verstappen ha la sua buonissima dose di responsabilità per quello che è successo in partenza ma non illudiamoci che i rossi della situazioni siano solo le vittime del fato. Vettel ha piazzato il muso bel più in là di quanto non avrebbe dovuto, Raikkonen... bah. Forse il quel caso sì che si è solo trovato a Sandwich tra i due. In ogni caso shame for Versbatten! dove cavolo pensava di passare? Grosjean per molto meno è stato squalificato per una gara. Kvyat per molto meno è finito a grattare via i marbles dall'asfalto in fondo allo schieramento. 

2. Versbatten, again and again. Visto che la prima non gli è bastata, certo come la morte di essere dalla parte della ragione, per tutta la gara ha continuato a tenere lo stesso atteggiamento, colpendo a destra e a manca. Facendosi molti amici, come direbbe Ivan Capelli.
3. Marmellata di Magnussen n. 5. Uno degli avvenimenti più scioccanti della gara è stato l'incidente di Magnussen. Banalmente, senza alcun contatto, senza causa apparente, ha perso il controllo della vettura ed è finito a tutta velocità contro le barriere. Un impatto a velocità talmente alta da aver divelto le barriere ed obbligato alla bandiera rossa per ripristinare la situazione di sicurezza. Insomma, cose belle. Cose decisamente belle il fatto che sia riuscito ad uscire dalla vettura con le sue gambe, magari zoppicando, reggendosi ad un commissario di pista, ma con le sue gambe. Decisamente una gran fortuna vista la natura dell'impatto. Per quanto tutti saremmo dovuti rimanere un secondo in silenzio davanti all'accaduto, valutando se il nostro giochino potesse valere la candela, in realtà questo non è accaduto. Un po' perchè ad essere coinvolto è stato un Magnussen qualsiasi, mica qualcuno delle prime file. Un po' perchè fortunatamente, come dicevo prima, Magnussen si è alzato con le proprie gambe. Mandiamo un saluto ed un pensiero a Bianchi, ovunque esso sia in questo momento. Un po' perchè grazie all'ingresso della safety car Raikkonen ha avuto modo di sdoppiarsi, restando in gioco, quindi per fortuna che Magnussen si è schiantato a muro. Umanità, scusa ma mi repelli un filo certe volte.
4. Alonso e Hamilton dalle stalle alle stelle... #solitoculo. Mettiamola così: questi due del culo ne hanno fatto, negli anni, un'arma impropria. Tranne nel 2007, quando troppo culo in uno stesso team ha giovato solo all'unico che non ne ha mai avuto in vita sua. Se partire ultimi e ritrovarsi quarti dopo una manciata di giri perchè tutti quelli davanti a te si sono autodisintegrati non è culo, io vorrei sapere che cosa lo è.
5. Button, fuori in 60 secondi. Salvate il soldato Button! Il più esperto in pista fatto fuori prima della prima curva da uno degli ultimi arrivati. Ok, una volta Wehrlein ha ottenuto un misero punto iridato per la sua Manor... però è l'ultimo arrivato, sù. E poi ha avuto modo di polemizzare. Il bello è che fino al momento prima Wehrlein veniva incensato a tutti per l'ottimo (tipo 14esimo?) risultato in griglia ottenuto... e poi vabbè. Combina il disastro come un Verstappen qualunque. No, Button non l'ha presa bene.
6. I team radio di Kimi Raikkonen. Se esistessero delle penalità legate al numero di parolacce dette guidando io non avrei più la patente, ma Raikkonen neanche! Con la sola aggravante che Raikkonen parla non solo a quelli che guidano intorno a sè, ma è proprio in diretta mondiale. Se da oggi il massimo insulto che io possa rivolgere a quelli che mi circondano è: "ma chi ti ha insegnato a guidare? Verstappen?!" Raikkonen ha un repertorio decisamente più colorito e nutrito di elementi provenienti da almeno un paio di lingue parlate sul pianeta Terra. E non se ne tiene per nessuno.
7. Alonso, bimbominchia in pitlane. A colpi di testa come questi ci ha abituato in gioventù. Poi in realtà ogni tanto tendiamo a perdercelo di vista, anche perchè quando litiga con la propria ombra in fondo allo schieramento non è che abbia molta occasione di risfruttare certi escamotage di guerra. Trovatosi quasi per miracolo in testa allo schieramento, quindo posto, roba da leccarsi le dita di questi tempi, è tornato a stupire tutti con effetti speciali. Il fatto è che il box non è neanche colpevole di averlo fatto andare via presto, perchè uno normale si sarebbe semplicemente accodato alla vettura che gli era già sfilata accanto e se ne sarebbe stata. Lui invece ha pure accelerato (falciando le caviglie di qualche imprudente meccanico Manor, o giù di là) ed ha tentato il sorpasso estremo in pit lane. Intanto i commissari dormivano: libero spazio all'anarchia.
8. L'eterna sudditanza di Pippo Massa. Il caro vecchio Pippo Massa circa a metà gara si è ritrovato attaccato al posteriore di Alonso. Io ho, senza modestia, previsto un gran momento di gloria per lui: il gran sorpasso sdegnato ai danni dell'ex compagno di squadra bullo e sbruffone. Uno di quei gesti che potrebbero valere la conclusione di una grande carriera all'apice. In realtà è rimasto fino a due giri dalla fine sotto il secondo di distanza, senza neanche tentare di azionare il DRS. Neanche quello. Ciò che è successo a due giri dalla fine è che Bottas ha superato di prepotenza in brasiliano per provare a spiegargli come si fa... ma troppo tardi! Due giri, persino a S.P.A., non sono abbastanza per recuperare. Mica per niente l'hashtag di Alonso è #solitoculo.
9. SebVettel on fire! Perchè tutto quello successo in partenza, ed a zonzo in giro per la gara, non era abbastanza. Poi è andato ai box e la vettura ha preso fuoco. Complotto.
10. Rosberg scatta selfie mossi alla Gue Pequeno. Ah! Perchè c'era anche Rosberg. Qualcuno se ne era accorto?

lunedì 29 agosto 2016

Belgio 2016 - Gara

Premesse di un certo peso: in Manor è sparito Haryanto ed è comparso Ocon; in ultima fila appaiono Hamilton e Alonso, sanzionati di 50 \ 60 posizioni sulla griglia ciascuno, una robetta da ridere. Anche se sulla robetta di Hamilton a dire la verità ci sto pensando... e non sono ancora giunta ad una conclusione. Più che altro se l'ho capita, non mi capacito di come il mondo della Formula 1 tutto non stia insorgendo urlando allo scandalo. Se non l'ho capito vuol dire che è un casino ancora più nero ed è meglio che taccia un pochino. Sulla robetta di Alonso neanche il caso di parlarne: 'sta McLaren di tanto in tanto crolla a pezzi. Ma solo di tanto in tanto, ed alla fine del post sarà più chiaro di cosa sto parlando. 
Verstappen parte in prima fila, al fianco di Rosberg: questo già non promette niente di buono. Un po' come qualche tempo fa non portava buono partire al fianco di Maldonado o, ancor prima, di Grosjean... tra l'altro proprio su questo circuito si festeggia il quarto anniversario della volta in cui tentò di decapitare Alonso. Ed il mondo se la prese con lui: Robespierre a confronto era un dilettante.
Alla prima curva è già mischia... che poi significa che io ho sempre ragione. Mentre Nico scivola via liscio, Verstappen ne combina di tutti i colori. giocando al grande gioco della prestigirizzazione (Silvano, Mago di Milano, I still love you) un secondo prima era a sinistra, un secondo dopo alla destra delle due ferrari, tutti belli allineati come dei cretinetti. Il primo ad essere fatto fuori è stato Vettel, il testacoda immediato, regge poco pure Raikkonen, poi Vestappen... ed alla fine tutti gli altri. BOOM! Versbatten! In pista di sano non c'è rimasto più nessuno. Tranne Rosberg, che fila via liscio. E tranne Alonso ed Hamilton che dalla loro ultima posizione non si sono resi conto di nulla. Evitanto un pit stop, che non sono stati costretti a fare dopo aver sfondato la macchina, giungono già alla parte alta della Top10. Wehrlein prende in pieno Button, e poi se la prende pure con lui, costringendolo quindi al ritiro. Le telecamere lo seguono stizzito girare per il paddock, probabilmente alla ricerca della testa di Wehrlein (ritirato anch'egli per giustizia divina) da prendere a morsi. Nel frattempo Magnussen si sfracella al muro pesantemente: siamo solo al settimo giro, SC in pista.
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Riassunto delle puntate precedenti: Vettel è 11esimo, Raikkonen 17esimo, Verstappen 14esimo, Alonso quarto e Hamilton quinto. Button ha un diavolo per capello e Mazzoni non ci capisce più niente. 
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La Safety Car permette a Raikkonen di sdoppiarsi... ma, se la cosa interessasse a qualcuno, Magnussen sta bene. E' uscito dalla vettura con le sue gambe, anche se zoppicando. Poi è stato portato all'ospedale per accertamenti medici, mentre in pista calavano le bandiere rosse, perchè solo gli stupidi non cambiano mai idea. 
Ripristinata la situazione in pista, tutti i piloti possono tornare a gareggiare... ed è subito Raikkonen vs Vestappen. Una volta raggiunto, Raikkonen tenta il sorpasso per la 14esima piazza. Verstappen lo sbatte fuori, poi gli restituisce la posizione per evitare recriminazioni, ma un secondo dopo è rissa nuovamente. Versbatten! Again! Seguono team radio infuocati di Raikkonen "è chiaro che il suo intento è quello di sbattermi fuori", "Ridicolo! E' ridicolo!!"
Là davanti, nel frattempo, Hamilton supera Alonso, sbattendolo quintolo e felice, poi un bah infinito dietro a Hulkenberg. Vettel in decima piazza rimane stabile in maniera ridicola dietro ad un Haas. Fino a questo punto, giunti circa a metà gara, è stato decisamente possibile riconoscere che, tra i due ferraristi, il migliore in pista è senza dubbio Raikkonen. Vettel è dall'inizio della gara che si cimenta in pivellate senza rimedio. 
Tuttavia, al 20esimo giro, Raikkonen va a toccarsi anche con Grosjean: è chiaro che ha perso la sua lucidità e stia sbarellando.
La cosa più divertente di tutte è che, in mezzo a tutto questo delirio, i commissari non hanno niente di meglio che sanzionare NASR per aver preso una curva troppo larfa e aver preso vantaggio da questo. Abbeh! Nasr! Nasr, che non si sa neanche cosa stua facendo e dove lo stia facendo, probabilmente in ultima posizione (tra l'altro, ma Ericsson? Che fine ha fatto? Chiamiamo chi l'ha visto? Perchè son certa di averlo visto schierato in pitlane alla partenza), mentre tutti gli altri sono impegnati nelle peggio porcate. Vedi per esempio Alonso che fa il bimbominchia in pit lane. Tenta un sorpasso e colpisce Hulkenberg, in pit lane! E nessuno gli dice niente.
Anche perchè ci sono dei precedenti clamorosi... e mentre lo si pensa BOOM! Versbatten, n° 3, questa volta su Perez. La smettiamo di idolatrare dei bambini?!

mercoledì 10 agosto 2016

I 10 fatti buffi di Germania 2016

1) La partenza di Rosberg. Dopo aver dato il meglio di sè al sabato pomeriggio, alla domenica qualcosa è mancato. E' mancato in Lui, probabilmente già abbastanza spaventato dall'essere stato scalzato dalla vetta della classifica. E' mancato nel team, che ultimamente pare un po' complottare o è una mia impressione? In ogni caso, la sorte non guarda in faccia a nessuno. Se la vettura non parte nel momento in cui dovrebbe partire non ti resta niente di meglio da fare che inseguire e sperare di prenderli. Vabbè, sarà per la prossima volta.
2) Kvyat, un pilota in difficoltà. Danil Kvyat è diventato il supereroe di quel piccolo antro complottista del web chiamato Tumblr. Il popolo del web ne è convinto: Kvyat sta sbarellando psicologicamente e mentalmente, non riesce a più a tenere un vettura in pista per tutta la durata di una gara e non competa più un giro di qualifica degno di questo nome... ma la colpa è dei grandi capi supremi RedBull\Toro Rosso, rei di tagliargli le gambe ad ogni occasione e metterlo quindi sotto pressione più del previsto. L'indiscrezione del contratto che non verrà rinnovato alla fine della stagione è solo il colpo di grazia finale. Salvate Kvyat, salvate il mondo.
3) I Team Radio di Ferny Alonso. Può essere che Fernando Alonso sia anch'egli un utente di Tumblr, magari uno di quelli che postano a ripetizione GIF di persone e\o personalità che sorridono a rallentatore, perchè anche lui ha la sua buona dose di complottismo in corpo. L'ultimo è quello della stampa che vuole metterlo in cattiva luce dando sempre particolare risalto ad un certo tipo dei suoi team radio, mica tutti, solo alcuni. Solo quelli. 
No Ferny, no cry. I tuoi team radio ti rendono il pilota che sei, tranquillo e vai per la tua strada.
Il momento team radio of the day è arrivato dopo il primo pit stop, al rientro il team gli indica di sorpassare Guttierrez, risposta sarcastica non vi preoccupate, seguito da un : "comunque riperderò la posizione al prossimo pit stop e dovrò recuperare un'altra volta"
4) I Team Radio di Raikkonen, che non vuole essere da meno. Perchè quel paio d'anni in Ferrari insieme a qualcosa dovrà pur aver portato. Anche se Raikkonen lo sappiamo, anche lui, in fatto di team radio knows what is doing. Anche in questo caso team radio epico dopo il primo pit stop più o meno di questo tenore, in uno strano linguaggio che potrebbe essere un mash up di finlandese ed inglese, "mah, avete toccato l'alettone?" risposta dal box: "sì, kimi, l'abbiamo modificato". "La prossima volta tenetevi le mani in tasca", risposta dalla vettura, anche se sono piuttosto certa che nessuno di voi sia riuscita a percepirla, tutto un complotto della Tv di stato, ma sono certa che siano quelle le parole passate per la testa di Raikkonen. Più o meno. Forse non avrebbe detto tasca, ecco.
5) RedBullS a podio. Perchè sotto sotto, queste piccole ed infide redBullS, che ora dobbiamo imparare ad odiare, dopo quello che hanno fatto a Kvyat, e dopo quello che stanno facendo alle Ferrari, hanno pure recuperato terreno. Hanno tenuto testissima alla Mercedes di Rosberg, che non è riuscito a lottare per la sopravvivenza, hanno battuto in prestazioni le Ferrari (ma questo accade dai tempi di Webber) ed hanno dato bella mostra di sè sul podio. Ricciardo bevendo champagne dalla sua scarpetta fetida, tenuta ai piedi per almeno 3 ore e bella sudazzata a dovere. ma due analisi del sangue gliele hanno fatte dopo la gara? Si è intossicato? E' ancora dei nostri? Gli è venuta almeno la salmonella? Verstappen facendo il simpatico al microfono: ragazzo, sei troppo piccolo per queste cose.
6) No good day for drivers named Felipe. Mettiamo i puntini sulle I: di Nasr non frega niente a nessuno, è irrilevante, non ha concluso la gara ma... vabbè, fa niente. Quella di Massa è stata un'epopea, una corsa contro corrente, una lotta continua contro il fato che, comunque, lo ha visto ritirarsi circa a  metà gara. Pechè è stato inutile lottare contro il destino. Però è stato bello soffrire insieme.

7) Rosberg i sorpassi estremi... e le sanzioni extra. Dopo circa metà gara passata in quarta piazza, dopo aver realizzato che anche dal box non gli sarebbe giunto alcun aiuto, magari con qualche magheggio strategico che gli avrebbe permesso di riprendersi la posizione al pit stop, ha capito che avrebbe dovuto fare tutto da solo: gambe in spalla e si è messo all'inseguimento di Verstappen, che ha raggiunto, e sorpassato. E magari anche un po' mandato fuori pista. Ma solo un po'. E poi lì  non ci sono muretti, non è pericoloso. E poi Verstappen è un ragazzino, si deve piegare al volere dei grandi e non rompere. Eppure no. I piani alti, probabilmente sotto l'inflienza di Padre Jossone, hanno dichiarato che così non va bene: shame for Nico Rosberg e 5 secondi di penalità per lui.

8) Alonso fuori dalla zona punti. Caustico Jenson Button: un secondo prima lo vedevo dagli specchietti, un secondo dopo non c'era più. Sparito. Ed in effetti andata così. Sparito nel nulla, perse le distanze dal suo compagno di squadra che lo precedeva, tampinato da quello dietro e pure doppiato da Verstappen. Poi il lampo di genio: eh, guarda Vertappen come va piano, quasi quasi lo riprende. Solo che Verstappen non ci sta: con bandiere blu in poppa lo ridoppia, mentre alle spalle di Alonso arriva Perez carico di aspettativa e pronto a fregargli anche l'ultimo punticino a disposizione in griglia. 11esimo e beffato. Bella gara.
Ah, un minuto di silenzio per la foto che quelli della Renault hanno tirato fuori dal cilindro per fare gli auguri di buon compleanno ad Alonso.
9) Toto quotes. Capisco l'autoironia e l'autocritica, però quelli della Mercedes ogni tanto mi lasciano perplessa davanti a quel sentore di ci sono o ci fanno? A questo giro è andata a meraviglia. Con i cinque secondi di penalità di Rosberg non hanno potuto fare altro che fermarlo prima del cambio gomme successivo, giusto per rendergli ancora più difficile la rimonta. Non sarebbe neanche andata tanto male se quei geniacci dopo 5 secondi di cronometro si fossero veramente lanciati sulle gomme per cambiarle con solerzia... invece che starsene in panciolle per almeno 8 secondi. 
Poi però ti arriva un Toto Wolff: "I love this sport because the stopwatch never lies.... Oh. I really XXXXXX myself there!"
10) Button in 8° piazza. Partito 12esimo, finito nono alla prima curva. Rimasto anonimamente nono fino ad un giro dalla fine dove il lampo di genio illumina il suo sguardo: Bottas è così vicino! Dai box lo rassicurano: lui è su gomme vecchie e logore. Jenson: I know what I'm doing. Infatti lo agguanta e lo supera in men che non si dica.

lunedì 8 agosto 2016

Germania 2016 - Gara

Quando alla partenza per il giro di ricognizione la vettura di Rosberg ha dato mostra di sè con una bella fumata bianca ho temuto che volesse dire qualcosa. Però nessuno se ne è preoccupato ed ho fatto finta anch'io di aver avuto allucinazioni. 
Al giro di ricognizione è andato tutto bene... il che stava quasi per dare ragione a quelli che guardavano gli asini volare invece che quello che accadeva in pista. 
Allo spegnersi dei semafori è stato chiaro che avessi ragione io. Perchè io ho sempre ragione. La vettura di Rosberg parte male, parte tardi e le RedBull hanno la meglio su di lui. Hamilton si avvantaggia. Le RedBulls si avvantaggiano. Le uniche che non ce la fanno sono le Ferrari. ma quelle non ce la fanno proprio per indole personale. 
Buona la partenza delle Mclaren che in un balzo entrano in zona punti: Button riuscirà anche a restarci fino alla fine, con tanto di sorpasso all'ultimo giro a danno di Bottas da far venire i brividi alla schiena, Alonso sarà bella mostra di sè in uno dei suoi spocchia-show in team radio, ma terminerà la gara in 11esima posizione dopo un tentativo fantasioso di sdoppiarsi da Verstappen.

sabato 30 luglio 2016

FormulaGossip - Germania 2016

La mia natura da piccola ribelle di questi ultimi tempi mi sta facendo perdere un sacco di buone occasioni per parlare di notizie succose degne di nota. Perchè ultimamente ne stanno accadendo un po' di tutti i colori. Vediamo di recuperare un po' la situazione.
Vicende contrattuali ed affini.
1) Kimi Raikkonen si è visto rinnovare miracolosamente il contratto con la Ferrari per un altro anno. Lui e tutta la trippa che si porta addosso. Il mondo si è spaccato. Perchè il mondo ha sempre una buona ragione per spaccarsi, figuriamoci. In questo caso, da un lato quelli sempre fedeli alla causa, ritengono che Raikkonen sia ancora in gamba, che sappia ancora il fatto suo e non si sia mai fatto intimorire da Vettel, per questo motivo è ancora il pilota adatto per il cavallino rampante. Poi ci sono quelli che nell'ultimo anno hanno anche visto le gare e parlano con cognizione di causa. Adoro quando sono così tranchant sulle opinioni altrui. Ci sono quelli che riconoscono che ormai Raikkonen abbia più anni del cucco e potrebbe anche voler lasciare spazio agli altri, o quelli, ancora più cattivi, che hanno coniato da tempo il verbo demotivato o svogliato e gloielo affibino ogni volta che questo passa l'intera gara ad inseguire i moscerini per poi lamentarsi della posizione in cui è arrivato. Ecco sì, tipo in tutte le gare. 
Però vediamo di non vedere solo nero. Tra le altre cose, e rimanendo in fatto di contratti ed affini, Raikkonen sfrutterà la prossima pausa estiva per convolare a giuste nozze con Mintu. Il matrimonio, a gran sorpresa, si celebrerà in Italia. 
2) Si è visto rinnovare il proprio contratto anche Nico Rosberg, alla faccia di Hamilton, che vorrebbe toglierselo dai piedi. Ed alla faccia di Alonso, che per qualche strana ragione crede ancora di avere speranza in Mercedes. Ma Alonso stia bravo per il momento, che tra un po' ne avrò anche per lui. 
3) Kvyat in bilico. A quanto pare non è solo lui a non gradire più di tanto di rimanere ancora in area Toro Rosso \ Red Bull dopo il trattamento che gli hanno riservato: il malumore è reciproco, tanto che quelli della Toro Rosso hanno già dichiarato che in ogni caso per lui non ci sarà alcun contratto entro la fine dell'anno. O si trova un'altra carrozzeria dove andare a fare danni o gli toccherà guardarsi le gare dal divano di casa.
4) Button, la faccenda è sempre più criptica. Perchè io davo ormai per assodato il suo prossimo ritiro, là dove la McLaren gli avrebbe preferito un qualcuno alla Vandoorne da affiancare al brutto muso di Fernando Alonso. Ma non è neanche questo il momento in cui parlo di Alonso, ancora un momento di attesa. Eppure, si fanno sempre più convicenti le voci che vorrebbero un suo prossimo trasferimento in Williams... o quantomeno quelle dell'interesse di Casa Williams di prenderselo per due spicci e sostituire così quella vecchia cariatide di Pippo Massa. Anche perchè per Bottas anche quest'anno non c'è stato niente da fare con la Ferrari, nessun altro punta particolarmente gli occhi su di lui e pare già rassegnato ad un altro anno nell'anonimato.
5) Dopo mesi di tentennamento la Sauber ha chiuso. Anzi, in realtà è ancora aperta perchè i protettori di Ericsson se la sono comprata, le hanno lasciato il nome Sauber, giusto per non dover ristampare la carta intestata e assicurando così un posto a tempo indeterminato ad Ericsson stesso, però è uscito di scena Peter Sauber. Che poi sarebbe l'unica ragione per sui la Sauber si chiama Sauber, ma forse queste sono mie illazioni. 
Vicende extracontrattuali e fritto misto.
1) Fernando Alonso, finalmente è giunto il suo momento, ha festeggiato proprio qui in germalia il suo 35esimo compleanno, circostanza che lascia intuire come non sia più un giovinastro neanche lui. Visto che a questa esistenza da eterni adolescenti non ci si abitua mai, è notizia di questi giorni, più o meno confermata, più o meno smenttia dagli eventi, quella della rivelazione dell'identità della sua nuova compagna. Quindi addio Lara, comunque non ti abbiamo avuto intorno per molto non sentiremo la tua mancanza, è giunto il turno di Linda Morselli, professione intellettuale, già nota al mondo per essere stata per molti anni la fidanzata di Valentino Rossi, secondo le cronace mollata tragicamente dal pilota qualche mese fa, con acquisto di vettura incorporata. Sta di fatto che, probabilmente guardando tutte e quattro le ruote della nuova Smart parcheggiata sotto casa deve aver avuto l'epifania del giorno... e così è andata.
2) Coppie che scoppiano ovunque, perchè anche Ricciardo, pronto proprio questo week end a disputare il proprio 100esimo GP in carriera, ha rotto da poco tempo con Jemma Boskovich, fidanzata storica del pilota australiano. A rivelarlo al mondo ufficialmente Lewis Hamilton sul podio ungherese... anche se chiunque frequenti Tumbler, anche senza troppa destrezza come me, ne era già a conoscenza da tempo. Non è incredibile come io non stia seriamente riuscendo a capire come funziona tumbler? Non è incredibile come le tipe che affollano Tumbler riescano a sapere cose che sfuggono al resto del mondo? Ho paura di quelle persone.  
3) In settimana si è disputata un'altra delle partite della nazionale piloti, mai stata più affollata di così. A farla da padrone pare essere stata la presenza di Mick Schumacher, che solo ora ho colto che porta lo stesso nome del padre, al quale non è ancora cresciuta la barba ma al quale, in barba a tutti quelli che lavorano davvero per ottenere qualcosa nella vita, basta portare a spasso il cognome del padre per essere incensato ed ammirato. Pare che il buon Mick questo week end sia pure a spasso per il paddock. Giusto per un giro di perlustrazione. Ed il bello è quando ti compare un qualcuno alla Max Verstappen a dire cose tipo "La strada per la F1 difficile per Mick Schumacher".
4) Venerdì pomeriggio Jenson Button è stato trasportato di corsa all'ospedale. Solo al suori ritorno la scottante verità: un corpo estraneo era entrato nell'occhio e nessuno, dico proprio nessuno, in giro per paddock, guardia medica, ed ambulanze varie erano in grado, o avevano gli stumenti giusti per rimuovere la trave. Comunque sia tutto bene quel che finisce bene: nessun danno riportato, neanche una retina graffiata, può tornare a guidare quando vuole. Ed a mangiare la torta di compleanno di Alonso. Ed a invitare mezza famiglia in pista. OMG! E' una stempiatura quella che vedo?
5) Lewis Hamilton sabato mattina è uscito dal box fregandosene allegramente del fatto che stesse arrivando qualcuno in pit lane. Ovviamente non colpa sua ma del vigile urbano che stava davanti a se, che avrebbero dovuto guardare e pensare a quello che stava facendo mentre, chiaramente, stava cercando pokemon in pitlane. In ogni caso, fosse successo a qualcun altro sarebbe stato punito con la morte, nel suo caso solo una multa. Al team.
6) A Rosberg non è importato nulla ed un'altra volta si è impegnato a dimostrare che non ha bisogno di questi trucchetti per prendere la pole. E così è stato.

venerdì 29 luglio 2016

Ungheria 2016 - Gara

Sabato, in qualifica, quelli della Mercedes hanno provato a farci credere che i rapporti tra hamilton e Rosberg fossero più distesi che mai. In realtà quello a cui abbiamo assistito è stato un Rosberg che, pur di andare a pole, si è impegnato il primo figlio maschio ed un Hamilton che, secondo i soliti ben informati, ha speso ben più di una parola con i commissari perchè quella pole di Rosberg fosse fatta fuori ex lege e gli fosse data la prima piazza di diritto. 
Domenica, in gara, quelli della Mercedes hanno provato a farci credere che non vi sia alcun ordine dall'alto a guidare come due marionette l'operato di Rosberg ed Hamilton. In realtà quello a cui abbiamo visto è stato un bisticcio composto in partenza, come a voler dimostrare che se ci si impegna è anche possibile non farsi fuori la fiancata alla prima curva ed una gara interamente in scia per quello che, dalle fasi iniziali, è andato in testa. Quindi Hamilton. Anzi. Aggiungo. Per tutto il corso della gara, a tratti, Rosberg è stato ben sotto il secondo di distanza da Hamilton, solo che non ha fatto un granchè per sorpassare. Perchè non ci sono ordini di scuderia. Per tutto il corso della gara Hamiton ha permesso che Rosberg gli arrivasse a meno di un secondo, ma non è mai parso particolarmente preoccupato, anzi, è come se glielo lasciasse fare, come se sapesse che non sarebbe stata una minaccia. Perchè non ci sono ordini di scuderia. Tutto questo è piuttosto vergognoso. Perchè c'è stato veramente un momento in cui ho creduto alle parole della Mercedes, e me ne vergogno. Un momento in cui ho creduto che avrei potuto assistere ad una bella gara tra Hamilton e Rosberg, in cui ho sperato che il risultato non fosse già definito alla seconda curva, in cui ho desiderato che non mi stessero facendo buttare via due ore della mia vita. 
Sì, per la cronaca, buttate via. In toto. 
Ma parliamo d'altro. Parliamo di chi riempie sempre il mio cuore di gioia. Ovviamente lui: sir Jenson Button, eroe dei due mondi, anche se dall'ultima fila.
Le cose in casa McLaren non erano neanche partite molto male. Durante il sabato erano riusciti entrambi a portarsi a casa una fetta di top 10, questo lo ricordiamo in molti. Soprattutto quelli della Ferrari addolorati dal fatto che non ci fossero anche due vetture rosse nei dintorni. Alonso settimo, Button fermato nel suo giro veloce dal testacoda del suo stesso compagno di squadra ed assestatosi ottavo. Anche le partenze non sono andate affatto male. Poi Button inizia ad avere dei problemi, la vettura non va, non ce la fa, rallenta, pare rassegnato a doversi fermare mentre sfila tutti gli altri e si accoccola in ultima piazza. Dai box fanno il miracolo e gli dicono al volo stai fuori! La risposta dell'inglese entrerà negli annali: Fantastic! Anche se sembrava più sarcastico che entusiasta. Comunque da annali. In quel momento alta commissione dei sapienti lo mettono sotto investigazione: si è parlato troppo via radio. Jenson ha anche tempo di mettersi a fare il sindacalista era una comunicazione di sicurezza! ma dall'alto non ci sentono. E lo puniscono con un drive trough che taglia del tutto le gambe ad un eventuale recupero e lo fa arretrare dalla sua ultima posizione ad altra ultima posizione. In ogni caso, anche questo non lo abbatte. Continua a correre una gara contro se se stesso, un intero gran premio disputato e gloriosamente contro Pippo Massa e qualche Sauber a casaccio, le uniche vetture che ancora bazzicavano nelle sue stesse zone. A 10 giri dalla fine la vettura lo abbandona del tutto ed è costretto al ritiro definitivo, senza onore e senza gloria, quando è stato l'unico ad aver allietato un po' gli animi.
No, perchè se avessimo aspettato che la Ferrari arrivasse al galoppo (del cavallino rampante, ovviamente) a salvarci dalla noia saremmo ancora lì ad aspettare.  Mentre Vettel è stato per l'intera gara sul punto del ma ora recupera, stiamo calmi! Raikkonen stava tentando di dimostrare di meritare il rinnovo. Il problema è che non c'è riuscito. Mezza gara trascorsa dietro a Verstappen nel tentativo di sorpassarlo ... ma riuscendo solo a farsi fuori mezzo muso.

sabato 23 luglio 2016

FormulaGossip - Ungheria 2016 - più o meno

Questo blog è diventato in maniera quasi allarmante lo specchio della mia esistenza sul pianeta Terra: parlo troppo, spesso dico cazzate e sono sempre in ritardo. Anche se alla fine me la cavo. Più o meno. Come in questo caso. Dove torno bella bella dopo settimane di "buca" data ai vari appuntamenti che mi sono autoimposta... e dei quali nessuno sente la mancanza, tra l'altro. Ho saltato a piè pari il formula Gossip dello scorso gran premio, certa che i quindici giorni di tempo per il successivo mi avrebbero dato modo di rimediare. osì come ho saltato l'appuntamento con i Funny Facts del circuito ed anche quello con i dieci fatti buffi della gara. Giunti i Ungheria mi pare che l'andazzo non sia molto differente, però devo ammettere che ultimamente, tutta questa faccenda della Formula 1 fa oscillare il mio umore tra il livello di noia e quello del "che cosa ci faccio ancora qua". In momenti del genere ritengo quindi che sia il caso di tacere, però o ra sono qua. Ora sono qua perchè altrimenti mi ritrovo ad urlare come una matta contro il televisore, a rispondere alle castronerie che dice Mazzoni come se potesse realmente sentirmi, a parlare con gli elettrodomestici come i vecchi. E comunque in questi 15 giorni di pausa ho anche instaurato una linea di conversazione virtuale con Stella Bruno, che poi nel mio piccolo angolo di mondo sono cose di un certo spessore, ma di questo magari parlo un'altra volta. Anche perchè devo dire cos'è che mi ha riportato da queste parti: il solito, vecchio, stantio ma comunque continuamente riproposto vittimismo made in Ferrari. Perchè guardare il gran premio dal televisore di casa, se la casa è in Italia, sia chiaro, non può comportare il dover subire passivamente la pioggia di diavolerie che ti vengono fatte saltare addosso. Perchè a commenti del tipo: "noi abbiamo alzato il piede, pare evidente che qualcun altro non lo abbia fatto" non puoi non rispondere con un "Bravi furbacchioni!!", magari facendo notare che se spendessero meno tempo a fare i maestrini avrebbero anche modo di non cannare in pieno la strategia di Raikkonen, che domani partirà dalla 6000esima posizione per non assere riuscito a fare il giro giusto al momento giusto. No, non è un gesto d'alta classe dire "se in top ten ci sono addirittura le due McLaren ci dovevano essere anche le due Ferrari", con buona pace del fatto che se Alonso partisse dalla pit lane, o non partisse affatto a me non dispiacerebbe affatto. 
Ma per capire meglio di cosa sto blaterando forse occorre fare un passo indietro. Magari può bastare farne uno fino all'inizio di queste qualifiche maledette. Maledette perchè sono durante abbastanza da darmi tempo di fare l'impasto per il pane, lasciarlo lievitare, conquistare la Jacuzia, tornare per vedere cosa ne era stato dell'impasto del pane e metterlo in forno per la cottura. E' a quel punto che, più o meno, Hamilton stava sgranando gli occhi verso il monitor con i tempi per vedere cosa diavolo stava accadendo. Mentre Mazzoni urlava cose del tipo "Solo lui ci credeva, solo lui ci ha creduto". Come se il fatto che non sia in grado di vedere un passo più in là della Ferrari sia colpa nostra. 
All'orario previsto perl'inizio delle qualifiche fuori stavano piovendo cani e gatti. Viene mandata in pista la safety car, ma pioveva troppo: inizio delle qualifiche differito. Dopo attimi infiniti, qualcuno dall'alto decide sia giunto il momento di far scendere tutti in pista, anche se stanno ancora piovendo i cani e gatti di cui sopra, ed il metro di giudizio non è chiaro a nessuno. Una volta scesi tutti in pista, effettivamente si sono resi conto che con tutti quei cani e tutti quei gatti a zonzo per la pista più che una sessione di qualifiche sembrava di stare allo zoo, quindi richiamati tutti dentro ad aspettare altri 10 minuti. Bandiere rosse. Al rientro Ericsson si spatascia contro un muro: bandiere rosse tutti dentro un'altra volta. Tempo di spazzare via con la scopetta quello che si Ericsson è rimasto attaccato al muretto, ed ecco nuovamente tutti i nostri eroi in pista un'altra volta... ma Massa finisce a muro anche lui: bandiere rosse e tutti dentro. Con il singolare effetto che il tempo passa ma nessuno riesce a fare un tempo decente. Dopo un'ora dall'inizio delle qualifiche finalmente termina la prima fase, ma non c'è niente di rilevante da rilevare. Giunti in Q2 la pista va progressivamente meglio, si asciuga ed i tempi vanno giro dopo giro a diminuire sostanzialmente. Tutti, ma proprio tutti, aspettano più tempo possibile per fare il girissimo finalissimo che permetta l'accesso in Q3... e fu lì che quelli della Ferrari hanno mancato l'ingresso di Raikkonen, facendogli di fatto concludere le qualifiche un giro prima di tutti gli altri, che gli passano davanti senza neanche fare troppa fatica. Si aggiunga che per poco non finisce fuori anche Hamilton, autore di un ultimo giro veloce disordinato che per poco non gli rovina le qualifiche. Però no, perchè quella è specialità delle Ferrari. Poi Q3. Giri su giri, con caratteristica di cui sopra: più si va avanti, meglio è. Ad un giro dalla fine delle qualifiche Hamilton è in prima piazza, Rosberg si prepara per fare giro veloce e beffarlo, ma Alonso, che dopo mille anni di carriera non riesce ancora a tenere quattro gomme in pista al momento giusto, un po' come Massa ad inizio qualifica, mica per niente erano una bella squadra quando stavano insieme, va in testa coda: banidera gialla in quella curva. Le possibilità di Rosberg parevano perse per sempre ma... no. Superata la curva con bandiere gialle è andato a bomba ed ha beffato la pole di Hamilton.
Ed è in questo punto che possiamo insierire tutto quello che disordinatamente ho detto prima. Mazzoni che urla "Solo lui ci credeva, solo lui ci ha creduto", Hamilton che sgrana gli occhi guardando i tempi sul monitor e quelli della Ferrari che accusano "noi abbiamo alzato il piede, pare evidente che qualcun altro non lo abbia fatto".
Cose da dire io in effetti ne avrei ancora un mucchio, però non ho tempo, perchè devo andare ad una cena di famiglia. E qualcuno potrà obiettarmi: alla tua età non hai davvero niente di meglio da fare che andare ad una cena di famiglia il sabato sera? Mettiamola così: a confronto rivedere due volte di seguito, senza interruzioni, lo scorso gran premio di Gran Bretagna potrebbe essere un'esperienza piacevole. 

mercoledì 13 luglio 2016

Silverstone 2016 - Gara

Non stavo affatto scherzando l’altro giorno quando ho detto che l’evento più notevole dell’intero GP di Silverstone 2016 è stata la notizia che l’ex fidanzata di Valentino Rossi ora se la faccia con Fernando Alonso.
Se la notizia è sciocca ed insignificante, figuriamoci come è messa la gara.
Se la notizia è sciocca ed insignificante è perchè Alonso negli ultimi 3 anni ha cambiato più fidanzate che paia di scarpe. E perchè nessuno aveva davvero visto trottare per il paddock Lara, la ex, tanto da affezionarcisi. E perchè nessuno aveva neanche mai visto trottare per il paddock più di tanto neanche Dasha, la ex ancora prima. In sostanza, questo sta facendo il tuor per le capitali del mondo, ed a noi non interessa molto.
Quindi eccoci al gran premio, iniziato sotto la pioggia con Vettel arretrato di cinque piazze per il cambio del cambio. No, quella era l’Austria. No, anche a Silverstone. Forse in Ferrari non hanno capito che anche se si chiama cambio non è che debba sempre essere cambiato.
Tra l’altro, in realtà, non piove neanche. Però hanno detto a quello che guida la SC di cambiarsi e scendere in pista, così non è parso educato sul più bello di rimandarlo a casa. O forse la Safety Car serviva solo a gestire la relazione interna tra Rosberg e Hamilton.
A quello che nell’ultima settimana non è stato detto tra Rosberg ed Hamilton non gli si sta più dietro. Solo che potrebbe non essere tutto vero. O quantomeno non è tutto coerente. Per esempio il fatto che i due sono ancora autorizzati a gareggiare tra di loro. Però se osano sfiorarsi finiscono a zappare la terra per direttissima. E Wehrlein si frega le mani. Oppure li multano pesantemente. Oppure gli fanno fare la fine di Alonso. Eh, no. Va bene tutto la ma fine che ha fatto Alonso non la si augura a nessuno. Quindi si sono messi l’anima in pace e hanno deciso di fare i bravi. Anche se a Silverstone l’occasione per fare i cattivi non c’è stata.
Perchè la partenza è avvenuta in regime di safety car… e questa è rimasta in pista per tanti di quei giri da far sospettare di voler andare avanti così fino alla fine. Poi Hamilton è partito, Rosberg ha tentennato, si è fatto passare da Verstappen, poi si è messo all’inseguimento di Verstappen ed è pure riuscito a prenderlo. Solo che la macchina ha dato di matto, dal box gli hanno suggerito come aggiustarla e dopo la fine della gara è stato punito e risbattuto in terza piazza. Il che ovviamente significa, come se al mondo non ce ne fossimo già resi tutti conto, che infrangere le regole conviene. Perchè senza quell’istruzione la vettura sarebbe probabilmente parcheggiata a bordo pista senza neanche un punto guadagnato. In questo modo i punti ci sono, un po’ meno del previsto, ma ancora Rosberg regge il colpo (per 1 punto) su Hamilton.
Basta, questo è tutto quello che è successo nelle prime file.
Nello stesso tempo dietro qualcuno ha tentato di superare qualcun altro, Vettel ha fatto finta di essere sul punto di recuperar qualcosa da un momento all’altro, ad un certo punto la pista è diventata oleosa e tutti, ma dico tutti, sono riusciti scivolare nello stesso identico punto, per poi non finire a muro perchè sarebbe stato troppo divertente. E ad un certo punto la gara è finita. Stop.

giovedì 7 luglio 2016

I 10 fatti buffi di Austria 2016

1. Happy Birthday to Seb Vet. Domenica scorsa, tra le varie ricorrenze, si festeggiava anche il 29esimo compleanno di Sebastian Vettel. Classe 1987, che bell’annata. Anche se io comunque me li porto meglio. Per festeggiare in grande stile, prima di ogni altra cosa, gli sono state regalate cinque posizioni di arretramento in griglia di partenza. Perchè cinque posizioni non le si negano a nessuno. Partire dalla nona piazza non lo spaventava affatto, dichiarava lui sabato pomeriggio. Tra l’altro sabato pomeriggio invitava anche chi gli voleva regalare una maglia dell’italia a tenersela per asciugarsi le lacrime dopo la partita. Domenica pomeriggio, tuttavia, tutti i nodi sono giunti al pettine: quella maglia, dopo essere stata ampiamente utilizzata per asciugarsi le lacrime dopo la partita più lunga ed estenuante del mondo (dicono) è stata rispedita al mittente, perchè anche Vettel qualche lacrimuccia da piangersi l’ha avuta. 
Giunto circa a metà gara, miracolosamente in prima piazza, ma solo per uno strano succedersi dei pit stop, mica perchè fosse una situazione stabile, un pneumatico lo abbandona improvvisamente. La vettura rimbalza da un lato all’altro della pista. Nico Rosberg si fa la doccia con la carcassa della gomma svolazzante, Wehlein per poco non lo prende in pieno di rimbalzo. Poi si è messo a correre, per sfuggire dalla presa di Stella Bruno. Anche se è chiaro a tutti che Stella Bruno al momento abbia occhi solo per Ricciardo
2. Tutte le penalità di Nico Rosberg. Anche la domenica di Nico Rosberg non è affatto iniziata e finita nel migliore dei modi. Anche lui deve sicuramente aver festeggiato troppo la notte precedente, ritenedosi invincibile, però una partenza dalla sesta piazza, quando c’è di mezzo un titolo mondiale, non la si augura a nessuno. Il recuperone pareva anche essere andato alla grande, tanto che con la magia dei pit stop a metà gara è riuscito a piazzarsi davanti al suo compagno di squadra, lasciando indietro ferrari ed altri contendenti vari. 
Il problema è arrivato dopo la doccia di detriti di Vettel… ed a due giri dalla conclusione, quando il distacco da Hamilton è diventato minimo. Al penultimo è stato salvato da un giro di doppiaggi in sequenza che, di fatto, gli ha tenute occupate tutte le zone buone per il sorpasso. Al penultimo la sorte non gli ha giocato altrettanto bene. Hamilton gli si è avvicinato ed ha tentato il sorpasso. Nessuno dei due ha voluto cedere neanche un millimetro, e fu così che vennero al contatto. Due volte. Niente di meno. Dopo aver sostenuto per mezza giornata che fosse tutta colpa di Hamilton, reo di aver sbattuto fuori pista (ancora una volta!!) Rosberg, vengo a scoprire che dai piani alti hanno ritenuto l’intero comportamento di Nico completamente errato: il che forse mi conferma che avevo ragione. Doppia penalità per lui, 10 secondi di penalità (che non cambiano nulla) sul tempo di arrivo e due punti dalla patente per aver continuato a girare con la vettura danneggiata. Insomma, non gliene è andata bene una. 
3. La terza piazza di Jenson Button. Tra gli amanti degli statisticoni andrebbe ricercato il dato: da quante gare Jenson Button non partiva così avanti? Dasi ad un passo dalla vetta. Che poi è un peccato, perchè là dietro almeno c’è una bella vista… lì davanti si è risolto tutto ad un primo piano del fondoschiena di Hamilton… che poi, viste le attitudini fotografiche di Hamilton basterebbe aprire il suo profilo instagram per vedergli il fondoschiena. 
Che la situazione non avrebbe potuto reggere inalterata a lungo era evidente, ma vogliamo parlare della soddisfazione di aver girato per almeno 10 giri in seconda piazza? Poi basta. Va bene così. Un piccolo salto nel passato, poi largo ai giovani. Largo ai giovani. Lo so che in quel momento a superarlo è stato Raikkonen, non di certo un giovane, lui lo possiamo incasellare semplicemente nel “largo”. I giovani li lasciamo per dopo. Anche perchè alla fine della fiera Raikkonen si è fatto fregare proprio da Verstappen, il giovane. In ogni caso, qua si stava parlando di Button. Per un solo istante si è avuta l’impressione che potesse concludere la gara in quinta posizione, quintolo per un giorno, faccenda che avrebbe decisamente mandato il suo compagno di squadra al manicomio. Ma forse era pretendere troppo, lo strapotere RedBull gli ha giocato una piccola beffa sul finire, relegandolo in sesta posizione. Della quale sono stati tutti immensamente felici. Il che è imbarazzante. 
4. Raikkonen e la matematica, che non è un’opinione. Tra i due litiganti (HAM e ROS) quello che maggiormente ha goduto è stato Raikkonen che, a mezzo giro dalla fine della gara si è pure ritrovato sul podio a bere champagne. Il che non è da tutti. Soprattutto non è per quelli che non hanno capito come è potuto accadere. In ogni caso, ora le cose stanno ad un punto di svolta, perchè mentre tutti leggono numeri, fanno statistiche, elaborano grafici e si danno all’ippica nel tentativo di capirci qualcosa, lui ha davanti a sè un semplice dato numerico: lo stesso numero di punti iridati di Seb Vettel. Quello che avrebbe dovuto risollevare la baracca. Nostro signore salvatore. Mentre lui dovrebbe essere il panzone svogliato, messo lì solo per fungere da joker.
5. La gastrite di Fernando Alonso. Se c’è una cosa che Fernando Alonso non ha mai potuto tollerare sono le sconfitte. Ancor meno delle sconfitte tollera i compagni squadra che vanno meglio di lui. Mica per niente il miglior compagni di squadra con cui si sia mai trovato è probabilmente Fisichella. Già l’anno scorso il totale numerico ha portato JB ad avere più punti iridati di lui… ma lì c’era da giocarsi la carta del fulmine che lo ha colpito sulla via di Montmelò. Ed in ogni caso in due hanno, sì e no, portato a casa poche briciole, non è che ci fosse molto per cui dispiacersi. Quest’anno ha iniziato il mondiale facendo il gradasso, la quinta piazza di Montecarlo gli ha fatto credere che fosse tutto come un tempo… ed infatti è tornato a proclamarsi il miglior pilota degli ultimi 150 anni. In realtà le cose non andavano così bene come un tempo. Per tre volte di fila è riuscito a partire in top ten, ma non sempre questo gli ha permesso di portarsi a casa dei punti. Questo week end è stato chiaro agli occhi di tutti l’escalation di bile circolante nel suo organismo. Più le cose, miracolosamente, per JB andavano bene, peggio le vie biliari reagivano. Prima di tutto con l’uscita in Q2 in fase di qualifiche, mentre JB trottava allegramente verso la Q3. Venne poi la partenza tanto dignitosa (sì sì, tutto culo) mentre lui si arrendeva in 14 piazza. Giunse infine l’ooportunita di reggere l’andamento della gara in maniera soddisfacente. Non si fanno miracoli, ma ad Hulk, partito secondo è andata decisamente peggio. Dopo aver trascorso 3\4 di gara a rantolare spinto dal vento e dalle correnti tra la 14° e la 12° piazza, giunse l’urlo di dolore. E si è ritirato. Perchè a questo giro glielo hanno lasciato fare.
6. Malumori in Mercedes. Incomincio a sospettare che tutto quel clima di Respect che si respirava in Mercedes sia andato al vento da un pezzo. Davanti all’ennesimo colpo di testa dei due rampolli, pronti a battersi sino allo stremo e senza esclusione di colpi, urge la necessità che dai piani alti prendano delle decisioni. Perchè per un po’ è stato divertente. Poi basta. Vada che quest’anno non si sta neanche correndo il rischio che la Ferrari possa, lontanamente, solo ambire al titolo, ma le basi per uno strike definitivo (vedi HAM - ALO 2007) ci sono tutte. C’è anche Raikkonen lì dietro in coda ad attendere che gli altri si facciano male da soli. La domanda è la seguente, pur volendo arrivare alla fine di questa stagione, vada come vada, tamponando le ferite come possibile, in Mercedes vorranno veramente portare nuovamente in scena questo teatrino anche per il 2017? Hamilton ha un contratto firmato, Rosberg no, ma in questo ambito lo sappiamo tutti che i contratti non contano poi molto. Tranne quando Van Der Garde decide di metterci di mezzo gli avvocati. A chi rinunciare? O tutto sommato, tutta questa situazione porta abbastanza attenzione (e soldi) da andare benissimo così in ogni caso? 
7. Griglia di partenza fantasiosa. Adoro le griglie di partenza fantasiose e, sì, lo confesso, sarei una sostenitrice della griglia di partenza invertita. Ditemi se non è fantasioso voler mettere in fila (oggi, 2016) Hamilton, Hulkenberg, Button e Raikkonen. Con Vettel in quinta fila solo, perchè Massa è partito dai box, senza che nessuno abbia fatto avanzare tutti gli altri. E la manor in 12esima piazza. Anche questo è un colpaccio.
8. 10° piazza Manor. Se partire in 12esima piazza è stato un colpaccio (al cuore, di Alonso, solo 14esimo, e solo perchè Sainz e Perez sono venuti a mancare prematuramente), terminare decimo e a punti è stato molto ma molto meglio. Per la Manor, che forse può ambire a vedere dei soldi quest’anno. E per Wehrlein, messo lì ad imparare il mestiere dai Mercedes boyz, ed ottenere risultati proprio nel momento in cui i Mercedes boyz si stanno prendendo a schiaffi e rendendo l’aria irrespirabile. 
9. Air Racing un po’ meno United.  Già una settimana fa avevo iniziato a sostenere che sugli #airracingunited stesse incominciando ad operare una anomala selezione naturale. Ora però si scoprono anche i sotogruppi: Gutierrez e Massa hanno volato per i fatti loro, degli altri praticamente non v'è certezza. Questa faccenda mi appassiona più di Beautiful.
10. Le tute RedBull. Una foto vale più di mille parole. E grazie a questo podio l’immagine rimarrà negli annali.